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giovedì 31 ottobre 2013

Terza salvaguardia. Riceviamo e pubblichiamo

PER I BENEFICIARI DELLA 3' SALVAGUARDIA
Messaggio INPS sulle procedure di certificazione della salvaguardia
 
 DIREZIONE CENTRALE
PENSIONI

DIREZIONE CENTRALE
SISTEMI INFORMATIVI E TECNOLOGICI

AI DIRETTORI REGIONALI

AI DIRETTORI
DELLE STRUTTURE TERRITORIALI

Oggetto: Salvaguardia ai sensi dell'articolo 1, commi da 231 a 234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 22 aprile 2013 (c.d. salvaguardia dei 10.130). Aggiornamento del sistema UNICARPE.

Premessa
Si fa seguito al messaggio n. 16.830 del 21 ottobre 2013 per comunicare che sono state rilasciate le procedure per la gestione delle certificazioni della salvaguardia in oggetto.
Con il presente messaggio vengono fornite le relative istruzioni.

1. Sistema UNICARPE. Verifica del diritto a pensione in salvaguardia.
Il sistema UNICARPE è stato implementato per la verifica del diritto a pensione in applicazione della salvaguardia in argomento, in funzione:
del requisito anagrafico/contributivo previsti per l’accesso alla pensione in salvaguardia;
delle ulteriori condizioni previste per ciascuna tipologia di lavoratore.
Nel menù ‘Certificazione’ è stata aggiunta la voce ‘Salvaguardia L. 228’ per la trattazione delle relative domande caricate in procedura WebDom.

1.1 Prelievo della domandaLa procedura UNICARPE effettua il controllo sulla tipologia di contribuzione presente sul conto assicurativo e consente di gestire con modalità non automatica casistiche non gestite dalla procedura:
accertamento diritto in regime internazionale;
contribuzione da pescatore autonomo;
contribuzione da lavoro agricolo dipendente con segnalazioni di errore sul conto;
liquidazione con il sistema contributivo;
liquidazione nella gestione ex INPDAI, ex IPOST e FS.

Le posizioni dei soggetti per i quali la verifica dei requisiti è da effettuare con le regole del sistema contributivo devono essere segnalate alla casella di posta elettronica: salvaguardia10130@inps.it
Nella fase di prelievo della domanda viene controllata su Felpe la presenza di altra certificazione in salvaguardia già accolta.

1.2 Pannello istruttoria
In base alla tipologia di lavoratore viene richiesta l’acquisizione delle informazioni istruttorie, alcune delle quali obbligatorie. Nel medesimo pannello, vengono riepilogate le condizioni per l’accesso al beneficio della salvaguardia:
Lavoratori collocati in mobilità ordinaria o in deroga:
accordi sindacali stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011;
cessazione dell’attività lavorativa entro il 30 settembre 2012;
perfezionamento dei requisiti di età e /o di contribuzione per il pensionamento, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011, durante il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ordinaria ovvero in deroga e comunque entro il 31 dicembre 2014.

Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria:
autorizzazione alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011;
decorrenza del trattamento pensionistico, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015;
anche in caso di svolgimento entro il 4 dicembre 2011 di qualsiasi attività lavorativa dopo la data di autorizzazione ai VV, a prescindere dal reddito percepito per tale attività;
anche in caso di svolgimento dopo il 4 dicembre 2011 di qualsiasi attività lavorativa dopo la data di autorizzazione ai VV, con reddito annuo lordo percepito per tale attività non superiore a euro 7.500,00;
esistenza di almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011.

Lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 (innanzi alle commissioni di conciliazione presso le direzioni territoriali del lavoro), e 412-ter del c.p.c. (a seguito di procedura arbitrale), o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale:
data di risoluzione del rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012;
decorrenza del trattamento pensionistico, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015.
anche in caso di svolgimento entro il 30 giugno 2012 di qualsiasi attività lavorativa dopo la data di cessazione, a prescindere dal reddito percepito per tale attività;
anche in caso di svolgimento dopo il 30 giugno 2012 di qualsiasi attività lavorativa dopo la data di cessazione, con reddito annuo lordo percepito per tale attività non superiore a euro 7.500,00;

lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria in attesa di concludere la mobilità:
autorizzazione alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011;
decorrenza del trattamento pensionistico, secondo le disposizioni vigenti prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015;
mancato svolgimento di attività lavorativa successivamente al periodo di fruizione della mobilità e presenza di contribuzione volontaria accreditata successivamente alla data di cessazione della mobilità che consenta il perfezionamento dei requisiti per il diritto con decorrenza entro il 6 gennaio 2015.

Vengono richiesti:
la data di autorizzazione ai VV, se mancante;
la data di cessazione dell’attività lavorativa per i lavoratori cessati e per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria; si precisa che per quest’ultima tipologia di lavoratore la data di cessazione dell’attività lavorativa da acquisire è quella antecedente la data di autorizzazione;
la data degli accordi, la data del provvedimento di accoglimento della DTL per i lavoratori cessati e per i lavoratori in mobilità ordinaria/mobilità in deroga.

1.3 Pannello “Conto calcolato”
Nel pannello del “Conto calcolato”:
per i lavoratori in mobilità ordinaria/mobilità in deroga, per i lavoratori cessati e collocati in mobilità ordinaria e per i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari in attesa di concludere la mobilità, verranno costruiti in automatico i periodi di mobilità fittizia tenendo conto dell’ultimo contributo presente sul conto assicurativo e delle date di inizio e di cessazione della mobilità;
per i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari verranno costruiti in automatico i periodi di contribuzione volontaria a partire dal primo trimestre solare non scaduto come pagamento e fino al:
31 dicembre 2013 per l’accertamento dei requisiti per il diritto a pensione nei fondi FPLD, Speciali;
5 gennaio 2014 per l’accertamento dei requisiti per il diritto a pensione nei fondi FS, ex IPOST".
Ai fini del calcolo di detti periodi contributivi, deve essere valutata la data in cui la domanda è in corso di definizione.
Esempio:
il 25 ottobre 2013 è possibile proiettare la contribuzione volontaria a partire dal 1 luglio 2013;
dal 1 gennaio è possibile proiettare a partire dal 1 ottobre dell’anno precedente;
dal 1 aprile è possibile proiettare dal 1 gennaio.

Ai fini del calcolo della decorrenza senza salvaguardia viene effettuata la proiezione della contribuzione fino al raggiungimento dell’età pensionabile secondo le norme vigenti. Tali periodi decorrono a partire dall’ultimo contributo in estratto ovvero dall’ultimo contributo proiettato tenendo conto dell’ultima attività lavorativa presente in estratto.
Viene verificato il versamento di almeno un contributo volontario dopo la data di cessazione della mobilità.

1.4 Pannello “Verifica del diritto”
La verifica viene effettuata in base alla tipologia di lavoratore nella quale il soggetto è ricompreso e riguarda sia il diritto a pensione sia per anzianità che per vecchiaia.
La decorrenza della pensione in salvaguardia non può essere successiva al 31 dicembre 2020.
Il riferimento a tale anno, peraltro contenuto nel messaggio n. 12577 del 2013, non attiene ai requisiti minimi per l’accesso al pensionamento con le più favorevoli norme vigenti antecedentemente alla riforma Fornero, ma è relativo a quanto previsto dal comma 234 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2011 per la copertura finanziaria della norma.

1.5 Quantificazione dell’onerePer le posizioni dei soggetti per i quali risultano accertati i requisiti per l’accesso al pensionamento in salvaguardia la procedura effettua la quantificazione dell’onere.
L’onere della salvaguardia per ciascun lavoratore si ottiene moltiplicando il numero dei mesi compreso tra la decorrenza della pensione con e senza salvaguardia, per l’importo di pensione, e aggiungendo i ratei di tredicesima.
Sul pannello del “Calcolo pensione” viene visualizzata una tabella riepilogativa del calcolo effettuato.

1.6 DefinizioneL’attivazione del bottone “Definisci” dal pannello di ‘Verifica diritto’ consente per ciascuna domanda:
la trasmissione dei dati per la memorizzazione su Felpe;
la chiusura in automatico su WebDom sia per l’accolta che per la respinta;
la creazione della riga di riferimento su Arca per l’accolta;
la stampa, per il solo uso interno, dell’estratto conto sintetico e dell’estratto conto analitico.

