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martedì 31 dicembre 2013

Festa Tricolore, la protesta degli esodati

Un presidio degli esodatiFesta Tricolore, la protesta degli esodati
Il Comitato reggiano esporrà uno striscione durante il discorso del presidente della Corte costituzionale
REGGIO EMILIA - Protesta degli esodati per il 7 gennaio durante le celebrazioni per la Festa del tricolore. Ad annunciarla il Comitato esodati che chiama i lavoratori di Reggio Emilia a presenziare dietro al proprio striscione al discorso che il presidente della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri, terrà (al teatro Ariosto) in occasione delle celebrazioni del Primo Tricolore. Scrive il Comitato: "Gli esodati,i disoccupati i cassaintegrati di oggi e di domani, chiederanno ancora una volta alle istituzioni: rispetto, dignità e futuro".
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Erogata solo una pensione su cinque

Welfare 30 dicembre 2013
Esodati, l’utopia della salvaguardia: erogata solo una pensione su cinque
pensione-busta-assegno-esodati-inpsI dati Inps sui decreti di salvaguardia: appena 27mila gli assegni staccati
L’Inps ha comunicato sul proprio sito lo stato dell’arte delle operazioni di recupero di salvaguardia messi in atto negli scorsi mesi da parte del governo Monti, prima dell’esecutivo Letta, che ha varato di recente i suoi primi interventi in materia, e, dunque, ancora ai blocchi di partenza.
Il quadro che emerge è quello di un cammino ancora lungo, anche per coloro che hanno avuto la certezza di rientrare nelle categorie di salvaguardia. Basti pensare che, tuttora, non si è concluso l’invio delle certificazioni per il primissimo decreto di recupero esodati, emanato addirittura nel giugno 2012 e, si badi bene, con l’obiettivo di concludere il proprio iter entro fine 2013. Per la prima batteria di non salvaguardati, furono 65mila le posizioni di tutela garantite dal primo provvedimento del governo Monti-Fornero – in gran parte responsabile per la marea degli esodati: di questi ex lavoratori, rimasti senza impiego e senza assegno previdenziale, sono soltanto 26.345 le pensioni a oggi erogate. Si tratta di meno della metà dei casi sanati in un anno e mezzo, rispetto alla quota messa in cantiere.
Situazione non dissimile per il secondo decreto, quello che, introdotto nella spending review 2012, sempre per opera del governo tecnico guidato dal senatore a vita, stanziò risorse per assicurare il trattamento economico ad ulteriori 55mila non salvaguardati, rimasti a piedi dopo la riforma Fornero. Malgrado gli annunci, qui siamo ancora a distanza siderale dal completamento della tranche di esodati in via di recupero: dei 55mila previsti, le certificazioni riconosciute sfiorano i 14mila e le pensioni attivate non superano le 600 unità.
Arriviamo, infine, al terzo tentativo di reintegro dei contribuenti dispersi nel limbo tra lavoro e pensione, sempre per effetto del cambio di regole per l’accesso al sistema previdenziale con l’entrata in vigore della legge Fornero a fine 2011. Esattamente un anno fa, il governo Monti, giunto al capolinea, promise di salvare ulteriori esodati con un articolo ad hoc in legge di stabilità: la bassa disponibilità di risorse, però, non consentì di andare oltre i 10mila casi da riportare in salvo. Di questi, dodici mesi dopo, esattamente la metà, 5mila, sono state le certificazioni spedite ad aventi diritto, mentre sono ancora ferme a quota zero le pensioni attivate in seguito all’operazione di salvaguardia.
Insomma, delle 130.130 posizioni ufficialmente tutelate nel corso del 2012, sono appena 27mila le pensioni che, oggi, due anni dopo il cataclisma nel welfare della legge Fornero, sono erogate a favore di ex lavoratori, vittime del cambio di requisiti che li ha spogliati delle coperture statali. A cosa sia direttamente imputabile questo incedere a rilento, è difficile a dirsi: lungaggini burocratiche, esami approfonditi delle situazioni singole, ritardi nei decreti attuativi o, più probabilmente, mancanza cronica di risorse da pompare nelle casse di un welfare già al collasso. Indubbiamente, a questo ritmo, c’è da chiedersi se gli esodati ancora esclusi dalle pratiche di salvaguardia, e sono decine di migliaia, si vedranno mai riconoscere le fatiche di una vita intera, sfumate all’improvviso per l’inadempienza di una classe dirigente che non sa davvero più cosa inventarsi per riparare i danni provocati.
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Buon Anno

domenica 29 dicembre 2013

Chi sono i 23mila esodati?

Legge di stabilità: salvaguardia per altri 23mila esodati. Ma chi sono?
di | 28 Dicembre 2013
La legge di stabilirò 2014 cerca di limitare gli effetti negativi della riforma del lavoro del 2011. Per tentare di risolvere quel "pasticciaccio" della riforma Fornero la legge di stabilità prevede la salvaguardia per altri 23mila esodati, la nuova categoria di senza lavoro, né pensione, scaturita dalla riforma del lavoro del governo Monti.
Nella prima versione della legge di stabilità i nuovi posti disponibili erano soltanto 6.000 ma la versione definitiva apporta un notevole aumento di platea arrivando a quota 23mila.
Per allargare le maglie dalla platea dei salvaguardati sono stati considerati per prima cosa i lavoratori autorizzati alla contribuzione volontaria e inoltre è stato eliminato il divieto di conseguire un reddito annuo superiore a 7.500 euro.
Ma vediamo meglio le categorie di lavoratori da salvaguardare individuati dalla legge di stabilità 2014.

I salvaguardati

La prima tranche da 6.000 lavoratori salvaguardati è riservata ai prosecutori volontari. Questo contingente di lavoratori salvaguardati era già previsto dalla legge 228/2012.
A loro però si aggiungono altre 17mila persone che avranno la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole, maturando la decorrenza tra il primo gennaio 2014 ed entro gennaio 2015. Per far rientrare in questa nuova categoria 17mila persone, le legge di stabilità, ha notevolmente allargato le maglie del provvedimento allentando i requisiti richiesti per l’accesso.

Chi sono

La nuova tranche di lavoratori salvaguardati si è allargata grazie al venir meno, in alcuni casi, del requisito di reddito massimo fissato a 7.500 euro.
Rientrano tra i nuovi salvaguardati:
  • contributori volontari autorizzati prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011, anche se dopo il 4 dicembre hanno svolto attività lavorativa, senza limiti di reddito.
  • contributori volontari che abbiano accreditato almeno un contributo da attività lavorativa tra il primo gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che in quest’ultima data non siano impiegati a tempo indeterminato.
  • lavoratori in mobilità ordinaria antro il 4 dicembre 2011 e autorizzati al versamento volontario dei contributi.
  • esodati entro il 3i dicembre 2012 a seguito di accordi individuali o collettivi senza limiti di reddito.
  • licenziati tra i primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, senza limiti di reddito, ma purché dopo la cessazione non abbiano lavorato a tempo indeterminato.
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venerdì 27 dicembre 2013

Riforma pensioni 2014, ultime notizie su esodati, Quota 96 e tagli

Riforma pensioni 2014, ultime notizie
su esodati, Quota 96 e tagli
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Novità sulla riforma pensioni 2014 dagli esodati ai Quota 96 della scuola, passando per i tagli alle pensioni d'oro
Riforma pensioni 2014, le ultime notizie su esodati, Quota 96 e altri nodi della grande questione previdenziale italiana. Iniziamo dagli esodati: le misure che per comodità indichiamo come facenti parte della riforma pensioni 2014 (benché non esista una riforma organica ma un insieme di interventi eterogenei) comprendono lo stanziamento di poco meno di 1 miliardo di euro nel corso dei prossimi anni per la salvaguardia di 17 mila esodati che si vanno ad aggiungere alle 6 mila unità già preventivate, per un totale di circa 23 mila soggetti.
Ricordiamo tuttavia che con le ultime notizie sulla riforma pensioni 2014 in tema esodati si arriva a coprire all'incirca la metà dei soggetti interessati, quindi ancora il nodo esodati è lontano dal conoscere una soluzione definitiva.
Per quanto riguarda le pensioni dei Quota 96 della scuola, le ultime notizie di rilievo risalgono ad alcuni giorni fa. La situazione è pessima per gli insegnanti che si sono visti precludere il diritto alla pensione per un errore della riforma Fornero: la Corte Costituzionale non ha sollevato i problemi di costituzionalità che avrebbero scatenato i cambiamenti necessari per ottenere il ritiro, mentre la politica già da prima, attraverso la Ragioneria di Stato, aveva già bocciato le richieste (seppur considerate giuste praticamente da chiunque, esponenti politici compresi) principalmente per questioni di risorse economiche.
Ricordiamo inoltre che per la riforma pensioni 2014 scatteranno i tagli per le pensioni dai 90 mila euro lordi annuali, che la rivalutazione degli assegni arriverà non al 90 ma al 95% per le pensioni tra 3 e 4 volte il minimo e che si attende ancora di capire con precisione come il Governo affronterà la questione dell'equiparazione tra i contributi minimi per la pensione di uomini e donne, in seguito alla procedura di infrazione aperta dalla commissione UE nei confronti del nostro paese.
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martedì 24 dicembre 2013

