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sabato 31 dicembre 2011

Un post...ino

Un sorriso amaro in attesa del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano.

Per qualcuno è ancora più amaro perché non ha neanche un posto di lavoro.


Stasera Giorgio Napolitano dice:
(nono capoverso del suo discorso)
«Mi si consenta una piccola digressione personale : vengo da una lontana, lunga esperienza politica concepita e vissuta nella vicinanza al mondo del lavoro, nella partecipazione alle sue vicende e ai suoi travagli. Mi sono formato, da giovane, nel rapporto diretto, personale con la realtà delle fabbriche della mia Napoli, con quegli operai e lavoratori. E' un sentimento e un'emozione che ho visto rinnovarsi in me ogni volta che ho visitato da Presidente una fabbrica, incontrandone le maestranze. Comprendo dunque, e sento molto, in questo momento, le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro, come quelle di chi ha concluso o sta per concludere la sua vita lavorativa mentre sono in via di attuazione o si discutono ancora modifiche del sistema pensionistico. Ma non dimentico come nel passato, in più occasioni, sia stata decisiva per la salvezza e il progresso dell'Italia la capacità dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio costruttivo, nel confronto con ogni realtà in via di cambiamento, e anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale.»
.

Continuiamo a farci sentire

Il 2012 è anno bisestile: abbiamo un giorno in più   J per far valere le nostre ragioni
Citazione dal forum di intopic
Da tempo, con altri bresciani, stavo pensando ad un modo per dare visibilità alla nostra questione.
La rabbia (è tanta) fa pensare con una certa faciloneria «andiamo a Roma», «andiamo sui tetti», «presidiamo le Poste centrali o l'IPOST» ed altro che possa scardinare questa situazione che ci opprime moralmente e fisicamente. Faciloneria significa non tener presente il quadro intero.
Qual è il quadro?
1)    La legge c'è. Ne conosciamo gli effetti e bisogna modificarli.
2)    Anche a seguito della pressione "on line" (forum, blog scritti ai parlamentari ecc.) sono state annunciate proprio dal Presidente del Consiglio alcune modifiche. Come saranno non si sa (io non sono molto fiducioso, ma prima di tutto dobbiamo leggere il testo)
3)     chi può modificare questa situazione?
I Sindacati?
Non essendo dei legislatori, possono fare solo pressioni sui legislatori.
Che potrebbero fare nei confronti dell'azienda? Certamente possono provare a convincere l'Azienda, ma non obbligarla a recedere da un accordo tra lavoratore e Poste. Sembra che il nostro ex datore di lavoro abbia tutt'altre intenzioni.
Si può provare, ma so che nonostante le beghe tra di loro i Sindacati hanno questa intenzione, ma per discuterne a ragion veduta bisogna che la materia sia definita.
Allora?
Secondo me la materia è ancora magmatica e ciò che possiamo/dobbiamo fare è essere attivi per incanalare il magma nella direzione che vorremmo.
Perciò Forum, blog, le lettere al direttore del giornale locale fa ancora opinione, parlare in interventi "come pubblico" televisivo sorprenderebbe... Intervenire ai dibattiti pubblici dove i politici vogliono solo fare passerella... ecc.
Non credo che in questo momento azioni eclatanti come «incatenarsi a Montecitorio» e simili possano avere un seguito in video o di opinione. Vedi la lotta di Milano (treni). Da giorni alcune persone in condizioni disumane si sacrificano esposti alle intemperie per avere una visibilità. Con che risultato? Pochi minuti TV tritati tra altre notizie e pubblicità. Cosa potremmo inventare di più noi?
L'obiettivo è modificare la legge.
Secondo me questo è il tempo della "pazienza a ragion veduta", (che non può essere infinita): per ora continuiamo a premere su chiunque e su tutti.
Anche il blog http://postaliesodati2011.blogspot.com/ sembra essere un buon strumento di contatto.

venerdì 30 dicembre 2011

Quando le storie hanno anche una faccia

Dal TG3 Liguria del 30-12-2011 , edizione della 14:00,
il racconto di Giovanni Marchese di Imperia: 59 anni, due figli...

Ascoltalo:
il frame va da 6:05 a 8:40.

Altre risposte

Sono un ex dipendente di Poste Italiane, incentivato all’esodo.
Avrei maturato il mio requisito pensionistico (40 anni di contributi) con 6 mesi di versamenti volontari nell’aprile del 2012.
Stando così le cose sono senza lavoro, dovrei pagare 2 anni e 5 mesi di più per avere poi una pensione ridotta, per sempre, del 10%.
Altri lavoratori, sottoscritto l’accordo con Poste hanno DOVUTO RATIFICARLO il 20-12 2011 perché Poste li ha minacciati di Impedire loro l’accesso al lavoro e non dare neppure quanto pattuito ancora a marzo del 2011.
La prego di tener presente questi ed altri casi (li può trovare sul  blog http://postaliesodati2011.blogspot.com/) nel momento di prendere decisioni correttive come annunciato nella conferenza stampa di oggi 29-12-11 alle 13:37.
Grazie. Giuseppe Zani.

«Ho fatto avere la sua segnalazione alla sen. Rita Ghedini che sta seguendo tutta la casistica dell'applicazione delle nuove regole sulle pensioni per trovare, ove necessario, i necessari correttivi.
Grazie e a presto. Maurizio Belfiore. Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico. Senato della Repubblica.»


Continuiamo a scrivere e condividiamo altre eventuali risposte di metodo o di merito che ci perverranno.

