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domenica 30 giugno 2013

Flash mob degli esodati di Reggio Emilia

Viale Piave, Flash mob degli esodati
Striscione dei lavoratori colpiti dalla riforma Fornero: "Ci volevate sotto i ponti, ci troverete sopra i tetti"
Il Flash mob degli esodati in viale Piave
Il Flash mob degli esodati in viale Piave
REGGIO EMILIA - Questa mattina il Comitato esodati di Reggio Emilia ha esposto in Viale Piave uno striscione per ricordare a tutti la necessità di una soluzione per la loro situazione. Sullo striscione lo slogan "Ci volevate sotto i ponti, ci troverete sopra i tetti". 
Nella nostra provincia gli esodati sono più di 1.200. Sono lavoratori che, prossimi alla pensione, hanno deciso di lasciare il lavoro dietro corresponsione da parte della propria azienda di una buonuscita-ponte, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilità.
Una soluzione diffusa nell'imprenditoria italiana per cercare di far quadrare i conti di spese sempre più alte e introiti sempre più bassi, che tuttavia, alla luce delle nuove disposizioni in merito all'età pensionabile, ha dato origine a una situazione altamente critica a causa della riforma delle pensioni attuata dal governo Monti, che ha spostato in avanti l'età per ritirarsi dall'attività lavorativa, precipitando molte persone in una situazione drammatica: ritrovarsi disoccupati, senza la possibilità di ricevere l'assegno mensile guadagnato con anni di contributi versati regolarmente
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Il piano del Governo Letta per l'autunno 2013

Governo Letta e questioni ancora aperte: tempi e misure
Iva, Imu, Tares, esodati: il piano del Governo Letta per l'autunno 2013
Dopo il rinvio dell’aumento dell’Iva dal primo luglio al primo ottobre, il congelamento del pagamento dell’acconto di giugno dell’Imu per le abitazioni principali, i nodi che il governo dovrà sciogliere una volta per tutte saranno discussi a fine estate, insieme alle ancora aperte questioni di Tares ed esodati.
Se, infatti, l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva dal 21 al 22 % è slittato al prossimo ottobre e nel frattempo, come annunciato dal governo, sarà rivisto il sistema delle aliquota; il pagamento dell’acconto della tassa sugli immobili posticipato da giugno a settembre, ma solo per le prime case, si attende entro il 21 agosto una riforma definitiva dell’Imu che porti, come auspicato dal Pdl, alla cancellazione totale dell’imposta sulle prime abitazioni, e la questione esodati sembra più aperta che mai fra definizione delle coperture per i primi 130 salvaguardati dal precedente governo Monti e  nuove risorse necessarie, allora il governo il prossimo autunno, scaduti questi rinvii attualmente stabiliti, si ritroverà a dover fare i conti con le questioni fondamentali per la ricrescita dell’economia.
Archiviati i rinvii di Imu e Iva, per cui gli italiani attendono le prossime riforme definitive, resta ancora ingarbugliato il nodo esodati. Qualche giorno fa, il governo ha deciso di stanziare un nuovo mini-fondo di appena 36 milioni di euro da destinare a questi lavoratori, entro la fine dell’anno.
Si tratta di una somma che dovrebbe assicurare un sussidio a coloro ancora sprovvisti di tutela. Ma anche questa, come gli slittamenti di acconto Imu e aumento Iva, è una soluzione tampone , nell’attesa che il governo riesca definitivamente a quantificare quanti effettivamente necessitano di salvaguardie e nuove risorse da destinare a tale scopo.
Senza dimenticare le domande ancora senza risposta per la Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sta creando non pochi problemi. La scadenza per il pagamento della prima rata della Tares dovrebbe essere il 30 giugno, in realtà tale scadenza cambia da città a città.
L’importo di questa nuova tassa nelle prime due rate è stata individuata nelle prime due della vecchia Tarsu e quindi nessuna novità di rilievo se non il suo pagamento anticipato di poco più di un mese.
La vera novità vera sarà quella del conguaglio del 31 dicembre mentre la seconda rata scadrà il 18 settembre. Bisognerà, pertanto, attendere il prossimo autunno per sapere come verrà modulato il pagamento del conguaglio.
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sabato 29 giugno 2013

Letta rinvia, Giovannini promette: basterà a esodati e lavoratori?

RIFORMA PENSIONI/ Letta rinvia, Giovannini promette: basterà a esodati e lavoratori?
sabato 29 giugno 2013
Il Governo di Enrico Letta si occuperà della riforma delle pensioni a partire da settembre. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, nel corso del video forum sul sito di Repubblica. Dopo aver messo mano in maniera limitata alla riforma Fornero per quanto riguarda il mercato del lavoro (il decreto del governo di mercoledì ha infatti riportato gli intervalli necessari al rinnovo di un contratto a tempo determinato alla situazione precedente la legge 92/2012), l’esecutivo cambierà anche la disciplina previdenziale. Giovanni ha infatti dichiarato: “Il presidente Letta, due mesi fa, ha indicato la possibilità di modificare il sistema pensionistico in modo da consentire un anticipo sull’andata in pensione in cambio di una penalità, ovvero l’andarci con meno soldi. Non ce ne siamo dimenticati, ma in queste poche settimane ci siamo concentrati sul mercato del lavoro. Sarà a settembre che proporremo queste modifiche”.
Modifiche che non saranno profonde: l’intervento che sicuramente dovrebbe andare in porto riguarda l’introduzione del sistema di flessibilità, in modo che sia possibile andare in pensione in anticipo rispetto ai requisiti richiesti in cambio di una penalizzazione sull’assegno previdenziale. Dovrebbe essere anche consentito poter restare di più sul posto di lavoro in cambio di un bonus sul vitalizio. In questo senso Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro della Camera, ha già presentato la sua proposta per introdurre un sistema flessibile tra i 62 e i 70 anni.
E non è tutto, perché il Governo si occuperà anche degli esodati, ma non solo. Il ministro ha infatti detto: “Le tutele e le salvaguardie coprono oltre 130mila persone, ma il numero degli esodati è incerto. Ma oltre agli esodati ci sono gli esodandi, che ancora lavorano ma si troveranno nella stessa condizione. Poi i bloccati, che hanno perso il lavoro, pensavano di avere la pensione entro un anno e invece l’avranno forse tra cinque”. Ma alcuni faranno fatica ad aspettare settembre: chi è rimasto escluso dai tre decreti di salvaguardia ha infatti ricevuto dall’Inps per il versamento dei contributi, con scadenza 30 giugno.
Gli importi sono in alcuni casi consistenti (parliamo di circa 30.000 euro), ma cosa dovranno fare questi cittadini? Pagare o no? Farsi carico di questa spesa o confidare nel fatto che, visto che il Governo ha promesso di salvaguardare ancora loro, non avranno problemi con l’Inps? Alcuni hanno già scritto al Presidente della Repubblica (dopo aver fatto altrettanto - invano - con Letta e Giovannini) segnalando la strana situazione in cui si trovano, anche perché non sono riusciti ad avere chiarimenti dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, né dai sindacati. Speriamo che Napolitano possa intervenire in loro aiuto.
L’idea di una staffetta generazionale sembra, invece, essere tramontata, Giovannini non ne ha fatto accenno. Mentre ha voluto dire qualcosa sulla questione “intergenerazionale” riguardante le pensioni. “Io sono stato colpito dalla riforma Dini che prevedeva metà pensione pagata dal retributivo, metà con il contributivo. Da ora è tutto contributivo: uno riceve una pensione basata su quello che ha pagato. È equità? Dobbiamo riconoscere che chi è già in pensione oggi riceve molto di più di quanto ha pagato. Equità è essere coerenti con le regole?”. Resta da capire se queste parole possono sibillinamente voler dire che un intervento sulle pensioni più consistenti è nei piani del Governo. Magari che vada al di là delle cosiddette pensioni d’oro, su cui la Consulta ha recentemente dichiarato inammissibile il contributo di solidarietà messo a punto dalla precedente legislatura. Del resto l’illegittimità di tale misura deriva dal fatto che venne circoscritta a una ristretta platea di soggetti, anziché a tutti coloro che sono titolari di redditi significativi.
Staremo a vedere. Nel frattempo, come ha ricordato Giovannini, meglio darsi da fare sul fronte della ripresa, perché “tutte queste discussioni vanno viste in un quadro complessivo, volto a stimolare la crescita, altrimenti c’è il rischio di pensioni da fame in futuro”.


