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venerdì 3 luglio 2015

Gnecchi (PD): Il decreto pensioni va nella giusta direzione

Gnecchi (PD) Il decreto pensioni va nella giusta direzioneGnecchi (PD): Il decreto pensioni va nella giusta direzione
“Il decreto sulle pensioni va nella giusta direzione anche se non prevede tutti gli interventi che avremmo voluto”. Così Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“La legge Fornero è stata una manovra per salvare l’Italia dalla bancarotta e non una riforma delle pensioni. Abbiamo previsto sei salvaguardie per gli esodati e possiamo dire ai colleghi delle opposizioni, che ci accusano di aver votato quella manovra, che abbiamo la coscienza a posto per le correzioni fatte fin da subito alla legge Fornero”.
“Dobbiamo andare avanti pensando anche alle pensioni dei giovani. Già nel decreto è previsto che la rivalutazione del montante contributivo, quindi dei propri contributi versati nell’arco di tutta la vita lavorativa, debba sempre essere positivo, almeno l’1% indipendentemente dall’eventuale pil negativo”.
“Dobbiamo tutti insieme Camera, Senato e governo correggere le attuali distorsioni del sistema che, senza nessun intervento, permetterebbe a quasi tutte le donne di andare in pensione solo a 70 anni, perchè la manovra prevede che per andare prima si debba avere un calcolo di pensione superiore a 600 euro mensili”.
“La sentenza della Consulta che ha reso necessario questo decreto deve essere letta tutta e non presa a pezzi; in essa c’è un invito chiaro a tenere presente i più poveri. Invece durante la discussione del decreto sono stati presentati emendamenti per restituire la indicizzazione anche alle pensioni più alte, alle famigerate pensioni d’oro”, ha concluso.
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Cosa ci si deve aspettare dalla Legge di Stabilità 2016 in agenda a settembre?

Pensioni, cosa ci si deve aspettare dalla Legge di Stabilità 2016 in agenda a settembre
 - Esperto di Tasse
2 luglio 2015
La presentazione della nuova finanziaria del 2016 è in programma a settembre per poi essere approvata a fine anno.
Subito dopo l'estate il Governo Renzi presenterà la nuova Legge di Stabilità che è attualmente allo studio. Si tratta della finanziaria per il 2016, che dovrebbe essere approvata dai due rami del Parlamento entro la fine del 2015. Tralasciando il capitolo tagli e nuovi provvedimenti fiscali, molto importante sarà il capitolo pensioni che sarà inserito nella Legge di Stabilità. Infatti per tutte le novità relative a tasse, tagli alle detrazioni, tagli alla spesa pubblica, ecc., l'orizzonte è piuttosto buio e il nostro Governo deve rispettare i patti e i diktat provenienti dalla UE. La riforma delle pensioni, al contrario, è un capitolo molto importante perché ormai sono passati tre anni dal varo dell'ultima riforma delle pensioni, quella della Fornero, ed è opportuno modificarla. I primi dettagli sui cambiamentiti allo studio li ha elencati Renzi già all'indomani della conferenza stampa con cui ha spiegato il decreto rimborsi dopo la sentenza della Consulta. Ecco come il Premier ed il suo esecutivo pensano di intervenire come spiegato da Renzi stesso e quali sono i punti più sensibili dove metteranno le mani.

Riforma delle pensioni, la legge ForneroCon l'ultima riforma delle pensioni è stato varato il passaggio del calcolo delle pensioni dal sistema retributivo a quello contributivo. Sono stati, inoltre, elevati i requisiti di età anagrafica e quelli di anzianità contributiva.

