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venerdì 29 novembre 2013

Esodati, chi sono gli esclusi dall’ultima salvaguardia

Esodati, chi sono gli esclusi dall’ultima salvaguardia
Ultimo aggiornamento
hiarirlo l'Inps con un messaggio del 26 novembre scorso sulla platea dei 9mila esodati rientranti nell'ultimo provvedimento di salvaguardia
Ancora chiarimenti per gli esodati, con il messaggio Inps n. 19202 del 26 novembre 2013 sulla salvaguardia.
Esodati: il messaggio Inps n. 19202 del 26.11.2013
Lo stesso Istituto nazionale di previdenza sociale, con il messaggio n. 17606 del 4 novembre 2013, aveva escluso dalla salvaguardia per gli ulteriori 9mila esodati ( si veda il nostro articolo Esodati, salvaguardia estesa ad altri 9mila. Ecco chi sono) i lavoratori che nel periodo di fruizione di interventi a sostegno del reddito perfezionano i requisiti pensionistici introdotti dalla legge 214 del 2011 (Riforma Monti Fornero).
Salvaguardia: chi sono gli esodati esclusi
Con il messaggio del 26 novembre scorso, si è precisato che tale esclusione opera soltanto nei confronti dei lavoratori che conseguono il diritto al pensionamento con i nuovi requisiti senza l’applicazione delle penalizzazioni previste per coloro che accedono alla pensione anticipata, secondo il decreto salva Italia, il D.L. 201/11. Si applicano, invece, le misure di salvaguardia richiamate in oggetto qualora nei confronti dei lavoratori in argomento operi l’applicazione delle penalizzazioni di cui al richiamato comma 10 dell’ articolo 24 sopra menzionato. In sostanza il messaggio Inps prevede che l’esclusione dal beneficio della salvaguardia di cui all’articolo 22, comma 1, lettera a), del decreto legge 95/2012, come convertito dalla legge 135/2012, per i lavoratori che nel periodo di fruizione di prestazioni a sostegno del reddito perfezionano i requisiti pensionistici introdotti dalla legge 214/2011 (riforma Monti Fornero), opera soltanto nei confronti dei lavoratori che conseguono il diritto alla pensione con i nuovi requisiti senza l’applicazione delle penali previste per coloro che accedono alla pensione anticipata. La salvaguardia invece si applica qualora nei confronti di tali lavoratori siano state applicate le penalizzazioni previste dalla legge di riforma.
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CGIL-CISL-UIL: cambiare la legge di stabilità, si può"



Venerdì 29 novembre si terrà a Roma presso il Teatro Italia (via Bari 18) una manifestazione indetta dalle Organizzazioni sindacali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per chiedere al governo di modificare la legge di stabilità.
I sindacati dei pensionati chiedono che sia tutelato il potere d’acquisto delle pensioni, politiche per il lavoro, equità e giustizia sociale.
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Mesto anniversario o presenza ingombrante?

La Rete dei Comitati sostiene le manifestazioni di Lodi e di Roma ed invita TUTTI a parteciparvi compatti. 
E' ORA DI DIMOSTRARE CHE ESISTIAMO E CHE IL DRAMMA DEGLI "ESODATI" DEVE ESSERE FERMATO.
2 anni dopo la famigerata Manovra Fornero...
eh già!... SIAMO ANCORA... ESODATI
Portiamo torta e candeline...?
 
AL BANDO LE POLEMICHE SPICCIOLE E SCHIODATEVI DAI VOSTRI PC ED IMPEGNATEVI TUTTI CON LA VOSTRA PRESENZA A MILANO E/O A ROMA E' ORA CHE TUTTI DIANO IL LORO CONTRIBUTO!!!

MANIFESTAZIONE/PRESIDIO A LODI: 4 DICEMBRE 2013
Dalle 9,00 alle 12,00 in piazza Castello, cinque minuti a piedi dalla stazione ferroviaria!

PRESIDIO A PIAZZA MONTECITORIO: il 6 dicembre 2013 ORE 09.00
(clicca qui)

Per dare un'occasione a chi non si è già organizzato con treno o aereo si sta organizzando un pullman dal Nord con queste fermate:
Brescia, Bergamo, Cavenago/Cambiago, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna.
Per informazioni:
Marco Vecchi  markowekki@live.it
Prenotazioni entro il 30-11-2013


Un altro pullman, dal Sud, partirà da Bari
Per informazioni e prenotazioni Michele Costantino costantinomichele53@gmail.com

PS AVVISO PER TUTTI GLI ESODATI!!!
è stato detto erroneamente, di un "PULLMAN dal SUD", in verità dispongo solo di un pulmino di 9 posti, che tra l'altro è quasi al completo, pertanto vi prego di astenervi da qualsiasi altra richiesta.
Grazie, Michele Costantino

La vergogna della Legge di Stabilità. Tutti dimenticati vecchi e nuovi

Esodati: la vergogna della Legge di Stabilità. Tutti dimenticati vecchi e nuovi
Questione esodati dimenticata ancora una volta: la situazione 
La nuova Legge di Stabilità è stata un’altra illusione per le migliaia di esodati che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, per effetto dell’entrata in vigore delle norme pensionistiche stabilite dall’ex ministro Fornero, perché anche in essa, come già accaduto tante altre volte, non sono stati mantenuti gli impegni presi.Era stato il presidente del Consiglio Enrico Letta, al momento del suo insediamento, a promettere la definizione di una soluzione definitiva di una delle questioni più ingarbugliate del nostro tempo. E nonostante il tempo passato e le delusioni, l’imperativo resta risolvere definitivamente il problema degli esodati  e introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale.
Le soluzioni proposte dall'esecutivo su questo argomento non soddisfano. Pochi giorni prima dell’approvazione in Senato della Legge di Stabilità, era stato l’onorevole Giuliano Cazzola a parlare di misure che avrebbero potuto soddisfare, come nuovi interventi per precari e nuove risorse da destinare all’esercito degli esodati.
In quella occasione Cazzola aveva anche parlato dei dubbi sugli accordi eventuali tra Pd e Pdl e sul reperimento effettivo delle coperture necessarie, da quelle per compensare la cancellazione Imu 2013, a quelle per le pensioni, in particolare per gli esodati, la cui platea di salvaguardia è stata ampliata, 6.500 persone in più, dal governo Letta.
Reperire nuove salvaguardie per gli esodati è necessario: l’intento è soprattutto occuparsi dei 55mila tutelati del secondo decreto, il provvedimento inserito nella spending review, molti dei quali attendono ancora il primo assegno erogato, e, con i prossimi provvedimenti, di “garantire un ulteriore allargamento della platea a risorse date”.
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giovedì 28 novembre 2013

