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domenica 7 febbraio 2016

Maria Luisa Gnecchi (PD) presenta interrogazione per un censimento

Riforma pensioni 2016 ultime novità: esodati e ottava salvaguardia, Maria Luisa Gnecchi presenta interrogazione per un censimento
7-2-2016
La settima salvaguardia degli esodati inserita nella Legge di Stabilità non è stata risolutiva perché ancora diversi migliaia di lavoratori rimasti senza reddito e senza pensioni sono fuori dalle tutele. L’onorevole Maria Luisa Gnecchi del Pd chiede al Governo di definire con precione la platea degli esclusi per predisporre l’ottava e definitiva salvaguardia di questi lavoratori esodati
Oltre alla Rete dei Comitati degli Esodati che ha avviato un censimento dei lavoratori rimasti senza lavoro e senza reddito, anche l’onorevole Maria Luisa Gnecchi ha presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro perché venga quantificato in maniera precisa il numero dei lavoratori interessati per preparare un provvedimento di ottava salvaguardia. Nell’atto ispettivo depositato in Commissione Lavoro alla Camera, si ricorda che già: “é stato richiesto al Ministero del Lavoro quanti sono i lavoratori suddivisi per sesso, inseriti in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011 e che matureranno i previgenti requisiti pensionistici entro due ovvero tre anni dalla fine del periodo di mobilità”.
La risposta fornita dal ministero attraverso il sottosegretario che ha la delega è stata: “Per quanto concerne lo specifico quesito posto nel presente atto parlamentare rappresento che sono circa 158 mila i lavoratori interessati da accordi governativi, sottoscritti tra il 2008 ed il 2011, che prevedono la mobilità non oppositiva finalizzata al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Da ultimo rappresento che l’INPS, specificatamente interessato della questione, ha reso noto che sono in via di completamento le ulteriori analisi dei dati in possesso dell’istituto, peraltro particolarmente complesse e laboriose, al fine di fornire in maniera più dettagliata le informazioni richieste”.
La Gnecchi sottolinea che dal 17 dicembre 2015, ancora l’Inps non ha portato i dati richiesti pertanto si rende necessario determinare al più presto in maniera esatta: “Questa platea di soggetti, fino ad oggi non quantificati e di conseguenza considerati che attendono di capire quale potrà essere il loro destino, considerando che già con i provvedimenti in vigore, sono ammessi alla salvaguardia i lavoratori che maturano i previgenti requisiti entro un anno dalla fine della mobilità”.
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A Piacenza la stampa risponde all'appello

Piacenza: gli esodati in prima pagina
Grazie ad Angelo Croci e al quotidiano piacentino "Libertà" per questa bellissima prima pagina. Diamoci da fare tutti, inviando questo appello alla stampa locale.
Grazie di cuore anche a Caterina Lombardi, Anna Egitto, Maria Grazia Peirone e Michele Alfano, ecc... 

Gnecchi (Pd): Il Governo dovrà quantificare la platea degli esclusi

Esodati, Gnecchi (Pd): Il Governo dovrà quantificare la platea degli esclusi
06 Febbraio 2016
Scritto da Eleonora Accorsi
Lo scrive l'Onorevole Maria Luisa Gnecchi (Pd) in una interrogazione al Ministro del lavoro depositata presso la Commissione Lavoro della Camera.Individuare numericamente quei lavoratori inseriti in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011 che avrebbero maturato entro 24 o 36 mesi dal termine dell'indennità di mobilità i requisiti pensionistici. Lo richiede al Ministero del Lavoro l'Onorevole Maria Luisa Gnecchi (Pd) in una interrogazione a risposta scritta in Commissione Lavoro alla Camera (5-07569) depositata lo scorso 28 gennaio. Con l'obiettivo di quantificare l'esatto numero dei soggetti interessati al fine della predisposizione di una ottava salvaguardia.
"Con l'atto di sindacato ispettivo n. 5-06265 - si legge nel testo dell'interrogazione - è stato richiesto al Ministero del lavoro quanti sono i lavoratori suddivisi per sesso, inseriti in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011 e che matureranno i previgenti requisiti pensionistici entro due ovvero tre anni dalla fine del periodo di mobilità.
In data 17 settembre 2015, il sottosegretario delegato ha fornito la seguente risposta: «Per quanto concerne lo specifico quesito posto nel presente atto parlamentare rappresento che sono circa 158 mila i lavoratori interessati da accordi governativi, sottoscritti tra il 2008 ed il 2011, che prevedono la mobilità non oppositiva finalizzata al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Da ultimo rappresento che l'INPS, specificatamente interessato della questione, ha reso noto che sono in via di completamento le ulteriori analisi dei dati in possesso dell'istituto, peraltro particolarmente complesse e laboriose, al fine di fornire in maniera più dettagliata le informazioni richieste».
Dal 17 settembre 2015 ad oggi, l'Inps non ha tuttora fornito in maniera più dettagliata le informazioni richieste, nonostante siano trascorsi oltre quattro mesi dalla risposta all'interrogazione; come richiamato nelle premesse dell'atto di sindacato ispettivo n. 5-06265 a seguito dell'approvazione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 («manovra salva Italia»), sono pervenute a getto continuo segnalazioni di accordi individuali o collettivi, sottoscritti in sede governativa o in sede territoriale, perfezionati in data anche di molto antecedente al 31 dicembre 2011, che presentavano condizioni particolari e che la manovra «salva Italia» del dicembre 2011, non ha assolutamente considerato, lasciando i lavoratori anziani espulsi dal mercato del lavoro, senza alcuna forma di reddito e senza la possibilità di accedere alla pensione.
La Gnecchi ribadisce quindi la necessità di individuare "questa platea di soggetti, fino ad oggi non quantificati e di conseguenza considerati che attendono di capire quale potrà essere il loro destino, considerando che già con i provvedimenti in vigore, sono ammessi alla salvaguardia i lavoratori che maturano i previgenti requisiti entro un anno dalla fine della mobilità".
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Damiano e Gnecchi su ricongiunzioni onerose: sanare l'ingiustizia

