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sabato 1 agosto 2015

Cittadino si rapporta con le Istituzioni

Esodati: un Cittadino si rapporta con le Istituzioni
Breve reportage di un'incontro con politici, ed un' alto funzionario INPS sul Tema Esodati.
Pubblicato il:31 luglio 2015
È facile, generalizzare e alimentare  il "populismo" più bieco, standosene a casa in poltrona, davanti alla TV , o al bar tra amici, ed accusare politici ed istituzioni, come causa principe, della decadenza in cui versa il nostro amato Paese, l'Italia.
Molto più responsabile è avere una visione d'insieme, data da continui contatti con i rappresentanti del popolo: (deputati e senatori),   Ministeri, (MEF e M.d.l.),  e Direzione centraleINPS, quindi, farsi un'idea e giudicare, più obbiettivamente. Questo breve reportage, racconta di come funzionano Politica ed Istituzioni, poteri dello Stato, (Legislativo ed Esecutivo), ed "alta" burocrazia, (intesa nel senso più dispregiativo), quando si deve affrontare un tema delicato, quale quello che investe migliaia di famiglie Italiane rimaste "tagliate fuori" dal mondo del lavoro  e dall'irraggiungibile Pensione, cioè gli Esodati e/o Salvaguardati!
Quando il mondo politico si è accorto dell'enorme danno, dal 2012, ha cominciato a "rimediare", legiferando  le Salvaguardie; da allora ad oggi, i vari governi succedutisi, ne hanno approvate sei, al fine di "salvare", e mettere in legittima sicurezza, 170.000 persone; In quasi 4 anni, il "braccio operativo" di queste leggi, l'INPS è riuscito, a malapena, a certificarne il diritto ad appena 110.000 persone, e per la precisione, solo a chi abbia raggiunto il diritto pre-Fornero entro il mese di luglio 2013!
Ciò è "lampante", è intuibile che qualche cosa che non è andato  per il verso giusto, ovvero, vi sia stata sicuramente qualche anomalia che non ha permesso il regolare decorso di queste 6 leggi dello Stato. La testimonianza degli incontri di quest'ultimo mese, che "la rete degli Esodati" ha avuto con tutte le Istituzioni citate in precedenza, specificamente, al segmento riguardante  gli interessi di circa 6.000 persone (lavoratori, fruitori di L.104/92 nell'anno 2011, che accudivano i propri familiari con Handicap, e gli ormai "ex Quota 96" della scuola, impropriamente ancora al lavoro, per un banale errore tecnico (ampiamente riconosciuto dalle Istituzioni), e generato proprio da un Governo tecnico, (Monti-Fornero), dimostra quanto poco stia a cuore, alle Istituzioni coinvolte, il benessere dei propri cittadini.
Ebbene, la realtà "vissuta", incontrando i soggetti che dovrebbero curarsi del "bene comune", è stata devastante! Assistere al "penoso" rimpallo di responsabilità tra i Ministeri e l'Inps, e la poco dignitosa "saccenza" di chi, detenendo un sia pur minimo "potere", è convinto di essere il migliore, e nel giusto. Quindi, dettar legge, pro-domo-suo, incurante di "travolgere" migliaia di famiglie, già in sofferenza per la presenza di un Handicap in casa. Dopo aver constatato ciò, con propri occhi e proprie orecchie, si può senz'altro ribadire ciò che diceva lo statista Giulio Andreotti: "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!"

venerdì 31 luglio 2015

Resoconto di Commissione Lavoro per 7^ salvaguardia

Riceviamo e volentieri rilanciamo

RESOCONTO DELLA RIUNIONE DI IERI DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA SULLA 7' SALVAGUARDIA
Fatto il primo passo di delibera della costituzione di un Comitato Ristretto per la unificazione delle tre proposte. Purtroppo il Ministero del Lavoro non ha ancora fornito il Monitoraggio del Fondo Esodati al Parlamento e si spera lo faccia entro la prossima settimana. Sono in corso nostre pressioni affinché si dia una mossa.
Come potrete verificare si conferma il numero dei 49.500 non salvaguardati da "sistemare" in risposta ai numeri che spara qualcuno da settimane.
Considerare i numeri dei soli colleghi le cui domande di salvaguardia sono state respinte dall'INPS è una follia perché ce ne sono decine di migliaia che non hanno fatto alcuna domanda. Incrociamo le dita sui prossimi passi della Commissione.
Francesco Flore