Legge di Stabilità: pensioni prese di mira ma pagano i giovani

Legge di Stabilità: pensioni prese di mira ma pagano i giovani
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La Legge di Stabilità che approda alla Camera va rivista. Sul tema delle pensioni il Governo deve dare delle risposte precise.  Non ci convincono le lacrime di coccodrillo  dell’Ocse sul futuro previdenziale dei giovani, anche perché la politica di questa organizzazione è sempre andata nella direzione di sottrarre risorse alla previdenza per risanare il debito pubblico. Altra cosa è quello che diciamo noi: una redistribuzione delle risorse interna al sistema, ad esempio come si è fatto al tempo del Governo Prodi con il blocco della indicizzazione al di sopra delle 8 volte il minimo al fine di contribuire all’istituzione ella 14esima mensilità per i  pensionati più poveri, quelli fino a 700 euro mensili. Il Governo Prodi inoltre  è stato quello che,  sempre  nel 2007, ha previsto nel Protocollo con le parti sociali di portare il tasso di sostituzione, vale a dire il rapporto tra stipendio e pensione percepita, a un livello non inferiore al 60% per le nuove generazioni. Obiettivo raggiungibile attraverso la lotta alla precarietà, ai bassi salari e attraverso meccanismi di solidarietà tra le generazioni. Non a caso in quel Protocollo fu prevista una copertura figurativa piena nei periodi di disoccupazione  per il lavoro discontinuo, nei  periodi di disoccupazione, un miglioramento della totalizzazione di tutti i periodi contributivi versati a gestioni diverse e interventi più favorevoli per il riscatto della laurea. E’ su quella strada che bisogna proseguire nella consapevolezza che per dare pensioni adeguate ai giovani bisogna consentir loro di accedere rapidamente al primo impiego attraverso sperimentazioni di alternanza di scuola-lavoro, combattere la precarietà per non avere vuoti contributivi e affermare un principio di equo compenso al fine di avere retribuzioni adeguate sulle quali costruire l’assegno pensionistico. E’ apprezzabile il fatto che nella legge di Stabilità venga congelato l’aumento dell’aliquota contributiva al 27% anche per il 2014, come richiesto dal Pd,  mentre si renderà necessario alla Camera intervenire per un miglioramento del Bonus Precari e per l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavori. Negativo è invece il fatto che la legge di Stabilità non preveda interventi adeguati per l’indicizzazione delle pensioni e per la soluzione del problema dei cosiddetti esodati. Argomenti sui quali intendiamo presentare specifici emendamenti, anche utilizzando il Testo Unico approvato dalla Commissione Lavoro della Camera sul tema previdenziale.
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Nessun intervento reale dopo tante promesse

Esodati e Legge di Stabilità Governo Letta. Nessun intervento reale dopo tante promesse
Ancora nulla su esodati ma probabilmente non arriverà alcuna novità in Legge Stabilità
Si lavora al reperimento di 330 milioni mancanti dalle scorte per gli ammortizzatori in deroga: l’annuncio arriva dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini,  che ha, tra l’altro, aperto a nuove salvaguardie per gli esodati già in Legge di Stabilità 2014. L’intento è soprattutto quello di occuparsi dei 55mila tutelati del secondo decreto, il provvedimento inserito nella spending review, molti dei quali restano tuttora in attesa di vedere il primo assegno erogato.
Il ministro ha annunciato la volontà, con i prossimi provvedimenti, di “garantire un ulteriore allargamento della platea a risorse date”. Ma è sempre più difficile che vengano approvati interventi seri per sciogliere il nodo esodati una volta per tutte, soprattutto per mancanza di coperture.
E sarebbero ancora migliaia le persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione. E paradossalmente colei che ha dato vita a questa questione spinosa, l'ex ministro Fornero, è stata premiata per la migliore idea economica del 2012, l'introduzione dell'Aspi, è stata altresì contestata per la vicenda da una ventina di esodati davanti alla sede romana dell'Abi dove si era recata per ricevere il permio Tarantelli per l'economia.
Ma lei si è limitata a dire: “Sono dispiaciuta, il governo fece quello che poteva, bisogna trovare una soluzione”. La Fornero è stata premiata “per aver compiuto un primo passo verso la riforma del welfare, mediante l'introduzione nel 2012 dell'Aspi (assicurazione sociale per l'impiego), che razionalizza, semplifica ed estende a tutti i disoccupati l'assegno di disoccupazione, ma contemporaneamente introduce politiche attive di reinserimento nel mondo del lavoro”.
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Esodati e Legge di Stabilità

Esodati e Legge di Stabilità: nessuna norma e misura ufficiale ieri. Speranza per ultimo voto Camera
Ancora nulla di fatto per esodati: questione ancora aperta
Incassa, nella notte, la fiducia del Senato e torna alla Camera la nuova Legge di stabilità. E sarà proprio il passaggio alla Camera l’ultima speranza per quanti ancora attendono modifiche significative in questa nuova Manovra, a partire dagli esodati.
Resta, infatti, ancora ben lontana dall’essere definitivamente risolta l’ingarbugliata questione di coloro che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione in seguito all’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche volute dall’ex ministro Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti, elevandola a 66 anni, ma non tenendo conto della specificità di alcuni comparti, come quello della scuola, ed estendo il sistema contributivo a tutti.
Non sono stati, dunque, introdotti nella Legge di Stabilità interventi volti a scongiurare la creazione di ulteriori platee di lavoratori e non è stata neppure approvata la possibilità di uscita anticipata a 62 anni e 40 anni di contributi, se si è senza lavoro o per gli esodati. Ed anche la riforma del regime previdenziale per l'esercito sembra essere bloccata.
Per scongiurare proteste e polemiche sarà, però, necessario che nell'ultimo approdo alla Camera, il presidente del Consiglio tenga fede alle promesse fatte al momento dell'insediamento del governo e cioè risolvere definitivamente il problema dei cosiddetti  esodati  e introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale.
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mercoledì 27 novembre 2013

Manifestazione Esodati: il 4-12 a Lodi e il 6-12 presidio a Roma

Riceviamo e volentieri diffondiamo

2° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEGLI "ESODATI": PARTECIPIAMO COMPATTI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 4 A LODI ED AL PRESIDIO DEL 6 A ROMA. Due anni fa il 4 e 6 dicembre veniva partorita la più infame delle riforme previdenziali che ha segnato la nascita degli "esodati" una categoria di cittadini italiani condannati all'indigenza in quanto resteranno anni senza alcun reddito e senza pensione pignorata per tappare i buchi di un bilancio dello stato provocati da una classe politica inetta ed incapace di trovare strumenti di equità sociale con i quali ripartire quella falla di bilancio fra tutti i cittadini italiani e non solo sulle spalle della generazione dei pensionandi degli anni 50. I pannicelli caldi trovati dai governi in questi due anni per risolvere il problema lasciano ancora oltre 250.000 famiglie nella più angosciante incertezza per il loro futuro e nella Legge di Stabilità approvata stanotte non c'è alcun provvedimento per nuove salvaguardie come abbiamo richiesto con tutti i mezzi a questo governo.
E' ORA DI FARCI SENTIRE CON ALTRI MEZZI !!!!!!
La Rete dei Comitati sostiene le manifestazioni a Lodi ed a Roma ed invito TUTTI a parteciparvi compatti mentre stiamo organizzando un presidio fisso alla Camera durante i lavori sulla L.S. E' ORA DI DIMOSTRARE CHE ESISTIAMO E CHE IL DRAMMA DEGLI "ESODATI" DEVE ESSERE FERMATO.
MANIFESTAZIONE/PRESIDIO A LODI: 4 DICEMBRE 2013
Dalle 9,00 alle 12,00 in piazza Castello, cinque minuti a piedi dalla stazione ferroviaria!
PRESIDIO A ROMA 6 DICEMBRE 2013
DAVANTI A MONTECITORIO
Dalle ore 9 su iniziativa di Giuliano Colaci ai quali post dovete far riferimento per gli aspetti organizzativi.
INVITO TUTTI A PARTECIPARE COMPA
TTI ALLE DUE MANIFESTAZIONI !!!!!
AL BANDO LE POLEMICHE SPICCIOLE E SCHIODATEVI DAI VOSTRI PC ED IMPEGNATEVI TUTTI CON LA VOSTRA PRESENZA A MILANO E/O A ROMA E' ORA CHE TUTTI DIANO IL LORO CONTRIBUTO!!!
DIMOSTRIAMO CON LA NOSTRA PRESENZA FISICA CHE ESISTIAMO E CHE IL NOSTRO DRAMMA E' VERO E DEVE ESSERE RISOLTO!!!
 