RIFORMA PENSIONI E OPZIONE DONNA: FOCUS SU RICONGIUNZIONI E CONTATORE
Pubblicato il:5 febbraio 2016
ERICA VENDITTI
- Esperto di Lavoro
Ultime novità al 5/02 sulla riforma pensioni, sul ricongiungimento dei contributi tra le varie casse e sul contatore per l'Opzione Donna.Le ultime novità sulla riforma della pensioni e sull'opzione donna giungono da Cesare Damiano e dall'onorevoleMaria Luisa Gnecchi. Il primo ospite ieri a 'Mi Manda Raitre' ha affrontato in modo molto determinato la questione dellericongiunzioni dei contributi Inps, ribadendo la necessità di sanare un'ingiustizia eclatante del Governo Berlusconi, che sta creando moltissimi problemi a quanti, pur avendo maturato il montante contributivo richiesto per poter accedere alla quiescenza, ne risultano impossibilitati dai costi eccessivi richiesti per ricongiungere insieme i vari contributi versati in casse previdenziali differenti. Un'assurdità, sostiene Damiano, se i contributi sono stati versati si tratterebbe banalmente di farli confluire insieme e di poterli conteggiare, il lavoratore ha già pagato. Perché, si chiede, deve nuovamente spendere del denaro, importi per giunta molto elevati e proibitivi per i più, per poter accedere al proprio diritto pensionistico?
Damiano e Gnecchi su ricongiunzioni onerose: sanare questa palese ingiustizia.
Damiano sul proprio profilo Facebook ha scritto annunciando la sua presenza in studio al programma di Elsa di Gati: Sono a "Mi manda Rai 3" a parlare di ricongiunzione delle pensioni, una ingiustizia che va cancellata, un clamoroso errore del Governo Berlusconi.
Proprio su questa importante tematica l'onorevole Maria Luisa Gnecchi ha presentato in data 28/1 la risoluzione 7-00895 in Parlamento chiedendo venga posta fine a tale ingiustizia, che colpisce moltissime donne. Tante si trovano impossibilitate ad accedere al già penalizzante regime sperimentale Maroni pur possedendo i requisiti anagrafici e contributi richiesti. Finché le casse previdenziali non "si parleranno" senza pesare sui cittadini, molti lavoratori idonei non potranno comunque poter accedere alla pensione, bloccando quel sano turnover generazione necessario anche per permettere l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Contatore opzione donna: il tweet di Orietta Armiliato a sostegno della Commissione lavoro
Grande entusiasmo tra le donne iscritte al Comitato Opzione donna che da tempo avevano pubblicamente reso nota l'assurda questione. Le stesse donne che assicurano, come mostra un tweet della referente per la comunicazione Orietta Armiliato, continueranno a vigilare costantemente sul contatore istituitosi in Legge di Stabilità. Affinché la Commissione lavoro abbia tutto il loro sostegno in questa ultima fase di controllo e raggiuga l'obiettivo di concedere alle nate nell'ultimo trimestre del '57-58, attualmente escluse, la possibilità di poter accedere all'opzione donna. Eccovi il tweet di Orietta Armiliato: Un contatore regolerà escluse accesso OpzioneDonna CommLavoroCamera,vigileremo con Voi#opzionedonnanessunaesclusa
Le donne, visto il continuo appoggio dei loro 'paladini' Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, si sentono rassicurate e confidano che nel 2016 si possa porre fine positivamente a questa vicenda.
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sabato 6 febbraio 2016

