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sabato 28 maggio 2016

L'On Gnecchi sull'l'ottava salvaguardia

PENSIONI FLESSIBILI, INFO AL 27/5 SUGLI ESODATI: L'ON GNECCHI COMMENTA L'8VA SALVAGUARDIALe ultime novità sulle pensioni ad oggi 27 maggio 2016 vede la Commissione lavoro della Camera preparare l'8va e conclusiva salvaguardia degli esodati
Aggiorniamo i lettori della nostra rubrica sui comitati in rappresentanza di lavoratori e pensionandi con alcune interessanti dichiarazioni parlamentari. Durante la settimana in corso è infatti arrivata un'importante presa di posizione sul tema delle salvaguardie degli esodati da parte della Commissione lavoro alla Camera. "Le prime sette salvaguardie avevano previsto fino a 172.466 persone da salvaguardare, se andiamo a vedere il report dell'ultima salvaguardia in cui ad esempio i familiari dei disabili si sono ridotti come requisito solo ai genitori, è stata valutata dall'Inps una platea di 2mila soggetti": lo ha affermato l'On. Maria Luisa Gnecchi durante una recente conferenza stampa tenutasi congiuntamente con l'On. Cesare Damiano presso la Camera dei Deputati. "Se andiamo a vedere quante sono le certificazioni emesse ad oggi, siamo a 63. Abbiamo 2mila come soggetti previsti e 63 come certificazioni accolte (74 non accolte, inviate solo 21)". A tal proposito "ci piacerebbe che nella sostanza ci si impegnasse di più nel rispondere a quelle che sono le situazioni previste dal legislatore" evidenzia la Parlamentare, "senza inventare situazioni aggiuntiveche limitino le platee".

Aggiorniamo i lettori della nostra rubrica sui comitati in rappresentanza di lavoratori e pensionandi con alcune interessanti dichiarazioni parlamentari. Durante la settimana in corso è infatti arrivata un'importante presa di posizione sul tema delle salvaguardie degli esodati da parte della Commissione lavoro alla Camera. "Le prime sette salvaguardie avevano previsto fino a 172.466 persone da salvaguardare, se andiamo a vedere il report dell'ultima salvaguardia in cui ad esempio i familiari dei disabili si sono ridotti come requisito solo ai genitori, è stata valutata dall'Inps una platea di 2mila soggetti": lo ha affermato l'On. Maria Luisa Gnecchi durante una recente conferenza stampa tenutasi congiuntamente con l'On. Cesare Damiano presso la Camera dei Deputati. "Se andiamo a vedere quante sono le certificazioni emesse ad oggi, siamo a 63. Abbiamo 2mila come soggetti previsti e 63 come certificazioni accolte (74 non accolte, inviate solo 21)". A tal proposito "ci piacerebbe che nella sostanza ci si impegnasse di più nel rispondere a quelle che sono le situazioni previste dal legislatore" evidenzia la Parlamentare, "senza inventare situazioni aggiuntiveche limitino le platee".

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venerdì 27 maggio 2016

Incertezza, dubbio e incoraggiamento


Riportiamo un post su FB di Michele Costantino

Avviso per tutti i postali della 
7^ salvaguardia lettera c)
Chi avesse ricevuto sul sito dell'INPS la dicitura: "sì diritto se rientra tra gli ammessi", vi ricordo che anche noi della 6^ aspettammo circa 2 mesi dalla certificazione la lettera della decorrenza, quindi, i tempi più o meno si equivalgono, la preoccupazione o l'ansia se mai, consiste nel non aver ricevuto ancora la "certificazione".
Purtroppo, abbiamo tentato con patrizia falcone di metterci in contatto mail con i responsabili regionali INPS, ma la cosa è risultata un "rimpallo" di competenze,
Ben altra cosa fu invece fino a l'anno scorso, dove c'era un'unica responsabile a Roma sede centrale che trattava tutte le pratiche d'italia, ed io ebbi la fortuna di contattarla personalmente e far seguire da lei le pratiche del mio gruppo di Bari.

