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domenica 30 settembre 2012

Esodati ENEL... al buio

«Noi, esodati dell’Enel abbandonati al... buio»
30 Settembre 2012
di SANDRA GUGLIELMI Buttati giù dai barconi affollati di un sistema produttivo al collasso perché considerati naufraghi anziani più prossimi a raggiungere quella zattera previdenziale che il governo tecnico ha fatto sparire di botto dal loro orizzonte, lasciandoli annaspanti e senza salvagente nel mare aperto. Sono migliaia, ma le cifre si rincorrono senza conferme e stime ufficiali certe, in tutta Italia; centinaia in Basilicata. Gli esodati, ossia quei lavoratori che hanno accettato la cessazione prematura del rapporto di lavoro, o che sono stati licenziati da aziende in crisi (ma non sempre), e che dopo un periodo coperto da ammortizzatori sociali, avrebbero avuto accesso alla pensione d’anzianità, si sono visti, per effetto della riforma Fornero, allontanare ex abrupto i requisiti minimi per accedere alla pensione, rischiando di restare per anni, terminato il periodo coperto, senza alcun sussidio.

In Basilicata c’è chi parla di un numero che oscilla tra le 400 e le 600 persone. Tra le varie aziende che hanno messo in campo accordi, che non possono più essere onorati, per accompagnare lavoratori alla pensione, ci sono le aziende elettriche Enel e Assoelettrica (3.000 - 4.000 unità in campo nazionale) che hanno risolto in questi anni, in modo consensuale, centinaia di rapporti di lavoro. Ora un gruppo di quegli esodati, che restano fuori dalla salvaguardia retroattiva messa in piedi dal governo resosi conto del caos sollevato dalla riforma (col Decreto Interministeriale del 1° Giugno 2012 si è stabilito che i lavoratori interessati da accordi di mobilità stipulati entro il 31 dicembre 2011, possono accedere alla pensione con le vecchie regole pre Fornero e dunque basteranno 40 anni di contributi) scrive una lettera aperta agli amministratori dell’Enel e di Assoelettrica.

«Le varie pressioni sindacali, politiche e di comitati vari – afferma Angelo Pace, referente di un gruppo di lavoratori esodati lucani dell’Enel - hanno fatto prendere coscienza degli errori effettuati e delle gravi conseguenze su centinaia di migliaia di famiglie, perciò il governo ed il parlamento hanno parzialmente rettificato i provvedimenti legislativi. Ma le modifiche fatte o quelle proposte come la proposta di legge 5103, salvano gran parte degli “esodati” ma non tutti. Resterebbero fuori dalla salvaguardia delle vecchie norme lavoratrici/ori Enel che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro la data del decreto 201/2011 ma che maturano il diritto alla pensione anche dopo il 2014, e che per effetto delle varie finestre e modifiche percepiranno la pensione a fine 2015 o 2016/17. Considerato la volontà governativa e parlamentare di non lasciare nessuno senza reddito e senza pensione, e che ciò non si verificherebbe per i casi citati, e per di più in considerazione dei piccoli numeri Enel a livello nazionale, chiediamo il vostro intervento, ritenendo utile ogni iniziativa di sollecito di un provvedimento legislativo o governativo in nostra difesa».
(Leggi)

Incontri del comitato di Torino


Notizie dal "Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione" di Torino

Coinvolgimento della politica
Il problema esodati è ancora ampiamente lontano dall’essere risolto.
Come indicato nel comunicato del 18/09/2012 , con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2013 (siamo già in campagna elettorale),  occorre interrogare e costringere i  partiti  a pronunciarsi sulla soluzione da loro proposta per il problema “Esodati”.
Abbiamo già iniziato con l’intervento alla festa di Torino del partito SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) a cui eravamo stati invitati e  proseguiremo con gli altri partiti dell’arco costituzionale.

Intervento a Festa SEL di Torino (Sabato 22 Settembre ore 21:00 parco Michelotti)
La partecipazione degli esodati non era numerosa (circa 80 persone); ricordiamo a tutti gli aderenti che non bisogna delegare, per veder riconosciuti i propri diritti, occorre partecipare in prima persona.
Al dibattito non era presente, come preannunciato, il ministro Elsa Fornero, causa impegni di governo (incontro con Fiat).
Come previsto, un rappresentante del nostro comitato (Beppe Costamagna) ha letto un intervento a nome del “Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione”  di Torino  (vi alleghiamo il testo).
Il testo dell'intervento, con il documento di costituzione del comitato e la scheda informativa del comitato, sono stati consegnati in formato cartaceo e spediti via posta elettronica ai rappresentanti Torinesi (Luciano Pregnolato e Michele Curto) di SEL ed a Titti DI SALVO (dirigente nazionale SEL).
A SEL abbiamo ribadito:

  • che tutti gli esodati devono andare in pensione con le regole vigenti al momento della firma dell'accordo con l'azienda
  • l'abolizione della retroattività della legge 122 del governo Berlusconi/Tremonti
  • l'attuazione immediata delle norme già approvate (molti esodati non ricevono più la mobilità)
Abbiamo infine richiesto un pronunciamento ufficiale sul contenuto del  programma proposto per le prossime elezioni politiche relativamente alle tematiche sollevate da noi e da tutti i comitati spontanei sorti in Italia.


Riceviamo e vi inoltriamo il messaggio ricevuto dalla CGIL.
un saluto a tutti dal Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione
Vi informiamo che da Lunedì 1 Ottobre 2012, lo Sportello CGIL “Lavoratori in mobilità ed esodati” che ha sede in via Pedrotti, 5 - Torino - modificherà parzialmente i giorni di ricevimento al pubblico ed osserverà il seguente nuovo orario:
lunedì e giovedì dalle ore 9 alle ore 12.30.
Cari saluti - CGIL Torino

sabato 29 settembre 2012

Un'altra picconata alla 5103


 "ADDIO PRIMA DEI 60" - del 29-09-2012

Nessuno parla più degli “esodati”

