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mercoledì 19 giugno 2013

Riformare la riforma

RIFORMA PENSIONI/ Santini (Pd):
la flessibilità eviterà nuovi esodati
mercoledì 19 giugno 2013
INT. Giorgio Santini
Se il governo tiene, e ovviamente c'è da sperare che tenga, sarà riaperto il cantiere della disciplina delle pensioni. Non si può fare altrimenti, del resto, pur tenendo conto del fatto che il reperimento delle risorse necessarie per scongiurare l'aumento dell'Iva appare oggi come la priorità assoluta. Ma, sebbene modificare la legge Fornero non sia una priorità immediata - salvo ovviamente la vicenda degli esodati - lo diventerà a breve. Se non interverranno opportuni meccanismi volti a calmierare il repentino inasprimento dei requisiti, rischieremo di trovarci di fronte all'ennesima emergenza sociale. Il governo e il Parlamento, in tal senso, sono da tempo alla ricerca della modalità più opportuna per introdurre la flessibilità, un sistema di incentivi e disincentivi che consentano di scegliere quando andare in pensione, entro un range compreso tra i 62 e i 70 anni. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Giorgio Santini, senatore del Pd ed ex segretario generale aggiunto della Cisl. 
La Riforma Fornero sarà realmente modificata?
Letta lo ha detto nel suo discorso di insediamento. Non si tratta di interventi che saranno realizzati nell’immediato, ma saranno realizzati. A partire, e questo sì da subito, dalla vicenda degli esodati, che ancora non è stata completamente risolta. Esiste un fondo istituto nel corso della fine della precedente legislatura dal quale sarà possibile, anzitutto, attingere utilizzandone i risparmi residui: i 65mila esodati previsti nelle prima tranche si sono rivelati 62mila. Se lo stesso fenomeno si verificherà per le tranche successive, quel residuo sarà impiegabile per salvaguardare altre persone. 
Queste risorse non saranno sufficienti per salvaguardare tutti gli esodati rimanenti.
Sarà necessario, infatti, chiarire una volta per tutte quanto sono effettivamente, precisando quanti di coloro che sono stati considerati tali, in realtà, erano contributori volontari. Tra costoro, inoltre, si dovrà capire a quanti mancheranno pochi anni per accedere al regime pensionistico, e quanti, invece, dovranno essere, in ogni caso, tutelati. Detto questo, c'è una seconda priorità, che consiste nell'impedire la formazione di nuove categorie di esodati.
Cosa intende dire?
A causa della crisi, purtroppo ancora molte persone perderanno il lavoro. Tra queste, tantissime, a causa dell’inasprimento dei requisiti per accedere al regime previdenziale, saranno ultrasessantenni che si troveranno senza stipendio e  a cui mancheranno ancora troppi anni per andare in pensione. Ovviamente, considerando la loro età, difficilmente troveranno qualcuno disposto ad assumerli. In sostanza, si tratterà di disoccupati anziani, costretti a rimanere tali.
Quindi, cosa suggerisce?
La strada migliore per far fronte al problema è proprio l’introduzione della flessibilità.
Crede che il sistema sarebbe finanziariamente sostenibile?
L’alternativa sarebbe peggiore: il disoccupato anziano potrebbe comunque risultare a carico dello Stato, il quale dovrebbe tutelarlo con gli ammortizzatori sociali.
Cosa ne pensa della staffetta generazionale?
In teoria, già adesso, e dal 1991, esiste la possibilità di lavorare part time nei cinque anni precedenti la pensione. Finora, ovviamente non lo ha fatto nessuno perché non conviene. Il part time in uscita, quindi, va incentivato, ma non al punto che costi all’azienda come un tempo pieno. Lo Stato, dal canto suo, dovrebbe considerare il costo che dovrà sobbarcarsi (per consentire a chi accetta la staffetta di non perderci in termini di contributi) come un incentivo all’assunzione e, di conseguenza, all’intera economia. In sostanza, si tratterebbe di un investimento. 
(Paolo Nessi)
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Iniziano gli esami