Damiano: daremo battaglia su pensioni

Legge di stabilità: daremo battaglia su pensioni
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Ancora una volta le pensioni sono prese di mira. Secondo l’Ocse, che per noi non è  sicuramente infallibile, la “riforma” Fornero avrebbe messo in ordine i conti previdenziali. Le nostre notizie, invece, dicevano che l’equilibrio del sistema era già garantito dalla riforme precedenti.  Lo stesso presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, nel suo bilancio annuale di un anno fa, aveva dichiarato che le riforme Damiano e Sacconi avevano allineato perfettamente l’età della pensione agli attuali standard europei, portandola a 61,3 anni anche per i lavoratori italiani. Quindi, pensiamo che le argomentazioni dell’Ocse nascondano un’altra verità: che con la “riforma” Fornero si sia operato un colossale trasferimento di risorse dalle pensioni al pagamento debito: oltre 300 miliardi di euro che verranno risparmiati tra il 2020 e il 2060. Un intervento che nell’immediato produce alcune conseguenze: portare l’età pensionabile a 67 anni, arrivando a tale soglia addirittura prima della Germania, vuol dire tenere fuori dai cancelli delle fabbriche i nostri figli e nipoti, aumentando la loro disoccupazione; allontanare di cinque/sei anni il momento previsto della pensione a persone che si sono licenziate in buona fede perche’ prossime al traguardo, vuol dire creare un’enorme platea di nuovi poveri che, a parole, si vorrebbero tutelare; creare con queste scelte una grande un’incertezza sul futuro delle persone, significa favorire la diminuzione dei consumi e l’attitudine e a risparmiare qualsiasi risorsa disponibile: tutto cio’ contribuisce a favorire le spinte recessive dell’economia. A questa deriva noi dobbiamo opporci correggendo, in primo luogo la “riforma” delle pensioni targata Fornero. Nella legge di Stabilità proseguiremo la nostra battaglia anche alla Camera per risolvere il problema dei cosiddetti esodati e per indicizzare in modo adeguato le attuali pensioni riproponendo la normativa che avevamo conquistato nella Finanziaria del 2012.
 

Messaggio n. 19202

Direzione Centrale Pensioni 
Roma, 26-11-2013

Messaggio n. 19202

OGGETTO: Salvaguardia di cui all’articolo 22, comma 1, lettera a), della legge n. 135 del 2012. Ulteriori chiarimenti.
 
Con il messaggio n. 17606 del 4 novembre 2013 è stato fatto presente che risultano esclusi dal beneficio della salvaguardia di cui all’articolo 22, comma 1, lettera a), del decreto legge n. 95 del 2012, come convertito dalla legge n. 135 del 2012, i lavoratori che nel periodo di fruizione di interventi a sostegno del reddito perfezionano i requisiti pensionistici introdotti dalla legge 214 del 2011 (Riforma Monti Fornero).

Al riguardo, si precisa che tale esclusione opera soltanto nei confronti dei lavoratori che conseguono il diritto al pensionamento con i nuovi requisiti senza l’applicazione delle penalizzazioni previste per coloro che accedono alla pensione anticipata, di cui all’ art. 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011 come convertito dalla legge n. 214 del 2011.

Si applicano, invece, le misure di salvaguardia richiamate in oggetto qualora nei confronti dei lavoratori in argomento operi l’applicazione delle penalizzazioni di cui al richiamato comma 10 dell’ articolo 24 sopra menzionato.

Il Direttore Generale
Nori
 

... con ogni mezzo!

Prenotazioni
entro il 30-11-2013
Per dare un'occasione a chi non si è già organizzato con treno o aereo per il
PRESIDIO A PIAZZA MONTECITORIO
il 6 dicembre 2013 ORE 09.00
(clicca qui)
si sta organizzando un pullman dal Nord con queste fermate:
Brescia, Bergamo, Cavenago/Cambiago, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna.
Per informazioni e prenotazioni Marco Vecchi  markowekki@live.it 

Un altro pullman, dal Sud, partirà da Bari
Per informazioni e prenotazioni Michele Costantino costantinomichele53@gmail.com

2 anni dopo la famigerata Manovra Fornero...
eh già!... SIAMO ANCORA... ESODATI
Portiamo torta e candeline...?

martedì 26 novembre 2013

Riforma pensioni 2013: Damiano contro Letta

Riforma pensioni 2013, novità pensione anticipata ed esodati: Damiano vs Letta
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Riforma pensioni, novità per la pensione anticipata con chiarimento INPS, Damiano torna a farsi sentire
Riforma pensioni 2013, novità pensione anticipata ed esodati: arriva un chiarimento da parte dell'INPS per la pensione anticipata delle lavoratrici madri, per chi ha trattamento del tutto contributivo se il primo accredito è giunto dal 1° gennaio 1996 in poi a di là di assenze o meno dal lavoro al momento della maternità "è riconosciuto alla lavoratrice un anticipo di età rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia" pari a 4 mesi per figlio ed entro un anticipo massimo di 12 mesi (e non di più).
Per la pensione anticipata donne, categoria lavoratrici madri, è inoltre possibile l'applicazione del moltiplicatore contenuto nel messaggio INPS n. 18730 (cui rimandiamo). Tra gli altri chiarimenti dell'INPS segnaliamo che per le lavoratrici madri in Gestione Separata che optano per le facoltà di calcolo dell'art. 3 del decreto ministeriale 282/2006 possono fare riferimento agli stessi criteri per la pensione anticipata delle lavoratrici madri che seguono la facoltà di opzione specificata nell'art.1 comma 23 legge 335/1995.
Per la riforma pensioni le novità 2013 non finiscono mai: ogni giorno continua la "danza della politica" e oggi ci troviamo a render conto, in particolare, delle nuove forti posizioni di Damiano per la riforma pensioni 2013: l'esponente del PD chiede di velocizzare le modifiche alla Legge di Stabilità, al fine di riuscire a incidere davvero sulla stessa. Anzitutto Damiano, per la riforma pensioni, vuole novità per gli esodati, ovvero chiede la risoluzione definitiva della questione (ricordiamo che anche SEL è andata alla carica con un DDL che ha lo stesso obiettivo). Anche Damiano torna a spingere sul tema esodati per voltare definitivamente pagina, ma occorre dire che non è certo la prima volta che un esponente, anche del PD, invoca una soluzione totale che poi non arriva.
Sulla riforma pensioni 2013 le novità da inserire in Legge di Stabilità sono anzitutto, per Damiano, la soluzione del problema esodati e l'introduzione del criterio di flessibilità che permetterebbe un pensionamento anticipato con tagli sugli assegni: un'idea che ha fatto molto discutere e che ha raccolto anche non pochi consensi, ma esclusa dal Governo per motivi economici. Damiano parla anche, nell'ambito della riforma pensioni 2013, della buona possibilità di rivalutazione degli assegni fino a circa 2000 euro, tuttavia suggerendo un'ipotesi ancora migliore: il ripristino del "meccanismo previsto dalla legge Finanziaria del 2012".
Tanti i temi di dibattito e le richieste. Eppure i giorni passano e di fatti concreti se ne vedono pochi: vedremo davvero qualcosa di nuovo e di importante sul fronte pensioni con emendamenti alla Legge di Stabilità? Lo sapremo a breve.
(Leggi)
Leggi anche: ppn;