Nessuno parla più degli “esodati”   
Scritto da Venerdì, 28 Settembre 2012 18:28
La stampa e i media sembrano essersi dimenticati della categoria degli “esodati”, che mesi fa costituiva uno dei temi principali di numerosi servizi televisivi, cartacei, radiofonici, sul web...
Dopo l'enorme seguito iniziale, con annesse dichiarazioni e “numeri” di stime della Fornero, riguardo questo tema caldo, tutto sembra essere stato risolto o comunque declassato a fatto non più notiziabile.
esodatiLunedì sera, andando all'Auditorium “Conciliazione” di Roma per seguire il discorso di Matteo Renzi, non mi sono accorto della presenza di un gruppo di esodati, che, in dodici avevano deciso di partecipare all'evento per ascoltare l'opinione del sindaco di Firenze sulla loro categoria sociale.
Fortunatamente, in questi giorni ho avuto l'opportunità di intervistare Giuliano Colaci, Esodato di 57 anni che era presente alla convention di Renzi a Roma e che racconta per “You-ng”, la sua storia e il suo rapporto con la politica.
L.M.: “Come si è trovato nella condizione di “esodato”?
G.C.: Sono stato assunto da Poste Italiane il 17/03/1976 all'età di venti anni, però già a 17 anni ho incominciato a lavorare presso un'officina meccanica in qualità di apprendista. Negli anni passati ho già pagato l'Inps per riscattare gli anni da apprendista, per una cifra pari a 6.000.000 delle vecchie lire. Nel mese di settembre del 2011 vengo chiamato dai responsabili risorse umane del Ministero, dove mi dicono che, a causa della chiusura del mio reparto, per un trasferimento di trattazione pacchi postali a Milano, mi veniva offerta la possibilità di andare via dal lavoro 20 mesi prima della naturale scadenza dei 40 anni di lavoro. La cifra da loro offertami consisteva nel coprire i 20 mesi di contributi mancanti più la copertura di tutte le mensilità fino al raggiungimento della mia prima pensione, che sarebbe dovuta essere a gennaio del 2015. Tale data scaturiva da un calcolo che prevede come data delle mie dimissioni effettive il 31 marzo 2012, ma avrei finito di pagare i contributi soltanto a novembre 2013. Poi, però ci sono i 13 mesi di finestra della legge governo Berlusconi. Finito il colloquio con i responsabili risorse umane e tornato a casa, abbiamo valutato insieme a mia moglie e mio figlio tale opportunità (mai così funesta) e, fatti due conti, decisi di accettare. Il 26 settembre, al Ministero di viale Europa ho firmato l'accordo di esodo. Praticamente la mia condanna. Tale accordo venne siglato in base a delle leggi ben precise, difficilmente un lavoratore si sveglia bella mattina e decide di licenziarsi. Il ministro Fornero a settembre non la conosceva ancora nessuno, tanto meno poteva essere nel peggiore dei sogni degli italiani.
Come è cambiata la sua vita da quel settembre 2011?”
La mia vita economicamente non è ancora cambiata, ma sicuramente cambierà da gennaio 2015 se non mi daranno la pensione. I danni peggiori sono a livello psicologico e fisico. Un po' la rabbia di essere stati truffati dallo Stato, un po' che dopo 10 mesi ancora si vive nell'incertezza di un futuro. La notte non si riesce a dormire, praticamente manca la tranquillità familiare. Pensi per un attimo a quelle persone che già da dicembre non riscuotono pensione, come fanno a vivere? Se qualcuno si ammala, se non si hanno i soldi per pagare tutto quello che la vita quotidiana chiede.
Se potesse ritornerebbe a lavorare?”
“Ho chiesto alle Poste Italiane di ritenere nullo l'accordo e di continuare a lavorare, tutt'ora cerco lavoro, siccome il mio settore si occupava di sdoganamento pacchi, ho scritto a tutte le aziende che si occupano di spedizioni doganali di Roma, però tutti mi dicono che mi faranno sapere e nient'altro. Rientrerei nel campo del lavoro anche domani se fosse possibile.”
Cosa ne pensa dei politici dell'attuale governo? Cosa, secondo lei, dovrebbe fare la politica per risolvere il vostro problema? Si sente abbandonato dallo Stato?”
Quando ho capito che le cose si stavano mettendo male, ho cominciato a scrivere email a tutti, a partire dal Capo dello Stato, fino al ministro, al Presidente del Consiglio, a deputati e senatori, per spiegare loro il nostro problema. Da loro, però, ho ricevuto solo risposte molto evasive e non sincere, l'unico che non mi ha risposto è stato il Capo dello Stato, nonostante io gli abbia scritto per ben 12 volte. Ovviamente i suoi impegni con la Nazionale di calcio, le olimpiadi e quant'altro gli hanno impedito di rispondere ad un cittadino che gli chiede aiuto. Per quanto riguarda i politici che appoggiano il governo Monti, sono deluso in quanto hanno acconsentito a tutti i ricatti dell'esecutivo, non hanno saputo opporsi ad alcun provvedimento. Secondo me, hanno capito che la colpa del fallimento dell'Italia è stata anche la loro. Per quanto riguarda la soluzione del nostro problema, la politica dovrebbe minacciare il governo Monti, rifiutandosi di votare i futuri provvedimenti finché non venga risolto il problema “esodati”. La delusione più grande l'ho avuta proprio dal Presidente della Repubblica, che in questi mesi non ha mai parlato del nostro problema, non ha fatto rispettare la Costituzione, quando lui stesso ne è il garante. Nel momento in cui le istituzioni fanno un errore, è dovere del Capo dello Stato intervenire”.
Adesso si sta attuando una risoluzione?
Finalmente si è arrivati al primo decreto dei 65.000, ma purtroppo a causa delle condizioni poste non sono salvaguardato. Aspettiamo quello dei 55.000, che sicuramente non avrà nessuna novità migliorativa in confronto al primo. Questo ha solamente allargato, come dice la Fornero, la platea dei numeri. Lei si diverte a giocare con i numeri sulle nostre spalle. Se veramente il ministro aveva intenzione di salvare 120.000 persone fino al 2014 non metteva nessun paletto. Numeri inventati senza un minimo di ricerca o di indagine, mi sono chiesto più volte perché 65000 e non 64921, oppure 55011. Sono stati stanziati dei soldi per 120.000 persone che secondo lei dovrebbero andare in pensione fino al 2014 ma sicuramente verranno salvaguardati solo il 50% , dovranno spiegarci poi i soldi delle persone che non rientrano che fine faranno. Adesso la tanto sospirata 5103, che toglierebbe i paletti più importanti e che farebbe fare sonni più tranquilli a tutti quelli che si trovano nelle mie condizioni, speriamo venga votata. Dalle ultime notizie che ho avuto, sembra che il PDL sia contrario a questa legge solo perché, secondo me, è stata presentata dal PD”.
Perché secondo lei i media non parlano più del vostro caso?
“Il fatto che i media non parlano più di noi o ne parlano poco, dipende anche che in questi mesi in Italia è successo di tutto. Levando le testate che sono chiaramente schierate con il governo e quelle di centro destra, solo quelle di centro sinistra hanno continuato a darci spazio nel limite delle loro possibilità.
Abbiamo parlato con tutta la politica , però gli unici che ci hanno dato veramente ascolto sono tutti quelli del PD, a partire da Bersani, Damiano, Gnecchi, Codurelli, Fassina (anche se lui non è onorevole), tanto è vero che è l'unico partito che si sta veramente battendo affinché la proposta di legge 5103 chiamata proposta “Damiano” venga votata. Questa risolverebbe il problema del 90% degli esodati. Gli altri politici solo chiacchiere niente altro. Sono contrario a parlare di numeri, anche perché la Fornero ancora ci sta giocando. Comunque, da stime serie e non approssimative come quelle del ministero del lavoro, siamo circa 400.000, calcolando i familiari arriviamo a 1.000.000 di persone coinvolte.
Come siete organizzati per far sentire la vostra voce? Quali sono le vostre richieste?
Ci siamo organizzati in comitati e facciamo sentire la nostra voce facendo incontri con le forze politiche. Con presenze in vari programmi televisivi e facendo tutto quello che ci è permesso di fare nella legalità, anche se stiamo pensando a qualcosa che possa attirare l'attenzione dell'opinione pubblica.
Le nostre richieste sono semplicemente che ci vengano riconosciuti i nostri diritti, negati da un governo non eletto dal popolo. Dopo 40 anni di contributi penso di avere diritto alla mia straguadagnata pensione, anzi sussidio, o le pensioni sono solo quelle dei signori politici, che dopo 5 anni si portano a casa fior di quattrini?
Cosa vorrebbe dire alla Fornero? Cosa si sente di dire agli italiani e alle migliaia di persone che sono nella sua stessa situazione?
Alla Fornero direi che la smettesse di dire bugie e di giocare con la vita della gente. Ha fatto due decreti per salvare, secondo i suoi numeri, 120.000 esodati. Una persona seria che vuole salvare 120.000 unità non farebbe mai decreti, mettendo delle condizioni e dei paletti. Vuol dire che di quei 120.000 persone se ne salveranno soltanto il 50%. Le faccio un esempio: è come se ci sono in mare 10 persone che stanno affogando, butti 10 salvagenti e 5 prima di buttarli li buchi. L'altra sera a “Ballarò” ha riconosciuto l'errore, però non prende ancora provvedimenti ed è qui che il Capo dello Stato dovrebbe intervenire. Agli italiani, invece, vorrei dire di sostenerci nel riconoscimento dei nostri diritti e che gli accordi che abbiamo firmato gli abbiamo firmati in base a delle leggi dello Stato e che non stiamo rubando soldi all'erario come il senatore Ichino, l'unico del PD ad andare controcorrente, vuol fare credere. Alle persone che si trovano nella mia stessa situazione dico di continuare a lottare, affinché i nostri diritti ci vengano finalmente riconosciuti.
Il problema “esodati” è una questione nevralgica e va risolta al più presto. Persone che hanno lavorato 40 anni e si ritrovano “derubati” dallo Stato che, tra l'altro, non ascolta i problemi dei suoi cittadini. Forse per i politici, a volte, siamo davvero soltanto numeri...
 