Salvini: Il quarto stato di oggi? Esodati e vittime della legge Fornero

Riforma pensioni 2016 ultime novità: Matteo Salvini accusa “Il quarto stato di oggi? Esodati e vittime della legge Fornero”Salvini attacca la Fornero
venerdì 05/02/2016 di Corinna Garuffi
Ieri sera, dal palco di ‘Piazza Pulita’ di La7, Matteo Salvini è tornato a puntare il dito contro la legge Fornero: per il leader del Carroccio, il quarto stato di oggi è rappresentato dagli esodatiNon si placano le polemiche sullariforma delle pensioni e sulle misure che dovrebbero essere messe in atto nei prossimi mesi per ovviare le storture della Legge Fornero. L’ultimo a dire la sua è stato Matteo Salvini, che dal palco del talk show di Piazza Pulitanon ha perso l’occasione per lanciare l’ennesimo attacco contro la riforma Fornero, che a suo dire deve essere superata, anche per favorire il pensionamento dei lavoratori precoci.
LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016
Di fronte alla provocazione avanzata dal conduttore Corrado Formigli, che ha mostrato in studio e al pubblico una rivisitazione del celebre quadro “Quarto Stato“ dipinto agli inizi del Novecento dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo, come se vi fossero rappresentati dei migranti, Matteo Salvini ha espresso chiaramente il proprio parere: il quarto stato di oggi è rappresentato, piuttosto, “dagli esodati e dalle vittime della Legge Fornero”. Insomma, un paragone “alternativo” – ma non troppo velato – per ribadire l’urgenza di porre un rimedio dapprima ai problemi “in casa” che toccano il popolo italiano.
La questione degli esodati, come ben testimonia l’intervistarilasciata in esclusiva dal portavoce della Rete dei Comitati Esodati Francesco Flore, rimane uno degli aspetti più controversi della riforma previdenziale: sono ancora decine di migliaia le famiglie che continuano a vivere nell’incertezza, attendendo una risposta da oltre quattro anni.
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Poletti ai "precoci": non siete sovversivi, vi sono vicino

ULTIME NOTIZIE PENSIONI PRECOCI, POLETTI: "NON VI RITENGO DEI SOVVERSIVI E VI SONO VICINO"Riforma pensioni 2016, novità Poletti: i precoci non sono dei sovversivi, la vostra situazione mi è cara.
5 febbraio 2016
ERICA VENDITTI - Esperto di Lavoro
Le ultime novità sulle pensioni precoci giungono dal web, i lavoratori postano su Facebook la risposta che hanno ottenuto dal segretario del ministro Poletti. I lavoratori nei giorni scorsi avevano invitato il Ministro del Lavoro a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà domani, sabato 6 febbraio, a Bologna. Poletti ha fatto sapere che non potrà presenziare all'evento, ma che è vicino alla 'lotta' dei lavoratori precoci e che non li ritiene affatto dei 'sovversivi'. Il Ministro del Lavoro, attraverso un post su Facebook, ha mostrato altresì tutta la propria vicinanza anche al dramma previdenziale dei lavoratori esodati.
Cosa richiedono i lavoratori precoci?
Lo scopo della manifestazione è quella di attirare l'attenzione del Governo al fine di ottenere la quota 41 presente nel Ddl 857 di Damiano. La proposta del Presidente della Commissione Lavoro consentirebbe l'uscita flessibile dal mondo del lavoro a partire dai 62 anni d'età più 35 anni di contributi con un massimo dell'8% di penalità; il testo dà la possibilità per i lavoratori precoci di poter accedere alla pensione dopo aver versato 41 anni di contributi,indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente e soprattutto senza alcuna decurtazione sull'assegno finale. Poletti, ha fatto sapere, non presenzierà alla manifestazione per impegni già presi in precedenza, ma è assolutamente solidale con i lavoratori, eccovi in dettaglio le sue rassicurazioni.
Poletti risponde ai lavoratori precoci: la vostra situazione mi è cara, non vi ritengo dei sovversivi
Parole di supporto sono giunte direttamente dal Ministro del Lavoro Poletti che ha risposto per mano del suo segretario Leonardo Andreaus ad un'email di unlavoratore precoce. Il quale lo aveva inviato, a nome del gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', a presenziare alla manifestazione nazionale che si terrà domani a Bologna. Un altro presidio si terrà il 18 febbraio prossimo a Montecitorio. I lavoratori precoci non hanno nessuna intenzione di smettere di lottare per la quota 41, e sempre più attraverso manifestazioni pacifiche autorizzate cercheranno confronti 'face to face' col Governo Renzi al fine di ottenere la flessibilità in uscita a cui ambiscono. Il Ministro del lavoro non sarà presente a causa di impegni di lavoro, si legge, dalla missiva, che sotto vi riportiamo fedelmente, ma ci tiene a salutare i lavoratori e a dire loro che ha a cuore la loro situazione. Inoltre, ha aggiunto Poletti, ' non vi ritendo dei sovversivi, anzi'.
Ministro non presenzierà alla manifestazione ma è solidale con i lavoratori precoci
Il ministro a risposto a uno degli esponenti della protesta tramite Un suo collaboratore Leonardo Andreaus: "La ringraziamo dell'invito -ha scritto Andreaus - Ho prontamente informato personalmente il Ministro della vostra iniziativa di domani e purtroppo non potremo essere presenti causa precedenti impegni d'agenda programmati. Il Ministro tiene particolarmente a salutarvi, far presente che il vostro problema è alla sua attenzione e che non vi ritiene assolutamente dei "sovversivi", anzi. Ringraziandovi ulteriormente del vostro prezioso invito, porgiamo cordiali saluti".
Il Ministro Poletti ha espresso attraverso un messaggio facebook anche tutta la propria vicinanza ai lavoratori esodati, conscio, dunque, dei tanti problemi previdenziali ancora da risolvere.
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venerdì 5 febbraio 2016

