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lunedì 21 luglio 2014

Verifica se fai parte della sesta salvaguardia

Esodati, verifica con Pensioni Oggi se fai parte della sesta salvaguardia
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Con l'approvazione alla Camera del disegno di legge in materia di sesta salvaguardia il legislatore estende le vecchie regole di pensionamento in favore di ulteriori 32.100 lavoratori
L'intervento, come già anticipato da Pensioni Oggi nei giorni scorsi, allunga di un anno i vari profili di tutela aperti spostando il paletto della decorrenza, dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016. Per aiutare i lettori a districarsi in questo continuo divenire di norme, Pensioni Oggi ha realizzato il nuovo programma per verificare la possibilità di entrare nella sesta salvaguardia con l'individuazione della corretta data di decorrenza della rendita previdenziale. Ovviamente nel rispetto di quanto indicato nel disegno di legge approvato, per l'appunto, in prima lettura dalla Camera dei Deputati (unico testo che possiamo utilizzare al momento).

La precisazione è importante in quanto il Senato potrebbe apportare delle modifiche al testo uscito da Montecitorio e, pertanto, si consiglia di verificare il risultato nei prossimi giorni. Senza contare che potrebbero sopravvenire delle Circolari applicative in materia da cui potrebbero scaturire risultati diversi da quelli indicati. Vai al programma: Controlla se sei salvaguardato
Si ricorda che potranno accedere alla sesta salvaguardia le seguenti categorie di lavoratori.

Mobilità
I lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012   e  che   perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi   volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011 (5.500 posizioni disponibili);
Autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi
a) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
b) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche' al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita' lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita' lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (12mila posizioni complessive disponibili);
Cessati dal servizio (con o senza accordi con il datore di lavoro).
a) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
b) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (8.800 posizioni complessive disponibili);
Assistenza figli disabili
I lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (1.800 posizioni complessive disponibili);
A tempo determinato 
  Ilavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (4mila posizioni complessive disponibili).
(Leggi)

domenica 20 luglio 2014

Contro governo Renzi: lettera-sfogo, dei quota 96

Pensioni, quota 96 scuola contro governo Renzi: lettera-sfogo, tutta la rabbia dei docenti
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I 'quota 96' non ce la fanno più e non hanno solo una ragione da spendere, ma infinite ragioni per quello che sta apparendo come un 'teatrino farsesco dell'estate 2014'. Prima l'illusione della buona notizia dell'emendamento che sarebbe stato incluso (sul filo di lana) al decreto della Pubblica Amministrazione; ora, la profonda delusione per i continui rinvii per l'approvazione, ultimo dei quali quello previsto per martedì prossimo, 22 luglio (come direbbe Nino Manfredi, 'fusse che fusse a vvorta bona'?)
Miur, scuola, la rivolta dei 'quota 96' contro le ingiustizie
I 'quota 96' hanno esternato la propria rabbia attraverso una lettera-sfogo, all'interno della quale si condanna anche il tentativo finale da parte del Governo di danneggiare la categoria attraverso il calcolo dei contributi degli ultimi due anni e il posticipo della liquidazione relativa al TFR.
'Andate in pensione ma prenderete il TFR (TFS) quando vi sarebbe spettato se non avreste rotto le scatole' è l'urlo dei 'quota 96' esasperati dalle forti penalizzazioni che pesano più che mai. Il timore è quello di prendere la 'buonuscita' addirittura nel 2021, ben nove anni dopo quella che doveva essere l'uscita dal lavoro se non fosse stata approvata la riforma montiana. 
I 'quota 96' (ormai quota 100 e più) hanno sfogato tutta la loro rabbia per l'ennesima farsa in atto.
Miur, scuola, i 'quota 96' sfogano la propria rabbia contro lo Stato
Sono passati tre anni pieni zeppi di interrogazioni, di presidi, di interrogazioni e risoluzioni parlamentari, ma fino alla fine continuano gli effetti malefici su tutti coloro che hanno la sola colpa di essere nati dal 1 gennaio del 1952. La loro rabbia è giunta al culmine: è l'Italia degli scandali, delle vendette dell'Inps e della Ragioneria dello Stato, dei ricatti sottaciuti come quello del pagamento di un 'piccolo pizzo' (la chiamano 'flessibilità) per chi chiede di andare in pensione prima dei 67 anni.
Lo Stato viene accusato di non tenere in considerazione il lavoro usurante delle maestre che oltre i 60 anni devono far crescere un bambino di 3 anni, sviluppare le sue potenzialità e farlo crescere intellettivamente.
Infine gli interrogativi più 'inquietanti', quelli che non trovano risposta o forse sarebbe meglio non conoscerla:
'I quattrocentotrenta milioni previsti a cosa servono? Le eventuali 4 mila assunzioni in sostituzione dei pensionandi quanto costano? - gridano i 'quota 96' - Se il TFR/TFS viene erogato alle scadenze “naturali” e quindi non ci sono spese aggiuntive, a chi verrano destinati, forse ai parlamentari che in questi anni hanno sprecato il loro tempo a trovare soluzioni improbabili?
Parole dure di chi ormai ha indurito il proprio cuore come se si fosse trasformato in una pietra nei confronti dello Stato.
 

