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venerdì 30 novembre 2012

Ricongiunzioni: saranno onerose solo per le pensioni alte

Ricongiunzione contributi: sarà onerosa solo per le pensioni alte
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La ricongiunzione dei contributi non sarà onerosa per chi non percepisce pensioni superiori ai 15 mila euro: le rassicurazioni del ministro Fornero.
Novità in tema di ricongiunzione dei contributi, non saranno onerose quelle relative a pensioni con importi entro un certo limite. In sostanza quando richiesto dall’INPS dovrà essere pagato soli dalle pensioni più ricche, coloro che non ottengono vantaggi evidenti dal ricongiungimento delle pensioni non dovranno farlo.
=> Leggi dell’abolizione della ricongiunzione onerosa dei contributi
È quanto ha dichiarato il ministro del Welfare Elsa Fornero: pagherà solo chi riceve pensioni superiori ai 15mila euro al mese. Per tutti gli altri lavoratori che hanno versato contributi presso diverse gestioni pensionistiche saranno previste condizioni di ricongiunzione più eque.
Il ministro ha poi affermato di aver chiesto all’Istituto di sapere se si stanno mandando le lettere di richiesta delle somme dovute per i ricongiungimenti solo a coloro che ottengono un vantaggio dal ricongiungimento, ma per ora l’INPS non ha ancora risposto.
Fornero ha quindi invitato chi dovesse ricevere la lettera dell’INPS a non pagare e ad avere «ancora un pò di pazienza», riproponendosi «di risolvere il problema entro fine legislatura» e prendendosi «l’impegno di dire che se nel caso in cui qualcuno abbia ricevuto una comunicazione nella quale si richiedono soldi corrispondenti a una situazione in cui la persona non ha alcun vantaggio allora posso dire che quei soldi non devono essere richiesti».
La soluzione per la ricongiunzione dei contributi dovrebbe essere contenuta nella Legge di Stabilità che, come ricorda il Segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli, «rappresenta l’ultima occasione per risolvere i problemi ancora rimasti aperti sul versante previdenziale, fra i quali il tema della ricongiunzione dei contributi previdenziali non può rimanere insoluto».
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Alcuni esodati di Brescia...

Alcuni esodati di Brescia...
(...)
Nella nostra condizione di esodati è una scelta “obbligata” perché Bersani è l’unico segretario di partito che ha incontrato noi esodati, che ha accettato di ascoltarci e accolti anche quando ci siamo presentati senza preavviso, confrontandosi sul tema, garantendo l’impegno anche personale e proponendo soluzioni che sta portando avanti.
Attualmente Bersani è l’unico politico che, se diventasse Presidente del Consiglio, interverrebbe sulla riforma delle pensioni non solo per risolvere la questione degli esodati, ma anche per introdurvi i correttivi e le gradualità che mancano.

Coi Parlamentari che lo sostengono in queste primarie, gli esodati hanno un rapporto quotidiano. Questi parlamentari sono:
Cesare Damiano, Maria Luisa Gnecchi, Lucia Codurelli, (commissione lavoro della Camera) Pier Paolo Baretta, (commissione Bilancio).

Il rapporto è stato stretto e proficuo in tutti i passaggi di questa incredibile situazione, dal DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 (il cui titolo era:Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”).
(...)
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Legge stabilità: tutela estesa anche alla mobilità in deroga

Venerdì, 30 Novembre 2012 09:33
Esodati/Legge stabilita': tutela estesa anche alla mobilita' in deroga
Di Franco Rossini
Buongiorno,  sono nato il 04/02/1958 ho iniziato a lavorare a Novembre 1973 e ho terminato la mia vita lavorativa a Novembre 2009 (quindi 36 anni di contributi) poi ho stipulato un accordo sindacale di mobilità ordinaria di 3 anni con la mia azienda (Febbraio 2010/Febbraio 2013), sono quindi un lavoratore precoce e posso rientrare negli esodati? Ed eventualmente versare i contributi mancanti per arrivare ai 40 anni e fare domanda di pensione? Io sinceramente non ci capisco più nulla .... MassimoLa risposta è negativa. Ai sensi dell'articolo 24, comma 14, lettera a) del Dl 201/2011 e dell'articolo 22, comma 1, lettera a) del Decreto legge numero 95 convertito con legge numero 135 del 7 Agosto i lavoratori in mobilità possono mantenere le previgenti regole di pensionamento, tra le altre condizioni, se maturano i requisiti per il pensionamento entro la fruizione dell'indennità di mobilità. In questo caso al termine della mobilità, nel Febbraio 2013, si presume che siano stati perfezionati poco piu' di 39 anni di contribuzione, un livello dunque non sufficiente per ottenere la salvaguardia (sarebbero stati necessari 40 anni di contribuzione).

Salve,sono nato il 18.04.1956, a dicembre 2012 maturo 40 anni di contribuzione  sono in mobilta' in deroga fino al 31.12.2012. l'inps mi dice che non sono un salvaguardo in quanto la mobilta' in deroga non rientra. Che fine faccio? Calogero
La posizione dell'Inps è corretta in quanto ne' il Dl 201/2011 nè il Dl 95/2012 hanno tutelato i lavoratori in mobilità in deroga. Con la legge di stabilità la sua posizione potrebbe però cambiare. L'emendamento proposto dai Relatori estenderebbe infatti la salvaguardia anche ai lavoratori in mobilità in deroga (purchè cessati entro il 30.9.2012) che maturino i requisiti per la pensione entro la fruizione della mobilità in deroga.  E' necessario dunque attendere l'approvazione della legge di stabilità per conferma.
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Che differenze vede Ichino tra Renzi e Bersani su esodati?

UN GIUDIZIO IL PIU POSSIBILE OGGETTIVO SULLA PERFORMANCE DI CIASCUNO DEI DUE CONTENDENTI
Intervista a cura di Mariangela Pani per l’Agenzia Adn-Kronos Labitalia, 29 novembre 2012
Che cosa pensa complessivamente del confronto televisivo di ieri sera?Ho visto in quella trasmissione una conferma dell’effetto tonificante e straordinariamente positivo di queste primarie per il Pd. La politica finalmente non è più oggetto di una delega della cittadinanza agli apparati di partito. I cittadini si riappropriano della politica; e decidono per davvero.
Come ne sono usciti, secondo lei, i due candidati?
Entrambi bene, ciascuno con la propria caratterizzazione originaria. Bersani, però, mi è parso un po’ più sotto-tono rispetto a Renzi; sulla difensiva. Renzi ha espresso più energia e più entusiasmo; e si è incominciato a vederlo davvero come possibile capo del Governo. Non più soltanto come Giamburrasca della politica. Ma in qualche passaggio ha ecceduto nello snocciolare dati statistici: l’effetto era un po’ quello del bravo studente all’esame.
Che differenze vede tra i due in materia di riforma previdenziale e esodati?Bersani si è mostrato più disponibile a qualche ammorbidimento della riforma; Renzi ha motivato bene, invece il suo rifiuto di tornare indietro, spiegando che a pagare per questo sarebbero di nuovo le generazioni future, per le quali il sistema prevede comunque già da tempo trattamenti molto peggiori. Insomma, Renzi è nettamente più fedele all’“Agenda Monti”. Sugli esodati, entrambi hanno detto che una soluzione va trovata; ma mi è parso più preciso Bersani, che ha fatto riferimento al mio disegno di legge n. 3515 sulle misure necessarie per l’invecchiamento attivo.
E sul lavoro?Qui è stato molto più preciso e incisivo Renzi, che ha richiamato il progetto del nuovo Codice del lavoro semplificato. Bersani ha detto solo cose molto generiche. Ed effettivamente il suo programma non contiene misure incisive in questa materia: è il capitolo sul quale il Pd è stato in questi ultimi tre anni più inconcludente.
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Attesa per la comunicazione ufficiale della salvaguardia

Esodati/Inps, attesa per la comunicazione ufficiale della salvaguardiaDi Franco Rossini
Venerdì, 30 Novembre 2012 10:30
Esodato poste con accordo individuale in possesso di tutti i requisiti di cui alla lett. g), comma 1, art,2 decreto interministeriale 1 giugno 2012. Presentata e accolta istanza presso la DTL di Mantova entro il termine del 21 novembre, proseguita in originale all'INPS come da lettera di conferma ricevuta dal sottoscritto  chiedesi  l'Istituto Previdenziale, a sua volta, mandera' una lettera di conferma agli interessati con  l'esito della richiesta per la fruizione dei benefici per i lavoratori c.d. "salvaguardati" ? Sandro
Sì, l'Inps dovrà confermare l'accesso alla salvaguardia relativamente al 1° gruppo dei lavoratori salvaguardati con il decreto del 1° Giugno (i primi 65mila). Com'è noto l'istituto sta provvedendo a definire la graduatoria degli aventi diritto ed è necessario quindi attendere ulteriori istruzioni. In particolare l'istituto dovrà indicare le modalità di presentazione delle domande per la pensione per ottenere il beneficio del mantenimento delle vecchie regole pensionistiche.