Legge di Stabilità: su pensioni scelta preoccupante

Legge di Stabilità: su pensioni scelta preoccupante
Pubblicato il da
Non sappiamo il motivo per il quale è stato ritirato dai  relatori l’emendamento  alla indicizzazione totale delle pensioni fino a 4 volte il minimo e alle pensioni d’oro. Si tratta in ogni caso di una scelta preoccupante. Sarebbe grave che il Governo Letta non conferisse alla legge di Stabilità quel carattere di equità sociale invocata da più parti. Se questa scelta dovesse permanere, sommata alla soluzione non soddisfacente per il problema dei cosiddetti esodati e alla mancanza di qualsiasi norma di flessibilità nel sistema previdenziale, si tratterebbe di una brutta pagina.
 

Riforma pensioni: pensione anticipata, esodati, lavoratori precoci...

Riforma pensioni: novità su pensione anticipata, esodati, lavoratori precoci, militari
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Riforma pensioni: cosa potrebbe ancora cambiare per alcune categorie di lavoratori?
Riforma pensioni: quali le ultime novità su pensione anticipata, esodati, lavoratori precoci e militari? Purtroppo le buone notizie per queste categorie di soggetti sembrano essere sempre meno. Le ultime voci fanno emergere chiaramente problemi di copertura maggiori di quelli paventati in precedenza.
I tagli saranno quindi molto più stringenti ed è chiaro che se il primo obiettivo del Governo dovesse essere la spending review, le speranze per molti lavoratori di vedere attraverso la Riforma pensioni risoluzioni tempestive sulle proprie sorti pensionistiche, finiranno per essere solo ricordi lontani.
Questo l'attuale punto della situazione su pensione anticipata, esodati, lavoratori precoci, militari: gli emendamenti proposti dalla Polverini e da Cesare Damiano che avrebbero garantito maggiore flessibilità al sistema previdenziale non saranno tenuti in considerazione a causa della carenza di fondi. Sulla questione esodati, se si escludono le salvaguardie precedenti al momento attuale nella Riforma Pensionistica, pare non esserci più alcuna traccia del piano per i lavoratori esodati.
Nella Riforma Pensioni sulla questione pensione anticipata per i lavoratori precoci ed usuranti, si sono già aperte molte polemiche. Questi lavoratori già dagli albori della riforma sembravano essere stati assolutamente dimenticati, nonostante avessero chiesto di poter andare in pensione anticipata con le vecchie regole.
Ancora in dubbio anche la proposta sui militari, altra questione che ha generato non poche polemiche nell'opinione pubblica. Il piano sui militari avrebbe infatti consentito loro di andare in pensione 10 anni prima, a 50 anni, percependo l'85% dello stipendio e il diritto alla pensione piena. La proposta aveva indignato le altre categorie di lavoratori che si sentivano pensionati di serie B rispetto ai militari.
Quali emendamenti verranno approvati nella Riforma pensioni definitiva? Molte, nonostante tutto, le speranze che i lavoratori nutrono in qualche modifica dell'ultimo minuto su pensione anticipata, esodati, lavoratori precoci. Cambierà davvero ancora qualcosa nella Riforma Pensioni o il dado è tratto?
 

lunedì 25 novembre 2013

Esodati in TV

RAI 3 - Fuori TG di giovedì 21-11-2013

IL TEMPO STRINGE


Riceviamo e volentieri divulghiamo...

VI ASPETTIAMO TUTTI A ROMA!!!!!!!!
Visto l'esclusione del problema esodati dalla legge di stabilità, visto l'ecatombe degli emendamenti bocciati,
VISTO LA PRESA IN GIRO DA PARTE DEL GOVERNO

 VENERDI' 6 DICEMBRE 2013 
ORE 09.00 CI SARA' UNA
MANIFESTAZIONE PRESIDIO
in PIAZZA MONTECITORIO A ROMA
REGOLARMENTE AUTORIZZATA

 Siccome è importante partecipare si chiede la massima partecipazione anche degli amici salvaguardati.
Nella stessa giornata ho chiesto un incontro con il viceministro Fassina.
Chi partecipa alla manifestazione presidio è pregato di presentarsi con striscioni, magliette e quant'altro possa farci rendere più visibili che mai.
Bisogna far capire a Letta e compagni che
siamo veramente stanchi
 
 

Comune Milano: fondo 1 mln euro per disoccupati e cassintegrati

14:59 24 NOV 2013
Comune Milano: fondo 1 mln euro per disoccupati e cassintegrati
(AGI) - Roma, 24 nov. - Parte a Milano il fondo da un 1 milione di euro a sostegno di esodati, cassaintegrati e disoccupati over 45 residenti nel capoluogo. Da martedi' prossimo (ore 12), sul sito www.comune.milano.it, sara' possibile prenotarsi per accedere alle risorse, destinate a circa 300 lavoratori e lavoratrici che potranno seguire percorsi di reimpiego. In particolare, 300mila euro saranno destinati a finanziare azioni di politiche attive del lavoro per i cittadini di eta' superiore ai 45 anni, che abbiano perso il lavoro prima del 1 gennaio 2013 e siano in condizioni analoghe ai c.d. esodati, non piu' coperti da accordi aziendali e non gia' rientranti in provvedimenti di salvaguardia; 700mila euro saranno per la formazione di lavoratori in Cassa integrazione in deroga, privi della possibilita' di rinnovo. Il contributo massimo per ogni lavoratore e' di 3.500 euro.
  Il 10% alla presa in carico e il 50% a processo. La restante percentuale sara' erogata in base alla tipologia di assunzione: part time a tempo determinato (20%); full time a tempo determinato (30%); part time a tempo indeterminato (35%) e full time a tempo indeterminato (40%). "Dopo l'ulteriore stanziamento di 700mila euro deciso dal Consiglio comunale in sede di approvazione del Bilancio per dar vita ad una nuova edizione del bando Occupami, l'impegno del Comune su progetti di inserimento e reinserimento lavorativo attraverso politiche attive ha superato i 3 milioni di euro nel 2013 - spiega l'assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico Cristina Tajani - Senza dimenticare i 2 milioni destinati ad anticipare la cassa integrazione a chi ne ha diritto, attraverso Fondazione Welfare, e le risorse destinate al sostegno di imprese esistenti o alla nascita di nuove.
  Sicuramente per un Comune si tratta di un impegno straordinario a sostegno della produzione e dell'occupazione". (AGI) .
(Leggi)

