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martedì 2 settembre 2014

Riforma Pensioni: nel mille giorni nemmeno un cenno

Riforma Pensioni: nel mille giorni nemmeno un cenno
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Renzi lancia il sito Passo dopo Passo per consentire il monitoraggio da parte dei cittadini del programma di governo. Sino al 2017 riforme ambiziose ma nessun cenno ad una modifica della Riforma Fornero.
Il Presidente del Consiglio ha lanciato oggi il programma delle Riforme del Governo in mille giorni. «Abbiamo fatto tanto ma non ci basta. Abbiamo fame di riforme. Oggi è la partenza dei mille giorni. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di ‘annuncite’, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti». Il sito ad hoc è passodopopasso.italia.it e nasce per evidenziare, mese dopo mese, i progressi dell’azione di governo e il rispetto degli impegni assunti.
Ma nel progetto di Renzi non c’è alcun cenno ad uno dei principali temi che interessa milioni di persone. Quello relativo alle pensioni. Troppo costoso probabilmente un impegno in tal senso. Per ora il sito riporta infatti solo i (magri) interventi contenuti in materia con il Dl 90/2014  In particolare la possibilità per la Pa di mandare a casa i dipendenti con i requisiti per la pensione anticipata che abbiano raggiunto i 62 anni di età ed il divieto di incarichi di consulenza nelle Pa ai pensionati. Stop.
Ci sono tanti altri capitoli ben arricchiti da infografiche (Riforma della giustizia, Riforma della Scuola, Riforma Costituzionale e bonus degli 80 euro) su cui il governo ci sta mettendo la faccia ma non c’è alcun cenno su un ipotetico intervento sul dossier previdenza. Nessun impegno preciso in favore dei quota 96, degli esodati e dei precoci con i quali Renzi ha aperto una ferita profonda dopo il brusco dietrofront delle misure in loro favore nel Dl 90/2014. Per la verità nel sito manca proprio un crono-programma utile per vedere quali siano le intenzioni dell’esecutivo da qui al 2017.
Anzi. E’ sempre piu’ in bilico anche l’estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati. «Non torniamo indietro sugli 80 euro: cercheremo di allargare il bonus», senza però creare «false aspettative», ha detto il Premier.  E ha aggiunto: «gli 80 euro non sono una mancia elettorale, sono una scommessa politica che può piacere o meno, ma sono la più grande riduzione di tasse mai fatta e di aiuto al ceto medio. Si potevano dare ad altri? noi riteniamo che si debbano dare al ceto medio per aiutare i salari dei lavoratori».
Fonte: Pensionioggi
 

Cosa si sta facendo? Ne parlano a Lodi il 3 settembre 2014

A Lodi
Mercoledì 3 settembre – ore 21.15
RIFORMA DEL LAVORO E ESODATI: COSA SI STA FACENDO?

Incontro con CESARE DAMIANO, Deputato PD in Commissione Lavoro
intervistato da:
Federico Moro, responsabile Lavoro e Economia del PD provinciale

Partecipano:
Comitato Esodati del Lodigiano
Domenico Campagnoli – Segretario Provinciale CGIL Lodi
Mario Uccellini – Segretario Provinciale CISL Lodi
Santo Bolognesi – Segretario Provinciale UIL Lodi

Esodati, anticipata e opzione donne nella Legge di Stabilità?

Riforma pensioni Renzi: esodati, anticipata e opzione donne nella Legge di Stabilità?
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Riforma pensioni Renzi: grande attesa per la Legge di Stabilità su esodati, pensione anticipata e opzione donne.
Come abbiamo già accennato in altri articoli, la riforma delle pensioni Renzi resterà probabilmente al palo fino a che non verrà promulgata la Legge di Stabilità (la vecchia legge finanziaria). Il motivo è sempre lo stesso, la copertura economica, e, probabilmente, occorrerà attendere il 15 ottobre. Intanto, ogni questione che è stata oggetto di dibattito in questi lunghi mesi resta sospesa: la questione degli esodati (al di là della sesta salvaguardia - il problema di come evitare "nuovi" esodati), il temperamento della riforma delle pensioni Fornero e dunque tutte le questioni connesse alla pensione anticipata, infine la proroga dell'opzione donne. In questo articolo faremo il punto della situazione e cercheremo di capire cosa è lecito attendersi, per quanto riguarda la riforma delle pensioni Renzi, nella Legge di Stabilità.