2. Felpe
2.1 Visualizzazione dati In Felpe vengono memorizzate le seguenti informazioni:
la tipologia del lavoratore;
l’esito della verifica;
la tipologia della certificazione (vecchiaia o anzianità);
la data di cessazione del rapporto di lavoro;
la data di cessazione effettiva della mobilità;
la finestra con la salvaguardia L. 228/2012;
la scadenza del beneficio (pari alla decorrenza pensione con il regime pensionistico attualmente in vigore).
Per tutte le posizioni sarà visualizzato lo stato domanda, che potrà essere:
soggetto in attesa di graduatoria;
soggetto salvaguardato lettera non inviata;
soggetto non salvaguardato;
soggetto salvaguardato lettera generica inviata;
soggetto salvaguardato lettera inviata, quando è stata inviata la comunicazione con l’indicazione della decorrenza.

2.2 Annullamento della “certificazione”La certificazione può essere annullata nel caso in cui venga successivamente verificata una delle seguenti situazioni:
il decesso;
la mancanza del diritto;
la titolarità di pensione diretta;
la rinuncia al beneficio;
il mancato raggiungimento dei requisiti entro il periodo di mobilità;
la decadenza dalla mobilità;
nel caso dei prosecutori volontari, lo svolgimento di attività lavorativa con il conseguimento, dopo il 4 dicembre 2011, di un reddito annuo lordo riferito a tale attività superiore a 7.500,00 euro;
nel caso dei lavoratori cessati, lo svolgimento di attività lavorativa con il conseguimento, dopo il 30 giugno 2012, di un reddito annuo lordo riferito a tale attività superiore a 7.500,00 euro;
nel caso dei lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria in attesa di concludere la mobilità, la ripresa dell’attività lavorativa.

3. Comunicazioni
3.1 Comunicazioni predisposte dal sistema UnicarpeAi lavoratori interessati saranno inviate a livello centrale le comunicazioni:
lettera di certificazione della salvaguardia;
lettera con l’indicazione della decorrenza;
lettera di reiezione da stampare a cura della sede tramite apposita funzione presente su FELPE (in corso di predisposizione).
Comunicazioni specifiche sono previste:
per coloro che hanno in corso il pagamento di un riscatto/ricongiunzione (periodo acquisito in Arpa con il tipo documento 9 per la generalità dei lavoratori. Per i fondi speciali l’acquisizione andrà effettuata in FSPA con i codici:
1S per i riscatti;
2S per le ricongiunzioni.
per i titolari di AOI.
per i prosecutori volontari che raggiungono il requisito contributivo con la proiezione sull’estratto conto di contribuzione volontaria teorica per la quale i termini per il versamento contributivo sono ancora in corso.
La lettera di comunicazione dell’annullamento della certificazione, predisposta dalla procedura, deve essere inviata, come di consueto, a cura della sede.

3.2 Comunicazioni predisposte da WebDomE’ in corso di aggiornamento la procedura WebDom per consentire di respingere le istanze di certificazione relative ai lavoratori autorizzati ai versamenti volontari o lavoratori autorizzati ai versamenti volontari in mobilità nel caso in cui, in fase istruttoria, siano accertate le seguenti motivazioni:
ha svolto attività lavorativa dopo l’autorizzazione al versamento volontario della contribuzione conseguendo, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, un reddito annuo lordo complessivo riferito a tale attività superiore a euro 7.500,00;
ha svolto attività lavorativa successivamente alla conclusione del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
non ha effettuato il versamento volontario dopo la conclusione del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
è già salvaguardato ad altro titolo.
Al riguardo, in attesa del rilascio della procedura aggiornata, le istanze dovranno essere tenute in apposita evidenza evitando la chiusura con altra motivazione.
Le domande relative ai lavoratori cessati e ai lavoratori in mobilità da non accogliere in fase istruttoria, devono essere chiuse in procedura web-dom con la motivazione “chiusura senza esito”

4. Visualizzazione su portale internetIl cittadino in possesso di PIN può visualizzare la situazione relativa all’esito della certificazione in salvaguardia con le modalità in uso per le domande di prestazione:
Sito istituzionale --> servizi per l’utente Cittadino -->Fascicolo Previdenziale Cittadino --> Prestazioni --> Richieste Presentate.
Anche per i patronati è disponibile la visualizzazione dell’esito relativa alle domande inviate.

5. Conclusione delle attivitàLe attività di gestione delle certificazioni di cui alla salvaguardia “10.130”, compresa la sistemazione dei conti individuali necessaria per l’inserimento in procedura, andranno definite da parte delle strutture territoriali con la massima priorità e urgenza, al fine di consentire il successivo invio delle relative comunicazioni ai soggetti interessati.
Al riguardo, si evidenzia l’importanza del caricamento in procedura di tutte le posizioni dei soggetti che hanno presentato, a seconda della categoria di appartenenza, istanza di ammissione alla salvaguardia in argomento alle DTL o all’Istituto, compresi i casi di reiezione. Tale ultimo aspetto assume particolare rilevanza in quanto, a differenza delle precedenti operazioni, per la salvaguardia in argomento è previsto, come indicato al punto 3.1 del presente messaggio, l’invio delle lettere di comunicazione della reiezione dell’istanza di accesso al beneficio della salvaguardia con l’ indicazione del motivo di esclusione.

IL DIRETTORE CENTRALE IL DIRETTORE CENTRALE
PENSIONI SISTEMI INFORMATIVI E TECNOLOGICI

Uselli Blandamura

Esodati, al via il recupero dei 10mila salvati dalla legge di stabilità

Welfare 31 ottobre 2013, 14:36 
Esodati, al via il recupero dei 10mila salvati dalla legge di stabilità
Si apre la fase di verifica da parte dell’Inps per gli esodati tratti in salvo dalla legge di stabilità 2013
A quasi un anno di distanza dal varo ufficiale, iniziano le procedure per il rientro nel welfare degli esodati tratti in salvo dalla legge di stabilità 2013, quella che, a seguito dei due decreti di salvaguardia, riaprì il recito delle tutele per altri 10mila esclusi.
Si tratta, per la precisione, di 10.130 posti che vengono riassegnati a chi, a seguito della riforma Fornero del 2011, si è trovato improvvisamente senza lavoro né pensione, per il cambio dei requisiti minimi di accesso al trattamento previdenziale.
Mercoledì, l’Inps ha dunque inoltrato la comunicazione che sono aperte le procedure per la verifica degli aventi diritto che, negli scorsi mesi, hanno avanzato domanda di rientrare nelle categorie previste dalla finanziaria precedente.
Il termine per accedere al programma di recupero delle posizioni previdenziali scadeva lo scorso 25 settembre, quando si erano chiuse le domande, cui ora seguirà la dovuta certificazione.
Ecco, dunque, quali sono le categorie di esodati che ricadono nella lista inserita nella legge di stabilità 2013: 1590 autorizzati alla contribuzione volontaria, 850 per chi, tra questi ultimi, sia ancora in attesa di portare a termine il processo di mobilità; 2560 in mobilità ordinaria o in deroga, tra i cosiddetti “cessati”; 5130 che hanno lasciato il posto dopo gli accordi collettivi o individuali stipulati con l’azienda.
Secondo i dati diramati dal ministero del Welfare, le richieste son state 6044 per i quelli in mobilità e un migliaio in meno, 5179 per i “cessati” standard.
Ora, dunque, la palla  passa alla previdenza statale, con l’Inps che dovrà porre sotto esame tutte le singole candidature degli esodati per rientrare nel computo delle fasce tratte in salvo. In definitiva, per gli interessati si prospettano altri mesi di attesa, ma finalmente la prima fase si è chiusa: la pensione, anche se di poco, si avvicina, mentre il governo sta per varare la copertura per il salvataggio di altri 10mila esodati con i decreti di fine anno e la prossima legge di stabilità.
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Legge di stabilità. Guglielmo Epifani: "Così non va. Le proposte