Domani al via l’esame delle proposte di legge su esodati

Esodati: domani inizia esame su nuove proposte di Legge Governo Letta dopo vari slittamenti
E’ già slittata diverse volte la possibilità di discussione della tanto ingarbugliata questione esodati e da lunedì si è arrivati a domani, giovedì 20 luglio. Inizia, infatti, domani a Roma l’esame da parte della commissione Lavoro della Camera delle proposte di legge sugli esodati.
Mentre, infatti, il governo Letta ha dichiarato di voler posticipare ogni misura in materia di pensioni al mese di settembre, molti chiedono  di fare chiarezza, almeno sulle salvaguardie, prima dell'estate.
“Il confronto sugli esodati non può essere rinviato a settembre” ha dichiarato il segretario nazionale della Cgil, Vera Lamonica. E ha chiarito: “Nel suo discorso di insediamento, il presidente Letta ha sostenuto di voler riparare alla rottura del patto Stato-cittadini che si è consumato con la vicenda esodati. Successivamente il ministro Giovannini ha affermato di voler ricostruire una mappa concettuale prima di definire orientamenti e decisioni, cosa che abbiamo ritenuto positiva e di buon senso.
Ora però non si può dire che tutta la materia viene rinviata a settembre. Chiediamo al ministro, che, come si è impegnato a fare, convochi il sindacato ed avvii la discussione su come si costruisce una norma di completamento delle salvaguardie, che tolga dall'incertezza e dall'angoscia migliaia di lavoratori”.
Sono, infatti, ancora centinaia di migliaia i lavoratori che per effetto della riforma Fornero delle pensioni rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensioni.
Secondo le stime, infatti, sarebbero in realtà circa 200mila le persone che ancora necessitano di salvaguardia oltre i 130mila lavoratori già salvaguardati dai tre decreti dell’ex governo Monti.
Anche in questo caso, però, si sono registrati problemi, perché secondo gli ultimi dati Inps, dei 65mila tutelati, che fanno parte della prima tranche dei complessivi 130mila, effettivamente solo 7 mila hanno già iniziato a ricevere la pensione. Ciò significa che la strada da compiere è ancora molto lunga e si attendono i lavori per domani per sapere se la questione troverà soluzione o bisognerà ancora aspettare.
(Leggi)
Leggi anche: Business online

martedì 18 giugno 2013

Dobbiamo esserci tutti!

2° AVVISO MOBILITAZIONE PER LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 22 GIUGNO A ROMA
SIETE TUTTI CALDAMENTE INVITATI AD ATTREZZARVI PER PARTECIPARE (TUTTI!!) ALLA MANIFESTAZIONE DI CGIL-CISL-UIL ANCHE A SOSTEGNO DELLA CAUSA DEGLI "ESODATI".
Come Rete dei Comitati stiamo organizzando un pezzo di corteo composto da noi tutti (cv, esodati, mobilitati, licenziati, quindicenni, donne, esonerati ecc.) per far sentire alta e forte la nostra presenza e la nostra voce affinché la LA SOLUZIONE DEL NOSTRO DRAMMA NON SIA RINVIATA A DOPO L'ESTATE MA AFFRONTATA SUBITO DA GOVERNO E PARLAMENTO.
E' ARRIVATA L'ORA DI STACCARSI DAL PC E DIMOSTRIATE IL VOSTRO IMPEGNO PERSONALE A SOSTEGNO DELLA NOSTRA CAUSA. NESSUNO DEVE DISERTARE.
Il nostro corteo si formerà ALLE 8,30 a PIAZZA REPUBBLICA dove aspetteremo gli amici provenienti dal Nord e dal Sud davanti alla BASILICA DEGLI ANGELI sotto lo striscione della Rete dei Comitati (che reciterà: Restituiteci il Diritto alla Pensione - Restituiteci il diritto al Futuro per le nostre Famiglie). Siete tutti caldamente invitati a partecipare attivamente.
NESSUNO DEVE DISERTARE!!!.
Stiamo organizzando anche una nostra delegazione che partecipi all'Angelus del Papa domenica mattina sperando che ci saluti.....chi può partecipare è invitato a darne comunicazione alla seguente mail: contributore@tiscali.it. Per qualsiasi problema logistico a Roma gli amici Giuliano Colaci, Ricardo Arturo Letizia, e Sandro Faraoni sono pronti a darci una mano (nei limiti del possibile).
Per gli aspetti organizzativi potere chiamare il 338 9976878.
TROVIAMOCI TUTTI IL 22 ALLE  ORE 8,00
Franco
 

10130: una circolare INCA

INCA INFORMA
Quindicinale di informazione previdenziale a cura dell’INCACGIL - Bergamo

12 GIUGNO 2013 - Numero 15

SALVAGUARDATI: TERZO CONTINGENTE (10.130) D. I. 22 APRILE 2013 Pubblicato in G.U. 123 del 28.05.2013

E’ stato pubblicato in GU 123 del 28 maggio 2013 il decreto interministeriale 22 aprile 2013 che disciplina le modalità di attuazione di questo terzo contingente di lavoratori salvaguardati, previsto dall’art.1 commi 231 e 233 della legge 24.12.2012 (legge di stabilità), individuando il limite massimo numerico (10.130) e la ripartizione dei soggetti interessati alla concessione dei relativi benefici pensionistici.
Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si applicano, anche ai seguenti lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011. 

