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giovedì 12 ottobre 2017

On. Maestri: infranto il principio di uguaglianza di fronte alla Legge

Dal blog "Il volo della Fenice
L’attuale rinnovata attenzione alle problematiche degli esodati esclusi da tutte le salvaguardie finora approvate potrebbe preludere ad uno spiraglio in direzione di un provvedimento legislativo che renda finalmente giustizia a questa categoria di ex lavoratori. La posizione di RGS e MEF è purtroppo nota: da sempre inclini a negare disponibilità economiche alle salvaguardie non mutano indirizzo nemmeno in questa occasione, nonostante la Legge 228 del 24 dicembre 2012 avesse istituito e finanziato un apposito fondo. Nel merito, la nota al Documento di Economia e Finanza (DEF) da parte della Commissione Lavoro della Camera [stralcio tratto da investireoggi.it]chiede espressamente
on. Andrea Maestri
Interventi atti a considerare la presenza di una significativa differenza tra il numero stimato dei beneficiari della cosiddetta “ottava salvaguardia” e quello delle domande accolte o giacenti, si evidenzi l’esigenza di verificare la sussistenza e la consistenza di economie, anche in via prospettica, rispetto ai limiti di spesa previsti dai provvedimenti di salvaguardia, al fine di definire i contenuti di possibili interventi legislativi in materia sociale o previdenziale finanziati a valere sulle risorse destinate a confluire nel Fondo sociale per occupazione e formazione ai sensi dell’articolo 1, comma 211, della legge di bilancio 2017.
Per contro, in questi giorni, da parte di diversi esponenti della Commissione Lavoro si registra un crescendo di interviste in merito alla attuale complessa questione previdenziale e assistenziale, nel corso delle quali viene affrontato anche il tema delle salvaguardie e degli esclusi:
C’è ancora una parte di esodati che non possono accedere alle salvaguardie, per i “paletti” contenuti nelle norme: se ci sono ancora risorse disponibili, quei “paletti” non hanno ragione di essere.
On. Andrea Maestri (Possibile) – stralcio tratto da intervista apparsa su Blastingnews.com:
Anche per gli esodati i soldi ci sono. Il Governo tramite il sottosegretario ha confermato di non prevedere un’ulteriore salvaguardia. Questa posizione ottusa e rigida, dà la misura di quanto questo Governo consideri facoltativo il rispetto di regole basilari di uno Stato di diritto, come il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Particolarmente incisive appaiono le considerazioni dell’on. Andrea Maestri, laddove denuncia il perdurare di un danno costituzionale nei confronti della categoria degli esodati, stigmatizzando nel contempo la distanza del governo dai principi che regolano lo Stato di diritto.
La posizione espressa dall’on. Maestri è sostanziale, non tanto perché ribadisce le posizioni da sempre sostenute dagli esodati così come documenta anche il noto “Dossier Esodati” della Rete dei Comitati, bensì perché da tali considerazioni deriva la assoluta specificità della categoria e delle relative istanze. Il caso, così come lucidamente esposto, riconduce in tutta evidenza agli Artt. 3, 35 e 38 della Costituzione; di conseguenza, i diritti di tali soggetti non possono venire ulteriormente condizionati da mere speculazioni di carattere economico né l‘esiguo loro numero potrebbe giustificare un indirizzo che l’on. Maestri non esita a definire “ottuso e rigido”. Ma c’è di più.
Poiché l’intera vicenda origina da un grave vulnus causato dallo Stato, che tutt’ora permane nei confronti degli esodati esclusi dalla ottava salvaguardia, va da se che l’eventuale atto riparatorio, qualora venisse disposto, non potrebbe che riguardare la piena restituzione, in forma e sostanza, di quanto fino a qui negato. Ne consegue che non sarebbero adeguate ipotesi assistenziali né, tanto meno, sarebbero adeguate creative soluzioni previdenziali difformi dal quelle previste dal precedente regime loro spettante per diritto quesito.
Sanare definitivamente la questione esodati è un’esigenza ritenuta ormai inderogabile per diversi componenti la Commissione Lavoro e le interviste pubblicate, insieme alla nota al DEF, ne costituiscono l’evidenza. Le premesse ci sono e un partito di governo non può nascondersi dietro le ostinate pretese di qualche ministero. Si restituiscano i risparmi delle salvaguardie agli esodati (dall’ultimo report INPS dovrebbero superare abbondantemente il miliardo), con l’avvertenza che il beneficio non dovrà necessariamente andare a chi gli sia stata respinta una precedente istanza ma dovrà andare a chi è effettivamente in possesso dei dovuti requisiti; che il soggetto abbia o meno presentato domanda per una precedente salvaguardia non può valere ai fini del diritto. Il diritto si valuta sui requisiti, non sulle pregresse soggettive iniziative estemporanee. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Il film sugli Esodati al cinema da Novembre

L'Esodo, il film sugli Esodati al cinema da Novembre
Il film affronta il tema degli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.