domenica 24 novembre 2013

Gnecchi a Brescia parla di pensioni e esododati

Artigianelli gremito per parlare di pensioni

Platea non giovane, ma informata e agguerrita. Più che naturale, per l'occasione. Ieri sera, agli Artigianelli, si parlava di pensioni «dalla riforma Fornero alla legge di stabilità», in un convegno organizzato dalla deputata Pd Miriam Cominelli. E i giovani alla pensione quasi non credono più. In ogni caso hanno il problema molto più urgente di trovare un lavoro.
MIRIAM COMINELLI ha chiamato un'esperta. Maria Luisa Gnecchi, che sui banchi del Pd, alla Camera siede dal 2008 dopo una vita trascorsa all'Inps. E Gnecchi ha sottolineato soprattutto la cattiva informazione che i media italiani fanno in materia. «Montano la storia delle pensioni d'oro sparando risparmi iperbolici che non stanno né in cielo né in terra - accusa - e tacciono le mille nefandezze perpetrate contro i pensionati più deboli dal Salvaitalia e dalla cosiddetta riforma Fornero». Merito soltanto ai comitati degli esodati, che «almeno loro hanno portato all'attenzione pubblica una di quelle "nefandezze"».
Ma ce ne sono altre, e Gnecchi ne elenca tante, prima di indicare la rotta da seguire in Parlamento per mettervi riparo. Quel Salvaitalia, per dirne una, impone alle donne di avere la pensione di vecchiaia a 70 anni se non superano di una volta e mezza l'assegno sociale. E i licenziati con uscita incentivata, salvaguardati solo se l'avevano impugnata. E la stessa Inps, che con l'ultima circolare fa un bel regalo ai cassintegrati in mobilità quando «salvaguarda solo chi matura il diritto alla pensione nel periodo di mobilità e non prima, durante la cassa integrazione».
E IL MAXI EMENDAMENTO Sacconi del luglio 2010 che «per impedire alle donne del pubblico impiego il trasferimento gratuito dei contributi all'Inps lo elimina per tutti devastando un sistema che funzionava».
«Nella sala ci sono i segretari confederali. Non sappiamo cosa rispondere a chi ci chiede quando andrà in pensione», dice Daniele Bailo (Uil). «Vedo il rischio che si tuteli una parte del Paese dimenticando i giovani», aggiunge Enzo Torri (Cisl). «Hanno tagliato 80 miliardi alle pensioni per risolvere il debito pubblico e la Corte costituzionale ha annullato il contributo di solidarietà perché anche quei soldi non finivano nelle casse dell'Inps», rincara Damiano Galletti (Cgil). Ci sono pure gli esodati che elencano i loro problemi.
Gnecchi invita a smentire chi dice che la riforma Fornero è stata buona, «anche se è Renzi a dirlo». Ammette che le pressioni del rischio default ai tempi di Monti hanno avuto il loro effetto. Ma mette in guardia contro chi «ad arte parla di tagliare le pensioni retributive per favorire le contributive», perché «il problema è dare lavoro ai giovani, se vogliamo che anch'essi abbiano una pensione».
E ora il suo impegno parlamentare - assicura - si concentrerà sui licenziati 2013-14, per permettere anche a loro di entrare nella salvaguardia. «Per adesso non ci sono i fondi per pensare a quelli del 2015, tant'è che non è stato ancora deciso il taglio della seconda rata Imu, anche se dai giornali non sembrerebbe».
Riparare i danni, insomma, e dopo «dovremo uscire una volta per tutte dalla logica delle salvaguardie». MI.VA.
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Rete comitati esodati: lettera aperta a Enrico letta

Rete comitati esodati: lettera aperta a Enrico letta
Signor Presidente del Consiglio on. Enrico Letta,
La Rete dei Comitati di Esodati con estrema preoccupazione e con forte indignazione è costretta a condannare il vergognoso comportamento del Governo da Lei presieduto in merito alla questione degli “esodati”. Infatti abbiamo rilevato che Lei:
  • 1) Ha affermato chiaramente ed incontestabilmente nel discorso programmatico di insediamento alle Camere, il 29 aprile 2013, “In particolare con i lavoratori “Esodati” la comunità ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo problema e’ un impegno prioritario di questo governo!”;
  • 2) Ha ribadito ancora con forza, appena il 30 agosto 2013 alla Reuter, “affronteremo il problema terribile degli esodati, perché lo Stato non ha rispettato un accordo preso con loro e occorre ristabilire un clima di fiducia nel Paese”;
  • 3) Insieme al suo Governo, ha finora solo tentato di rabbonire la pubblica opinione, così come ha fatto con il cosiddetto “decreto IMU” del 31 agosto 2013, inserendo il “brodino tiepido” di una salvaguardia per soli 6.500 soggetti “esodati”;
  • 4) Improvvisamente e repentinamente ha “invertito la rotta” tacendo, nel suo discorso alle Camere del 2 ottobre 2013, sul problema degli esodati, facendoli di fatto sparire dall’agenda politica del suo Governo, dopo soltanto un mese dall’ultima forte e determinata dichiarazione pubblica in merito;
  • 5) Tramite il suo Ministro del Lavoro, come già fatto dal Governo precedente, sta bifidamente contrastando, con ogni mezzo ed in maniera subdola e nascosta, ogni tentativo parlamentare di soluzione “strutturale” del problema esodati;
  • 6)Continua a nascondere ostinatamente, insieme al suo Ministro del Lavoro e come il Governo precedente, al Parlamento ed al Popolo Italiano le reali dimensioni del dramma creato dalla riforma Fornero, decine di migliaia di famiglie derubate dallo Stato che resteranno per numerosi anni senza alcun reddito e senza pensione (per l’INPS ancora oltre 260.000)!
  • 7) Insieme al suo Governo, ha ribadito con la Legge di Stabilità del 15 ottobre u.s. il totale disinteresse, suo e dei Partiti che compongono la sua maggioranza, per il dramma degli esodati, ancora ridicolmente agendo su numeri irrisori di esodati e rifiutando una soluzione strutturale.
In queste ore sembra si vogliano far decadere, o far ritirare, tutti gli emendamenti alla Legge di Stabilità, presentati da numerosi gruppi di parlamentari, che in qualche maniera cercavano di ridurre il numero degli “esodati” rimasti senza alcun reddito e senza la pensione.
Riteniamo grave, inaccettabile ed offensivo della nostra dignità personale, quest’ultima circostanza che dimostra chiaramente che Lei, al pari di coloro che l’hanno preceduta, non solo non intende ripristinare, ma intende ostacolare il ripristino di quel patto tra i cittadini “esodati” e lo Stato che è stato rotto dalla riforma Monti-Fornero e dimostra di non voler onorare il Suo stesso impegno SOLENNEMENTE preso davanti al Parlamento italiano”.
Lei rischia di essere concausa DETERMINANTE del perdurare di un DRAMMA SOCIALE le cui conseguenze sui singoli e sulla intera collettività potrebbero diventare incontrollabili ed imprevedibili. E’ palesemente sconcertante che disperazione e rabbia siano ignorate con tanta incauta spensieratezza.
La Rete dei Comitati afferma da tempo che la “soluzione strutturale” della “rottura di un patto” o è il ripristino immediato di quel patto oppure non è una soluzione!! Tertium non datur!!
Perciò ribadiamo che la correzione di una così palese violazione dei diritti di cittadini italiani deve essere una priorità e deve venire operata da subito, già a partire dalla conversione in Legge del DDL di Stabilità!” Pertanto chiediamo che sia inserita dall’immediato una “clausola definitiva” che affermi i diritto a pensione di tutti coloro che “Non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure che avevano entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale hanno previsto il futuro licenziamento, purché maturino il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018”. Le coperture saranno gestite annualmente tramite il “fondo esodati” previsto dalla L. 228/2012! DEVE ESSERE SANCITO IL PRINCIPIO E RIPRISTINATO IL DIRITTO! Chiediamo quindi con forza che la legge di stabilità 2014 diventi il vero punto di svolta per la soluzione definitiva del dramma degli esodati, togliendo dall’angoscia del futuro le centinaia di migliaia di famiglie ancora colpite.”
Ci dimostri, nei fatti, che Lei ed il Governo da Lei presieduto, intendono onorare i patti e le promesse formalmente assunte davanti agli italiani e porre fine alla pratica incostituzionale dell’applicazione retroattiva di una norma.”
la rete dei comitati esodati
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sabato 23 novembre 2013