Il Ministro Elsa Fornero risponde

Per informazione, giro la risposta del Ministro Fornero a seguito della mia e-mail: 
il giorno 29/dic/2011, alle ore 17:07,"mp" ha scritto: Perdonate il mio modo ma, non sono forbito nello scrivere. Non ci abbandonate. Sono nato nel 1952, a febbraio 2012 avrei maturato la pensione (età 60 contributi 38) differita di un anno. A giugno c.a., ho firmato l’esodo incentivato con i precedenti requisiti pensionistici. Dal 2013, mi troverò senza stipendio né pensione. Non è possibile che un ministro possa non tener conto che tanta gente, sarà disperatamente in mezzo ad una strada. Non solo, penso anche ad eventuali malattie, come potrò pagare le medicine? Cordialmente, Mario Pace.
«Il governo non ha alcuna intenzione di abbandonare le persone nella sua situazione. Studieremo le modalità per intervenire, cercando una soluzione il più possibile equa. Cordiali saluti e molti auguri sinceri per il nuovo anno. Elsa Fornero.»
Continuiamo a scrivere per mostrare tutte le sfaccettature possibili della nostra condizione conseguenta alle decisioni del Governo Monti.

Dopo l'orale... aspettiamo lo scritto

PENSIONI: BENE MONTI, ADESSO PASSI AI FATTI

La domanda che ieri abbiamo posto al presidente Monti sulle pensioni ha trovato oggi una prima risposta nella conferenza stampa. Il presidente del consiglio si e’ riferito agli effetti prodotti dalle misure sulle pensioni e ha sottolineato la necessita’ di un intervento di tutela per i lavoratori che resteranno senza lavoro e senza pensione e ad altri casi di analoga criticita’. Era quello che avevamo richiesto; adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti. Molti ritenevano che il tema della previdenza dovesse considerarsi archiviato. Per noi non e’ cosi’ e il nostro obiettivo rimane quello di risolvere i problemi rimasti aperti a seguito della riforma. Abbiamo fatto bene a disturbare il manovratore e lo aiuteremo ad apportare le giuste correzioni per rendere la manovra sostenibile sotto il profilo della equita’ sociale, senza metterne in discussione l’impianto complessivo. Su questa strada proseguiremo portando le nostre proposte di correzione sulle penalizzazioni dell’assegno pensionistico, sulla tutela di chi non ha piu’ il lavoro e sulla esigenza di maggiore gradualita’ nell’ingresso nel nuovo sistema per quanto riguarda le pensioni di anzianita’.

giovedì 29 dicembre 2011

Flash su conferenza stampa di Monti

Monti (su pensioni): Fornero al lavoro su casi massima criticità
«Il ministro Fornero, d'intesa con l'Economia e le Finanze, desidera che io dica che a proposito della previdenza, il governo, in relazione agli effetti determinati dalla recente riforma ha adottato misure intese a salvaguardare le situazioni di chi, a seguito della modifica dei requisiti per andare in pensione è rimasto senza lavoro, senza retribuzione e senza pensione. Tra gli altri ci sono i lavoratori posti in mobilità».
Lo ha detto Mario Monti nella odierna conferenza stampa di fine anno (ore 13:37).
«Stiamo lavorando - aggiunge il premier - ad altri casi oltre a quelli previsti, che presentano massima criticità a seguito della riforma adottata.»
Vedi il primo minuto e mezzo video della conferenza stampa odierna del Presidente del Consiglio Monti

Saremo tutto orecchi

Monti dica cosa farà per limitare effetti negativi riforma
"Domani, nella conferenza stampa di Mario Monti, sapremo quali sono i contenuti della cosiddetta ‘fase 2'. In quella occasione ci auguriamo di conoscere le intenzioni del governo anche sulle pensioni: il tema per noi non può considerarsi archiviato perché la nuova riforma produce effetti negativi sui lavoratori, creando situazioni socialmente insostenibili. L'improvvisa cancellazione delle pensioni di anzianità fa sì che molti lavoratori si troveranno senza lavoro e senza la possibilità del pensionamento. Per questo, si rendono necessari correttivi di gradualità nell'attuazione della riforma".
Lo ha detto il 28-12-2011 Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio.

mercoledì 28 dicembre 2011

Tanti auguri!

Pensando di fare cosa gradita riportiamo in questo post alcuni indirizzi e-mail che, magari a fatica, possono essere reperiti nella Rete.
Scriviamo tutto, scriviamo a tutti!
Stasera il Presidente del Consiglio ci dirà come salverà l'Italia e ci farà gli auguri...
La prima legge di Monti ci ha messo in una condizione che vorremmo fosse cambiata.
Raccontiamo la nostra situazione in modo fermo e compassato a...
Al Presidente del Consiglio,
Senatore Prof. Mario Monti
al Ministro del Lavoro Prof. Elsa Fornero
al capo ed alla segreteria del
al capo ed alla segreteria del Vice Ministro Micheli Martone
al Sottosegretario Maria Cecilia Guerra
ai Deputati tutti (o per Gruppo Parlamentare)
ai Senatori tutti (o per Gruppo Parlamentare)
al gruppo parlamentare del PDL (Senato)
all'Ufficio stampa PDL della Camera
ai Senatori PD
sul blog di Cesare Damiano PD (ex CGIL)
a Pier Paolo Baretta PD (ex CISL)
su FB a Giuliano Cazzola PDL (ex CGIL) e-mail
al Presidente della Commissione lavoro della Camera On. Silvano Moffa
Possiamo usare carta e penna per scrivere
al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 00187 Roma - Piazza del Quirinale
oppure on line qui

Poi condividiamo le risposte!

Per chi di noi pensava di essere salvo...



Salvaguardia con tanti esclusi
L'esonero dalla riforma non si applica a chi ha accetato incentivi all'esodo.

