Indirizzo mail

Puoi contattarci scrivendo a: cumpustela@gmail.com

domenica 31 marzo 2013

Il nostro milione


Il prolungamento dell'assegno di mobilità

Esodati, il prolungamento dell'assegno di mobilita'

Scritto da
Ho lasciato il lavoro il 31/12/2009 collocato in mobilita ordinaria con accordo sindacati confindustria e datore di lavoro per riduzione personale. Maturato i 40 anni la prima settimana di giugno 2012. Terminata la mobilita il 08/01/2013. Ora sono senza mobilita e senza pensione. Ricevuto la seconda lettera dall INPS DIRITTO A PENSIONE DA MOBILITA il 01/02/2013. vorrei sapere quale mese potro andare in pensione visto che lINPS una volta mi ha risposto LUGLIO e unaltra volta mi ha risposto AGOSTO 2013 . ma sopratutto desidererei avere un chiarimento sul prolungamento della mobilita. il patronato mi dice che dovrebbe venire in automatico. ho fatto domanda di pensione ad agosto 2012 perche la mia vecchia finestra prima della legge Sacconi era ottobre 2012. la domanda mi e stata respinta ma quello gia lo sapevo. quello che non so se il patronato assime a quella domanda abbia fatto esplicita richiesta di prolungamento della mobilita come pare che sia richiesta .
Giuseppe da Sommariva

Se i 40 anni di contributi sono maturati nel Giugno 2012 la pensione decorrerà dal mese di Agosto 2013 stante l'applicazione di una finestra mobile di 13 mensilità.
Il prolungamento della mobilità - ai sensi dell'articolo 12, comma 5-bis del dl 78/2010 - deve essere richiesto al momento della presentazione della domanda di pensione (cfr. messaggio inps 1648/2012 e DM 63655/2012). La domanda va presentata circa 2/3 mesi prima dell'apertura della vecchia finestra di decorrenza (le cd. finestre di accesso). Ritengo pertanto che il patronato abbia agito correttamente.
(Leggi)

venerdì 29 marzo 2013

Proietti (Uil): su Esodati siamo solo a metà dell’opera

PENSIONI/ Esodati. Proietti (Uil): siamo solo a metà dell’opera, ecco dove trovare le risorse per tutti
venerdì 29 marzo 2013
INT. Domenico Proietti
L’incertezza sulla nascita del nuovo governo è assoluta. Almeno, tuttavia, la politica non ha scordato alcune priorità fondamentali. Per farvi fronte, il Parlamento ha istituito a tempo record una commissione speciale che si occuperà dell’aggiornamento del Def per sbloccare i crediti vantati dalle imprese nei confronti dello Stato, del Dpr sulll’8 per mille e dello schema di decreto di salvaguardia dell’ultima trance di esodati tutelati nel corso dell’ultima legislatura. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Domenico Proietti, Segretario confederale della Uil con delega alle Politiche fiscali e previdenziali. 
Ritiene che sia stato fatto abbastanza?
Siamo a metà dell’opera. Grazie alla nostra azione, e alle mobilitazioni che nei mesi scorsi hanno trovato ascolto in Parlamento, è stato possibile tutelare circa metà delle persone interessate dalle penalizzazioni della riforma Fornero. Ora, si tratta anzitutto, di dare piena attuazione a quei decreti di salvaguardia.
L’istituzione della supercommissione dovrebbe avere proprio un tale obiettivo.
Esatto. Tuttavia, invitiamo a prestare attenzione affinché tra le pieghe delle procedure non si incorra in rallentamenti o, peggio ancora, in interpretazioni restrittive da parte del ministero e dell’Inps, come già è avvenuto in passato. Chiediamo, quindi, che anche l’applicazione dell’ultimo decreto sia attuata sulle falsariga delle scelte assunte in precedenza.
Di per sé, come valuta la decisione di istituire una supercommissione ad hoc?
Positivamente. In astratto, infatti, questo Parlamento avrebbe anche potuto aspettare la composizione delle nuove commissioni prima di agire. Ma le nuove commissioni non saranno nominate prima dell’insediamento del prossimo governo. C’era il rischio, quindi, di dover attendere ancora settimane. Così facendo, invece, i gruppi parlamentari si sono mossi in coerenza con quanto fatto a fine legislatura. Bisogna ammettere che, da parte pressoché di tutti, c’è stata grande attenzione a trovare un soluzione per rimediare agli errori del ministro Fornero.
Quale sarà il passaggio successivo?
Sarà necessario rispondere all’altra metà della platea che ancora attende soluzioni precise e concrete. Per il momento, sono stati salvaguardati quanti si trovano o rischiano di trovarsi nella condizione di esodati nell’arco dell’anno in corso. Dal 2014 in poi, tuttavia, ci saranno ancora centinaia di migliaia di cittadini che, senza ulteriori interventi, rischieranno di trovarsi senza reddito da pensione o da lavoro.

Come si dovrà procedere?
Evitando, anzitutto, di fare come il ministro del Lavoro che, nei giorni scorsi, ha cercato di rassicurare gli interessati dicendo: “Stiamo lavorando in silenzio”. Ecco, è proprio il silenzio che ci preoccupa. Il silenzio, infatti, implica evidentemente l’assenza di qualsivoglia confronto. E proprio l’assenza di confronto è stata alla base dei danni prodotti dalla nuova disciplina. Aggiungo che sarà opportuno procedere con il metodo di salvaguardia graduale sin qui assunto: trovando, di volta in volta, le risorse necessarie per chi rischia di essere esodato a breve, e impegnandosi solennemente a reperirle per quelli che lo saranno nei prossimi anni.
La supercommissione si è assunta anche l’incarico di dare attuazione allo sblocco dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 40 miliardi in due anni. Si tratterà di risorse in meno per gli esodati?
Non direi. Tale sblocco, anzitutto, è necessario. Oggi, infatti, ci troviamo di fronte al paradosso di aziende che non falliscono più per debiti ma per crediti. Tuttavia, si tratta di un capitolo di bilancio per i quali le risorse sono state trovate, e va considerato separatamente da quello degli esodati. Mai e poi mai, quindi, potrà essere utilizzato come alibi per non risolvere la questione.
In ogni caso, dove pensa che si troveranno le risorse necessarie?
Anzitutto, dai risparmi prodotti dalla stessa riforma delle pensioni. E’ possibile, inoltre, agire sui costi della politica che, finora, sono stati tagliati in maniera decisamente esigua. Mi riferisco non tanto e non solo agli stipendi dei parlamentari, quanto all’eliminazione di svariate voci di spesa connotate da corruzione, o al taglio di miriadi di consigli di amministrazioni di enti pubblici del tutto superflui.
Di per sé, come valuta la decisione di istituire una supercommissione ad hoc?
Positivamente. In astratto, infatti, questo Parlamento avrebbe anche potuto aspettare la composizione delle nuove commissioni prima di agire. Ma le nuove commissioni non saranno nominate prima dell’insediamento del prossimo governo. C’era il rischio, quindi, di dover attendere ancora settimane. Così facendo, invece, i gruppi parlamentari si sono mossi in coerenza con quanto fatto a fine legislatura. Bisogna ammettere che, da parte pressoché di tutti, c’è stata grande attenzione a trovare un soluzione per rimediare agli errori del ministro Fornero.
Quale sarà il passaggio successivo?
Sarà necessario rispondere all’altra metà della platea che ancora attende soluzioni precise e concrete. Per il momento, sono stati salvaguardati quanti si trovano o rischiano di trovarsi nella condizione di esodati nell’arco dell’anno in corso. Dal 2014 in poi, tuttavia, ci saranno ancora centinaia di migliaia di cittadini che, senza ulteriori interventi, rischieranno di trovarsi senza reddito da pensione o da lavoro.
Come si dovrà procedere?
Evitando, anzitutto, di fare come il ministro del Lavoro che, nei giorni scorsi, ha cercato di rassicurare gli interessati dicendo: “Stiamo lavorando in silenzio”. Ecco, è proprio il silenzio che ci preoccupa. Il silenzio, infatti, implica evidentemente l’assenza di qualsivoglia confronto. E proprio l’assenza di confronto è stata alla base dei danni prodotti dalla nuova disciplina. Aggiungo che sarà opportuno procedere con il metodo di salvaguardia graduale sin qui assunto: trovando, di volta in volta, le risorse necessarie per chi rischia di essere esodato a breve, e impegnandosi solennemente a reperirle per quelli che lo saranno nei prossimi anni.
La supercommissione si è assunta anche l’incarico di dare attuazione allo sblocco dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 40 miliardi in due anni. Si tratterà di risorse in meno per gli esodati?
Non direi. Tale sblocco, anzitutto, è necessario. Oggi, infatti, ci troviamo di fronte al paradosso di aziende che non falliscono più per debiti ma per crediti. Tuttavia, si tratta di un capitolo di bilancio per i quali le risorse sono state trovate, e va considerato separatamente da quello degli esodati. Mai e poi mai, quindi, potrà essere utilizzato come alibi per non risolvere la questione.
In ogni caso, dove pensa che si troveranno le risorse necessarie?
Anzitutto, dai risparmi prodotti dalla stessa riforma delle pensioni. E’ possibile, inoltre, agire sui costi della politica che, finora, sono stati tagliati in maniera decisamente esigua. Mi riferisco non tanto e non solo agli stipendi dei parlamentari, quanto all’eliminazione di svariate voci di spesa connotate da corruzione, o al taglio di miriadi di consigli di amministrazioni di enti pubblici del tutto superflui.
(Leggi)