Giovedì 30 luglio 2015. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.45.
Variazione nella composizione della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente, comunica che è entrato a far parte della Commissione il deputato Giovanni Palladino, al quale formula, a nome della Commissione, un cordiale augurio di buon lavoro.
Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al pensionamento e la decorrenza delle prestazioni pensionistiche.
C. 2514 Fedriga, C. 2958 Gnecchi e C. 3002 Fedriga.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame delle proposte di legge.
Cesare DAMIANO, presidente, rileva preliminarmente che la Commissione avvia oggi l'esame delle proposte di legge C. 2514, a prima firma dell'onorevole Fedriga, C. 2958, a prima firma dell'onorevole Gnecchi, e C. 3002, a prima firma dell'onorevole Fedriga, volte a prevedere un ulteriore intervento volto ad estendere l'applicabilità delle disposizioni in materia di accesso al pensionamento e di decorrenza delle prestazioni pensionistiche, vigenti prima dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2014 del 2011.
Svolgendo un breve intervento introduttivo, in sostituzione della relatrice, onorevole Incerti, impossibilitata a partecipare alla seduta odierna, segnala che le proposte prefigurano il settimo intervento di salvaguardia a favore dei lavoratori esodati, che farebbe seguito ai ripetuti interventi del legislatore, adottati già a ridosso della riforma previdenziale del 2011 e proseguiti fino all'adozione della recente legge n. 147 del 2014. Per effetto dei ripetuti interventi del legislatore, quindi, la copertura previdenziale riguarda, a oggi, una platea complessiva di poco più di 170.000 lavoratori. Secondo il report più aggiornato prodotto dall'INPS, che riepiloga la situazione al 13 luglio 2015, a fronte di una platea massima di 170.230 lavoratori salvaguardati, le certificazioni accolte sono pari a 114.317 e le pensioni liquidate ammontano a 78.334. Quanto al contenuto delle proposte di legge, in estrema sintesi segnala che la proposta di legge C. 2514 ripropone, con alcune differenze, il testo unificato approvato dall'XI Commissione della Camera dei deputati l'11 marzo 2014 in occasione dell'esame delle proposte C. 224 e abbinate, poi tradottosi nell'approvazione della cosiddetta «sesta salvaguardia», di cui alla legge n. 147 del 2014. Le proposte di legge C. 2958 e C. 3002 in parte introducono nuove categorie di soggetti beneficiari, in parte incrementano il contingente di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie, e in parte posticipano specifici termini temporali entro i quali già operano alcune salvaguardie. Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa alla proposta di legge C. 2958, la necessità di tale intervento trae origine dal fatto che l'INPS ha stimato l'entità di tali categorie in «49.000 soggetti, suddivisi nelle varie categorie oggetto di salvaguardie precedenti e che meriterebbero di essere oggetto di ulteriori provvedimenti». Rinviando alla documentazione predisposta dal Servizio studi della Camera, per una più ampia disamina delle diverse categorie di lavoratori che dovrebbero essere interessati dalla salvaguardia, in questa fase di avvio della discussione, intende sottolineare che le proposte di legge in esame presentano misure abbastanza omogenee e, pertanto, vi sono le condizioni per lavorare proficuamente all'elaborazione di una proposta condivisa, che tenga conto delle diverse platee individuate dalle proposte di legge in esame.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria, segnala che l'articolo 4 della proposta di legge C. 2958 e l'articolo 5 della proposta C. 3002 fanno riferimento all'utilizzo delle risorse del fondo di cui all'articolo 1, comma 235, della legge n. 228 del 2012, nel quale confluiscono le eventuali economie accertate rispetto alle autorizzazioni di spesa previste per i precedenti interventi di salvaguardia. Risulta, in proposito, evidente l'esigenza di una proficua interlocuzione con il Governo al fine di acquisire i dati relativi alle economie determinatesi in sede di applicazione dei precedenti provvedimenti di salvaguardia. Rileva che la proposta di legge C. 2958 prevede altresì l'utilizzo delle economie di cui all'articolo 1, comma 709, della legge di stabilità per il 2015, derivanti dall'applicazione della disposizione del comma 707 del medesimo articolo 1, ai sensi del quale l'importo complessivo del trattamento pensionistico derivante dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 24, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011 non può in ogni caso eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto. Si richiama, inoltre, il monitoraggio di cui all'articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011. Al riguardo, segnala tuttavia che le procedure di monitoraggio sono previste dal comma 15 del medesimo articolo e che, in ogni caso, le eventuali economie accertate dovrebbero essere ricomprese tra quelle di cui al comma 235 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2013. La proposta di legge C. 3002 prevede, invece, che in caso di insufficienza di tali ultime risorse, si utilizzano gli stanziamenti relativi al fondo per il finanziamento di esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 199, della legge di stabilità 2015. Osserva che l'articolo 8 della proposta di legge C. 2514 prevede invece una diversa copertura, a valere su misure di razionalizzazione della spese, riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale, nonché risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Conclusivamente, secondo quanto già prospettato nella riunione di ieri dell'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, propone di costituire già nella seduta odierna un comitato ristretto per la prosecuzione dell'esame delle proposte di legge, anche al fine di elaborare un testo unificato che sia il più possibile condiviso dai gruppi, in modo da poter avviare quanto prima una proficua interlocuzione con il Governo.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di costituire un Comitato ristretto, riservandosi la presidenza di nominarne i componenti sulla base delle designazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 14.55.