Ecco il testo approvato al Senato in Legge di stabilità 2014

Dal sito del Senato:
approvata la legge di stabilità 2014
Testo approvato 1120-B (Bozza provvisoria)


(comma) 189. All'articolo 56, comma 2, della legge 9 marzo 1989, n. 88, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla lettera a) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «anche con finalità di finanziamento e sostegno del settore pubblico e con riferimento all'intero settore previdenziale ed assistenziale»;

b) alla lettera c), dopo le parole: «sulla coerenza del sistema» sono aggiunte le seguenti: «previdenziale allargato».

190. All'articolo 41, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, al primo periodo, le parole: «Per gli anni 2004-2015» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni dal 2004 al 2017». All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, la parola: «millecinquecento» è sostituita dalla seguente: «milletrecento». Al fine di attuare le disposizioni di cui al presente comma, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2016 e di 4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

191. Con effetto sulle pensioni decorrenti dall'anno 2014 il contingente numerico di cui all'articolo 9 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 22 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2013, attuativo delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 231 e 233, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, con riferimento alla tipologia di lavoratori relativa alla lettera b) del medesimo comma 231 dell'articolo 1 della citata legge n. 228 del 2012 è incrementato di 6.000 unità. Conseguentemente all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 234, le parole: «134 milioni di euro per l'anno 2014, di 135 milioni di euro per l'anno 2015, di 107 milioni di euro per l'anno 2016, di 46 milioni di euro per l'anno 2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018, di 28 milioni di euro per l'anno 2019 e di 10 milioni di euro per l'anno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «183 milioni di euro per l'anno 2014, di 197 milioni di euro per l'anno 2015, di 158 milioni di euro per l'anno 2016, di 77 milioni di euro per l'anno 2017, di 53 milioni di euro per l'anno 2018, di 51 milioni di euro per l'anno 2019 e di 18 milioni di euro per l'anno 2020»;

b) al comma 235, le parole: «1.133 milioni di euro per l'anno 2014, a 1.946 milioni di euro per l'anno 2015, a 2.510 milioni di euro per l'anno 2016, a 2.347 milioni di euro per l'anno 2017, a 1.529 milioni di euro per l'anno 2018, a 595 milioni di euro per l'anno 2019 e a 45 milioni di euro per l'anno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «1.385 milioni di euro per l'anno 2014, a 2.258 milioni di euro per l'anno 2015, a 2.758 milioni di euro per l'anno 2016, a 2.488 milioni di euro per l'anno 2017, a 1.635 milioni di euro per l'anno 2018, a 699 milioni di euro per l'anno 2019 e a 79 milioni di euro per l'anno 2020».

192. II contributo di cui all'articolo 33, comma 35, della legge 12 novembre 2011, n. 183, è fissato in favore dell'I.R.F.A. -- Istituto per la riabilitazione e la formazione ANMIL Onlus nella misura di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

193. Le risorse finanziarie complessivamente richiamate all'articolo 1, comma 235, quarto periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, sono finalizzate, nel rispetto dei limiti ivi previsti, alla copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni di salvaguardia richiamate dal medesimo periodo relativi alle categorie di beneficiari interessate. L'eventuale trasferimento di risorse e relative consistenze numeriche tra le categorie di soggetti tutelati sulla base della normativa vigente, come definita dalle disposizioni richiamate al quarto periodo del predetto comma 235 e dai relativi decreti attuativi, può avvenire esclusivamente, previo procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

194. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ferme restando le salvaguardie previste dall'articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, dall'articolo 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dall'articolo 1, commi da 231 a 234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dagli articoli 11 e 11-bis del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e dall'articolo 2, commi 5-bis e 5-ter, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e i relativi decreti ministeriali attuativi del 1º giugno 2012, 8 ottobre 2012 e 22 aprile 2013, si applicano ai lavoratori che perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi, ancorché successivamente al 31 dicembre 2011, utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, appartenenti alle seguenti categorie:

a) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

b) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

d) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

e) i lavoratori collocati in mobilità ordinaria alla data del 4 dicembre 2011 e autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione successivamente alla predetta data, che, entro sei mesi dalla fine del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, perfezionino, mediante il versamento di contributi volontari, i requisiti vigenti alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011. Il versamento volontario di cui alla presente lettera, anche in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 184 del 1997, potrà riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa;

f) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

195. Il trattamento pensionistico con riferimento ai soggetti di cui al comma 194 non può avere decorrenza anteriore al 1º gennaio 2014.

196. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del comma 194 sulla base di quanto stabilito dal comma 197. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori di cui al comma 194 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del comma 197, l'INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci previsti dalle disposizioni di cui al comma 194.

197. I benefìci di cui al comma 194 sono riconosciuti nel limite di 17.000 soggetti e nel limite massimo di 203 milioni di euro per l'anno 2014, 250 milioni di euro per l'anno 2015, 197 milioni di euro per l'anno 2016, 110 milioni di euro per l'anno 2017, 83 milioni di euro per l'anno 2018, 81 milioni di euro per l'anno 2019 e 26 milioni di euro per l'anno 2020.

198. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 194 a 197 è subordinata all'attuazione di quanto previsto dall'articolo 11, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e all'effettivo conseguente rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Ai fini del concorso alla copertura degli oneri di cui al comma 197, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come rifinanziato ai sensi del citato articolo 11, comma 3, primo periodo, del decreto-legge n. 102 del 2013, è ridotto di 4 milioni di euro per l'anno 2014, 12 milioni di euro per l'anno 2015, 35 milioni di euro per l'anno 2016, 38 milioni di euro per l'anno 2017, 37 milioni di euro per l'anno 2018, 69 milioni di euro per l'anno 2019 e 26 milioni di euro per l'anno 2020.

Letta: "Governo non lascia nessuno perso per strada"


Articolo Prima Pagina News 
Pol - Esodati, Letta: "Governo non lascia nessuno perso per strada"
Roma - 23 dic. 2013
''In 8 mesi 33mila esodati hanno trovato una risposta ed e' la dimostrazione di un Paese, di un governo che non sfascia la riforma delle pensioni ma non lascia nessuno perso per strada". Così il premier Enrico Letta, nel corso della conferenza stampa di fine anno, organizzata dall'Ordine dei giornalisti nell'aula dei gruppi di Montecitorio. "La riforma ha lasciato qualche 'buco', lo abbiamo affrontato e continueremo ad affrontarlo''.  
Leggi anche: AGI; ADNkronos
 

Buon Natale

 
 
Siamo adulti.
Noi sappiamo che la Salvaguardia non è un dono di Babbo Natale, ma il frutto della perseveranza nella lotta.
Tutti dobbiamo sentirci impegnati, 
salvaguardati e non salvaguardati.