Sono in mobilità ordinaria ai sensi degli art.4 e 24 legge 23/06/1991 n°223 con accordo sindacale stipulato presso la regione in data 19/01/2010 per riduzione di personale.Ho firmato per l'uscita in dicembre 2010 e sarò in mobilità fino al 31/12/2014 maturando i requisiti alla pensione con quota 98 e 61 anni entro il periodo di mobilità.Per l'INPS sono un propabile salvaguardato.Non ho fatto domanda di istanza DTL,vorrei sapere se ho sbagliato! In caso affermativo posso recuperare,visto che il termine e'scaduto il 21 novembre? Grazie! Pietro
No non ha sbagliato. Ai sensi del decreto del Ministero del Lavoro del 1° Giugno l'istanza alla DTL non è necessaria per i lavoratori in mobilità ordinaria.

Con riferimento allo slittamento dei requisiti pensionistici per aspettativa di vita, dovuti alla riforma Sacconi, non ho trovato alcuna interpretazione concreta del paragrafo contenuto nel messaggio 13343 INPS di agosto 2012, specificamente quando recita " Limitatamente ai soggetti di cui all’articolo 2, lettera c), del decreto interministeriale 1° giugno 2012, già titolari di assegno straordinario alla data del 4 dicembre 2011, che, per effetto dell’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita, conseguono il trattamento pensionistico oltre il limite massimo di permanenza nel Fondo previsto dai singoli Regolamenti di settore verrà assicurata a carico dei Fondi di solidarietà la prosecuzione dell’erogazione dell’assegno straordinario fino al conseguimento della pensione." Ad oggi non mi risulta che alcun regolamento di settore abbia dato seguito a questa determinazione, che resta quindi a livello di ipotesi o proposta. In pratica poichè i miei vecchi requisiti pensionisti maturavano il 1.1.2015 e quindi sino a quella data l'accordo di esodo prevedeva che la Banca mi pagasse i contributi, considerando che io dovrei uscire dal Fondo nello stesso mese di gennaio, dopo aver utilizzato completamente i 60 mesi concessimi del regolamento, mi domando, chi mi pagherà i 3 mesi che la riforma Sacconi mi ha aggiunto di aspettativa di vita? Qualcuno ad oggi, lo sa? Alessandra
Condivido in pieno le preoccupazioni. Ad oggi non sono stati adottati provvedimenti ufficiali al riguardo. Come per molti altri provvedimenti indicati nel messaggio 13343 c'è un certo ritardo delle istituzioni competenti.
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Gli esodati chiedono i danni alla Fornero

Gli esodati chiedono i danni alla Fornero
I comitati faranno causa per mobbing sociale
Flavia Amabile
 30/11/2012
I comitati che difendono i diritti degli esodati hanno deciso di procedere. Per la precisione delle tante associazioni nate in questi mesi, sono il Comitato nazionale dei contributori volontari ed il Comitato dei Quindicenni ad aver conferito al professor Alleva di Bologna l'incarico di denunciare il ministero del Lavoro per danni e mobbing sociale per la riforma delle pensioni e le conseguenze sulle loro vite.

Ecco che cosa scrivono in un comunicato congiunto: "Da ormai 12 mesi 130mila autorizzati alla contribuzione volontaria agli enti previdenziali (INPS ed INPDAP) e 65mila cosiddetti Quindicenni (disoccupati con 15-19 anni di contributi previdenziali versati per pensione minima di vecchiaia) vivono un vero e proprio inferno nel quale sono stati confinati dalla riforma delle pensioni. Infatti a seguito della riforma le loro famiglie hanno vissuto (e stanno vivendo) un vero e proprio incubo vedendo irrimediabilmente compromesso il futuro e il loro presente avendo davanti ancora numerosi anni senza alcun reddito e senza la legittima pensione che è stata spostata nel tempo da 1 a 10 anni, o addirittura cancellata come nel caso dei "quindicenni", anni durante i quali queste famiglie non sapranno di che vivere. 12 mesi durante i quali si sono trattate queste persone e queste famiglie nel peggiore dei modi con continue vere e proprie vessazioni e vero e proprio mobbing sociale quale quello che stiamo subendo, soprattutto, dopo l’emissione del cinico Decreto Ministeriale contenente i 3 infami paletti con i quali ci si espropria della nostra pensione, e quello della circolare dell'Inps n.35 di marzo sui cui il Ministero è intervenuto per affermarvi un'interpretazione restrittiva a proposito delle deroghe del 1992 alla legge Amato n.503 .

Come è noto il danno morale è il turbamento e la sofferenza dell'animo di una persona causato da un illecito. Una volta era legato solo al danno da reato, ma oramai da molti anni la Giurisprudenza della Suprema Corte ammette il risarcimento del danno morale anche in conseguenza dell'illecito civile. Ciò premesso, il senso della azione civile contro il Ministero del Lavoro è quello di richiedere il risarcimento del danno morale patito dai penalizzati dalla riforma in questi lunghi mesi, causato dalla gestione negligente, imperita ed assolutamente dilettantesca di questa riforma che ha procurato allarme sociale e psicologico continuo nei soggetti colpiti dai provvedimenti in esame mediante continue dichiarazioni e controdichiarazioni formali. Addirittura, pubbliche ammissioni che si è sbagliato nel computo dei soggetti "esodati". A queste esternazioni si aggiungono quelle di venire alla nostra ricerca “con il lanternino” oppure quella di suddividerci fra “meritevoli” e “non meritevoli” della salvaguardia e quindi di poter vivere. Infine l’ultima confessione (di pochi giorni fa) della “impreparazione” a svolgere adeguatamente le proprie funzioni. Impreparazione che ha causato i danni che andremo a dimostrare e documentare ai giudici sicuri che vorranno darci ragione. Ragioni che il Ministero ed il parlamento non hanno voluto riconoscere nonostante l’ammissione degli errori senza tuttavia provvedere a correggerli. Anzi opponendosi (nelle forme e con gli strumenti che andremo a dimostrare) a tutti i tentativi del Parlamento volti a correggere tali gravi errori e volti a salvaguardare il futuro di decine di migliaia di famiglie gravemente compromesso da tali errori. Richiederemo un modesto risarcimento del danno patito che verseremo nelle casse di una Associazione senza scopi di lucro, che stiamo costituendo, e che avrà principalmente lo scopo di sostenere le famiglie dei colleghi che rischiano di essere ridotti all’indigenza da questa iniqua ed ingiusta riforma".
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Vite gogoliane da ‘esodati non salvaguardati’