Riforma pensioni Renzi: la questione degli esodati
Il problema degli esodati è, dal punto di vista di una riforma delle pensioni Renzi, uno dei nodi centrali. Di sicuro c'è soltanto il DDL che sancisce la sesta salvaguardia. Tale provvedimento dovrebbe approdare al Senato durante questo mese di settembre, permettendo così a circa 32mila lavoratori esodati di poter accedere alla pensione con i requisiti precedenti alla Legge Fornero. La misura, sicuramente necessaria, non risolve, però, il problema alla radice e dunque si attende con la Legge di Stabilità la risoluzione definitiva della questione. È chiaro, comunque, che il problema degli esodati incrocia tutto il senso della riforma Fornero e dunque anche e soprattutto la questione delle pensioni anticipate.

Riforma pensioni Renzi: pensione anticipata tra flessibilità e strumenti differenziati
Anche per quanto riguarda la cosiddetta pensione anticipata, c'è grande attesa di provvedimenti correttivi che determinerebbero realmente una riforma delle pensioni targata Renzi. Le proposte che sono state lanciate negli ultimi mesi sono parecchie. Il ministro Poletti, ad esempio, ha proposto la possibilità dell'inserimento di strumenti differenziati e coerenti con le differenti situazioni lavorative, senza però entrare in particolari o affrontare il nodo 'penalizzazioni'. Un'altra ipotesi che potrebbe rientrare nella discussione è quella formulata da Baretta e Damiano, i cosiddetti 'pensionamenti flessibili': permetter il pensionamento all'età di 62 anni e con 35 anni di contributi attraverso un sistema di penalizzazioni progressive. Il problema riguarda però la copertura economica. Dal momento che sembra accantonata l'idea di un contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro, è chiaro che il 'tesoretto' da investire in provvedimenti del genere sia piuttosto esiguo.

Riforma pensioni Renzi: proroga dell'opzione contributivo donne
Un'ultima questione che sarà affrontata, probabilmente, all'interno della Legge di Stabilità riguarda un altro punto chiave della possibile riforma delle pensioni Renzi: la proroga dell'opzione contributivo donne. L'esecutivo è stato protagonista di un clamoroso dietrofront a luglio, quando la proroga sembrava già fatta, a causa del pressing del Mef. Si tratterebbe di una misura che permetterebbe fino al 2018 pensionamenti anticipati con l'unica penalizzazione del calcolo dell'assegno solamente contributivo. Insomma, tanti i nodi e tante le questioni. Questo mese di settembre, che traghetterà il governo verso la presentazione della Legge di Stabilità, sarà sicuramente decisivo per quanto riguarda la riforma delle pensioni Renzi.
(Leggi)

lunedì 1 settembre 2014

Il 9-9-2014 non ci sarà solo perché...

Chi lo vuole sostituire?

"Cari ‘colleghi’ di sventura,
con dispiacere, n
on sarò con voi il 9. Non posso interrompere la terapia antitumorale… non voglio che abbia gioco facile il mio avversario attuale.
Chiedo però a voi di esserci, determinati ed agguerriti anche per quelli che proprio non possono, come me.
Non fate l’errore di pensare che il vostro contributo non serva e non aspettatevi di vincere una partita se non la giocate.
Vale per tutti: non diamo ‘gioco facile’ ai nostri avversari!"
M.

Il pullman del NORD ha già 23 persone Prenotate.
Se ne aspettano altre.

Soluzione flessibile per tutti?