La riforma del Governo Monti su esodati   La riforma del Governo Monti ha previsto criteri di salvaguardia per i c.d. esodati, ovvero coloro che si sono trovati senza lavoro e senza pensione a causa della riforma. Infatti molti lavoratori che avevano raggiunto i requisiti pensionistici con le norme precedenti alla riforma Fornero, a causa di quest'ultima si sono visti posticipare il giorno in cui andare in pensione, nonostante avessero già lasciato il posto di lavoro. Il Governo ha, allora, emanato una serie di provvedimenti normativi atti a tutelare i circa 170 mila esodati. Oggi la vicenda non è del tutto chiusa, anche se parlare di esodati non è più corretto come per la cosiddetta quota 96 dei lavoratori settore scuola.
Per la prossima finanziaria si parla di anticipo di pensione o "prestito pensionistico", bonus da concedere a chi si trova a meno di 3 anni dal raggiungimento dei requisiti per la pensione. Si tratterebbe di anticipare la pensione a questi soggetti che poi, una volta diventati pensionati, dovrebbero restituire l'anticipo con piccole trattenute mensili sulla pensione.

L'estratto conto previdenziale : la busta arancione   Si parla da un ventennio di questo provvedimento, che permetterebbe al futuro pensionato di capire quanto prenderà di pensione e di poter quindi calcolare la via più conveniente per lasciare il lavoro o per proseguirlo magari cambiando forma (part-time, cambio mansione ecc.). Nessuno ha mai ricevuto la famosa busta e si pensa di creare un PIN per i servizi telematici INPS, per mettere i dati che dovevano essere inseriti nella busta direttamente on line.
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Nessuna penalizzazione per il cambio di salvaguardia

Pensioni / Esodati, nessuna penalizzazione per il cambio di salvaguardia
Scritto da  Franco Rossini

Nel dicembre 2011 sono stato posto in Cigs (tre anni) e mobilita (4 anni) dall'Azienda Alenia (assunto 1/1/78) sono nato il 2/4/55, Ho inoltre 15 mesi di contributi da militare. In base ad accordo sindacale l'azienda ha richiesto per me inclusione nella seconda salvaguardia sia nel 2012 che nel 2013 e tale istanza risultava sempre in trattazione di prima istanza e senza esito. A novembre 2014 uscita la sesta salvaguardia ho fatto personalmente domanda di inclusione nella sesta salvaguardia e a febbraio 2015 ho ricevuto certificato di accoglienza da parte del ministero del lavoro per la sesta salvaguardia. Il 10 giugno mi sono recato presso INPS a chiedere informazioni sulla data di pensionamento ed invece allo sportello mi hanno: - rigettato la certificazione della sesta salvaguardia asserendo che io avrei avuto la seconda salvaguardia. - dal 10 giugno ad oggi mi hanno incluso nella seconda, rigettato la sesta ed inviatomi la data di decorrenza pensione per effetto della seconda salvaguardia. Quesito: seconda o sesta salvaguardia modificano la data di pensionamento? se si ci sono gli estremi per un ricorso verso una condizione più favorevole per me?
Ritengo che il lettore possa stare tranquillo. Non ci sono differenze tra le due salvaguardie: lo scopo di entrambi i provvedimenti è quello di ripristinare le vecchie regole di pensionamento vigenti sino al 2011, garantendo l'ultrattività delle stesse oltre il 2012. Pertanto non c'è alcuna dilatazione della data di pensionamento per via del "cambio di salvaguardia" perchè questa resta regolata dalle norme previgenti alla normativa Fornero. L'importante è che abbia ricevuto conferma da parte dell'Inps di poter accedere ad una delle salvaguardie.
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martedì 30 giugno 2015

Si studia prestito pensionistico per over 55 anni?