IPOST: dal 1° Luglio inizia il decentramento

Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici
Direzione Centrale Organizzazione

Roma, 28/06/2013
Circolare n. 103
                                                                                   
OGGETTO:
Decentramento delle pensioni a carico del Fondo di Quiescenza Poste presso le Direzioni Metropolitane e Provinciali nelle quali sono accentrate le attività relative al Fondo speciale per i dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A. 
SOMMARIO:
Premessa
1.      Nuovo assetto organizzativo
1.1.      Competenza delle Direzioni Metropolitane/Provinciali e distribuzione delle attività.
1.2.      Competenza del Polo specialistico presso la Filiale di Coordinamento di Roma EUR e distribuzione delle attività.
1.3.      Competenza delle Strutture territoriali e distribuzione delle attività. 
2.      Invio telematico delle domande.
3.      Procedure di liquidazione (Prime Liquidazioni e Ricostituzioni).
4.      Informativa all’utenza
 
Premessa
La legge 30 luglio 2010, n. 122, come è noto, ha disposto la soppressione dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST) a far tempo dal 31 maggio 2010 e il trasferimento delle funzioni del soppresso Ente all’INPS.
 
Si fa seguito alla Circolare n. 100 del 28 luglio 2011 che ha delineato, fra l’altro, gli aspetti organizzativi inerenti il governo del Fondo di Quiescenza Poste e ai successivi messaggi n. 19719 del 17/10/2011, n. 23745 del 14/12/2011, n. 9704 del 06/06/2012 e n. 12550 del 27/07/2012, con i quali sono state fornite specifiche disposizioni relative alle competenze e alla distribuzione sul territorio delle attività inerenti alle prestazioni pensionistiche.
 
Avviata una prima fase di transizione, conseguente alla soppressione dell’IPOST, nella quale sono state accentrate presso il Polo Specialistico della Filiale di Coordinamento di Roma EUR tutte le attività connesse alla liquidazione delle pensioni a carico del Fondo di Quiescenza Poste, si ritiene ora opportuno procedere al decentramento di tali attività presso le Direzioni Metropolitane e Provinciali su cui insistono le attività relative al Fondo Speciale per i dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A.
 
Tale decentramento presso le Direzioni, in cui risiedono professionalità che già trattano un’analoga normativa per le liquidazioni delle pensioni F.S., segue ad una fase di formazione finalizzata all’acquisizione da parte dei funzionari delle Strutture interessate delle competenze specifiche necessarie per assicurare un servizio di qualità.
 
Peraltro, il nuovo assetto organizzativo costituisce uno strumento più efficace e aderente ai reali bisogni degli utenti, che potranno rivolgersi, per tutte le loro esigenze, alla struttura più vicina al luogo di residenza.
 
Il decentramento, presso le Direzioni dove sono accentrate le attività relative al Fondo Speciale per i dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A., delle competenze relative alle liquidazioni delle pensioni sarà operativo a partire dal 1° luglio 2013 e riguarderà le domande presentate dagli iscritti al Fondo di Quiescenza Poste a partire dalla medesima data.
 
Con la presente Circolare si forniscono di seguito le conseguenti istruzioni operative in merito.
  1. Nuovo assetto organizzativo

 
Le Direzioni interessate al decentramento delle attività di liquidazione e ricostituzione delle pensioni ex IPOST sono:
 
Tabella 1
REGIONE DI RESIDENZA DELL’ISCRITTODIREZIONE METROPOLITANA/PROVINCIALE COMPETENTE
VALLE D'AOSTATORINO - 810000
PIEMONTETORINO - 810000
LOMBARDIAMILANO - 490000
VENETO (provincie di VERONA VICENZA e ROVIGO)VERONA - 900000
VENETO (province di VENEZIA PADOVA TREVISO e  BELLUNO)VENEZIA - 880000
TRENTINO ALTO ADIGEBOLZANO - 140000
FRIULI VENEZIA GIULIATRIESTE - 850000
LIGURIAGENOVA - 340000
EMILIA ROMAGNABOLOGNA - 130000
TOSCANAFIRENZE - 300000
UMBRIAANCONA - 030000
MARCHEANCONA - 030000
ABRUZZOROMA - 700000
LAZIOROMA - 700000
MOLISENAPOLI - 510000
CAMPANIANAPOLI - 510000
PUGLIABARI - 090000
BASILICATAREGGIO CALABRIA - 670000
CALABRIAREGGIO CALABRIA - 670000
SICILIAPALERMO - 550000
SARDEGNACAGLIARI - 170000
 
Le attività di liquidazione e ricostituzione delle pensioni ex IPOST saranno incardinate nell’ambito della Linea di prodotto servizio/Polo che già garantisce le attività relative al Fondo Speciale per i dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A. 

1.1       Competenza delle Direzioni Metropolitane/Provinciali e distribuzione delle attività

Le Direzioni indicate nella tabella 1 provvederanno al trattamento di:
 
-          prima liquidazione di tutte le pensioni dirette le cui domande risultino presentate a decorrere dal 1°luglio 2013;
 
-          prima liquidazione di pensioni indirette le cui domande risultino presentate a decorrere dal 1°luglio 2013;
 
-          ricostituzioni contributive delle pensioni dirette ed indirette le cui domande risultino presentate a decorrere dal 1°luglio 2013.
 