Come risolvere la questione esodati: i nodi da sciogliere

Come risolvere la questione esodati: i nodi da sciogliere
Autore: Marianna Quatraro
Finiranno in Aula il prossimo due aprile le questioni sui debiti della pubblica amministrazione e quella sugli esodati. Per discutere proprio di questo è stata istituita una Commissione speciale in materia. In particolare, la supercommissione dovrà esaminare la relazione del governo per l'aggiornamento del Def, propedeutica al decreto sui debiti della pubblica amministrazione, lo schema di Dpr sull'8 per mille e lo schema di decreto che riguarda i requisiti di accesso alla pensione per gli esodati.
Il compito della Commissione sarà non quello di dar vita a novità che possano tutelare ulteriori esodati, quanto assicurarsi che i provvedimenti già realizzati dal governo vengano messi in atto per assicurare la salvaguardia ai primi tutelati.
Tra i problemi da affrontare quello, per esempio, di coloro che pur avendo i requisiti per uscire dal lavoro non sono rientrati nella prima platea dei 65mila salvaguardati e che hanno però la possibilità di rientrare nel secondo gruppo dei 55mila.
Ma tutto sembra piuttosto confuso: secondo Alessandro Costa, ex dirigente Telecom, oggi referente di migliaia di esodati, le indicazioni dell’Inps sono piuttosto confuse.
Se, infatti, da una parte è chiaro il posticipo della data limite fissata al 5 gennaio 2015 al posto del 5 gennaio 2014, dall’altra non è affatto chiaro chi potrà effettivamente rientrare nella platea dei 55mila tutelati provenienti dal gruppo dei 65mila.
Ed ecco che, allora, perché la questione esodati venga discussa in modo chiaro ed esauriente il prossimo due aprile in Aula è necessario chiarire e semplificare quanto comunicato dall’Istituto.
Secondo Costa, andrebbero innanzitutto verificate le pratiche di assegno di pensione alla luce dei tre decreti pensati a tutela dei primi 130mila esodati, individuare davvero le posizioni di salvaguardia e liquidarle. L’obiettivo finale è quello di riuscire a salvaguardare tutti.
(Leggi)

La Rete dei Comitati si rivolge alla Commissione Parlamentare Speciale

Esodati, la Rete dei Comitati si rivolge alla Commissione Parlamentare Speciale

Scritto da
La Rete dei comitati degli Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Quindicenni, Fondi di settore, Esonerati e Donne Esmol, in questi giorni di grave incertezza politica, ha ritenuto di attivarsi facendo un primo, concreto passo per riavviare il discorso politico sul gravissimo problema sociale che, fatti salvi i pochi (molto pochi) i quali, proprio in questi giorni, stanno ricevendo i sospirati certificati di pensione, coinvolge ancora circa 300.000 famiglie nel dramma della riforma pensionistica; questo senza tener conto di tutte quelle categorie, come i licenziati per cessata attività, che i provvedimenti di salvaguardia non hanno preso in considerazione e che nemmeno sono mai entrati a far parte delle statistiche.
Il timore che il forte ricambio avvenuto tra i seggi di entrambe le Camere possa vanificare molti mesi di lavoro, di riunioni, di interpellanze parlamentari, di diritti restituiti seppur non ancora onorati, è fondato. Per questo la Rete ha inviato, nella settimana scorsa, ai Parlamentari della XVII legislatura, un dossier col quale ha inteso fornire una base informativa comune circa gli aspetti normativi ed attuativi della riforma pensionistica, degli effetti perniciosi indotti con l'assunzione del concetto di retroattività della Legge e sul complesso intreccio normativo che dovrebbe regolare tutta la vicenda.
Ora, la Rete dei Comitati si rivolge direttamente alla Commissione Parlamentare Speciale per il controllo degli atti urgenti del Governo con una lettera, indirizzata a tutti i Parlamentari chiamati a gestire alcuni atti inderogabili del governo. Nella missiva, nella quale la Rete non manca di stigmatizzare ulteriormente le molte lacune legislative, si chiede, non senza argomentarne le motivazioni, il rinvio alle Camere dello schema di Decreto Interministeriale, il quale dovrà definire le modalità attuative della salvaguardia per l'ultimo contingente di 10.130 salvaguardati. Nel documento viene infine ribadita la volontà di collaborare con le forze parlamentari per addivenire ad una soluzione condivisa e definitiva della vicenda Esodati in tutta la sua complessità. Su questo ultimo punto, alcuni contatti pare siano già in corso.
E' d'altro canto difficile immaginare che la Commissione Speciale lascerà cadere questa forte richiesta di collaborazione e dialogo e, come tra l'altro suggerito nella lettera stessa, la discussione non potrà non tener conto della cosiddetta, e mai del tutto accantonata, Proposta Damiano (PdL 5103). Proposta alla quale ora la politica dovrà però dare serie e concrete risposte per quanto riguarda i necessari finanziamenti e che, d'altra parte, non può teorizzare soluzioni di tipo contributivo per chi, ormai troppo avanti negli anni, non ne ricaverebbe nemmeno l'equivalente di un reddito di cittadinanza.
I documenti presentati ai componenti la Commissione Parlamentare Speciale sono scaricabili a fondo articolo.
(Leggi)

giovedì 28 marzo 2013

6890 cessati dal servizio attendono conferma di salvaguardia

Esodati, 6890 cessati dal servizio attendono la conferma della salvaguardia

Scritto da

Sono un esodato postale, il 27/10/2011 presso la DTL di Lodi ho firmato l'accordo individuale, ai sensi dell'Art. 2113 c.c., comma 4 dell'Art. 411 cpc 3° comma, che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro il 31/12/2011. Sono stato autorizzato alla contribuzione volontaria il 26/01/2012. Al 19/12/2012 avevo già accreditato tre versamenti, l'ultimo bollettino è stato pagato in data 26/03/2013. Ho presentato l'istanza per i lavoratori salvaguardati come richiesto dal ministero politiche sociali. Ho ricevuto risposta dell'accoglimento dell'istanza da parte della DTL di Lodi in data 25/10/2012. Mi sono rivolto più volte all'INPS, senza ottenere risposte. Quando avrò diritto alla pensione di anzianità? Verrò incluso nei salvaguardati? Sono nato il 03/01/1954. Valter

Nella domanda non è specificato il maturato contributivo e dunque non è possibile comprendere quando maturerebbe il diritto alla pensione. Ad ogni modo l'articolo 6, comma 2-ter del Dl 216/2011 convertito con legge numero 14/2012 e il decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali del 1° Giugno 2012 (cd. lista dei 65mila) concede la salvaguardia ai lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali o collettivi sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attivita' lavorativa.
Gli interessati devono risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina pensionistica vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 6 Dicembre 2013.
Il numero dei lavoratori tutelati in questa categoria è pari a 6.890 e il criterio ordinatorio della graduatoria è quello della data di cessazione dell'attività lavorativa.
Per questa categoria si attende tutt'oggi che l'Inps completi la graduatoria e confermi la salvaguardia ai potenziali beneficiari.

