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martedì 3 marzo 2015

Poletti: ''Tema evidente, ma non abbiamo ancora soluzioni''

Poletti, esodati: ''Tema evidente, ma non abbiamo ancora soluzioni''A margine del Forum sulle Politiche Sociali all’Acli di Milano, Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha definito il tema esodati come un tema molto sensibile su cui “l’Europa ha i fari puntati”, ma sul quale il governo non ha ancora preso una decisione. Il tema vero della discussione è se risolvere il problema con “un ammortizzatore specifico o attraverso un ponte per maturare i requisiti previdenziali pensionistici”.
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Polemica per gli esodati sul palco della Lega

Claudio Ardizio, rappresentante degli esodati e membro dell'Altra Europa con Tsipras, sul palco della Lega: è polemica "Noi esodati siamo schierati con la Lega e con tutti i partiti che ci sosterranno". Un passo falso per alcuni, un tradimento per altri. Fatto sta che l'intervento del rappresentante degli esodati Claudio Ardizio sul palco allestito il 28 febbraio a Piazza del Popolo per il comizio della Lega Nord, non è piaciuto a sinistra. Non è piaciuto in particolare a L'Altra Europa con Tsipras: Ardizio è referente territoriale in Piemonte ed è un dirigente della lista, denunciano i militanti. Lui, nei suoi continui aggiornamenti via mail, ha messo subito in chiaro: "Siamo andati a Arcore e alla Leopolda: andremo da chiunque ci dia visibilità". E via con i ringraziamenti per la presentazione da parte del Carroccio del referendum per l'abolizione della legge Fornero, poi bocciato dalla Consulta.
"Ci hanno usato come un bancomat. Solo la Lega e l'Idv non hanno votato la legge Fornero", ma gli elogi vanno all'onorevole Fedriga (LN) per la sua battaglia a favore degli esodati. Un endorsement vero e proprio che però stonava con la piazza: l'altra piazza, quella dei manifestanti riuniti sotto la sigla "Mai con Salvini". Tra questi, anche esponenti de L'Altra Europa con Tsipras protestavano con striscioni e bandiere: "L'altra Roma dice no alla nuova destra fascioleghista". Insomma, se fai parte della lista italiana per Tsipras e parli dal palco della Lega Nord, qualcosa non torna.
È per questo che i militanti dell'Altra Europa hanno innescato la polemica: sul suo profilo facebook un candidato alle scorse europee con la lista Tsipras, Alfredo Somoza, ha chiesto l'espulsione del leader della protesta degli esodati: "Ieri sul palco fascio-leghista di Salvini a Roma c'era, ed è intervenuto, tale Claudio Ardizio, dirigente nazionale (nel senso che fa parte del comitato ristretto) dell'Altra Europa. A dimostrazione della reciproca attrazione tra gli estremi, di quanto la lotta anti-euro/anti-Europa stia rinsaldando fascismi di destra e di sinistra. Un militante di quelli propri duri, che davano addosso ai partiti e ai partitini. Si attende - attacca - comunicato di scomunica della Lista Tsipras".
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domenica 1 marzo 2015

Esodati sul palco della Lega il 28-2-15


Roma 28 Febbraio 2015
Manifestazione leghista
Presenti un gruppetto di esodati.
Video

Basta esodati: i sindacati contro la Fornero

Secolo d'ItaliaBasta esodati e recupero flessibilità: anche i sindacati contro la Fornero
di REDAZIONE
sabato 28 febbraio
Esodati basta. Non é solo Matteo Salvini ad attaccare la leggeFornero e difendere i pensionati. Anche i sindacati infatti sono in pressing sul governo per “porre rimedio alle gravissime ripercussioni sociali” che la riforma del governo Monti ha determinato. I leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, lo scrivono nero su bianco chiedendo, in una lettera inviata al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, un incontro al più presto “per conoscere le intenzioni del governo” e allo stesso tempo per “proporre i contenuti della proposta del sindacato”.