Legge di Stabilita'/ Cuperlo: "da migliorare in alcune parti"

Legge di Stabilita'/ Cuperlo: "da migliorare in alcune parti"
Venerdi, 22 Novembre 2013 - 19:01
"La legge di stabilita' e' all'attenzione del parlamento, gli emendamenti vanno ridotti nel numero se vogliamo rispettare i tempi, ma e' una legge che va assolutamente cambiata e migliorata in alcune sue parti". Lo ha affermato a margine di una iniziativa in vista delle primarie del Pd Gianni Cuperlo sottolineando che "e' una legge che per la prima volta non toglie ma cerca di restituire qualcosa". Detto questo, "e' ancora troppo poco e su questioni fondamentali che riguardano le politiche attive per il lavoro, il ruolo dell'azione pubblica per il rilancio della domanda e dei consumi interni,le questioni delle indicizzazioni delle pensioni, la soluzione della vergogna degli esodati, e altre questioni molto urgenti, come il fondo per la non autosufficienza e il fondo per le politiche sociali, ci sono delle modifiche che vanno apportate e noi siamio impegnati a farlo", ha assicurato.
 

Cazzola su Esodati e Legge di Stabilità 2013-2014

Esodati e Legge di Stabilità 2013-2014: emendamenti, leggi, proposte.
Il Commento di Cazzola
Risorse per coperture, esodati ed eventuali misure: situazione e dubbi
Coperture controverse e precarie, nuovi interventi per precari, Cig in deroga: è l’onorevole Giuliano Cazzola a parlare sulle nuove misure che sarebbero previste nella nuova Legge di Stabilità, ma che forse non serviranno a ‘stabilizzare’ la situazione economica italiana.
Cazzola ha riportato sul Sussidiario.net dubbi sui circa 3mila emendamenti presentati alla Legge di Stabilità, dubbi su accordi eventuali tra Pd e Pdl, dubbi, e timori, sul reperimento delle coperture necessarie.
Da quelle necessarie per compensare la cancellazione Imu 2013, a quelle per le pensioni, in particolare per gli esodati, la cui platea di salvaguardia è stata ampliata, 6.500 persone in più, dal governo LettaSi parla di 330 milioni mancanti dalle scorte per gli ammortizzatori in deroga, secondo quanto annunciato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, da lui, che ha aperto a nuove salvaguardie per gli esodati.
L’intento è soprattutto quello di occuparsi dei 55mila tutelati del secondo decreto, il provvedimento inserito nella spending review, molti dei quali attendono ancora il primo assegno erogato, e, con i prossimi provvedimenti, di “garantire un ulteriore allargamento della platea a risorse date”.
Ma è sempre più difficile che vengano approvati interventi seri per sciogliere il nodo esodati una volta per tutte, soprattutto per mancanza di coperture. E sarebbero ancora migliaia le persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione.
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Lettera dei comitati al Presidente Letta

Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati,
Contributori Volontari,
Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL), “Quindicenni”, Esonerati,
Fondi di Settore e Licenziati.   
 
Lettera Aperta al Presidente del Consiglio
22 novembre 2013
      
Signor   Presidente del Consiglio on. Enrico Letta,
La Rete dei Comitati di Esodati con estrema preoccupazione e con forte indignazione è costretta a condannare il vergognoso comportamento del Governo da Lei presieduto in merito alla questione degli “esodati”.
Infatti abbiamo rilevato che Lei:
1)    Ha affermato chiaramente ed incontestabilmente nel discorso programmatico di insediamento alle Camere, il 29 aprile 2013,  “In particolare con i lavoratori "Esodati" la comunità ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo problema e' un impegno prioritario di questo governo!”;
2)     2) Ha ribadito ancora con forza, appena il 30 agosto 2013 alla Reuter, “affronteremo il problema terribile degli esodati, perché lo Stato non ha rispettato un accordo preso con loro e occorre ristabilire un clima di fiducia nel Paese";
3)     insieme al suo Governo, ha finora solo tentato di rabbonire la pubblica opinione, così come ha fatto con il cosiddetto “decreto IMU” del 31 agosto 2013, inserendo il “brodino tiepido” di una salvaguardia per soli 6.500 soggetti “esodati”;
4)     Improvvisamente e repentinamente ha “invertito la rotta” tacendo, nel suo discorso alle Camere del 2 ottobre 2013, sul problema degli esodati, facendoli di fatto sparire dall’agenda politica del suo Governo, dopo soltanto un mese dall’ultima forte e determinata dichiarazione pubblica in merito;
5)     tramite il suo Ministro del Lavoro, come già fatto dal Governo precedente, sta bifidamente contrastando, con ogni mezzo ed in maniera subdola e nascosta, ogni tentativo parlamentare di soluzione “strutturale” del problema esodati;
6)     continua a nascondere ostinatamente, insieme al suo Ministro del Lavoro e come il Governo precedente, al Parlamento ed al Popolo Italiano le reali dimensioni del dramma creato dalla riforma Fornero, decine di migliaia di famiglie derubate dallo Stato che resteranno per numerosi anni senza alcun reddito e senza pensione (per l’INPS ancora oltre 260.000)!
7)     insieme al suo Governo, ha ribadito con la Legge di Stabilità del 15 ottobre u.s. il totale disinteresse, suo e dei Partiti che compongono la sua maggioranza, per il dramma degli esodati, ancora ridicolmente agendo su numeri irrisori di esodati e rifiutando una soluzione strutturale.     
8)     In queste ore sembra  si vogliano far decadere, o far ritirare, tutti gli emendamenti alla Legge di Stabilità, presentati da numerosi gruppi di parlamentari, che in qualche maniera cercavano di ridurre il numero degli “esodati” rimasti senza alcun reddito e senza la pensione.