Commissione al lavoro. Novità su requisiti e schema pensioni Fornero

Esodati: commissione già al lavoro. Novità su requisiti e schema pensioni Riforma Fornero
Autore: Marianna Quatraro
Si continua a lavorare sulla questione esodati: le novità
Non ci saranno cambiamenti sostanziali, né tanto meno sarà previsto un allargamento della platea dei soggetti beneficiari di tutela, niente rivoluzione, dunque, ma semplicemente si prevede di stabilire meglio i requisiti e gli schemi per andare in pensione con una semplificazione delle norme Inps già previste.
Queste le novità che attendono gli esodati, le migliaia di lavoratori che con l’avvento elle nuove norme previste della riforma Fornero rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.
Ad eccezione, sulla carta, dei 130mila salvaguardati con i primi tre decreti passati che tutelano una prima platea di 65mila lavoratori, una seconda platea di 55mila e una terza di ultimi 10mila lavoratori individuati.
Nonostante i decreti di salvaguardia approvati, restano però ancora aperte diverse questioni, come i tempi di decorrenza pensione per le platee dei primi 65mila e dei secondi 55mila oggetti di tutela.
Come riporta il messaggio inps 4678, per il secondo gruppo dei 55mila salvaguardati il termine ultimo per la decorrenza della pensione è stato spostato al 6 gennaio 2015 e sono in tanti coloro che si chiedono se sia stato spostato al 6 gennaio anche il termine ultimo della decorrenza pensionistica per il gruppo dei 65mila che cade il 6 dicembre 2013.
L’Inps precisa, in questo caso, che la precedente salvaguardia, che riguarda appunto il primo gruppo dei 65mila, nonostante le variazioni di tempo del secondo decreto, resta regolata dal messaggio inps numero 13343 dell’agosto 2012.
Questo stabilisce per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e i lavoratori cessati dal servizio che la decorrenza della prestazione è fissata entro il 6 dicembre 2013. Nessun cambiamento, dunque. E le Commissioni sono già al lavoro per l’individuazione di requisiti per andare in pensione.
Secondo il Pd, bisognerebbe ripristinare miglioramenti ingiustificatamente cancellati. I deputati democratici, Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, hanno spiegato “Nella legge di stabilità avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare. Era stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato più di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all’esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilità viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l’autorizzazione.
Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra”.
(Leggi)

Famigliamoci e la crisi. Dagli esodati ai minori

Famigliamoci e la crisi. Dagli esodati ai minori
23 marzo 2013
COMO Aiutare chi aiuta. Si potrebbe sintetizzare in queste tre parole l'intento di Famigliamoci, progetto della Fondazione della Comunità Comasca per sostenere quanti sul territorio hanno inventato risposte ai bisogni emergenti, a partire dal vuoto educativo, dalle centinaia di bambini e ragazzi che vivono senza riferimenti, senza una strada dove muovere i propri passi verso il futuro.
Associazioni e comunità di accoglienza, vere "imprese" di solidarietà vissuta quotidianamente, a fianco di persone emarginate, famiglie in crisi, ragazzi da accompagnare nello studio e nel tempo libero, chiedono sostegno per andare avanti in tempi particolarmente difficili.
Così hanno creato una cordata, unito le loro aspirazioni sotto l'egida della Fondazione presieduta da Giacomo Castiglioni, per accrescere il coinvolgimento dell'intera comunità sociale e potenziare un impegno che esprime iniziative concrete in diversi settori.
Villa Padre Monti di Erba, la Grande Casa di Lurate, la Scuola Steineriana di Trecallo e Gaudium Vitae di San Fermo insieme all'Ozanam realizzeranno una serie di interventi a favore dei genitori in difficoltà; l'Annunciata, il Manto, la Grande Corte e Queste Generazione, tutte non profit di Como, si impegneranno a favore dei figli; l'Azalea di Tremezzo, Il Quartiere di Como e Radici e Ali di Fino Mornasco agiranno a favore dell'autonomia.
(Leggi)

Riammesse le domande respinte

Welfare 28 gennaio 2013, 10:14 
Esodati, riammesse le domande respinte. Pensioni a rischio slittamento
Circolare Inps riapre alle domande rigettate: tutto rinviato
duelloEsodati, stop alle domande respinte. Con la circolare 1500 del 24 gennaio, l’Inps ha chiarito che le richieste di salvaguardia già rigettate non dovranno essere ancora considerate escluse dalla possibilità di tutela.
Ancora non è detta l’ultima parola, insomma, per coloro che, presentando richiesta alle Direzioni territoriali del Lavoro, si siano sentiti negare l’opportunità di ritrovarsi tra i “fortunati” 130mila cui lo Stato ha assicurato copertura.
Dunque, quei soggetti giudicati a corto di requisiti per la salvaguardia, devono considerarsi ancora in gioco, almeno finché l’Inps non avrà terminato lo screening della platea di ex lavoratori coinvolti.
Ciò comporta che non solo le domande rifiutate vadano giocoforza riammesse, ma che debbano anche essere, per ciò detto, nuovamente analizzate, alla luce di quelle che saranno le istruzioni finali dell’ente previdenziale in materia.
C’è, però, un rischio che può far segnare un nuovo, colpevole ritardo alle elargizioni degli assegni agognati per le decine di migliaia di lavoratori coinvolti: dal primo febbraio, secondo la road map governativa, dovrebbe infatti partire la somministrazione degli assegni.
Ora, però, con la riammissione delle domande prima respinte e le conseguenti fasi di studio necessarie, l’attesa rischia di allungarsi nuovamente per gli esodati, le cui posizioni sono già in “freezer” da diversi mesi, tra snodi burocratici e stime contabili.
Insomma, il cammino degli esodati potrebbe rallentare ancora una volta il passo, anche se, come già era apparso nei primi giorni dell’anno, fino ad aprile gran parte dei dossier aperti resterà insoluta.
A questo proposito, la nuova circolare Inps fornisce alcuni ragguagli per coloro che, in passato, abbiano versato contributi per una delle Casse professionali: gli interessati, si conferma, non subiranno alcun trattamento di sfavore, potendo rientrare pienamente tra i tutelati in una delle tre tranche previste dal governo.
Riguardo,nello specifico, proprio il primo decreto, quello ormai in dirittura d’arrivo, che salverà 65mila non tutelati, viene ribadito come coloro i quali si siano trovati a versare contributi volontariamente non dovranno aver svolto, nel periodo successivo alla fuoriuscita, alcuna attività lavorativa.
Ebbene, nel caso di alcune casse previdenziali, che richiedono un minimo di versamento anche se l’attività professionale è sostanzialmente ferma, va fornita una dichiarazione al fine di certificare come tali quote non sono da collegare al normale esercizio dell’attività.
Naturalmente, spetterà poi agli uffici deputati il controllo sulla veridicità delle comunicazioni, ricorrendo, all’occorrenza, fino agli estremi bancari degli effettivamente operanti per trovare conferma del non svolgimento della professione.
(Leggi)
 

INPS - messaggio 1500

Messaggio n. 1500
Allegati n.2

OGGETTO: Salvaguardia ai sensi dell’art. 24, commi 14 e 15, della Legge 22 dicembre 2011, n. 214 - Monitoraggio 65.000. Ulteriori istruzioni