venerdì 28 settembre 2012

In commissione la 5103 è stata votata da tutti

ESODATI: PROPOSTA 5103 È STATA VOTATA DA TUTTI, CICCHITTO SI RASSICURI

Rassicuriamo il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto circa la comune intenzione di voler intervenire sul problema, per noi socialmente rilevante, dei lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione a causa della riforma Fornero. Dopo l’iniziale stop del Pdl alla calendarizzazione della proposta di legge 5103, abbiamo compiuto un passo avanti grazie alla iniziativa molto determinata del Partito democratico e il prossimo 8 di ottobre la proposta inizierà il suo iter di discussione nell’aula di Montecitorio. Noi ci proponiamo di correggere la riforma delle pensioni per impedire che ci siano persone che rimangono per anni senza reddito. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni del governo, questo sta accadendo già per molti lavoratori nel corso del 2012. Vorrei infine ricordare a Cicchitto che la proposta e le relative coperture attraverso la tassazione dei giochi on line sono state votate all’unanimità nella commissione Lavoro della Camera lo scorso 7 agosto, quindi anche dai rappresentanti del suo gruppo, i quali hanno condiviso con gli altri partiti, dopo alcuni mesi di confronto, metodo e merito della proposta.

Bersani: Governo faccia presto a pubblicare il decreto per i 55mila

Venerdì, 28 Settembre 2012 11:28
Esodati, Bersani: Governo faccia presto a pubblicare il decreto per i 55mila
Per Bersani il decreto sui 55mila lavoratori è un passo avanti ma non sufficiente. Il Segretario del Pd spinge per l'approvazione del disegno di legge Damiano, sullo sfondo resta ancora il problema risorse.
Sempre in primo piano il problema "esodati" con il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani che rilancia la necessità di affrontare in maniera compiuta il tema. ''Dove vado ogni volta incontro esodati: il problema c'e' ancora ed e' chiaro che la calendarizzazione della nostra proposta delinea una soluzione a regime. Siamo anche pronti a valutare un progress a partire, intanto, da tutte quelle situazioni che stanno dentro ai criteri che il governo ha gia' assunto e deliberato ma che hanno dei buchi e che lasciano fuori -gia' dentro quei criteri- 15-20 mila situazioni''. E' quanto ha detto il segretario del Pd a margine dell'incontro avuto stamane con una delegazione di Confindustria rispondendo a domande dei cronisti sul nodo legato alle risorse per gli esodati.
Noi - ha spiegato Bersani - siamo per una soluzione completa di questo problema. Vogliamo fissare i principi e poi vedere gli step di finanziamento dell'operazione? Vogliamo ragionare con concretezza su questo punto? Pero', attenzione, nella legge di stabilita' un passo in questa direzione va fatto, perche' parliamo in alcune situazioni di casi drammatici."
Bersani ha ricordato che il Governo a breve dovrà pubblicare il nuovo decreto per i 55mila lavoratori salvaguardati con la spending review che "pur essendo un passo avanti non è ancora sufficiente ad includere tutte le situazioni".