Appello Al Ministro Poletti

Appello degli esodati al Governo: ottava salvaguardia per gli oltre 34.000 esclusi... Subito!
Stamattina abbiamo inviato al Ministro Poletti, al Presidente Renzi, al Ministro Padoan ed alle Commissioni parlamentari competenti ed ai media l’allegato appello, l’ennesimo in questi 4 anni, volto a chiudere la vergognosa pagina degli “esodati” aperta con quella nefasta manovra finanziaria del 2011.
Attenderemo qualche settimana per avere concrete risposte al nostro appello e successivamente, entro il mese di giugno, la Rete dei Comitati, in assenza di risposte, convocherà un nuovo presidio al Ministero del Lavoro ed al MEF al quale saranno chiamati a partecipare TUTTI gli Esodati aderenti ai Comitati in Rete e non!



Al Signor Ministro del Lavoro Giuliano Poletti

E, per conoscenza,
Al Ministro delle Finanze Giancarlo Padoan
Ai Componenti la Commissione Lavoro della Camera
Ai Componenti la Commissione Lavoro del Senato

A 54 mesi dall’entrata in vigore della manovra finanziaria del 2011 sul sistema previdenziale italiano che ha segnato la nefasta nascita degli “esodati”, e per la 5’ volta, spesso inascoltati, ci rivolgiamo a Lei per l’ennesimo appello affinché venga sollecitamente e definitivamente chiusa questa vergognosa pagina della legislazione italiana.
Infatti rimangono ancora oltre 34.000 ex lavoratori, esclusi dai sette provvedimenti di salvaguardia finora adottati ai quali occorre sollecitamente restituire il diritto alla pensione negato loro da quella iniqua manovra: 34.000 famiglie migliaia delle quali si ritrovano in uno stato di vera e propria indigenza, ed altrettante migliaia che rischiano di finire nel medesimo stato se non verrà restituito il loro costituzionale diritto alla pensione nei prossimi 3 anni.
Un vera EMERGENZA SOCIALE da noi più volte denunciata ed alla quale occorre porre fine urgentemente !!
34.000 “esodati” certificati dal suo Ministero al Parlamento rispondendo alle due note interrogazioni in Commissione Lavoro alla Camera (e non certamente le poche migliaia da Lei citate il 25 scorso in TV da Vespa !). Risposte date utilizzando dati e stime elaborate dall’INPS che si sono spesso rivelate sovrastimate come dimostrato dai dati contenuti nell’ultimo Report del 20.5.16 pubblicato dall’Istituto di Previdenza.
Un Istituto responsabile d aver fino ad oggi diffuso dati e stime non sempre rispondenti alla realtà, non consentendo al Parlamento di legiferare correttamente sui numeri dei soggetti interessati e, di fatto, impedendo di scrivere, già due anni fa, la parola fine a questa vergogna tutta e solo italiana.
Dall’ultimo Report si evince infatti, in maniera chiara ed inconfutabile, che delle 172.466 posizioni complessivamente previste dai sette provvedimenti approvati, e già interamente finanziati, ne restano 35/40 mila ancora disponibili: infatti ne sono state accolte in totale 125.452 mentre 15.009 (di cui 13.407 solo nell’ultima settima) sono attualmente ancora giacenti.
Senza voler entrare nel merito delle giacenze relative all’ultima salvaguardia, che dovrebbero comunque consentire ulteriori significativi risparmi, allo stato attuale il fondo esodati (comma 235, Art.1, L.228/2012), reintegrato delle somme indebitamente utilizzate per altre categorie con l’ultima legge di Stabilità, può contare su una residua giacenza pari al fabbisogno per finanziare 32.005 ulteriori salvaguardie.