Nato due anni fa da un'idea del regista Ciro Formisano, il film-denuncia L'Esodo, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane il 9 novembre. Attraverso la storia di Francesca, cinquattottenne esodata, il film affronta uno dei temi italiani più attuali e drammatici: gli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.
Il progetto cinematografico L'Esodo è no profit, sostenuto attraverso partecipazioni volontarie tramite il web, e si propone come strumento uno di protesta contro misure ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito, a causa della riforma Fornero.
Ad interpretare Francesca, sessantenne "esodata" che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un'inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli.
Ciro Formisano con L'Esodo debutta in un lungometraggio. e nella sceneggiatura ha incluso testimonianze di persone ridotte alla miseria a causa della riforma dell'ex Ministro Fornero. L'inizio riprese del film ha coinciso, a fine 2015, con la discussione della settima salvaguardia nella legge di stabilità.
Formisano ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l'entrata in vigore della Legge dell'ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell'età pensionabile, si sono improvvisamente trovati troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali.
Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell'uscita del film dovrebbe essere approvata.
Il film, distribuito da Stemo Production, uscirà al cinema il 9 novembre.

giovedì 28 settembre 2017

La vera storia di un’esodata

“L’Esodo” di Ciro Formisano, la vera storia di un’esodata (interpretata da Daniela Poggi)
26 settembre 2017
“L’Esodo” di Ciro Formisano, la vera storia di un’esodata (interpretata da Daniela Poggi). Il film-denuncia L’ESODO, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane per raccontare, per la prima volta, una pagina amara della recente politica del nostro paese. Ad interpretare Francesca, sessantenne “esodata” che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un’inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso, che le ha già permesso di trionfare come miglior attrice protagonista in tutti i festival in cui è stato presentato il film. L’ESODO nasce da un’idea del regista Ciro Formisano, qui al suo debutto in un lungometraggio, che ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l’entrata in vigore della Legge dell’ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell’età pensionabile, si sono improvvisamente trovati in un limbo: troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali. Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell’uscita del film dovrebbe essere approvata. Nel cast anche Rosaria De Cicco. Il film, distribuito da Stemo Production, uscirà al cinema il 9 novembre.
“Tre anni fa ho iniziato a seguire la vicenda degli esodati, convinto che sarebbe stata la più dura conseguenza del governo dei “Professori” e della grave rottura di un patto tra stato e cittadino. Ho filmato e raccolto testimonianze di esodati provenienti da tutta Italia, durante le manifestazioni, i presidi, le dure proteste che si contraddistinguevano dalle altre per la loro enorme civiltà. Per una dignità mai persa, nonostante in molti conoscevano la miseria per la prima volta e dopo una vita di lavoro. La stava conoscendo anche lei questa miseria, una donna che ho intervistato a lungo, la cui storia mi colpì molto. Ho pensato che era una storia che dovevo raccontare”.
CIRO FORMISANO
Sinossi: 2012. Anno del governo tecnico Monti. Francesca, 60enne, si ritrova improvvisamente nella condizione di esodata, e quindi senza alcun reddito. Anche con Mary, la nipote che vive con lei, la situazione precipita, proprio a causa del disprezzo che l’adolescente prova per la miseria in cui sono piombate. Non trovando alcuna soluzione, dopo aver bussato a numerose porte Francesca finisce a mendicare in Piazza della Repubblica a Roma. Le persone che attraversano quotidianamente la piazza rimangono colpite dalla sua immagine, così distinta e così lontana dallo stereotipo della mendicante. Francesca incarna la nuova povertà italiana. Tenendo la nipote all’oscuro di tutto, la donna riesce a superare l’imbarazzo dei primi giorni e a conoscere diverse persone incuriosite dalla sua condizione e frequentatori della piazza. Tra questi, il tedesco Peter, uno dei primi che riesce a strapparle un sorriso e con cui intraprende una tenera amicizia; un’irriverente zingara che cerca di cacciarla per difendere “la sua zona”; Cesare, un coatto dal fare misterioso ma affidabile, che tenta di infervorare l’animo della donna, aizzandola alla protesta. Le cose si complicano però, quando una giornalista le chiede di raccontarle la sua storia.


domenica 24 settembre 2017

Esodati esclusi dalla 8^ salvaguardia

Risposta   del Governo a sua interrogazione con il numero di 3.406 esodati esclusi dalla ottava salvaguardia
                        
INTERROGAZIONE N. 5-11470 On. Rizzetto ( FdI-AN )
Commissione XI Camera dei Deputati – seduta del 14 settembre 2017.