Governo Renzi pensa a flessibilità pensionamentoPensione anticipata, precoci, esodati, Quota96, Governo: soluzione flessibile per tutti
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Il Governo al lavoro per costruire il passepartout per soluzione del comparto pensioni: si riflette su anticipata.
Il settore delle pensioni sollecita sempre più attenzioni da parte del Governo, soprattutto perché la Riforma Fornero avvenuta nell'ormai lontano 2011 ha rimesso in carreggiata i conti pubblici, ma ha anche creato numerosi storture e situazioni di disagio. Le voci che si sollevano in vista di una sanatoria sono per questo sempre più numerose; esodati, lavoratori ATA e docenti quota 96, disoccupati in procinto di terminare le salvaguardie offerte dal welfare, lavoratori precoci e in genere tutti coloro che hanno problemi a mantenersi sul posto di lavoro con un'età troppo elevata per cambiare occupazione e troppo bassa per accedere al pensionamento.
Cesare Damiano torna a proporre soluzione flessibile per tutti
Viste le numerose richieste di intervento da parte di lavoratori in condizioni anche molto diverse tra di loro, potrebbe avere senso cercare di risolvere tutto attraverso un unico provvedimento di flessibilizzazione dell'uscita dal lavoro. Negli scorsi giorni Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, avrebbe nuovamente chiesto al Governo Renzi di valutare una nuova forma di pensionamento con due requisiti più facili da raggiungere:
- 62 anni di età anagrafica;
- 35 anni di contribuzione presso l'Inps.
A tal proposito, lo stesso Damiano avrebbe sottolineato che "finché i padri saranno costretti a lavorare fino a 67 anni, i figli e i nipoti resteranno fuori dai cancelli delle fabbriche". Nella pratica, il blocco inter-generazionale avrebbe creato più problemi di quanti si sarebbero finora risolti attraverso il risparmio previdenziale generato.
Correggere il sistema pensionistico potrebbe aiutare anche i giovani
È in questo senso che andrebbe fatta una seconda importante valutazione; correggere l'attuale sistema pensionistico potrebbe aiutare non solo i lavoratori rimasti bloccati all'interno di situazioni di disagio, ma anche i tanti giovani che faticano a trovare un impiego nel Bel Paese (si consideri a tal proposito l'enorme crescita del tasso di disoccupazione giovanile avvenuta nell'ultimo quinquennio). Certo, una simile soluzione potrebbe richiedere nuovi sacrifici e piccole penalizzazioni tutti, perché flessibilizzare la previdenza in un momento di recessione e di grave crisi economica è molto più faticoso che farlo durante una fase di crescita. Ma paradossalmente, potrebbe essere proprio una delle mosse migliori per ricominciare a vedere il segno più associato alle statistiche economiche del nostro Paese.