Da sito INPS. Salvaguardati: dati aggiornati a dicembre 2013

Salvaguardati: dati aggiornati a dicembre 2013
Data pubblicazione: 23/12/2013
Pubblichiamo le tabelle riepilogative di tutte le operazioni di salvaguardia in corso, volte a consentire l’accesso a pensione con i requisiti ante Riforma Monti - Fornero (legge 214/2011).
Le tabelle, oltre ad illustrare le categorie dei lavoratori interessati nonché i criteri di ammissione al beneficio della salvaguardia, indicano lo stato delle lavorazioni con il numero delle certificazioni inviate ai beneficiari e delle pensioni liquidate al 13 dicembre 2013.
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lunedì 23 dicembre 2013

Ecco i 23mila

Esodati, salvaguardia per altri 23mila.
Ecco chi sono
Esodati: nuovi fondi nella Stabilità 2014
In origine erano 6mila, ora invece, secondo le ultime modifiche passate alla Camera, sono 23mila gli  ulteriori esodati in attesa di pensione. 950 i milioni di euro stanziati e ripartiti in 203 milioni di euro per il 2014, 250 milioni per il 2015, 197 milioni per il 2016, 110 milioni per il 2017, 83 milioni per il 2018, 81 milioni per il 2019 e 26 milioni per il 2020.
 Esodati: chi sono gli altri 23mila
 Rientrano nei 23mila esodati:
  •  i prosecutori volontari autorizzati al 4 dicembre 2011 con un contributo accreditato o accreditabile che dopo tale data hanno svolto attività lavorativa non riconducibile a lavoro dipendente a tempo indeterminato
  •  i lavoratori con accordi individuali o collettivi cessati dal lavoro entro il 30 giugno 2012 e che hanno svolto attività lavorativa non sempre riconducibile a lavoro dipendente a tempo indeterminato
  •  i lavoratori con accordi individuali o collettivi cessati dopo il 30 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2012 (sempre che abbiano svolto attività lavorativa non a tempo indeterminato)
  •  i lavoratori con risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto dopo la cessazione attività non riconducibile a rapporto dipendente a tempo indeterminato
  •  i lavoratori collocati in mobilità ordinaria che maturano il requisito pensionistico ante legge 214 del 2011 dopo la data di fine mobilità ed entro sei mesi dalla stessa
  •  i soggetti autorizzati al versamento dei contributi volontari entro il 4 dicembre 2011 senza accreditamento di contributi effettivi alla stessa data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività dipendente a tempo indeterminato. 
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domenica 22 dicembre 2013

Petizione online per cambiare la legge Fornero

 Legge Fornero: Cambiare radicalmente la Controriforma sulle pensioniA Enrico Letta   
Legge Fornero: Cambiare radicalmente la Controriforma sulle pensioni
Appello ai cittadini, alle RSU, ai delegati, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle istituzioni e ai sindacati

La legge Fornero sulle pensioni è sbagliata, dannosa per i lavoratori e il Paese. 
Essa sta provocando disastri sulle condizioni dei lavoratori che non riescono più ad andare in pensione, sui giovani che, anche per questo motivo, non entrano nel mondo del lavoro, sulla produttività delle imprese che sono bloccate nella possibilità di attuare il dovuto ricambio generazionale.
Il sistema previdenziale oggi si fonda su una solidarietà a rovescio: pagano di più e godono meno dei benefici i lavoratori a basso reddito e i precari.
La politica del fare pagare i costi della crisi ai pensionati e ai lavoratori, senza mai intervenire sulle grandi ricchezze e i possessori di grandi rendite finanziarie, non risolve le cause della crisi e genera gravi ingiustizie.
Pertanto è necessario che a partire dalla spinta delle RSU si possa avviare una lunga mobilitazione di contrasto per cambiare la legge:
-salvaguardia del potere d’acquisto delle pensioni e limiti alle pensioni d'oro;
-flessibilità in uscita;
-ripristino dei vecchi requisiti, 65 anni per gli uomini, 60 per le donne e i 40 anni di contributi per l’accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità in particolare per coloro che hanno iniziato a lavorare in età precoce e per i lavori usuranti;
-il superamento delle attuali sostanziali sperequazioni per le donne; 
-garanzia di una pensione dignitosa per i giovani, i precari e i migranti; 
-va superata l'attuale giungla dei fondi integrativi.
Le risorse vanno ricercate nei grandi patrimoni finanziari e immobiliari e in una effettiva tassazione progressiva dei redditi come prevede l’articolo 53 della Costituzione e in una contribuzione omogenea per tutti i fondi pensionistici.
Le confederazioni sindacali devono aprire una vertenza reale con il Governo sostenuta da una duratura mobilitazione generale.

RSU promotrici del Movimento per cambiare la controriforma Fornero sulle pensioni:
1) Gruppo Cgt-Cis  2)RSU Fim Fiom Uilm Zanussi 3) RSU Sammontana (Empoli) 4) Hera Gas Acqua (Bologna) 5) RSU Gruppo Editoriale L'Espresso (Roma) 6) RSU dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana G. Treccani (Roma) 7) RSU Il Messaggero Roma 8) Wolters Kluver 9) ILVA (Novi Ligure) 10) Marcegaglia (Casalmaggiore-Cr) 11) Glaxo (Parma) 12) Chiesi (Parma) 13) Coordinamento Nazionale Fim Cisl -Fiom Cgil Meccanizzazione Postale 14) Dolomiti Energia Trentino (Igiene Ambientale) 15) Albany International Italia (Venezia) 16) Bondioli&Pavesi (Suzzara - Mn) 17) Pangborn (Va) 18) Garavaglia (Va) 19) Spii (Va) 20) Saclà 8Asti) 21) Euroweld (Asti) 22) Istituto Comprensivo Baseggio (Marghera) 23) Macegaglia (Sesto S. Giovanni) 24) Luxottica DI PEDEROBBA (Treviso)
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Gadda PD: "Segnali positivi per ambiente, istruzione ed esodati"

Legge di stabilità, Gadda: "Segnali positivi per ambiente, istruzione ed esodati"
La parlamentare Pd: «Serve un cambio di passo sulla green economy e sulla difesa del suolo»
La legge di Stabilità approvata oggi alla Camera dei Deputati contiene alcuni passi in avanti sulle tematiche ambientali, anche se ancora manca un cambio di rotta sulla green economy, una leva per stimolare la crescita del paese, e sulla difesa del suolo. Dal punto di vista ambientale si poteva fare di più, ma grazie soprattutto al lavoro del Partito Democratico, si sono registrati positivi miglioramenti, anche rispetto al testo varato in Senato, a cominciare dalla proroga per il 2014 della detrazione fiscale del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.
Su questo tema, ho firmato un ordine del giorno in cui si chiede al Governo di ampliare la platea dei possibili fruitori dell’Ecobonus, di renderlo stabile e di estenderlo anche agli interventi di consolidamento antisismico degli edifici, agli interventi di bonifica degli edifici dall’amianto, agli interventi per l’incremento dell’efficienza idrica e alla riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tutti gli operatori del settore chiedono la stabilizzazione degli incentivi, perché senza stabilità temporale si deprimono gli investimenti.
L'esclusione degli edifici di edilizia residenziale pubblica e degli interventi di rimozione di amianto da edifici esistenti rappresenti un'occasione mancata per rilanciare il settore dell’edilizia nel segno della qualità e della sicurezza, l’ordine del giorno presentato intende proprio indicare queste priorità affinchè siano inserite nei prossimi provvedimenti utili. Un altro miglioramento apportato dal lavoro del gruppo PD alla Camera riguarda l'assegnazione ogni anno al Ministero dell'Ambiente di una quota delle risorse previste sul Fondo di coesione europeo 2014-2020 per finalità di messa in sicurezza del territorio, bonifica dei siti SIN e altre finalità ambientali.
Sul fronte delle emergenze, sono stati assegnati 50 milioni di euro per l’anno 2014 da ripartire tra le Regioni colpite da eventi calamitosi a partire dal 2009, tra queste anche la Lombardia colpita dal sisma nel 2012, oltre ad Emilia-Romagna e Veneto.
Sul fronte dell’istruzione va segnalato positivamente l’aumento di 50 milioni di euro per le borse di studio, da aggiungere ai primi 100 milioni stanziati con il decreto Istruzione, licenziato lo scorso mese di ottobre. E' ancora poco ma sono stati positivi gli interventi in favore di lavoratori ed imprese. E' stato istituito il “Fondo per la riduzione della pressione fiscale”, che riduce le tasse sul cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e imprese. Del taglio al cuneo fiscale (la differenza tra il costo del lavoro a carico dell’impresa e lo stipendio netto del lavoratore) che parte nel 2014 con oltre 2,5 miliardi, più della metà, cioè 1,56 miliardi (1,7 miliardi a regime, dal 2015) serviranno a ridurre l’Irpef per le fasce medio-basse. Per andare al concreto, chi si trova nella fascia di reddito tra i 15 mila e i 18 mila euro potrà avere uno sgravio medio di oltre 200 euro annui. Vale 3,3 miliardi nel prossimo triennio il taglio al cuneo fiscale a beneficio delle imprese, che passa attraverso il taglio dei premi e dei contributi obbligatori Inail. L'altro fronte di taglio al cuneo favorevole ai datori di lavoro prevede l’applicazione a regime della defiscalizzazione Irap sulle nuove assunzioni. Vuol dire 15 mila euro di deduzione per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, con un aumento effettivo e verificabile della base occupazionale complessiva, con un effetto stimato di almeno 135 mila nuove assunzioni. È stato finanziato, con un impegno di 950 milioni nel periodo 2014-2020, un ulteriore intervento a favore degli esodati, ampliando prima di 6 mila unità e poi, nel corso dell’esame alla Camera, di ulteriori 17 mila, la platea dei salvaguardati, per un totale di oltre 23 mila persone. Nel complesso, ad oggi, sono stati tutelati 160 mila lavoratori. Lo ritengo un intervento certo non esaustivo ma soddisfacente, che corregge una delle storture più evidenti e socialmente ingiuste della riforma Fornero. Positivo anche il maggior poter di acquisto che avranno gli assegni previdenziali. In materia di rivalutazione delle pensioni dal 2014 l’indicizzazione sarà al 100% per gli assegni fino a 1.500 euro lordi, al 95% per le pensioni fino a 2.000 euro lordi, al 75% per quelle fino a 2.500 euro lordi e al 50% per gli importi fino a 3.000 euro lordi. 
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Leggi anche Il Sole 24ORE; DiariodelWeb