Le Direzioni medesime garantiranno, per le attività di competenza, la necessaria ed opportuna specifica consulenza assicurando, in ogni caso, ogni tipologia di informazione richiesta dall’utenza di riferimento. 
 
 
1.2       Competenza del Polo specialistico presso la Filiale di Coordinamento di Roma EUR e distribuzione delle attività
 
La Filiale di Coordinamento di Roma EUR continuerà a svolgere:
 
-          tutte le attività connesse alla gestione del conto assicurativo degli iscritti al Fondo di Quiescenza Poste (ricongiunzioni, computi, riscatti, prosecuzione volontaria, ecc...);
 
-          prima liquidazione delle pensioni dirette ed indirette le cui domande risultino presentate entro il 30/06/2013;
 
-          tutte le attività di liquidazione e ricostituzione contributiva delle pensioni privilegiate;
 
-          tutte le attività connesse al rilascio delle certificazioni del diritto a pensione ai soggetti interessati alle c.d. salvaguardie dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico introdotti dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214.
 
Per le attività presidiate la Struttura garantirà la necessaria e opportuna specifica consulenza assicurando, in ogni caso, ogni tipologia di informazione richiesta dall’utenza di riferimento. 

1.3        Competenza delle Strutture territoriali e distribuzione delle attività 

In merito alle attività di competenza delle Strutture sul territorio è confermato quanto già precisato al punto 1 del messaggio n. 012550 del 27/07/2012 che di seguito si riporta: 
  • gestione dei piani di ammortamento per riscatti e ricongiunzioni;
  • liquidazione pensioni di reversibilità;
  • assegno per il nucleo familiare;
  • cambi uffici pagatori;
  • rettifiche fiscali;
  • gestione delle deleghe sindacali;
  • gestione delle deleghe alla riscossione delle rate di pensione;
  • trasferimenti;
  • recupero crediti;
  • pagamenti ridotti e disgiunti;
  • eliminazioni;
  • rate maturate e non riscosse;
  • cessione del quinto;
  • pignoramenti;
  • gestione delle detrazioni di imposta;
  • revisione sanitaria pensioni inabilità ex lege 335/1995;
  • front-office relativo alle attività in carico alle sedi stesse. 
Per le attività di competenza le Strutture garantiranno la necessaria ed opportuna specifica consulenza assicurando, in ogni caso, ogni tipologia di informazione richiesta dall’utenza di riferimento. 

2.    Invio telematico delle domande   

Le procedure di invio delle domande telematiche sono state modificate per consentire la canalizzazione di tutte le richieste di pensione e/o di ricostituzione contributiva presentate a decorrere dal 1°luglio 2013 presso le Direzioni di riferimento. 

3.   Procedure di liquidazione (Prime Liquidazioni e Ricostituzioni) 

E’ stata aggiornata la procedura di calcolo delle pensioni per consentire il riconoscimento della Direzione che definirà le domande e le inoltrerà alla sede che dovrà gestire la pensione e le eventuali procedure collegate. 

4.   Informativa all’utenza 

Relativamente al decentramento delle attività di cui alla presente circolare saranno poste in essere iniziative, attraverso i consueti canali d’informazione, volte a fornire agli interessati una adeguata informativa in merito all’operazione, al fine di consentire l’agevole individuazione della struttura competente per territorio.
Si interessano, altresì, le Direzioni Regionali a dare la massima diffusione sul territorio del nuovo modello organizzativo sopra illustrato. 

 Il Direttore Generale 
 Nori

Pensioni: Cisl, flessibilità nell'accesso utile anche per esodati

Pensioni: Cisl, flessibilita' nell'accesso utile anche per esodati
28 Giugno 2013 - 13:25
(ASCA) - Roma, 28 giu - ''Dopo l'avvio della nuova legislatura il sindacato ha chiesto unitariamente al nuovo Governo di individuare una soluzione strutturale e definitiva ai problemi ancora aperti sul versante previdenziale che riguardano i cosiddetti lavoratori 'esodati', cioe' tutti coloro che, rimasti inoccupati o coinvolti in situazioni di crisi aziendale, a seguito dell'innalzamento dell'eta' pensionabile rischiano di non poter piu' accedere al pensionamento''. Lo ha dichiarato il Segretario Confederale Maurizio Petriccioli, commentando l'annuncio del ministro del Lavoro della presentazione, nei prossimi mesi, da parte del Governo, di una proposta di modifica della riforma previdenziale. ''Il ripristino della flessibilita' nell'accesso alla pensione puo' contribuire a migliorare, nell'attuale situazione occupazionale, il turn over fra giovani e lavoratori anziani, contribuendo - sottolinea Petriccioli - anche a risolvere i problemi ancora aperti rispetto ai lavoratori esodati che non rientrano nelle attuali salvaguardie''. In questo senso - aggiunge il sindacalista - ''il Governo deve ragionare non solo rispetto agli oneri aggiuntivi derivanti dal ripristino della flessibilita', ma anche sugli effetti negativi provocati dall'irrigidimento repentino dei requisiti di accesso al pensionamento, che comporta il sostenimento di oneri aggiuntivi per interventi assistenziali a beneficio dei lavoratori piu' anziani in situazione di crisi e gli effetti indiretti dal lato della domanda interna per consumi delle famiglie coinvolte''. red/glr
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Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria

Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Entrate 
                    
Roma, 27-06-2013
Messaggio n. 10406
OGGETTO: Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria destinatari delle disposizioni in materia di salvaguardia di cui all’art. 24, commi 14 e 15, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all’ articolo 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Chiarimenti
   
AI DIRETTORI CENTRALI
AI DIRETTORI DELLE STRUTTURE TERRITORIALI
             

Con riferimento ad alcune richieste di chiarimento pervenute da prosecutori volontari interessati dalla salvaguardia  di cui alla legge n. 214/2011, si  precisa quanto segue.
 
I soggetti in questione  hanno ricevuto i bollettini di pagamento  fino all’ultimo trimestre in scadenza che , nel caso delle più recenti autorizzazioni definite,  è  marzo 2013 con possibilità di pagamento  entro la fine del trimestre successivo, ovvero giugno 2013.
 
Com’è noto i lavoratori in parola possono a loro scelta pagare l’intero periodo  indicato nei bollettini in scadenza ovvero limitarsi a pagare quello necessario al diritto a pensione. I versamenti volontari, infatti,  possono essere effettuati   dai lavoratori  che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa   per:
 
-      perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per raggiungere il diritto ad una prestazione pensionistica;
-      incrementare l’importo del trattamento pensionistico a cui si avrebbe diritto, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti.
 
L’INPS non può quindi sostituirsi al prosecutore  nella scelta, limitando la richiesta di  pagamento al solo periodo strettamente necessario al raggiungimento dei requisiti. 
 