Legge di stabilità. Riunione al Pd con Guglielmo Epifani: "Così non va, bisogna intervenire". Le proposte
Mentre al Senato va in scena l’ennesimo capitolo del caso decadenza di Silvio Berlusconi, con il voto in giunta che non si sa quando arriva e il fermento sul governo che ne deriva, alla sede del Pd Guglielmo Epifani riunisce i ranghi del partito responsabili per la legge di stabilità. Vertice avvenuto martedì mattina, mentre a Palazzo Madama si preparava la battaglia finale sul Cavaliere. La manovra sarà anche di controtendenza perché non propone tagli lineari, questa la posizione del Pd. Però il messaggio al governo non è lusinghiero. “Così non va, bisogna intervenire”, si conclude al vertice con i viceministri dell’Economia Stefano Fassina e Luigi Casero, il relatore di maggioranza al Senato Carlo Santini, il capogruppo Luigi Zanda, Paolo Guerrieri, economista e senatore del Pd, Paola De Micheli, componente della commissione Bilancio della Camera nonché lettiana e anti-renziana di ferro.
Dalla riunione emerge un documento informale che, punto per punto, stende le proposte del Pd sulla legge di stabilità. Un modo, evidentemente concordato con la parte più filo-governativa del Pd, per tentare di ingranare una marcia in più per Palazzo Chigi e segnare il territorio Dem sotto le larghe intese. Mentre dal Pdl arrivano minacce che rischiano di terremotare anche la legge di stabilità. “Ma Berlusconi non ha i numeri per far cadere il governo”, dice Matteo Renzi, convinzione sulla quale confidano anche i lettiani. E allora le proposte. Eccole.
1. Service Tax. I due miliardi che dovevano essere assicurati ai Comuni sono diventati 1. Ma, soprattutto, c’è un errore che non si può far passare: nella formulazione attuale rischiano di dover pagare anche coloro che erano esentati da Ici e da Imu, con il risultato di aver tolto l’Imu sulla prima casa anche ai più ricchi e di far pagare la parte patrimoniale della Service Tax anche ai meno abbienti. Di conseguenza, la Legge di Stabilità deve essere modificata per fare in modo che coloro che prima erano esentati (grazie alle detrazioni di 200 euro più 50 per ogni figlio fino ad un massimo di 400 euro o per il basso valore catastale) lo siano anche ora. 2. Investimenti & Crescita. Nel documento di programmazione economica e finanziaria (Def) è prevista una crescita del Pil pari all’uno per cento per il 2014. E tutti gli aggregati di finanza pubblica sono misurati e conseguenti a questa previsione. Purtroppo, se non si spinge l’acceleratore sulle misure capaci di sostenere la crescita e l’occupazione, come gli investimenti e un miglioramento del reddito delle famiglie, sarà difficile cogliere questo obiettivo. Nella Legge di Stabilità: il patto di stabilità interno per i Comuni è stato allentato per un miliardo di euro. Poco, ma è già un progresso, tenendo conto che i Comuni con i conti in regola, se potessero essere liberi di investire le proprie risorse, darebbero vita a investimenti immediati, diffusi sul territorio, volti a sostenere l’occupazione, soprattutto delle piccole e medie aziende. Ma è troppo poco. Soprattutto se la somma di un miliardo viene spalmata a pioggia. Bisogna fare di più e meglio. A cominciare dal dar vita a quelle misure di garanzia sui crediti bancari alle imprese che in altri paesi, come la Germania, sono particolarmente diffuse e sulle quali si sta riflettendo da molto tempo anche in Italia, sulla base di diversi progetti ( Unicredit, Cassa Depositi e Prestiti, etc…). Sono iniziative capaci di muovere risultati a leva. Tanto che sulla base delle prime proiezioni, basterebbe un impegno minimo per mobilitare crediti bancari privati nei confronti delle imprese pari a 50-70 miliardi di euro in un anno, superando così la crisi di liquidità che tutto blocca nel nostro Paese.
3.Cuneo fiscale. Sembra ben definito per la parte che riguarda le imprese. Per la quota che riguarda i lavoratori così come è stato spalmato non sembra destinato a portare maggiore spesa per i consumi. Meglio sarebbe dunque lavorare sul piano triennale, come pure è nell’impostazione formale della legge di stabilità, che deve dare prospettiva a tre anni, per ottenere risultati più incisivi. Più in particolare si potrebbe: a) concentrare le risorse disponibili nel 2014 sui redditi fino al secondo scaglione dell’Irpef, in modo da ottenere per questi lavoratori a reddito più basso un sostegno più tangibile; b) varare un fondo in cui far confluire i proventi dalla lotta all’evasione fiscale e dal rientro dei capitali dai paradisi fiscali, come previsto dalla Legge di Stabilità, per destinarli nel 2015 e nel 2016 ad allargare la platea dei lavoratori ai quali si pratica lo sconto Irpef fino al punto previsto dal governo (55.000 euro lordi l’anno).
4. Sociale. Anche in questo caso, considerate le ripercussioni della crisi più forte e più prolungata della storia dell’Italia unita, non è accettabile che vi siano tagli su poste che riguardano i più deboli e i più bisognosi. Bisogna ripristinare dunque, per fare due esempi, i dati 2012 del fondo sociale, del fondo per l’autosufficienza. E in più è necessario prendere le iniziative volte a affrontare alcuni problemi drammatici: a) nella Legge di Stabilità vi è un ulteriore impegno per gli esodati, ma è ancora largamente al di sotto delle necessità rispetto al bacino che si è formato dopo la riforma Fornero e, soprattutto, rispetto alla prospettiva che le nuove norme pensionistiche continuino a produrre per anni nuovi esodati, cioè persone che perdono il lavoro, non hanno più la copertura degli ammortizzatori sociali e non hanno nemmeno la pensioni. Gli ultimi dati, peraltro, dimostrano che il peso economico degli ammortizzatori sociali (si guardi per esempio alla Cassa integrazione in deroga) sta esplodendo per questo motivo. Di conseguenza è necessario rivedere nella Legge di stabilità l’intervento sugli esodati per rafforzarlo ed è indispensabile accompagnare e collegare alla Legge di stabilità un intervento che, introducendo forme di flessibilità, evitino per l’oggi e per anni a venire la formazione di nuove, consistenti sacche di esodati.
In questo capitolo rientrano anche una riflessione che riguardi il pubblico impiego: ha subito in questi anni tagli drastici (blocco del turn over e conseguente calo degli occupati, blocco dei contratti, blocco della indicizzazione, con conseguente perdita di potere di acquisto), ma nulla è stato fatto sul piano della produttività e della efficienza della Pubblica Amministrazione. E non ha trovato anche una soluzione la questione dei precari a cui scade il contratto. Stiamo parlando di oltre centomila persone.
Nel capitolo sociale rientra anche una riflessione sul tema del reddito dei pensionati. La Legge di stabilità limita l’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. E’ un tema delicatissimo. Una delle possibilità sulle quali si può lavorare in questo contesto è quella di innalzare la detrazione fiscale che oggi per i pensionati è più bassa di quella fissata per i lavoratori attivi.
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Pensioni, Epifani: Ddl ad hoc per questione esodati

Pensioni, Epifani: Ddl ad hoc per questione esodati
- 29 ottobre 2013 17:39

fonte ilVelino/AGV NEWS
Sulla questione esodati “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all’altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”. Così il segretario Pd Guglielmo Epifani in una conferenza stampa nella sede del partito sulla legge di Stabilità. Su quest’ultimo aspetto, dichiara Epifani, “penso che si possa intervenire non nella legge di Stabilità ma parallelamente a questa con un ddl ad hoc”.
(Leggi)

Dagli esodati alla legge Fornero, l'opinione di Gianni Cuperlo

RIFORMA PENSIONI/ Dagli esodati alla legge Fornero, l'opinione di Gianni Cuperlo
Pubblicazione:
RIFORMA PENSIONI, LA PROPOSTA DI GIANNI CUPERLO
La riforma Fornero delle pensioni contiene delle "iniquità evidenti". Gianni Cuperlo non condivide certo il giudizio - tutto sommato positivo - di Matteo Renzi sulla riforma fatta dall'esecutivo tecnico. Il principale avversario del sindaco di Firenze alla segreteria del Partito democratico ha attaccato duramente la legge varata dall’allora governo, non risparmiandosi qualche frecciatina al rottamatore. "Io penso che nella riforma Fornero ci siano segni abbastanza evidenti di iniquità sociale. A partire dalla questione degli esodati, che sono diretto prodotto della riforma Fornero. E io credo che quella riforma vada cambiata perchè non contiene alcuna gradualità nell'innalzamento dell'età pensionabile". E ha aggiunto: "In Parlamento, proprio per questo, si sta cercando, con il contributo di tutti i partiti, di predisporre un testo per affrontare, in modo più equo possibile, questo problema urgentissimo degli esodati che tocca la pelle viva di migliaia di cittadini. Non so se sorprendermi della dichiarazione di Matteo Renzi, visto che anche lui ritiene che la questione degli esodati vada risolta. Ma so che se lui considera la riforma Fornero una buona legge abbiamo una idea diversa di come vadano affrontati problemi urgenti che riguardano l'equità sociale".
(Leggi)
Leggi anche: Il Velino