Pensioni, ultime novità al 30 giugno: si studia prestito pensionistico per over 55 anni?
Arrivano nuove proposte di flessibilità pensionistica per andare incontro ai lavoratori disagiati in età avanzata.
Arrivano nuove interessanti proposte di welfare per tutti ilavoratori in età avanzata che si sono trovati a sperimentare una situazione di disagio a causa della crisi economica, nonché dell'innalzamento nei requisiti anagrafici e contributivi di pensionamento seguiti alla riforma del settore avvenuta nel 2011. Di fatto stiamo parlando di coloro che sono rimasti disoccupati o inoccupati in un'età troppo avanzata per potersi reinserire nel mondo produttivo e troppo giovane per poter rientrare nelle tutele dell'Inps. Alcuni di questi soggetti sono rientrati nelle precedenti salvaguardie parlamentari (si pensi ad esempio alle sei misure approvate in relazione al caso esodati), ma nella pratica sono ancora troppi coloro che rischiano di vivere una situazione drammatica senza avere delleadeguate coperture di welfare. Per questo motivo, in Parlamento si sta lavorando a delle opzioni he potrebbero fare da ponte per coloro a cui mancano pochi anni al pensionamento.
Sgravi previdenziali e prestito Inps: ecco come si pensa di concretizzare nuove misure di flessibilità per gli over 55 anni
Stante la situazione, i Parlamentari Giorgio Santini e Carlo dell'Aringa (del Partito democratico) hanno depositato presso il Senato della Repubblica un disegno di legge (numero 1943) che prevede l'attuazione di tre possibili interventi sul caso dei lavoratori disagiati ultra cinquantacinquenni. Il primo prevede un bonus di tre anni sotto forma di sgravi nei versamenti dei contributi per le aziende che decideranno di offrire una nuova collocazione lavorativa ai soggetti con i requisiti anagrafici appena indicati. Un altro possibile intervento riguarda il prolungamento del sostegno di welfare garantito dall'Asdi, che potrebbe di fatto raddoppiare passando dai 6 mesi ad un intero anno di durata. Ricordiamo inoltre che il lavoratore potrà beneficiare in precedenza della Naspi, che prevede una copertura fino a 24 mesi. In questo modo, la fruibilità complessiva dei diversi sostegni assistenziali potrebbe arrivare ai tre anni di tempo. Se ancora questo non fosse sufficiente, potrebbe scattare il terzo meccanismo di tutela, che dovrebbe prevedere l'accompagnamento alla quiescenza tramite l'erogazione di un prestito previdenziale, che fornirebbe un ulteriore sostegno di almeno cinque anni. L'assegno sarebbe inoltre accumulabile con altri redditi da lavoro, purché l'importo di quest'ultimi non risulti superiore a quello del sostegno erogato.
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Riforma pensioni: flessibilità in uscita e misure per gli esodati

Riforma pensioni: flessibilità in uscita e misure per gli esodati
A parlare è l'esponente democratico della Commissione lavoro alla Camera, Davide Baruffi.
Si parla ancora di flessibilità in uscita per quanto riguarda la riforma delle pensioni, ma anche di nuove misure per tutelare gli esodati. E’ quanto conferma il membro della commissione Lavoro alla Camera Davide Baruffi, esponente del PD che ricorda che il lavoro volto sino ad oggi mira ad una modifica della Riforma Fornero.
Il deputato fa notare che in 3 anni e mezzo sono state prodotte sei salvaguardie volte a tutelare le vittime della riforma Fornero, gli esodati. L’obiettivo è quello di far trovare una risposta soddisfacente a tutti gli esodati coinvolti dalle ingiustizie della riforma delle pensioni Monti-Fornero.
Il deputato ricorda anche le altre storture che sono state corrette alla Riforma Fornero, come ad esempio le penalizzazioni per tutti quei lavoratori precoci che maturavano i 42 anni contributivi senza aver raggiunto l’età anagrafica richiesta di 62 anni. E’ stato corretto anche il concetto di prestazione effettiva di lavoro e ora, il lavoro da svolgere è quello di portare avanti delle proposte di legge che trovino delle soluzioni accettabili e sostenibili introducendo al contempo la flessibilità in uscita senza penalizzare i pensionati.
Proprio per questo motivo il confronto tra forze politiche, Governo, Parlamento e INPS sta continuando incessantemente affinchè su nodo pensioni intervenga, come è giusto, il Parlamento e non più la Consulta per andare a riparare ad ingiustizie create.
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Comitati degli Esodati: Subito una norma che tuteli questi lavoratori