sabato 19 luglio 2014

Al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso

Al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso
Al presidente della commissione Lavoro Sen. Maurizio Sacconi e ai Senatori della 11ª Commissione permanente.
Egregi Onorevoli Senatori,
...
La Rete dei Comitati di Esodati valuta necessario l'invio di questa email in considerazione del fatto che si constata la mancata calendarizzazione della discussione del Disegno di Legge AS 1558, ora attribuito in sede referente alla Commissione Lavoro del Senato, cui dovrà seguire l’approvazione in aula e la promulgazione con la firma del Presidente della Repubblica.
Tale provvedimento è ormai noto come "VI salvaguardia" nell’annosa “questione Esodati”, e considerata l’importanza del suo ambito d'intervento, la “Rete dei Comitati” Vi sollecita a far si che il suo esame e la sua approvazione in Senato avvengano PRIMA della chiusura estiva, in modo che l'angoscia e il patema di migliaia di persone e famiglie, da oltre due anni in drammatica attesa per il proprio presente e per il proprio futuro, possano finalmente trovare fine.
La Rete dei Comitati invita quindi alla rapida approvazione di questo disegno di legge, in quanto prima entrerà in vigore e prima potranno partire le varie operazioni di presentazione delle istanze e i relativi accertamenti, consentendo conseguentemente di monitorare e appurare l’eventualità di ulteriori risparmi che, se presenti, si rivelerebbero utili per essere utilizzati in ulteriori futuri quanto necessari interventi di salvaguardia per coloro ancora esclusi.
Nel ringraziare anticipatamente per l'attenzione riservataci e per la Vostra disponibilità, porgiamo distinti saluti.
Scriviamo anche noi a:
pietro.grasso@senato.it maurizio.sacconi@senato.it segreteriaministropoletti@lavoro.gov.it  segreteria.capogabinetto@tesoro.it  segreteria.baretta@tesoro.it  segrgabinetto@lavoro.gov.it 
annamaria.parente@senato.it  emanuela.munerato@senato.it  nicoletta.favero@senato.it  sara.paglini@senato.it giovanni.barozzino@libero.it'  alessandra.bencini@senato.it  hans.berger@senato.it  nunzia.catalfo@senato.it  franco.conte@senato.it  erica.dadda@senato.it  mario.ferrara@senato.it  mariagrazia.gatti@senato.it  rita.ghedini@senato.it  ichino@pietroichino.it  stefano.lepri@senato.it  alessandra.mussolini@senato.it  giuseppe.pagano@senato.it  enrico.piccinelli@senato.it  sergio.puglia@senato.it  giancarlo.serafini@senato.it  maria.spilabotte@senato.it  denis.verdini@senato.it  claudio.zin@senato.it