Riteniamo non ci siano più alibi per il suo Ministero e per questo Governo per chiudere sollecitamente la vergognosa pagina degli “esodati”. Infatti:

1. C’è la certezza del numero degli esclusi;

2. C’è la certezza della volontà politica del Parlamento stante l’annunciata presentazione della proposta di legge per una Ottava salvaguardia da parte della Commissione Lavoro della Camera che si è pronunciata in merito nella totalità dei suoi componenti e quindi dei partiti che essi rappresentano;

3. C’è la certezza delle risorse già stanziate (già rimodulate con la Legge di Stabilità 2016 e che consentono una nuova rimodulazione), ben sufficienti per salvaguardare TUTTI gli “esodati” esclusi

Manca solo una chiara manifestazione del Governo con precisi atti e non soltanto con impegni pubblici presi da numerosi suoi esponenti (da quello del Presidente Renzi in una trasmissione televisiva alle ripetute dichiarazioni di alcuni sottosegretari di Stato che dichiarano PREPRIORITARIA la soluzione del dramma degli “esodati).
Le chiediamo pertanto che sollecitamente si provveda a:

A. Indire, unitamente al Ministero delle Finanze, entro il mese di giugno la Conferenza dei Servizi per certificare i risparmi conseguiti dai sette provvedimenti di salvaguardia così come previsto dalla L.228/2012;

B. Procedere sollecitamente al reintegro delle risorse distratte illegittimamente dal Fondo Esodati con la Legge di Stabilità 2016 (Art. 1, commi 273 - 281 – 289) e con L. n. 9/2016 Art. 13, e Art. 17 lettera m) per porle a disposizione di una nuova salvaguardia così come previsto dalla L.228/2012;

C. Approvare entro e non oltre il mese di luglio un nuovo provvedimento di salvaguardia per TUTTI gli “esodati” esclusi dalle prime sette, assicurando a tale provvedimento i dovuti termini di urgenza e l’adeguato percorso parlamentare che ne consenta una immediata approvazione, stante la circostanza che esso non richiederebbe l’impegno di nuove risorse finanziarie per la sua copertura.

Per i prossimi due mesi i Comitati affiliati alla “Rete dei Comitati degli Esodati” rilanciano la mobilitazione e provvederanno ad adeguate forme di sollecitazione per l’immediata approvazione di un ottavo e definitivo provvedimento di salvaguardia nei confronti del quale Governo e Parlamento non hanno più alcun alibi.
Chiediamo inoltre un urgente incontro con una delegazione della Rete dei Comitati degli Esodati per illustrare approfonditamente le nostre buone ragioni.

Per la Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Esonerati,
Flore Francesco Tel.: 0784 203888 - 3389976878 Roma 26 Giugno 2016
Mail: retecomitatiesodati@tiscali.it
Rete dei Comitati degli Esodati
Portavoce: Francesco Flore Tel.0784 203888 – 3389976878
Mail retecomitatiesodati@tiscali.it

A) COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
Francesco Flore 3389976878 contributore@tiscali.it
B) COORDINAMENTO ESODATI ROMANI
Emilio De Martino 3661570104 demartino-emilio@virgilio.it
C) COMITATO ESODATI LIGURI
Fabio Cerruti comitatoesodatiliguria@gmail.com
D) COMITATO DIRIGENTI ESODATI
Daniele Martella 3484520007 daniele716@alice.it
E) COMITATO MOBILITATI MILANO
Maurizio Vitale 3287639173 tedesco40@libero.it
F) COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
Raffaella Sozzi comitatoesodatilodi@gmail.com
G) COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
Antonio Perna 3356842999 perna.antonio@fastwebnet.it
H) COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
Meris Cerello comitato.esoneratipa@gmail.com
I) COMITATO ESODATI PARMA
Claudio Bernardini 3487319914 cbernardini4@gmail.com
CDE – Comitati per i Diritti degli Esodati
A) COMITATO FONDI DI SETTORE FERROVIE
Marcello Luca e-mail: comitato.fondisettoreferrovie@gmail.com
B) COMITATO MOBILITATI ROMA NAPOLI
e-mail Segreteria: mobilitati.roma.napoli@gmail.com
C) COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE
Elide Alboni e-mail: elidealboni@alice.it
D) COMITATO ESODATI BANCARI
e-mail: comitato.degli.esodati.bancari@gmail.com
Segreteria: tel. 06 8339 3835