L'aria che tira del 30 ottobre


L'aria che tira
30-10-2013 in un frammento della trasmissione si parla di esodati
(frame da 1:26:00 a 1:35:00)
poi scappano velocemente dall'argomento

mercoledì 30 ottobre 2013

Epifani, su Ddl stabilità

Ddl stabilita': Epifani, su Trise e taglio cuneo attenzione a redditi bassi -2-
Fondo per investimenti. Legge "in parallelo" per esodati (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 29 ott - Epifani considera quindi positiva la scelta del Governo di destinare un miliardo all'allentamento del Patto di stabilita' interno, somma che tuttavia valuta "non sufficiente". E sollecita la costituzione di un Fondo pubblico di garanzia per attivare investimenti privati. Una strada, questa, che considera indispensabile per cogliere l'obiettivo di crescita dell'1% indicato per il prossimo anno
Sul versante previdenziale il Pd chiede l'aumento delle detrazioni concesse ai pensionati allo stesso livello di quelle previste per i lavoratori dipendenti. Vengono inoltre auspicati due interventi in favore degli esodati: l'ampliamento nel Ddl della platea dei salvaguardati e un provvedimento "ad hoc, in parallelo", per affrontare con "flessibilita' in uscita" il problema "di chi avra' sessanta anni tra qualche anno e verra' messo fuori dall'azienda"
Sono inoltre da rifinanziare, per riportare ai livelli dell'anno scorso, i Fondi per le politiche sociali e per le non autosufficienti. "Non si capisce perche' - fa rilevare in proposito Epifani - ci sono misure solamente per il 2014 e non triennali".
Bof-Mct
(RADIOCOR) 29-10-13 18:58:26
(Leggi)
 

ORFINI (PD), ESODATI NON SONO DETTAGLIO

Martedì 29 Ottobre 2013 18:38 
LAVORO: ORFINI (PD), ESODATI NON SONO DETTAGLIO RIFORMA FORNERO
(AGENPARL) - Roma, 29 ott - “Quello degli esodati è un prodotto delle iniquità della riforma Fornero e gli interventi fatti finora non hanno ancora risolto una drammatica situazione che riguarda moltissimi lavoratori rimasti senza reddito e senza pensione. Fra l’altro non si tratta dell’unico errore di quella riforma e  giustamente la commissione Lavoro sta lavorando per correggerla in più punti. Quello che è certo comunque è che il tema degli esodati non può essere considerato un dettaglio ma ne è un aspetto fondamentale e spetta a noi sanare questa ingiustizia”.
Lo dichiara in una nota Matteo Orfini, deputato democratico.
(Leggi)

Cuperlo: riforma pensioni Fornero "Contiene iniquità evidenti"

Cuperlo: ho idee diverse da Renzi su riforma pensioni Fornero
"Contiene iniquità evidenti"
Cuperlo: ho idee diverse da Renzi su riforma pensioni Fornero Roma, 29 ott. La riforma Fornero delle pensioni contiene delle "iniquità evidenti". Gianni Cuperlo non condivide il giudizio di Matteo Renzi sulla riforma fatta lo scorso anno: "Io penso che nella riforma Fornero ci siano segni abbastanza evidenti di iniquità sociale. A partire dalla questione degli esodati, che sono diretto prodotto della riforma Fornero. E io credo che quella riforma vada cambiata perchè non contiene alcuna gradualità nell'innalzamento dell'età pensionabile. Ed in Parlamento, proprio per questo, si sta cercando, con il contributo di tutti i partiti, di predisporre un testo per affrontare, in modo più equo possibile, questo problema urgentissimo degli esodati che tocca la pelle viva di migliaia di cittadini. Non so se sorprendermi della dichiarazione di Matteo Renzi, visto che anche lui ritiene che la questione degli esodati vada risolta. Ma so che se lui considera la riforma Fornero una buona legge abbiamo una idea diversa di come vadano affrontati problemi urgenti che riguardano l'equità sociale". INFOPHOTO
(Leggi)
 

Damiano: Renzi sa che esodati “figli” riforma Fornero

Pd: Damiano, Renzi sa che esodati “figli” riforma Fornero
Pubblicato il da
Renzi dovrebbe sicuramente sapere che i cosiddetti esodati sono figli della ‘riforma’ Fornero, che ha prodotto questa devastante iniquita’ sociale. Proprio per risolvere questo problema e per salvaguardare tutti i lavoratori rimasti senza reddito, questa normativa va cambiata: si tratta dunque di una legge sbagliata, perche’ non contiene alcuna gradualita’ nell’innalzamento dell’eta’ pensionabile”. E’ quanto dice Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera. La commissione, ricorda, “sta per varare un testo unificato sul tema dei salvaguardati: chiediamo anche a Renzi, che ha comunque dichiarato che ‘gli esodati sono un problema’, di appoggiare coerentemente questa proposta condivisa da tutti i partiti. Noi, come lui, crediamo che la nuova politica debba far corrispondere alle parole i fatti: per questo dopo le parole aspettiamo, fiduciosi, un suo positivo pronunciamento ed un sostegno, anche se questo significhera’ inevitabilmente correggere nel profondo una legge che Renzi ritiene giusta.
(Leggi)

 30-10-2013Gli sfidanti divisi anche dalla riforma Fornero 

martedì 29 ottobre 2013

Damiano e Cuperlo su pensioni, esodati ed età donne

Riforma pensioni Governo Letta, esodati ed età donne: parlano Damiano e Cuperlo
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Per la riforma pensioni del Governo Letta si pronunciano Cuperlo sugli esodati e Damiano sull'aumento dell'età per donne
Riforma pensioni Governo Letta, esodati ed età donne: parlano Cesare Damiano, promotore della famosa e inattuata proposta di riforma pensioni ispirata alla flessibilità, e Gianni Cuperlo, candidato alle primarie PD.
Sulla riforma pensioni del Governo Letta e sul tema esodati in particolare si è soffermato di recente Gianni Cuperlo che caldeggia delle modifiche alla Legge di stabilità ora in corso di discussione in Parlamento, "dei cambiamenti a cominciare da capitoli fondamentali come pensioni, esodati, cuneo fiscale...". Cuperlo sul tema della riforma pensioni del Governo Letta spinge con notevole insistenza sulla soluzione al problema esodati, definendo la questione un "errore imperdonabile del cosiddetto governo tecnico" e aggiungendo che il PD si è impegnato per trovare una soluzione e che lo farà ancora nella discussione della legge di stabilità.
Avranno davvero seguito le dichiarazioni di Cuperlo del PD? È giusto sottolineare che l'esponente non è nuovo a uscite sul tema: aveva infatti parlato della necessità di chiudere una volta per tutte "la vergogna degli esodati" pochi giorni fa in Tv, da Fazio, puntualizzando che è tempo di smetterla, sul tema pensioni, di chiedere sacrifici sempre alle stesse categorie.
Come anticipato sul grande nodo della riforma pensioni del Governo Letta anche Cesare Damiano è di recente tornato a intervenire, anzitutto per un monito al Governo: a seguito della procedura di infrazione europea non si deve pensare, come soluzione, a un innalzamento dell'età pensionabile delle donne per equipararla a quella degli uomini, tale manovra sarebbe difatti "uno scippo intollerabile".
Anche Damiano sul tema pensioni parla di esodati, con delle riflessioni acute: il ministro Giovannini pensa a misure di sostegno per i poveri, ma la questione esodati genera nuovi poveri, è quindi fondamentale risolverla una volta per tutte. In tal modo si ridurrebbe, al contempo, la platea di soggetti che necessitano degli stessi interventi di sostegno economico.
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lunedì 28 ottobre 2013