Recupero flessibilità in uscita
Al centro c’è la necessità di recuperare flessibilità in uscita: su questo la convergenza in linea di principio c’è, le azioni da definire. La riforma Fornero (nuovamente attaccata da Matteo Salvini nella manifestazione di Roma) ha introdotto il sistema contributivo per tutti e innalzato l’età pensionabile fino ad oltre i 66 anni, ma ha anche aperto il problema degli esodati (persone senza lavoro, né ammortizzatori sociali, né pensione). I sindacati chiedono che si possa prevedere di andare in pensione anche prima partendo innanzitutto dalla considerazione che i lavori non sono tutti uguali e dall’attenzione da porre sul futuro pensionistico dei giovani e dei lavoratori discontinui. Il ministro Poletti ha assicurato che il tema sarà affrontato e spiegato, nei giorni scorsi, che il problema più urgente da affrontare riguarda quelle persone che sono vicine alla pensione ma che hanno perso o possono perdere il posto di lavoro e non hanno la copertura di ammortizzatori sociali sufficiente fino a maturare il diritto alla pensione.

Evitare nuovi esodati
Il punto è evitare che si creino nuove categorie di esodati. Il tema, dunque, è all’ordine del giorno del governo. Le ipotesi al vaglio sono diverse e vanno dal prestito previdenziale, la possibilità cioè di avere un anticipo sulla pensione da restituire poi con quota dell’assegno previdenziale, all’uscita flessibile con una penalizzazione. Ma nulla è ancora definito. Mentre sui tempi, dal ministero si ribadisce che per ora si va avanti sull’attuazione del Jobs act e che anche volendo cominciare ad affrontare con i sindacati il capitolo previdenziale, richiedendo la necessità di reperire risorse, interventi concreti non potranno che essere discussi in concomitanza con la prossima legge di stabilità. E, prima, non mancherà anche il confronto con il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri.
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Gli esodati e il Patto del Nazareno

Foto OlycomGli esodati e il Patto del Nazareno

Lettera aperta al premier e alla segreteria del Pd
No, non avete letto male, ma non si tratta del famoso «Patto del Nazareno» bensì di qualcos’altro molto più serio e drammatico. Si tratta dell’impegno che Renzi, con la sua Segreteria PD, ha preso formalmente con gli esodati!
Infatti proprio là, nella sede romana del PD al mitico Nazareno, un anno fa il 19 febbraio del 2014, in piena onda mediatica sugli esodati e con la PdL 224 approvata dalla intera Commissione Lavoro della Camera in avvio di discussione in Aula e con Matteo Renzi appena incaricato di formare il nuovo Governo, la Segreteria del PD incontrò ufficialmente la Rete dei Comitati degli Esodati in un confronto serrato e duro che si concluse con impegni precisi da parte del PD. Assente forzato Renzi, per gli impegni appena assunti, egli fu rappresentato dai suoi più diretti e vicini esponenti della Segreteria, cioè l’on. Marianna Madia (oggi Ministro P.A.), l’on. Davide Faraone (oggi sottosegretario all’Istruzione) e dal prof. Filippo Taddei (oggi, come allora, il responsabile Economia e Lavoro del PD). In quell’incontro i Comitati presentarono un documento dettagliato che dimostrava l’ingiustizia subita, che Enrico Letta all’insediamento in Parlamento chiamò «rottura del Patto Sociale da parte dello Stato», nonché le discriminazioni e le incostituzionalità della Legge Fornero sulle pensioni causate dall’assenza di un adeguato periodo transitorio tale da evitare ciò che è accaduto agli esodati, ovvero il mancato rispetto delle aspettative del cittadino, come già dichiarato in passato dalla Corte Costituzionale e riaffermato anche dal Quirinale. I Comitati sulla base del loro storico dossier, ormai punto di riferimento per chiunque voglia discutere del problema degli esodati, chiedevano l’impegno del PD e quindi del Governo per la immediata soluzione strutturale e definitiva del dramma degli esodati ponendo così fine all’angoscia che si protraeva per oltre 3 anni per decine di migliaia di famiglie, nell’assoluta incertezza di poter avere il reddito giustamente atteso.

La posizione assunta dal vertice del PD, nella riunione al Nazareno il 19 febbraio 2014, può riassumersi in 2 fondamentali impegni.