Leggi qui l'articolo de Il Sole 24 ore del 24-12-2011


Oppure scaricalo per intero

Deroghe: anche i tetti di spesa discriminano

(...) «Verrà determinato il limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini della concessione del beneficio di cui al comma 14 nel limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di euro per l'anno 2013, 630 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040 milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610 milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro per l'anno 2019.
Gli Enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del periodo di esonero di cui alla lettera e) del comma 14, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del primo periodo del presente comma, i predetti Enti non prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci previsti dalla disposizione di cui al comma 14.»

martedì 27 dicembre 2011

Inesattezze di Mastrapasqua

TV Rai.tv. Nella Videochat del Presidente dell'INPS, Mastrapasqua, su RAI uno il 20/12/2011 ci sono alcune inesattezze. Non illudiamoci!
Quando parla di coloro che si salvano dalle nuove norme della riforma Monti-Fornero (perché in Mobilità, Mobilità lunga, contratti di Solidarietà o AUTORIZZATI AI VERSAMENTI VOLONTARI ENTRO IL 4-12-211) non accenna MAI al numero massimo di 65.000.Invece noi sappiamo bene che, se non ci saranno modifiche, il signor 65.001 a parità di requisiti di chi l'ha preceduto, dovrà sottostare al nuvo regime pensionistico che interessa tutti gli altri. 
Prendiamolo come un buon auspicio.

lunedì 26 dicembre 2011

Emendamenti al mille proroghe!?

MILLEPROROGHE: PRESENTEREMO EMENDAMENTI SE NON CONTERRA’ CORREZIONI SULLE PENSIONI

Il Pd presenterà emendamenti al decreto ‘milleproroghe’, se il provvedimento non conterrà le modifiche agli interventi sulle pensioni richieste dagli ordini del giorno votati dalla Camera e accolti dal Governo. Per quanto ci è dato sapere nel milleproroghe non ci sono correzioni alla previdenza, così come richiesto dai partiti che sostengono la maggioranza negli ordini del giorno accolti dal governo e approvati alla Camera. Insisteremo con gli emendamenti e con la richiesta di modifiche normative perché riteniamo indispensabile il rispetto degli impegni scaturiti nel confronto tra parlamento e governo.

Roma, 26 dic. (TMNews) - «I risparmi nel sistema previdenziale derivanti dal consistente calo dei pensionamenti registrati nel 2011 siano utilizzati dal governo per introdurre dei correttivi all'intervento sulle pensioni disposto con la manovra approvata la scorsa settimana.» E' quanto chiede Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera. Leggi il resto

Scrivete scrivete, scrivete! A volte le risposte arriavano

Un esempio sul forum di intopic...
angelo, on lunedì, 26 dicembre 2011 at 11:00 said:
Valeria e tutti che scrivete su questo forum,
se avete letto gli interventi effettuati nel tempo vi sarete accorti che c’e gente che scrive di tutto: chi insulta, chi si dispera, chi invoca la Giustizia Divina, chi parla di vendetta e chi di invidia. Credo che questa non sia la strada giusta per far valere i nostri diritti. E parlo di diritti non a caso perche’ e’ giusto ricordare che per noi, PRIMA, ci sono stati i doveri: quelli di coloro che per 37/38/39 anni hanno lavorato diligentemente pagando tasse e fior di contributi e che ora sono senza lavoro, non importa se “esodati” con incentivo, “mobilitati” non salvaguardati (sono quelli che non maturano la decorrenza pensionistica all’interno del periodo dimobilita’ e che, dovendo pagare periodi di contribuzione volontaria alla fine di questo periodo, non rientrano nelle deroghe previste nella manovra in quanto non ancora in possesso dell’autorizzazione alla prosecuzione volontaria)
Penso invece che si debba trovare la forza di perseguire INSIEME l’obiettivo che ci accomuna: confrontandoci su questo forum troviamo e proponiamo quelle iniziative che possono favorire la soluzione del nostro problema che e’ “il diritto di maturare la decorrenza pensionistica con ii 40 anni di contribuzione” (come previsto dalle leggi quando TUTTI noi abbiamo firmato l’accordo con l’azienda di appartenenza.
A tal proposito, auspicandomi di fare cosa gradita e di ridare un po’ di speranza a tutti, pubblico la lettera che, in relazione al mio caso personale MA NON SOLO, ho scritto all’onorevole Baretta e ad altri del PD e la rellativa risposta, ricordando loro l’impegno che si erano presi di intervenire per risolvere le ingiustizie e le iniquita’ contenute nella manovra.
Ancora Buon Natale a Tutti e continuiamo a sperare !
________________________________________
Egr. onorevole Baretta, Speravo tanto che nel decreto “milleproroghe”, cosi’ come era stato annunciato anche da molti giornali, avrebbero potuto essere inserite le correzioni agli articoli della manovra riguardanti le deroghe ammesse per i 40 anni di contribuzione in particolare in relazione a casi come il mio, a Lei noto attraverso le mie precedenti mail: quelle auspicate e relative a “tutti i lavoratori che hanno già risolto il rapporto di lavoro in ragione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto” Monti. Che fine hanno fatto, onorevole, gli ordini del giorno relativi a queste proposte di modifica, approvati congiuntamente da PD, PDL e Terzo polo e accettati dal governo affinche’ potessero essere discussi ed, eventualmente accettati, dar luogo a correzioni ad una manovra che tutto e’ tarnne che EQUA ?? Perche’ il PD non dice nulla e non difende i diritti acquisiti con le regole previgenti dai lavoratori che si trovano in queste situazioni? Perche’ nessuno parla di questi lavoratori ? Tutti i giornali e i media sbandierano in modo semplicistico il fatto che sono stati salvati “i lavoratori in mobilita’”, ma sappiamo che non e’ proprio cosi’! Perche’ questa omerta’ da parte di tutti i partiti che sostengono il governo Monti ? Devo pensare, onorevole, che la situazione economica dello Stato Italiano e’ tale da non poter garantire le regole previgenti (cioe’ la pensione con 40 anni di contribuzione) ad altri 10000 lavoratori licenziati/esodati/mobilitati (quando valevano tali regole) solo perche’ dovranno pagarsi qualche periodo di contribuzione volontaria (che pure pagheranno di tasca propria)? Oppure c’e’ qualcos’altro: per esempio il cinismo di una donna (il ministro del lavoro) che, vittima del suo decisionismo, non ammette di avere sbagliato il tiro ? Se fosse cosi’ pero’ avremmo negato ai partiti il diritto di fare politica e saremmo veramente sull’orlo della NON DEMOCRAZIA. Per favore, se Lei ha informazioni al riguardo, mi aggiorni sulla possibilita’ che ci sia o meno ancora una speranza di intervenire sulla manovra in relazione alle proposte che erano state fatte relativamente alle deroghe per i 40 anni di contribuzione. Grazie, Angelo Moiraghi