Immagine correlata         Passo ad illustrare l’atto parlamentare dell’On. Rizzeto, concernenti i soggetti non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni sulla c.d. “ottava salvaguardia” contenute nell’art. 1, comma 214 e ss (seguenti), della legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio 2017)

Al riguardo, dai dati forniti dall’INPS – e contenuti nella tabella (All. 1) che metto a disposizione dell’interrogante e dell’intera commissione – si evince che il numero complessivo dei soggetti esclusi dalla ottava salvaguardia per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita è di 273 unità (di cui 115 donne e 158 uomini). Di questi soggetti:
-         52 sono lavoratori con contratto a tempo determinato e prosecutori volontari senza versamenti che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2018;
-         221 sono soggetti appartenenti ad altre categorie che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2019.
Dalla tabella emerge, inoltre, che le donne escluse dalla salvaguardia, nate dopo il 31 luglio1956, sono 1.359 mentre 1.774 sono i lavoratori collocati in mobilità privi dei requisiti per il diritto a pensione entro 36 mesi dalla fine del periodo di mobilità.

Ciò posto, con riferimento al quesito relativo al numero dei c.d. esodati ex. Postali – categoria avente decorrenza pensionistica oltre il 2018 e costituita da soggetti cessati dal lavoro con accordi individuali di esodo con Poste Italiane spa, entro il 31 dicembre 2011 – l’INPS ha precisato che in caso di cessazione individuale del rapporto di lavoro, né il lavoratore né il datore di lavoro sono tenuti ad alcuna specifica comunicazione all’Istituto; non è, pertanto, possibile distinguere le cessazioni unilaterali da quelle avvenute a seguito di accordi tra le parti.
L’Inps non è quindi in gardo di fornire il numero esatto dei lavoratori rientranti nella categoria che qui interessa. L’Istituto, tuttavia, ha fornito un dato approssimativo, individuando una platea pari a 82 lavoratori. Tale dato si ricava prendendo in considerazione i lavoratori di Poste Italiane cui l’Inps ha respinto, per assenza del requisito anagrafico o contributivo, la domanda di salvaguardia per cessazione del rapporto di lavoro derivante da accordo individuale sottoscritto entro il 31 dicembre 2011. Dal numero così ottenuto sono stati esclusi i lavoratori deceduti, i titolari di pensione, nonché i lavoratori cessati dopo il 31 dicembre 2012.
L’Inps ha, infine, precisato che la platea si riferisce esclusivamente ai lavoratori che hanno presentato domanda di salvaguardia.
Da ultimo, per quanto riguarda i c.d. esodati ex Alitalia occore precisare, preliminarmente, che l’art.1 della legge n. 147 del 2014 ha previsto l’acceso ai benefici della c.d. seconda salvaguardia in favore dei soggetti per i quali le imprese avessero stipulato – in sede governativa e entro il 31 dicembre 2011 – accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali, con utilizzo di ammortizzatori sociali.
Con specifico riferimento ai lavoratori Alitalia, per i quali risulta essere stato stipulato un accordo in sede governativa in data 11 marzo 2011, doveva risultare la cessazione dell’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 – con conseguente messa in mobilità – unitamente alla comunicazione dei nominativi dei lavoratori licenziati al Ministero che rappresento. Tuttavia, dai riscontri effettuati è emerso che, per i lavoratori in parola, non è pervenuta alcuna istanza aziendale di accesso alla seconda salvaguardia.

tabella (All. 1)



Tipologia
Sesso
Totale complessivo1
Titolari di contratto a tempo det. e prosecutori volontari senza vers. (requisito entro il 6/1/2018)
28
24
52
Altre categorie (requisito entro il 6/1/2019)
87
134
221
Totale esclusi per adeguamento aspettativa di vita
115
158
273




Donne escluse nate dopo il 31/7/1956
1.359

1.359
lavoratori privi dei requisiti entro 36 mesi dalla fine del periodo di mobilità
582
1.192
1.774
Totale generale
2.056
1.350
3.406




1dati estratti dalle certificazioni respinte aggiornate all'11/9/2017

sabato 23 settembre 2017

Camera: spunta l'ipotesi di una 9° salvaguardia pensionistica

Venerdì, 22 Settembre 2017
Presentate in Commissione Lavoro della Camera due risoluzioni per chiedere un nuovo intervento di salvaguardia pensionistica. Obiettivo tutelare soprattutto le ex lavoratrici delle Poste.