LAVORATORI INTERESSATI (art.2 del D.I.)

 
Numero
Lavoratori in mobilità ordinaria o in mobilità in deroga
2.560
Autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi
1.590
Lavoratori cessati in ragione di accordi all’esodo
5.130
Lavoratori in mobilità autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi
850
TOTALE
10.130

1. Lavoratori in mobilità ordinaria o in mobilità in deroga (lettera a)
lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014

Cosa devono fare questi lavoratori (art4 del D.I)

Per rientrare nei benefici previsti per i lavoratori salvaguardati, devono presentare istanza, corredata dell'accordo a seguito del quale sono stati posti in mobilità, alla Direzione territoriale del lavoro (DTL) competente per territorio, entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto sulla Gazzetta Ufficiale ( entro il 25 settembre 2013), indicando altresì la data di cessazione del rapporto di lavoro. L’istanza si invia per posta elettronica certificata all’indirizzo dpl.bergamo@mailcert.lavoro.gov.it
Se il soggetto interessato non sia in grado di produrre l'accordo a seguito del quale è stato posto in mobilità, la DTL provvederà ad acquisire lo stesso presso il datore di lavoro che ha proceduto al licenziamento o presso la competente Pubblica Amministrazione.
Entro 45 giorni dall'acquisizione dell'istanza del soggetto interessato, completa di tutta la documentazione richiesta, la DTL trasmette l'istanza all'INPS.
Nell’esame delle istanza, INPS, come criterio di precedenza, tiene conto della data di cessazione del rapporto di lavoro.
2. Autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi (lettera b)
lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ancorché' abbiano svolto, successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che:
1) abbiano conseguito successivamente alla data del 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500 annui;
2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (entro 6 dicembre 2014) convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n.214;
Cosa devono fare questi lavoratori (art 8 del D.I)
devono presentare all’INPS apposita domanda entro il 25 settembre 2013.
La domanda compilata sul modulo INPS AP 90 dovrà essere inviata:
- “on line” tramite la sezione “ Servizi per i Patronati” e “Modulistica on line”
- oppure tramite posta elettronica certificata (pec) al corrispondente indirizzo pec dell’INPS (direzione.provinciale.bergamo@postacert.inps.gov.it)
Nell’esame delle istanze, INPS, come criterio di precedenza, tiene conto della data di cessazione del rapporto di lavoro precedente l’autorizzazione ai versamenti volontari.
3. Lavoratori cessati in ragione di accordi all’esodo (lettera c)
lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che:
1) abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500;
2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 (entro il 6.12.2014).

Cosa devono fare questi lavoratori (art.5 del D.I.)
Devono presentare istanza di accesso ai benefici dei lavoratori salvaguardati, corredata dall'accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro secondo le seguenti modalità:
a) nel caso in cui si tratti di soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, l'istanza è presentata alla Direzione Territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
b) in tutti gli altri casi, l'istanza è presentata alla Direzione Territoriale del Lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.

Le istanze di cui al presente articolo devono essere presentate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, nella Gazzetta Ufficiale, quindi entro il 25 settembre 2013.
L’istanza si invia per posta elettronica certificata all’indirizzo:
dpl.bergamo@mailcert.lavoro.gov.it
Come per i precedenti decreti, presso le DTL sono istituite commissioni per la verifica delle istanze, che quando accolte, verranno trasmesse all’INPS competente.
Avverso i provvedimenti di diniego delle commissioni , l’interessato può presentare riesame, entro 30gg dalla data di ricevimento della respinta, alla DTL presso cui è stata presentata l’istanza.
Nell’esame delle istanze ricevute dalle Commissioni, INPS, come criterio di precedenza, tiene conto della data di cessazione del rapporto di lavoro.
4. Lavoratori in mobilità autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi
lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data, i quali, in quanto fruitori della relativa indennità, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese (entro 6.12.2014) successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con, modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011.
Cosa devono fare questi lavoratori (art 8 del D.I)
devono presentare all’INPS apposita domanda entro il 25 settembre 2013.
La domanda compilata sul modulo INPS AP 91 dovrà essere inviata :
- “on line” tramite la sezione “ Servizi per i Patronati” e “Modulistica on line”
- oppure tramite posta elettronica certificata (pec) al corrispondente indirizzo pec dell’INPS (direzione.provinciale.bergamo@postacert.inps.gov.it)
Il messaggio INPS n° 008824 del 30 maggio 2013
INPS ha emesso un primo messaggio riguardante le due categorie di lavoratori autorizzati ai versamenti volontari ( lettera b e d del Decreto) che dovranno presentare all’INPS apposita domanda entro il 25 settembre 2013. Il messaggio contiene indicazioni operative relativamente ai modelli da utilizzare e alle procedure di trasmissione.