Ecco chi entra nella sesta salvaguardia

Esodati, ecco chi entra nella sesta salvaguardia
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Sono nata il 3 maggio del 1957 e sono una lavoratrice precoce. Sto versando dal 2010 i contributi per raggiungere, all'inizio i vecchi 40 anni di contributi, ora invece li sto versando per arrivare a 41 anni e mezzo. Non sono riuscita ad accedere alla quinta salvaguardia per via del paletto della decorrenza in quanto raggiungo le 2080 settimane proprio in questo mese e traguarderei la pensione alla fine del 2015. Ora volevo sapere se cambia qualcosa con questa nuova salvaguardia Giulia da Roma.
Si ritiene che la risposta sia positiva. Il disegno di legge in materia di sesta salvaguardia estende infatti di un anno i vari profili di tutela aperti, tra cui anche gli autorizzati ai volontari. Nello specifico l'intervento interessa:
a) (mobilità) i lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012   e  che   perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi   volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011 (5.500 posizioni disponibili);

b) (prosecuzione volontaria) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche' al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita' lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita' lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (12mila posizioni complessive disponibili);
c) (cessati dal servizio) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;  i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (8.800 posizioni complessive disponibili);
d) (in congedo) i lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (1.800 posizioni complessive disponibili);
e) (a tempo determinato) i lavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (4mila posizioni complessive disponibili).
La lettrice maturando un diritto a pensione nel luglio 2014 (con 40 anni di contributi) avrebbe conseguito la rendita pensionistica dal novembre 2015, entro la deadline del 6.1.2016.  Si avverte tuttavia che il disegno di legge attende il via libera del Senato e dunque è necessario attendere. La lettrice dovrà presentare apposita istanza di accesso al beneficio entro 60 giorni dalla conversione in legge del provvedimento.
(Leggi)


Slitta al Senato l'approvazione della sesta salvaguardia

Esodati, slitta al Senato l'approvazione della sesta salvaguardia
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Si allungano i tempi per l'approvazione definitiva del disegno di legge in materia di sesta salvaguardia, approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati all'inizio del mese di luglio. Il testo è stato infatti assegnato alla Commissione Lavoro ma non è stata ancora indicata una data per la sua trattazione. Difficile quindi che il testo sbarchi in Aula per il via libera definitivo in tempi brevi, entro Luglio.

Peraltro, secondo il calendario dei lavori dell'Aula, Palazzo Madama sarà impegnato ad oltranza nella discussione (almeno sino al 25 Luglio) sul ddl sulla Riforma Costituzionale e sul decreto legge competitività (Dl 91/2014). La settimana successiva e sino all'8 Agosto il Senato lavorerà al Decreto legge sul turismo e su quello della Pa (attualmente in trattazione alla Camera). I tempi dunque rischiano di slittare.
Com'è noto il testo, che non dovrebbe subire variazioni sostanziali rispetto alla versione licenziata da Montecitorio prevede la tutela di ulteriori 32.100 lavoratori appartenenti ai seguenti profili: a) lavoratori in mobilità (5.500 soggetti); b) prosecutori volontari (12.000 soggetti); c) lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, licenziati individuali (8.800 soggetti);  d) lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili (1.800 soggetti). Ed estende inoltre la platea dei beneficiari anche ad una nuova categoria: e) i cessati da un rapporto di lavoro a tempo determinato (4mila soggetti).
Intervento che viene attuato attraverso 8.100 nuove posizioni da finanziarie e 24mila già finanziate ma non utilizzate. Si tratta nello specifico di 20mila posizioni derivanti dalla seconda salvaguardia che viene pertanto ridotta da 55mila a 35mila posizioni (con un intervento chirurgico sull'articolo 22, comma 1, lettera a) del Dl 95/2012 che riduce la capienza del contingente da 40mila a 20mila posti) e da 4mila posizioni rese disponibili nella quarta salvaguardia che vede ridursi la capienza del contingente dei cessati unilaterali da 6.500 posizioni a 2.500 (l'intervento opera sull'articolo 11, comma 2 del Dl 102/2013).