Esodati: le novità di questa settimana aggiornate

Esodati: le novità di questa settimana aggiornate
Esodati: con novità Legge di Stabilità si attendono nuove soluzioni
Risolvere la questione esodati resta una delle priorità del governo: nonostante, infatti, la Legge di Stabilità abbia apportato ‘Disposizioni’ in materia, l’impegno è stato definito troppo generico per centinaia di migliaia di persone che rischiano di rimanere ancora senza lavoro e senza pensione.
“La  questione degli esodati è un problema gravissimo e l'individuazione di una soluzione è la priorità del governo” ha detto il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta.
“In ogni provvedimento del governo c'è un passo in avanti verso la soluzione, che ci auguriamo sia al più presto possibile definitiva, di un problema sociale gravissimo, che consideriamo tra le priorità di intervento del governo”. Cgil, Cisl e Uil chiedono intanto al governo i dare certezze a tutti i lavoratori esodati. Secondo i sindacati, l’iter parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità deve essere l’occasione per diminuire realmente le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, e alle imprese che creano occupazione.
Camusso, Bonanni e Angeletti propongono un aumento delle detrazioni sia per i lavoratori dipendenti che per i pensionati, un rafforzamento della detassazione del salario di produttività, da estendere anche ai lavoratori del settore pubblico.
L’intervento esodati al momento disposto nella Legge di Stabilità prevede un allargamento della platea di nuovi esodati a sei mila persone, dopo che i precedenti interventi del governo Monti ne avevano già salvaguardati circa 130mila. Questi sono coloro che avrebbero dovuto ricevere la salvaguardia, cosa che però concretamente ha toccato molte meno persone.
Di questi 130mila, infatti, allo scorso giugno, solo 11mila avevano effettivamente ricevuto la pensione. Ora, gli altri seimila sprovvisti di tutela sarebbero essenzialmente quegli esodati che hanno ricevuto il via libera alla contribuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011 e in grado di completare i requisiti entro il gennaio 2015. Ma sono ancora migliaia coloro che aspettano di ricevere la salvaguardia.
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Cuperlo: ''Esodati, una delle priorità di questo governo''

28 ottobre 2013
Cuperlo: ''Esodati, una delle priorità di questo governo''
''Esodati errore imperdonabile del cosiddetto governo tecnico. Noi ci siamo impegnati a fondo per dare una soluzione a tutte quelle persone e lo faremo ancora nella legge di stabilità''. Così Gianni Cuperlo al videoforum di Repubblica Tv. Conduce Laura Pertici.
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Gli errori per Ichino

DUE ERRORI CHE RENZI DEVE CORREGGERE

PROPRIO I BIPOLARISTI PIÙ SERI E CONVINTI SANNO QUAL È IL MOMENTO IN CUI OCCORRE UN FORTE IMPEGNO BI-PARTISAN PER TIRARE FUORI IL PAESE DALLE SECCHE E RICREARE LE CONDIZIONI DELL’ALTERNANZA
Primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 269, 28 ottobre 2013 – In argomento v. anche Risposte su Matteo Renzi, del 16 settembre 2013.La riforma costituzionale di cui l’Italia ha urgente necessità, per tornare ad avere una politica nazionale concludente, non potrà mai essere compiuta da un partito solo. Neppure dal PD uscito stravincente alle prossime elezioni che Matteo Renzi alla Leopolda ha reso credibile ai suoi sostenitori. E neppure la riforma elettorale. Esse costituisc0no il capitolo programmatico principale del Governo Letta: possono e devono essere compiute in questa legislatura dalla sua maggioranza bi-partisan. La riforma costituzionale - che pure è partita con il piede giusto, sotto la guida intelligente e competente di Gaetano Quagliariello – difficilmente potrà arrivare in porto prima della fine del prossimo anno. Ma se Matteo Renzi continua a sparare a zero sulle “larghe intese” il Governo cadrà, il Parlamento dovrà essere sciolto e non ci sarà il tempo per compiere quella riforma. Così la politica nazionale resterà inconcludente come lo è ora; e l’unico a trarne profitto sarà Beppe Grillo. Proprio i bipolaristi più seri e convinti sanno qual è il momento in cui occorre un forte impegno bi-partisan, per tirare fuori il Paese dalle secche e ricreare le condizioni dell’alternanza. Qui la fretta rischia di essere cattiva consigliera per il sindaco di Firenze.
Proprio in queste settimane stiamo assistendo a un fenomeno politico impressionante: l’ala sinistra del PD e l’ala destra del PdL, in stretta alleanza tra loro, si sono adoperate alla Camera per ripristinare i contenuti deteriori originari del decreto-legge n. 101 sulle cosiddette “stabilizzazioni” nelle amministrazioni pubbliche, riuscendoci in parte. La stessa “tenaglia”, impersonata alla Camera dal tandem Cesare Damiano-Renata Polverini, sta operando in questi mesi per tornare indietro rispetto alla riforma delle pensioni compiuta da Monti e Fornero nel dicembre 2011. Questo significa che non soltanto una parte cospicua del centrodestra, ma anche una parte cospicua del centrosinistra ha quanto meno le idee pochissimo chiare (a voler essere benevoli) sui termini inderogabili della strategia europea dell’Italia. Significa dunque che se Matteo Renzi sacrifica sull’altare della recuperata “identità del PD” la capacità di presa che ha avuto fino al novembre scorso sull’elettorato europeista di centrodestra, egli rischia di non essere poi in grado di attuare in modo coerente ed efficace quella strategia. In altre parole: riduciamo pure le larghe intese (che del resto proprio in questi giorni mostrano di essersi già notevolmente ridotte), ma non riduciamole troppo, se non vogliamo perdere risorse politiche che saranno indispensabili anche nella prossima legislatura per la riforma europea dell’Italia.

domenica 27 ottobre 2013

Legge stabilità. Giovannini: soddisfazione per esodati e maternità

Legge stabilita': Giovannini, soddisfazione per esodati e maternita'
25 Ottobre 2013 - 17:43
(ASCA) - Roma, 25 ott - Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, esprime ''soddisfazione per le decisioni del Parlamento che hanno accolto quanto aveva auspicato in occasione delle audizioni in materia pensionistica alla Camera e al Senato l'8 ottobre scorso''. ''Per quanto riguarda gli esodati - sottoloninea il ministro in una nota -, con il disegno di legge di stabilita', potranno arrivare a 15mila i lavoratori nei cui confronti sono state previste in via diretta disposizioni di favore in materia previdenziale, in tal modo confermando il carattere prioritario che questo tema ha assunto nell'agenda del Ministero e del Governo. In particolare, i piu' recenti interventi di salvaguardia hanno riguardato circa 6.500 lavoratori oggetto di licenziamenti individuali (D.L. IMU-CIG attualmente in conversione al Senato), circa 2.500 lavoratori che assistono familiari gravemente disabili (secondo quanto previsto da un emendamento del Governo al DDL di conversione del D.L. 101 del 2013, appena approvato dalla Camera) e i circa 6mila prosecutori volontari del DDL di stabilita'''. Particolare soddisfazione ''per il riconoscimento del valore sociale della maternita' e della donazione'' viene poi espressa dal Ministro per l'approvazione, in sede di conversione del D.L. 101, dell'emendamento che estende i benefici in materia di accesso alla pensione anticipata, oltre ai donatori di sangue, anche a chi (e si tratta di migliaia di persone) ha usufruito dei congedi di maternita' e paternita', compresi i periodi di astensione facoltativa. In questo modo viene riconosciuto l'elevato valore sociale di questi comportamenti, di cui beneficia l'intera collettivita' nazionale. red/glr
 

Damiano: da Leopolda spero non arrivino solo accuse a pensionati

Damiano: Da Leopolda spero non arrivino solo accuse a pensionati
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Speriamo che dalla Leopolda, oltreché dare dei ladri ad oltre 15 milioni di pensionati, arrivino proposte per risolvere concretamente i problemi di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese”. Lo ha detto Cesare Damiano, deputato del Pd che si dice “indignato dalle dichiarazioni del finanziere Davide Serra che avrebbe affermato che coloro che percepiscono la pensione in base al sistema retributivo sono ‘persone che rubano’”. “Siamo sicuri che questa non é la posizione di Renzi al quale vorremmo chiedere, con l’occasione, che cosa ne pensa della ‘riforma’ Fornero delle pensioni. Al tempo delle primarie con Bersani – ricorda Damiano -, Renzi aveva sostenuto nel suo programma che si trattava di una buona riforma, mentre noi la volevamo e la vogliamo correggere profondamente. Se Renzi avesse cambiato idea e decidessimo di correggerla insieme sarebbe una buona notizia: noi col cacciavite lui con il bulldozer
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Damiano: continua battaglia per piu’ equita’