Riaprire il capitolo delle salvaguardie pensionistiche dato lo scarso utilizzo dei posti e delle risorse stanziate con l'ultima legge di bilancio in occasione dell'ottava salvaguardia. Con l'obiettivo di tutelare in particolare le lavoratrici postali che più degli altri hanno subito i danni della Legge Fornero. E' quanto chiedono due risoluzioni presentate questa settimana in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati dai deputati Simonetti e Rizzetto per impegnare il Governo a tornare sul tema "salvaguardia" finito in secondo piano dopo l'approvazione dell'Ape sociale.
In particolare, sarebbero state escluse dalla salvaguardia, pur avendone diritto, un gruppo di donne esodate cosiddette «postali», della cui categoria non vi è ancora una quantificazione certa sebbene vi siano tutti gli strumenti per individuarla (vi è una stima sommaria che censisce le lavoratrici attorno alle 40 unità). In data antecedente il 15 luglio 2011, le esodate in questione avrebbero sottoscritto con Poste Italiane spa accordi di incentivo all'esodo, facendo affidamento alla normativa vigente alla data degli accordi che prevedeva il raggiungimento del diritto previdenziale al compimento dei 60 anni. Le dimissioni sarebbero state la conseguenza del piano industriale di Poste Italiane, finalizzato ad una riduzione dei costi e attuato attraverso due differenti tipologie di accordi: una denominata «progetto Mix» che prevedeva l'assunzione di un figlio con contratto a tempo indeterminato e la contestuale risoluzione del rapporto di lavoro del genitore, l'altra, con accordo all'esodo, incentivato con una somma monetaria, appena sufficiente a soddisfare il minimo vitale e rapportata all'arco temporale intercorrente tra la risoluzione e la maturazione del requisito anagrafico per accedere all'assegno pensionistico.
Queste lavoratrici non sono entrate in salvaguardia perchè la decorrenza della pensione, calcolata con le previgenti regole, si colloca dopo il 6 gennaio 2019 a causa del progressivo innalzamento dell'età pensionabile previsto dalla legge 111/2011 e dagli effetti controversi della speranza di vita. Una beffa, ricordano nella risoluzione, perchè l'esigua contribuzione, persino inferiore ai 30 anni, è sufficiente per l'accesso alla pensione di vecchiaia ma non consente loro di aderire al regime sperimentale di opzione donna, nè alla cosiddetta APE Social anche in caso di sua proroga. Dunque una sorta di limbo dal quale non c'è via di uscita. La questione ha trovato la disponibilità dell'Onorevole Gnecchi (Pd) che ha preannunciato la prossima presentazione di una risoluzione sul tema anche da parte del PD.
Un nuovo provvedimento di salvaguardia, una nona salvaguardia pensionistica, potrebbe dunque riaffacciarsi entro la fine dell'anno, in occasione della legge di bilancio per il 2018. Del resto, come hanno osservato anche i sindacati, gli ultimi dati del monitoraggio dell'INPS aggiornato al mese di settembresull'andamento delle domande di accesso all’«ottava salvaguardia» confermano che, rispetto alle domande effettivamente presentate e accolte o ancora pendenti, le risorse destinate al finanziamento di tale provvedimento – come spesso accaduto in passato – sono state sovradimensionate. Solo poco più di 13 mila domande su oltre 30.700 posti disponibili sono state concretamente accolte. Dunque lo spazio per un provvedimento conclusivo che tuteli i lavoratori che maturino la decorrenza sino al 6 gennaio 2021 (data chiesto sin dall'inizio dai Comitati degli Esodati) potrebbe essere individuato. La palla è ora in mano della Politica.
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Giornata di lotta: cronaca del 20/9/2017