La risposta dell’on. Baretta
Caro sign. Moiraghi,
Solo per ribadirle che la questione degli “esodati” e, in generale, di tutti coloro che non hanno lavoro, ne pensione (e non versano i contributi volontari, perche chi li versa e’ salvaguardato!) resta, per noi, la principale da risolvere; (assieme ai disincentivi per chi ha maturato 42 anni di contributi, ma non ha ancora 62 di eta’).
Non e’ vero, percio’, che c’e’ silenzio da parte nostra. Faremo emendamenti al 1000 proroghe e continueremo anche dopo per risolvere questi gravi limiti della riforma.
Cordialmente...

Ripartiamo da qui

Nel Web alcuni siti riportano discussioni ed inutili polemiche con e tra organizzazioni sindacali.
In ballo c'è la primogenitura e la volontà di dimostrare che l'altro è peggio di noi. Che solo chi è con l'uno o con l'altro è più tutelato. A sostegno di ciò si scrivono tante cose che disorientano il lettore che, invece, cerca riferimenti certi.
Ad oggi di certo abbiamo solo 2 cose:
1) la legge è stata approvata e stiamo aspettando la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
2) la lettera di Poste nella quale, comunicando il rinvio della riunione nella quale si afferma: «Sarà nostra cura procedere ad una successiva convocazione della stessa, anche in relazione alle eventuali modifiche che il Parlamento, in sede di conversione di legge, intenderà apportare al decreto legislativo in materia di requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico.»
Cioè da adesso in poi.
Non dimentichiamo che resta inevaso anche l'impegno sottoscritto dal Parlamento odg contestualmente al voto di fiducia alla Camera percché, ad oggi, non c'è seguito.

domenica 25 dicembre 2011

Il capitolo pensioni non è chiuso!

Sindacati davanti a Montecitorio alla vigilia di Natale

Camusso: «Capitolo pensioni non è chiuso»
Bonanni: «Il governo scelga, noi o le lobby»

Il segretario generale della Cgil: «La partita va riaperta». Angeletti (Uil): «Illusorio fare scelte contro sindacato»

Sindacati davanti a Montecitorio alla vigilia di Natale
Camusso: «Capitolo pensioni non è chiuso»
Bonanni: «Il governo scelga, noi o le lobby»
Il segretario generale della Cgil: «La partita va riaperta». Angeletti (Uil): «Illusorio fare scelte contro sindacato»

Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti (LaPresse)MILANO - Il capitolo-pensioni «non è una partita chiusa. Il governo lo sappia. Quella è una partita che va riaperta e bisogna trovare delle soluzioni». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sabato a Montecitorio a conclusione dei presidi unitari per protestare contro la manovra economica del governo. «Quando si fa una riforma previdenziale guardando solo ai numeri e non alle persone si fa un disastro».
Leggi l'articolo del Corriere della sera e quello de Il Fatto Quotidiano
Ascolta i primi 2 minuti dell'intervento di Bonanni.

sabato 24 dicembre 2011

Attenzione agli apprendisti stregoni

Sul Web circolano le notizie più strane.
Alla ricerca di una soluzione immediata ci lasciamo abbagliare da chi, in cerca di visibilità, dentro e fuori del Sindacato propone mirabolanti quanto semplicistihe soluzioni. 
La fanno da padrone gli avvocati che, in cerca di soldi (proprio da noi!?!?!?), sono disposti a trovare la doppia punta nei capelli della parrucca sintetica.
Ognuno faccia ciò e come crede, ma... attenzione! Il ramo che ci viene offerto potrebbe rivelarsi un semplice rovo pieno di spine e per niente robusto.

Altri hann trovato sul sito INPS una determinazione relativa ad un «ASSEGNO STRAORDINARIO A SOSTEGNO DEL REDDITO POSTE ITALIANE (VOCOOP)» che lo ha fatto sperare. Ma si tratta di una notizia vecchia e relativa al Fondo che ha accompagnato circa 3000 colleghi fino allo scorso anno, dopo la dichiarazione di esuberi di Poste Italiane di circa 4 anni fa. Per questo avevamo versato come dipendenti in servizio circa 1 euro mensile x finanziare detto Fondo. Oggi questa quota e' stata sospesa xché i colleghi beneficiano, quasi tutti della pensione. Solo se dichiareranno altri esuberi i dipendenti saranno chiamati a riversare il nostro contributo x accompagnare altri esuberi fino alla pensione. Ma per fare ciò serve la dichiarazione dello stato di crisi, e quindi...
In questo momento bisogna stare nella sola fase della sollecitazione. Dobbiamo far sapere che c'è questo problema. Dobbiamo far sì che l'impegno del Governo a risovere questo problema (ci sono precisi ODG votati contestualmente al voto di fiducia sulla manovra) venga onorato.
Non possiamo stare con le mani in mano, ma neanche agitarsi scompostamente. Un passo alla volta!
Scriviamo a tutti!
Scriviamo ai giornali (le lettere normalmente vengono pubblicate) soprattutto quelli locali, molto letti dai politici che rappresentano un territorio elettorale, scriviamo alle trasmnissioni TV... Scriviamo direttamente anche ai politici e al Presidente del Consiglio, Senatore Mario Monti (basta un click).