sabato 21 dicembre 2013

Mi Manda RAI 3 al Ministro Giovannini: ecco il panettone degli esodati

Mi Manda RAI 3 consegna al Ministro Giovannini il panettone degli esodati
"Mi Manda RAI 3" consegna il panettone con le firme dei 200 esodati presenti al presidio auto organizzato in piazza Monte Citorio il 6-12-2013. "Mi manda RAI 3" condotta da Elsa Di Gati fece un'ora di trasmissione con collegamenti dalla piazza ed ospiti in studio (tra i quali l'on. Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera). Promise di consegnare gli auguri ed il panettone degli esodati al Ministro Giovannini.
Promessa mantenuta.
Ecco il VIDEO della consegna (frame da 00:32:44)

Scambio di auguri con Myrta Merlino

Scambio di auguri con Myrta Merlino
VIDEO (frame da 1:59:52)

Riforma pensioni, esodati, rivalutazioni, legge 104, cumulo: quali novità?

Riforma pensioni, esodati, rivalutazioni, legge 104, cumulo: quali novità?
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Riforma Pensioni: esodati, rivalutazioni,legge 104, cumulo, le novità nella legge di stabilità.
Riforma pensioni: esodati, rivalutazioni, legge 104, cumulo, quali novità? Tanti i punti trattati nella riforma pensioni della legge di stabilità e tanti altri emendamenti rimasti incompiuti.
Resta l'amaro in bocca per alcune categorie di lavoratori come i lavoratori precoci e usuranti e i quota 96 che non hanno ottenuto alcun tipo di agevolazione dalla riforma pensioni.
Vediamo i punti principali trattati nella riforma pensioni della legge di stabilità, e dunque le attuali novità.
Salvaguardia esodati: Riguarda altri 17 mila esodati, in arrivo lo stanziamento di un fondo pari a 950 milioni di euro per la salvaguardia di altri 17 mila esodati oltre ai 6 mila precedentemente salvaguardati dal ddl originario. Ancora molti i passi da fare visto che restano esclusi ancora tanti esodati: degli oltre 300 mila stimati in Italia, solo 160 mila risultano stati tutelati fino ad oggi.
Rivalutazione pensioni nella Riforma pensioni: Saranno rivalutate del 95% tutte le pensioni tra i 1500 e i 2 mila euro, un piccolo passo avanti rispetto all'idea originaria insita nel testo originario che contava una rivalutazione pari solo al 90%. E' una buona notizia visto che prima la rivalutazione in base all'aumento dei prezzi delle pensioni sopra i 1.486 euro lordi al mese era bloccata. La rivalutazione tenderà a ridursi fino ad arrivare al 40% per le pensioni superiori ai 3.000 euro lordi al mese.
Legge 104, nella riforma pensioni della legge di stabilità e il comma 327 i permessi ex legge 104 sono ufficialmente riconosciuti come effettive giornate di lavoro, facendo venire meno la penalizzazione dei genitori di disabili al momento di richiedere la pensione.
Per quanto concerne il cumulo stipendio pensione, nella Riforma pensioni è stato introdotto un tetto pari a 300 mila euro oltre i quali non sarà più possibile cumulare pensioni e stipendi pubblici. Il tetto del cumulo vale anche per i vitalizi degli eletti. Restano esclusi dalla riforma pensioni della legge di stabilità coloro che hanno attualmente dei contratti esistenti: il cumulo pensione stipendio non sarà bloccato fino alla scadenza del contratto.
 
Legge stabilità ufficiale bonus bebè, esodati, aumento bollo conti, affitti, web tax,statali,polizia
Misure Legge di stabilità: da nuova Iuc sulla casa a pensioni ed esodati, a stadi, spiagge, cartelle Equitalia, nuovi fondi per polizia e bonus bebè e non solo. Cosa cambierà
La Legge di stabilità entro lunedì prossimo, 23 dicembre, riceverà il via libera definitivo. Oggi la fiducia alla Camera. Di seguito le principali novità previste: cambiano le tasse sulla casa e nasce la Iuc, Imposta Unica Comunale, che si basa su due presupposti: il possesso di immobili da cui deriva l'imposta municipale propria (Imu), di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; la fruizione di servizi comunali a cui sono collegati un tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile e una tassa sui rifiuti (TARI), a carico dell'utilizzatore.L'aliquota massima Imu+TASI non può superare il 10,6%. Per il 2014, l'aliquota massima della Tasi relativa alla prima casa non può superare il 2,5 per mille. Per le pensioni fino a tre volte il minimo viene garantita la rivalutazione del 100%; fino a quattro volte il minimo sono rivalutate al 95%; l'indicizzazione scende col salire dell'assegno; previsto un contributo di solidarietà per le pensioni elevate de 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; del 12% oltre i 128.811,80 euro; del 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui; e non potranno essere cumulati, oltre l'importo di 300.000 euro l'anno, le pensioni e gli stipendi da incarichi pubblici. Stanziati poi 950 milioni dal 2014 al 2020 per altri 17.000 esodati di sei diverse categorie.
Aumentano poi le detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000 e le detrazioni saranno maggiori per i redditi più bassi. Via libera alla sanatoria sulle spiagge, all’emendamento sugli stadi, che potranno essere costruiti attorno ad essi negozi, ma non abitazioni, e alla rottamazione delle cartelle di Equitalia che se ricevute entro il 31 ottobre 2013,potranno essere saldate entro il 28 febbraio 2014, pagando solo la somma originaria e non gli interessi e la mora.
Via libera della Commissione Bilancio della Camera anche agli emendamenti che prevedono, tra le misure, l'aumento dell'imposta di bollo per i depositi titoli delle imprese, incentivi alla stabilizzazione dei precari dei call center, 50 milioni per i contratti di solidarietà ed altri 55 milioni in 3 anni per un fondo per le politiche attive del lavoro.
Rivista la web tax che non istituisce una nuova imposta ma stabilisce che le multinazionali del web per vendere pubblicità in Italia devono avere partita Iva italiana; i pagamenti a loro favore devono essere tracciabili.
Via libera anche nuovi fondi che andranno a finanziare il nuovo bonus bebè, per contribuire al sostegno di bambini nati o adottati appartenenti a famiglie a basso reddito, e le forze di polizia; stop al pagamento degli affitti in contante, misura varata per contrastare la lotta all’evasione fiscale; prorogata a tutto il 2014 la detrazione del 50% per agli interventi di ristrutturazione edilizia (per una spesa massima di 96 mila euro); nel 2015 la detrazione scende al 40 %; prorogate al 31 dicembre 2014 anche le detrazioni del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici. Infine, dal 2014 il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio universitarie crescerà di 50 milioni di euro, che si aggiungono ai 100 stanziati dal decreto università.
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Leggi anche: L'Unità; TODAY

venerdì 20 dicembre 2013

Legge stabilità: voto di fiducia tra le polemiche.