L'Infografica di Businessvox.it - Chi sono i nuovi 55mila salvaguardati
     1) Lavoratori Esodandi -  Entrano nella salvaguardia i lavoratori per i quali le imprese abbiano stipulato in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali ancorche' alla data del 4 dicembre 2011 gli stessi lavoratori ancora non risultino cessati dall'attivita' lavorativa e collocati in mobilita' ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni. Questi lavoratori devono tuttavia maturare i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennita' di mobilita' ovvero, ove prevista, della mobilita' lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge n. 223 del 1991
     2) Fondi di solidarietà di settore - Per loro il decreto non modifica i requisiti. Si limita a precisare che saranno tutelati nei limiti di ulteriori 1.600 unità i lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, non erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarieta' di settore, ma per i quali il diritto all'accesso ai fondi era previsto da accordi stipulati entro il 4.12.2011; resta ferma per questi lavoratori la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno di eta'.
     3) Prosecutori Volontari. Un anno in più per maturare la decorrenza. Prima della spending review i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4.12.2011 figuravano tra i salvaguardati a condizione che potessero vantare un contributo accreditato o accreditabile al 6.12.2011; non fossero stati rioccupati in attività lavorative successivamente il conseguimento dell'autorizzazione e che avessero conseguito la decorrenza della pensione, secondo le vecchie regole, entro il 6 Dicembre 2013. Ora il limite è stato portato al 6 Dicembre 2014.
     4) Cessati dal servizio. Un anno in piu' per maturare la decorrenza. Qui l'intervento è simile a quello disposto in favore dei prosecutori volontari. Prima della spending review i lavoratori cessati del servizio con accordi entro il 31.12.2011 figuravano tra i salvaguardati a condizione che non fossero stati rioccupati in attività lavorative successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro e che avessero conseguito la decorrenza della pensione, secondo le vecchie regole, entro il 6 Dicembre 2013. Ora il limite è stato portato al 6 Dicembre 2014.

Decreto entro il 14 Ottobre
Entro il 14 Ottobre 2012 il Ministro del lavoro di concerto con quello delle Finanze dovrà pubblicare il decreto che regolerà nei dettagli le modalità di accesso alla salvaguardia per questo nuovo gruppo di 55mila salvaguardati. L'INPS provvederà successivamente al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate e, qualora risulterà il raggiungimento del limite numerico, l'Inps non potrà piu' prendere in esame ulteriori domande di pensionamento.
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Cicchitto (Pdl): urge parere governo e commissione Bilancio

Esodati: Cicchitto (Pdl),
urge parere governo e commissione Bilancio
27 Settembre 2012 - 17:39
(ASCA) - Roma, 27 set - ''La grave questione degli esodati va affrontata con il massimo dell'impegno e con realismo.
Dell'impegno: perche' non intendiamo lasciare nessuno senza pensione e senza alcun sostegno economico. Con realismo: perche' il governo deve ancora definire la reale dimensione del fenomeno e, conseguentemente, dell'onere finanziario per lo Stato. Proprio in questo quadro di fronte alla calendarizzazione fatta dalla riunione dei capigruppo di ieri dell'atto Camera a.c. 5103 resta il fatto che il disegno di legge deve avere il parere della commissione Bilancio, essenziale ed indispensabile non solo perche' previsto dalla Costituzione e dal regolamento ma perche', nel caso specifico, ci si riferisce ad una copertura finanziaria di rilevante entita', trattandosi di alcuni miliardi che andrebbero aggiunti a quelli stanziati nella spending review'', dichiara in una nota Fabrizio Cicchitto.
''Di conseguenza e' indispensabile - conclude il capogruppo del Pdl alla Camera - che la commissione Bilancio della Camera e il governo esprimano la loro posizione in merito. Infatti siamo seriamente impegnati a sostenere le soluzioni legislative che l'esecutivo proporra' di adottare per risolvere positivamente le situazioni meritevoli di tutela degli esodati in un quadro di chiarezza e responsabilita' che non metta in discussione la riforma delle pensioni recentemente approvata dal parlamento ed evitando, come cerca di fare talora il PD, operazioni puramente propagandistiche. Infatti noi siamo impegnati per soluzioni reali sulla base di una definizione rigorosa del fenomeno e di una ricerca seria delle risorse indispensabili''.
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Moffa: la Ragioneria sta ostacolando il Parlamento

Posizioni e opposizioni sulla 5103

MANCANO I DATI SUGLI ESODATI E I LAVORI SI BLOCCANO

PENSIONI, GUERRA SULLA CONTRORIFORMA


giovedì 27 settembre 2012

Cazzola (Pdl): no a scelte propagandistiche e senza coperture


Esodati: Cazzola (Pdl), no a scelte propagandistiche e senza coperture
27 Settembre 2012 - 12:31
(ASCA) - Roma, 27 set - '' Ho molto rispetto e comprensione per i problemi dei c.d. esodati che devono essere sicuramente risolti con le indispensabili gradualita' e priorita'.
Continuo, pero', a considerare una scelta propagandistica quella di calendarizzare in Aula, l'8 ottobre, un provvedimento particolarmente oneroso ma privo di una copertura finanziaria adeguata. E' bene, poi, non dimenticare mai che la riforma Fornero, a questo proposito, contiene una norma di garanzia che scarica i relativi oneri (si tratta a regime di alcuni ulteriori miliardi in aggiunta ai 9 miliardi gia' stanziati) sulle aliquote degli ammortizzatori sociali e quindi sul costo del lavoro. E' questa la strada che si vuole intraprendere in un momento di gravi difficolta' per il mondo produttivo come l'attuale?''.
Lo dichiara in una nota Giuliano Cazzola, capogruppo Pdl nella commissione Lavoro della Camera.
(Leggi)

Bersani: ''Esodati vengono prima delle primarie''

27 settembre 2012
Bersani: ''Esodati vengono prima delle primarie''

Il problema degli esodati esiste ancora. Ci sono, secondo il segretario Pd, almeno quindicimila ventimila situazioni completamente fuori: casi veramente drammatici. ''Per me contano più delle primarie, io la politica la vedo così'' ha detto Bersani ai giornalisti.
Ecco il VIDEO
pubblicato da la Repubblica.it