Vite gogoliane da ‘esodati non salvaguardati’
Lo so. A molti sembrerà un ’parlare di altro’.
I disoccupati crescono, i precari pure e gli studenti sono in piazza.
Ma la storia di S.Q. (e dei tanti come lui) è troppo assurda per non raccontarla. S.Q., lo chiamerò così per convenzione, è uno degli ’esodati non salvaguardati’ (c’è esodato ed esodato, siamo in italia): loro sono più di duecentomila, poco più dell’uno per cento di chi lavora in Italia. Del resto, qui siamo, con la Russia, il paese di più antica e barocca burocrazia. Esodato e non salvaguardato. Insomma: un po’ come ‘precario non stabilizzato’. L’incertezza del diritto al lavoro, in carne e ossa.
Parliamo di un cittadino (adulto) in attesa di giudizio sul futuro, cioé sulla pensione. “Sono un cittadino irrisolto, non sto da nessuna parte, né dentro né fuori il lavoro. Aspetto”, dice di sé S.Q.
La sua storia recente è un incubo. S.Q. è un ‘ex’ quadro dirigente di una grande azienda di Stato, una di quelle che milioni di italiani frequentano ogni giorno. Da giovane voleva fare il letterato ma era figlio di operai e a metà degli anni 70 vinse il concorso, lasciò il suo posto da assistente universitario dove, se avesse avuto una famiglia agiata alle spalle, avrebbe fatto il precario per dieci anni e andò al nord per campare la famiglia.
Ora, lui stesso suggerisce la sua parte in questa commedia all’italiana: “Io sono un’anima morta, cacciato in questo purgatorio “. SQ vive e lotta con i suoi gogoliani e danteschi compagni di sventura.
S.Q. ha letto molto e sa che, al contrario della Russia di Gogol e degli Zar, in Italia quasi niente finisce in tragedia ma tutto scivola nel melodramma.
Breve scheda: S.Q. ha 58 anni. E quasi 38 di contributi versati. Maturerà il diritto alla pensione nel 2014. Il suo melo-dramma? Nel giugno 2011, S.Q. ha firmato con la sua azienda un accordo individuale. Si chiama ‘esodo incentivato’. Nessun regalo: quelli come S.Q., le aziende cercano di spingerli gentilmente verso l’uscita e non c’è nulla di biblico nelle loro storie. Prima gli levano i premi di produzione che fanno stipendio. E poi prendono a convocarli a Roma ogni 20 giorni e qualche medio funzionario – come la ‘pittima’, figura grottesca del Sud che ha il ruolo di ricordare alle vittime le rate degli usurai, facendo l’amico – gli suggerisce: “Vai in pensione, ti conviene…”. Siccome S.Q., funzionario scrupoloso ma letterato, voleva scappare dal suo ufficio per tornare a studiare, alla fine ha ceduto: 37 anni e 10 mesi di contributi, l’azienda gliene dà 2 anni e 2 mesi di incentivo all’esodo. Totale: 40 anni tondi. Esodo incentivato. S.Q. firma e va via.
Poi, inizia il melo-dramma. Riforma Sacconi, finestra mobile e un altro anno da aspettare, senza stipendio né pensione. Come fare? L’azienda promette a tutti gli S.Q. di questo purgatorio: “Integro io”. Non c’è il tempo. Novembre 2011, via Sacconi e dentro Fornero. Decreto e un altro anno in più alla pensione. L’esodo si complica. Ora ci sono altri 2 anni e due mesi di buco: 140mila euro da tirare fuori e l’azienda non colma più. Gli S.Q. sono nel limbo a tempo indeterminato? Poi inizia la guerra delle cifre tra ministero e Inps: ma quanti sono questi esodati?
Sono 350mila, ma questo lo sappiamo ora. Solo 60mila tra loro sono ‘salvaguardati’ perché sono tutelati dalla vecchia legge, quella dei 40 anni di contributi versati e ‘salvaguardati’ sono altri 55 mila garantiti da accordi collettivi siglati in vertenze su grandi crisi industriali (Termini Imerese, ad esempio).
Gli altri 235mila circa, proprio quelli come S.Q., sono ‘esodati non salvaguardati’. Cittadini irrisolti. Il governo tecnico si è incartato su di loro: prima sulle cifre, poi sui soldi per coprire le loro pensioni.
Il ministro del lavoro Elsa Fornero ha avuto un braccio di ferro con l’Inps. Ma dice S.Q.: “Le cifre ce le ha sempre avute il ministero”. Perché? “Perché gli accordi individuali siglati sono depositati alla Direzione provinciale del Lavoro, dunque al ministero”. Ma i i soldi? Non ci sono, copertura rinviata alla fine del 2013. “Aspettiamo”, dice S.Q. che, da uomo colto, ammette: “Le pensioni erano da riformare, ma non così!”
Morale? S.Q. esce dal suo melo-dramma e allarga l’obiettivo: “Il problema è il Welfare. Non lo ha inventato il piemontese Don Bosco, ma il tedesco von Bismark che ne ha fatto un sistema rubando le idee ai socialisti dell’800”. Cosa vuol dire? “Che il Welfare non è elemosina ma una cosa seria, non basta come ha fatto Fornero studiare le pensioni in un laboratorio per una vita…sul campo diritti e riforme sono un’altra cosa”.
Perché? Risponde S.Q.: “Perché ci sono di mezzo le persone. E i loro diritti”.
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Castro (Pdl), ricongiunzione onerosa va rivista

Previdenza: Castro (Pdl), ricongiunzione onerosa va rivista
Previdenza: Castro (Pdl), ricongiunzione onerosa va rivista29 Novembre 2012 - 11:37
(ASCA) - Roma, 29 nov - ''La questione della ricongiunzione onerosa delle anzianita' contributive maturate presso gestioni previdenziali diverse e' assai delicata, ma va rivista''. Lo afferma il senatore del Pdl Maurizio Castro, capogruppo in commissione Lavoro.
''Maurizio Sacconi fa una proposta assai saggia - continua Castro -: poiche' a suo tempo alla ricongiunzione onerosa non fu collegata alcuna posta in termini di benefici di finanza pubblica, l'esonero dall'onerosita' per le operazioni che non determinino 'arricchimenti senza causa' per i lavoratori coinvolti e' insieme equo e praticabile. Perche' allora non attivare il relativo meccanismo normativo, con un'azione parlamentare congiunta di chi sul versante previdenziale non cerca insane controriforme, ma miglioramenti seri e responsabili a meccanismi cruciali per coniugare coesione sociale e rigore finanziario?''.
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giovedì 29 novembre 2012

Barbera (Prc): Chiedono danni a ministro Fornero


Esodati, Barbera (Prc): Chiedono danni a ministro Fornero
Roma - 29 nov 2012 | 19:26 (Prima Pagina News)
"Ormai è ufficiale, alcuni comitati nazionali dei cosiddetti “esodati” hanno finalmente conferito l’incarico ai propri legali per chiedere un risarcimento nei confronti del ministero guidato da Elsa Fornero. Il risarcimento verrà chiesto per danni morali e mobbing sociale. Da circa 12 mesi alcune centinaia di migliaia di persone e le loro famiglie stanno vivendo un vero e proprio incubo, visto che la riforma sulle pensioni promossa dal suddetto ministro ha drasticamente compromesso il loro presente e il loro futuro. Centinaia di migliaia di famiglie gettate sul lastrico, non potranno contare né sul reddito di lavoro, né su quello da pensione. Un dramma sociale nato per un clamoroso errore nel conteggio dei soggetti “esodati” al quale, però, nonostante le promesse politiche, non si è voluto in questi 12 mesi dare una correzione”. Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII. “I comitati promotori dell’iniziativa – continua Barbera - intendono avvalersi degli ultimi orientamenti della giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione che, ormai, riconosce la possibilità di ottenere il risarcimento del danno morale anche quando questo non derivi da un illecito penale. L’obiettivo dei suddetti comitati è, infatti, quella di dimostrare ai giudici i danni che sono stati prodotti, in questi ultimi 12 mesi, a centinaia di migliaia di famiglie, in termini di turbamento e sofferenze psicologiche continuate, a causa di una gestione negligente, imperita e dilettantesca della riforma delle pensioni promossa dal ministro Fornero. Tali comitati hanno già annunciato che, in caso di vittoria legale, il risarcimento sarà versato nelle casse di una costituenda associazione senza fine di lucro che opererà a favore degli “esodati” ridotti in condizioni di indigenza dal ministro Fornero. Nel frattempo, in attesa che tale iniziativa possa essere accolta dai giudici, Rifondazione Comunista continua, seppure oscurata dai media, a raccogliere le firme per promuovere il referendum per l’abrogazione dell’odiata riforma Fornero e gli altri referendum sul ripristino dell’art. 18, per la salvaguardia dei contratti collettivi e la riduzione degli emolumenti ai parlamentari”.
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Bersani più preciso su esodati

Ichino, Renzi più incisivo su lavoro, Bersani più preciso su esodati 
Riforma previdenziale ed esodati. Anche su questi temi si sono confrontati ieri sera i candidati premier del Pd, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. [...]
Roma, 29 nov. (Labitalia) - Riforma previdenziale ed esodati. Anche su questi temi si sono confrontati ieri sera i candidati premier del Pd, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. E su pensioni e esodati "Bersani si è mostrato più disponibile a qualche ammorbidimento della riforma; Renzi ha motivato bene, invece il suo rifiuto di tornare indietro, spiegando che a pagare per questo sarebbero di nuovo le generazioni future, per le quali il sistema prevede comunque già da tempo trattamenti molto peggiori". E' l'opinione espressa con Labitalia dal senatore del Pd e giuslavorista, Pietro Ichino.
"Insomma, Renzi -ricorda Ichino- è nettamente più fedele all''Agenda Monti'. Sugli esodati, entrambi hanno detto che una soluzione va trovata; ma mi è parso più preciso Bersani, che ha fatto riferimento al mio disegno di legge n. 3515 sulle misure necessarie per l’invecchiamento attivo".
Sul lavoro invece "è stato molto più preciso e incisivo Renzi, che ha richiamato il progetto del nuovo Codice del lavoro semplificato. Bersani ha detto solo cose molto generiche", commenta ancora Ichino . "Ed effettivamente -conclude- il suo programma non contiene misure incisive in questa materia: è il capitolo sul quale il Pd è stato in questi ultimi tre anni più inconcludente".
I due candidati del Pd, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi sono usciti, prosegue Ichino, dal confronto televisivo di ieri sera "entrambi bene, ciascuno con la propria caratterizzazione originaria". "Bersani, però, -precisa il professore- mi è parso un po’ più sotto-tono rispetto a Renzi; sulla difensiva. Renzi ha espresso più energia e più entusiasmo; e si è incominciato a vederlo davvero come possibile capo del Governo. Non più soltanto come giamburrasca della politica. Ma in qualche passaggio ha ecceduto nello snocciolare dati statistici: l’effetto era un po’ quello del bravo studente all’esame".
"Ho visto in quella trasmissione -commenta ancora il senatore del Pd- una conferma dell’effetto tonificante e straordinariamente positivo di queste primarie per il Pd. La politica finalmente non è più oggetto di una delega della cittadinanza agli apparati di partito. I cittadini si riappropriano della politica; e decidono per davvero".
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Esodati e novità: accordo tra Renzi e Bersani (?)