Il segno dei lavoratori

L'On. Damiano martedì 27-12-2011 alle 8:000 è ospite su La7 nel programma OMNIBUS. Con lui l'On. Cazzola del PDL. Si parlerà di pensioni e di manovra economica.
Il suo suo sito pullula di inteventi come quelli presenti su questo ed altri Blog.
Cesare Damiano (per il suo passato da sindacalista) conosce la materia ed è presidente dei deputati PD nella commissione lavoro della Camera. Cosa dirà?  
Intanto sul quotidiano online "La Provincia di Lecco"...
LECCO - «Votare la manovra del governo Monti è stata una delle sofferenze più grandi della mia vita. Per questo ho pensato che fosse l'ultimo mio atto da deputata». Lucia Codurelli, deputata lecchese del Pd, ha deciso di mollare la sua poltrona per coerenza. La notizia è rimbalzata ieri in città anche se in realtà già sabato scorso la deputata aveva annunciato sul suo blog la decisione e aveva incontrato Bersani e il capogruppo per comunicargli quella che ritiene una scelta ragionata e irrevocabile. «Questa manovra si accanisce contro quella parte della società per cui ho sempre lottato, gli operai alla catena, le donne, chi ha iniziato a lavorare a 15 anni. Dell'equità non si è vista neppure l'ombra. Con quel voto mi è sembrato di tradire la parte più debole del mondo del lavoro». Ma il segretario gli ha chiesto di pensarci ancora un po', di prendersi un po' di riposo e riparlarne dopo le feste.«Lo farò, glielo devo, la mia stima nei suoi confronti è immutata - dice - ma purtroppo questi giorni per me sono stati una vera sofferenza, non posso dimenticare chi sono, da dove provengo e la sofferenza delle persone come me che hanno lavorato in fabbrica e ora si vedono capovolgere le aspettative di una vita». Leggi altro.
Leggi anche gli articoli de L'Unità e Corriere della sera.

venerdì 23 dicembre 2011

Auguri: basta un click

Natale, Capodanno... in questi giorni gli Auguri si sprecano.
Nell'antichità "l'augurio" era la cerimonia attraverso cui gli "àuguri" (una sorta di casta sacerdotale) ricavavano presagi sul futuro; poi per estensione questa parola ha assunto il significato del presagio stesso. Con il tempo il termine ha assunto un valore prevalentemente positivo di "buon presagio".

Non sprechiamo quest'occasione.
Scriviamo i nostri auguri al Presidente del Consiglio, Senatore a vita Mario Monti e descriviamogli la nostra situazione. Infine firmiamo e diamo gli estremi per essere verificabili e rintracciabili: siamo persone in carne ed ossa.
Qualcunoi l'ha già fatto.
Facciamo la stessa cosa con i Deputati ed i Senatori del nostro collegio elettorale e chiunque altro riteniamo possa essere disposto ad ascoltare o DEBBA SAPERE.

Probabilmente non risponderanno (in fondo siamo solo la plebe) ma
devono rendersi conto di quale sia il nostro Natale
Facciamolo sapere




giovedì 22 dicembre 2011

15:25 del 22 DIC 2011

(AGI) - Roma, 22 dic - La manovra economica del Governo Monti e' legge. Il Senato ha approvato la fiducia con 257 si' e 41 no. MONTI, ORA L'ITALIA A TESTA ALTA Con l'approvazione della manovra, l'Italia potra' "affrontare la crisi a testa alta".
Mario Monti interviene per quasi venti minuti, spesso a braccio, nell'aula del Senato, ringrazia i partiti chesostengono la maggioranza, promette "dialogo" con le partisociali sulle riforme del mercato del lavoro, annuncia una 'fase due' sulle liberalizzazioni e rivendica la bonta' delle misure varate dal governo. "Lo slogan secondo cui 'pagano isoliti noti', - ripete - e' rituale, ripetitivo e privo di fondamento".

ROMA (Reuters) - Il decreto Milleproroghe, che sarà venerdì all'esame del Consiglio dei ministri, si limiterà a prolungare i termini delle norme in scadenza senza modificare i contenuti della manovra.
Lo riferisce una fonte governativa spiegando che il governo non intende rimettere mano, almeno per ora, alla riforma delle pensioni, come invece ha chiesto il Partito Democratico.
"L'orientamento è di inserire solo proroghe di termini", spiega la fonte.
La manovra prevede che dal 2012 ci si possa ritirare dal lavoro indipendentemente dall'età anagrafica con 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Chi si ritirerà prima di 62 anni subirà una riduzione dell'assegno pari ad un punto percentuale per ogni anno. Il taglio salirà al 2% "per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni".
Il Pd ha chiesto che il governo attenui il regime di penalizzazione per i lavoratori precoci, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare molto presto.
(Giuseppe Fonte)
Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. 

mercoledì 21 dicembre 2011

Postali... ma non solo: il limbo è affollato

In questa situazione non ci sono solo i Postali. Leggi l'articolo su Il Fatto Quotidiano
«Sono stati incentivati a lasciare il lavoro, ma ora restano senza reddito. Il superscalone li costringe ad altri 5-6 anni di attività, ma un'entrata a fine mese non ce l'hanno più. Per esempio i 5000 ex dipendenti delle Poste sono finiti nel limbo»

martedì 20 dicembre 2011

Forum, Blog generici o e/o dei giornali... la discussione si perde in mille rivoli