 
In riferimento alla salvaguardia di cui all’oggetto, si fa seguito ai messaggi n. 13343 del 9 agosto 2012 e n. 13719 del 22 agosto 2012 al fine di fornire ulteriori istruzioni operative.
  1. Gestione delle domande di pensione presentate dai soggetti potenziali beneficiari della salvaguardia
In attesa del completamento delle attività di monitoraggio previste dal comma 15 dell’articolo 24 della legge n. 214 del 2011 e del prossimo inoltro ai soggetti interessati alla salvaguardia in argomento della comunicazione/invito a presentare le domande di pensione, le sedi avranno cura di non adottare provvedimenti di reiezione delle domande eventualmente già pervenute per l’accesso al trattamento pensionistico con decorrenza - in base ai requisiti precedenti alla Riforma Monti Fornero - nel primo quadrimestre 2013.
Pertanto, tali domande dovranno essere tenute in apposita evidenza, provvedendo a darne formale comunicazione agli interessati nei termini che seguono: “La sua domanda di pensione in salvaguardia verrà definita non appena saranno terminate le relative operazioni di monitoraggio”.
Quanto sopra dovrà riguardare soprattutto le domande di pensione di anzianità con decorrenza da febbraio 2013, al fine di evitare il posticipo della stessa, tenuto conto che il trattamento pensionistico in questione, in presenza dei requisiti legge, decorre dal 1° giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda.
I provvedimenti di reiezione adottati sino ad oggi dovranno essere riesaminati ed eventualmente annullati ove sussistano tutti i requisiti di legge per il diritto alla c.d. “salvaguardia”, con riconoscimento del diritto alla pensione sulla base dell’originaria domanda.
1.1 Nuovi prodotti Webdom per la gestione delle domande di pensione ai sensi della salvaguardia di cui alla legge 214/2011
Per individuare i soggetti ammessi al pensionamento in salvaguardia, sono stati istituiti prodotti Webdom relativi alle relative domande di pensione, creando due nuovi prodotti con le seguenti specifiche:
“Pensione di anzianità con Salvaguardia ex L. 214”
Gruppo: 0001 – Anzianità/Vecchiaia
Sottogruppo: 0001 – Pensione di anzianità
Tipo: 0XXX – Salvaguardia ex L. 214
“Pensione di vecchiaia con Salvaguardia ex L. 214”
Gruppo: 0001 – Anzianità/Vecchiaia
Sottogruppo: 0002 – Pensione di vecchiaia
Tipo: 0XXX – Salvaguardia ex L. 214
E’ prevista anche una ulteriore suddivisione (Tipologia della Richiesta) con i rispettivi seguenti quattro gruppi:
  • AAS - Anzianità (Automatica) Salvaguardia ex L. 214;
  • AMS - Anzianità (Manuale) Salvaguardia ex L. 214;
  • VAS - Vecchiaia (Automatica) Salvaguardia ex L. 214;
  • VMS - Vecchiaia (Manuale) Salvaguardia ex L. 214.
Prodotti Particolari.
Per i soggetti che accedono in salvaguardia ai seguenti trattamenti pensionistici:
- pensione di anzianità per le lavoratrici che accedono a tale trattamento in regime sperimentale (articolo 1, comma9, della legge n. 243 del 2004)
- Pensione di vecchiaia nel sistema contributivo;
- Pensione di vecchiaia a seguito trasformazione assegno ordinario invalidità,
dovrà essere utilizzato il SOLO campo Tipologia della Richiesta, che dovrà assumere gli stessi valori già indicati sopra.
I prodotti sono stati previsti anche per la procedura di trasmissione telematica della domanda di pensione da parte dei patronati (on-line e off-line) e per procedura di trasmissione telematica della domanda di pensione da parte del cittadino (on-line).
Per queste domande devono essere compilati gli stessi pannelli normalmente previsti per la pensione di anzianità o di vecchiaia."
I nuovi prodotti sono neutralizzati ai fini degli indicatori del Cruscotto direzionale collegati ai tempi soglia.
Con successivo messaggio verrà comunicata la disponibilità delle procedure di liquidazione.
2 Adempimenti per la definizione delle posizioni dei soggetti salvaguardati
Si interessano le Sedi ad indicare, nell’oggetto dell’e-mail di trasmissione alla casella istituzionale di posta elettronica salvaguardia65@inps.it, dei provvedimenti delle DTL, la gestione di iscrizione del soggetto cui si riferisce il provvedimento (ex INPDAP o ex IPOST).
Si rammenta altresì che i provvedimenti di accoglimento delle istanze presentate dai soggetti appartenenti alla categoria di cui all’art. 24, comma 14, lettera e) della legge n. 214 del 2011 (lavoratori esonerati dal servizio di cui all’art. 72, comma 1, del D.L. n. 122 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008) iscritti alla Gestione ex Inpdap, devono essere inoltrati alla casella istituzionale di posta elettronica dctratpensuff1@inpdap.gov.it, come già precisato nel messaggio n. 13343 del 2012, punto 4.
3 Gestione delle posizioni relative ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria e ai lavoratori cessati in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo: lettere d), g) e h) dell’articolo 2, comma 1, del decreto interministeriale del 1° giugno 2012.
Si coglie inoltre l’occasione per rammentare che i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria in data anteriore al 4 dicembre 2011, per poter accedere alla salvaguardia, non devono essersi rioccupati successivamente all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, come precisato al punto 4 del messaggio n. 20600 del 13/12/2012.
Per quanto riguarda i lavoratori cessati in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo, si rende noto che il Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali con nota prot. n. 0071196 del 22.11.2012, indirizzata alla Direzioni Territoriali del Lavoro, ha precisato che le istanze presentate da detti lavoratori devono essere respinte qualora i medesimi “dichiarano di essere stati rioccupati successivamente alla data di risoluzione del rapporto di lavoro”.
Al riguardo, al fine di verificare la condizione di non rioccupazione dei lavoratori di che trattasi per l’accesso alla salvaguardia, si interessano le Sedi ad esaminare le posizioni degli interessati, presenti nel monitoraggio 65.000 e da processare con Unicarpe, anche con l’ausilio delle informazioni contenute nel Casellario degli attivi.
A tal fine, la procedura MONITORAGGIO65000 è stata implementata per consentire la visualizzazione dell’estratto conto integrato, cliccando sul codice fiscale del lavoratore.
Inoltre, si pone il problema di alcuni lavoratori interessati alla salvaguardia in argomento che risultano iscritti presso Casse professionali o Enti privatizzati che prevedono, anche in assenza di svolgimento effettivo dell’attività professionale, il versamento obbligatorio di una “contribuzione minima” al fine di poter mantenere l’iscrizione all’albo/ente di appartenenza.
Per procedere ad una corretta lavorazione di tali posizioni, le Sedi avranno cura di acquisire dai soggetti interessati una dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche ed integrazioni, con la quale si attesti sia l’obbligatorietà del versamento di contribuzione minima alla gestione di appartenenza, sia la circostanza che la contribuzione effettivamente versata non è collegata allo svolgimento di alcuna attività lavorativa.
Anche nelle suddette ipotesi, l’accertamento della veridicità delle dichiarazioni sostitutive presentate andrà effettuata con l’ulteriore ausilio del Casellario degli attivi, mediante la verifica della tipologia della contribuzione versata, ovvero se questa sia pari o superiore alla contribuzione minima obbligatoriamente dovuta e se sia presente contribuzione integrativa oppure riferibile a più fondi di contribuzione della medesima Cassa o Ente (es. Enpam).
Al riguardo, si fa presente che per le Casse professionali e gli enti privatizzati è previsto il versamento di una contribuzione legata al reddito professionale del soggetto iscritto.
Per alcune Casse o Enti, tuttavia, è previsto il versamento di una contribuzione (generalmente denominata minima) non legata al reddito ne' all'esercizio della professione ma alla sola iscrizione all’Albo o al Ruolo.
Inoltre la maggior parte di dette Casse o Enti hanno contribuzione integrativa legata al volume di affari ai fini IVA, anche questa obbligatoria nel caso di esercizio di attività professionale.
La distinzione delle varie tipologie di contribuzione si evince dall’Estratto Conto Integrato (ECI) del Casellario dei Lavoratori Attivi, servizio disponibile al percorso: intranet; Processi; Assicurato pensionato; Estratto Conto Integrato Casellario Lavoratori Attivi.
L’estratto, per facilitare la lettura del quale si allega un’apposita guida al presente messaggio (all. n.1 e n.2), si compone dei seguenti quadri:
-il quadro A che prevede l’esposizione dei periodi contributivi e/o dei volumi affari IVA;
-il quadro B dove sono inseriti gli importi dei contributi versati.
Solo per ENASARCO è presente il quadro C per l’indicazione dei contributi e dei mandatari.
Si precisa ulteriormente che per l’ENPAM è prevista la sola contribuzione soggettiva che, tuttavia, può essere collegata a più fondi di gestione del medesimo Ente (quadro A dell’ECI).
Per ENASARCO rileva il solo quadro C dell’ECI dove sono esposti i contributi e i mandatari degli agenti di commercio.
La presenza nel quadro A di periodi con volume di affari IVA e/o sul quadro B di versamenti per contributi integrativi o aggiuntivi e/o di versamenti per contributi soggettivi in fondi diversi dal fondo generale, in particolare per ENPAM, e/o della contribuzione nel quadro C per il solo ENASARCO, è indice di attività lavorativa effettivamente svolta.
Il Direttore Generale
Nori

mercoledì 27 marzo 2013

Ripristinare le modifiche della Fornero al decreto su Legge stabilità

Esodati: decreto Fornero? Con Marialuisa Gnecchi dico: ripristinare miglioramenti ingiustificatamente cancellati