Gli  interessati potranno rivolgersi alle Strutture territoriali dell’Istituto che garantiranno la consueta consulenza a coloro che  manifestino  la volontà di non pagare l’intero periodo e di limitare il pagamento  ai soli contributi necessari per il diritto; in quest’ultimo caso la Struttura provvederà, come di consueto, alla rideterminazione dell’onere di prosecuzione volontaria emettendo nuovi bollettini.
 
Analoga  attività di consulenza potrà essere svolta da un Ente di Patronato a scelta dell’interessato.
 
Nell’ipotesi  che il soggetto non abbia necessità di avvalersi della consulenza dell’Istituto o di un Patronato e intenda procedere  al pagamento del solo periodo necessario al perfezionamento del requisito pensionistico  ed inferiore a quello indicato nei bollettini inviati, potrà, modificare  e  stampare i bollettini MAV frazionati direttamente dal sito www.inps.it, seguendo il percorso servizi on line - Portale dei pagamenti – Versamenti Volontari. 
 
Nell’ipotesi che il prosecutore  versi contributi volontari relativi a periodi che si collocano anteriormente alla data di accesso al pensionamento, detti  contributi saranno utili al calcolo della pensione aumentandone l’importo e  non potranno dare luogo a rimborso.
 
Se invece  il soggetto  autorizzato ai versamenti volontari  versa  contribuzione volontaria  relativa a periodi che si collochino temporalmente oltre la decorrenza  della pensione di cui l’interessato sia divenuto titolare,  l’Istituto procederà d’ufficio al rimborso della contribuzione.  
 
Si rammenta che è esclusa la possibilità di emettere certificazioni di salvaguardia per soggetti per i quali non risulti  accreditato o accreditabile  almeno un contributo volontario  al 6 dicembre 2011 ovvero  non risulti versata tutta la contribuzione volontaria, di cui siano scaduti i termini  di versamento, necessaria al raggiungimento del requisito contributivo sulla base delle norme ante legge 214/2011.  
 
Resta salva la facoltà da parte del soggetto, scrutinato quale lavoratore cessato a seguito di accordi individuali o collettivi, di versare la contribuzione volontaria al fine di essere valutato nel plafond della categoria dei lavoratori prosecutori volontari, fermo restando la sussistenza di tutte le condizioni di legge previste per quest’ultima categoria.
 
Le norme che regolano la prosecuzione volontaria sono infatti assai cogenti: il prosecutore volontario deve perfezionare il pagamento nel trimestre successivo a quello a cui detto pagamento si riferisce e, nel caso di ritardato versamento, il bollettino viene posto a rimborso (art. 8 D.Lgs. 184/97). 
 
Se i soggetti in argomento non effettuano il  pagamento entro  il termine perentorio stabilito dalla legge,  non potranno  essere ammessi nella platea dei salvaguardati.
 Il Direttore Generale 
 Nori

giovedì 27 giugno 2013

La mobilità è criterio di prevalenza

Esodati, la mobilità è criterio di prevalenza

Scritto da 

Salvaguardata? sono nata 14/2/1959 lavoro dal 29/1/1974 al 29/2/2012 dal 8/3/2012 sono in mobilità fino al 08/03/2015 l'azienda ha iniziato la procedura di licenziamento collettivo in data 11/7/2011 e la mobilità a novembre 2011 e fino a febbraio ho fatto il preavviso. Ho un accordo individuale (art.411) di incentivo all'esodo firmato nov.2011. Maturo i 40 anni il 29/1/2014, rientro nelle casistiche di salvaguardia del terzo decreto (a) oppure (c). 
Si ritiene che l'attivazione della mobilità ai sensi della legge 223/1991 con la relativa fruizione dell'indennità di mobilità sia criterio di prevalenza. Pertanto la lettrice appartiene al gruppo di cui alla "lettera a)". In questo gruppo fanno infatti parte i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011 con perfezionamento dei requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità ordinaria o in deroga, e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014.
Si nota peraltro che la lettrice non può fare parte del contingente di cui alla lettera c) - lavoratori cessati dal servizio a seguito di accordi - in quanto per questi soggetti viene richiesto – tra l'altro – il perfezionamento della decorrenza della prestazione pensionistica entro il 6 Gennaio 2015. E maturando il requisito di 40 anni di contribuzione nel Gennaio 2014 la decorrenza si perfezionerebbe nel maggio 2015, oltre la deadline consentita.
Sono un ex lavoratore bancario in esodo dal 1/1/2009 che al 31/3/2013 ha terminato il fondo esuberi con sostegno al reddito. Dal 1/4/2013, secondo le vecchie regole, dovevo andare in pensione, in questi giorni l'Inps mi comunica che la decorrenza della pensione sarà dal 1/1/2014! Dal mese di aprile non ricevo nessun sostegno al reddito (moglie e figlia a carico) ho presentato il 26/3/2013 domanda di pensione con richiesta del prolungamento, al momento risulta "giacente"? quando mi verranno riconosciuti gli emolumenti previsti? bisogna aspettare l'emanazione del decreto x i fondi 2013??? ma al governo si rendono conto che dobbiamo vivere... e pagare anche le tasse, mutuo ecc..
Bruno
Il problema sollevato dal lettore è noto. Tuttavia per l'ottenimento del prolungamento dell'assegno di sostegno al reddito che garantisce assistenza per il periodo di intervallo tra le vecchie e le nuove finestre mobili (articolo 12, comma 5-bis del Dl 78/2010) si attende la pubblicazione del decreto ministeriale relativo all'anno 2013.
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Domande con avvalimento della deroga

Pensioni Inps Esodati, domande con avvalimento della deroga da parte dei soggetti beneficiari
- Per buona parte dei lavoratori che si è trovata in questa situazione bisogna valutare le nuove normative create dal governo Monti e proseguite in questi pochi mesi

Il Dipartimento Assistenza Previdenziale (di cui è responsabile Antonio Rebaudo) interviene sul gravoso problema ESODATI.  Per buona parte dei lavoratori che si è trovata in questa situazione bisogna valutare le nuove normative create dal governo Monti e proseguite in questi pochi mesi, tra il 2010 e il 2011 si sono susseguiti diversi interventi sulle finestre di decorrenza che hanno posticipato la data di effettivo pensionamento per molti lavoratori, in particolare l'art.12 comma 2 del DL.78 del 30.05.2010 convertito in legge 122-2010 ha introdotto le finestre mobili.

In particolare ai lavoratori in mobilità lunga ai sensi  art.7 commi 6,7 Legge 23.lug.1991,n.223e s.m. ,per effetto di accordi collettivi stipulati entro 30.06.2011;e ai lavoratori che a 6.lug.2011 sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi solidarietà di settore art.2 comma28 legge 23.12.1996.n.662.

Per seguire tutte le nuove normative non basterebbe poche righe,poichè con l'intervento della 111/2011 vi sono stati nuovi capovolgimenti sempre a danno dei lavoratori.