Esodati: Bersani, fissiamo principi e poi valutiamo step finanziamento
27 Settembre 2012 - 15:08
Un primo passo dovrà venire già dalla legge di stabilità.(ASCA) - Roma, 27 set - ''Dove vado ogni volta incontro esodati: il problema c'e' ancora ed e' chiaro che la calendarizzazione della nostra proposta delinea una soluzione a regime. Siamo abche pronti a valutare un progress a partire, intanto, da tutte quelle situazioni che stanno dentro ai criteri che il governo ha gia' assunto e deliberto ma che hanno dei buchi e che lasciano fuori -gia' dentro quei criteri- 15-20 mila situazioni''.
Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a margine dell'incontro avuto stamane con una delegazione di Confindustria e rispondendo a domande dei cronisti sul problema di copertura per un provvedimento per gli esodati.
''Noi -ha spiegato- siamo per una soluzione completa di questo problema. Vogliamo fissare i principi e poi poi vedere gli step di finanziamento dell'operazione? Vogliamo ragionare con concretezza su questo punto? Pero', attenzione, nella legge di stabilita' un passo in questa direzione va fatto, perche' parliamo in alcune situazioni di casi drammatici.
Devo dire, sinceramente, che sto utilizzando piu' tempo su questa questione che sulle primarie. Vorrei che fosse chiaro, senno' non sappiamo in che paese stiamo vivendo e quale accidenti di problemi abbiamo davanti. E credo che la discussione pubblica, la politica, l'informazione non possa lasciar soli quelli che sono nei problemi e che vedono discussioni che gli passano sopra la testa in modo pericolosissimo''.
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Coperture finanziarie

Italia dove si sottrae ai POVERI per dare a i RICCHI
Le ultime vicende politiche, in particolare quelle relative alla Regione Lazio, ci fanno capire che la politica italiana ormai è arrivata al punto critico dell'indice di credibilità, oltre il quale c'è un irreversibile "non ritorno".
Non tutti i politici agiscono allo stesso modo, ma purtroppo i disonesti prevaricano sugli onesti che non sempre hanno la volontà o il coraggio di denunciare i loro "colleghi di lavoro" che, volendo tutelare solo i propri interessi, arrecano danni morali e materiali alla intera collettività. Non è tollerabile! Occorre che la politica torni ad essere il carburante del motore della nostra nazione, senza che costantemente si debbano aggiungere additivi per migliorarne la qualità, nei momenti in cui il numero degli ottani è basso, costringendo la "macchina Italia" a fermarsi e ripartire con affanno.
A novembre 2011 la “macchina Italia” era in panne, perché, come da noto vizietto, il distributore erogava benzina con basso contenuto di ottani, ma noi ne eravamo all’oscuro, la pagavamo per buona, il gestore, riconoscibile dalla sua bandana da “giovane” rampante, però continuava a rassicurarci: “non vi preoccupate la benzina è buona, vedrete che arriverete sempre a destinazione, e siate certi che la vostra auto avrà una vita più duratura di quelle estere (in particolare di quelle tedesche e francesi)!”
Ma all'epoca non siamo arrivati a destinazione perché la macchina si è rotta, differentemente da quanto era stato assicurato.
C'è voluta una buona squadra di meccanici per mettere in sesto la vettura, ma purtroppo i pezzi di ricambio del motore non c'erano, e allora, non "potendo perder altro tempo" nel chiedere ai ceti alti della popolazione un contributo a fondo perso per le riparazioni, sono andati nei quartieri popolari a recuperare i pezzi necessari per mettere in sesto la macchina Italia ormai agonizzante, li hanno presi dalle auto in sosta di operai ed impiegati.
Ritornando alla vicenda Lazio, la Polverini dice di non aver colpe in questa vicenda? Benissimo, almeno una c'è l'ha: essere il presidente della regione e pertanto responsabile in primis di ciò che avviene nell'ambito di questa Istituzione. Ha fatto bene a dimettersi anche se con ritardo, tutti in simili situazioni dovrebbero prendere armi e bagagli e togliere il disturbo!
Da questo scandalo, che molti già avranno additato come "l’ennesimo di Roma ladrona", in questi giorni è emerso che: in base ad una legge del 1995, mai abrogata, Fiorito & C. potranno andare in pensione a 50 anni con 4.200 euro al mese! La domanda che si pone la gente comune è: perché Monti e la Fornero non mettono le mani su queste situazioni? Forse perché la Merckel non glielo ha ancora chiesto, magari ancora non conosce questa situazione.
E' ora di finirla cari professori-meccanici, smettetela di caricare di tasse e balzelli i cittadini comuni, escluso il ceto alto e la classe politica, che vi serve, altrimenti già sareste tutti a casa. Il cambiamento del mal costume italiano deve avvenire coinvolgendo tutti. Come è possibile che buona parte dei pensionati non arrivano a fine mese, che i giovani non trovino lavoro e poi… vogliamo parlare della vicenda degli esodati?
Questa è una questione davvero ridicola, come lo sono coloro che hanno consentito che tutto ciò potesse accadere.
Centinaia di migliaia di persone senza pensione e senza lavoro, che da mesi combattono per un diritto a loro negato da un governo frettolosamente messo su e da una classe politica che non ha voluto, nel passato, fare le riforme necessarie per dare maggior respiro alla nazione, e che adesso pretende immediatamente da questo governo l'attuazione di leggi antipopolari, che loro non hanno voluto mai fare per non perdere consensi. L'occasione per sanare questa vicenda, sarebbe stata l'approvazione della proposta di legge 5103 che attualmente "è parcheggiata" alla Camera. Una proposta voluta e firmata da tutti i partiti, che non va avanti perché qualche deputato ha convinto i vertici del suo gruppo parlamentare, che questa proposta potrebbe essere una controriforma alla riforma Fornero, ma non è così.
E' venuto il momento che tutti, e dico proprio tutti, da destra a sinistra, dalle istituzioni centrali a quelle territoriali, si mettano le mani o le corte braccia sulla coscienza e diano prova di maturità politica e di alto senso di responsabilità, inviando un segnale forte alla nazione, perché non è possibile gestire il denaro pubblico come il proprio, sottraendolo sistematicamente alla collettività, e, come per il caso degli esodati, facendo girar voce che i soldi per la copertura finanziaria della pdl 5103 non ci sono e pertanto queste persone devono tribolare per il resto della propria esistenza. Tutti i cittadini, esodati e non, sono stanchi di queste continue affermazioni, se in Italia è consentito rubacchiare per i propri fini, di sicuro non politici, allora si rubacchiasse in giro anche per risolvere gli attuali problemi sociali che affliggono soltanto i cittadini comuni e non le classe politica e tecnica che ci governa.
E sulla scia dell'Inno di Mameli, in particolare dalla strofa "Fratelli d'Italia, l'Italia s’é desta... ", che da ognuno di noi, politici e non politici, parta la riscossa necessaria per dare quell'inversione di rotta che consenta un cambiamento di mentalità e di costume, perché le regole esistono e vanno rispettate da tutti nell'interesse generale di una società a cui tutti noi, quando fa comodo apparteniamo. In questa metamorfosi necessaria, ognuno deve fare la sua parte in base ai compiti dettati dalle proprie funzioni. Si dia di nuovo alle Organizzazioni Sindacali il ruolo che gli compete in questa fase di rinnovamento, perché la voce dei cittadini e dei lavoratori non devono giungere al Governo dal Parlamento, ma dal Sindacato a cui Monti "tappandogli la bocca", ha negato nell'ultimo anno di contribuire, con la concertazione, alla stesura di riforme di alto impatto sociale, come quella sulle pensioni che ha provocato la problematica degli esodati, da cui la Fornero non sa ancora come uscire del tutto.
Nella speranza che prossimamente, almeno agli esodati venga data giustizia, grido ai quattro venti: Forza Italia, ce la farai, hai superato tempi peggiori, anche con l'apporto... dei Sindacati!
Francesco Mazzini