martedì 28 luglio 2015

7^ salvaguardia esodati: la Camera al lavoro


Novità precoci, settima salvaguardia esodati, Opzione Donna, Quota 96: la Camera al lavoro
Pensioni, ultime notizie: alla Camera c'è attività su esodati, Opzione Donna e altro, qualcosa si muove.
Riforma pensioni 2015, ancora notizie e aggiornamenti sullasettima salvaguardia esodati, i Quota 96 scuola, lepenalità sulle pensioni anticipate liquidate prima del 2015 e la proroga dell'Opzione Donna: le novità arrivano direttamente dalla Camera dei Deputati e indicano attività dell'aula di Montecitorio nell'analisi dei ddl proposti da onorevoli di diversi schieramenti. Per quel che riguarda l'Opzione Donna, o Opzione Contributivo per la pensione anticipata delle lavoratrici, giunge l'ennesima interrogazione da parte di due deputati al Ministro del Lavoro per ottenere chiarimenti circa le intenzioni dell'esecutivo; per la settima salvaguardia esodati si segnala finalmente che da giovedì 30 luglio partirà la discussione di tre ddl, uno della minoranza DEM del PD a firma Damiano-Gnecchi, due della Lega Nord. I ddl contengono anche proposte di misure per i Quota 96, le penalizzazioni sulla pensione anticipata per i precoci e ancora l'Opzione Donna.

Ultime pensioni oggi 27 luglio: Opzione Donna, richieste di chiarimenti sulla proroga

I due onorevoli Merlo (PD) e Borghese (gruppo misto, Movimento Associativo Italiani all'Estero) hanno presentato una formale interpellanza parlamentare a Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, per avere notizie sulle iniziative del governo Renzi sull'Opzione Donna, a che punto è l'esame della situazione per la possibilità diproroga al 31 dicembre 2015 della validità delle domande di pensione anticipata con ricalcolo contributivo presentate dalle lavoratrici.
Ricordiamo che con due circolari l'INPS ha anticipato al 2014 il termine per la maturazione dei requisiti, previsto inizialmente per la fine del 2015, a causa dell'applicazione della finestra mobile e del calcolo sull'aumento dell'aspettativa di vita. Urgono chiarimenti e iniziative governative perchè a marzo è partita una class action contro l'INPS presso il TAR del Lazio, avviata dal Comitato Opzione Donna, mentre risalgono al 2013 le risoluzioni delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato per sollecitare il governo (allora era in carica Enrico Letta) a ripristinare gli originali termini per requisiti e domanda, fissati al 31 dicembre 2015 dalla riforma delle pensioni firmata Roberto Maroni nel 2004.