Per la situazione creatasi invitiamo coloro che si trovano in questa grave situazione a rivolgersi ai nostri uffici per la presentazione della domanda di pensione originaria + avvalimenti .txt (sede prov.BORDIGHERA Via Roseto 1/A - presso sala consiliare comune Ospedaletti tutti i mercoledì 9,30- 12,15)
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Letta conferna misure

24/06/2013
Governo: Cgil-Cisl-Uil, Letta conferma misure occupazione giovani
Incentivi assunzioni tempo indeterminato e soluzione esodati
Roma, 24 giu - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nell'incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, "si e' soffermato in particolare sulle previsioni di bilancio per il 2013-2014, ha confermato l'intenzione del governo di adottare un provvedimento a favore dell'occupazione giovanile, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato, e ha ribadito l'impegno di giungere rapidamente alla definizione del tema esodati". Lo afferma, in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil.
com-amm 24-06-13
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Leggi anche Business Online, Rassegna, LA7

Atto Camera 857, proposta per risolvere il problema

Antonella_IncertiAtto Camera 857, On. Antonella Incerti: “una proposta per risolvere il problema degli esodati”
“Dal Governo primi segnali incoraggianti sulla questione dei lavoratori esodati”. Questo il primo commento dell’On. Antonella Incerti, che segue da vicino la questione dopo i tre incontri tenuti alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia tra sindacati e lavoratori esodati, all’annuncio che la Commissione Lavoro della Camera presieduta dall’On. Damiano, di cui fa parte la Parlamentare reggiana, ha avviato l’iter per l’Atto Camera 857 che prevede la libertà di scelta nell’accesso al trattamento pensionistico dei lavoratori.
“Inutile nascondere che le relative sicurezze pensionistiche che hanno accompagnato le generazioni precedenti non esistono più. L’attività lavorativa delle persone è diventata molto più frammentata, intervallata da periodi di disoccupazione e spesso priva di coperture assicurate da forme di ammortizzatori sociali. La crisi economica, le numerose vertenze aziendali ed il conseguente aumento dell’incertezza sul futuro di milioni lavoratori, hanno portato a questa drammatica situazione”.
“La manovra pensionistica imposta dall’ex-Ministro Fornero ha aumentato il numero di anni di contribuzione necessari al raggiungimento della pensione, accrescendo ulteriormente questo stato di insicurezza sociale ed economica. La proposta in discussione, a differenza della precedente manovra, introduce forme flessibili di pensionamento volte a consentire al lavoratore che abbia maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni, di scegliere il momento di cessazione dell’attività lavorativa all’interno di una fascia che va da un minimo di 62 anni ad un massimo di 70 anni di età”.
“Il nostro obiettivo – conclude l’On. Incerti – è quindi quello di ripristinare certezza nell’età del proprio pensionamento effettivo, restituendo ai lavoratori la serenità perduta nel corso degli ultimi anni caratterizzati da un completo e continuo stravolgimento del sistema previdenziale”.
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Esodati: qualcosa si muove con il Consiglio dei Ministri di ieri


Esodati: qualcosa si muove con il Consiglio dei Ministri di ieri
Nuove risorse per esodati, ma sono ancora poche. La situazione
Dopo tanto silenzio e tante promesse non mantenute, qualcosa sembra muoversi per gli esodati. Il governo ha infatti deciso di stanziare nuove risorse destinate a queste categorie di lavoratori.
Si tratta di un mini-fondo di appena 36 milioni di euro entro la fine dell’anno, che dovrebbero assicurare un sussidio a coloro ancora sprovvisti dell’adeguata contribuzione in seguito all’ammissione alla salvaguardia. Ma si tratta di una sorta di soluzione tampone molto esigua rispetto alle necessità di cui si ha effettivamente bisogno per tutelare tutti gli esodati. 
Attualmente, infatti, sono soltanto 12mila le pensioni erogate, a fronte di 130mila situazioni prese in carico dallo Stato, dopo i tre decreti varati dall’ex governo Monti, senza considerare le altre 200mila persone che, secondo le stime, rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione, e che richiederebbero ulteriori risorse economiche.
Con il nuovo piano Lavoro approvato ieri in Consiglio dei Ministri, sono state, inoltre, varate misure non solo a sostegno dell’occupazione giovanile, ma anche destinate agli over 50, con la definizione di un nuovo fondo da due milioni di euro, istituito in via sperimentale, per cercare di evitare si creino nuovi esodati.
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"Exit strategy"

Elsa-Fornero25 giugno 2013, 15:18 
Pensioni, come averle in anticipo senza riforma e non diventare esodati
Il Ministero del Lavoro spiega come uscire dal lavoro entro 4 anni in anticipo anche con la legge Fornero
Non c’è bisogno di attendere la riforma delle pensioni per ritirarsi dal lavoro con diversi anni di anticipo: lo si può fare anche sotto il regime della legge Fornero, purché si rispettino specifici criteri. Lo ha chiarito il Ministero del Lavoro, con la circolare 24/2013, con tutte le indicazioni per uscire anticipatamente dal posto di lavoro e tutto ciò senza rischiare di ritrovarsi esodati.
Davvero è possibile una simile exit strategy anche in presenza di una norma granitica come quella varata con il decreto salva Italia di fine 2011, che ha previsto l’innalzamento in blocco dell’età pensionabile a 65 anni, causando i disastri ben noti sul fronte degli esodati e allontanando l’addio all’attività lavorativa di milioni di dipendenti e autonomi di lunghissima data? Sembra proprio di sì, ma, come si diceva, a patto che si rispettino precise condizioni.
Innanzitutto, spiega la circolare, l’anticipo dovrà essere preso in accordo con il datore di lavoro, che si tratti di un’azienda o anche di uno studio professionale. Ciò, però, non sarà sufficiente per maturare i requisiti di uscita precedente al minimo dei criteri per accedere al sistema previdenziale. Infatti, altre condizioni enunciate dal documento del Ministero del Lavoro indicano come anticipo limite i quattro anni, in primo luogo; dopodiché, un altro tassello a favore sarebbe quello di poter contare su un accordo sindacale, e, infine, che sia proprio il datore di lavoro in prima persona a farsi carico dell’erogazione delle mensilità fino al raggiungimento dell’età minima per legge.
L’ammontare dell’assegno, beninteso, finirà per essere equivalente a quello percepito dal sistema Inps, ma peserà sulle spalle del datore di lavoro per il periodo di uscita anticipata.
Va chiarito, inoltre, che le aziende destinatarie di questa previsione normativa restano quelle oltre i 15 dipendenti, dove sia stato concluso almeno uno dei tre accordi sindacali che aprono le porte al provvedimento in questione.
Nel primo caso, si tratta di accordo sindacale aziendale, cioè quando, a fronte di un numero di personale in esubero, il datore abbia deciso di firmare l’accordo con le rappresentanze sindacali. Secondo caso in cui l’uscita in anticipo è consentita, è quello della mobilità post patto sindacale, sostanzialmente attivando una sorta di periodo ponte tra mobilità e pensione, senza obbligo di versare ticket di licenziamento. Da ultimo,la norma contempla anche accordi specifici per i quadri dirigenziali, firmato dal sindacato che ha siglato il ccnl della categoria.
Vai al testo della circolare
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Attesa per gli ultimi chiarimenti Inps