Basta combinare qualche parola tipo poste, esodo/esodi  e simili per trovare interrogativi, preoccupazioni, mancanza di certezze legislative. A condimento tutto questo si aggiunge la preoccupazione causata dagli iter burocratici con tempi molto lassi... Ad esempio un certo Giuseppe dice:
«Ho fatto richiesta di versamenti volontari ancora a gennaio 2011 e ad oggi non ho ancora avuto risposta alcuna. Rientrerò tra  quelli che "sono stati autorizzati alla contribuzione volontaria" entro il 4 dicembre 2011. Ho fatto domanda, ma non è colpa mia se non mi hanno ancora risposto.»
Questo Blog può essere lo strumento per discuterne apropriatamente di questo tema specifico e riconoscere il bandolo del filo che ci lega in questa vicenda.

lunedì 19 dicembre 2011

Cesare Damiano dice che...

Cesare Damiano - capogruppo PD
alla commissione Lavoro della Camera
(...) Non é un caso se, come Pd, abbiamo fatto condividere da Pdl e Terzo Polo un ordine del giorno, che il governo ha accolto, che riguarda chi ha perso l`occupazione. Si tratta di lavoratori non tutelati dalla manovra perché non hanno sottoscritto accordi di mobilità entro il 4 dicembre scorso. Sono i cosiddetti «esodati» delle Poste, i «sovranumerari» colpiti dai processi di fusione degli enti, o coloro che, in previsione di una pensione a portata di mano nel 2012 o nel 2013, si sono licenziati. Adesso, con l`abolizione delle cosiddette quote «96 e 97», si vedono allontanare il traguardo pensionistico anche di 3 o 4 anni. Come vivranno nel frattempo senza stipendio, indennità di mobilità e senza pensione? A questa situazione di grave ingiustizia sociale va posto rimedio. La soluzione? È semplice: occorre mantenere a questi lavoratori le vecchie regole pensionistiche (...)

La manovra vista dal PD

Per chi volesse approfondire... Nota sulla manovra

(...) Il segretario Bersani così nella dichiarazione di voto :“manterremo il nostro impegno senza alcun limite temporale che non sia la scadenza della legislatura, ma il Paese deve molto a chi è andato a lavorare a 15 anni (...)

(...)  Il Pd rivendica con forza i cambiamenti che ci sono stati sulle pensioni, dalla rivalutazione fino a 1400 euro, dalle attenuazioni delle punte più acute, come peri lavoratori in mobilità, poi sull’IMU prima casa e detrazioni figli a carico, ma non sfugge certo il peso del mutamento nei progetti di vita di tante persone ed è li che occorre ancora intervenire. Alcuni passi avanti sono stati fatti anche ieri in assemblea con l’approvazione di alcuni odg che impegnano il governo a cancellare la penalizzazione dell'assegno pensionistico a carico di coloro che lasciano il lavoro con 41/ 42 anni di contributi non avendo ancora 62 anni di età. Secondo il Pd questa correzione potrebbe trovare attuazione concreta già a partire dal decreto mille proroghe di fine anno. Al terzo punto importante è l'estensione delle norme pensionistiche in vigore, prima dell'attuale riforma, anche ai lavoratori cosiddetti esodati', ‘sovrannumerari' e dipendenti delle aziende fallite o in procedura di fallimento e a tutti coloro che si sono licenziati nella previsione di un trattamento pensionistico vicino, lavoratori che rischiano con l'attuale riforma di trovarsi senza retribuzione, senza ammortizzatori sociali e con la prospettiva di dover attendere ancora molti anni per la pensione senza dimenticare gli o.d.g tesi ad attenuare gli interventi nei confronti delle donne, già precedentemente penalizzate dal vecchio Governo targato Lega.
Il Pd ha rivendicato, giustamente, il lavoro di miglioramento fatto sulla manovra nelle commissioni, 8 gg di interrotto lavoro con l'impegno di correggere nell’immediato quanto più possibile. Alla fine un po’ più di equità c'è stata: volevamo di più sulla lotta all'evasione, sulla tracciabilità, uno scalone meno improvviso per le pensioni, ma il Pd ha scelto la strada difficile dell'intesa con i nostri avversari per sostenere le fasce deboli, mentre la Lega sembra essere scesa dalla luna dimenticandosi di essere stata saldamente al governo negli ultimi tre anni e saldamente incollata alle poltrone romane, allora non guerrieri padani ma solo soldatini obbedienti. Come l’Idv che ha scelto di cavalcare il disagio e la protesta, se il Pd avesse fatto la medesima scelta la manovra sarebbe rimasta la stessa e non ci sarebbe stato nessun miglioramento ma sicuramente qualche applauso in più.
Lucia Codurelli 