Legge stabilita': voto di fiducia tra le polemiche. Le principali novita'
19 Dicembre 2013 - 19:42
Legge stabilita': voto di fiducia tra le polemiche. Le principali novita'(ASCA) - Roma, 19 dic - Dal cuneo fiscale agli esodati, dalla web tax alle spiagge: sono numerose le modifiche alla legge di stabilita' ricevera' domani il via libera dalla Camera, con il voto di fiducia, per passare al Senato per l'approvazione definitiva. Il provvedimento continua comunque a essere ritenuto insufficiente dalle parti sociali. E' solamente di questa mattina il botta e risposta tra il presidente di Confndustria, Giorgio Squinzi, e il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il quale ha risposto alle critiche del leader degli imprenditori facendo sapere che non ha alcuna intenzione di sfasciare conti pubblici. Squinzi, dal canto suo, mette in guardia dal rischio che invece sia il Paese a sfasciarsi se le poche risorse disponibili non saranno collocate nel modo giusto. Critiche anche le organizzazioni sindacali dei lavoratori. La seconda lettura del ddl alla Camera ha quindi visto l'approvazione di una serie di emendamenti che hanno parcellizzato parte delle risorse disponibili. Realta' che non hanno mancato di sottolineare i parlamentari di Sel e del Movimento 5 Stelle. Anche per la piu' attesa delle norme, dalle parti sociali, quella sul Fondo per il taglio delle tasse sul lavoro, il destino e' stato quello di una distribuzione e di un sistema di recupero delle risorse che non ha soddisfatto nessuna delle parti sociali. Anche I Comuni insorgono contro la legge di stabilita', con l'Anci che chiede un incontro al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per quella che viene definita ''una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione''. Di seguito alcune delle principali modifiche della Camera al testo che passera' in Senato sabato mattina per essere licenziato lunedi' 24 dicembre con il voto di fiducia. CUNEO. Nel fondo taglia cuneo per la riduzione delle tasse sul lavoro confluiranno le risorse provenienti dai risparmi aggiuntivi della spending review e dalla lotta all'evasione fiscale, senza alcun automatismo. Il 50% andra' agli imprenditori e ai liberi professionisti, l'altro 50% a lavoratori e pensionati. PENSIONI. Rivalutazione al 95% delle pensioni tra i 1.500 euro e i 2.000 euro, mentre e' stato introdotto il tetto di 300mila euro al cumulo di pensione e reddito nella pubblica amministrazione e per i vitalizi, (esclusi i contratti in essere). Inoltre il contributo di solidarieta' delle pensioni piu' ricche sara' utilizzato per alimentare il fondo per le Pmi. ESODATI. Saranno tutelati altri 17 mila lavoratori esodati dal 2014 al 2020. LSU. Stanziati 126 milioni per i lavoratori socialmente utili della Calabria, di Napoli e Palermo. WEB TAX. i soggetti che offrono servizi online, pubblicita' o vendita di spazi pubblicitari, visualizzati sul territorio italiano, devono essere titolari di partita Iva italiana.La norma e' stata resa meno stringente eliminando l'obbligo di partita Iva per le societa' che effettuano commercio elettronico. INCENTIVI A IMPRESE. Proroga di un anno per gli incentivi alle imprese commerciali in crisi. TRASPARENZA SUBAPPALTI. I titolari di appalti dovranno avere reolarmente pagato I subappaltatori per ricevere a loro volta il pagamento dal committente. CONFIDI. Potenziato il sistema dei confidi. CARTELLE EQUITALIA. Potranno saldare i propri debiti con il fisco i contribuenti che accetteranno di pagare l'importo dovuto senza interessi in un'unica soluzione entro il 28 febbraio 2014. USO CONTANTE. Stop all'uso dei contanti per pagare l'affitto. BONUS BEBE'. Nasce il Fondo per i nuovi nati per il 2014 che sara' dotato di 22 milioni di euro CASA. Slitta dal 16 al 24 gennaio del 2013 il pagamento della cosiddetta mini-Imu. Abolite le sanzioni e gli interessi per chi ha efettuato un versamento insufficiente della seconda rata Imu. Esentati dal pagamento dell'Imu i terreni agricoli e gli immobili struumentali degli imprenditori. Salta il tetto massimo dell'1 per mille per la Tasi, tornando al 2,5 per mille. SPIAGGE. Sanatoria per le pendenze giudiziarie riguardanti il pagamento dei canoni per l'uso dei beni demaniali marittimi,, con il versamento in un'unica soluzione di un importo pari al 30% delle somme dovute o rateizzando fino a un massimo di 9 rate annuali un importo pari al 70% delle somme dovute piu' gli interessi legali. La riforma del sistema di concessioni demaniali, invce, dovra' essere effettuata entro maggio 2014. STADI. Previste semplificazioni per la realizzazione e la messa in sicurezza di impianti sportivi, ma e' esclusa la costruzione di nuovi complessi di edilizia residenziale. QUOTE BANKITALIA. Imposta sostitutiva al 12% per le banche destinatarie delle quote rivalutate del capitale della Banca d'Italia. INPS. Una norma tecnico-contabile mettera' in condizione l'Inps di ovviare al passivo ereditato con l'incorporazione dell' Inpdap. Innalzamento del contributo alla gestione separata dell'Inps di chi e' iscritto ad altre forme di previdenza. P.A.. Prevista la messa in mobilita' per il personale delle societa' controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni. Escluse le societa' quotate. F35. Non si potranno utilizzare le risorse del ministero dello Sviluppo economico, rientrate dai prestiti alle imprese industriali, per il programma dei cacciabombardieri F35. BOLLO DEPOSITI. La soglia massima del bollo sui depositi dei titoli per le persone non fisiche sale da 10 mila a 14 mila euro. sgr/sat
 

Manfredini, Lega: "La Regione Emilia Romagna chiude agli esodati"

Manfredini, Lega: "La Regione chiude agli esodati"Redazione19 dicembre 2013


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I capogruppo del Carroccio: "Mentre la Lombardia stanzia 2 milioni di euro, Errani fa il gioco della Fornero
Comunicato StampaMauro Manfredini“Neanche un euro in bilancio: così l’Emilia Romagna augura il buon Natale ai suoi esodati”. E’ l’amaro commento del capogruppo leghista Mauro Manfredini dopo che la maggioranza in Regione ha cassato la proposta del Carroccio di prevedere un fondo esodati in finanziaria. 23 i voti contrari all'iniziativa leghista, 14 i favorevoli e nessun astenuto.
Per la giunta e l’assemblea “non è un argomento di competenza regionale”, “ma in Lombardia - contesta Manfredini - Maroni ha stanziato 2 milioni di euro per traghettare sino all’età pensionabile seicento esodati”. “Quelle di Errani sono quindi solo ‘scuse’ - attacca il capogruppo leghista -. Così si fa il gioco della Fornero, si fa macelleria sociale” rincara la dose l’esponente del Carroccio che nei giorni scorsi a Reggio Emilia ha incontrato - con il segretario provinciale Gianluca Vinci - una delegazione del locale comitato esodati, presieduto da Pietro Braglia.
“Comitato - aggiunge Manfredini - che la giunta regionale non ha mai voluto incontrare, perché da parte di Errani e dei suoi c’è la chiara volontà di non muovere un dito per questa gente". "Oggi questa Regione ha ancor più la coda di paglia, perché ha mostrato becero cinismo e insensibilità politica per un dramma che affligge migliaia di esodati emiliano romagnoli, condannati a trascorrere un Natale tra mille incertezze, dopo il lavoro di una vita”. “Le chiusure opposte dalla Regione sono il punto più basso toccato dall’assemblea e dalla giunta, che oggi hanno chiaramente dimostrato menefreghismo e sfacciataggine”.
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Che sta dicendo?

