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martedì 10 gennaio 2012

Lettera di CISL-UIL-CONFSAL-UGL



11 commenti:

  1. speriamo che per dare una risposta non ci vogliano secoli, basta dire le cose come stanno sempreche' non ci sia qualcosa da nascondere ai lavoratori, principali vittime di una manovra iniqua e per molti versi illegittima. Se a posteriori le cose sono cambiate noi in tutto ciò' cosa centriamo?
    esodato poste 52

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  2. Che commento si puo' dare,capisco che i tempi vanno attesi.Ma per noi e passato quasi un mese e mezzo di vera tragedia che sembra un secolo.Era ora ...........raffaele c.E perche' non mandare anche al Sig Monti e sig Fornero che gongolano per averci tolto la nostra sopravvivenza a favore del loro riuscito budget verso la Germania e la Francia.Sto pensando di donare un rene per sopravvivere io e la mia famiglia.

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  3. non so più cosa pensare.
    le notizie si accavallano ed ancora non si vede nessuna luce in fondo al tunnel nella quale ci siamo infilati.
    E pensare che tanti di noi, il prossimo anno, avremmo percepito la pensione.
    Comunque, per fine gennaio, è probabile, per gli esodati fino al 13 agosto 2010, che si prenda la buonuscita.

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  4. Finalmente vi siete svegliati...! Perche il 14 dicembre non vi siete presentati al tavolo essendo stati convocati sul problema "Esodati" Fino ad oggi dove siete stati.., in vacanza...? Sapete che 5.000 famiglie in futuro saranno condizioni pessime se non di miseria futura..! Per 36 anni ho pagato, credendoci la tessera, oggi dico solo che è una vergogna essere rappresentati da Voi..

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  5. Adesso che a livello nazionale tutti i sindacati finalmente sono uniti, qui vedo che manca la CGIL e non penso perchè non sia daccordo.... comunque i direttivi Poste Cgil si riuniscono a Roma il 18 per cosa fare per noi..lo ripeto qui bisogna agire tutti insieme, non si cominci a coltivare ognuno il proprio orticello...
    cesare

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  6. Non era impegno del dott Faieta riconvocare le parti sindacali?SEMBRA INVECE CHE TENTANO DI SFIANCARE LA GENTE CON IL LORO SILENZIO INTERESSATO NOI NELLA M....E LORO SE NE SBATTONO

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  7. "Dal sabato del Villaggio" E' la/e galline tornate in sù la via ripete il suo verso..! Il quartetto ha iniziato a farsi risentire. Quanta pochezza e approssimazione su i diritti dei lavoratori.Quando abbiamo firmato c'eravate Tutti a secondo della tessera avvallando la scelta e ora...! Per lunghi anni concestito questa Azienda,ora,fate i sostenuti sulla nostra pelle..! Bravi, Voi si che rappresentate degnamente i Lavoratori.

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  8. Scusate,in questa situazione non è giusto fare campanilismi di bandiera.Però non posso far a meno di notare, che a fronte di un problema cosi grave, ci sia Unita Sindacale. Non è possibile! Avete perso per caso la bussola? Vi rendete conto che ci sono 5.000 famiglie in grave se non gravissime difficoltà?

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  9. Poichè del Ministero dell'Economia e delle Finanze è titolare il Presidente Monti e che Poste Italiane è di proprietà per il 100% dello stesso ministero, ritengo che le OO.SS. debbano rivolgersi direttamente anche a Monti. Se poi, dovesse risultare che il vertice aziendale non ha adottato le procedure regolari per gli esodi, lo stesso Monti dovrà prendere gli opportuni provvedimenti nei confronti di quei dirigenti, strapagati e presi dal delirio di onnipotenza, che hanno sbagliato e ci hanno messo in questa situazione. Monti può sempre fare affidamento su Corrado Passera che ci conosce molto bene.
    Esodato 52

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  10. IL TEMPO PASSA SIAMO PREOCCUPATI E FAREBBERO BENE AD ESSERLO ANCHE LORO.
    LA GENTE E'DISPERATA E NON SI SCHERZA CON LA VITA DEGLI ALTRI! MA QUANDO CAVOLO SI VA A ROMA? SIAMO PIU'DI 5000 CA...VOLO!
    COME SE NON BASTASSE OGGI AL PATRONATO ACLI MI HANNO DETTO CHE NOI DI POSTE AI FINI PENSIONISTICI NON SIAMO DIPENDENTI PRIVATI E PUR AVENDO I REQUISITI FINO A DICEMBRE 2012, CLASSE 52 IN VIA "ECCEZIONALE", NON POSSIAMO ANDARE IN PENSIONE A 64 ANNI. VI RISULTA?
    CI VEDIAMO A ROMA!

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  11. NOI DI POSTE NON FACCIAMO PARTE DEL PUBBLICO IMPIEGO, INFATTI POTEVAMO ANDARE IN PENSIONE,CON LE VECCHIE REGOLE,A 60 ANNI E NON A 65 ANNI. SIAMO ,AI FINI PENSIONISTICI, COME I PRIVATI

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