La Padania: Monti, Fornero e Renzi con le mani sporche di sangue

Disoccupati ed esodati: Monti, Fornero e Renzi con le mani sporche di sangue
"Liberiamo il lavoro" è il tema del Congresso federale straordinario della Lega Nord che si svolgerà domenica prossima, 20 luglio, presso il Centro Congressi Luciani di Padova
Iva Garibaldi e Filippo Manvuller
mercoledì 16 luglio 2014
Liberiamo il lavoro è il titolo del Congresso federale della Lega Nord che si svolgerà a Padova domenica prossima 20 luglio. Non è uno slogan, né un tema scelto a caso perché il Carroccio proprio sul lavoro ha puntato da mesi la sua attenzione politica e legislativa. La disoccupazione, l'emergenza dei giovani che non hanno lavoro è un problema che è al centro dell'iniziativa politica del Carroccio. Non è un caso che uno dei referendum sui quali ha puntato anche in campagna elettorale è proprio il referendum per abolire la legge Fornero che, secondo i dati ufficiali, al momento ha provocato 170 mila esodati. In realtà sono molto di più le persone che per colpa del governo Monti e di questa legge sono rimaste senza lavoro e senza pensione. E non è un caso nemmeno il fatto che se il quesito referendario ha raccolto ben 570 mila firme ora all'esame della Cassazione che si esprimerà sull'ammissibilità del quesito entro l'anno. Al centro del dibattito sull'argomento da sempre c'è Massimiliano Fedriga, già responsabile delle politiche del lavoro e ora capogruppo dei deputati del Carroccio. Anche con questo nuovo ruolo Fedriga non ha abbandonato l'impegno per la soluzione dei problemi legati alla disoccupazione e al lavoro. «Dal Congresso - dice Fedriga - si vedrà tutta la distanza che c'è tra la Lega Nord e tutti gli altri. La nostra priorità sono i cittadini e la crisi che stanno vivendo. Al M5s e ad altri invece interessa sapere come fare per occupare le poltrone. Ognuno evidentemente ha le sue priorità, per alcuni le poltrone, per noi il lavoro e lo dimostriamo con i fatti». Tra le emergenze alle quali il governo non dà alcuna risposta ci sono anche le mancate risorse per la Cig in deroga. «Abbiamo chiesto al ministro Poletti di riferire in Aula alla Camera sulla situazione - dice Fedriga che ieri ha sollevato la questione in conferenza dei capigruppo - Vogliamo che il ministro del Lavoro, ci spieghi in maniera ufficiale cosa aspetta il governo a rifinanziare gli 1,5 miliardi che mancano per la cassa integrazione in deroga». «Mentre Matteo Renzi - aggiunge - si preoccupa delle slide da presentare al prossimo Consiglio dei ministri, e si incontra con Grillo per parlare di poltrone da spartirsi, ci sono aziende che falliscono - prosegue - e migliaia di persone che non hanno i soldi per dare da mangiare ai propri figli. È inaccettabile che il governo ci venga a raccontare che non trova le risorse per queste persone disperate dopo che ha finanziato le marchette elettorali del presidente del Consiglio. Già ora ci sono persone ridotte sulla soglia di povertà che non ricevono da mesi ammortizzatori sociali, e il governo non può permettersi di sprecare altro tempo». Fedriga insiste molto sulle responsabilità politiche che hanno provocato il disastro in tutto il mondo del lavoro. «Bisogna anche guardare all'Europa e scardinare l'attuale sistema che uccide la crescita del Paese e proporre altre soluzioni che devono però essere lontane dalla Germania. Renzi smetta di fare il servitore tedesco e impari a guardare avanti». Il capogruppo leghista attacca senza pietà il Pd «reponsabile - dice di aver votato il mostro della legge Fornero che ha creato i disoccupati e gli esodati. Quella legge che ora molti disconoscono è passata con i voti del centrosinistra e del Pdl. Monti e Fornero non erano entità astratte ma figure politiche, uno presidente del Consiglio l'altra ministro del welfare sostenute da una maggioranza che se n'è fregata delle esigenze dei cittadini. La legge Fornero è un'enorme ingiustizia sociale che ha portato in un colpo solo l'età pensionabile a 70 anni. Abolirla come abbiamo chiesto noi con il referendum che abbiamo depositato da pochi giorni significa rilanciare immediatamente d'occupazione nel Paese in un momento in cui c'è un'enorme carenza di offerta. O si sblocca il ricambio generazionale oppure la disoccupazione può solo aumentare. Ancora di più». Intanto il governo non ha i soldi o non vuole trovarli per rifinanziare la Cig in deroga. E il governo pensa di cavarsela con le briciole: «I 400 milioni stanziati