Riteniamo grave, inaccettabile ed offensivo della nostra dignità personale, quest’ultima circostanza che dimostra chiaramente che Lei, al pari di coloro che l’hanno preceduta, non solo non intende ripristinare, ma intende ostacolare il ripristino di quel patto tra i cittadini “esodati” e lo Stato che è stato rotto dalla riforma Monti-Fornero e dimostra di non voler onorare il Suo stesso impegno SOLENNEMENTE preso davanti al Parlamento italiano". Lei rischia di essere concausa DETERMINANTE del perdurare di un DRAMMA SOCIALE le cui conseguenze sui singoli e sulla intera collettività potrebbero diventare incontrollabili ed imprevedibili. E' palesemente sconcertante che  disperazione e rabbia siano ignorate con tanta incauta spensieratezza.  
 
La Rete dei Comitati afferma da tempo che la “soluzione strutturale” della “rottura di un patto” o è il ripristino immediato di quel patto oppure non è una soluzione!! Tertium non datur!!
 
Perciò ribadiamo che la correzione di una così palese violazione dei diritti di cittadini italiani deve essere una priorità e deve venire operata da subitogià a partire dalla conversione in Legge del DDL di Stabilità!"
Pertanto chiediamo che sia inserita dall’immediato una “clausola definitiva” che affermi i diritto a pensione di tutti coloro che “Non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure che avevano entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale hanno previsto il futuro licenziamento, purché maturino il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018”. Le coperture saranno gestite annualmente tramite il “fondo esodati” previsto dalla L. 228/2012!
DEVE ESSERE SANCITO IL PRINCIPIO E RIPRISTINATO IL DIRITTO!    
 
Chiediamo quindi con forza che la legge di stabilità 2014 diventi il vero punto di svolta per la soluzione definitiva del dramma degli esodati, togliendo dall’angoscia del futuro le centinaia di migliaia di famiglie ancora colpite.”       
 
Ci dimostri, nei fatti, che Lei ed il Governo da Lei presieduto, intendono onorare i patti e le promesse formalmente assunte davanti agli italiani e porre fine alla pratica incostituzionale  dell'applicazione retroattiva di una norma."
 
La Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL), “Quindicenni”, Esonerati, Fondi di Settore e Licenziati.
Indirizzo e-mail: comitatiesodatinrete@fastwebnet.it  
 
I Comitati in Rete:   
   COMITATO MOBILITATI ROMA E NAPOLI  
COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
COMITATO MOBILITATI MILANO 
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
COMITATO DIRIGENTI ESODATI
 COMITATO ESODATI BANCARI
COMITATO “I QUINDICENNI”
COMITATO ESODATI PARMA
GRUPPO DONNE ESMOL (ESODATE MOBILITATE LICENZIATE)
COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE 
COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA' di SETTORE FERROVIERI
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO
COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
COORDINAMENTO ESODATI ROMANI

venerdì 22 novembre 2013

Un pallottoliere per la Fornero


A "L'aria che tira" su La7 si parl della protesta degli esodati romani per il premio alla Fornero...
VIDEO (da 1:08:30)

mercoledì 20 novembre 2013

Elsa Fornero, a volte ritornano (e si autocelebrano)

Elsa Fornero, a volte ritornano
(e si autocelebrano)
A volte ritornano. Non solo i morti viventi del racconto di Stephen King trasposto in film da Tom McLoughlin, ma anche gli ex ministri. E puntualmente è rispuntata dall’oblio nel quale la si sperava relegata anche l’ex ministro Elsa Fornero che ha ricevuto ieri a Roma, tra i baci e gli abbracci di Mario Monti e del Pd Fabrizio Barca, il premio “Ezio Tarantelli” per l’economia, per “avere compiuto un primo passo verso la riforma del welfare, mediante l’introduzione nel 2012 dell’Aspi”.
Ad accoglierla, oltre ai succitati ex colleghi di Governo, anche un gruppo di esodati, non propriamente con baci e abbracci, che erano lì a testimoniare non solo che la memoria della riforma delle pensioni peggiore della storia non si è persa, ma anche che il problema “esodati” è tuttora colpevolmente irrisolto nella sua interezza.
L’ex ministro, nel ritirare il premio ha fatto un breve discorsetto di ringraziamento nel quale ha toccato l’argomento “esodati” propinando un resoconto dei fatti che non corrisponde a quanto realmente accadde sulla materia.
Infatti l’ex Ministro ha raccontato che quando si accorse che i numeri stimati non erano quelli giusti si mise a lavorare per cercare di allargare la platea (dei salvaguardati) e non ha mancato di continuare a sostenere che dovette farlo in presenza di dati non attendibili, indicando come “molti accordi fossero al di fuori di ogni ufficialità”.
La storia, sulla base dei fatti è un’altra: non solo la riforma fu fatta senza prevedere alcuna forma di gradualità, come invece hanno fatto quei pazzi dissennati di tedeschi e spagnoli, tanto per citarne due, ma, soprattutto, senza preventivamente valutare i dati che l’INPS ha disponibili e utilizzarli per riflettere prima di agire. Basterebbe per questo citare la massa di contributori volontari i quali i contributi li versano all’INPS oppure i “cessati” in base ad accordi collettivi o individuali per i quali è obbligatoria la comunicazione alla Provincia.
Infatti, attenendosi strettamente ai fatti, nella sua stesura originale la legge prevedeva che venissero salvaguardate quattro categorie di persone: coloro in mobilità (normale o lunga), coloro autorizzati alla contribuzione volontaria , coloro a carico dei fondi di settore (prevalentemente bancari) e coloro esonerati dal servizio (dipendenti pubblici), per un totale massimo di 50.000 unità. Già a caldo, nel Dicembre 2011, ebbi adire a Servizio Pubblico che l’avere fissato un limite quantitativo lasciava intendere che ci fosse una stima ben maggiore (perché altrimenti per quale motivo si sarebbe fissato un limite ?) e puntualmente ne ebbi conferma quando nel redigere nel Giugno 2012 il decreto attuativo (cioè che non necessita di passaggio parlamentare N.D.R.) della legge, il Ministro inserì una serie di paletti che tendevano a piegare la realtà alle sue previsioni, ancorché a denti stretti avesse aumentato il contingente a 65.000 sotto la pressione di INPS che cominciava a diramare i numeri che evidentemente nessuno gli aveva chiesto prima.
Qui vorrei fare un inciso: se virtualmente aumentassi i numeri ma nel contempo inserissi la clausola che i salvaguardati devono essere alti esattamente 193 centimetri, pesare esattamente 86, 5 Kg e risiedere a Morterone in provincia di Lecco (39 abitanti) starei allargando la platea, come il Ministro sostiene ex post di avere fatto, oppure la starei cercando di restringere?
Il Ministro aggiunse tra l’altro le clausole feroci che i mobilitati dovevano avere cessato il lavoro prima del 4 Dicembre 2011 e quella che i contributori volontari dovessero avere versato almeno un contributo accreditato o accreditabile per l’anno 2011 e che nessuno potesse avere alcuna attività lavorativa (neppure pochi giorni) fino all’entrata effettiva in pensione.
La storia continua raccontandoci di ulteriori tira e molla, con i numeri reali che continuavano a lievitare e il Ministro che si faceva estrarre nuovi contingenti (prima 55.000 poi 10.300) con la stessa predisposizione con la quale ci si farebbero estrarre i molari dal dentista; sotto la minaccia di ricorsi legali, in quanto il decreto attuativo si prendeva delle libertà rispetto alla legge originale, il Ministro inserì accortamente (per lei) alcuni dei paletti in un successivo decreto legge (spending review) del Luglio 2012, nel quale li richiamava, dando loro forza di legge; alla faccia dell’allargamento della platea!
Per venire ai giorni nostri, il problema esodati è ancora irrisolto; come dimostrano i manifestanti di ieri a Roma; ci sono ancora molte persone che dovrebbero attendere anni per ottenere una pensione che, con le regole vigenti all’atto della loro espulsione dal lavoro, era più o meno a portata di mano. Né questo governo sembra volere seriamente affrontare il problema, al pari del precedente.
Una cosa l’ex Ministro l’ha raccontata giusta: ha affermato che c’era una pressione finanziaria molto forte ed è proprio qui che sta il punto; quel governo e anche l’attuale (e il nuovo che avanza, abbia esso le stelle oppure il giubbotto Happy Days, sembra più vecchio del vecchio), nella totale incapacità di ridurre le spese e i privilegi reali (l’elenco sarebbe lunghissimo) vanno a fare cassa con regolarità dalle pensioni, da ulteriori tasse, da balzelli creativi, fregandosene altamente se in questo modo perpetrano le iniquità ormai croniche e arcinote; quelle iniquità che hanno elargito pensioni a fronte di contributi risibili mentre decurtano le pensioni con tanti contributi, che regalano ogni giorno esenzioni dai balzelli vecchi e nuovi agli evasori fiscali, che mantengono enti inutili, strutture politico/amministrative ridondanti e organici gonfiati a scopi assistenziali  quando non clientelari, mentre mettono le aziende nelle condizioni di chiudere. 
Gli ex ministri ritornano e si autocelebrano senza contraddittorio, raccontando una realtà soggettiva, le tasse vengono aumentate con dichiarazioni roboanti che sono diminuite, i privilegi sono accuratamente mantenuti mentre si dichiara che l’equità è finalmente sorta. Un’elìte di governanti incapaci non solo riscrive la storia ma ci racconta anche ogni giorno una realtà addomesticata. Neppure il Grande Fratello di Orwell avrebbe saputo immaginare una propaganda così.
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Milano: dal comune un milione di euro per 300 disoccupati