Notizie pensioni su esodati, Quota 96, preoci: tre ddl in discussione alla Camera

Finalmente partirà l'esame di tre ddl per interventi sugli importanti temi della settima salvaguardia esodati, dei Quota 96 scuola, le penalità per la pensione anticipata se chiesta prima del 2015. Purtroppo la pausa di agosto fermerà praticamente subito i lavori, ma alla ripresa di settembre le questioni in esame avranno la priorità.
Uno dei tre ddl è quello di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, entrambi della minoranza DEM del Partito Democratico: si chiede di estendere al 6 gennaio 2017 le tutele della sesta salvaguardia, anche per i lavoratori edili, i titolari di indennità di mobilità ordinaria esodati dal 30 settembre 2012 con accordi non governativi, chi non ha usufruito della mobilità per il fallimento dell'azienda. Il ddl contiene anche proposte di risoluzione per i Quota 96 della scuola e di cancellazione delle penalità per le pensioni anticipate richieste da precoci e non prima del 1 gennaio 2015.
Gli altri due ddl sono della Lega Nord: per la settima salvaguardia esodati non c'è alcun limite temporale e sono quindi più "generosi" di quello Damiano-Gnecchi, anche perchè la platea dei lavoratori interessati è più ampia, aggiungendo ilavoratori e lavoratrici quindicenni (quelli che dopo 15 anni di contributi non hanno più potuto lavorare) e gli autorizzati ai contributi volontari prima del 20 luglio 2007. Inoltre si chiede l'abolizione della finestra mobile e del calcolo sull'aspettativa di vita per l'Opzione Donna, ovviamente da prorogare (fino al 2018) con i requisiti originali.

Renzi difende la Fornero, Boeri bocciato dai tecnici

Riforma pensioni 2015, news 27-07: Renzi difende la Fornero, Boeri bocciato dai tecnici

Renzi difende la legge Fornero e Boeri viene 'bocciato' dai tecnici: ultime news 2707 riforma pensioni 2015.
La situazione previdenziale italiana sarebbe una delle più sostenibili d'Europa e una delle più moderne, questo il senso delle ultime dichiarazioni del premier Matteo Renzi all'interno della sua Enews settimanale. La riforma pensioni 2015sembra allontanarsi sempre più, ma tutto sembrava già essersi chiarito con le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio all'Expo, quando aveva annunciato il taglio di 50 miliardi al fisco da compiersi nei prossimi 5 anni. La riforma delle pensioni Fornero avrebbe il pregio di essere sostenibile e di rispondere ai criteri di efficacia ed efficienza per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti dello Stato, così come viene richiesto dall'Unione Europea. Che non vi fosse una vera intenzione di portare avanti un processo riformatore sull'ambito delle pensioni sembrava oramai palese soprattutto dopo le ultime dichiarazioni di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, che, dopo aver 'promesso' un intervento di riforma della previdenza per giugno, aveva poi dichiarato che le proposte sono ancora allo studio del ministero e che ci sarebbe voluto ancora un po' di tempo per attuare le dovute analisi e previsioni.
Intanto, sempre sul versante della riforma pensioni 2015, arrivano bocciature alla proposta del professore bocconiano e presidente dell'Inps Tito Boeri da parte di alcuni tecnici di una certa rilevanza. Cesare Damiano attende e continua la sua battaglia con il governo Renzi e all'interno del Partito Democratico, ma è chiaro che la sua Quota 100 non sia ammissibile all'interno di un quadro politico che guarda all'Europa e che ritiene la Fornero, di fatto, 'intoccabile'.
Il triangolo Renzi-Fornero-Boeri: riforma pensioni 2015, ultime notizie 27-07
Se, dunque, il premier Matteo Renzi difende la riforma pensioni Fornero, il bocconiano Tito Boeri è andato incontro ad una sonora bocciatura da parte di alcuni colleghi 'tecnici' di una certa rilevanza: la sua proposta di riforma delle pensioni per il 2015, il cui fondamento è il passaggio al contributivo e il prelievo di solidarietà sugli assegni più alti, sarebbe eccessivamente penalizzante. A sollevare dubbi sul piano di Tito Boeri (intorno al quale Renzi ha mostrato 'interesse', ma non si è mai 'sbilanciato') è stata innanzitutto Antonietta Mondo, ex Coordinatore Generale Statistico Attuariale dell'Inps, che ha sottolineato due criticità: la prima è il taglio del 20-30% sugli assegni pensionistici, la seconda è l'impoverimento dell'intero sistema previdenziale con un livello di contribuzione più basso da parte dei giovani. Sulle pagine del Corriere della Sera è intervenuta, insieme alla Mondo, anche la professoressa di Economia e Consigliere di Sorveglianza Ubi, Alessandra Del Boca, la quale ha sottolineato altri elementi di criticità: il contributo di solidarietà dalle pensioni più alte rischia di creare scompensi nel rapporto tra pensione e contribuzione, mentre la proposta di reddito minimo per gli ultra 55enni sarebbe troppo costosa. Insomma, si tratta di critiche da leggere in una chiave molto particolare: la proposta di Tito Boeri, anche questa, sarebbe troppo 'salata' per le casse dello Stato.
La morale della favola sembra essere che la riforma delle pensioni Fornero risulta inattaccabile, proprio come ha detto il premier Renzi.