mercoledì 26 settembre 2012

8 ottobre: l'Aula della Camera inizia l'esame della 5103

On. Gnecchi - PD
Comunicazione
Roma, 26 set. 2012 ore 14:56
L'Aula della Camera esaminerà la proposta di legge sugli esodati, la 5103, a partire dall'8 ottobre. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La richiesta di inserire il provvedimento nel calendario di ottobre è stata avanzata dal capogruppo del PD Dario Franceschini.
Adesso tutti devono passare dalle parole ai fatti

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TUTELE PER TUTTI GLI ESODATI, LA PROPOSTA ARRIVA IN AULA

 
Gli esodati postali devono essere presenti e visibili alla manifestazione indetta da SLP-CISL, SLC-CGIL e FAILP per il giorno 12-10-2012
Per poter partecipare chiedete alle strutture sindacali territoriali


Il suicidio in Italia al tempo della crisi


Crisi e suicidi in Italia: disoccupati, esodati e imprenditori i più a rischio
Il ‘suicidio economico’, secondo un'indagine Eures, non è che un tassello di un ampio mosaico e se è vero che dal 2007 al 2010 in termini assoluti suicidi sono aumentati (+58,7%), è anche vero che nel 2003 se ne registravano più del 2010, e nel 1995 ancora di più. In Europa, il nostro Paese è in fondo alla graduatoria di chi si toglie la vita. E la Grecia registra un tasso inferiore al nostro
di | 26 settembre 2012
Disoccupati, imprenditori, esodati. Sono queste le categorie più esposte all’impatto della crisi economica e, di conseguenza, in crescente rischio di suicidio. A sostenerlo è l’Istituto Eures, che nella sua ultima indagine “Il suicidio in Italia al tempo della crisi“ mette in evidenza la connessione tra crisi economica e tasso suicidario nel nostro paese. Nell’ampio quadro dei dati forniti emerge la particolare vulnerabilità delle categorie colpite dalla crisi del credito e del lavoro. “Considerando l’indice di rischio specifico, ovvero il numero di suicidi ogni 100mila abitanti nella medesima condizione”, si legge nella sintesi dello studio diretto da Fabio Piacenti, presidente dell’Eures, “sono i disoccupati a presentare l’indice più alto (17.2), seguiti da imprenditori e liberi professionisti (10)”. A questi ultimi seguono, con notevole scarto, i lavoratori in proprio (5.6) e gli inattivi, ovvero studenti, casalinghe e pensionati (4.8). Chiudono la graduatoria i lavoratori dipendenti (4,5 su 100mila), meno soggetti alle fluttuazioni del mercato, sottolineando ulteriormente la correlazione tra condizione occupazionale e rischio suicidario.
Crisi e suicidi in Italia: disoccupati, esodati e imprenditori i più a rischio Emblematica anche l’osservazione dell’aumento di suicidi nella fascia 45-64 anni (+16.8% dal 2008 al 2010), età che include gli esodati, il cui numero ufficiale è ancora incerto. Ma lo scenario, almeno dal punto di vista dei dati, non è del tutto lineare. Lo stesso Eures ammette che “la spiegazione del suicidio è un obiettivo complesso, legato alla presenza di diverse concause”. E il ‘suicidio economico’ non è che un tassello di un ampio mosaico: nel quinquennio 2006-2010, tra i moventi ‘noti’ al primo posto appare la malattia (74.8%), seguita dai motivi affettivi (16.3%), quindi i motivi economici (8.1%) e d’onore (0.8%). E se è vero che dal 2007 al 2010 in termini assoluti suicidi sono aumentati (+58,7%), è anche vero che nel 2003 se ne registravano più del 2010, e nel 1995 ancora di più. Occorre cautela, quindi.
A complicare la lettura c’è poi il contesto europeo, nel quale l’Italia si posiziona in fondo alla graduatoria con 4.9 suicidi ogni 100mila abitanti, non solo dietro a Paesi Baltici e Scandinavia, ma anche sotto Germania, Francia e Svizzera. A contare meno suicidi di noi, paradossalmente, soltanto la Grecia, martoriata dalla crisi. E i media, in tutto ciò? Le notizie che riprendono i ‘suicidi per la crisi’ comparsi nella stampa online nei primi sei mesi del 2012 sono più di 120. Il Fatto Quotidiano le ha tracciate attraverso Google News’ e raccolto il risultato sottoforma di due visualizzazioni interattive: una mappa e una timeline.
Se sulla stampa tra il 2006 e 2010 si trovano poche tracce dei 1.164 disoccupati che si sono tolti la vita, negli ultimi mesi l’attenzione dei media è aumentata vertiginosamente. Un boom di articoli che non evita di suscitare polemiche. “Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica”, spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli, “se presentate in modo sensazionalistico inducono altri suicidi, innescando un pericoloso effetto domino”. Ma se il cosiddetto ‘Effetto Werther’ preoccupa gli accademici, reazioni opposte provengono dal Comitato piccoli imprenditori invisibili, onlus per la difesa della piccola imprenditoria colpita dalla crisi che il 9 marzo ha organizzato tre fiaccolate in ricordo delle vittime. Giuseppina Virgili, fondatrice del Copii e imprenditrice che nel 2009 aveva messo in vendita reni e cuore per salvare la sua azienda, lamenta l’incompletezza di stampa e dati ufficiali. “Per noi è essenziale che del problema si parli il più possibile”, afferma Virgili, che ricorda i “casi rimasti inconsiderati perché associati a problemi di salute o di famiglia, quando questi ultimi erano causati direttamente dalla crisi economica”. Storie che, per la Virgili, sfuggono al conteggio della stampa.
(Leggi)

25-09-2012 - L'On. Lucia Codurelli insiste sull'ex IPOST

Atto 5-07444 Codurelli: Contribuzione volontaria dei dipendenti ex Ipost.