L. stabilita’: Damiano, continua battaglia per piu’ equita’

sabato 26 ottobre 2013

Giovannini: possibili 15mila salvaguardati

Esodati: Giovannini, possibili 15mila salvaguardati
Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini esprime "soddisfazione per le decisioni del Parlamento che hanno accolto quanto aveva auspicato in occasione delle audizioni in materia pensionistica alla Camera e al Senato l’8 ottobre scorso". Lo si apprende da un comunicato del suo dicastero.
      Quanto agli esodati, con il disegno di legge di stabilità "potranno arrivare a 15mila i lavoratori per i quali sono state previste in via diretta disposizioni di favore in materia previdenziale, in tal modo - si legge nella nota - confermando il carattere prioritario che questo tema ha assunto nell’agenda del ministero e del governo".
     In particolare, "i più recenti interventi di salvaguardia hanno riguardato circa 6.500 lavoratori oggetto di licenziamenti individuali (dl Imu-Cig attualmente in conversione al Senato), circa 2.500 lavoratori che assistono familiari gravemente disabili (secondo quanto previsto da un emendamento del governo al ddl di conversione del decreto 101 appena approvato dalla Camera) e i circa 6mila prosecutori volontari del ddl di stabilità".
      Particolare soddisfazione “per il riconoscimento del valore sociale della maternità e della donazione” viene poi espressa dal ministro per l’approvazione, in sede di conversione del decreto 101, dell’emendamento che estende i benefici in materia di accesso alla pensione anticipata, oltre ai donatori di sangue, anche a chi (e si tratta di migliaia di persone) ha usufruito dei congedi di maternità e paternità, compresi i periodi di astensione facoltativa. In questo modo - conclude la nota - viene riconosciuto l’elevato valore sociale di questi comportamenti, di cui beneficia l’intera collettività nazionale".
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Un furto di dignità

Un furto di dignità
- L’effetto più nefasto della mitica Fornero? La penalizzazione di genere (grave e nascosta da una censura mediatica impenetrabile) di cui sono vittime le donne che hanno fondato la propria autonomia di persone e identità di cittadine sul valore del lavoro
25/10/2013
Fra i disastri generati dalla scarsa avvedutezza della Ministra Fornero, ce n'è uno più emblematico e inquietante, perché è opera di una donna cui era affidato il presidio delle pari opportunità. La manovra pensionistica ha equiparato senza gradualità l'età pensionabile per entrambi i sessi, fissandola a 66 anni entro il 2018, ma ha trattato alla stessa stregua le lavoratrici ancora occupate (costrette a rivedere il proprio progetto di vita ma in possesso di un reddito) e quelle che non lo erano più, si trovavano alle soglie dei 60 anni e quindi prossime alla pensione di vecchiaia e ora rischiano di rimanere senza stipendio, senza pensione e senza alcuna possibilità di ricollocazione produttiva anche per 8/10 anni, cioè molto più a lungo degli uomini pure colpiti dalla riforma. Il rifiuto di gestire la transizione, rendendo nei fatti retroattiva la norma, ha cioè prodotto una penalizzazione di genere grave e occultata da una censura mediatica impenetrabile, di cui sono vittime donne che hanno fondato la propria autonomia di persone e identità di cittadine sul valore del lavoro (qualsiasi lavoro, dal più semplice a quello con più articolato contenuto di competenze e di responsabilità), che con quel lavoro hanno per decenni, a fatica e senza remunerazione, conciliato le funzioni di cura e di organizzazione dello spazio domestico, che hanno aderito spesso loro malgrado a piani di esodo o di mobilità attivati da grandi aziende inclini a emarginare le lavoratrici giunte al termine del percorso professionale oppure sono state licenziate, senza incentivi né accompagnamenti, da piccole e medie aziende in crisi che hanno tutelato il lavoro dei padri di famiglia sopprimendo quello delle madri. Ora si trovano brutalmente respinte verso il disagio e la subalternità, esiti di un sistema sociale che nega valore al lavoro, soprattutto a quello femminile, lo ostacola in accesso, lo svilisce in uscita. Queste donne chiedono non scampoli di salvaguardie, utili per pochi abitini di stretta misura ma il riconoscimento di un principio valido per tutte (e per tutti): l’inapplicabilità della manovra a chi quando è stata varata era già stato privato del lavoro ed era prossimo alla pensione. Non si possono, per carenza di equità e per difetto di legittimazione costituzionale, modificare le regole quando il gioco è concluso. E questo pervicace accanirsi delle istituzioni contro le donne, questo furto di dignità ha un nome preciso, sempre lo stesso: si chiama violenza ed esige giustizia.
di Marta Pirozzi, lavoratrice esodata - See more at: http://www.radioarticolo1.it/articoli/2013/10/25/7108/un-furto-di-dignita#sthash.GBBkKNqN.dpuf

venerdì 25 ottobre 2013

Una piccola modifica

Abolita la penalizzazione anche per i congedi di maternità e paternità | C. Fontana
Roma, 25/10/2013)
Abolita la penalizzazione anche per i congedi di maternità e paternità | C. FontanaGrande soddisfazione per il lavoro svolto tra Camera e Senato sul tema riguardante la penalizzazione al calcolo del trattamento pensionistico per coloro che raggiungono i requisiti per la pensione anticipata prima dei 62 anni.
Oltre che per le donazioni di sangue, inserite grazie ad un emendamento di Luciano Pizzetti approvato all'unanimità al Senato, ieri la Camera ha aggiunto la salvaguardia anche per i congedi di maternità e paternità approvando un emendamento di cui sono firmataria insieme al gruppo PD Commissione Lavoro.
La norma sarà convertita in legge entro il prossimo mercoledì.
Il Governo, inoltre, ha accolto un mio ordine del giorno con cui si chiede di trovare una soluzione immediata per riuscire ad includere anche i congedi e i permessi concessi in base alla legge 104/1992 per l'assistenza ai disabili. Su quest'ultimo aspetto, perciò, seguiremo la questione con la stessa determinazione e lo stesso impegno di queste settimane affinché venga al più presto garantita una norma di civiltà e di giustizia sociale.
Cinzia Fontana, deputata PD Cremona
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Osservazioni di un Esodato Postale alla PDL unificata

Osservazioni di un Esodato Postale
Come avete potuto notare nella proposta di legge unificata per quanto riguarda gli accordi individuali non cambia nulla. Ho scritto a tutti i membri della commissione lavoro, vediamo se in giornata qualcuno mi risponde. Anche perché se tale proposta rimarrà così com'è, tutti gli accordi individuali da noi sottoscritti 410/411/412   (come i postali - ndr), non rientreremo neanche nel famoso fondo, in quanto i 36 mesi finiscono il 6/1/2015 dal 7/1/2015 siamo tutti fuori. Scrivete alla commissione lavoro della camera e Senato. Vi ricordo che ormai le eventuali modifiche possono essere fatte solo nella legge di stabilità, da ieri sera il Senato ha tre giorni di tempo per votarla o meno, senza apportare modifiche.

questa è la mail che io gli ho mandato ieri sera:
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Buonasera a tutti.
Nella proposta unificata delle varie pdl, si evince che per gli accordi individuali con esodo 410/411/412 non è cambiato nulla, pertanto questa categoria è fuori dalle salvaguardie, rimanendo appesi ai 36 mesi del diritto alla maturazione economica. Pertanto questa categoria di esodati alla fine saranno quelli più penalizzati in quanto non rientreranno nemmeno nel famoso fondo, fin quando non verrà cancellato o abrogato questo maledetto paletto dei 36 mesi, calcolando che i 36 mesi arrivano al 6 gennaio 2015, dal 7 gennaio tutti gli accordi individuali rimarranno senza salvaguardia, mentre per altre categorie la salvaguardia è fino al 2018, mi sbaglio o è così? Se così fosse chiedo a nome di tutti gli esodati con accordi individuali, di apportare nella legge di stabilità le dovute modifiche affinché nessuno possa rimanere senza salvaguardia, ed evitare in tal modo di farci fare la guerra fra poveri. In attesa di ricevere una gradita risposta auguro a tutti voi una buona serata e buon lavoro.
cordiali saluti
giuliano colaci
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allego le mail della commissione lavoro della camera, dove vi invito a scrivere, mantenendo toni consoni alla nostra educazione che in questi mesi ci ha sempre contraddistinto.
 ... Ricordiamoci che ogni salvaguardia portata a casa, per noi tutti è una vittoria.
PERTANTO NIENTE POLEMICHE.
Giuliano

rizzetto_w@camera.it , damiano_c@camera.it , polverini_r@camera.it , bechis_e@camera.it ,bosco_a@camera.it ,airaudo_g@camera.it ,albanella_l@camera.it ,baldassarre_m@camera.it ,baldelli_s@camera.it ,baruffi_d@camera.it ,bellanova_t@camera.it ,boccuzzi_a@camera.it , r.brunetta@camera.it ,casellato_f@camera.it ,cesaro_antimo@camera.it ,ciprini_t@camera.it , cominardi_c@camera.it ,dellai_l@camera.it ,disalvo_t@camera.it , faraone_d@camera.it , fedriga_m@camera.it ,fontana_c@camera.it ,giacobbe_a@camera.it ,giammanco_g@camera.it ,gnecchi_m@camera.it ,gregori_m@camera.it ,gribaudo_c@camera.it ,incerti_a@camera.it , labriola_v@camera.it , lomonte_c@camera.it ,madia_m@camera.it ,maestri_p@camera.it , martelli_g@camera.it ,meloni_g@camera.it ,miccoli_m@camera.it ,mottola_g@camera.it ,paris_v@camera.it ,piccolo_giorgio@camera.it , pizzolante_s@camera.it , placido_a@camera.it , rostellato_g@camera.it ,simoni_e@camera.it , tinagli_i@camera.it ,tripiedi_d@camera.it ,zappulla_g@camera.it
 