giovedì 26 maggio 2016

Salvaguardati in ritardo: domande aperte

Esodati salvaguardati in ritardo: domande aperte, cosa fare
24 maggio 2016, di Alessandra Caparello
Superare le criticità della legge Fornero: con questo obiettivo si è aperto il tavolo di confronto tra il governo e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, indetto il 24 maggio dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. Al centro delle discussioni le ipotesi di riforma previdenziale annunciate dal Premier Renzi e che hanno come fulcro centrale la flessibilità in uscita con l’introduzione del cosiddetto Ape, acronimo di anticipo pensionistico.
C’è da dire subito che al tavolo di confronto del 24 maggio non si è accennato al prestito e per il momento si è discusso solamente sul metodo da seguire, rinviando ad altri due successivi incontri l’approfondimento su due temi importanti, da una parte la previdenza e dall’altra il cuneo fiscale, come ha sottolineato lo stesso ministro Poletti.
“L’incontro tra governo e sindacati sulle pensioni e sulle politiche del lavoro si è tenuto in un clima molto positivo (…) il confronto prosegue nei prossimi giorni nel merito con due distinti incontri su pensioni e politiche del lavoro”.
Settima salvaguardia: numeri e scadenze
Ma se da una parte si preme per l’introduzione di nuove misure sulle pensioni che dovranno confluire nel prossimo disegno di legge di Stabilità 2017, dall’altra i sindacati mettono sul tavolo delle trattative quelle situazioni rimaste in sospeso, tra cui la quota 96, l’opzione donna e soprattutto gli esodati.
Proprio per gli esodati, il Governo nel corso delle legislature succedutesi in seguito all’entrata in vigore della riforma lacrime e sangue dell’ex ministroElsa Fornero, ha previsto una serie di interventi di salvaguardia, finora sette in totale. L’ultimo in ordine temporale ha tutelato 26.300 lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione per l’allungamento dell’età pensionabile.
In particolare si tratta nello specifico di:
6300 lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile
9mila lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione
5mila lavoratori licenziati o cessati per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo
2mila lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave
3000 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e in somministrazione con contratto a tempo determinato.
Tali soggetti avevano tempo fino al 1° marzo scorso per presentare domanda di accesso alla settima salvaguardia.
Esodati senza salvaguardia in 24mila
Rimangono per ora fuori dalla salvaguardia 24mila esodati. Da qui l’appello dei comitati all’attuazione da parte del Governo dell’ottava procedura di salvaguardia che sarà oggetto anch’essa della discussione nell’agenda del governo. Proprio nelle ultime ore sono arrivati i primi dati ufficiali dell’Inps in merito alle domande accolte per quanto riguarda l’accesso alla salvaguardiaalla data del 20 maggio 2016. In un report pubblicato sul suo sito istituzionale, l’istituto nazionale di previdenza sociale afferma che sono oltre 125mila le pensioni certificate ed oltre 98mila quelle liquidate nell’ambito delle sette salvaguardie. Dai numeri pubblicati emerge che il numero delle domande pervenute risulta ampiamente al di sotto della capienza numerica prevista dalla legge 208/2015. Da qui la possibilità che la proposta di legge sull’ottava salvaguardia possa essere presentata in tempi molto brevi e potrebbe portare la firma del presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano.
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martedì 24 maggio 2016

Si allontana la buonuscita per prepensionati P.I.