Il Pd studia un'ottava Salvaguardia. Ma il Governo resta cauto

Esodati, Il Pd studia un'ottava Salvaguardia. Ma il Governo resta cauto
Venerdì, 05 Febbraio 2016

Scritto da Eleonora Accorsi
La legge Fornero sulle pensioni ha provocato il fenomeno degli «esodati», che erano già in quiescenza quando sono stati alzati i limiti d'età e che sono rimasti senza stipendio e senza pensione.
Un nuovo intervento in favore degli esodati, i lavoratori che, dopo la riforma delle pen­sioni fatta dal governo Monti, sono rimasti o rischiano di ri­manere senza stipendio e sen­za pensione. La misura è allo studio del Pd, nelle mani di due esperti della materia, Maria Luisa Gnecchi e Cesare Damiano, il presidente della commissione Lavoro della Camera. Ma, an­che se siamo alle prime battute e le ipotesi sul tavolo sono an­cora diverse, ci sono perplessi­tà nel governo per il timore di un costo eccessivo dell'inter­vento, che potrebbe sottrarre risorse ad altre politiche che lo stesso governo vuole mettere in campo e anche mettere a ri­schio le reale tenuta delle spesa pensionistica. 
Prima di ogni decisione al riguardo si dovrà attendere quindi marzo, quando si chiuderanno i termini per partecipare all'ultima salvaguardia, quella dei cd. 26mila. Anche perchè, secondo Damiano, l'intervento si potrebbe effettuare a costo zero per le casse dello stato utilizzando i risparmi residui sul Fondo dedicato a questi lavoratori e, quindi, per conteggiarli bisognerà attendere la chiusura della settima salvaguardia
Finora sono stati sette i provvedimenti che hanno «salvaguardato» gli esodati, cioè consentito loro di andare in pensione con le regole in vi­gore prima della legge Fornero proprio per evitare che rima­ nessero senza reddito. L'ultima mossa è stata fatta con lalegge di Stabilità approvata nel di­cembre scorso. In tutto le per­sone messe in sicurezza sono state oltre 172 mila per una spe­sa stimata di vicino ai 11 miliardi di euro. Anche se alcuni fondi sono stati distratti di recente per finanziare altre misure sociali come gli ammortizzatori in deroga e la proroga dell'opzione donna. Il punto è che ci sono anco­ra altri lavoratori che nei pros­simi mesi potrebbero diventa­re esodati, sempre per effetto dello spostamento in avanti dell'età pensionabile e degli accordi di uscita anticipata firma­ti prima della riforma Fornero.

Sul numero non c'è certezza, ed il vero problema è proprio que­sto: le ultime stime parlano ancora di circa 25-30mila i soggetti fuori dalla tutela. 

Che un'ottava misura possa vedere la luce entro la fine del 2016 non è ipotesi peregrina soprattutto laddove il Governo decida - per l'ennesima volta - di rimandare il capitolo sulla flessibilità in uscita. Puntando piuttosto su interventi una tantum come avvenuto sino ad oggi per concedere qualcosa ad un esercito di disoccupati senior che si sta ingrossando sempre più. La flessibilità in uscita aiuterebbe, inoltre, a risolvere il problema di chi il lavoro lo ha perso dopo il 2012 e che, pertanto, non può considerarsi tecnicamente esodato e, quindi, partecipare ad una nuova salvaguardia. Per questa ragione sia la Gnecchi che Damiano preferirebbero uno strumento di flessibilità strutturale, un contenitore unico in grado di dare risposte a tutti. Ma il confronto con il Governo sarà molto duro.