Lavoro a Milano: dal comune un milione di euro per 300 disoccupati
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I soldi destinati a over 45 esodati, senza lavoro o cassaintegrati che seguono percorsi di reimpiego.
Trecento lavoratori over 45 tra disoccupati, cassaintegrati ed esodati potranno accedere al fondo istituito dal comune e da Cgil, Cisl e Uil. Un milione di euro destinati a 300 persone. Soldi che saranno divisi in questo modo: 300mila euro per finanziare “azioni di politiche attive del lavoro per i cittadini residenti a Milano di età superiore ai 45 anni, che abbiano perso il lavoro prima del 1 gennaio 2013 e siano in condizioni analoghe ai cosiddetti esodati”. Gli altri 700mila euro andranno invece ai “lavoratori in cassa integrazione in deroga, senza possibilità di rinnovo e residenti a Milano”.
Ma che cosa sono queste “politiche attive del lavoro”? Saranno i promotori dell’iniziativa a dover trovare realtà aziendali interessante all’assunzione dei lavoratori coinvolti in questo progetto e assieme ai quali dare vita a percorsi formativi. Il contributo massimo per ogni lavoratore è di 3.500 euro. Il primo 10% verrà versato subito, un altro 50% durante il percorso e la percentuale restante in base ai contratti che l’azienda avrà stipulato con il lavoratore: part time a tempo determinato (20%), full time a tempo determinato (30%), part time a tempo indeterminato (35%) e full time a tempo indeterminato (40%). Cosa un po’ strana, visto che a contratto maggiormente vantaggioso corrispondono maggiori soldi.
“L’Amministrazione mostra la sua attenzione e vicinanza ai lavoratori che più sentono gli effetti della crisi economica. Una ulteriore misura a sostegno di chi perde il lavoro e che si aggiunge agli ottimi risultati fatti registrare dal bando Occupami, che meno di tre mesi fa, ha permesso oltre mille nuove assunzioni e stabilizzazioni in sintonia con le iniziative e le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Welfare a supporto del micro credito e delle anticipazioni sociali”, così l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico Cristina Tajani.
Per poter accedere ai fondi bisogna registrarsi a questo indirizzo, mentre gli enti interessati a fornire i servizi di formazione dovranno presentare le domande di entro le ore 12 del 13 dicembre 2013 presso l’Ufficio Protocollo Politiche del Lavoro in via Dogana 2. Per dubbi e chiarimenti si può scrivere a: Plo.EsoCassaIntegrati@comune.milano.it.
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Rivedere legge Fornero, pensione a 62 anni

Rivedere legge Fornero, pensione a 62 anni

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Risolvere definitivamente il problema degli esodati, più flessibilità per l’accesso alle pensioni, rivalutazione degli assegni pensionistici fino a sei volte il minimo, concentrare la riduzione del cuneo sui redditi medio-bassi, proroga dei contratti dei precari della Pa, rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e del fondo per i contratti di solidarietà, sostegno alla povertà, estensione degli ammortizzatori per tutti i lavori, definizione dell’equo compenso, recuperare l’obiettivo della ‘piena e buona occupazione’. Sono le misure su ‘giovani, lavoro e pensioni’ proposte da Gianni Cuperlo, presentate nella sede del Pd con Cesare Damiano. Per il presidente della commissione Lavoro della Camera, che si dice “molto soddisfatto per il risultato di Cuperlo, Renzi ha detto cose precise su lavoro e pensioni affermando che la riforma Fornero va bene: io sto con Cuperlo perché non condivide queste tesi, non abbiamo proposte alternative”. Damiano vuole infatti modificare le riforma delle pensioni targata Fornero: in particolare la proposta dei ‘cuperliani’ è  quella di prevedere di andare in pensione dai 62 anni con una penalizzazione dell’8% a condizione che si abbiano almeno 35 anni di contributi. Il candidato segretario sottolinea la decisione di aver voluto, all’indomani dei risultati delle consultazioni dei circoli, “incontrare gli esodati e presentare le proposte sui temi del lavoro e degli ammortizzatori sociali: abbiamo impostato la campagna sulla concretezza, continueremo su questa linea fino all’8 dicembre, perché è giusto confrontarsi facendo emergere le differenze”. Per il deputato triestino bisogna “recuperare tra le parole rottamate la piena e buona occupazione, dobbiamo chiudere la pagina vergognosa degli esodati e affrontare il dramma della povertà”.