Esodati e novità: accordo tra Renzi e Bersani
Pensioni e questione esodati nella sfida tra Renzi e Bersani: i due candidati in corsa per elezioni primarie del Pd sembrano aver trovato un punto di incontro su questi temi. Era disaccordo sulla riforma delle pensioni: secondo Renzi non si sarebbe dovuta toccare, mentre l'intenzione di Bersani era quella di renderla più flessibile. Ora il punto di incontro sembra trovato. Tutti dovrebbero essere tutelati. Intanto, secondo le ultime novità previste, per gli esodati della pubblica amministrazione, diversamente da quanto annunciato inizialmente, farà fede la data di emanazione ufficiale del provvedimento di esonero, che non potrà essere successiva al 4 dicembre 2011.
Ad annunciarlo il Ministero del lavoro, che ora sostiene il contrario di quanto indicato dalla Funzione Pubblica di Filippo Patroni Griffi. Secondo il documento precedente, infatti, era sufficiente disporre di un semplice parere favorevole per i dipendenti pubblici coinvolti, purché entro il 4 dicembre 2011, per rientrare nei canoni di tutela.
Ora, invece, il comparto governativo delle politiche sul lavoro smentisce quanto previsto in precedenza, per cui ora non è sufficiente avere avuto l’ok, ma si deve possedere un attestato formale di esonero dal servizio, non posteriore al 4 dicembre dello scorso anno, per accedere ai parametri di salvaguardia. Rimangono validi anche i patti firmati in sede di contrattazione collettiva.
Stretta, invece, sui lavoratori poi rioccupati: gli incentivi si alzeranno solo per coloro che dimostreranno di essere stati assunti come lavoratori subordinati in mobilità, che verranno riconosciuti come vincolati al nuovo impiego per non vedere decaduto il diritto all’ammortizzatore.
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Cisl:Legge stabilità risolva tema ricongiunzioni onerose

IL MONDO / economia / 28 Novembre 2012
Pensioni/Cisl:Legge stabilità risolva tema ricongiunzioni onerose
"Problema da risolvere in questa legislatura"
Roma, 28 nov. "La legge di stabilità rappresenta l'ultima occasione per risolvere i problemi ancora rimasti aperti sul versante previdenziale, fra i quali il tema della ricongiunzione dei contributi previdenziali non può rimanere insoluto". Lo dichiara il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando le indiscrezioni relative alla possibilità di affrontare questo problema nella legge di stabilità.
"Nei mesi passati - dice - il Governo si era impegnato a individuare una soluzione che consentisse ai lavoratori che hanno versato contributi presso diverse gestioni pensionistiche di ricongiungerle a condizioni più eque di quelle attuali.
L'onerosità delle ricongiunzioni è un tema che deve essere affrontato e risolto in questa legislatura. A tale riguardo il Parlamento deve rompere ogni indugio e utilizzare la legge di stabilità, trovando una soluzione che consenta a tutti i lavoratori che hanno versato contributi presso le gestioni pubbliche e quelle dei fondi speciali di poterli ricongiungere in modo gratuito o comunque equo".
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Foti (Pdl): In legge stabilità accolto mio OdG su ricongiunzione onerosa

Pensioni, Foti (Pdl): In legge stabilità accolto mio ordine del giorno su ricongiunzione onerosa
Nel corso dell’esame della Legge di Stabilità appena approvata dalla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto l’ordine del giorno 9/05534-bis-A/079, in materia di ricongiunzione onerosa dei crediti pensionistici, a firma dell’On. Nino Foti. Un risultato importante, ha dichiarato il Deputato del Pdl, su un argomento delicato che coinvolge tantissimi contribuenti.
Onesti cittadini che hanno lavorato per tutta una vita ed ora sono costretti a dover sborsare cifre esorbitanti per poter accorpare i contributi, già versati durante le varie fasi del periodo lavorativo, pur di vedersi riconosciuto il diritto alla pensione.
Credo che queste situazioni vadano sanate, e l’o.d.g approvato va esattamente in questa direzione. In particolare, l’o.d.g. presentato dall’On. Foti impegna il Governo a valutare l’opportunità di adottare provvedimenti legislativi volti ad assicurare, anche in via sperimentale per gli anni 2013 e 2014, ai lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso una delle predette gestioni, la facoltà, al fine di conseguire un’unica pensione, di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso le predette gestioni.
Sempre nello stesso o.d.g. il Governo si impegna a prevedere che questa possibilità possa essere anche esercitata per la liquidazione dei trattamenti pensionistici di vecchiaia, inabilità assoluta e permanente e in favore dei superstiti di assicurato ancorché deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione, sempre che i relativi requisiti siano stati già maturati o siano da maturare entro il 31 dicembre 2014.
 

Passi avanti per le ricongiunzioni onerose

FORNERO: SOLUZIONE PER I RICONGIUNGIMENTI


Previdenza, con Maria Luisa Gnecchi dico: da Fornero passo avanti su ricongiunzioni onerose
Le dichiarazioni del ministro Fornero sulle ricongiunzioni pensionistiche, sulle quali il Pd si è lungamente battuto, fanno finalmente compiere un passo avanti al tema. Apprezziamo il fatto che il ministro riconosca la necessità di una sua soluzione entro la legislatura. Si tratta di riparare ad una ingiustizia evidente che impedisce alle persone che abbiano versato i contributi a più fondi previdenziali di costituire una sola pensione. Noi ribadiamo l’esigenza che le ricongiunzioni verso Inps non siano, come per il passato, onerose e che venga perciò evitato che i lavoratori siano costretti a versare due volte gli stessi contributi. Inoltre, abbiamo più volte ribadito che la nostra intenzione non è quella di dare alcun privilegio ma di riconoscere un elementare diritto di giustizia sociale. Ci auguriamo pertanto che venga trovata rapidamente una soluzione, anche per via amministrativa da parte dell’Inps, per dare una risposta alla proposta di legge unitaria giunta alla fase conclusiva di discussione alla commissione Lavoro della Camera.
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mercoledì 28 novembre 2012

Esodati, sì ad accordi privati. Pubblico impiego: serve atto d’esonero

Esodati, sì ad accordi privati. Pubblico impiego: serve atto d’esonero
Di Admin (del 28/11/2012 @ 08:30:00, in Osservatorio Nazionale)


Non basta parere favorevole, ma servirà atto formale di esodo anche per la PA


Continua il rompicapo: per gli esodati della pubblica amministrazione, diversamente da quanto annunciato inizialmente, farà fede la data di emanazione ufficiale del provvedimento di esonero, che non potrà essere successiva al 4 dicembre 2011.
Lo specifica l’ultima nota del Ministero del lavoro, divulgata ieri per fornire ulteriori indicazioni alla folla di non salvaguardati che provengono dagli uffici pubblici, e non solo.
La singolarità è data dal fatto che il dicastero guidato da Elsa Fornero ha, in sostanza, contraddetto quanto indicato dalla Funzione Pubblica di Filippo Patroni Griffi.
Il Ministero che guida la Pa, infatti, aveva informato, con un documento precedente, come fosse sufficiente disporre di un “semplice parere favorevole” per i dipendenti pubblici coinvolti, purché entro il 4 dicembre 2011, per rientrare nei canoni di tutela.
Ora, invece, il comparto governativo delle politiche sul lavoro finisce per smentire quanto previsto in precedenza, o, meglio, per correggerlo: non è sufficiente avere avuto l’ok, ma si deve possedere un attestato formale di esonero dal servizio, non posteriore al 4 dicembre dello scorso anno, per accedere ai parametri di salvaguardia.
Nella nota diramata dal Lavoro, viene inoltre chiarito come saranno ammessi nel computo delle domande per l’accesso alla tutela pro esodati, anche coloro che avranno stipulato accordi individuali, questa volta con scadenza 31 dicembre 2011. Basterà una prova cartacea a doppia firma, sia del lavoratore che del datore di lavoro o azienda responsabile.
Allo stesso modo, naturalmente, restano validi anche i patti firmati in sede di contrattazione collettiva. Stretta, invece, sui lavoratori poi rioccupati: la sbarra degli incentivi si alzerà solo per coloro che dimostrino di essere stati assunti come lavoratori subordinati in mobilità, che verranno riconosciuti come vincolati al nuovo impiego per non vedere decaduto il diritto all’ammortizzatore.
L’ultima sezione della circolare riguarda, poi, i tanti esodati delle Poste Italiane, i quali saranno allo stesso modo ammessi alle tutele in presenza di accordi sottoscritti in maniera individuale.
Il Ministero del lavoro, non a caso, rammenta come la stessa azienda abbia garantito che la decorrenza di questi esoneri non abbia oltrepassato la data limite del 31 dicembre 2011.
 