Si è in attesa della pubblicazione di un secondo messaggio.

Ecco le DTL competenti a ricevere le istanze di accesso

Esodati, ecco le DTL competenti a ricevere le istanze di accesso
La circolare numero 19 del Ministero del lavoro precisa le direzioni territoriali del lavoro competenti ad accogliere le istanze di accesso di cui al terzo decreto salvaguardati
I potenziali salvaguardati del terzo decreto (Dm 22 aprile 2013) avranno tempo sino al 25 settembre per presentare istanza di accesso alla DTL. Tenuti a questo adempimento sono in particolare i lavoratori cessati dal servizio a seguito di accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo e i lavoratori in mobilità ordinaria o in deroga.
Nello specifico sono interessati a questo onere i lavoratori di cui alla:
1)  lettera a) dell'articolo 2 del Decreto interministeriale del 22 aprile 2013: lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo di godimento dell'indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014.
2) lettera c) dell'articolo 2 del Decreto interministeriale del 22 aprile 2013: lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che: a) abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500; b) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 Gennaio 2015
La circolare del Ministero del Lavoro precisa al riguardo che i lavoratori di cui alla lettera a) devono presentare istanza alla DTL presso cui il lavoratore ha la residenza. Nelle ipotesi di cui alla lettera c) le DTL competenti sono individuate in base ai seguenti criteri:
-       DTL innanzi alle quali sono stati sottoscritti gli accordi individuali o presso le quali tali accordi risultino depositati
-       Residenza del lavoratore cessato negli altri casi e nell'ipotesi di accordi collettivi
Si ricorda infine che i lavoratori prosecutori volontari (lettere b e d del citato decreto) dovranno invece presentare istanza di accesso – sempre entro il 25 settembre 2013 – presso l'Inps utilizzando questi appositi modelli.
(Leggi)

lunedì 17 giugno 2013

Puppato (PD): entro 23 giugno governo deve chiarire su salvaguardia

Lunedì 17 Giugno 2013 12:01 
ESODATI: PUPPATO (PD), ENTRO 23 GIUGNO GOVERNO DEVE CHIARIRE SU SALVAGUARDIA PENSIONI
(AGENPARL) - Roma, 17 giu – “Continuo a ricevere e-mail da parte di esodati che non sanno se e quanto dovranno versare entro il 30 giugno. Entro il 23 di giugno il governo dovrà chiarire cosa accadrà alle persone che avrebbero dovuto effettuare il versamento entro fino giugno senza avere la certezza di essere salvaguardati”. Lo ha detto la senatrice del Pd Laura Puppato intervenendo a Brontolo, condotto da Oliviero Beha, su Rai Tre.
 

Manifestazione del 22 giugno 2013. Siamo tutti interpellati

Cgil - Cisl - Uil: così la manifestazione del 22 giugno 2013 a Roma
Due cortei a Roma, da piazzale dei Partigiani e da piazza della Repubblica, partiranno alle 8,30 per giungere in Piazza San Giovanni dove alle 11 inizieranno i comizi dei tre segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti
di rassegna.it
Saranno due i cortei che attraverseranno le vie di Roma per giungere in Piazza San Giovanni, sabato 22 giugno, per la manifestazione "Democrazia è lavoro" organizzata da Cgil, Cisl e Uil. A partire dalle ore 8.30, i manifestanti si ritroveranno, sulla base delle regioni di provenienza, a piazzale dei Partigiani (Stazione Ostiense) e a Piazza della Repubblica (piazza Esedra) per il concentramento e la formazione dei due cortei che si muoveranno verso piazza San Giovanni, dove alle ore 11 interverranno dal palco i tre segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

A Piazzale dei Partigiani si concentreranno i manifestanti provenienti da Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana e Trentino. Per raggiungere San Giovanni, il corteo seguirà il seguente percorso: piazzale dei Partigiani, viale delle Cave Ardeatine, piazzale Ostiense, piazza di Porta S. Paolo, viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di S. Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana, via Labicana, piazza San Giovanni, piazza di Porta San Giovanni.