Damiano conferma il ddl 857 per la Legge di stabilità

Riforma pensioni, novità 26 luglio: precoci tirano un sospiro di sollievo
I lavoratori precoci più ottimisti dopo le parole di Damiano: le ultime sulla riforma delle pensioni.Ora c'è l'ufficialità. Ammesso ce ne fosse bisogno. Il ddl 857, che contiene quota 41 per i lavoratori precoci, verrà presentato e discusso in sede di approvazione della prossimaLegge di stabilità in vista della nuova riforma pensioni 2015. Le ultime novità sembrerebbero dunque confermare quanto si pensava all'indomani delle dichiarazioni bomba diMatteo Renzi della scorsa settimana, quando il premier aveva rilanciato l'azione di governo presentando il maxi piano per la riduzione delle tasse e la modifica del sistema previdenziale. Nessun slittamento quindi al 2018, come invece era stato affermato da più parti inizialmente. Quindi la deadline per le pensioni degli italiani è fissata per settembre-ottobre. Sarà un autunno caldissimo, sopratutto per il governo. Prendere la scelta sbagliata, come vaticinato da Lamberto Dini qualche giorno fa, significherebbe la fine dell'esecutivo a maggioranza Pd. La trappola del sistema contributivo, per Renzi e Padoan, è dietro l'angolo. Caderne vittima equivarrebbe alla fine. In tutti i sensi.

Notizie riforma pensioni Renzi ad oggi: Damiano conferma il ddl 857 per la Legge di stabilitàUna conferma importante. Desiderata e voluta in primis dai lavoratori precoci. Teatro dell'ultimo affondo di Damiano è stata l'assemblea tenutasi a Torino due sere fa, dove era presente per l'appunto l'esponente dem. Si è parlato, era inevitabile, dellariforma pensioni del governo Renzi. Il presidente (riconfermato) della Commissione Lavoro ha sottolineato come la minoranza dem porterà il disegno di legge numero 857. Come saprete, il ddl include quota 41 e quota 97, che consente di andare in pensione a 62 anni con almeno 35 anni di contributi e unapenalizzazione massima dell'8 percento. Sono questi i due strumenti per laflessibilità in uscita dal lavoro più apprezzati dai lavoratori italiani. In un Paese normale la sovranità popolare dovrebbe 'illuminare' le scelte del governo o quanto meno indirizzarle. In un Paese normale, appunto.