PENSIONE D'UFFICIO IN ANTICIPO PER STATALI IN ESUBERO, MA CON BUONUSCITA DOPO 4 ANNI?
Si allontana la buonuscita per i dipendenti del pubblico impiego collocati d’ufficio in prepensionamento per i casi di esubero.


Entro il 31 dicembre del 2016 l Amministrazioni Pubbliche e gli Enti possono utilizzare il prepensionamento per il personale in esubero. Non si tratta di una scorciatoia offerta ai lavoratori per scavalcare i pesanti inasprimenti della Legge Fornero, ma solo di un provvedimento che agevola gli Enti che si trovano, nell’ottica della spending review e del taglio di spesa, a ridurre il personale che quindi risulta essere in esubero. Un caso eclatante è quello delle Province, che con le nuove norme sul loro riordino e sulla loro chiusura, hanno numerosi dipendenti in esubero da ricollocare in altri Enti o da prepensionare. La pensione d’ufficio quindi è un istituto sfruttabile entro fine anno ma questo, crea il problema del TFS, la liquidazione da dare ai lavoratori che cessano il servizio.
Ricollocazione dei lavoratori in esubero e quiescenza in anticipo

Il mondo dei lavoratori statali è un universo a se stante, diverso dagli altri e quindi spesso ci si trova a ragionare con interventi legislativi e provvedimenti vari che riguardano solo questi soggetti. La data del 31 marzo scorso è stata molto importante perché è concisa con la pubblicazione degli elenchi di posti di lavoro vacanti e quindi disponibili, da parte degli Enti pubblici, che dovevano riassorbire i lavoratori fuoriusciti dalle province e dalle città metropolitane. A dire il vero, i posti disponibili sono risultati essere maggiori dei dipendenti da ricollocare, ma la necessità dei tagli alla spesa pubblica e le problematiche di trasferimento dei dipendenti, spingono a considerare per molti lavoratori il cosiddetto prepensionamento.




Le regole attive oggi per la pensione degli statali, sono state modificate da nuove norme previste dai DL 101/2013 e 90/2014 nonché da una circolare del Ministero della Funzione Pubblica. Viene soppressa la possibilità del mantenimento in servizio offerto dalla Fornero ed utilizzato dai dipendenti per far salire il montante contributivo e quindi la pensione e viene data la possibilità a coloro che hanno raggiunto i quota 96 al 31 dicembre 2011, di essere collocati in prepensionamento anche a 62 anni qualora l’Ente per cui lavorano lo consideri necessario. In definitiva un lavoratore potrebbe essere messo a riposo prima dei 66 anni e 7 mesi attualmente necessari o ai 65 anni del limite ordinamentale di trattenimento in servizio se si sono già raggiunti i requisiti contributivi.
Il problema è che il Trattamento di Fine Servizio si allontana

Da un lato il prepensionamento potrebbe essere una specie di “manna dal cielo” per gli Enti bisognosi di tagliare la spesa e per i lavoratori che vedrebbero scongiurato il pericolo che, essendo in esubero presso un Ente, verrebbero trasferiti in altri posti di lavoro magari a diversi km da casa. Un problema però sarebbe la buonuscita dei lavoratori, il TFS (trattamento di fine servizio), la liquidazione che tocca ai dipendenti quando lasciano il lavoro. Le regole per l’incasso del TFS infatti restano le stesse di prima e cioè la buonuscita viene erogata dopo 6, 12 o 24 mesi a seconda che si maturi un diritto alla pensione di vecchiaia prima o dopo il 2013 o a quella anticipata per raggiunto limite massimo contributivo. Il nodo della questione sta nel fatto che nonostante si possa ottenere la pensione anticipata in maniera unilaterale, cioè voluta dall’Ente, l’erogazione del TFS non prevede anticipo.