Nella legge di stabilità avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare.
Era stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato più di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all’esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilità viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l’autorizzazione. Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra. Questo è inaccettabile e non può essere tollerato che un miglioramento conquistato nella legge di stabilità dopo un’aspra battaglia parlamentare venga annullato dal decreto con una interpretazione peggiorativa.
Il risultato, non risolutivo, di salvaguardare 130 mila lavoratori, che abbiamo raggiunto nell’ultimo anno, non può essere messo in discussione. Per il Pd risolvere il problema di chi è rimasto senza reddito a causa degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero deve essere un dei punti centrali per il programma del nuovo governo.
(Leggi)
 

Damiano e Gnecchi: esodati, tema centrale per nuovo governo

Esodati: Damiano e Gnecchi, tema centrale per nuovo governo
27 Marzo 2013 - 19:37
Esodati: Damiano e Gnecchi, tema centrale per nuovo governo(ASCA) - Roma, 27 mar - ''Nella legge di stabilita' avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l'autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare. Era stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato piu' di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all'esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilita' viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l'autorizzazione. Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra''. Lo dichiarano in in una nota i deputati democratici, Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi.
''Questo e' inaccettabile - proseguono - e non puo' essere tollerato che un miglioramento conquistato nella legge di stabilita' dopo un'aspra battaglia parlamentare venga annullato dal decreto con una interpretazione peggiorativa.
Il risultato, non risolutivo, di salvaguardare 130 mila lavoratori, che abbiamo raggiunto nell'ultimo anno, non puo' essere messo in discussione. Per il Pd risolvere il problema di chi e' rimasto senza reddito a causa degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero deve essere un dei punti centrali per il programma del nuovo governo''.
(Leggi)

martedì 26 marzo 2013

Vecchie e nuove finestre mobili per i quarantisti

Esodati, vecchie e nuove finestre mobili per i quarantisti
Lunedì, 25 Marzo 2013 10:10
Scritto da 
Sono un lavoratore del settore credito che ha ricevuto la lettera di salvaguardia dall'Inps ma non riesco ancora a capire quando andrò in pensione. Dal 01/04/2009 sono in esodo e raggiungo i 40 anni di contributi nel Maggio di quest'anno. Credevo di andare in pensione nel Giugno 2014 ma i patronati mi dicono che ci sono ancora altri due mesi di potenziale attesa. Quanto c'è di vero?
Fausto da Verona
Si condivide quanto affermato dai patronati. Il comma 22 ter, dell'articolo 18, della legge n. 111 del 2011 ha aggiunto, al comma 2, dell'articolo 12, della legge n. 122 del 2010, il seguente periodo: "I soggetti di cui al presente comma che maturano i previsti requisiti per il diritto al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico con un posticipo ulteriore di un mese dalla data di maturazione dei previsti requisiti rispetto a quello stabilito al primo periodo del presente comma per coloro che maturano i requisiti nell'anno 2012, di due mesi per coloro che maturano i requisiti nell'anno 2013 e di tre mesi per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 1 º gennaio 2014".
Conseguentemente, i lavoratori destinatari della c.d. "salvaguardia", i quali maturano, nell'anno 2012, il requisito contributivo di 40 anni per il diritto al pensionamento, indipendentemente dall'età, potranno accedere alla pensione con il posticipo di 1 mese rispetto a quanto previsto dall'articolo 12, comma 2, prima parte, della legge n. 122 del 2010 (circolare n. 126 del 2010; msg. n. 016032 del 5 agosto 2011). Il posticipo di che trattasi sarà pari a due mesi per coloro che maturano i requisiti nell'anno 2013 e a tre mesi per coloro che maturano i requisiti dall'anno 2014.
La pensione decorrerà quindi  dal mese di Agosto del 2014 stante l'applicazione di una finestra mobile di 14 mensilità.
Ricordo tuttavia che il comma 22 quater del citato articolo 18 ha disposto, altresì, che detto posticipo delle decorrenze non trova applicazione, nel limite numerico di 5.000 unità, ai lavoratori appartenenti alle categorie di seguito indicate, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012:
a) ai lavoratori collocati in mobilità' ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 giugno 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 giugno 2011;
c) ai lavoratori che, alla data di entrata in vigore del citato decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Inoltre, il comma 22-quinquies del citato articolo 18 ha disposto altresì che l'INPS provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui sopra che intendono avvalersi della salvaguardia dal posticipo delle decorrenze. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 5.000 domande di pensione, l'INPS non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 22-quater.
(Leggi)

Al via commissione speciale Camera

Politica
Debiti PA, esodati, 8x1000: al via commissione speciale Camera
Oggi la costituzione. Verrà composta da 40 deputati, la relazione arriverà in aula il 2 aprile
Via libera dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio alla costituzione di una commissione speciale che avrà il compito di esaminare tre atti urgenti. Si tratta di una sorta di supercommissione Bilancio che dovrà esaminare la relazione del governo per l'aggiornamento del Def, propedeutica al decreto sui debiti della pubblica amministrazione, lo schema di Dpr sull'8 per mille e lo schema di decreto che riguarda i requisiti di accesso alla pensione per gli esodati. La commissione, che viene istituita oggi in Aula, sarà formata da 40 deputati e la relazione arriverà all'esame dell’assemblea il 2 aprile. I deputati sono stati così divisi: 19 del Pd, 7 del Movimento 5 Stelle, 6 Pdl, tre Scelta Civica, due di Sel, due del Misto, uno della Lega. Entro le 17 di domani ogni gruppo dovrà indicare i propri componenti e alle 19 ci sarà la prima riunione della Commissione per eleggere il presidente, il vice e due segretari. La relazione dovrà essere pronta entro venerdì 29. Dopo l'esame dei tre atti la Commissione decadrà.

Sul versante di Palazzo Madama, invece, è prevista per oggi la costituzione della Commissione speciale che si occuperà degli adempimenti parlamentari in attesa della formazione delle commissioni ordinarie. Ne faranno parte 27 senatori: 9 Pd, 8 Pdl, 4 M5S, 2 Scelta Civica, 1 Lega-Autonomie, 1 Misto, 1 Gal, 1 Sel-Autonomie. E' quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, ai sensi dell'articolo 24 del Regolamento, per l'esame dei disegni di legge di conversione dei decreti‑legge e di altri provvedimenti urgenti presentati dal governo. La commissione, ha spiegato il presidente del Senato Pietro Grasso, "sarà composta da 27 membri in rappresentanza proporzionale su designazione dei gruppi. Oltre ad avere competenza di merito sui singoli provvedimenti, assorbirà le competenze di ogni altra commissione in sede consultiva, anche con riguardo agli eventuali pareri obbligatori, nonché della prima Commissione permanente in materia di presupposti di costituzionalità e di requisiti di legge dei provvedimenti". I partiti designeranno i propri rappresentanti entro le 11 di oggi. La commissione si riunirà la prima volta mercoledì 27 marzo alle 9 per l'elezione del presidente, del vice presidente e dei segretari, nonché per l'eventuale esame dei provvedimenti ad essa assegnati. Alla commissione sarà anzitutto deferita la Relazione del governo sulle prospettive di crescita dell'economia e sull'andamento dei conti pubblici, per 1'esame della quale è autorizzata a convocarsi fin dalla sua costituzione.
(Leggi)
Leggi anche: Blitz; Online NewsAffari Italiani; Quotidianamente

"Cercheremo un incontro"

Il giorno 3 aprile alle ore 9,30
andremo alla sede INPS di Via Beethoven
Cercheremo un incontro per capire a che punto siamo
Questa delle lettere è una storia che ha superato ogni limite decente


Rete Esodati Roma

lunedì 25 marzo 2013

Commissione speciale

Laura Boldrini 
dalla pagina facebook del 25-3-2013
La Conferenza dei capigruppo, che ho presieduto oggi, ha dato il via libera alla costituzione di una Commissione speciale chiamata ad esaminare atti urgenti del governo su tre temi:
- la relazione del governo che modifica gli obiettivi di finanza pubblica propedeutica a sbloccare 40 miliardi di euro per saldare i debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese,
- lo schema di Dpr sull'8 per mille
- lo schema di decreto relativo ai requisiti di accesso alla pensione per gli esodati.
La Commissione, che sarà istituita formalmente con il voto d'aula di domani, sarà composta da 40 deputati (19 del Pd, 7 del M5S, 6 Pdl, 3 Scelta civica, 2 Sel, 2 Misto, 1 Lega). La relazione del governo dovrebbe arrivare all'esame della Commissione speciale il 2 aprile. Dopo l'esame dei tre atti decadrà.