sabato 30 agosto 2014

Nessun contributo pro esodati

esodati-decreto-forneroQuota 96 in piazza per la pensione. Nessun contributo pro esodati
Oggi la manifestazione Quota 96. Poletti smentisce le voci sul prelievo  
Dopo settimane di illazioni e ipotesi su contributi e prelievi dalle pensioni medio alte, è arrivata la rassicurazione del ministro del Lavoro: non ci sarà alcuna sorpresa “autunnale” per coloro che usufruiscono di assegno previdenziale.
Nelle scorse settimane, si era scatenata la bufera dopo le dichiarazioni dello stesso ministro Poletti al Corriere della Sera, dove aveva avanzato l’ipotesi di introdurre un contributo di solidarietà a favore degli esodati presenti e futuri.
A fornire queste risorse extra alle casse dello Stato già dissestate, sarebbero stati chiamati, nella visione del ministro, i pensionati più fortunati, a cominciare dalle pensioni d’oro per scendere, fino a una quota imprecisata, a quelle d’argento e ancora più giù. Tra le ipotesi uscite nei giorni scorsi, infatti, si era parlato anche degli assegni da tremila euro lordi, che avrebbe allargato sensibilmente la platea di coloro a cui sarebbe stato richiesto il contributo di solidarietà verso coloro che il welfare, invece, ha lasciato a piedi.
Ieri, però, nel corso del suo intervento a Rimini, al Meeting di Comunione e Liberazione, Poletti, ex uomo delle cooperative emiliane, ha rassicurato tutti i pensionati d’Italia, negando ogni possibilità di prelievi o nuovi balzelli a cui attingere risorse.
“Avevo detto una cosa che credo normale - si è difeso Poletti - che ci vuole anche un atto, o la possibilità di avere un atto, di solidarietà nel sistema previdenziale. Che bisognerebbe trovare un modo per gestire insieme equità e crescita”.
Dunque, sembra tutto scongiurato, sia per il Consiglio dei ministri di oggi che, in seconda battuta, per la prossima legge di stabilità 2015, che il governo dovrà presentare nelle settimane a venire. Era proprio la finanziaria a spaventare di più i pensionati, con la possibilità che, tra le sue pieghe, venisse introdotto un nuovo prelievo dagli assegni mensili, negli ultimi anni già sottoposti alla mancata indicizzazione. Ma, almeno per ora, la minaccia sembra svanita.
Quota 96
Nel frattempo, c’è un’altra categoria che scende in piazza per far valere i propri diritti e, insieme protestare per le piroette del governo: i Quota 96. Ai 4mila insegnanti e dipendenti Ata, infatti, era stato assicurato di uscire dal lavoro entro il primo settembre, ma, poi, in extremis, il governo ha ottenuto la rimozione dell’emendamento. Così, gli over 60 che la legge Fornero ha colpevolmente dimenticato due anni or sono, saranno costretti a tornare in cattedra nei prossimi giorni, proprio quando la pensione sembrava ormai raggiunta.


venerdì 29 agosto 2014

Il vincolo della non rioccupazione è illegittimo

Esodati, illegittimo il vincolo della non rioccupazione

Scritto da 
I giudici accertano l'illegittimità dei paletti imposti dal Decreto Interministeriale del 1° Giugno 2012 per il primo gruppo di 65mila salvaguardati dalla Riforma Fornero.
Il beneficio di andare in pensione con le regole ante riforma Fornero spetta anche a chi, in attesa della pensione, ha trovato un nuovo lavoro. E' quanto ha stabilito il Tribunale di Perugia (Ordinanza del 15 Luglio 2014) che ha ordinato all'Inps di erogare immediatamente il trattamento di pensione anticipata, disapplicando il decreto 1° giugno 2012 (sulla prima salvaguardia), nella parte in cui ha bloccato il pensionamento per gli esodati che abbiano trovano nuova occupazione.
Il caso prendeva le mosse da un lavoratore che aveva terminato di lavorare a seguito di accordi con il datore il 31/12/2011 e che aveva raggiunto la fatidica quota 96 nel Dicembre 2012. La sua richiesta di andare in pensione, tuttavia, è stata respinta in quanto aveva, nel frattempo, trovato nuova occupazione. Vincolo che tuttavia non trovava riscontro nella norma di legge (articolo 24 del decreto legge 201/2011) in quanto solo con il decreto ministeriale del 1° giugno 2012 è stata aggiunta tale condizione e cioè che il lavoratore sia cessato senza successiva rioccupazione.
 Il Tribunale di Perugia ha disapplicato il decreto ministeriale, proprio in questa parte che è stata ritenuta eccedente e, quindi, in violazione di legge. Il tribunale ha aggiunto che sarebbe paradossale l'effetto derivato dalla diversa interpretazione: non si farebbe altro che incentivare il lavoro nero. Il giudice non ha considerato idonea a bloccare il provvedimento di urgenza neppure la buonuscita ricevuta dall'interessato. Nella sua motivazione il giudice ha affermato, dunque, il seguente principio: ha diritto ad andare in pensione il lavoratore cessato, il cui rapporto di lavoro si sia risolto, in ragione di accordi individuali o collettivi sottoscritti, anche ai sensi degli articoli 410, 411, 412ter codice di procedura civile, entro il 31/12/2011, e che sia in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge 201/2011. 
I giudici rilevano poi come sia irrilevante la eventuale rioccupazione del lavoratore successiva alla cessazione dell'originario rapporto subordinato, in quanto tale condizione ostativa, prevista dal decreto attuativo, non risulta in alcun modo esplicitata nelle richiamate disposizioni di rango primario. Queste ultime si limitano a riservare alla disciplina regolamentare la sola verifica delle risorse disponibili e dunque il monitoraggio da parte dell'Inps delle domande di pensionamento ai fini del controllo del raggiungimento del limite numerico massimo consentito dalle risorse disponibili, ma risulta privo di alcuna idoneità all'enucleazione di ulteriori requisiti integrativi del diritto di accesso al trattamento pensionistico. Consegue che è illegittimo il rigetto da parte dell'ufficio territoriale del lavoro dell'istanza di accesso alla salvaguardia presentata dal lavoratore cessato in quanto rioccupato.
L'indirizzo emerso dovrebbe pertanto travolgere anche gli ulteriori paletti in materia introdotti nella seconda salvaguardia e nella terza salvaguardia (dove il limite è stato temperato ma risulta ancorato ad un vincolo di reddito).
(Leggi)