Ultime notizie riforma pensioni precoci ad oggi 26 luglio: il triangolo Boeri, Damiano, BrunettaFattore B contro fattore D. Boeri e Brunetta da una parte, Damiano dall'altra. No, il triangolo no. In tanti parlano della futura riforma pensioni, a volte senza avere un'idea precisa di quale sia, ad oggi, la situazione italiana. Chi invoca il ricalcolo delle pensioni col sistema contributivo vive forse sull'ultimo pianeta scoperto dalla Nasa. Tradotto, lontano anni luce. Nei giorni scorsi abbiamo parlato dei tagli che le pensioni piccole e medie riceverebbero qualora passasse la linea Boeri e Brunetta. Tra i più colpiti, come ricorderete, gli stessi lavoratori precoci, che a ragione fanno il tifo per Damiano e la quota 41. Starà adesso a Renzi decidere quale vertice del triangolo preferire. Una scelta neanche tanto difficile, se vogliamo dirla tutta. La volontà del popolo da una parte, l'irrealtà politichese dall'altra. Inoltre il Premier deve fare i conti con i sondaggi. Perché raccontare le favole inerenti il 40% delle preferenze può andare bene a fine luglio. Fare i conti invece con la realtà del Paese nei prossimi mesi è un'altra. Secondo voi Renzi prenderà la scelta giusta?Restituirà dignità ai lavoratori precoci? In un Paese normale queste domande non esisterebbero. L'Italia, purtroppo, non lo è più da tempo.
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Tre ddl in discussione per la settima salvaguadia

Riforma pensioni 2015, esodati e Quota 96: tre ddl in discussione per la settima salvaguadia
Riprende alla Camera la discussione sulla riforma pensioni: da giovedì inizierà il dibattito sui tre disegni di legge in materia di pensioni, esodati e Quota 96 che mirano a correggere alcune situazioni create dall’eccessiva rigidità della legge Fornero. Il primo ddl (il numero 2958) è quello presentato dal PD e prevede l’estensione della sesta salvaguardi fino al 6 Gennaio 2017.
Il ddl del PD: soluzioni per esodati e Quota 96
Oltre all’estensione temporale, la proposta mira ad allargare i profili tutelati, includendo anche i lavoratori destinati al trattamento speciale edile, i titolari si indennità di mobilità ordinaria che sono senza lavoro dal 30 Settembre 2012 e coloro che, per via del fallimento dell’impresa per cui lavoravano, non hanno beneficiato della mobilità.
A queste misure, pensate specificamente per gli esodati, si aggiungono i provvedimenti per superare la questione legata ai Quota 96 della scuola, per rivedere i requisiti per la pensione dei macchinisti ferrovieri e per bloccare le penalizzazioni agli assegni liquidati prima del 2015. Gli altri due disegni di legge (ddl 2514 e ddl 3002) invece sono proposti dalla Lega e prevedono una tutela più ampia.
Le proposte della Lega: estensione della salvaguardia
Innanzi tutto c’è la proposta di eliminare ogni vincolo temporale per l’accesso alla salvaguardia (in pratica l’unico limite sarebbe rappresentato dalle risorse destinate al Fondo Esodati) e poi quella di estendere la tutela ad ulteriori categorie che non vengono menzionate nel ddl firmato da Gnecchi e Damiano. In più è prevista la possibilità di pensioni a 64 anni anche per i lavoratori pubblici (al momento questa opportunità è riconosciuta solo ai dipendenti privati).
Con l’inizio delle discussioni fissato per giovedì 30 Luglio e nella speranza che non si presentino nuovi ostacoli imprevisti, l’obiettivo è quello di arrivare ad un accordo che consenta la redazione di un testo base entro l’Autunno, in modo da poterlo proporre in Aula per l’approvazione definitiva prima della legge di Stabilità.
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lunedì 27 luglio 2015