Noi, esodati persi nel web della Fornero

Noi, esodati persi nel web della Fornero
di Michele Azzu | @micheleazzu
Foto di Vincenzo Marino @ungormite
tron_forneroPer gli esodati è tutto bloccato: tre iter legislativi differenti per salvaguardare 130mila persone sul totale di 314mila, ma ancora nessuno ha ricevuto la pensione. Beppe Zani, autore di postaliesodati.it, ci racconta il delirio che un esodato vive ogni giorno, tra applicativi informatici, posizioni online e… email ad Elsa Fornero.

Chiedono al lavoratore di controllare la sua posizione online, sapendo che molti di noi non sanno cosa è internet, e che le posizioni non sono aggiornate. A chi di noi, controllando, si accorge di questa situazione, e ne chiede conto, viene risposto di “non preoccuparsi”, e questo avviene anche dopo due invii della copia della decisione delle Dtl (Direzioni Territoriali del Lavoro). Alcune di queste direzioni, pare non abbiano terminato o almeno comunicato, le proprie decisioni all’Inps: insomma, siamo persi nel web delle decisioni delle Dtl. A questo proposito ho scritto un’email alla Fornero, chiedendole di intervenire, e mi ha risposto:
“Lo farò. Ci può contare, anche se le risposte che mi vengono date contengono sempre apparenti buone giustificazione r i ritardi rispetto ai precedenti impegni.
La ringrazio per la pazienza e le auguro una buona giornata”
Elsa Fornero
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma
Tel. 0039 06 48161636/7
Fax. 0039 06 4821207
E-mail segreteriaministrofornero@lavoro.gov.it
Il giorno 12/mar/2013, alle ore 01:20, “Beppe Zani” <********@alice.it> ha scritto:
“Buona Notte, Ministro.
Le chiedo di informarsi sul perché alcune DTL non abbiano ancora concluso e comunicato l’esito dell’esame delle istanze relative alla prima trance di salvaguardati (65.000).
Ho letto ciò che comunica il responsabile del polo ex Ipost e riportato in questo link: “Salvaguardati, comunicazioni ex Ipost”.
Questo lavoro, se non sbaglio avrebbe dovuto concludersi alla fine di novembre 2012. Come si giustifica questo ritardo?
Questa situazione non permette di dare corso alla graduatoria (un nome vicino ad un numero).
La prego, intervenga!”
Zani Giuseppe
Ma l’email della Fornero di poco conforto. Si transita da un applicativo informatico all’altro – dai simpatici acronimi Felpe e Unicarpe – col solo risultato di comunicare all’interessato la decorrenza della pensione, ma sulla disposizione dell’elenco, con un nome affiancato ad un numero, siamo ancora lontani.Ad esempio c’è il collega esodato Roberto Schiavone, di Lecco, a cui comunicano quale sarà la sua decorrenza della pensione, ma non dicono quando percepirà quegli emolumenti. Roby, uscito a dicembre 2011 e con decorrenza della pensione a febbraio 2013, pur avendo il requisito per essere tra i 65.000 salvaguardati potrebbe risultare tra gli eccedenti e ricominciare la trafila per i 55.000. E nel frattempo di cosa vivrà? E speriamo che il lavoro sia stato fatto correttamente, perché non sappiamo se e quando saranno fatte le graduatorie e se saranno verificabili.
Non si sa cosa dovrebbero fare i ‘sovrannumerari’ (quelli che nella prima graduatoria sono risultati dal numero 65.001 in poi). Ce ne saranno, senza dubbio. Non ci sono disposizioni in merito e, nell’incertezza, i patronati sembrano intenzionati a consigliare di presentare domanda alla direzione territoriale del lavoro per la seconda graduatoria, quella dei 55.000, entro il 21 maggio 2013. Un’assurdità: questa operazione va solo ad intasare di altro lavoro inutile le direzioni territoriali, rallentando ancor di più. L’istanza serve a farsi riconoscere come beneficiari e far sì che poi questa notizia venga comunicata all’Ente pensionistico per farne graduatorie. Ma questo c’è già. Basterebbe che queste posizioni che hanno già passato la procedura fossero riconoscibili come già acquisite (se fossero lavorate a mano io farei una sottolineatura del nome, evidenzierei, metterei un*). Non penso serva un genio dell’informatica per fare questa operazione.
(Fonte: L'Isola dei cassintegrati, partner de L'Espresso)

Iter lento, attesa infinita per i primi 65mila salvaguardati

Welfare 19 marzo 2013, 09:34 
Esodati: iter lento, attesa infinita per i primi 65mila salvaguardati
Procedure per la salvaguardia dei primi 65mila esodati non ancora concluse
E’ trascorso oltre un anno dall’avvio dell’iter per la salvaguardia dei lavoratori esodati e per i primi 65 mila le procedure non si sono ancora concluse. I tempi di attesa si prospettano ‘infiniti’, anche se già si preannuncia la prospettiva di un paracadute per gli eventuali esclusi. Per coloro i quali infatti non troveranno posto nel primo contingente, previo requisito necessario, sarà prevista l’automatica immissione nel secondo, quello comprensivo di 55 mila, le cui riprove hanno ufficialmente avuto inizio un paio di mesi fa.
Ad aggravare la precarietà situazionale s’insinua il fattore che vede gli stessi diretti interessati non essere venuti ancora a conoscenza del numero esatto degli esclusi. L’operazione dell’Inps, includente il primo gruppo, doveva già essere chiusa a settembre; oggi, con oltre cinque mesi di ritardo rispetto alle aspettative, e a più di un anno di distanza dal varo della riforma, l’intero procedimento risulta ancora incompleto.
C’è chi spera che per il secondo gruppo le tempistiche riescano a snellirsi, tuttavia le premesse delineate fino ad oggi sembrano non lasciare ampio spazio a fiduciose attese. Basti soltanto pensare che tra la stesura della normativa 135/2012, quella che ne ha fissato i requisiti, alla pubblicazione del decreto ministeriale di attuazione sono passati quasi sei mesi. La celerità, dunque, con la quale il Governo ha perfezionato la riforma, non sembra essere stata sufficiente per attivare altrettanta efficienza nella concretizzazione della tutela prevista per i lavoratori coinvolti.
(Leggi)