Io, via da Poste senza lavoro e senza pensione

Il decreto “Salva Italia” è una cartolina amara per 225 dipendenti delle Poste Italiane ormai prossimi alla pensione. Rosario Previtali, 57 anni, di Bonate Sotto lavora all’ufficio postale di Bottanuto. Quarant’anni di lavoro e di contributi versati, un requisito che dal 5 dicembre scorso non è stato più sufficiente. Ora per andare in pensione Rosario dovrebbe aspettare di avere sessant’anni.
“Ma nel 2010, Poste Italiane che è una Spa ma di proprietà del Ministro dell’Economia stabilisce che ci sono 12mila esuberi, poi rifà i conti e media con i sindacati e arriva a dichiarare 6.500 dipendenti in esubero – racconta Rosario –. Quest’estate Poste Italiane ha provveduto a chiamare quelli che sono più vicini alla pensione e tra questi anche me”. Poste Italiane garantisce il pagamento degli stipendi fino al raggiungimento delle pensione ed il versamento dei contributi per raggiungere i requisiti di quanti possono usufruire della prima finestra previdenziale. Rosario è tra questi, in pensione dovrebbe andarci dal gennaio 2013, poi con la manovra dell’agosto scorso si aggiunge un altro mese: febbraio 2013. Previtali firma, con tanti altri colleghi, l’accordo che prevede il licenziamento congiunto: dal 1° gennaio 2012 rimarrà a casa. Trascorrono i mesi, le settimane per raggiungere la meta della pensione sembra ormai prossima.
A 25 giorni dal traguardo il decreto Salva Italia che cambia le sorti del sistema pensionistico e stravolge la vita di Rosario. Secondo i nuovi parametri Rosario dovrebbe lavorare altri quindici mesi, ma sorge il problema che lui un lavoro dal 1° gennaio 2012 non lo avrà più. “Ora spero che ci ripensino – ammette – altrimenti dovrò far fronte a versare i contributi necessari”. La prima settimana dopo il varo del decreto Monti, racconta Rosario, è stata un incubo. “Poi si metabolizza ed infine si spera che chi deve decidere non guardi solamente i numeri ma capisca che dietro quelle cifre ci sono persone. E spero che il sindacato riesca a risolvere questo disagio”. Un disagio che ha un costo. Previtali ha fatto due conti, se il decreto Salva Italia rimarrà così dovrà versare dai 35 ai 40mila euro per poter raggiungere i nuovi requisiti. “Un costo assurdo per chi ha lavorato onestamente come me, anche perché questa situazione non l’ho cercata io e mi trovo senza lavoro e senza pensione – afferma –. Sono fiducioso che qualcuno ravveda le posizioni come le mie o che si intervenga per potermi di nuovo dare la possibilità di continuare nel mio lavoro fino alla maturazione dei nuovi requisiti necessari”.
Rosario intanto ha preso carta e penna ed ha scritto a tutti i parlamentari bergamaschi, ha scritto al ministro del Welfare Elsa Fornero, non si rassegna a subire una situazione che definisce “paradossale”. “Sono disposto a fare sacrifici, che già mi chiedono perché con la manovra percepirò il 6% in meno rispetto a quanto avrei dovuto prendere – conclude Rosario – ma mi auguro che risolvano le situazioni come la mia che sono state generate dallo stesso decreto. Nessuno sei mesi fa poteva solamente ipotizzare che ci sarebbe stata questo stravolgimento”.
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Se le parole hanno ancora un senso...

Brescia Oggi - venerdì 09 dicembre 2011 LETTERE, pagina 61

Sig. Presidente del Consiglio, non credo Lei si abbasserà a rispondermi e quindi affido alla benevolenza del direttore di Bresciaoggi la possibilità di farLe arrivare (se mai lei potrà/vorrà leggere) queste righe.

Sono un cittadino residente in una zona periferica della provincia di Brescia e quindi lontano dai centri decisionali che a cascata arrivano prima del livello amministrativo territorialmente più vicino a me (comune) e vorrei esprimere la mia contentezza per i toni sobri che hanno contraddistinto questi suoi primi giorni. Le voglio dire anche che mi hanno fatto pensare le sue parole/programma "rigore, equità e crescita", ma di essere stato scettico sin dall´inizio sulla loro effettiva declinazione operativa. Da come la vedo io queste parole hanno un significato e provo a riassumere

Rigore. In materia economica la mia famiglia è composta da 4 persone: io e mia moglie abbiamo un introito annuo sui 30.000 euro lordi, meno della metà dei Suoi introiti mensili (se è vero quel che scrivono i giornali). Con un figlio che frequenta le superiori - immagino sappia quanto costa questo "investimento alla sperandio" (scegliere una scuola pensando ad un lavoro dopo 5 anni o più è puro esercizio teorico) per un iniziale titolo di studio "passepartout" - credo sia sufficientemente comprensibile che il rigore sul resto dei consumi sia un obbligo e non una scelta.

Per un anno ho provato a tenere il conto della spesa alimentare. Frequento discount e seguo le loro offerte al ribasso, bevo acqua del rubinetto, ecc. Sono sui 720-730 euro mensili di sola spesa alimentare per 4 persone che, su un netto di euro 1.800 circa incidono sono il 40%.

Equità. Dando credito a quanto si dice del suo reddito mensile penso che il suo reddito netto spendibile sia non meno di euro 30.000 ed ipotizzando che anche alla Sua famiglia servano gli stessi 730 euro (credo siate in 2, ma facciamo 4) la stessa spesa alimentare di incide per il 2,4%. Le pare equo? Non credo che servano torte o grafici per visualizzare la differenza tra le due entità. Stiamo parlando dell´essenziale per (soprav)vivere nella stessa Italia. E, pensi, io vedo persone in condizioni molto peggiori della mia. Lei no? Come può pensare di spillare altri soldi? Vedo anche persone che hanno ben altri e superiori tenori di vita che rivendicano il diritto a non pagare le tasse e beffeggiano coloro che, volenti o nolenti, le pagano. Equità vorrebbe che si smettesse di torchiare la stessa uva quando ce n´è dell´altra che può dare del buon mosto.

Crescita. Credo voglia dire "capacità di investire" e/o di "far girare l´economia" e quindi si parla del residuo utilizzabile al termine delle spese obbligate. Quale pensa possa essere nel mio caso questa cifra? L´unico valore che posso mettere a disposizione è quello del mio tempo libero che dedico al volontariato. Da economista, quanto valuterebbe questa presenza degli italiani che tamponano l´assenza dello Stato?