Una nutrita partecipazione di esodati , oltre 70, e di donne di OD , oltre 50 , hanno partecipato al presidio il mattino e poi in delegazione 16 di loro hanno partecipato alle ore 14 all'incontro a MdL con il capo Gabinetto dott Luigi Caso e il dott Bruno Busacca, che abbiamo ringraziamo per la loro disponibilità e competenza. Siamo contenti che erano presenti al presidio anche molti già salvaguardati , tra cui alcuni coordinatori di comitati come Daniele Martella CDE e Emilio De Martino , con molti dei partecipanti ai loro comitati, già salvaguardati, per aiutare a ottenere la 9^ o soluzioni strutturali.
Al presidio il mattino abbiamo parlato a lungo con 4 sindacalisti . Erano presenti al presidio i responsabili dei 3 sindacati CGIL CISL e UIL . Ezio Cigna x CGIL , Angelo Marinelli e Valeria Picchio x CISL , Fabio Porcelli x UIL , responsabili dei 3 sindacati nazionali per previdenza, pensioni, welfare , condizione femminile . Molti esodati e donne di OD hanno potuto spiegare le ragioni delle loro richieste e esporre i loro casi personali ( rappresentativi anche della situazione di altri /e ) Richieste che saranno utili da porre alla attenzione dei Tavoli Governo Sindacati. I 3 sindacalisti hanno appreso molto, si sono aggiornati , hanno dato risposte a casi singoli e collettivi e fornito le loro impressioni su alcune richieste difficili da far passare al tavolo col Governo. E stata una mattinata UTILE trascorsa davanti al MdL, parlando con i rappresentanti dei Sindacati intervenuti ai quali abbiamo rinnovato le ns. ragioni e la ns. istanza di perorare la causa degli esodati esclusi dall'8a Salvaguardia per ottenere una soluzione definitiva e per ottenere soluzioni per le donne. Verso le 12 ci siamo recati alla Sede del PD al Nazareno dove alcuni di noi sono entrati per incontrare Lucio Cafarelli per informare esponenti del partito come il Prof. Nannicini e Prof. Leonardi , che spiegano come si ottiene il consenso del popolo degli esodati , delle donne, dei disoccupati a Renzi e a Gentiloni , Padoan , Poletti , fornendo giuste soluzioni. E' seguito un incontro a Piazza Montecitorio con l'On. le Rizzetto, che abbiamo ringraziato per il suo lavoro e la sua interrogazione , e al quale abbiamo ancora una volta esposto l'incresciosa situazione di esodati esclusi, di cui peraltro è già ampiamente a conoscenza . di cui si è fatto parte attiva con la sua recente interrogazione ( sotto la risposta e i numeri che sono veramente BASSI 3.406 esclusi da 8^ ) e per le interrogazioni per donne di OD + alle ore 13 in zona Montecitorio un breve incontro con Cavallo Salvatore , collaboratore di Gnecchi che ci ha dato alcuni consigli su risorse che vanno al FOSF (del MdL) e richieste per il Contatore OD e altri suggerimenti Il presidio del pomeriggio all'INPS non si è svolto , poiché MdL ci ha potuto ricevere solo alle 14. L'incontro, che doveva aver luogo alle ore 11.00 a MdL, è stato spostato alle 14.00, facendo saltare il presidio delle 14 - 18 alla Sede DG INPS di via Ciro il Grande 21. Poco male . Numerose risposte le abbiamo ottenute da DG INPS via mail da Vito la Monica , Vice DCP di Sabatini, e altre durante l'incontro MdL . Altre per arrivo lettere di salvaguardia per 8^ le solleciteremo comunque via mail , con telefonate e se servirà con incontri. ................................... incontro a MdL iniziato alle 14.00 qui i nomi della delegazione per incontro a MdL di 13 Esodati e 3 OD : Salvatore Bello, Giovanni Magno , Gianni Giambenedetti, Luisa De Carli , Anna Orrù , Emilio Prina , Maria Teresa Zivoli Calogero Tricoli , Moreno Morettoni, Tommaso Tatoli , Carla Panera , Antonio Baldo , Claudio Ardizio . + 3 OD Vania Barboni , Stefania Antonella Porcu , Silvia Antonelli . Grazie a Rita Carlizza, che ha ceduto il posto a Zivoli . Alle 14.10 è iniziato l'incontro al MdL, presenti il Dott. Caso e Dott. Busacca, ai quali, a turno abbiamo evidenziato l'esigenza di porre fine una volta per tutte a questa grave situazione di esclusione, con vari interventi sia di rappresentanti di Opzione Donna che degli esodati, alcuni esclusi per pochi giorni, altri con anni contributivi inferiori a 30 ed anche 25 anni in alcuni casi. Claudio Ardizio ha spiegato che i numeri degli esodati da salvare esclusi da 8^ sono 3.406 ( ha illustrato la risposta a interrogazione di Rizzetto con tabelle ) , e che anche inserendo quelli che non hanno fatto domanda in ottava si giunge al massimo a 5 - 6.000 da salvare con le risorse non utilizzate dell ottava (si stima oltre un miliardo e cento milioni che vanno al FOSF di esclusiva competenza del Ministero del Lavoro - su cui il MEF e RGS non può porre VETI) Ha chiesto salvezza per TUTTI , ma se un limite il governo lo vuole porre che si arrivi al 2023, poiché conosciamo casi di mobilitati in 8^ che maturano il requisito alla fine del 2021 e hanno