La soluzione proposta dagli esodati: serve un governo per attuarla

manifestazione esodatiGLI ESODATI PROPONGONO UNA SOLUZIONE - PER ATTUARLA SERVE UN GOVERNO
La rete dei comitati degli esodati ci ha inviato uno studio molto articolato in cui si approfondiscono gli effetti della famigerata riforma Fornero e si individuano le vie di uscita per superare il caos giuridico che si è venuto a creare.Pubblichiamo il capitolo più importante dello studio, quello relativo alle proposte, perché consideriamo un dovere civico dare ogni possibile contributo alla conoscenza e alla risoluzione della questione.Chi volesse conoscere il testo integrale potrà richiederlo scrivendo a “ redazione@moderatiriformisti.it This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. ”.Il dossier è stato inviato a tutti i parlamentari sottolineando l'urgenza di risolvere il problema. Un problema che in un Paese normale non sarebbe mai sorto.Solo in Italia poteva succedere che una ministra, dopo avere fatto una riforma che ha sconvolto la vita di centinaia di migliaia di persone e che ha calpestato i diritti di milioni di cittadini, confessasse di non essere stata informata sulle implicazioni che la riforma da lei varata avrebbe potuto comportare.Eppure non era difficile informarsi. Avrebbe potuto chiedere all'INPS, alle Confederazioni sindacali, ai colleghi del Consiglio di gestione di Intesa San Paolo, visto che aveva anche un ruolo in quella banca.Purtroppo, la politica italiana riserva sempre sorprese. Oggi, la Fornero non è più un problema perché, anche se formalmente ancora in carica, non può fare altri danni. C’è, invece, il problema Grillo, il quale, in apparenza esprime tutta la sua solidarietà agli esodati, così come ad altre categorie di cittadini in difficoltà.Poi, però, archiviate le belle parole, non muove un dito per risolvere la questione. Anzi, con il suo atteggiamento ostruzionistico, impedisce alla legislatura di decollare e, quindi, di fatto, allontana qualsiasi prospettiva, per i lavoratori coinvolti, di uscire dal tunnel nel quale sono finiti.Atteggiamento grave perché se è vero che le responsabilità sono del governo Monti, è, anche, vero che gli interessati hanno il diritto di pretendere dal nuovo Parlamento uscito dalle elezioni che la situazione venga risolta in tempi brevissimi.
Senza entrare nel merito delle politiche di ciascun partito, è incontestabile che la posizione di chiusura cieca di Grillo è il principale ostacolo all'avvio di una nuova fase nella quale i problemi della gente, anche i più semplici come quello degli esodati, siano posti al centro dell'azione politica per risposte concrete e tempestive.Poi, magari, quando Grillo avrà raggiunto il 100 per cento dei consensi entreremo nel paradiso terrestre. Però, per il momento, questa posizione alla Ponzio Pilato lascia gli esodati in un scomodo limbo senza stipendio e senza pensione. Così come, tra qualche settimana, impedirà di finanziare la cassa integrazione in deroga e causerà altre decine di migliaia di drammi. Drammi veri di uomini e famiglie che, magari, hanno votato proprio per i 5 Stelle.I parlamentari del Movimento farebbero bene a riflettere sul documento che pubblichiamo e sul dramma esodati. Nei giorni scorsi si sono vantati di essere il primo partito per numero di voti. Si tratta di una affermazione forse non del tutto aderente alla realtà. Ma come primo o come secondo partito, hanno, comunque, il dovere di adottare posizioni ispirate alla responsabilità. Anche perché non hanno alcun modo di sfuggire alle loro responsabilità, sia che assumano decisioni, sia che optino per l’Aventino e impediscano che le Istituzioni funzionino. Gli italiani che li hanno votati si aspettano che utilizzino i consensi ricevuti per risolvere problemi reali come questo, senza fumisterie ideologiche e stupidaggini sulla decrescita felice.La decrescita non è mai felice, soprattutto per chi già soffre le conseguenze catastrofiche della recessione (ettore nardi)
 

domenica 24 marzo 2013

Rete Comitati: Dossier esodati ai parlamentari della XVII Legislatura

Gentile Parlamentare


Certi di farLe cosa gradita inviamo un dossier sulla situazione dei lavoratori cosiddetti “Esodati”. Siamo certi che per il suo impegno già mostrato nella precedente legislatura, o per la novità delle problematiche che si troverà ad affrontare nel suo primo incarico parlamentare, troverà il dossier di grande utilità per informarsi sulla reale portata del dramma sociale che ha scatenato la riforma pensionistica introdotta dal precedente governo e per dissipare i dubbi che ancora possono essere presenti intorno a questa questione che, dopo essere stata riconosciuta da tutti come un grave errore, è assolutamente da risolvere.
La Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL),“Quindicenni”, Esonerati, Fondi di Settore e Licenziati conferma il suo impegno a dialogare con tutte le forze politiche che sono disponibili ad un confronto finalizzato a definire un percorso che, attraverso le proposte contenute nel dossier inviato, garantisca in ogni caso la deroga dalla riforma Fornero a tutti i NON salvaguardati attraverso una soluzione di tipo previdenziale.

Dossier esodati inviato a parlamentari e senatori
19-marzo 2013
Molti parlamentari e senatori, nel corso di queste ultime settimane, hanno pubblicamente riconosciuto come la situazione degli “esodati” sia una delle più urgenti questioni, rimasta ampiamente irrisolta, che dovrà essere risolutamente affrontata quanto prima.
Prendendo spunto da questa volontà, per altro generalmente dichiarata in svariati contesti pubblici, la Rete dei Comitati degli “esodati” ha inviato a tutti i parlamentari un dossier che vuole essere riassuntivo ed informativo allo stesso tempo della complessa vicenda.
Riassuntivo per la inverosimile articolazione normativa che intorno alla questione è stata prodotta nel breve spazio di poco più di un anno; informativo in quanto è solo sulla base di una diffusa conoscenza di tutta la specifica materia legislativo-previdenziale, i cui perversi effetti non sempre appaiono in tutta la loro efferratezza, che ora può ripartire un costruttivo confronto con le forze parlamentari.
E’ nella serena convinzione delle attuali possibilità di instaurare, in sede parlamentare, un confronto finalmente costruttivo e solutivo dell’intera vicenda che la Rete dei Comitati ha diffuso, in questi giorni, a tutti i parlamentari e senatori della Repubblica Italiana, questo dossier che di seguito pubblichiamo.
(Leggi)
 

sabato 23 marzo 2013

Scanzi: "Con gli esodati ha combinato un disastro"

Botte mediatiche
Scanzi contro Fornero: "Con gli esodati ha combinato un disastro"
Il giornalista del "Fatto" attacca l'ex ministro. E lei: "Il suo stile è sgraziato, come quello del quotidiano per cui scrive"
22/03/2013
Polemica rovente tra l'ex-ministro del Lavoro Elsa Fornero e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi. Ospiti nella mattinata di venerdì 22 febbraio ad Agorà, su Rai3, i due se le sono date (metaforicamente) di santa ragione. L'argomento è Beppe Grillo, subito attaccato dalla Fornero: "Quelli di Grillo nei miei confronti sono attacchi volgari e vigliacchi", ha chiosato la Fornero.
Scanzi difende Grillo - Il giornalista, grillino della prima ora e fedelissimo di Marco Travaglio, si è lanciato in una difesa del Movimento e ha ribattuto: "In molti l'hanno votato perché non ne potevano più del governo Monti e perché in un momento di radicalizzazione dello scontro era difficile votare della sobrietà, che poi tanto sobrietà non era - ha ironizzato Scanzi -. Vedere Monti che beve birra e prende in braccio un cane per dimostrare di essere umano non è stato un momento particolarmente straordinario per questo paese", ha aggiunto.
Disastro esodati - Scanzi ha poi attaccato direttamente la Fornero: "Parliamo delle gaffe del M5s però me ne ricordo tante del ministro Fornero: le fughe dalle conferenze stampa e dalle interviste delle Iene, le parole choosy ai lavoratori che non lavoraravano perchè erano troppo schizzinosi". Poi l'affondo: "Lei non si rende conto del disastro che ha combinato nei confronti di centinaia di migliaia di esodati". Scanzi rievoca poi un'incontro a Cortona con l'ex-ministro: "Quando le ho chiesto, ad agosto a Cortona, che fine rifaranno gli esodati, prima una persona del suo staff ha sbuffato come a dire 'ancora con 'sta storia degli esodati', e poi lei mi ha guardato e mi ha detto, anche in maniera commossa che era impossibile prevederlo".
La stizza della Fornero - Poi uil giornalista continua contro l'ex-ministro: "Premesso che è abbastanza inquietante sentire un ministro tecnico dire che era impossibile prevederlo, le chiedo: "Visto che ne conosco tanti di esodati, anche a casa mia, io le chiedo: di queste 65mila persone, che poi sono diventate 110mila e poi 300mila e ancora ora non sappiamo quanti sono, cosa facciamo?" La Fornero, visibilmente stizzita, ha velenosamente replicato: “Lo stile della sua domanda è lo stile tipicamente sgraziato del Fatto Quotidiano“.
(Leggi)

Fornero: stiamo ancora lavorando per gli esodati

Venerdì 22 Marzo 2013 11:48 
ESODATI: FORNERO, STIAMO ANCORA LAVORANDO PER LORO
(AGENPARL) - Roma, 22 mar – “Stiamo cercando di lavorare nel silenzio, mandando le lettere di salvaguardia ai singoli lavoratori e cercando la soluzione del problema”. Lo ha detto Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo ad Agorà, su Rai Tre. “Se ci sono tanti accordi fatti nelle aziende al di fuori del ministero – continua Fornero – è impossibile conoscere le dimensioni reale del fenomeno. Ricordo che alcune Regioni non ci hanno dato ancora i numeri reali”.
(Leggi)

Nuovi incentivi all'esodo

28 febbraio 2013
Ipotesi di accordo tra
POSTE ITALIANE e
Organizzazioni Sindacali
 