Ricongiunzioni onerose. Pagherà solo chi riceve evidenti benefici

Pensioni: ricongiunzioni onerose. Pagherà solo chi riceve evidenti benefici
27-11-2012
Sembra aprirsi uno spiraglio per le migliaia di persone che negli ultimi tempi sono alle prese con la “fantomatica” ricongiunzione dei contributi previdenziali.
Il nodo nasce il 1 luglio 2010 quando lo Stato decide che i lavoratori italiani dovranno pagare per ricongiungere in un unico fondo i contributi versati a diverse casse previdenziali.
In precedenza tutto questo procedimento era a carico delle gestioni, e quindi gratuita per gli iscritti, che dovevano trasferire nel Fondo i contributi relativi ai periodi ricongiunti, più gli interessi al tasso annuo del 4,50 per cento.
Con l’entrata in vigore della legge n. 122/2010, per domande presentate a decorrere dal 31 luglio 2010, l’onere calcolato risulta mediamente incrementato a seguito dell’applicazione dei coefficienti rilevati dalle tabelle di cui al D.M. 31/08/2007.
Tale procedura si trasforma in un vero salasso per i lavoratori. Ma come detto si apre una possibilità che potrebbe risolvere tale “ingiustizia”.
A parlarne è direttamente il Ministro Fornero in un'inchiesta che andrà in onda prossimamente a Report.
Secondo il Ministro coloro che non traggono un vantaggio evidente dalla ricongiunzione non devono pagare. Pagherà solo chi riceve pensioni alte fino a 15mila euro al mese.
Parole di speranza per moltissimi italiani, ma come sempre, prima di esultare noi aspettiamo i fatti.
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martedì 27 novembre 2012

Non finisce mai! il monitoraggio finale dei 65.000 dal 7 gennaio 2013


 

NEL 2013 IL CONSUNTIVO DEI SALVAGUARDATI"  del 27-11-2012
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Renzi: chi ha sbagliato numeri deve essere punito

Esodati: Renzi, chi ha sbagliato numeri deve essere punito
27 Novembre 2012 - 19:03
(ASCA) - Roma, 27 nov - ''Trovo scovolgente che chi ha sbagliato il numero degli esodati non venga punito''. Cosi' Matteo Renzi, sindaco di Firenze, candidato alle primarie del centrosinistra, intervenendo a ''Porta a Porta''. Renzi parla del presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua: ''E' incredibile che il capo dell'Inps guadagni 40 volte quello che prende il direttore degli Uffizi. Saremmo un paese piu' civile se si riducesse questa forbice''.
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Disinnescata la bomba a grappolo degli UNILAV errati?

Potrebbe risolvere il problema rilevato
nei modelli "C2-storico" errati
27/11/2012 16.00
Esodati p.a., tutela rigida
Di Daniele Cirioli
Nessuna salvaguardia pensionistica agli ex dipendenti pubblici in esonero dal servizio se il relativo provvedimento non è stato formalmente adottato entro il 4 dicembre 2011. Per far parte del novero degli «esodati», in altre parole, non basta un «semplice parere favorevole» (come precisava, invece, la funzione pubblica nella nota n. 35430/2012); serve un atto ufficiale, cioè il decreto di esonero. Lo spiega il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 1196/2012 nel fornire nuovi chiarimenti alla procedura di accesso ai benefici per i lavoratori esodati.
Accordi individuali. Due chiarimenti interessano i lavoratori «esodati» per avere risolto il loro rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali oppure in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni sindacali. In linea di principio, spiega il ministero, le relative domande non vanno accolte laddove risulti dichiarata la rioccupazione successivamente alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, in quanto la non rioccupazione è requisito basilare di accesso ai benefici della salvaguardia.
Il ministero, quindi, spiega che le domande presentate da lavoratori che dichiarano di essere stati rioccupati «in qualità di lavoratori subordinati in mobilità» vanno invece accolte perché, anche se non rispondono al requisito di non occupazione, corrispondono a una situazione soggettiva particolare perché i lavoratori, all'epoca, risultavano obbligati a dover accettare l'offerta di lavoro per non perdere lo status di lavoratore in mobilità. Nell'ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro sulla base di accordi individuali, la nota spiega poi che è sufficiente l'accordo sottoscritto solo dalle parti (datore di lavoro/azienda e lavoratore).
Esodati p.a., tutela rigidaPoste Italiane spa. Con riferimento ai lavoratori che hanno chiuso il rapporto di lavoro con le Poste in forza di accordi individuali di incentivo all'esodo, il ministero spiega che le domande vanno tutte accolte in quanto la società (Poste spa) ha comunicato che la cessazione del rapporto di tali dipendenti è intervenuta entro il 31 dicembre 2011, nonostante i modelli Unilav (le Co inviate al centro impiego) presentino una data diversa.
Esonero dal servizio. Con riferimento al personale pubblico in esonero dal servizio, infine, il ministero dà spiegazioni in netto contrasto con la funzione pubblica (si veda ItaliaOggi dell'8 settembre 2012). Infatti, mentre quest'ultima nella nota n. 35430/2012 ammetteva alla salvaguardia anche i dipendenti «non autorizzati formalmente» all'esonero entro il 4 dicembre 2011, ora il ministero richiede esattamente il contrario stabilendo altrimenti il rigetto delle relative domande. In particolare, per il ministero è necessario che alla predetta data «risulti adottato il decreto di esonero non risultando, quindi, sufficiente un semplice parere favorevole».
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MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Nota 22 novembre 2012, n. 71196

Circolare n. 19/2012. Procedura dì accesso ai benefici per i lavoratori ed. "salvaguardati"-Attività di monitoraggio.
Si fa seguito alla Circolare n. 19/2012 del 31 luglio 2012 relativa alla procedura di accesso ai benefici per i lavoratori c.d. "salvaguardati", nonché alla nota prot. n. 38/50086 del 10 agosto 2012 concernente l'attività di monitoraggio, e si ricorda che entro il 23 novembre p.v. deve essere inviato, al consueto indirizzo PEC (dgrisorseumane@mailcert.lavoro.gov.it), nonché all'indirizzo di posta elettronica del dirigente ad interim della Divisione IV - D.G. PIBLO Dott. G. G. (ggaddi@lavoro.gov.it). il report riguardante le ISTANZE pervenute nel periodo 24/07/2012 - 21/11/2012, distinte per tipologie di soggetti interessati.
Resta fermo quanto già comunicato con nota prot. n. 38/57815 del 27 settembre u.s., in ordine alla corretta compilazione del report in argomento ed alla tempestiva trasmissione dello stesso, onde consentire alla scrivente Direzione generale di provvedere agli adempimenti di competenza.
Si coglie l'occasione, a fronte di alcune richieste di chiarimenti pervenute da codesti Uffici, per fornire, d'intesa con il Segretariato Generale, le seguenti ulteriori istruzioni operative, finalizzate ad un uniforme svolgimento della procedura in parola su tutto il territorio nazionale.
1) Riguardo alle ISTANZE di cui all'art. 2, comma 1, lett. g) del Decreto Interministeriale 1 giugno 2012 presentate da lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2011, che dichiarano di essere stati rioccupati antecedentemente all'entrata in vigore della normativa in argomento in qualità di lavoratori subordinati in mobilità, le istanze in parola vanno accolte in quanto all'epoca dei fatti i lavoratori in questione risultavano obbligati ad accettare l'offerta di lavoro per non perdere lo status di lavoratore in mobilità, di cui all'art. 9, lett b) e lett. c) della legge n. 223/91.
2) In merito alle ISTANZE di cui all'art. 24, comma 14, lett. e) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, presentate in virtù di un decreto di esonero adottato in epoca successiva al 4 dicembre 2011, in cui viene citato un parere favorevole espresso in date precedente, tali ISTANZE non possono trovare accoglimento, visto che l'articolo summenzionato fa esplicito riferimento ad un provvedimento formale di esonero dal servizio che deve sussistere
alla data del 4 dicembre 2011, stabilendo che ".....; ai fini della presente lettera, l’istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il provvedimento di concessione sia stato
emanato prima del 4 dicembre 2011;....", non risultando, quindi, sufficiente un semplice
parere favorevole occorso nel termine di cui sopra.
D'altronde, come riportato nella circolare n. 19/2012, "....I soggetti di cui alla lettera
e) dell'art. 2, comma 1, del Decreto intermisteriale, unitamente all’lSTANZA, dovranno produrre apposita dichiarazione...., relativa al provvedimento di esonero, con l’indicazione del periodo dello stesso e degli estremi detratto ai fini dei reperimento del medesimo da parte della DTL competente...".
3) Per quante concerne le ISTANZE di cui all'art- 2, comma 1, lett. g) del Decreto interministeriale 1 giugno 2012 presentate da lavoratori cessati in ragione di accordi individuali sottroscritti solo dalle parti (datore di lavoro/azienda e lavoratore), queste sono da ritenere ammissibili, dato che la disciplina di riferimento così recita: "lavoratori di cui all'articolo 6. comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro li 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa.
4) In ordine alle ISTANZE di cui all’art. 2, comma 1, lett. g) del Decreto Interministeriale 1 giugno 2012 presentate da lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2011, che dichiarano di essere stati rioccupati successivamente alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, le stesse non possono essere accolte in quanto la norma in argomento prevede la "...: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa".
Si evidenzia, altresì, che, in caso di ISTANZE presentate dalle organizzazioni di categoria dietro apposito mandato di patrocinio, le decisioni di accoglimento e di non accoglimelo emesse dalle Commissioni di cui all'art. 4, comma 6, del Decreto Interministeriale 1 giugno 2012, devono essere comunicate, ai sensi della legge 30 marzo 2011, n. 152, nonché del Decreto Ministeriale 10 ottobre 2008, n. 193, oltre che ai soggetti potenziali beneficiari della tutela in argomento, anche a patronati, onde consentire agli stessi di svolgere correttamente le funzioni di tutela dei propri assistiti, ivi compresa la richiesta di riesame avverso i citati provvedimenti.
Quanto sopra riportato con riferimento agli istituti di patronato e di assistenza sociale, deve intendersi valevole anche riguardo alle attività svolte, su delega ed in rappresentanza degli interessati, da parte dei consulenti del lavoro di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12.
Inoltre, con riferimento ai soggetti cessati dal rapporto di lavoro con la Società Poste Italiane S.p.A, in forza di accordi individuali di incentivo all'esodo di cui all'art. 2, comma 1, lett. g) del Decreto Interministeriale 1 giugno 2012, si rappresenta che la predetta Società ha provveduto a dichiarare che la data di cessazione del rapporto di lavoro dei dipendenti interessati è intervenuta entro il 31 dicembre 2011, nonostante nei relativi modelli UNILAV inviati all’INPS sia stata, in precedenza, inserita erroneamente una data successiva.
Pertanto, tenuto conto della comunicazione di rettifica della Società in argomento, le ISTANZE dei dipendenti della predetta Società dovranno essere oggetto di esame da parte delle citate Commissioni.
Infine si comunità che il 7 gennaio 2013 questa Direzione generale procederà a compiere il monitoraggio conclusivo dell'intera procedura.
Di conseguenza, codesti Uffici avranno cura di osservare scrupolosamente il rispetto della tempistica sopra segnalata, per l'invio del relativo report definitivo.
 