decorrenza pensione nel 2023 . Ciò per equità e anche per evitare futuri ricorsi di incostituzionalità se si diversifica la salvezza per tipologie. Si chiede di congelare AdV per ultimi esodati ai valori della ottava e di usare la maturazione del requisito per TUTTI. se un limite ci sarà ci chiede per i rimanenti esodati di adottare un provvedimento OPZIONE ESODATE/I a 60 anni . Vania Barboni ha spiegato le richieste delle donne di opzione donna che aspettano i dati e il CONTATORE con le risorse non utilizzate (si stima oltre un miliardo) su 2.500 milioni di costi per opzione donna per la proroga di OD al 2018 e per altre misure a favore delle donne . Durante l'incontro avvenuto ieri 20 settembre 2017 presso il MDL , le donne presenti del comitato Opzione Donna Proroga 2018 hanno portato sul tavolo del confronto i report relativi ai flussi trimestrali Inps, dove si evince un calo di accessi al regime sperimentale OD, per cui, i risparmi residui debbono restare per la sua prosecuzione. È stato sottolineato che i risparmi dello Stato su donne che si pensionano con OD nel medio è lungo termine ammontano a circa 23mld. Il capo di gabinetto ha replicato che i soldi residui del contatore di OD sono ritornati nelle casse dello Stato (al MEF perché non è stato previsto un fondo apposito), ovviamente da parte delle donne di OD c'è stata indignazione e rabbia. L'argomento prevalente del colloquio è poi stata Ape ( volontaria e sociale) e un cenno su quota 41. I sindacati hanno presentato, come da noi postato e qui allegato, il documento unitario in cui al punto 10 siamo stati inseriti per la ricerca di soluzioni strutturali definitive : 10. Verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati gestendo le problematiche aperte. si aspettano le risposte del Governo L'INPS da tempo dovrebbe fornire a giorni la reportistica completa delle RISORSE NON UTILIZZATE in 8^ per capire l'entità dei costi utilizzati e dei fondi residui NON UTILIZZATI sia su 8^ , sia sul contatore OD, che abbiamo chiesto vengano utilizzati per gli esodati e OD (in Lds Legge 236-2016 si prevede la possibile prosecuzione di OD) come previsto dalla legge 236-2016 = LdS e normative a suo tempo emanate Il 5 Ottobre il Governo comunicherà alle 2 Camere una relazione dettagliata sul DEF , che sarà approvato oggi 21.9 - come BOZZA- in consiglio dei Ministri , ( gli allegati le cifre le rimaneggiano fino al 5 ottobre ). In quella relazione bollinata da MEF e RGS anche il ministero del Lavoro conoscerà la capienza delle risorse da destinare alla previdenza , e a soluzioni per esodati , OD , miglioramenti su APE e quota 41 e altro per ammortizzatori sociali , e pensionati Il DEF è la base per redigere la LDS Legge di Bilancio da inviare in Europa entro il 15 ottobre e al Senato entro il 25 ottobre. Gli esponenti del Mdl hanno detto che non solo Poletti ma anche il Governo è a conoscenza della questione che ci sono ancora ESCLUSI da 8^ ma che dovrà anche sanare altre situazioni socio-economiche oltre agli esodati : disoccupati ecc . richieste al Tavolo Governo Sindacati. Le Impressioni sono positive : si è aperto un minimo spiraglio per una altra soluzione per gli esodati , che noi chiediamo sia almeno fino al 2021 per la maturazione del requisito ( = decorrenza fino al 2013 ) congelando ADV ai valori della ottava + a scelta chi sarà oltre una soluzione OPZIONE ESODATI con 60 anni di età e 25 anni di contributi ( molte donne esodate hanno 26 27 anni e non raggiungono il minimo per APE) OPZIONE con 60 anni di età (anche per gli uomini disoccupati involontari ) modulando gli anni di contributi può essere estesa a disoccupati/e involontari (licenziati senza sussidi) e a altri casi deboli : 25 anni di contributi per chi ha 10 anni di disoccupazione - 26 per 7 disocc - 27 5 disocc , 28 per 3 disocc 29 per 1anno disoccupazione involontaria. Attendiamo tale data 5 Ottobre e incontro Governo Sindacati di ottobre per i futuri sviluppi , sapendo che si può ancora interagire con colloqui e incontri col Presidente Gentiloni, Padoan e Poletti . Nel frattempo abbiamo chiesto alle forze politiche ed ai 3 sindacati che ci hanno sempre aiutato un pressing presso il governo affinché metta le risorse per ottenere quanto ci spetta di diritto !! cioè soluzioni giuste e definitive per esodati e donne Chiederemo ai 3 Sindacati di valutare mobilitazioni al MEF in via XX settembre per i primi di ottobre se le risposte del DEF non arriveranno o siano negative. per tutti coloro che aspettano GIUSTE soluzioni previdenziali, 9^ salvaguardia, proroga opzione donne, APE strutturale e inclusiva di disoccupati involontari e soggetti deboli , estensione quota 41. Nel frattempo abbiamo chiesto alle forze politiche che ci hanno sempre aiutato un pressing presso il governo affinché Padoan metta in pratica quanto ci spetta di diritto !!