(estratto)
...
1) Art. 4 legge n. 92 del 28/6/2012e politiche attive del lavoro Le Parti intendono procedere, con specifica intesa che verrà sottoscritta entro e non oltre il 30 giugno p.v., alla attivazione di quanto disposto dall’art. 4 della legge n. 92 del 28 giugno 2012. Tale disposizione legislativa consente all’Azienda, nel rispetto della procedura delineata nel citato articolo, di incentivare l’esodo dei c.d. "lavoratori anziani" – ovvero di quei lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per il pensionamento nei 4 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro - versando mensilmente all’INPS l’importo del trattamento pensionistico e accreditando la relativa contribuzione figurativa. La misura riguarderà le aree territoriali e gli ambiti organizzativi in cui sono presenti eccedenze occupazionali.
Nell’ambito di tale intesa e con l’obiettivo di cogliere le nuove opportunità presenti sul mercato, anche approfittando di un auspicato miglioramento del quadro macro-economico nazionale ed europeo, le Parti, inoltre, adotteranno strumenti di politiche attive del 20
lavoro per consentire la valorizzazione delle professionalità e la creazione di nuova occupazione. In tal senso, le Parti ribadiscono il reciproco interesse a sviluppare ogni iniziativa finalizzata a :
cogliere tutte le opportunità offerte dall’attuale normativa di contratto per creare nuova occupazione, in particolare per le fasce più giovani della popolazione interessata;
garantire il costante adeguamento delle competenze ed il completo utilizzo delle risorse come condizione essenziale per favorire la loro piena occupabilità. A tal fine l’Azienda si impegna, nel 2013, a trasformare il rapporto di lavoro, da tempo parziale a tempo pieno, di un numero di risorse pari a 400 e nel 2014 un numero di risorse pari a 300.
In relazione alle logiche sopra evidenziate, le Parti confermano in particolare, la volontà di promuovere e favorire la diffusione di ogni forma contrattuale, come ad esempio l’apprendistato, che consenta al lavoratore di acquisire competenze e professionalità, anche attraverso qualificati percorsi formativi.
Con riferimento a quanto previsto dall’art. 4 della legge n.92 del 28 giugno 2012, l’Azienda si impegna, al fine di assicurare un diverso mix professionale, ad inserire a tempo indeterminato, con contratto part-time, e a 21
convertire da tempo parziale a tempo pieno un numero di risorse pari al 20%, per ciascuna tipologia, del totale dei dipendenti che risolveranno il loro rapporto di lavoro in applicazione della previsione legislativa sopra citata.
...

Fornero ad Agorà (RAI 3) il 22-3-2013

Fornero ad Agorà il 22-3-2013
sollecitata da Andrea Scanzi de "Il Fatto Quotidiano" e con famigliari esodati 
parla anche degli esodati
VIDEO (frame da 0:56:20 a 1:00:32)

venerdì 22 marzo 2013

Tutto bloccato per i 130mila salvaguardati

Esodati: ‘Tutto bloccato per i 130mila salvaguardati’
monti_esodatidi Michele Azzu | @micheleazzu
 

Foto: dalla pagina facebook de L’Isola dei cassintegrati del 6 febbraio 2012 http://on.fb.me/ZOCcxp

Questa mattina su Agorà (Raitre) il ministro uscente Elsa Fornero ha affermato, ancora una volta, che non si può conoscere il vero numero degli Esodati. Ma non è vero: i numeri ci sono, dal 5 ottobre 2012, sono 314.576 persone (fonte Ragioneria di Stato). Cifra non troppo lontana dalla stima Inps, che il ministro aveva tanto criticato. Il vero problema, che Fornero non dice, è che nessuno dei 130mila salvaguardati ad oggi ha ricevuto la pensione, tra iter legislativi infiniti e graduatorie ancora in corso.
Ricapitoliamo: dopo un anno di grande confusione il 5 ottobre 2012 la Ragioneria di Stato mette nero su bianco la cifra esatta degli Esodati: 314.576. Di questi, ad oggi, sono salvaguardati solo 130.130 persone, e già questo sarebbe un dato allarmante perché parliamo di 184.500 persone non salvaguardate. Ma la cosa drammatica, e che nessuno dice, è che dei 130mila salvaguardati, dopo due anni, ancora nessuno ha iniziato a prendere la pensione. La tanto sbandierata “soluzione legislativa”, insomma, che attraverso tre diversi provvedimenti di legge doveva risolvere parte del problema, finora è stata una soluzione solo sulla carta.
La salvaguardia per i primi 65.000, a distanza di 13 mesi dalla sua votazione, non ha ancora terminato il suo iter e in questo l’Ipost – l’ex ente previdenziale degli Esodati postali, di cui ha denunciato anche l’ex parlamentare Pd Codurelli – è il fanalino di coda a causa della strutturale mancanza di personale. Ci spiega Beppe Zani, esodato postale autore di postaliesodati.it: “Di tanto in tanto si affianca qualche unità (pomposamente chiamate “task-force”), ma l’arretrato è spaventoso e alcune pratiche non vengono lavorate. Si parla di 5mila domande di ricongiunzione, computo, riscatto ancora da definire e se non vengono definite non si può procedere alle autorizzazioni alla contribuzione volontaria, le cui istanze continuano ad avere un arretrato”.
“Pare assurdo, ma è così: si continuano ad inseguire emergenze più ‘emergenti’ di altre e non sono in grado di lavorare neanche le pratiche che potrebbero far incassare i soldi (ricongiunzioni e contributi volontari)”, continua Zani. Ci sono persone che avendone i requisiti non stanno ricevendo la pensione a cui avrebbero avuto diritto da febbraio 2013, e forse avranno poi la sorpresa di rientrare tra i “sovrannumerari” (quelli che in graduatoria dei primi 65.000 risultano numerati dal 65.001 in poi) e rifare la trafila per trovare posto in seconda fila, nei successivi 55.000.
I 55.000, appunto: questo secondo iter legislativo è appena iniziato. Per presentare istanza alle direzioni territoriali del lavoro c’è tempo fino al 21 maggio, poi un altro mese per i ricorsi, poi il tempo per le graduatorie… considerato che queste stesse direzioni territoriali non ancora concluso le graduatorie per i primi 65.000, che dovevano terminare lo scorso novembre 2012, le prospettive diventano sempre più nere.
Poi il terzo decreto, quello della legge di stabilità, che dovrebbe comprendere altri 10.130 Esodati. E’ stato firmato e mandato alle ‘competenti commissioni lavoro di Camera e Senato’. Dato che non abbiamo ancora un governo, e quindi neanche le commissioni parlamentari, è tutto bloccato. Inoltre, ci spiega Zani: “Nessuno dei parlamentari che ha chiesto notizia ha avuto la possibilità di leggere il decreto”. Anche questo, poi, prenderà un proprio iter che va a sovrapporsi ai precedenti. Se ne riparla almeno fra un anno.
C’è grande confusione. Ancora Zani: “Bisognerebbe che si prendesse in mano la questione guardando al complesso delle salvaguardie previste e nel frattempo pensare a trovare la modalità per erogare (man mano maturino la pensione con le regole ante Fornero, cioè entro il 5 gennaio 2015) almeno degli acconti di sopravvivenza a coloro che, essendo normativamente salvaguardati, non hanno ancora trovato l’abbinamento con un numero. Meglio ancora sarebbe salvaguardare tutti coloro che avrebbero dovuto prendere la pensione entro il 5 gennaio 2015, senza l’agonia delle graduatorie (come previsto dalla legge di stabilità) e soprattutto venissero liquidate alla data di riscossione prevista, non sulla base della data di uscita dal lavoro”.
E poi dobbiamo cominciare ad affrontare subito il problema di come salvaguardare tutti coloro che ancora oggi sono fuori da ogni salvaguardia. Quasi 200mila persone. C’è grande confusione, e in questo ognuno perde il suo ruolo: “Abbiamo dei politici che si sono assunti per noi il ruolo di sindacato, mentre i nostri sindacalisti si rivolgono direttamente ai loro referenti politici”, racconta Beppe. “Alcuni politici (solo del PD?) stanno svolgendo il ruolo che spetterebbe al Sindacato (Maria Luisa Gnecchi ha incontrato la Fornero, e il Direttore generale Inps Nori). Non riusciamo a parlare con nessuno del M5S. Ci stiamo provando, ma i due che ho contattato hanno detto che non potevano rispondere, perché presi con le cose da capire”.
(Fonte: L'Isola dei Cassintagrati - partner de L'Espresso)
(Leggi anche: Agorà Vox)