Esodati, attesa per gli ultimi chiarimenti Inps
Scritto da 
Sono nato a Latina il 27/06/1962. Questa è la mia storia lavorativa: -Data inizio lavoro (versamento contributi lavorativi): 01/10/1978 -Riconosciuta l'esposizione all'amianto per n. 687 settimane (moltiplicato per il coefficiente di 1.5) comprese nel periodo dal 01/10/1980 al 31/12/1993. -Data cessazione rapporto di lavoro il: 31/07/2009 ed entrato in Mobilità con "Accordo collettivo di incentivo all'esodo". -Fine mobilità: 28/08/202012 -Totale Settimane versate al 23/08/2012 comprese Esp.amianto: 2042 sett. -Settimane mancanti al raggiungimento quota 2080 (40 anni): 38 sett. -A fine mobilità (dopo richiesta) ho iniziato a versare i contributi volontari. Più o meno ad aprile 2013 avrei raggiunto con la vecchia legge i 40 anni di contributo versati e dopo 12 mesi di finestra (legge Sacconi) avrei ricevuto l'assegno, N.B. ho presentato l'istanza per la tutela degli esodati (seconda trance 55000 che scadeva il 21 maggio) presso la D.T.L.. di Latina che è stata accolta e inoltrata all'INPS per la verifica degli ulteriori requisiti. Ho qualche speranza che venga accettata? (Non ho ancora capito se per la seconda o terza trance vale sempre il fatto di raggiungere i requisiti per il pensionamento entro la fine della mobilità.) 
Paolo da Latina
Per una completa analisi della situazione sarebbe utile attendere il chiarimento Inps relativo alla terza salvaguardia. Allo stato attuale appare tuttavia piuttosto probabile che il lettore – non maturando i requisiti per il pensionamento entro la fruizione dell'indennità di mobilità – non possa fare parte dei beneficiari indicati nelle lettere a) dei decreti 55mila e 10.130 (lavoratori in mobilità).
Detto ciò si può verificare se può partecipare alla salvaguardia come prosecutore volontario (in quanto pare di comprendere che raggiunge i 40 anni di contributi - utili alla pensione di anzianità secondo la vecchia disciplina - a seguito dei versamenti volontari). E a tal proposito i decreti 55mila e 10.1030 richiedono che:
1) l'autorizzazione sia stata rilasciata entro il 4 Dicembre 2011;
2) sia presente almeno un contributo accreditato o accreditabile al 6 Dicembre 2011. Quest'ultimo paletto è parzialmente attenuato nel terzo decreto salvaguardati (lettera d) dove sono ammessi anche coloro che non hanno potuto effettuare alcun versamento entro il 6 Dicembre 2011 poiché si trovavano in mobilità alla predetta data;
3) non ci sia stata rioccupazione successivamente al conseguimento dell'autorizzazione. Quest'ultimo paletto è stato in parte ridimensionato con il terzo decreto salvaguardati (lettera b);
4) la decorrenza della pensione (cioè compresa la finestra) si verifichi entro il 6.1.2015.
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Il Governo si occupi degli esodati

Gli esodati a Telenova Milanese il 24 giugno 2013
Guarda la trasmissione "linea d'ombra" VIDEO da 47:30 in poi (pubblicità compresa).
Il ministro Giovannini propone di porre la questione esodati a settembre ma i sindacati insistono.
In studio gli esodati lombardi (Milano, Lodi, Brescia, Cremona) si confrontano con:
FABIO PIZZUL Pd
Don WALTER MAGNONI Diocesi Milano
MASSIMILIANO FEDRIGA Lega Nord
ROBERTO BENAGLIA Cisl
LUCA PROCACCINI  FdI
 

mercoledì 26 giugno 2013

Nota SLP-CISL di Brescia

Federazione Lavoratori Poste - Segreteria Territoriale – Brescia
Speciale esodati
 
Nota per gli esodati che hanno presentato alla DTL
istanza di salvaguardia - contingente dei 55.000
 
Facendo tesoro dell’esperienza avuta col primo contingente di 65.000 colleghi esodati, comunichiamo a quelli  interessati all’iter della salvaguardia per ulteriori 55.000 lavoratori, che nella trasmissione delle comunicazioni dalla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro di Brescia) all’ex IPOST potrebbero verificarsi ritardi/omissioni con conseguenti ritardi nell’erogazione dei benefici/pensione.
Ricordiamo che le disposizioni  impartite dal Ministero alle DTL prevedono che gli esiti dell’istanza vanno trasmessi all’INPS, ma per i postali queste comunicazioni vanno inoltrate solo alla sede INPS unica nazionale dell’ex IPOST in Via Beethoven 11 a Roma e non alle sedi provinciali ubicate sul territorio nazionale.
Per prevenire il ripetersi di errori/ritardi nella comunicazione tra DTL ed ex/IPOST (ora INPS con sede a Roma).
 
Invitiamo gli interessati a 
consegnare presso l’INAS-CISL territoriale
una copia dell’esito, ricevuto per posta, dalla DTL
di Brescia attestante l’accoglimento dell’istanza.
Il  patronato provvederà, successivamente, al corretto inoltro con l’ufficialità che gli deriva dal patrocinio della pratica.
 
Evidenziamo che il sindacato non si è dimenticato degli esodati perché:

-          ha promosso  la manifestazione nazionale del 22 giugno 2013 rilanciando il problema  esodati;

-          ha calendarizzato  incontri con il Governo per la salvaguardia di chi non rientra nei tre decreti fin qui emanati (65.000 + 55.000 + 10.130) di cui ancora 1.200/1.300 postali;

-          il Patronato INAS-CISL è a disposizione per chiarire i dubbi, controllare le posizioni contributive e inoltrare alle DTL l’istanza per il terzo decreto  di salvaguardia (riguarda 10.130 esodati e va presentata entro il 25 settembre 2013).
Invitiamo, inoltre, i colleghi a far controllare i versamenti per la contribuzione volontaria in quanto l’INPS invia i bollettini di versamento per l'intero anno solare e non per i soli periodi necessari/utili al raggiungimento del diritto alla pensione. 
Gli eventuali importi versati e non dovuti non verranno rimborsati dall’INPS. 