Leggi anche: Blasting News

domenica 10 settembre 2017

Rizzetto: estendere l'8^ salvaguardia

L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono, selfie e primo pianoPensioni, Rizzetto punta ad una estensione dell'ottava salvaguardia
Domenica, 10 Settembre 2017
Calendarizzata in Commissione Lavoro alla Camera la risposta del Ministero del Lavoro ad un ampliamento dell'ottava salvaguardia.Censire gli esodati esclusi dall'ottava salvaguardia pensionistica ed ampliare di conseguenza il perimetro di tutela. E' quanto chiede al Governo l'Onorevole Walter Rizzetto (ex M5S, ora passato al gruppo Fratelli d'Italia) in una interrogazione parlamentare presso la Commissione Lavoro della Camera calendarizzata per Giovedì prossimo (5-11470). "E' necessario conoscere il numero degli esodati esclusi dalla cosiddetta 8° salvaguardia, suddividendoli tra donne e uomini, poiché la loro decorrenza previdenziale matura in data successiva al 6 gennaio 2019 (al 6 gennaio 2018 per contratti a tempo determinato o lavoratori autorizzati ad effettuare versamenti volontari senza versamenti), a cui si perviene a causa del progressivo incremento dell'aspettativa di vita, particolarmente penalizzante per le donne e non previsto al momento in cui furono sottoscritti gli accordi di esodo o di mobilità" si legge nel testo dell'interrogazione.
"L'incremento dell'aspettativa di vita si basa su parametri previsionali e non reali, come peraltro dimostrano recenti dati che attestano invece un calo dell'aspettativa di vita. Il dato sulla consistenza numerica di detti lavoratori potrebbe essere individuato, tramite il codice fiscale, tra le domande non accolte dei lavoratori/trici sui report dell'Inps relativi alla 8° salvaguardia. "dalle domande non accolte vanno eliminate: quelle duplicate, tenendo solo le copie dei codici fiscali di chi ha beneficiato della ottava salvaguardia; i casi di diniego per coloro che non hanno contributi sufficienti; i casi di coloro che non sono «esodati», perché usciti dal lavoro dopo la «legge Fornero», cioè ove si verifichi la data di ultima contribuzione lavorativa dopo il 31 dicembre 2011 (se non preceduta da accordi in azienda o da periodi di cassa integrazione guadagni straordinaria, indennità di disoccupazione o altri ammortizzatori sociali).
L'interrogante chiede quindi se e quali iniziative il Ministro intenda adottare per individuare definitivamente il numero complessivo, tenendo conto delle considerazioni sopra citate, di:
a) «esodati» rimanenti aventi decorrenza pensionistica oltre il 6 gennaio 2019 (il 6 gennaio 2018 per contratti a tempo determinato o lavoratori autorizzati a versamenti volontari senza versamenti), in particolare le donne nate dopo il 31 luglio 1956 e i mobilitati con maturazione del diritto dopo i 36 mesi dal termine della mobilità;
b) lavoratori/lavoratrici ex postali;
c) esodati ex Alitalia – Linee aeree italiane e Alitalia – Compagnia aerea italiana.
In merito all'ottava salvaguardia si noti peraltro che l'Inps ha accolto, allo scorso 31 luglio 2017, circa 13 mila domande a fronte degli oltre 30mila posti a disposizione. Se maturasse la volontà politica sarebbe dunque possibile una ulteriore estensione delle disposizioni verso le platee escluse a causa ad esempio dello slittamento dei requisiti alla speranza di vita.
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martedì 29 agosto 2017