Riforma Pensioni, Comitati degli Esodati: 'Subito una norma che tuteli questi lavoratori'
La Rete dei Comitati degli Esodati auspicano un immediato intervento a favore di questi lavoratori.
Giunge in queste ore la notizia che, la Rete dei Comitati degli Esodati, hanno lanciato molti appelli nei confronti della Commissione Lavoro alla Camera. In queste comunicazioni si chiede che il governo Renzi acceleri sull'elaborazione di una proposta che porti alla nascita di una settima salvaguardia. Lo scopo principale di questi Comitati è quella di approvare, nel più breve tempo possibile, una normativa che tuteli i circa 49.500 lavoratori che avrebbero dovuto terminare il lavoro entro il 31 dicembre 2011
Gli esodati sperano che vengano approvate le due proposte di legge che li riguardano
Tra qualche giorno, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, fornirà al ministero del Lavoro i dati relativi alla possibile copertura finanziaria per giungere alla settima salvaguardia, secondo quanto specificato dal sito specializzatopensionioggi.it. L'obiettivo dichiarato degli esodati è quello di far approvare le due proposte di legge che li riguardano prima della discussione della Legge di Stabilità, che dovrebbe avvenire subito dopo l'estate. Lo scopo di questi Comitati è quello di evitare che la normativa sulla settima salvaguardia vada a confondersi con la regolamentazione pensionistica che, probabilmente, verrà discussa con la Legge Finanziaria, con la quale si potrebbe introdurre quella flessibilità auspicata da molti.

Comitati Rete Esodati: 'Il problema degli esodati deve essere svincolato dalle norme previdenziali'

'È accettabile solamente una normativa pensionistica che possa far recuperare quel diritto alla pensione con provvedimenti che sono stati applicati prima dell'entrata in vigore della Legge Fornero, avvenuta nel 2012. Tutto quello che verrà deciso in futuro relativamente alla flessibilità del sistema pensionistico non deve essere valido per il problema degli esodati. E come tale deve essere trattato in maniera separata da tutto il resto', conclude il comunicato della Rete degli Esodati.
Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà nei 'piani alti' della politica e se il governo Renzi riuscirà a risolvere una volta per tutte questa situazione, che rischia di diventare un vero e proprio problema sociale.

lunedì 29 giugno 2015

Lavoratori precoci e il tweet di Damiano

Ultime Pensioni oggi ventinove giugno: news per lavoratori precoci e il tweet di Damiano
Ecco le novità di oggi 29 giugno 2015 sulle pensioni per i precoci e sulla situazione degli esodati.
Nuova settimana e nuove dichiarazioni sul tema della riforma Pensioni 2015. Ormai non è un segreto che nella prossima legge di stabilità il Governo Renzi tra le altre cose metterà mano anche alla Legge Fornero, cercando di rendere più flessibile l'uscita dal mondo del lavoro. La battaglia politica verte su quali soluzioni adottare, con da una parte il contributivo per tutti che piace a Inps e Governo e dall'altra il sistema di quote proposto da Damiano e che trova consensi nei lavoratori e nei sindacati. Vediamo le ultime news di oggi 29 giugno 2015 sulle pensioni, in particolare sui precoci e sulla quota 41, che torna alla ribalta grazie ad un tweet.