Il primo, ovvero l’impegno di una risolutiva pressione istituzionale e governativa sull’INPS per interromperne il comportamento opaco (per alcuni parlamentari addirittura omertoso) al fine di ottenere la esatta comunicazione al Governo ed al Parlamento della platea di esodati, in un primo momento è sembrato venire intrapreso con il tavolo tecnico presso il Ministero del Lavoro con le Commissioni Lavoro e l’INPS e la RGS per la valutazione tecnico-economica della PdL 224, per poi venire bruscamente interrotto in giugno da un’azione d’imperio del Governo che, disconoscendo platealmente il lavoro della Commissione, vincolava l’approvazione ad un maxi-emendamento e mandava in soffitta il tavolo tecnico. Cosicché ad oggi i numeri di esodati ufficialmente dichiarati, in conseguenza della riforma Fornero del 2011, parlano di 390.000 soggetti di cui circa 170.000 salvaguardati, ma in realtà le contraddizioni e le anomalie su tali cifre continuano ad intossicare il dibattito e quindi la soluzione definitiva, in danno dei soggetti colpiti!.Mentre l’INPS continua a latitare! Basti pensare al fatto che per l’ultima salvaguardia sono state utilizzati risparmi delle salvaguardie precedenti e non nuove risorse, come necessario!

Il secondo impegno preso dal vertice PD però era il più importante. Infatti, pur reiterando le solite giustificazioni per le difficoltà economiche del Paese e quindi la scarsità di risorse correnti da utilizzare per gli esodati, identificava le possibili risorse in eventuali entrate straordinarie, facendo riferimento in particolare e prioritariamente a quelle che sarebbero derivate dall’accordo con la Svizzera in corso di definizione già con il precedente Ministro dell’Economia Saccomanni. In ogni caso si affermava che la soluzione strutturale non avrebbe potuto essere messa in campo se non con la legge di stabilità a fine 2014.

Pur non condividendo l’impostazione data ai criteri di copertura economica proposta in un caso, come quello degli esodati, che nasce da una palese e riconosciuta rottura del patto sociale da parte dello Stato che deve invece semplicemente essere ripristinato, i Comitati si impegnavano a cercare sempre la collaborazione ed il confronto con le Istituzioni ed il PD, sperando nel rapido recupero di risorse poiché non poteva essere più sottaciuto il dramma di queste famiglie!

E’ passato un anno, il prof. Taddei ha da poco informato il mondo del raggiunto accordo con la Svizzera e lunedì 23 scorso è stato sottoscritto l’accordo dal Ministro Padoan consentendo a Renzi di twittare giulivo «almeno 6 miliardi dall’accordo».

Ebbene, alcuni dei Comitati della Rete con una lettera aperta al PD, a Renzi, alla Segreteria, ai vertici ed ai parlamentari del PD, alle Commissioni Lavoro di Camera e Senato hanno ricordato nei giorni scorsi, verbale e trascrizioni dell’incontro alla mano, gli impegni assunti formalmente dalla Segreteria PD, chiedendo il pieno rispetto degli impegni assunti. Basterebbe qui ricordare che per la soluzione prevista per gli esodati dalla PdL 224 della Commissione Lavoro sarebbero stati sufficienti circa 5 miliardi in dieci anni, secondo i dati forniti da INPS e Ragioneria dello Stato!

Renzi ed il Governo, al contrario di molti esponenti del PD, hanno cercato in tutti questi mesi di nascondere all’opinione pubblica la questione esodati, ignorandola e rischiando addirittura di lasciarne la bandiera in mano ai soli partiti dell’opposizione dura. Lo si è visto con la prepotenza del maxi-emendamento del giugno scorso che disintegrava il lavoro della PdL unitaria della Commissioni Lavoro della Camera.

E i Comitati chiudono l’appello affermando: «Oggi veniamo a chiedere, con la nostra dignità e la nostra coerenza, che venga onorato l’impegno assunto dalla Segreteria di Matteo Renzi!!! Chiediamo con forza a Matteo Renzi, alla sua Segreteria ed a tutti i singoli esponenti del PD di dimostrare la propria coerenza ed affidabilità! I nostri Comitati sono sempre stati disponibili al confronto, ora è giunta l’ora che il PD dimostri che la fiducia e la disponibilità sono state ben riposte! Ogni responsabilità sarà solo ed esclusivamente vostra!!».