On. Lucia Codurelli - PD
Ieri 25 settembre il Governo (il sottosegretario Martone)  ha risposto all’interrogazione che per la terza volta verte su questo tema.
La sua insistenza e costanza nel non accettare risposte generiche ha fortemente contribuito all'attenuazione della negativa situazione in cui versa l'Istituto previdenziale dei lavoratori postali, anche a causa di mancanza di un idoneo numero di dipendenti.
Al di là della nota critica dell'On. Lucia Codurelli alla risposta del Governo riteniamo che alcune impegnative assicurazioni siano state prese verso questi lavoratori assicurando che, in presenza dei requisiti dal Decreto (cosiddetti Salvaguardati), in tempi brevissimi saranno messi in condizione di provvedere ai versamenti e non solo.
«La suddetta risposta del 25, che è un impegno preciso, deve essere utilizzato dai lavoratori affinché l’impegno si traduca finalmente in atti concreti».
Lucia Codurelli
 

L'INTERROGAZIONE a risposta in Commissione 5-07444  presentata da  LUCIA CODURELLI
mercoledì 18 luglio 2012, seduta n.668  CODURELLI, GATTI e GNECCHI.

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
- Per sapere - premesso che:
     l'articolo 7 comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto la soppressione a decorrere dal 31 maggio 2010 dell'istituto postelegrafonici (IPOST). Il successivo terzo comma ha trasferito le funzioni all'INPS prevedendone altresì la successione in tutti i rapporti attivi e passivi;
     con gli atti di sindacato ispettivo n. 5-06430 e 5-06929 e 5-07025 l'interrogante poneva all'attenzione del Governo la situazione di perdurante confusione nonché di disagio da parte di numerosi ex dipendenti postali che ancora oggi fanno fatica ad ottenere risposte alle loro legittime richieste di autorizzazione al versamento volontario dei contributi;
     il sottosegretario Guerra in data 26 aprile 2012 rispondendo all'atto di sindacato ispettivo n. 5-06430 affermava che «in qualità di autorità vigilante il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha agito e agirà nei confronti dell'Inps per migliorarne le performance». L'interrogante ribadiva che quanto riferito nella riposta in merito alla normalizzazione annunciata non corrispondeva al vero perché i lavoratori nelle date del 1 e 5 luglio 2012 denunciavano ancora l'assenza dell'autorizzazione e dei relativi bollettini per poter procedere ai versamenti per la contribuzione volontaria (lavoratori che ad oggi avrebbero dovuto percepire la pensione) ad oltre due anni dalla richiesta effettuata;
     il viceministro Martone in data 12 luglio 2012 rispondendo all'atto di sindacato ispettivo n. 5-07025 dichiarava che «per quanto riguarda il lamentato mancato invio ai lavoratori appartenenti al predetto fondo ex-Ipost dei provvedimenti autorizzazione alla prosecuzione volontaria e della modulistica necessaria per assolvere ai relativi adempimenti, faccio presente che i competenti uffici del Ministero hanno esplicitamente richiesto all'INPS puntuali elementi a tal proposito ma non hanno ancora ricevuto alcun riscontro»;
    a distanza di 3 mesi l'interrogante ha ricevuto due risposte a due differenti atti di sindacato ispettivo sullo stesso argomento con risposte che l'interrogante giudica completamente divergenti in particolare sul servizio che l'Inps in base al decreto-legge citato in premessa deve ottemperare;
     ai lavoratori che continuamente stanno sollecitando l'autorizzazione e i conseguenti bollettini è stato risposto in data 5 luglio 2012 «che è tutto fermo in assenza del decreto «Fornero»;
     a parere dell'interrogante, viste le numerose denunce e sollecitazione dei lavoratori, l'INPS non sta ottemperando il dispositivo del decreto-legge n. 78 del 2010, a ben due anni di distanza-:
     se sia consapevole della gravità dei fatti di cui in premessa e, in particolare, come intenda agire per assicurare, per un verso, che l'INPS fornisca puntuali riscontri al Ministero sulla questione oggetto di numerosi atti di sindacato ispettivo (non essendo accettabile che un ente vigilato si rifiuti di fornire al Ministro elementi di propria competenza), e, per altro verso, che lo stesso istituto adempia finalmente ai propri compiti, ai quali risulta obbligato in base a precise disposizioni di legge.
(5-07444)

5-07444 Codurelli: Contribuzione volontaria dei dipendenti ex Ipost.

IL TESTO DELLA RISPOSTA
     Il viceministro   Michel MARTONE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
     L'On. Codurelli – con il presente atto parlamentare – richiamaL'Onorevolel'attenzione sulle problematiche degli ex lavoratori di Poste Italiane che hanno fatto richiesta di prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 4 dicembre 2011 e che chiedono di poter accedere al trattamento pensionistico con i requisiti vigenti prima dell'entrata in vigore del cosiddetto decreto-legge Salva Italia. 
     Occorre ancora una volta ricordare che il legislatore,nell'ambito della recente riforma pensionistica, ha inteso salvaguardare alcune categorie di lavoratori in presenza di precisi requisiti previsti – nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica – dall'articolo 24, comma 14, del decreto-legge cosiddetto Salva Italia, così come integrato dalla legge di conversione del decreto-legge di proroga termini.  In particolare la letterad) del citato articolo 24 include nella platea dei soggetti cosiddetti salvaguardati i lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, demandando ad un apposito decreto ministeriale la definizione delle modalità di attuazione. Tale decreto, come è noto, è stato adottato in data 1o giugno 2012 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 luglio.
     Con particolare riferimento agli ex dipendenti di Poste Italiane, voglio precisare che l'INPS, con la circolare 72 del 23 maggio 2012, ha indicato i criteri di applicazione del decreto legislativo 30 aprile 1997 precisare che l'INPS, con la circolare n. 184 in materia di prosecuzione volontaria da parte degli iscritti al Fondo, nonché per i versamenti volontari nel Fondo medesimo, per le fattispecie individuate dagli articoli 5, 7 e 8 del decreto legislativo 16 settembre 1996 n 164.
     Con la predetta circolare sono state fornite anche le istruzioni operative finalizzate al rilascio dell'autorizzazione e alle modalità per effettuare il versamento dei contributi volontari. 
     In particolare, sono state indicate le modalità procedurali per la definizione sia delle domande di autorizzazione alla prosecuzione volontaria nel Fondo IPOST, sia delle domande già definite dall'ex IPOST con conseguente aggiornamento dei conti assicurativi.
     Al fine di accelerare le suddette attività faccio presente, inoltre, che presso la filiale INPS di coordinamento di Roma EUR, dove è stato istituito uno specifico polo specialistico competente per la gestione dei flussi informativi e per le attività di produzione inerenti alla gestione del Fondo di Quiescenza Poste, è stata costituita una specifica task-force con l'obiettivo, di definire tutte le attività commesse alla gestione delle domande di prosecuzione volontaria.
     Preciso che le richieste dei soggetti interessati alla salvaguardia prevista dal comma 14 dell'articolo 24 del decreto-legge cosiddetto Salva Italia sono state trattate con priorità rispetto alle altre tipologie di istanze e che sono in corso di definizione le domande di autorizzazione ai versamenti volontari presentate dai dipendenti prima dell'entrata in vigore del decreto-legge cosiddetto Salva Italia. 
     Posso assicurare, infine, che tali lavoratori in tempi brevissimi saranno messi in condizione di effettuare il versamento minimo richiesto per poter accedere alla salvaguardia, laddove possano far valere anche gli altri requisiti previsti dal più volte citato decreto ministeriale, non subendo alcun pregiudizio dal ritardo dovuto ad aspetti procedurali ed operativi legati all'incorporazione dell'Ente soppresso.