Accolte meno di 13.000 domande per 8^ salvaguardia

Esodati, Meno di 13mila le domande accolte per l'ottava salvaguardia
Si avvia verso la chiusura con un forte sottoutilizzo dei posti a disposizione l'ottava salvaguardia. Su oltre 30 mila posti meno della metà sono stati effettivamente utilizzati.Scritto da  Vittorio Spinelli
Viaggia verso la chiusura l'ottava salvaguardia pensionistica. L'ultimo report diffuso dall'Inps, contenente i dati aggiornati al 31 luglio 2017 (il quarto aggiornamento ), a fronte di un totale di 34.710 istanze pervenute sono state accolte ben 12.848 domande mentre il numero di quelle respinte è risultato pari 18.331. Confermato il trend che vede un altissimo numero di istanze respinte: più di una domanda su due è stata rigettata per mancanza dei requisiti (52%) mentre solo il 38% delle domande presentate è stato sino ad ora accolto. Si riduce complessivamente il numero di istanze ancora da esaminare: da 5.508 dell'ultimo report del 3 luglio a 3.531 al 31 luglio (il 10% circa delle istanze presentate). Entro la fine di Settembre l'esame delle istanze dovrebbe concludersi definitivamente. Sale, infine, leggermente il numero delle certificazioni già inviate agli interessati: dalle 5.815 certificazioni del 3 luglio si è passati a ben a6.122 al 31 luglio. 

La maggior parte delle istanze respinte, ben 8.821, ricade nel profilo di tutela dedicato ai lavoratori collocati in mobilità o nello speciale trattamento edile che raggiungono i requisiti pensionistici ante fornero entro 3 anni dal termine dal termine della mobilità o del TSE anche attraverso il versamento dei contributi volontari. Proprio su questo punto recentemente il sottosegretario al Welfare, Massimo Cassano, rispondendo ad una interrogazione Parlamentare in Commissione Lavoro alla Camera, ha precisato che i lavoratori in mobilità che hanno presentato domanda di certificazione per l'ottava salvaguardia e non anche domanda di autorizzazione ai versamenti volontari entro il 2 marzo 2017 potranno fruire comunque della salvaguardia pensionistica. Correggendo il tiro rispetto a quanto indicato nella circolare Inps 11/2017. L'istituto con successiva disposizione interna, ha precisato, infatti, alle proprie sedi che, nelle ipotesi in cui il lavoratore ha presentato nei termini domanda di ammissione alla ottava salvaguardia ma non ha inoltrato domanda di prosecuzione volontaria, tale ultima domanda dovrà intendersi implicitamente presentata all'atto della demanda di certificazione del diritto alla salvaguardia. Dunque quei lavoratori che non hanno prodotto l'istanza per la prosecuzione volontaria dell'assicurazione entro il 2 marzo 2017 dovranno prestare attenzione a che la propria istanza di salvaguardia non sia stata respinta o che sia riesaminata dall'Inps. 
In definitiva dalla lettura del rapporto è facile immaginare che anche questa salvaguardia si chiuderà con un sottoutilizzo delle risorse stanziate, una sponda ai Comitati degli Esodati che chiedono da tempo che i fondi residui siano reimpiegati per un ulteriore provvedimento avente tali finalità. 


Salvaguardia più vantaggiosa rispetto all'APE social

Si rammenta che la salvaguardia è più vantaggiosa rispetto agli altri strumenti di flessibilità previsti da quest'anno con la legge di Bilancio, in particolare l'Ape sociale. Con la salvaguardia è possibile, infatti, anticipare il pensionamento sfruttando i vecchi canali di uscita ante riforma Fornero (es. pensionamento con la quota 97,6 con un minimo di 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi o con 40 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica più le finestre mobilisenza alcuna decurtazione o tetto sulla misura della pensione. L'APe sociale, la principale alternativa alla salvaguardia, prevede invece un tetto all'importo massimo concedibile che non può superare un valore lordo di 1.500 euro al mese e richiede il raggiungimento di un minimo di 63 anni. Dunque un lavoratore che soddisfi entrambe le condizioni ha tutto il vantaggio a pensionarsi con la salvaguardia piuttosto che con l'APE sociale. 
La difficoltà nell'accesso alla salvaguardia risiede nel fatto che il lavoratore deve trovarsi in alcune specifiche condizioni di tutela da verificare al 31 dicembre 2011 (qui i dettagli) data di introduzione della legge Fornero. Prevalentemente occorre risultare senza lavoro (o aver siglato accordi per la cessazione dal servizio) a tale data. Chi invece ha perso l'occupazione (ma solo a seguito di un licenziamento) dopo tale data deve volgere lo sguardo esclusivamente ai nuovi strumenti di flessibilità introdotti da quest'anno con la legge di bilancio (Ape sociale, Quota 41) che tutelano, peraltro, anche altre situazioni a differenza delle salvaguardie pensionistiche (come gli invalidi, i caregivers e gli addetti alle mansioni gravose o usuranti).