A Piazza della Repubblica si concentreranno, invece, i manifestanti provenienti dalle regioni: Alto Adige, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Il corteo seguirà poi questo percorso: via delle Terme di Diocleziano, via G. Amendola, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, via dello Statuto, piazza Vittorio Emanuele, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni.
(Leggi)

domenica 16 giugno 2013

Fedriga (Lega): altro che flessibilità, torniamo alle quote pre-legge Fornero

RIFORMA PENSIONI/ Fedriga (Lega): altro che flessibilità, torniamo alle quote pre-legge Fornero
INT.
Massimiliano Fedriga
giovedì 13 giugno 2013
RIFORMA PENSIONI, LA PROPOSTA DELLA LEGA NORD PER MODIFICARE LA LEGGE FORNERO Il governo, non solo per ragioni di effettiva emergenza economica (hanno pesato, per lo più, le promesse elettorali dei  partiti di maggioranza ai rispettivi elettori), ma anche per quelle, si è concentrato negli ultimi tempi sul reperimento delle risorse per sospendere la prima rata dell’Imu, per finanziare la cassa integrazione in deroga ed, eventualmente, per scongiurare il prossimo aumento dell’Iva. Resta, tuttavia, sullo sfondo la riforma della disciplina Fornero sulle pensioni, complice la consapevolezza dei danni che ha prodotto e che potrebbe continuare a produrre, non solo sul fronte sociale ma anche economico. L’ipotesi principale per modificarla senza stravolgerla consiste nell’introduzione di un meccanismo di flessibilità che consenta di scegliere se andare in pensione prima o dopo, entro un range compreso tra i 62 e i 70 anni, in base a penalizzazioni e incentivi. Si parla, inoltre, dell’introduzione della cosiddetta staffetta generazionale: il lavoratore senior accetta una riduzione delle sue ore di lavoro in cambio dell’impegno da parte dell’azienda ad assumere un giovane. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Massimiliano Fedriga, deputato della Lega Nord in commissione Lavoro.
Secondo lei, la riforma Fornero va cambiata?
Credo che vada interamente riscritta. Occorre riportare l’età pensionabile ai livelli precedenti, con l’introduzione del principio della volontarietà nella prosecuzione del rapporto di lavoro. In sostanza, sarà necessario ripristinare il sistema delle quote.
Non crede che, rispetto alle quote, vada comunque elevata l’età pensionabile?
Non direi. Già con l’ultimo intervento del governo Berlusconi, il nostro sistema si è uniformato, per eccesso, al livello europeo.
Tornare alle quote è un’ipotesi finanziariamente sostenibile?
La riforma è stata fatta allo scopo di utilizzare i soldi dei lavoratori per coprire, anzitutto, il buco di 10 miliardi dell’Inpdap. Un buco che, oltretutto, si è prodotto a causa del fatto che numerose amministrazioni pubbliche, specialmente del mezzogiorno, non hanno pagato la loro parte di contribuiti ai propri dipendenti. Non si capisce, quindi, perché i lavoratori privati dell’Inps, istituto che ha assorbito l’Inpdap, debbano farsi carico dei buchi del pubblico. Non dimentichiamo, inoltre, che un rapporto della Commissione europea del  2009 indicava l’Italia come Paese virtuoso, l’unico, nell’Ue, che stava diminuendo la propria spesa previdenziale.
Cosa ne pensa, invece, dell’ipotesi di introdurre un meccanismo di flessibilità?
giovedì 13 giugno 2013
Le penalizzazioni che vogliono introdurre, anzitutto, non sono contemplabili per gli esodati. A costoro, infatti, sono state cambiate le regole in corso d’opera e non si capisce perché dovrebbero accettare una riduzione del proprio assegno pensionistico. Non dimentichiamo, inoltre, che chi andrà in pensione con il sistema contributivo pieno subirà già di per sé delle pesanti penalizzazioni. Acuirle non mi sembra opportuno. Si può valutare, eventualmente, i singoli casi, laddove la penalizzazione, cioè, non risulti eccessiva.
Come va risolta la questione degli esodati?
Attraverso le deroghe immediate. Costoro vivono in uno stato di emergenza sociale, non avendo né pensione, né stipendio, né ammortizzatori. Pensiamo che l’unico modo sia, per l’appunto, la reintroduzione delle quote. Le deroghe, infatti, come ha dimostrato la Ragioneria generale dello Stato costano di più del vecchio sistema.
Cosa ne pensa, infine, della staffetta generazionale?
Può rivelarsi utile a patto che sia preservata, anche in questo caso, la volontarietà del lavoratore anziano. Resta evidente il fatto che non si tratterà di una risposta risolutiva. D’altro canto, possiamo fare le migliori riforme del lavoro e delle pensioni possibili, ma finché non si ridà ossigeno alle imprese, i nostri giovani resteranno senza lavoro perché non avranno nulla da produrre.