Brescia 27-06-2013
La Segreteria Provinciale di Brescia 
 
Via Altipiano d’Asiago, 3  -  25128 Brescia - Tel. 030.3844..690 /693 /694 - Fax  030.3844.691 -  Cell. 335.6312.011  - e-mail: cisl@slp-brescia.it       e-mail: flp_brescia@cisl.it           http://www.slp-brescia.it
Aderente  u ni   UNION NETWORK INTERNATIONAL

martedì 25 giugno 2013

Gli esodati incontrano il segretatio PD Epifani

Epifani incontra gli esodati
24 giugno 2013
Il segretario del Partito Democratico, Guglielmo Epifani: tocca al governo trovare soluzioni, ma il pd ha il compito di non far sparire il problema dal dibattito. Già domani ne parlerò con Letta.
Il segretario del Partito democratico: la questione degli esodati resta di fondamentale importanza.
(Video)

lunedì 24 giugno 2013

Telenova Milanese il 24-6-2012 si parla di esodati

 Adriana SantacroceLinea d'OmbraLinea d’Ombra
Doppio appuntamento in prima serata con gli approfondimenti politici. Da questa stagione, il lunedì Adriana Santacroce introduce e discute di tematiche regionali. In studio i massimi esponenti della politica locale: assessori, consiglieri di maggioranza e opposizione, ma anche esponenti del mondo del lavoro, rappresentanti sindacali e di categoria, giornalisti.
Il talk show del venerdì è invece dedicato a temi nazionali: senatori e deputati si confrontano sugli argomenti più caldi del momento. Economia e sicurezza, lavoro e giustizia: sempre con l’attenzione rivolta agli interessi del cittadino. Adriana Santacroce, senza alzare la voce, cerca di sciogliere le questioni più controverse e di scoprire le contraddizioni della politica con chiarezza e imparzialità.
In ogni puntata viene lanciato un sondaggio aperto ai telespettatori. 
 
Gli ospiti di lunedì 24 giugno
Parleremo con e di ESODATI con
FABIO PIZZUL Pd
Don WALTER MAGNONI Diocesi Milano
MASSIMILIANO FEDRIGA Lega Nord
ROBERTO BENAGLIA Cisl
LUCA PROCACCINI  FdI

Sindacati, impegno Letta esodati, giovani

Sindacati,impegno Letta esodati,giovaniSindacati, impegno Letta esodati, giovani
Confermato impegno governo su misure per incentivare assunzioni
24 giugno, 12:19         
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Il presidente del Consiglio Enrico Letta ''ha confermato l'intenzione del governo di adottare un provvedimento a favore dell'occupazione giovanile, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato, e ha ribadito l'impegno di giungere rapidamente alla definizione del tema esodati''. Lo indicano Cigl, Cisl e Uil dopo l'incontro di questa mattina con il premier. 
Leggi anche RaiNews24, AGI
 

Esodati manifestano con CGIL-CISL-UIL a Roma il 22-6-2013


 
 
 
La manifestazione vista dal TG3 delle 14:20 di sabato 22-6-2013

domenica 23 giugno 2013

Camusso: inaudito che esodati aspettino ancora un loro diritto

Lavoro: Camusso, inaudito che esodati aspettino ancora un loro dirittoLavoro: Camusso, inaudito che esodati aspettino ancora un loro diritto
22 Giugno 2013 - 11:49
(ASCA) - Roma, 22 giu - ''Speriamo'' che il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ''si sia sbagliato quando ha detto che di esodati si discuterà a settembre. E' inaudito che gli esodati stiano ancora aspettando quello e' un loro diritto''. Così, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dal palco della manifestazione unitaria a San Giovanni. rba/sam/bra
(Leggi)

Con la salvaguardia si mantengono le vecchie finestre mobili

Esodati, con la salvaguardia si mantengono le vecchie finestre mobili
Scritto da 
Sono nella confusione più totale per quanto riguarda la data del mio pensionamento. Sono nata il 4 luglio 1955, assunta in banca il 1 luglio 1974, sono nel fondo di solidarietà di settore dal 1 gennaio 2010 fino al 30 settembre 2014, quando avrò la tanto agognata pensione? Rosaria
Dai dati riportati la lettrice matura i 40 anni di contribuzione nel giugno 2014 in regime di salvaguardia. Pertanto, per effetto delle finestre mobili di cui al Dl 78/2010 e della legge 111/2011, la prima data di decorrenza avverrà dal 1° Ottobre 2015. Si rammenta che la lettrice potrebbe beneficiare in parte dell'assegno di sostegno al reddito per il periodo di slittamento della decorrenza dovuto al Dl 78/2010.
Volevo spiegazioni in merito alla mia situazione: 1) ho cessato dalle poste il 31.12.2010 con 39 anni e 15 giorni; 2) ho aderito alla prosecuzione volontaria ma dal 18.05.2011 al 30.04.2012 mi sono rioccupato ; 3) a giugno 2012 mi sono arrivati i bollettini per i versamenti volontari e mi sono recato all'inps di bari per chiarimenti ed eventuali pagamenti da effettuare; 4) l'inps di bari mi fa i conteggi e mi fa pagare i versamenti volontari dal 01.01.2011 al 17.05.2011 per coprire tutto l'anno 2011 arrivando al 31.12.2011 con anni di servizio 40. 5) mi hanno detto che per loro era tutto ok ed dovevo fare la domanda di pensione a novembre 2012 presso il patronato in web (fatta) un mese prima della mia finestra 01.01.2013. A maggio 2013 il sindacato mi ha fatto fare la richiesta ricongiunzione legge 29/79 ma questa richiesta a questo punto non andava fatta. Molto prima quando mi sono presentato all'inps non voglio esagerare un a decina di volte? Adesso Roma ha richiesto all'inps di bari il modello trc01/bis. Ma mi spiegate quando prenderò la mia pensione? e la mia finestra rimane sempre 01.01.2013, come mi è stato detto dall'inps? 
Non si comprende appieno il motivo della richiesta di ricongiunzione. Fermo restando che la situazione necessiterebbe di ulteriori informazioni dai dati forniti emerge che il lettore ha raggiunto i 40 anni di contribuzione entro il 31.12.2011. Ai sensi dell'articolo 24 del Dl 201/2011 il lettore potrà pertanto mantenere le previgenti regole di pensionamento. Ciò comporta che la finestra di decorrenza rimane ferma al 1° Gennaio 2013.
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sabato 22 giugno 2013