Detta così può ingannare

Esodati Poste: tutte le domande saranno accolte
Esodati Poste Italiane Spa ammessi alla salvaguardia. Questi e altri i chiarimenti sugli esodati in una nota a firma del Ministero del lavoro
Esodati poste Italiane spa: da accogliere tutte le domande di accesso alla pensione. A fornire chiarimenti in merito è stato direttamente il Ministero del lavoro che in una nota dà delucidazioni importanti in ordine agli esodati.
Esodati ultime notizie: la nota del Ministero
Si torna a parlare di esodati in via ufficiale con un nota protocollo n. 1196/2012 del Ministero del lavoro che fornisce chiarimenti proprio in merito alla procedura di accesso ai benefici per i lavoratori esodati.
Rapporto di lavoro risolto il 31.12.11: i chiarimenti
Tra i lavoratori esodati che possono accedere alla pensione secondo i requisiti antecedenti la riforma pensioni di dicembre 2011, vi sono i lavoratori che hanno risolto il loro rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali oppure in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni sindacali. In linea di principio, spiega il ministero, le domande di accesso ai benefici per gli esodati non vanno accolte se risulta una rioccupazione successiva alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, in quanto la non rioccupazione è requisito basilare di accesso ai benefici della salvaguardia. In sostanza, spiega la nota del Ministero, le domande di accesso ai benefici per gli esodati presentate da lavoratori che dichiarano di essere stati rioccupati «in qualità di lavoratori subordinati in mobilità» vanno invece accolte perché corrispondono a una situazione soggettiva particolare visto che i lavoratori, all’epoca, risultavano obbligati a dover accettare l’offerta di lavoro per non perdere lo status di lavoratore in mobilità.
Rapporto di lavoro risolto sulla base di accordi individuali
Nell’ipotesi invece di risoluzione del rapporto di lavoro sulla base di accordi individuali, la nota del Ministero chiarisce che basta l’accordo sottoscritto solo dalle parti, ossia dal datore di lavoro/azienda da una parte e lavoratore dall’altra.
Esodati poste: domande di pensione da accogliere tutte
Infine, non per ordine di importanza, chiarimenti importanti sono dati in merito agli esodati Poste Italiane. In relazione proprio ai lavoratori esodati Poste italiane che hanno chiuso il rapporto di lavoro in forza di accordi individuali di incentivo all’esodo, nella nota si chiarisce che le richieste di accesso ai benefici vanno tutte accolte in quanto la società Poste spa ha comunicato che la cessazione del rapporto di tali dipendenti è intervenuta entro il 31 dicembre 2011.
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L’asurdità delle ricongiunzioni previdenziali



Lunedì 26 novembre, su “l’Unità” un articolo di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi

L’ASSURDITA’ DELLE RICONGIUNZIONI PREVIDENZIALI

lunedì 26 novembre 2012

Morra (Pdl): tuteleremo tutti. Ma dopo la legge di stabilità


PENSIONI/ Esodati. Morra (Pdl): tuteleremo tutti. Ma dopo la legge di stabilità
Il Sussidiario.net
CARMELO MORRA spiega perché, con ogni probabilità, nell'esame al Senato delle legge di stabilità sarà pressoché impossibile individuare...
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L'opzione donna resta valida dopo la legge di stabilità

Lunedì, 26 Novembre 2012 10:20
Esodati, l'opzione donna resta valida dopo la legge di stabilita'Di Franco Rossini
Sono una ex dipendente di 56 anni di uno zuccherificio che il 24 novembre del 2009 ha sottoscritto un accordo sindacale per l'esodo incentivato, ritenendo di poter andare in pensione, con l'opzione  contributiva ( 57 anni per le donne della riforma Dini), a partire dalla vecchia terza finestra del 2013. Con la riforma Sacconi mi ritrovo a mio carico, con l'allungamento della finestra mobile oltre ai tre mesi aggiuntivi della nuova aspettativa di vita, ulteriori 15 mesi e , così, se tutto fila liscio dovrei essere in pensione a partire dall'ottobre 2014. Ad oggi ho maturato 36 anni e 6 mesi di contribuzione INPS. Poichè da questo mese termina l'assegno di mobilità ed i requisiti minimi di 57 anni li raggiungo il 19 giugno del 2013 le chiedo se posso rientrare nelle nuove disposizioni della legge finanziaria, anticipando quale esodata la data di pensionamento. AssuntaLa risposta è negativa. Le disposizioni contenute nella legge di stabilità (per quanto è dato sapere al momento attuale) non producono cambiamenti per la sua posizione previdenziale e in generale per coloro che intendono usufruire della cd. "opzione donna" (articolo 1, comma 9, legge 243/04).  Resta dunque confermata la possibilità di andare in pensione optando per la liquidazione del trattamento con il sistema contributivo una volta perfezionati 57 anni e 3 mesi e 35 anni di contributi a cui aggiungere una finestra mobile di 12 mensilità (Circ. Inps 53/2011 e 35/2012).
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I lavoratori in mobilità possono riprendere a lavorare

Lunedì, 26 Novembre 2012 08:48
Esodati, i lavoratori in mobilita' possono riprendere a lavorareDi Franco Rossini
Sono un'esodata nata il 23/7/1953. Lavoro dal settembre 1972 ed ho maturato i 40 anni il 30/9/2012. Sono in mobilità dal 1/6/2009 per 36 mesi. Visto che mi mancavano 4 mesi di contributi ho sospeso la mobilità per un lavoro a tempo determinato, per 8 mesi, dal 1/12/2010 al 31/7/2011 prorogando quindi la mia mobilità che dovrebbe terminare il 31/1/2013. Se riesco ad ottenere la salvaguardia dovrei andare in pensione il 01/12/2013. Ora la ditta dove ho lavorato mi ha richiamato proponendomi un ulteriore anno di lavoro, con un contratto a tempo determinato di circa un anno per "sostituzione maternità". Io vorrei accettare per non rimanere senza sussidi durante i 10 mesi dalla fine della mobilità al pensionamento, mi chiedo però se accettando un lavoro perderei la salvaguardia. L'INPS mi ha detto di sì, mentre il patronato mi ha detto di no, che il fatto di lavorare o meno è ininfluente ai fini della salvaguardia. Inoltre sarei disposta anche a rinunciare a due mesi di mobilità per ottemperare ai miei impegni con l'azienda. Ci sarebbero problemi? Luciana
La posizione dell'Inps non è coerente. Il decreto interministeriale dello scorso 1° Giugno non richiede - riguardo ai lavoratori in mobilità ordinaria - non dispone la necessità di non aver trovato un'occupazione lavorativa, ovviamente compatibile con la permanenza nelle liste di mobilità, per il periodo successivo alla data di collocamento in mobilità. Si ritiene pertanto che l'accettazione di un lavoro a tempo determinato sia ininfluente ai fini della salvaguardia.
Per completezza si ricorda che la necessità di non aver trovato occupazione lavorativa è sancito invece per i lavoratori cessati dal servizio a seguito di accordo con il datore di lavoro (art. 6, comma 2-ter, dl 216/2011) nonchè per gli autorizzati alla contribuzione volontaria della contribuzione.