il Giornale, ultime notizie
Per salvare gli esodati stangano gli artigiani. È massacro sulla casaAumenta l'aliquota a carico delle piccole aziende. Con la mazzata Tasi, Tari e Imu pagheremo fino a 7 miliardi di imposte in più nel 2013. Il governo cambia la Web tax, ma la Tobin tax resta un flop
- Gio, 19/12/2013
Roma. L'ultima brutta sorpresa di questa bruttissima legge di Stabilità è un aumento delle aliquote contributive per gli artigiani. Un aggravio improvviso per un gruppo di cittadini, che servirà a sanare gli errori del governo Monti, che creò il caso degli «esodati».
Peggio la toppa o il buco? Ma la legge che ieri sera è giunta finalmente nell'aula della Camera, e su cui il governo chiederà la fiducia, è un florilegio di tasse e prelievi vari.
LA STANGATA SULLA CASA
Il governo millanta l'abolizione dell'Imu sulla prima casa.
Peccato che la nuova tassazione sugli immobili sia molto più pesante di quella attuale, e ci toccherà rimpiangere l'Imu. La Iuc - Imposta unica comunale - non è una tassa ma un'ombrello che di tasse ne copre tre: la Tasi (tassa sui servizi indivisibili), la Tari (tassa sui rifiuti) e la vecchia Imu su case di lusso e seconde case. La Tasi sulla prima casa, con un'aliquota variabile fra il minimo dell'1 per mille e il massimo del 2,5 per mille, rischia di essere più costosa dell'Imu nella maggior parte dei Comuni. Per esempio, una casetta da 90mila euro di valore catastale che godeva di esenzioni (un figlio a carico) pagava 160 euro di Imu; se il Comune dove si trova l'immobile decide di tassare con l'aliquota massima e senza detrazioni, la Tasi costerà 225 euro. Ma i tecnici di via XX Settembre negano: «Sarà massimo di due miliardi contro i 3,8 dell'anno scorso. Le detrazioni posso essere decise dai Comuni in base al nuovo indicatore di ricchezza familiare.
Complessivamente, i proprietari potrebbero pagare 27-30 miliardi di euro contro i 23 miliardi del 2012, con la vecchia Imu a pieno regime, più i 500 milioni di Irpef sugli immobili non affittati. Secondo la Confedilizia, nel triennio 2012-2014 si pagheranno fino a un massimo di 43 miliardi in più rispetto al 2011, ultimo anno di vigenza dell'Ici. Un prelievo abnorme. E c'è infine da considerare la «mini-Imu» che si dovrà pagare entro il 24 gennaio prossimo: l'imposta interessa infatti almeno 10 milioni di case principali. Il Fisco si aspetta circa 400 milioni.
ADDIZIONALI IRES E IRAP
Per finanziare l'abolizione della seconda rata Imu 2013, il governo ha fatto cassa con banche e assicurazioni. L'acconto Ires dovuto per l'anno di imposta 2013 è stato portato al 130%, e l'aliquota della stessa imposta è stata portata al 36%, con un incasso di 2,15 miliardi di euro. È stato poi deciso un acconto del 100% sulla tassa sul risparmio gestito da banche e finanziarie. E se per caso il saldo Ires per lo Stato nel 2014 dovesse diminuire rispetto al previsto, scatterà nel 2015 una clausola di salvaguardia che prevede l'aumento delle accise sulla benzina per 670 milioni di euro.
BENZINA, BANCOMAT FISCALE
Clausola di salvaguardia a parte, il primo aumento delle accise (le tasse) su carburati e lubrificanti scatta il 1 gennaio prossimo, con un aumento di 0,5 centesimi al litro per finanziare la «credit tax cinema». Poi, nel biennio successivo, le clausole di salvaguardia, che valgono almeno 2 centesimi al litro. Infine, nel 2017 e nel 2018 un ulteriore scatto dal valore di circa 200 milioni di euro per ciascun anno.
PATRIMONIALE SUL RISPARMIO
Con la legge di Stabilità aumentano i «bolli» sui conti di deposito (non i conti correnti) dove i risparmiatori parcheggiano gli investimenti finanziari. L'imposta di bollo sale al 2 per mille dall'1,5 per mille fissato dal governo Monti. Viene eliminata l'imposta minima di 34 euro, così ci guadagna chi ha piccoli depositi, ma tutti gli altri pagheranno di più. Aggravio anche per le imprese: prima pagavano fino a un tetto massimo d'imposta di 4.600 euro, che dal 1° gennaio prossimo aumenta a 10mila euro. Aumenta al 2 per mille anche l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero da residenti italiani.
PRELIEVO SUL MONTE STIPENDI
Le imprese con più di 15 dipendenti che non hanno accesso alle forme tradizionali di ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, dovranno versare all'Inps una quota pari allo 0,5% del monte stipendi per costituire presso l'istituto un fondo di solidarietà alternativo. La cassa integrazione in deroga, finanziata dallo Stato, infatti va a sparire. Aumenta così il costo del lavoro.
CARO-CONTRIBUTI ARTIGIANI
La novità dell'ultima ora è l'aumento dei contributi a carico degli artigiani per finanziare lo stanziamento destinato ai cosiddetti «esodati» creati dalla riforma Fornero delle pensioni. L'aliquota contributiva degli artigiani sale al 22% (anziché al 21%) nel 2014 e al 23,5% nel 2015, ed arriva a regime nel 2016 con il 24%. L'incremento dei contributi servirà a pagare le spese per salvaguardare 17mila esodati, per un totale di 950 milioni di euro.
TAGLIO DELLE DETRAZIONI
Entro il prossimo 31 gennaio dovranno essere adottate norme di razionalizzazione (leggi: taglio) delle detrazioni fiscali al fine di assicurare maggiori entrate per 488 milioni nel 2014, 772 milioni nel 2015 e 564 milioni nel 2016. Un miliardo e 800 milioni in tutto. Soppresso dal 2015 anche il fondo per l'esenzione Irap dei contribuenti minori.
WEB E TOBIN TAX
Della sbandierata Google tax, è stata approvata alla fine una versione ridotta. Dall'emendamento originale sparisce l'obbligo di partita Iva per le società che effettuano commercio elettronico, compresi i colossi mondiali del calibro di Google o Amazon, ma resta per quanto riguarda gli spazi pubblicitari e il diritto d'autore. La Tobin tax sulle transazioni finanziarie non viene modificata: resta un flop, certificato dalle entrate 2013, 159 milioni contro la previsione di un miliardo.
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giovedì 19 dicembre 2013

Due anni... un'eternità

Ieri questo blog, nato da su spinta della SLP-CISL di Brescia, ha cominciato il proprio terzo anno.
Che dire?
Nessuno di noi avrebbe pensato quanto potessero essere lenti 2 anni, né che potessero essere insufficienti a trovare LA soluzione per tutte quelle persone che vanno sotto il nome generico di esodati, ma con una propria storia, un proprio vissuto.
Siamo stati tra i primi a pubblicare online le nostre paure ed il senso di abbandono causato dal venir meno delle regole a causa di cambiamenti "in corso d'opera" inopinatamente introdotti da un'arrogante tecnico messo a fare il ministro del lavoro, che ha rifiutato ogni confronto.
Dopo aver conosciuto picchi di 6mila contatti in un giorno (Milleproroghe del 2012) ed un minimo di circa 500 nel periodo a cavallo dei giorni di ferragosto, la media oggi sta oltre ai 1.000 contatti.
Nei 3092 post e nei 8926 commenti pubblicati c'è buona parte della storia degli esodati postali e non postali. Sì, tutti, perché al di là del posto occupato sulla zattera del Web non potevamo non tener conto delle situazioni di altri lavoratori alla ricerca della stessa meta. 
Lo abbiamo fatto insieme, anche attraverso le 2492 e-mail con le quali abbiamo dialogato a tu per tu.
Sono emerse storie allucinanti, ma soprattutto la quotidiana sensazione di non essere ascoltati, di non avere punti di riferimento se non per rare e lodevoli eccezioni che abbiamo ampiamente riconosciuto e messo in evidenza. Ci siamo improvvisati navigatori del Web, abbiamo imparato a far rimbalzare le notizie che ci riguardavano per trovare dei riferimenti tra le persone e le organizzazioni istituzionalmente sensibili alla nostra questione.
Lo abbiamo fatto rifiutando proposte di aprire degli spazi pubblicitari per non confondere i messaggi inserendo cose che non c'entravano con la nostra storia.
Ci siamo conosciuti ed organizzati.
Abbiamo trovato giornalisti di stampa e TV sensibili e con loro siamo riusciti a far emergere questa nostra situazione (incredibile in un paese democratico) sia in Italia, sia in Europa, sia con la carta stampata sia attraverso il WEB; abbiamo partecipato a trasmissioni andate in onda nei vari orari della giornata (perché non basta aver ragione, bisogna fare in modo di farla valere)  nelle quali oltre alla denuncia abbiamo cercato anche un confronto utile alla soluzione.
Già... LA SOLUZIONE!!!
Per alcuni di noi è arrivata, concretamente, per altri c'è la norma ma non ancora la salvaguardia, per altri neanche quella.
Gli esodati in questo tempo si sono organizzati in comitati "per tipologia" o "per area territoriale" e comunicano attraverso il Web anche con altri strumenti, soprattutto attraverso FaceBook e le nutritissime mailing-list. 
 