 

Esodati reggiani a Roma il 9-9-2014

il 9 in presidio a Roma  
Gli esodati reggiani sono di nuovo in marcia
REGGIO EMILIA. Si sono rimessi in marcia. Sono gli esodati reggiani che continuano a bussare alle porte della politica per rivendicare una azione del governo che possa in qualche modo rimediare al pasticcio della riforma Fornero.
Venerdì scorso, al Campovolo, hanno atteso la fine dell’intervista al sottosegretario Graziano Delrio e poi lo hanno letteralmente circondato per tornare a chiedere un intervento risolutore al governo Renzi. Questa sera saranno di nuovo alla festa provinciale del Pd, per incontrare colui che ha preso il posto della Fornero. Sono loro stessi, con una nota, ad annunciare l’incontro, probabilmente non concordato con il ministro. «Lo scopo di questo incontro col ministro - dice la nota - sarà quello di ottenere precise garanzie sul fatto che il governo adotterà idonee soluzioni per sanare il dramma degli esodati "ante Fornero", cioè tutti quei lavoratori coi quali lo Stato ha rotto un patto, dal momento che al momento dell’entrata in vigore della riforma, questi avevano già sottoscritto accordi con le rispettive aziende che prevedevano un accompagnamento alla pensione». Il Comitato Esodati di Reggio Emilia intende di nuovo confrontarsi a tutto campo con le varie ipotesi attualmente al vaglio del Ministro Poletti, in considerazione che si tratta di un dialogo già iniziato mesi fa a Roma, poi proseguito il 25 Aprile a casa Cervi ed a Fiorano, dove gli esodati reggiani hanno ribadito a Poletti la necessità di trovare rapidamente una soluzione definitiva e strutturale al dramma degli esodati».
Il Comitato Esodati inoltre sarà a Roma il giorno 9 Settembre «per partecipare al presidio organizzato dai comitati nazionali, in Piazza Montecitorio con lo scopo primario di ottenere la calendarizzazione e la rapida approvazione della cosiddetta "VI Salvaguardia" e, a tal fine, ottenere incontri con il Presidente del Senato, il Presidente ed i Componenti la Commissione lavoro del Senato, i Capigruppo di tutte le forze politiche presenti in Senato. Sempre durante il presidio del 9 - prosegue la nota - saranno inoltre avviate tutte le azioni necessarie per richiedere la definizione di una nuova salvaguardia che risolva definitivamente il dramma generato dalla Legge Fornero, senza ricorso a soluzioni diverse da quelle previste dalla normativa "ante Fornero"».
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