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venerdì 27 febbraio 2015

Pensioni ed esodati: se ne è parlato a l'aria che tira

A L'Aria che tira, su LA7, si parla di pensioni ed esodati.
Ospiti della prima parte: Carla Cantone, Renata Polverini, Elsa Fornero, Jacopo Morelli e con l'intervento di Giuliano Colaci.
Se voi vederla, clicca qui

Proposte dei sindacati, quota 96 ed esodati

Pensione anticipata: novità sulle proposte dei sindacati, quota 96 ed esodati del 26/02
Le notizie del 26/02 vedono i sindacati lottare per la riforma pensioni, quota 96, esodati e contro la Legge Fornero.
Continua in maniera serrata il dibattito sulla prossima riforma pensioni Renzi: le novità più importanti di oggi 26/02 coinvolgono i sindacati che chiedono di essere ascoltati in materia di pensione anticipata, esodati e su una possibile abolizione della legge Fornero. Le ultime notizie di oggi 26 febbraio 2015: i maggiori sindacati nazionali Cgil, Uil e Cisl si stringono compatti sulla creazione di una nuova struttura pensionistica per settore pubblico e per il privato che dia maggiore flessibilità - come richiesto dal Governo Renzi - e regoli in modo egualitario l'uscita anticipata dal mondo del lavoro.
Riforma Pensioni 2015: le ultime novità sul piano comune della Cgil, Cisl e Uil
Il piano comune dei tre sindacati vorrebbe creare unico modello contrattuale che sia uguale per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico e privato. Tra le idee messe in discussione ci sarebbe un nuovo modello di pensione anticipata che prevederebbe l'uscita dal mondo del lavoro già al raggiungimento dei 60 anni di età o con 40/41 anni di contributi alle spalle. Inoltre tra i punti dell'intesa tra i tre sindacati ci sarebbe quello di fare leva comune sul Governo per riaprire il dibattito sulla vertenza degli esodati rimasti senza tutele e sulla possibile reintroduzione della pensione di anzianità.
Riforma Pensioni 2015: quota 96 della scuola potranno finalmente andare in pensione?
I quota 96 del comparto scuola potranno finalmente andare in pensione? Secondo la Circolare della Funzioni Pubblica N° 2/2015 si. Ma solo se hanno maturato il diritto alla pensione entro il termine del 31 dicembre 2011. Secondo la Circolare chi ha raggiunto entro quel termine i 65 anni utili per maturare il diritto può andare in pensione ovvero i quota 96 che hanno maturato entro dicembre del 2011. Le possibilità di calcolo per la quota 96 sono tante, ci potrebbe essere il caso del lavoratore che abbia raggiunto la quota con 60 anni di età anagrafica e con 36 anni di contributi versati oppure il lavoratore che ha raggiunto 61 anni di età e 35 anni di contributi, comunque, sul web ci sano delle tabelle che spiegano in modo dettagliato tutti i casi in cui si può rientrare nei parametri dell'ultima circolare del ministro Madia.

Anche la Lega appoggia una settima salvaguardia

Pensioni/Esodati, La Lega appoggia una settima salvaguardia
Giovedì, 26 Febbraio 2015 11:25
Scritto da Eleonora Accorsi
I parlamentari leghisti alla Camera Deputati intendono promuovere le richieste avanzate in questi mesi dai Comitati degli esodati presentando un apposito disegno di legge in materia.Tandem esodati Lega Nord per una settima salvaguardia. I parlamentari leghisti alla Camera Deputati intendono appoggiare le richieste avanzate in questi mesi dai Comitati degli esodati per l'approvazione di una settima e (probabilmente) definitiva tutela contro gli errori della legge Fornero del 2011.
Gli onorevoli Fedriga e Prataviera hanno dichiarato, infatti, che la Lega è pronta a promuovere un disegno di legge per estendere le tutele previste dalla legge 147/2014 sino al 2018 e ricomprendere i lavoratori esclusi attualmente dai benefici tra cui in particolare le quindicenni, gli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007, i lavoratori titolari del trattamento edile e la correzione delle Circolari Inps 35 e 37 del 14 marzo 2012 relative alla riduzione dei termini per la fruizione dell'opzione donna.
L'asse "Lega-esodati" potrebbe trovare una sponda anche negli altri partiti di opposizione, Idv-Sel e M5S che da tempo condividono le medesime battaglie. Del tutto insufficienti, del resto, appaiono le aperture della maggioranza che sostiene il Governo. Pietro Ichino, membro della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, intende, infatti, limitare un eventuale ulteriore intervento legislativo in materia in favore di casi circoscritti e residuali per i quali si stanno predisponendo delle apposite schede di "segnalazione", una sorta di censimento, sul sito del Senato. Una farsa secondo il M5S che denuncia come la vicenda esodati debba essere risolta immediatamente, prima ancora dell'avvio di una discussione sulla flessibilità in uscita "che riguarderà anche tutti i lavoratori licenziati dopo il 2012".
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