Pensioni lavoratori precoci ultime news di oggi 29 giugno 2015: quota 41 e il tweet di DamianoLe ultime sulle pensioni dei precoci, si rifanno al tweet di oggi 29 giugno 2015 scritto in mattinata da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e promotore del ddl 857 per la pensione anticipata (con proposte di quota 100 e quota 97). Damiano ha risposto ai tanti lavoratori precoci che chiedevano chiarezza sulla proposta e che non vogliono lasciare il mondo del lavoro subendo dei tagli all'assegno pensionistico (come prevede ad esempio l'uscita a 62 anni di età e 35 di contributi). L'esponente del PD ha scritto "La mia proposta di legge sulla #flessibilità delle pensioni prevede che con 41 anni di contributi si vada in pensione senza penalizzazioni". Pochi caratteri, ma esplicativi sulla sua quota 41, contenuta appunto nel ddl 857, che prevede l'uscita a 41 anni di contributi, senza limiti di età. La soluzione che tutti i precoci volevano, ma che dovrà esser discussa e approvata dalla camera nel prossimo futuro...
Pensioni oggi 29 giugno 2015: ultime news per esodati, parla BaruffiUn altro membro del PD e della commissione lavoro ha parlato in queste ore, si tratta di Davide Baruffi. Durante la discussione sul decreto della rivalutazione delle pensioni, ha ricordato come siano state effettuate sei salvaguardie per gliesodati fino ad ora, e ha ribadito l'intenzione del suo partito di proseguire finchè "tutti gli esodati non abbiano trovato risposte ragionevoli". Inoltre Baruffi ha ricordato in materia di flessibilità le intenzioni del PD: "Ci stiamo confrontando tra Governo, Parlamento e INPS proprio a partire dalle nostre proposte di legge per trovare soluzioni concrete e sostenibili. Per noi è una cosa molto importante, è una questione di giustizia sociale, e non vorremmo quindi che fosse la Consulta ma il Parlamento ad intervenire per riparare a problemi che ha creato".
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giovedì 25 giugno 2015

Cresce il pressing per la settima salvaguardia

Esodati, cresce il pressing per la settima salvaguardia
Scritto da  Eleonora Accorsi
I Comitati degli esodati premono per l'approvazione della settima salvaguardia prima della legge di stabilità.
Dopo l'8 luglio si provveda ad una rapida accelerazione del Governo e del Parlamento per elaborare una proposta unificata sulla settima salvaguardia. E' quanto si legge in diversi appelli lanciati ai membri della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati dalla Rete dei Comitati degli esodati. La richiesta dei Comitati è di approvare rapidamente un nuovo provvedimento legislativo per tutelare i restanti 49.500 lavoratori che avevano siglato accordi per la cessazione dal servizio entro il 31 dicembre 2011 come certificati dall'Inps e Governo in Parlamento il 15 Ottobre scorso.
La prossima settimana l’INPS dovrebbe fornire al Ministero del Lavoro ed alla Commissione Lavoro i dati sui residui delle 6 precedenti salvaguardie indispensabili per le coperture finanziarie della settima; poi l’8 luglio Boeri presenterà la relazione annuale prevista in merito. Conclusi questi passaggi l'obiettivo della Rete degli Esodati è sbloccare i due ddl depositati in Commissione Lavoro - il primo appoggiato dai Dem, il ddl 2958, l'altro dalla Lega Nord, il ddl 3002 - prima dell'avvio della discussione generale sulla legge di stabilità. Sblocco che potrebbe essere ottenuto senza particolari esborsi per le Casse dello Stato, ricordano dai Comitati, dato che su 170mila posti disponibili solo 110mila sono stati effettivamente utilizzati e certificati dall'Inps (stando al report dello scorso 5 Aprile). La capienza, pertanto, sarebbe sufficiente a garantire la tutela per gli altri 50mila lavoratori con accordi siglati entro il 2011 lasciando comunque libero un plafond a garanzia per altri 10mila posti.
La Rete preme per evitare che la settima salvaguardia incroci le misure previdenziali che dovrebbero arrivare con la legge di Stabilità e che riguarderebbero la flessibilità in uscita e gli esodandi, ovvero coloro che hanno siglato accordi dopo il 2011. Temi che la Rete non vuole siano sovrapposti per evitare che il dramma degli esodati sia confuso col disagio sociale vissuto da altre tipologie di penalizzati (esodandi, ecc.). "Deve essere chiaro - ricordano dalla Rete - che per il ripristino del patto rotto con questi cittadini è accettabile solamente una soluzione previdenziale che preveda il recupero del diritto alla pensione con le regole ante Fornero. Riteniamo che strumenti diversi di tipo assistenziale o di flessibilità non possono essere ritenuti assolutamente validi per questo specifico problema. Gli “esodati” sono un unicum perché al varo della riforma Fornero la loro fuoriuscita dal mondo lavorativo era già una realtà o prevista, con o senza accordi".
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