M5S camera: INPS non invia comunicazioni a salvaguardati

Giovedì 20 Giugno 2013
ESODATI: M5S CAMERA, INPS
NON INVIA COMUNICAZIONI A SALVAGUARDATI
(AGENPARL) - Roma, 20 giu  -  “Per molti dei cosiddetti esodati oltre al danno si profila anche la beffa”. Lo dicono i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro, che aggiungono: “Da questa categoria di lavoratori, sospesi in un limbo disperato tra occupazione e pensione, arriva una denuncia pesante contro l’Inps, le cui inefficienze non consentirebbero nemmeno ai tutelati dalla legge di beneficiare dei ‘salvataggi’ che il maldestro governo Monti ha tentato di operare”.
In un’interrogazione a risposta immediata, presentata oggi in Commissione e rivolta al ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, i deputati M5S spiegano: “Secondo le segnalazioni fatte dai comitati di esodati, affiorerebbe infatti come grave la situazione dei salvaguardati, in particolare i cosiddetti contributori volontari, che non hanno ad oggi ricevuto, rispetto alla propria personale posizione, nessuna comunicazione formale da parte di Inps. L’Istituto di previdenza avrebbe invece già inviato loro i bollettini per il versamento della contribuzione volontaria senza, dunque, alcuna previa informazione necessaria”.
“Se questi disguidi fossero confermati – chiosano i deputati M5S – la persona interessata si troverebbe davanti alla necessità di dover pagare i bollettini entro il termine perentorio del 30 giugno 2013, pena l’esclusione dei diritti derivanti, ma senza aver ricevuto in prima battuta la comunicazione formale da parte di Inps relativa all’accesso ai benefici di legge”.
“La risposta del sottosegretario Dell’Aringa non ci soddisfa, non dice nulla sulle comunicazioni preventive ai cittadini interessati. Inoltre, sembra quasi prendersi gioco delle persone, sostenendo che i contributi volontari ‘sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi’. Ma quali redditi, visto che parliamo di gente che non ha entrate economiche dal 2011?”, si chiedono i deputati M5S.
Gli eletti del MoVimento quindi chiudono: “Questa è solo la ciliegina sulla torta-pastrocchio della riforma previdenziale Fornero. Le contraddizioni, infatti, sono tantissime e le vittime di questa legge vivono in uno stato snervante di incertezza e prostrazione. Chiediamo a Giovannini di porre rimedio a una situazione ormai insostenibile”. 
 

venerdì 21 giugno 2013

Pensioni, Letta: "Risolveremo il problema degli esodati"

Pensioni, Letta: "Risolveremo il problema degli esodati"
"Ma la riforma ha messo in sicurezza i conti"                 
TMNewsRoma, 20 giu. (TMNews) - La riforma delle pensioni ha messo "in sicurezza" i conti della previdenza pubblica, ma il governo intende risolvere il "problema degli esodati". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta alla stampa estera: "Confermo che affronteremo e risolveremo il problema degli esodati".
(Leggi)
Leggi anche Borsa italiana

giovedì 20 giugno 2013

Damiano: Correggere riforma Fornero, risolvere problema esodati

Pol - Damiano: "Correggere riforma Fornero per risolvere problema esodati"
Roma - 19 giu (Prima Pagina News) ''Bisogna evitare la battaglia delle bandierine che ci porta a toni e contenuti da campagna elettorale. Tutti conosciamo quali sono le emergenze del Paese alle quali occorre dare risposta: non far pagare l'Imu ai cittadini con redditi medio bassi; non aumentare l'Iva per non diminuire i consumi; abbassare il costo del lavoro per l'assunzione dei giovani e dei lavoratori ultra cinquantenni; correggere la riforma delle pensioni del ministro Fornero per risolvere il problema dei cosiddetti lavoratori esodati e per introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale. Questi contenuti debbono fare i conti con una disponibilità limitata di risorse. Non a caso nel decreto approvato ieri sulla cassa integrazione in deroga, che aumenta di un miliardo le risorse messe a disposizione, è già previsto un monitoraggio per un prevedibile incremento dei fondi per coprire il fabbisogno dell'intero 2013. Occorre dunque procedere per gradi: l'idea di un rimando temporaneo dell'aumento dell'Iva in attesa di una soluzione definitiva, può essere sicuramente una buona indicazione''. È quanto dichiara in un comunicato il presidente della Commissione Lavoro della Camera ed esponente del Pd, Cesare Damiano.
 

Prima il decreto del fare, poi riforma pensioni ed esodati. Il piano Letta

Welfare 19 giugno 2013, 13:04 
Prima il decreto del fare, poi riforma pensioni ed esodati. Il piano Letta
Esodati i prossimi “in cura” dal governo. Intanto, si torna a parlare di flessibilità
Ora, il governo è impegnato a sbrogliare i capitoli del decreto del fare e della nuova pioggia di semplificazioni. Quindi, in cima all’agenda salirà il comparto del welfare, con, in prima analisi, i correttivi alla riforma delle pensioni, senza tralasciare il “buco nero” degli esodati.
Nei giorni scorsi, il dietrofront sulla riforma della legge Fornero era parso netto: secondo quanto dichiarato dal ministro del Welfare Enrico Giovannini, immediatamente appoggiato dal titolare del Tesoro Fabrizio Saccomanni, all’orizzonte non sarebbe prevista alcuna “controriforma” della vituperata legge Fornero, che ha lasciato a spasso oltre 300mila esodati, secondo le stime della Ragioneria dello Stato.
Ora, però, a riassicurare migliaia di lavoratori prossimi alla pensione e i tantissimi esodati – o, come li ha chiamati il ministro recentemente nel corso di un Question Time, “esodandi”, ossia coloro che sono a rischio di diventare i futuri “estromessi” dal sistema previdenziale – arrivano le parole del senatore Giorgio Santini, di sponda Pd che rassicura sul fatto che pensioni e salvaguardia per gli esclusi siano tutt’altro che argomenti passati in secondo piano nelle priorità del presidente del Consiglio e del governo.
“Letta lo ha detto nel suo discorso di insediamento -  dichiara l’esponente democratico in un’intervista al sussidiario.net - non si tratta di interventi che saranno realizzati nell’immediato, ma saranno realizzati”. Dunque, contribuenti ed esodati dovranno armarsi nuovamente di pazienza prima di scoprire cosa cambierà nel proprio destino.
Per i non tutelati, per la verità, le tempistiche sembrano un po’ più serrate: “Partiremo e da subito, con la vicenda degli esodati, che ancora non è stata completamente risolta” , così il senatore Pd cerca di rassicurare i tanti che si sentono abbandonati anche dal governo che è succeduto a quello di Mario Monti, responsabile del dramma sociale che ha generato l’ultima legge sulle pensioni.
Secondo le ipotesi, dopo i primi dati diffusi dall’Inps, che in due occasioni ha certificato come dei 65mila rientri previsti con il primo decreto esodati, siano state accolte tremila posizioni in meno: un caso che, qualora dovesse ripetersi anche nei due successivi decreti ancora in corso di studio – il primo da 55mila e il secondo per altri 10mila – potrebbe generarsi un tesoretto per aprire a nuove finestre di salvaguardia.
Per le pensioni, invece, la soluzione sul tavolo resta sempre quella stessa che Giovannini e Saccomanni hanno seccamente smentito, e che invece non pare definitivamente tramontata: le reintroduzione della flessibilità, che, in un primo momento, doveva portare l’età pensionabile a 62 anni, con bonus del 2% in assegno per ogni anno in meno dai 65 con 35 di contribuzione. Ora, resta da vedere se il governo tornerà davvero sui suoi passi o se, invece, verrà trovata qualche altra ricetta per rendere il welfare meno ostile ai lavoratori e prossimi pensionati.
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