dal governo - spiega Fedriga - per la cassa integrazione in deroga sono una presa in giro che non servirà a coprire nemmeno le ore già concesse, dal momento che per ammissione dello stesso ministro Poletti serve più di un miliardo. È inammissibile l'irresponsabilità del governo nei confronti di chi sta vivendo il dramma dell'esclusione sociale». Lavoro anche al centro del dibattito da parte di Gianmarco Centinaio. «Non siamo forza di protesta, siamo forza di proposta - dice il neocapogruppo al Senato - La nostra è un'opposizione di necessità, visto il niente che esprime Renzi». Centinaio parla del congresso con toni evocativi. «Padova - dice - è un luogo simbolico: sia perché Bitonci è riuscito a espugnarlo alla sinistra, sia perché le ultime elezioni hanno segnato anche il rilancio della Lega in Veneto. A dimostrazione che il nostro movimento non è lombardo-centrico, ma è l'unica, grande, Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Nessuno ha mai messo in discussione l'articolo 1 del nostro statuto». Il Congresso è sempre un momento importante e delicato dal quale escono le nuove linee guida per il Carroccio: «Sarà un momento politicamente rilevante. Mi aspetto proposte, contenuti, spunti propositivi. La Lega è oggi uno degli attori principali della politica italiana, grazie all'ottimo risultato delle Europee, al successo della raccolta firme per i referendum, al protagonismo nella partita delle riforme. Abbiamo in Salvini un leader indiscusso e indiscutibile». Sul fronte parlamentare la sfida è già scritta: «La nostra è un'opposizione di necessità. Di fronte a un governo che continua a imporre fiducie, le proposte in commissione e in aula vengono mortificate. Se l'atteggiamento è questo, non siamo disposti a fare sconti». E non manca uno sguardo al futuro della Lega: «Ripartiamo alla grande. E' nostro dovere dire alla gente che Renzi non sta facendo niente. E' solo chiacchiere e distintivo. Anche i grillini si stanno 'sgonfiando'. Sono arrivati con la promessa di voler aprire il palazzo come una scatoletta di tonno, ora rincorrono il governo e si spartiscono gli incarichi». «Siamo certi che il nostro messaggio arriverà alle persone: c'è voglia di Lega. C'è una nuova voglia di Lega. In tutto il Paese. La nostra non è un'azione che esclude nessun territorio: vogliamo essere il riferimento per tutti i movimenti che aspirano alla libertà, all'indipendenza da Roma, che lottano contro gli sprechi e per istituzioni responsabili». Al primo posto il lavoro, sempre: Liberiamo il lavoro, d'altra parte alle priorità del Carroccio: «Certo, il governo sta dando priorità alla legge elettorale e a tecnicismi vari su nuovo Senato e altre questioni slegate dai problemi urgenti e reali. Vogliamo riportare la barra a dritta su temi veri, pressanti, urgenti: il lavoro, la crisi, il rilancio dell'economia, il credito alle imprese». E anche ieri in Parlamento la Lega Nord è stata in prima linea a difesa dei lavoratori e degli esodati. In occasione del question time, tradizionale appuntamento del mercoledì, il Carroccio ha chiesto conto al governo della situazione di ben 800 esodati prodotti dalla regione Lobardia. In Aula della Camera a difendere i cittadini il deputato Cristian Invernizzi. Ci sono 800 esodati lombardi che da 7 mesi aspettano i fondi statali per la copertura della mobilità in deroga che dovrebbe traghettarli fino alla pensione. La Regione ha firmato gli accordi nel novembre 2013, ma da Roma i soldi continuano a non arrivare. Invernizzi ne ha chiesto conto al ministro Poletti. Il titolare del dicastero al lavoro ha ammesso che la situazione è di «sostanziale stallo», tra paventate revisioni dei beneficiari e altre «oggettive difficoltà». «Ancora una volta - ha contestato Invernizzi - quando si parla di esodati assistiamo a continui rinvii e al sostanziale menefreghismo del governo i cui partiti, votando la riforma Fornero, sono corresponsabili del dramma di decine di migliaia di persone. È una vergogna: l'incapacità dei precedenti governi ha causato il problema e l'attuale esecutivo dorme sugli allori. La questione degli esodati grida vendetta al cospetto di Dio e non ha eguali, per gravità, in nessun paese civile. Siamo esasperati dalle politiche degli annunci, Renzi si dia una mossa». Ma mentre gli altri aspettano, guardano il Carroccio realizza i fatti. Il primo passo verso è stato il referendum per abolire la legge Fornero. Ma altre novità arriveranno dal Congresso di Padova.