Inoltre la Sua decisione di intervenire sulle pensioni di anzianità (40 anni di lavoro) senza sentire altre ragioni mi ha messo nella condizione di essere senza lavoro e senza pensione. Sono dipendente di poste SpA, il cui maggior azionista è il Suo ministero. A luglio ho sottoscritto le mie dimissioni (stanno incentivando l´uscita di chi è vicino alla pensione per età o per anzianità lavorativa) quando la condizione era 40 anni più uno di attesa per l´effettiva erogazione della pensione (pochi giorni dopo, questo anno è stato allungato di un altro mese). Al momento delle mie dimissioni, operative dal 01-11-11, avevo 39 anni e 6 mesi: avrei dovuto versando volontariamente altri 6 mesi di contributi per raggiungere i 40 anni richiesti. Oggi Lei decide che ne serviranno 42. Le sembra equo? Lei è un tecnico ed il Suo ruolo è quello di dare risposte ai problemi, a maggior ragione se sono intervenuti per effetto di una Sua decisione. Siccome Poste SpA non riassumerà le altre migliaia di persone nella mia stessa situazione, come pensa si possa risolvere questa questione? Non siamo esattamente dei giovincelli appetibili per aziende che vogliano assumere personale.

Già che ci sono vorrei parlare anche di Buonuscita. Non quella milionaria percepita dai "manager" pronto cassa (come alcuni dei Suoi ministri), ma quella indisponibile dei postali. Bloccata ai valori mai rivalutati del 1998 ora sarà pure disponibile per il lavoratore solo dopo 27 mesi dalle sue dimissioni e con gli importi del 1998. Nel mio caso euro 8.000 maturati fino al 1998 (10 anni di lavoro) non hanno lo stesso peso di 8.000 oggi (veda l´atto 7/00635 in commissione lavoro della Camera). Cosa c´è di equo?

Come ha visto le parole hanno un senso, non sono un "bibidibodibibu" e nella realtà hanno una certa declinazione della quale si dovrebbe rispondere.

Giuseppe Zani - Corte Franca -BS

domenica 18 dicembre 2011

Fornero: un briciolo di penalizzazione...

(...)  Non tuteliamo più al 100% gli iperprotetti
Intervista al ministro del Welfare Fornr
Alla Camera il governo ha accolto un ordine del giorno che chiede di togliere la penalizzazione (1-2%) per chi ha cominciato a lavorare giovanissimo e va in pensione dopo 42 anni. La correzione finirà nel decreto milleproroghe?

«Posso dire che secondo me un briciolo di penalizzazione deve restare, perché è la logica del contributivo. Se vai in pensione prima di 62 anni ci vuole un minimo di disincentivo, perché non dobbiamo venir meno al principio che la pensione si commisura alla speranza di vita».
Leggi l'intervista di Enrico Marro.  Corriere della sera 18-12-2011

Zavorra


Brescia Oggi - giovedì 08 dicembre 2011 CRONACA, pagina 8

L´EMERGENZA. Situazione delicatissima per migliaia di «pubblici»
E gli accordi in uscita adesso non valgono più

Nel grande marasma generale, ci sono i casi particolari.
Mara Polato, dopo 39 anni di lavoro, ha firmato a marzo un accordo con le poste che prevedeva l´uscita un anno prima con alcuni incentivi. Ora quell´accordo, accettato da qualche migliaio di dipendenti nella sua situazione, non vale più; ma l´azienda non la rivuole. Potrebbe rimanere senza stipendio e senza pensione, e forse non solo per un anno. «Per loro noi siamo fuori - racconta con grande ansia- faremo la nostra battaglia sindacale e legale, in tempi stretti, meno di un mese. In ogni caso, se mi andrà bene e sarò ripresa, dovrò pagare 1350 euro per avere cambiato idea».


SONO PARECCHI, in tempi di crisi, i lavoratori che sommando ammortizzatori e accompagnamenti riuscivano a raggiungere l´età per la pensione. Ora rimangono in un limbo, rischiando fino a sei anni senza un soldo nè di salario nè di Inps. Erano in 10mila coloro che potevano usufruire della vecchia normativa; sono stati portati a 50mila. Tuttavia un calcolo parla di 120mila a rischio in Italia, ma anche a Brescia con una Cig da milioni di ore, con un elenco dei fallimenti da record il numero non sarà molto limitato. I patronati dei sindacati sono già presi d´assalto perché ognuno cerca di conoscere meglio la sua personale posizione, che forse gli rivolterà la vita.

Non mancano nemmeno parecchi che hanno lavorato 43, 44 anni sborsando contributi a fondo perduto che non verranno calcolati.

I SEGRETARI generali della Funzione pubblica Donatella Cagno della Cgil e Angelo Galeazzi della Cisl rimarcano come per loro sia bloccata la contrattazione nazionale e decentrata fino al 2014 o più probabilmente fino al 2017, con relativo fermo delle assunzioni. «Ma non siamo esentati dai rincari e dalle tasse» dicono. Spiegano che i dipendenti pubblici non sono tutti uguali: «ci sono ambiti più pesanti come la sanità o la vigilanza, eppure è stato abrogato l´anticipo del riposo per cause di servizio». «La fotografia del settore mostra diversità geografiche, specificità di efficienza e di carattertistiche di cui non si tiene nessun conto, anzi si penalizzano proprio i luoghi meglio organizzati» aggiungono. E lanciano un allarme sulla sanità: «ci sono molti modi di far pagare i cittadini, per esempio trasformando in ambulatoriali pratiche da day-hospital, così da costringere al ticket».

«Se penso poi al trattamento delle donne che hanno sulle spalle la cura dei vecchi e dei nipoti, senza che per alleviarle non sia stato introdotto nulla, senza che si vedano all´orizzonte i servizi necessari alla famiglia, mi fa ancora più rabbia l´emozione della signora con le lacrime» sbotta la Cagno. Una situazione da denunciare che diventa ogni giorno sempre meno sostenibile.