Baretta risponde a esodato di Poste Italiane

Videobox, Baretta risponde a esodato Poste Italiane: emergenza che va affrontata subito                
  • Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta risponde alla videodomanda di un esodato di Poste Italiane
    In studio Maddalena Carlino
    24 ottobre 2013

Baretta: esodati problema gravissimo, soluzione priorità Governo

Dl Imu: Baretta, esodati problema gravissimo, soluzione priorita' Governo
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 24 ott - "In ogni provvedimento del Governo c'e' un passo in avanti verso la soluzione, che ci auguriamo sia al piu' presto possibile definitiva, di un problema sociale gravissimo, che consideriamo tra le priorita' di intervento del Governo". Cosi' il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, ha risposto, in sede di replica in Senato sul Dl Imu, al 'rimprovero' al Governo di non aver affrontato il tema degli esodati.
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Leggi anche: Il Mondo

Unificate le proposte di legge per gli esodati

Riceviamo da Contributore e volentieri divulghiamo
MASSIMA ATTENZIONE UNIFICATE LE PROPOSTE DI LEGGE CHE RISOLVONO IL NOSTRO DRAMMA: Ieri il Comitato Ristretto della Commissione del Lavoro della Camera ha approvato il testo unificato delle varie proposta di legge che affrontavano il problema dei non salvaguardati (727 Damiano & C. e tutte le altre presentate da quasi tutti i partiti) in un unico testo condiviso da tutti i partiti (che vi ricopio). Ora aspettiamo il successivo esame della Commissione e delle aule con l'auspicio che ne il Governo ne la Ragioneria dello Stato si mettano di traverso com'è avvenuto per la PdL 5103.
Iniziamo la nostra vigilanza e mobilitazione per sostenerne l'immediata approvazione.

ALLEGATO 5
 Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al trattamento pensionistico.
C. 224 Fedriga, C. 387 Murer, C. 727 Damiano, C. 946 Polverini, C. 1014 Fedriga, C. 1045 Di Salvo, C. 1336 Airaudo.
PROPOSTA DI TESTO UNIFICATO ELABORATA DAL COMITATO RISTRETTO
ART. 1.
(Modifiche all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214).

1. Dopo il comma 10 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, è inserito il seguente:
«10-bis. Ai fini del godimento del diritto di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n.243, non si applicano le disposizioni in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122».

2. All'articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «4 dicembre 2011», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011»;
b) all'alinea, dopo le parole: «in vigore del presente decreto» sono inserite le seguenti: «, escludendo in ogni caso l'applicazione della disciplina delle decorrenze di cui all'articolo 12, commi 1, 2 e 12-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, e di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111, e successive modificazioni,» e dopo le parole: «che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011,» sono inserite le seguenti: «ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 8, della legge 23 agosto 2004, n.243, e successive modificazioni, e»;
c) alla lettera a), le parole: «entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n.223» sono sostituite dalle seguenti: «entro ventiquattro mesi dalla fine del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n.223, a prescindere dalla data di conclusione della procedura di mobilità avviata sulla base dei citati accordi sindacali e della data di effettivo collocamento in mobilità, eventualmente preceduto da un periodo di fruizione di cassa integrazione guadagni»;
d) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, a prescindere dall'effettivo collocamento in mobilità entro tale data»;
Pag. 176

e) alla lettera c):
1) dopo le parole: «23 dicembre 1996, n.662,» sono inserite le seguenti: «o per i quali non siano trascorsi 24 mesi dal termine del periodo di fruizione della predetta prestazione straordinaria»;
2) le parole: «; in tale secondo caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi medesimi fino al compimento di almeno 60 anni di età, ancorché maturino prima del compimento della predetta età i requisiti per l'accesso al pensionamento previsti prima della data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «, ferme restando le condizioni previste dall'articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n.14, e successive modificazioni»;
3) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «. Resta salva la possibilità di accedere al trattamento pensionistico secondo quanto previsto dai commi 10 e 10-bis»;
f) la lettera d) è sostituita dalla seguente:
«d) ai lavoratori che siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e che abbiano presentato la relativa domanda alla data del 31 gennaio 2012, a condizione che perfezionino i requisiti utili alla decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2018. Ai fini della fruizione dei benefìci di cui alla presente lettera non rilevano l'eventuale prestazione lavorativa successiva all'autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione né l'eventuale mancato versamento, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile»;
g) la lettera e-bis) è sostituita dalla seguente:
«e-bis) ai lavoratori che entro la data del 31 dicembre 2011 abbiano usufruito di congedi per assistere familiari con disabilità grave ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, o congiunti ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, e successive modificazioni, ovvero ai sensi dell'articolo 80, commi 2 e 3, della legge 23 dicembre 2000, n.388, i quali maturino il requisito per l'accesso al pensionamento entro il 6 gennaio 2015».

3. All'alinea del comma 15-bis dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, dopo le parole: «del settore privato» sono inserite le seguenti: «, del lavoro autonomo e del settore pubblico».

ART. 2. (Modifiche all'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n.14).
1. Al comma 2-ter dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n.14, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati» sono sostituite dalle seguenti: «il cui rapporto di lavoro si risolva unilateralmente o in conseguenza di fallimento dell'impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2011 o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati, entro la medesima data del 31 dicembre 2011,»;
b) le parole: «la decorrenza del trattamento medesimo» sono sostituite dalle seguenti: «la maturazione del diritto al trattamento pensionistico»;
c) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini della concessione dei benefìci di cui al presente comma non rileva l'eventuale prestazione di un'altra attività lavorativa di natura temporanea dopo la sottoscrizione degli accordi individuali o la stipulazione degli accordi collettivi di incentivo all'esodo ai sensi del periodo precedente».

2. Al comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n.14, le parole: «, qualora la predetta anzianità contributiva ivi prevista derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria» sono soppresse.

ART. 3. (Disposizioni concernenti i requisiti per l'accesso al pensionamento da parte del personale ferroviario viaggiante, di macchina e di manovra).
1. In ragione della particolare usura e delle specifiche aspettative di vita, nonché per garantire la sicurezza del trasporto ferroviario, il personale addetto alla condotta dei treni delle imprese ferroviarie consegue il diritto alla pensione al raggiungimento del requisito anagrafico di cinquantotto anni di età e del requisito contributivo di trentotto anni, di cui almeno venti anni effettivi da addetto alla condotta.
2. Al personale addetto alla condotta che ha compiuto cinquantacinque anni di età a cui è ritirata la licenza a seguito della perdita dei requisiti medici e psico-fisici verificati ai sensi degli articoli 15 e 17 del decreto legislativo 30 dicembre 2010, n.247, è riconosciuto il diritto alla pensione se ha raggiunto il requisito contributivo di trentacinque anni, di cui almeno diciotto anni effettivi di condotta dei treni. In alternativa, il lavoratore può scegliere di rimanere in servizio fino al raggiungimento del limite di età per l'accesso al pensionamento.
3. Il personale di accompagnamento e il personale di manovra delle imprese ferroviarie conseguono il diritto alla pensione al raggiungimento del requisito anagrafico di sessantadue anni di età e del requisito contributivo di quarant'anni, di cui almeno venticinque anni effettivi come personale di accompagnamento o di manovra.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 1, 2, e 3 del presente articolo, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.307. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5. Al secondo periodo del comma 18 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con esclusione del personale addetto alla condotta dei treni e del personale di accompagnamento e di manovra delle imprese ferroviarie».