Infatti la data di inizio da cui partiranno i 6, 12 o 24 mesi non sarà quella della uscita dal lavoro, ma quella in cui si sarebbe usciti senza prepensionamento. In definitiva, significa che in lavoratore in esubero dalle province, che nel 2016 venga collocato a riposo d’ufficio con due anni di anticipo rispetto al 2018 (quando avrebbe maturato i requisiti per l’uscita normale), non percepirà la buonuscita nel 2018, ma nel 2020. Anzi, percepirà solo una rata delle tre con cui è prevista l’erogazione. Le altre due le percepirà nel 2021 e nel 2022.

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domenica 22 maggio 2016

Occorre dare una risposta a 23mila persone

Tarasconi e Molinari del PdPiacenza
Esodati, Molinari e Tarasconi (Pd): "Occorre dare una risposta a 23mila persone”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Gian Luigi Molinari e Katia Tarsconi (Pd) sulla questione esodati.

La nota stampa - Questione esodati, Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi (Pd): “Occorre dare una risposta a 23mila persone” La risoluzione all’attenzione dell’Assemblea legislativa il prossimo 25 maggio.

Depositata in Regione la risoluzione a targa piacentina, primo firmatario il consigliere del Pd Gian Luigi Molinari e sottoscritta anche da Katia Tarasconi (Pd) sul destino degli esodati. “La loro vicenda – affermano - non è stata ancora risolta del tutto e come consiglieri regionali abbiamo accolto l’appello di questi lavoratori, tra i quali ci sono anche una ventina di piacentini così come molti altri emiliano-romagnoli, per sostenerli e dare voce a chi è stato privato di dignità e diritti”.

Con l’intenzione di monitorare l’attività del Ministero competente sul tema, nella risoluzione si chiede che la Giunta si attivi presso il Governo affinchè vengano individuate le risorse necessarie per garantire una soluzione definitiva a tutela degli esodati esclusi dall’ultimo provvedimento legislativo. “Sono 23mila – spiegano Molinari e Tarasconi - coloro che si ritrovano ancora senza stipendio né pensione e occorre dare loro una risposta  tempestiva”.

Dal 2012 ad oggi sono stati sette i provvedimenti cosiddetti “salvaguardie” che hanno consentito progressivamente a questi lavoratori di poter andare in pensione con le regole in vigore prima della legge Fornero. In particolare l’ultima misura è stata inserita nella legge di Stabilità (208/2015) con la quale sono state tolte dall’incertezza oltre 172mila persone, per una spesa di circa nove miliardi di euro.

“È passato più di un anno e mezzo dall’ultima dichiarazione del Ministro dell’economia – osservano i consiglieri –; e diamo atto di quanto fatto, dal momento che originariamente si parlava di quasi 50mila italiani in questa situazione. È tuttavia un dovere trovare un rimedio per quei 23mila che sono rimasti fuori dalle misure, attraverso un ottavo ed ultimo intervento”.  
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sabato 21 maggio 2016

Report INPS su salvaguardie al 20-5-2016

Come promesso oggi (e nell’incontro del 4 scorso)  dai dirigenti dell'INPS è stato appena pubblicato il Report(che vi allego) sulle sette salvaguardie compresi i dati (parziali) della Settima che trovate a questo indirizzo:
 
Facendo il seguente “conticino della serva” risulterebbe una eccedenza di posti disponibili per una Ottava salvaguardia pari a 32.000 unità che potrebbero diventare 40.000 se continua il trend delle bocciature delle domande finora adottato sulla settima.
POSTI A DISPOSIZIONE

172.466



DOMANDE ACCOLTE         
125.452

GIACENTI (AL LORDO DELLE RESPINTE)                           
15.009

TOTALE                                                 

140.461



POSTI LIBERI (LORDI !) PER L'OTTAVA:

32.005




Ci pare che ora non vi siano più alibi per adottare una Ottava in tempi brevi ed abbiamo già iniziato a sollecitare i nostri interlocutori in Commissione Lavoro alla Camera.. e con molta più veemenza.
Attenderemo qualche settimana e poi valuteremo, con tutti i Comitati della Rete,  un presidio urgente alla Camera ed al Ministero del Lavoro per rivendicare, con maggiore determinazione, l’Ottava entro settembre !!
Francesco