Sono esodato ENEL con accordi individuali , cessato dal lavoro il 31/12/2009.  Autorizzato dall’INPS ai versamenti volontari in data 01/02/2010 (sempre pagati fino a giugno 2012).
Ho ricevuto avviso INPS il 30/07/2012 che sono tra i possibili salvaguardati .  Ho raggiunto 2080 settimane (40 anni) di contributi il 07/04/2012 ( secondo sportello amico INPS)
Ho presentato domanda online alla D.T.L. di Torino il 08/08/2012 ed ho ricevuto risposta positiva di accoglimento dell’istanza tramite email il 09/10/2012 (il Patronato dice che non ha valore perché non ho la firma digitale certificata, è vero??)  Chiedo se devo ancora pagare i contributi volontari,già pagati fino a giugno 2012 (circa 3 mesi in più dei 40 anni maturati). Inoltre le chiedo se e cosa posso fare per recuperare i 6 mesi di finestra che mi sono stati aggiunti dopo che ho cessato la mia attività lavorativa e firmato accordi con il mio datore di lavoro.  Infine,secondo Lei quando potrò prendere la sospirata pensione? Mauro

Si tratta di una scelta personale. Avendo raggiunto i 40 anni di contribuzione certificata Inps può anche sospendere il versamento dei volontari. Tenga comunque presente che è necessaria una comunicazione Inps circa l'effettiva inclusione nella salvaguardia prima di poter avere la certezza di mantenere le previgenti regole di pensionamento. La comunicazione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. In tal caso la pensione decorrerà dal mese di Giugno 2013 trascorse 13 mensilità di finestra mobile. Il recupero dei mesi di slittamento non è possibile nel suo caso in quanto non rientra nelle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 12-bis del Dl 78/2010 (il quale ha disposto la proroga dell'assegno di sostegno per il periodo intercorrente tra le vecchie e le nuove finestre per i soli lavoratori in mobilità ordinaria o nei fondi di solidarietà di settore al 31 Maggio 2010). 
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sabato 24 novembre 2012

Fornero: “Gli esodati? Colpa di altri. Non ero preparata a fare il ministro”

Fornero: “Gli esodati? Colpa di altri. Non ero preparata a fare il ministro”
"Ho accettato di fare il ministro non avendone nessuna preparazione, ho accettato perché me lo ha chiesto Mario Monti". Elsa Fornero lo ha detto ieri sera a Firenze durante un convegno organizzato dall'Istituto Stansen.
Probabile che la nuova uscita faccia sbizzarrire gli utenti dei social network, dove il ministro è un bersaglio facile grazie alle innumerevoli "perle" che sta regalando nelle ultime settimane. Anche ieri, a dire il vero, non si è proprio risparmiata.
Sugli esodati, creati di fatto dalla sua riforma delle pensioni: "Altri hanno determinato gli esodi, noi siamo chiamati a risolvere il problema. E' colpa di un sistema pensionistico che era fortemente sbilanciato tra le generazioni, le riforme avevano avuto sempre una certa timidezza di applicazione e quindi erano sempre state realizzate difendendo le parti relativamente anziane e scaricando maggiormente le nuove regole sulle nuove generazioni'' ha sostenuto.
"Invece di tenere attaccato il lavoratore al posto di lavoro. Noi pensiamo, il mondo pensa, che sia meglio occuparsi del lavoratore e della sua occupabilità sul mercato, la blindatura è una rigidità. La riforma del Lavoro? Nessuno ha la ricetta per riforme perfette ma con umiltà e pragmatismo si possono risolvere le questioni che non vanno e potenziare quelle che vanno''.
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Le regole imposte dal Decreto Fornero

Sabato, 24 Novembre 2012 12:59
Esodati/Precoci, le regole imposte dal Decreto Fornero
Di Franco Rossini
Salve dottore, le pongo il mio interrogativo; ho 54 anni, ho lavorato dal novembre 1973 al settembre 2008, poi in CIG ( salvo qualche periodo di lavoro) fino al dicembre 2011, e dal 31 dicembre2011 licenziato e messo successivamente in lista di mobilità, pensa che potrò far parte dei prossimi 55000 salvaguardati o no? Orazio
Se gli accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali sono stati assunti presso la sede di governo può  rientrare tra i 55 mila salvaguardati di cui all'articolo 22 del Dl 95/2012. Si dà per scontato che si raggiungano i 40 anni di contribuzione entro la fine dell'indenità di mobilità.

Buonasera proprio oggi è arrivata dal DTL di roma la risposta della lettera che ho spedito il 14 9 2011 e nella mail in allegato c'è scritto " DECIDE L'ACCOGLIMENTO DELL'ISTANZA IN PREMESSA PRESENTATA DAL SIG." Scusi l'ignoranza, vorrei sapere se rientro nei 65000 o no se invece è si come mi devo comportare. Roberto
Ha concluso tutti i passi necessari. Deve attendere il completamento della graduatoria dei 65mila da parte dell'Inps per conoscere se sarà incluso effettivamente tra coloro che accederanno alla pensione con le previgenti regole. Al momento non è possibile sapere se è o meno incluso nella graduatoria in quanto l'istituto non ha fornito comunicazioni al riguardo.

Vorrei chiedere se, secondo lei, posso sperare di accedere alla pensione anticipata senza penalizzazioni. Sono nato il 10 Marzo 1961, al 30 Novembre 2012 avrò maturato un monte contributivo di 39 anni e 2 mesi così costituiti:
30 anni e 2 mesi da lavoro dipendente (dal 1/1/83 al 30/11/2012)
9 anni da Esposizione amianto ( dal 1/1/83 al 31/12/2000 18 anni esposto, come da sentenza esecutiva). L'azienda per cui lavoro, attiverà un processo di incentivazione verso la mobilità per chi raggiungerà il requisito pensionistico nell'arco di 4 anni. Vorrei sapere se, come anche lei sostiene, i contributi da esposizione ultradecennale all'amianto si possono/devono considerare da "Lavoro Effettivo" e se, accettando la fuoriuscita dal lavoro con il meccanismo della mobilità, i contributi versati sino al raggiungimento di 42 anni e 6 o 10 mesi (Marzo/Agosto 2016) verrebbero considerati "Figurativi" esponendomi alla penalizzazione come da Milleproroghe (Raggiungimento dei requisiti entro il 31/12/2017). Marcello

La modifica apportata dall'articolo 6, comma 2-quater del Dl 216/2011 al Dl 201/2011 consentirà a coloro che matureranno l’anzianità contributiva minima entro il 31 dicembre 2017, ovverosia 42 anni e 6 mesi per gli uomini dal 2014 (42 anni e 10 mesi dal 2016 considerando anche l'aspettativa di vita) di andare in pensione senza alcuna penalizzazione anche se, per tale data, non avessero compiuto i 62 anni di età a condizione che l’anzianità contributiva da considerare derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e per cassa integrazione guadagni ordinaria.
E' chiaro dunque che vengono esclusi dal computo i periodi figurativi di Cigs, di cassa integrazione in deroga, di mobilità, di astensione facoltativa per maternità, i periodi di disoccupazione ed ogni altro tipo di contribuzione figurativa.  Posto che la norma parla di prestazione effettiva di lavoro si ritiene che siano esclusi dal computo anche i periodi di contribuzione volontaria ed i riscatti del periodo legale di laurea.
Molto piu' controversa la contribuzione da esposizione ad amianto. In estrema sintesi e senza pretesa di esaustività ritengo tuttavia che questa maggiorazione sia una estensione della contribuzione effettiva da lavoro e che dunque possa essere utile ad escludere la penalizzazione. Sul punto sarebbe auspicabile una conferma Inps.
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Comunicato stampa. Depositato al TAR del Lazio un ricorso