Esodati: chi è stato tutelato e chi aspetta ancora i soldi o i diritti

Esodati: chi è stato tutelato e chi aspetta ancora i soldi o i diritti
Il governo Letta estende la salvaguardia ad altri 17mila lavoratori. Ma la platea dei senza-pensione è ancora molto ampia

Esodati: chi è stato tutelato e chi aspetta ancora i soldi o i diritti
Una manifestazione di lavoratori esodati
18-12-13
di Andrea Telara
Nuove tutele per altre 17mila persone. Sono i lavoratori che il governo Letta ha deciso di salvaguardare con un emendamento alla Legge di Stabilità , con cui viene riaperto il capitolo degli esodati. Si tratta di quei dipendenti che hanno firmato un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità in vista della pensione e che, alla fine del 2011, sono rimasti beffati dall'ultima riforma previdenziale ideata dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero (che ha innalzato di colpo l'età di pensionamento).
GLI ESODATI E IL GOVERNO LETTA
Ora, l'esecutivo ha stanziato 950 milioni di euro che consentiranno a 17mila lavoratori di mettersi a riposo con le vecchie regole. “Questo provvedimento non risolve tutti i problemi”, ha detto il vice-ministro dell'Economia, Stefano Fassina, ben consapevole che la platea degli esodati è assai più ampia e annovera tra le proprie fila almeno 330-350mila lavoratori, almeno secondo le stime più diffuse e mai smentite. Di questi, soltanto 160mila circa sono stati tutelati da diversi provvedimenti, prima per iniziativa del governo Monti e poi per volontà dell'attuale esecutivo.
Ecco, nel dettaglio, il riassunto delle salvaguardie.
-Un platea iniziale di 65mila esodati ha ricevuto le tutele nei primi mesi del 2012.
-Una seconda tranche di 55 mila lavoratori si è aggiunta nel corso dei mesi successivi, grazie ai proventi della spending review (il piano di revisione delle spese dello stato).
-Infine, prima di uscire di scena, il governo Monti ha salvaguardato altre 10.135 persone.
-Nel corso del 2013, sono poi arrivati diversi interventi del governo Letta che ha ampliato di 30mila unità il numero di lavoratori tutelati.
Conti alla mano, il numero di esodati che potranno mettersi a riposo con le vecchie regole resta appunto inchiodato attorno alle 160 mila unità: una cifra ben lontana dagli obiettivi programmatici di Letta, che aveva promesso di risolvere la questione in maniera quasi definitiva. Senza dimenticare, poi, che persino chi ha già ricevuto le salvaguardie ha comunque non poche rimostranze da fare.
GLI ESODATI ANTE-2010 CHE ASPETTANO I SOLDI
E' il caso degli esodati ante-2010, cioè una particolare categoria di lavoratori (circa 5-10mila in tutto, tra cui parecchi ex-bancari), che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità più di tre anni or sono. Per molti di loro, che sono già senza stipendio e senza assegno dell'Inps, il governo deve erogare un sussidio temporaneo per accompagnarli alla pensione da qui al 2014 (cioè quando matureranno il diritto a mettersi a riposo con le vecchie regole) . Dopo una lunghissima attesa, l'esecutivo ha finalmente approvato (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) il decreto ministeriale che stanzia i soldi per le indennità agli esodati ante-2010.
Questo provvedimento, però, contiene una beffa non da poco. Il sussidio verrà infatti liquidato soltanto per le mensilità che arrivano fino al 31 dicembre di quest'anno. Il che, crea non pochi problemi a diversi lavoratori, che potranno invece andare in pensione soltanto nel 2014. Ecco un esempio concreto: se un esodato ante-2010 è rimasto senza reddito già nel luglio di quest'anno e potrà andare in pensione alla metà del prossimo, per adesso riceverà soltanto 6 mensilità di sussidio (che, per giunta, arrivano con molto ritardo). Poi, per incassare gli assegni del 2014 (ormai alle porte), lo stesso lavoratore dovrà attendere la firma di un altro decreto, che stanzierà altre somme di denaro. Senza questo stanziamento, i sussidi del 2014 non verranno liquidati. Considerando che il provvedimento del 2013 è arrivato soltanto adesso (mentre era previsto in primavera), molti esodati ante-2010 devono prepararsi a rimanere per un po' senza reddito anche nei prossimi mesi .
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mercoledì 18 dicembre 2013

Commissione Bilancio approva emendamento del Governo su 17.000

APPROVATO L'EMENDAMENTO SUI 17.000 NUOVI SALVAGUARDATI. Respinti tutti i sub emendamenti che allargavano le platee
Francesco BOCCIA, presidente, passando all'esame dell'emendamento 1.5008 del Governo, avverte che sono inammissibili i subemendamenti Di Salvo 0.1.5008.18, limitatamente alla parte consequenziale, Fedriga 0.1.5008.11, 0.1.5008.16 e 0.1.5008.15, Bechis 0.1.5008.19 e Barbanti 0.1.5008.20.

Maino MARCHI (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, formula parere favorevole sull'emendamento 1.5008 del Governo, invitando al ritiro di tutti i subemendamenti allo stesso riferiti. Evidenzia come l'emendamento del Governo affronti una materia delicata e complessa, utilizzando ingenti risorse per raggiungere, nei limiti dell'attuale situazione finanziaria, l'obiettivo di sanare il più possibile, in relazione all'anno 2014, le problematiche derivanti dall'applicazione della cosiddetta legge Fornero.

Il viceministro Stefano FASSINA concorda con il relatore.

Angelo RUGHETTI (PD) manifesta compiacimento per l'emendamento del Governo e formula un plauso al viceministro Fassina, che si è fortemente adoperato per affrontare la situazione degli esodati.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) ritiene inadeguato ed insufficiente l'intervento proposto dal Governo, dal momento che numerose categorie di lavoratori restano prive di qualsivoglia forma di tutela e non risultano salvaguardate. Osserva inoltre che la norma non appare di immediata applicazione, poiché il comma 127-sexies subordina l'efficacia delle disposizioni all'emanazione, ancora non avvenuta, del decreto relativo alle armonizzazioni.

Marialuisa GNECCHI (PD) manifesta consapevolezza per il fatto che non tutte le situazioni sono state salvaguardate, anche a causa della mancanza di gradualità della legge Fornero. Osserva però che con l'emendamento in esame vengono superati alcuni dei limiti rigidamente introdotti dalla precedente normativa ed affrontata la questione dei limiti di reddito. Nel concordare con il collega Fedriga sul fatto che permangono delle situazioni non ancora risolte, auspica l'avvio su tale materia di tavoli di confronto. In conclusione, ribadisce la necessità che il Governo assuma l'impegno, come evidenziato anche dal Presidente del Consiglio Letta, a salvaguardare tutti coloro che si troveranno privi di un reddito da lavoro, da pensione o proveniente da ammortizzatori sociali, valutando positivamente in ogni caso i passi avanti compiuti con l'emendamento in esame.

Claudio COMINARDI (M5S) giudica inaccettabile l'intervento proposto dal Governo, in quanto diretto a salvaguardare solo alcune categorie, non affrontando la questione in maniera organica e strutturale.

Generoso MELILLA (SEL) prende atto dei passi avanti compiuti, ma ritiene ancora insufficiente l'azione per sanare il vulnus provocato dalla riforma Fornero che, a suo avviso, continuerà a determinare una notevole sofferenza sociale anche negli anni a venire. Ritiene pertanto necessario che il Governo realizzi un intervento organico per affrontare tale complessa problematica, che presenta il carattere di una vera e propria emergenza sociale, non limitandosi a misure di carattere episodico come quella proposta.