5° AGGIORNAMENTO ISTRUTTORIE SULLA SETTIMA SALVAGUARDIA
Sentiti oggi 3 interlocutori della Direzione Generale dell'INPS che ci danno questa situazione:
CONTRIBUTORI VOLONTARI: Nessun problema di graduatoria ed hanno superato l'istruttoria dell'80'% delle istanze pervenute provvedendo all'invio delle certificazioni agli aventi diritto. Contano di concluderle entro la prossima settimana.
CESSATI: Hanno concluso il monitoraggio delle pratiche giacenti presso le DTL che hanno portato ai noti ritardi nell'esame delle istanze. Dati i numeri delle istanze pervenute ed il trend fra quelle accolte e respinte non prevedono sia necessaria alcuna graduatoria e da lunedì partirà un consistente numero di lettere di certificazione in preparazione nella giornata odierna (avrò conferma nel pomeriggio della loro spedizione). Contano di chiudere l'esame di tutte le istanze entro fine mese. Già da domani gli interessati è bene che verifichino costantemente la loro Cassetta Postale sul loro profilo INPS.
MOBILITATI: anche per questa categoria si stanno sbloccando le certificazioni ed anche per loro ne partiranno un consistente lotto entro lunedì. Si prevede che l'esame delle istanze si protrarrà più a lungo delle altre categorie ma anche per i mobilitati non si prevedono seri problemi di graduatoria.
Non oltre lunedì l'INPS fornirà un primo parziale Report sulla situazione con parziali numeri sulle istanze della Settima.

venerdì 20 maggio 2016

Settima Salvaguardia: chiarimenti per i lavoratori in mobilità

Settima Salvaguardia: chiarimenti per i lavoratori in mobilità
L'Inps richiede chiarimenti al Ministero del Lavoro sull'ammissione alla Settima Salvaguardia dei lavoratori in mobilità: intanto alcune domande restano in stand by. Ecco quali e perché
Per quanto concerne l’ammissione degli esodati alla Settima Salvaguardia, resta ancora aperta e da chiarire la questione che coinvolge i lavoratori in mobilità, in particolare per quelli che provengono da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria). Per loro si attendono chiarimenti da parte del Ministero del Lavoro.

Settima Salvaguardia lavoratori in mobilità aziende cessate: cosa prevede la legge
L’articolo 1, comma 265 della Legge 208/2015, per questi lavoratori non prevede necessariamente un accordo (governativo o non governativo) stipulato entro il 2011 per poter accedere alla mobilità (condizione che invece viene richiesta per tutti gli altri lavoratori in mobilità).
Di questo avviso anche la Circolare Inps 50/2016.
Questa interpretazione però potrebbe avere conseguenza sul numero delle domande idonee ad essere accolte: queste ultime infatti potrebbe aumentare fino a rendere insufficiente il plafond disponibile (che può coprire 6.300 domande). La graduatoria per l’ammissione alla Settima Salvaguardia è unica e si basa sulla data di cessazione del rapporto di lavoro: questo significa che persone idonee, inclusi lavoratori in mobilità non provenienti da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali, potrebbero restare fuori dalla tutela. Discriminazioni che non sono sfuggite ai gruppi che rappresentano gli esodati.
 
Settima Salvaguardia lavoratori in mobilità: l’Inps chiede chiarimenti
Proprio per questo motivo l’Inps ha messo le mani avanti chiedendo il parere del Dicastero del Lavoro circa l’esatta interpretazione da dare al requisito dell’accordo precedente al 31 dicembre 2011. Nel frattempo verosimilmente le domande pervenute da lavoratori in mobilità da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali, saranno verosimilmente tenute in stand by.