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa


Depositato al TAR del Lazio il ricorso che impugna per illegittimità ed incostituzionalità il decreto del Ministro Fornero sulla riforma delle pensioni
A seguito dell’entrata in vigore della riforma previdenziale Monti-Fornero oltre 270.000 famiglie italiane sono oggi nella condizione di restare da 1 a 10 anni senza alcun reddito e senza la legittima pensione. Infatti la legge di riforma prevedeva la salvaguardia dei lavoratori ed ex-lavoratori che erano in prossimità della pensione. Ma il successivo Decreto Attuativo della legge di riforma firmato dal Ministro Fornero imponeva pesanti condizioni capestro per tale salvaguardia che è stata, di fatto, limitata a soli 65.000 pensionandi, diventati poi 120.000 con il successivo DL 95, su un totale di quasi 500.000 pensionandi interessati. Condizioni che prevedono: avere la decorrenza della pensione non oltre il 4.12.2014; non aver lavorato ed aver versato un contributo volontario entro tale data per i contributori volontari, avere 20 di contributi (anziché 15) per i cosiddetti quindicenni ; essersi dimessi per accordo all’esodo entro il 4.12.11; aver risolto il rapporto di lavoro con accordo governativo; risultare in congedo entro il 4.12.11 per i genitori di disabili.
Un Decreto Ministeriale cinico, iniquo ed illegittimo che ha sostanzialmente previsto una lotteria fra i soggetti interessati gettando i “non estratti”nella più grave situazione familiare e sociale fortemente compromessa per anni. Un decreto che ha irrimediabilmente compromesso il futuro di 270.000 famiglie condannate all’indigenza per numerosissimi anni e senza alcuna prospettiva sociale.
Contro questo illegittimo ed iniquo Decreto 70 “non meritevoli” della salvaguardia di tali norme capestro hanno dato mandato agli avvocati Prof. Proietti Fabrizio del foro di Roma e Francesco Stallone di quello di Palermo, per impugnare il Decreto.
Tale ricorso è stato depositato il 7 c.m. presso il TAR del Lazio. Un ricorso con il quale si richiede l’annullamento del Decreto e la remissione degli atti alla Corte Costituzionale affinché ne dichiari la sua incostituzionalità.
I 70 ricorrenti (coordinati ed assistiti nell’iniziativa dai responsabili del Comitato I Quindicenni, Contributori Volontari ed Esodati e Lavoratori Precoci) hanno dettagliatamente illustrato e documentato i loro casi individuali di esclusione dalla vera e propria lotteria prevista nel Decreto comune a tutti gli altri 270.000 esclusi. 70 ricorrenti in rappresentanza di tutte le categorie dei “non salvaguardati” dalle nuove norme previdenziali: 39 contributori volontari, 13 esodati, 4 mobilitati e 13”quindicenni”, 1 in attesa validazione di convenzione internazionale - rappresentanti di tutte le regioni italiane e che rischiano di perdere da 3 mesi a 8 anni di pensione restando, per tale periodo, senza alcun sostentamento.
Abbiamo atteso invano fino all’ultimo giorno di scadenza dei termini previsti per la presentazione del ricorso con la speranza che il Ministro o il Parlamento modificassero la normativa impugnata. Infatti nonostante lo stesso Ministro abbia più volte riconosciuto pubblicamente l’errore commesso anziché correggerlo lo ha reiterato con un nuovo DM di ottobre 2012 ed il Parlamento ha partorito un insufficiente emendamento al DDL sul Bilancio di Stabilità che non corregge affatto il problema salvaguardando solamente poco più di 10.000 non salvaguardati su oltre 270.000.
Di fatto il Parlamento ha abdicato il suo potere legislativo ad un Ministro che ha scritto la peggiore ed iniqua riforma del sistema pensionistico italiano degli ultimi 40 anni.
Il nostro auspicio ed obbiettivo è quello che il TAR, con la sua favorevole sentenza, costringa il Ministro ed il Parlamento a riscrivere l’iniquo Decreto per salvaguardare, oltre ai 120.000 colleghi hai quali è stato giustamente riconosciuto il legittimo diritto alla pensione, anche gli altri 270.000 cosiddetti “esodati” e gli oltre 50.000 cosiddetti “quindicenni”.
Comitato I Quindicenni Comitato Contributori Volontari Comitato Esodati e Lavoratori Precoci

Evelina ROSSETTO Francesco FLORE Claudio ARDIZIO



Incontro dei NON salvaguardati di Roma e Lazio

Per i NON SALVAGUARDATI
di Roma e Lazio

Incontro giovedì 29-11-2012 
ore 16,00 nei locali dello Spi/Cgil
Via Foligno, 20 - Roma
nelle vicinanze di via Taranto
(PT ROMA APPIO)
per decidere quali azioni mettere in atto verso le nostre ex aziende di appartenenza

Bersani: La partita non è finita senza risolvere il problema degli esodati

Riforma delle pensioni
Il Segretario del PD, Pierluigi BersaniBersani: La partita non è finita senza risolvere il problema degli esodati
venerdì 23 novembre 2012 - 19.39.23
Così il Segretario del PD a un comizio in merito alla riforma
MODENA - «Non possiamo considerare chiusa la partita delle pensioni se non si risolve la questione degli esodati». Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in un passaggio del suo comizio, a Novi di Modena, dedicato alla riforma delle pensioni.
(Leggi)

Rai Parlamento: si parla di pensioni

Rai Parlamento del 24-11-2012: si parla di pensioni Video
 
 

Pensioni, ricongiunzioni onerose

Rassegna TV dell'INPS

Pensioni e ricongiunzioni onerose 2/2
VIDEO Durata:05:53 Fonte:Uno MattinaDimensione:12,0 MBData:10/11/2012
A Mattino in famiglia il 10 novembre scorso torna in primo piano il tema delle pensioni. I conduttori propongono un approfondimento sulla questione della norma che ha reso i ricongiungimenti onerosi, costringendo tanti pensionandi e pagare cifre elevatissime per mettere insieme la contribuzione versata tra Inpdap e Inps, in modo da riavere la pensione alla quale avevano diritto e un altro focus sull’impatto della riforma pensionistica su donne e giovani. Ospiti in trasmissione il Presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, Walter Passerini redattore responsabile Economia e Lavoro de La Stampa e Carla Cantone, Segretario generale Pensionati CGIL. I conduttori chiedono agli ospiti ipotesi di revisione sull’art.12 della Legge 122 e sulla riforma delle pensioni.
Per informazioni visita l'utilissima rassegna stampa, rassegna Rdio e TV.

venerdì 23 novembre 2012

Vendola: Fornero ha sbagliato conti su esodati

Vendola: Fornero ha sbagliato conti su esodati

"Il ministro Fornero ha fatto male i conti sugli esodati perché sono 300.000 i lavoratori che attendono un ombrello prima che arrivi il diluvio universale, ma almeno la metà non ha ottenuto nessuna risposta". Lo ha detto Nichi Vendola intervistato da "Radio anch'io". "Nel confronto su Sky tra i candidati alle primarie - ha aggiunto il presidente della Regione Puglia - eravamo tutti d'accordo nel mettere mano alla controriforma delle pensioni. Anche Bersani ha espresso disagio, ma alla fine tutti votano i provvedimenti del governo Monti".
 

Ok soluzioni esodati, ma le coperture non bastano per tutti

Ok soluzioni esodati, ma le coperture non bastano per tutti
Sono ancora migliaia di migliaia i cosiddetti lavoratori esodati senza soluzione. La stima non deriva da un dato politico né tanto meno può essere matematicamente verificato, ma sono comunque tutti d'accordo sul fatto che siano rimasti fuori dalla coperture moltissime persone.
Secondo Massimiliano Fedriga , capogruppo della Lega Nord in Commissione Lavoro della Camera, “Le nuove salvaguardie contenute nella legge di stabilità riguardano poco più di 10mila esodati, il che vuol dire che ancora circa 250mila lavoratori rimarranno privi di tutela reddituale.
Il governo si è impegnato a risolvere definitivamente il problema: rispetto gli impegni presi, il governo avrebbe voluto togliere la parola definitivamente. Occorre garantire a tutti gli esodati una tutela pensionistica una volta per tutte senza ulteriori tentennamenti da parte del governo”.
Le misure della Legge di Stabilità che riguardano gli esodati, nonostante ci siano ancora parecchi nodi da risolvere, dalla mancanza di una cifra certa, alla mancanza delle eventuali risorse necessarie per la loro salvaguardia, consistono soprattutto in un un fondo da 100 milioni di euro in cui confluiscano tutte le risorse stanziate per i lavoratori esodati, che ammontano a 9 miliardi di euro.
Ma secondo la Ragioneria di Stato le risorse non saranno sufficienti a coprire la platea di migliaia di lavoratori, che a quanto pare sono ancora da individuare certamente. Sì anche all’emendamento alla Legge di Stabilità, dell'ex-ministro Renato Brunetta del Pdl e dal deputato del Pd Pier Paolo Baretta, che hanno proposto di far pagare la tutela degli esodati a chi riceve una pensione lorda sopra i 3mila euro.
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