Il viceministro Stefano FASSINA, nel dichiarare di comprendere le diversità di ruolo tra Governo, maggioranza e opposizione, riafferma l'importanza dei passi avanti compiuti per risolvere il problema della mancanza di reddito per decine di migliaia di lavoratori, nonostante la difficile condizione delle finanze pubbliche.
Riconosce che persistono tuttora delle situazioni irrisolte, ma evidenzia che, con il terzo intervento del Governo in otto mesi, sono state salvaguardate la maggior parte delle situazioni relative agli anni 2013 e 2014. In risposta alle osservazioni dei colleghi Fedriga e Gnecchi, dichiara che il decreto sulle armonizzazioni è già stato firmato dai competenti ministri ed è in corso di pubblicazione. Invita pertanto a non diffondere messaggi allarmistici, in quanto le disposizioni di cui si propone l'introduzione saranno immediatamente operative.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) continua ad esprimere perplessità in relazione alla disposizione di cui al comma 127-sexies.

Il viceministro Stefano FASSINA (PD) ribadisce che l'emendamento non poteva fare riferimento ad una norma non ancora pubblicata, ma che le disposizioni introdotte dal decreto relativo alle armonizzazioni saranno immediatamente applicate.

Legge di stabilità: salvi altri 17mila esodati

Welfare 18 dicembre 2013
Legge di stabilità 2014, salta la piena rivalutazione delle pensioni
Salvi altri 17mila esodati, confermato il no all’indicizzazione completa
Con l’arrivo alla Camera della legge di stabilità 2014, il testo approvato dalla commissione rende ufficiale ciò che, negli ultimi giorni, aveva preso corpo: non c’è ancora piena rivalutazione delle pensioni, ma in sede di presentazione degli emendamenti un passo avanti è stato fatto.
Ora, con le ultime modifiche introdotte dal governo, infatti, viene ritoccato il previsto blocco all’indicizzazione prevista in seguito all’aumento del costo della vita, che è stata bloccata nel 2011 con l’avvento della contestata riforma Fornero e avrebbe dovuto proseguire imperterrita anche nel 2014. Ora, a quanto emerge dal nuovo testo arrivato alla Camera, la mancata indicizzazione viene ridotta per le pensioni sotto i duemila euro, dove si recupera un 5% per effetto delle modifiche arrivate in commissione Bilancio e ora trasmesse all’aula.
Nella versione del maxiemendamento che ha ricevuto alcune settimane fa l’ok del Senato, infatti, era prevista, per le pensioni tra 1500 e 2000 euro lordi al mese, una rivalutazione pari al 90% del dovuto, che lasciava l’amaro in bocca ai diretti interessati, che speravano nella piena indicizzazione del proprio assegno. Così, per effetto degli ultimi aggiornamenti al testo della finanziaria per il prossimo triennio, viene innalzato il margine di rivalutazione al 95%, insomma vicinissimo al pieno recupero del valore dovuto.
Salta, dunque, l’indicizzazione completa che tanti pensionati e tante sigle di rappresentanza invocavano, anche a seguito della sentenza che ha dichiarato passibile di incostituzionalità il calmiere alle indicizzazioni degli assegni pensionistici.
Confermato anche il blocco al cumulo da stipendio e pensione, valido per i manager pubblici, che però viene raddoppiato rispetto ai 150mila euro previsti qualche giorno fa: nella versione finale del testo il tetto dovrebbe infatti ammontare a 300mila e andrà rispettato da chi riceve vitalizi in ragione di cariche pubbliche svolte.
Tutto come previsto anche per gli esodati, che ora, potranno recuperare la propria posizione con la previdenza in 17mila, invece dei 6mila con cui la legge di stabilità era partita a seguito dell’approvazione nel primo passaggio parlamentare. Fino al 2020, per il reintegro nel sistema di welfare dei non salvaguardati, il governo ha stanziato la bellezza di 950 milioni di euro, ennesimo tentativo di porre fine a un dramma, quello degli esodati, che sembra non conoscere interruzioni.
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martedì 17 dicembre 2013

Titti Di Salvo (SEL) su Esodati

Titti Di Salvo - SEL -
su Esodati: il Video

Esodati, dal governo 950 milioni

Economia
la manovra
Esodati, dal governo 950 milioni
Garantiranno 17 mila lavoratori fino al 2020. Per trovare risorse, anticipato il rincaro fiscale sul lavoro autonomo. Altri fondi per integrare il bonus bebè
francesco grignetti
Roma
Il governo, sotto l’onda di pressioni e proteste che giungono un po’ da tutte le parti, mette mano al portafogli e riscrive diversi capitoli della legge di Stabilità. Sono in arrivo, ad esempio, 453 milioni nel biennio 2014-2015 per salvaguardare 17.000 nuovi esodati. Altri 126 milioni sono stati stanziati per i lavoratori socialmente utili di Napoli, Palermo, e della Calabria. E ancora: 30 milioni di euro andranno a reintegrare i fondi per il bonus bebè.
Al settore sicurezza andranno 100 milioni. «Abbiamo trovato - annuncia soddisfatto il ministro Angelino Alfano, intervenendo a «In Mezz’ora» - altri milioni per finanziare il fondo per le forze dell’ordine. Vanno ad aggiungersi ai 149 milioni in più per gli straordinari già previsti nel testo approvato al Senato. Così abbiamo di fatto raddoppiato i fondi disponibili. Ci sono anche 38 milioni per migliorare le sedi di Milano per i prossimi impegni (dell’Expò, ndr)». E non mancano 9 milioni per garantire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco un aumento del dispositivo di soccorso.
Per gli esodati, in realtà, la spesa è ben maggiore. La rete di salvataggio per nuove 17 mila persone che si sarebbero trovate senza stipendio né pensione costerà complessivamente 950 milioni, così spalmati: 203 milioni di euro per il 2014, 250 milioni per il 2015, 197 milioni per il 2016, 110 milioni per il 2017, 83 milioni per il 2018, 81 milioni per il 2019, e 26 milioni per il 2020. Il mondo pensionistico richiede però anche un intervento straordinario del governo a sostegno dell’Inps. Dopo l’allarme lanciato dal presidente dell’Istituto, Mastropasqua, è stato coperto il buco nel bilancio Inps legato all’incorporazione dell’Inpdap grazie a un intervento tecnico-contabile che neutralizza la pregressa passività patrimoniale dell’ex-Inpdap, pari a circa 25,2 miliardi di euro (di cui circa 21,7 miliardi per debito verso lo Stato delle somme di anticipazioni di bilancio). Nella relazione tecnica si precisa tuttavia che il disavanzo Inps non si è generato per effetto dell’incorporazione dell’ex-Inpdap e che l’intervento è a completamento della legge di stabilità 2012. Per trovare nuove risorse, il governo modifica leggermente l’aliquota previdenziale per i lavoratori autonomi. Secondo le attuali norme l’aliquota dovrebbe salire dall’attuale 20% di un punto nel 2014 e nel 2015, raggiungendo poi la quota del 24% nel 2016. L’emendamento lascia quest’ultima cifra invariata, ma eleva al 22% quella del 2014 e al 23,5% l’aliquota nel 2015.
Non mancano, infine, alcuni interventi mirati a sostegno di realtà culturali. Un contributo massimo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 sarà assegnato all’Istituto Italiano per gli Studi storici e all’Istituto italiano per gli studi filosofici con sede a Napoli; 1 milione di euro per il 2014 aalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.
Difficilmente quantificabile, invece, ma sostanzioso, lo sgravio per il mondo agricolo, in due mosse: i capannoni agricoli ad uso strumentale sono esentati definitivamente dall’Imu e le imprese agricole possono tornare all’antica determinazione del reddito su base catastale anziché sulla base del bilancio. La «rivoluzione» del reddito degli agricoltori secondo bilancio e non secondo catasto ha retto un solo anno.
Nonostante la pioggia di nuove spese (o di minori entrate), non mancano le proteste. Secondo Piero Fassino, in veste di presidente dell’Anci, «fino a questo momento l’esame parlamentare della Legge di Stabilità non ha sanato il buco di un miliardo e mezzo di euro che, nel 2014, si produrrebbe nelle casse dei Comuni se la service tax rimanesse nella configurazione attuale. Il governo e il Parlamento affrontino il problema con urgenza». «La legge di Stabilità - sostiene poi Renata Polverini (Fi), vicepresidente della Commissione Lavoro - cancella centinaia, migliaia di posti di lavoro uccidendo le municipalizzate: i Comuni tacciono, il Parlamento cambi».
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