ART. 4. (Validità degli accordi per la gestione di eccedenze occupazionali).
 1. Ai fini dell'accesso al regime previdenziale vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, è riconosciuta piena validità agli accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali stipulati dalle imprese, entro il 31 dicembre 2011, anche in sede non governativa.

ART. 5. (Monitoraggio degli effetti del nuovo sistema previdenziale).
1. Ai fini di una puntuale verifica degli effetti previdenziali e finanziari determinatisi a seguito delle modifiche della disciplina del sistema pensionistico di cui all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, come da ultimo modificato dall'articolo 1 della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei dati elaborati dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), presenta semestralmente alle competenti Commissioni parlamentari una relazione relativa al numero complessivo dei lavoratori che periodicamente hanno avuto accesso al trattamento pensionistico, al numero di lavoratori che hanno usufruito delle deroghe previste dall'ordinamento e ai relativi effetti finanziari.

ART. 6. (Copertura finanziaria).
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4 della presente legge, valutati in 240 milioni di euro per l'anno 2013, 630 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040 milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610 milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede ai sensi del comma 2.
2. Ferma restando la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 6-bis, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n.14, il Ministero dell'economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta misure in materia di giochi pubblici on line, lotterie istantanee e apparecchi e congegni di gioco, utili al fine di assicurare, con riferimento ai rapporti negoziali in essere alla medesima data di entrata in vigore della presente legge, il reperimento delle maggiori entrate di cui al comma 1. A decorrere dall'anno 2013, le maggiori entrate derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, accertate annualmente con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sono riassegnate al fondo di cui all'articolo 1, comma 235, della legge 24 dicembre 2012, n.228.
 

giovedì 24 ottobre 2013

Intervenire con Legge di Stabilità. A parole i partiti sono d'accordo

Esodati: la Legge di Stabilità potrebbe intervenire. Tutti i partiti sono d'accordo. Almeno a parole
Esodati ancora in alto mare: tutti d’accordo per soluzione. Ma quando arriverà davvero?
Si continua a discutere di una questione ancora aperta, si continua a proporre soluzioni e a ribadire l necessità di tutele per le migliaia di esodati che rischiano di rimanere senza lavoro  senza pensione.
Autore: Marcello Tansini
Tutti sono d'accordo per trovare soluzione finale, dai sindacati, ai partiti, alle associazioni, ma bisogna vedere poi la volontà vera. Sul fronte pensioni per gli esodati è arrivata una nuova ‘disposizione’, ma il problema non è risolto e per questo un gruppo di esodati ha protestato a Roma davanti alla sede del Partito Democratico, dichiarando: “Siamo qui perché Letta aveva fatto una promessa che non ha rispettato”, accusando il premier Letta di essersi dimenticati di loro, mentre alcuni esodati non hanno le ‘risorse per campare’.
Disposizioni per gli esodati e rivalutazioni dal 2014 degli assegni, ad eccezione di coloro che percepiscono una pensione superiore ai 3 mila euro, per loro non è, infatti, previsto l'adeguamento al costo della vita nel prossimo anno.

Previsto, poi, sulle pensioni dei più ricchi con un contributo di solidarietà finalizzato al ‘mantenimento dell'equilibrio del sistema pensionistico’. Queste le disposizioni in materia previdenziale contenute nella nuova Legge di stabilità 2013-2014 che, pur avendo fatto accenno alla questione esodati, non ha effettivamente spiegato quali misure e in che valore esse interverranno per risolvere una delle urgenze sociali più complesse del nostro Paese.
Si tratta di un impegno, ma molto generico, mentre una tale situazione avrebbe dovuto richiedere interventi precisi e importanti, considerando le circa 300mila persone che rischiano di rimanere senza nulla, e le migliaia di esodati tutelati dai tre decreti dell’ex governo Monti, ma di cui solo pochissimi hanno effettivamente ricevuto la pensione. 
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Riforma pensioni: la protesta degli esodati e i pensionati 'bancomat'

Riforma pensioni, ultime notizie: la protesta degli esodati e i pensionati 'bancomat'
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Ultime sulle pensioni, la riforma non convince gli esodati, che protestano; per i sindacati i pensionati come bancomat
Riforma pensioni, ultime notizie: la protesta degli esodati davanti alla sede del Partito Democratico e le ammissioni del segretario Epifani riportano i riflettori sulla questione, nel frattempo giungono i calcoli su quanto andranno a perdere i pensionati nei prossimi anni, con la Legge di stabilità: per i sindacati, ancora una volta i pensionati trattati come bancomat.
Le ultime sulle pensioni e la riforma del Governo Letta, o meglio gli interventi sul settore previdenziale del Governo, continuano ad alimentare polemiche. Sul fronte pensioni per gli esodati è arrivata una nuova disposizione, ma il problema non è risolto: un gruppo di esodati ha per questo protestato a Roma davanti alla sede del Partito Democratico, dichiarando: "Siamo qui perché Letta aveva fatto una promessa che non ha rispettato", accusando il Premier di essersi dimenticati di loro, mentre alcuni esodati non hanno le "risorse per campare".
Per la riforma pensioni sugli esodati Letta, a quanto ha svelato Epifani in occasione della protesta, aveva assicurato di fare di più anche allo stesso segretario, misure più ampie che alla fine non sono arrivate.
E nel frattempo arrivano per lla riforma pensioni e la legge di stabilità, notizie in merito ai costi che graveranno sulle spalle dei pensionati nei prossimi anni. Le proiezioni sono state eseguite dallo Spi-Cgil, e parlano di perdite per circa 5 milioni di pensionati, con un media di 615 euro negli anni dal 2014 al 2016. Tali perdite saranno ridotte per la fascia di assegni compresa tra 3 e 4 volte il minimo (26 euro nel 2014, 39 nel 2015 e 45 nel 2016) più consistente per le pensioni da 4 a 5 volte il minimo (78 euro, 116 euro e 123 euro) e da 5 a 6 volte il minimo (182, 309, 319 euro) e massima per le pensioni oltre 6 volte il minimo (poco più di 400 euro per anno).
Da qui le ultime dichiarazioni sulla riforma pensioni e la legge di stabilità dei sindacati. Carla Cantone ha infatti dichiarato: "Ancora una volta i pensionati vengono usati dal governo come un bancomat", promettendo di continuare a mettere in atto mobilitazioni assieme a Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
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mercoledì 23 ottobre 2013

Un appello a Cuneo


CUNEO/ Appello a tutti gli “esodati” contributori volontari all’Inps non salvaguardati dagli effetti Monti-Fornero
RICEVIAMO DAL COMITATO NAZIONALE E PUBBLICHIAMO. “Informiamo tutti i disoccupati, versatori dei contributi volontari all’INPS, che il Comitato Nazionale Contributori Volontari si è reso promotore di numerose iniziative a sostegno e supporto dei disoccupati al 31.12.2011, autorizzati dall’INPS al versamento dei contributi volontari precedente al 4.12.2011. Il Comitato, oltre a svolgere una intesa attività di informazione ed aggiornamento delle norme e dei provvedimenti, utili al raggiungimento del diritto alla pensione negato, si è reso promotore di una denuncia per danni al Ministero del Lavoro e sta allestendo un programma di ricorsi individuali al giudice del lavoro di tutte le province italiane. Ricorsi  tendenti al riconoscimento del diritto alla pensione dei cosiddetti “esodati” rimasti esclusi dalla salvaguardia dalle norme della riforma. Invitiamo tutti i disoccupati con le caratteristiche di cui sopra a mettersi sollecitamente in contatto con il Comitato (nessun adempimento e nessuna quota da pagare) contattando i responsabili allo 0784-203888 ed accedendo al gruppo Facebook: http://www.facebook.com/groups/302566823165025/   oppure inviando una mail all’indirizzo: contributore@tiscali.it. Lo scrivente Comitato è una associazione di volontari che si sta’ battendo per il diritto alla pensione dei cosi detti “esodati” e contributori volontari molti dei quali non raggiungibili su internet e lasciati soli alla vera e propria disperazione in quanto trattasi di disoccupati ai quali viene negato il diritto alla pensione. Disoccupati che sono costretti dalla legge Fornero a restare fino a 7 anni senza alcun reddito e senza pensione”.
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