Tre ddl per la settima salvaguardia

Pensioni / Esodati, Tre ddl per la settima salvaguardia
Scritto da  Federico Pica
Tra le proposte all'esame della Commissione c'è anche la questione dei Quota 96 della scuola, dei ferrovieri e delle penalizzazioni per i lavoratori che sono andati in pensione prima del 2015.
Sono tre i disegni di legge che saranno discussi alla Camera a partire da giovedì prossimo per risolvere alcune criticità della Legge Fornero. Il primo è proposto dal Pd (ddl 2958) ed intende estendere gli attuali profili di tutela della sesta salvaguardia sino al 6 gennaio 2017 ricomprendendo anche i lavoratori destinatari del trattamento speciale edile, i lavoratori titolari di indennità di mobilità ordinaria cessati dal servizio dopo il 30 settembre 2012 ancorchè con accordi di tipo non governativo, nonchè coloro che non hanno potuto fruire della mobilità a causa del fallimento dell'impresa.
A queste misure, specificamente indirizzate agli "esodati", cioè coloro che avevano perso il lavoro entro il 2011, si aggiunge la soluzione della vicenda dei quota 96 della scuola, la revisione dei requisiti pensionistici dei macchinisti ferrovieri e lo stop alle penalizzazioni per gli assegni liquidati ante 2015.
Le misure della Lega. Gli altri due ddl sono a firma della Lega (ddl 2514 e ddl 3002) ed intendono garantire una tutela piu' ampia rispetto al progetto dei Dem eliminando qualsiasi vincolo temporale per accedere alla salvaguardia (resta il solo argine del completo utilizzo delle risorse messe a disposizione nel Fondo Esodati). Ed includendo alcune categorie di lavoratori "dimenticati" nel ddl Damiano-Gnecchi. Ad iniziare dalla salvaguardia ai cd. lavoratori quindicenni per passare agli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 (articolo 1, comma 8 della legge 243/04) sino a riconoscere, e questa è una novità significativa, la possibilità di accedere alla pensione a 64 anni anche ai lavoratori del pubblico impiego (la misura riconosciuta attualmente solo ai lavoratori dipendenti del settore privato). Da segnalare poi che nel ddl della Lega Nord c'è la proposta di mandare in soffitta la finestra mobile e la speranza di vita nell'opzione donna. I lavori parlamentari, come detto, inizieranno giovedì prossimo. L'obiettivo è quello di raggiungere un accordo politico su un testo base (che sarà probabilmente adottato in autunno) e poi di farlo approdare in Aula prima della legge di stabilità per l'approvazione definitiva. Sempre che non ci siano nuovi ostacoli.
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domenica 26 luglio 2015

Proietti (Uil): la sua organizzazione è con chi attende risposte

Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, mini pensioni ulteriore ostacolo nuovi migliaia esodati
Le ultime notizie raccontano di 50.000 esodati da salvaguardare. Quali conseguenze per la riforma pensioni? Nuove spese per il governo.
L'annuncio è di quelli che mettono in discussione il faticoso impegno di riforma della pensioni: ci sarebbero ancora 50.000 esodati da salvare, tutti certificati dal governo e per cui non è stata prevista alcuna forma di tutela. Si prospetta allora la novità della settima salvaguardia, destinata ad avere ripercussioni sulle varie ipotesi di quota 100, assegno universale e mini pensioni
Da parte loro, i sindacati promettono battaglia. Come spiegato da Domenico Proietti della Uil, la sua organizzazione "è al fianco dei lavoratori che attendono ancora una risposta. Chiediamo al Governo e al Parlamento di completare l'opera avviata positivamente in questi anni a seguito dell'iniziativa e della mobilitazione del sindacato dando una risposta definitiva ai lavoratori coinvolti".Il governo, già alle prese, con la necessità di trovare oltre 2 miliardi di euro per dare seguito alle sentenze dell'Alta Corte sulla reindicizzazione delle pensioni e lo sblocco del contratto statali, si trova quindi nella necessità di fare e rifare i conto. Le vere insidie arriveranno nel 2016, anno nel quale sono già previsti aumenti di Iva, accise sui carburanti e altre imposte per un punto di Pil, oltre 16 miliardi in valore assoluto, per garantire il raggiungimento del pareggio di bilancio, qualora le altre misure non funzionassero. Ma il premier Matteo Renzi ha garantito che "le clausole di salvaguardia saranno totalmente eliminate" e sostituite da tagli strutturali alla spesa corrente fino a dieci miliardi.
La nuova revisione della spesa avrà un obiettivo di risparmio di 10 miliardi di euro l'anno a regime. E diventerà per il futuro, ed in modo sistematico, una parte integrante della manovra di bilancio annuale. Nel mirino, in questa nuova tornata, finiscono anche le tax expenditures, cioè agevolazioni, detrazioni, sconti e regimi fiscali di favore. In parallelo, anche la spesa previdenziale potrebbe essere rivista a suon di tagli agli assegni di reversibilità e di invalidità e di revisione dei criteri per il cumulo.
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