5-07444 Codurelli: Contribuzione volontaria dei dipendenti ex Ipost.
LA REPLICA
  Lucia CODURELLI (PD) prende atto che il Governo, a fronte del terzo atto di sindacato ispettivo presentato sull'argomento, si limita, per l'ennesima volta, ad assumere impegni vaghi e generici, senza prospettare soluzioni concrete, tese a risolvere una problematica che appare sempre più grave e seria.
     Si dichiara pertanto insoddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, ritenendo inaccettabile che, a distanza di due anni dalla soppressione dell'IPOST, i lavoratori dell'ente non siano stati posti nelle condizioni di procedere ai versamenti per la contribuzione volontaria.
     Rileva, quindi, come vengano messi in discussione diritti fondamentali dei cittadini, il cui rispetto, a suo avviso, viene arbitrariamente demandato a decreti ministeriali applicativi che tardano ad arrivare.
     Giudica altresì preoccupante che l'INPS, nonostante sia succeduta all'ex IPOST in tutti i suoi rapporti attivi e passivi, non sia in grado di fornire alcuna informazione su tale vicenda, facendo emergere una sostanziale distanza organizzativa dalle questioni riguardanti detto ente soppresso.
     Auspica, pertanto, una sollecita risoluzione della problematica, invocando un intervento diretto del Ministero presso l'INPS, ai fini della garanzia dei diritti previdenziali dei lavoratori coinvolti.

Basta colpire i più deboli

Roma: 28-09-2012
Basta colpire i più deboli
Sciopero e manifestazione
Pubblico impiego e Università
Concentramento Piazza della Repubblica ore 9
Comizio in Piazza Santi Apostoli - ore 11.
Lo striscione e degli Esodati alla – Manifestazione.
Gli esodati di Roma e del Lazio vanno a chiedere al Sindacato, partendo dalla Camusso, se vogliono organizzare qualcosa, insieme, in sostegno alla 5103.
 
 

Esodati, Fornero lavora al decreto

Esodati, Fornero lavora al decreto
22.14
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero sta mettendo a punto il decreto per salvaguardare 55mila esodati. Lo ha riferito lo stesso ministro, secondo quanto si apprende, nel corso del tavolo con i sindacati sulla Fiat.
Nel decreto rientrano i lavoratori dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese e quelli di Irisbus


Fiat, incontro governo-sindacati: nel Dl sui 55mila esodati anche i lavoratori di Termini e Irisbus
Non una semplice informativa del governo ai sindacati, dopo l'incontro di sabato scorso con i vertici Fiat, ma l'apertura di un confronto più ampio per «comprendere meglio» la posizione dei sindacati, e recepire «impressioni e suggerimenti». Questo, nelle intenzioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il senso dell'incontro che in serata ha visto seduti allo stesso tavolo con Fornero e il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, con il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il leader Fiom-Cgil, Maurizio Landini e il leader Ugl, Giovanni Centrella.
Assenti invece i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti che ieri ha definito «inutile» l'incontro «perché il governo non ci dirà nulla di più di quello che già sappiamo». L'incontro, ha ribadito in mattinata Angeletti, «è così rituale da essere patetico. Come possiamo discutere di ammortizzatori sociali se Fiat non li ha nemmeno chiesti?». Per loro, presenti Fim e Uilm, le sigle di categoria dei metalmeccanici.
Passera: «Tavolo Irisbus convocato il 9 ottobre»
Chiara la posizione espressa dal leader Fiom, Landini, già alla vigilia dell'incontro: «Mi aspetto che il governo convinca Fiat a investire, ad anticipare gli investimenti. Perché è solo con gli investimenti che si difende il lavoro». Al governo Landini ha chiesto anche di non dimenticare «le situazioni non risolte», come il destino degli «stabilimenti di Termini Imerese e Irisbus». Nel decreto con cui saranno salvaguardati 55mila lavoratori dal rischio di rimanere senza pensione né reddito, ha assicurato Fornero comunicando uno degli aspetti di novità della riunione, «saranno inclusi anche i lavoratori di Termini Imerese e Irisbus». Da parte sua, il ministro Passera ha invece annunciato la convocazione per il 9 ottobre di un tavolo sulla Irisbus.
La delusione di Cgil e Ugl
Nel corso dell'incontro la leader Cgil, Camusso, ha sottolineato il senso di impotenza del fronte sindacale a fronte del silenzio di Fiat sul futuro dei suoi stabilimenti italiani: «Rimaniamo in uno stato di sospensione: non c'è più il sogno di Fabbrica Italia e Fiat non ci dice cosa vuole fare». Deluso invece il segretario Ugl, Centrella: «Non sono soddisfatto dell'incontro, avrei voluto maggiore chiarezza su quello che è avvenuto sabato e su quello che il governo vorrebbe fare». L'incontro, aggiunge, è stato «interlocutorio» e «vago».
(Leggi)
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