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giovedì 31 dicembre 2015

Breve sintesi

Riceviamo e pubblichiamo
 
ELABORAZIONE A CURA DELLA COMMISSIONE LAVORO E DELL’UFFICIO LEGISLATIVO DEL GRUPPO PD
LAVORO e PREVIDENZA NELLA STABILITA’ 2016
 
PREVIDENZA 

·         Intervento per gli esodati (co. 263 e 265)

Grazie al recupero dei “risparmi” delle altre salvaguardie, previsto un nuovo intervento, il settimo della serie, a favore degli esodati, cioè di chi, non avendo ancora maturato i requisiti richiesti dalla “legge Fornero”, rischia di restare senza pensione e senza stipendio. Garantito l’accesso al trattamento previdenziale con i vecchi requisiti a un massimo di ulteriori 26.300 soggetti, sia individuando nuove categorie di beneficiari, sia incrementando i contingenti di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie, attraverso il prolungamento del termine (da 48 a 60 mesi successivi all’entrata in vigore della riforma pensionistica) entro il quale i soggetti devono maturare i vecchi requisiti. Per effetto di tali disposizioni il limite massimo di soggetti salvaguardati viene stabilito a 172.466.

Nella cifra complessiva sono compresi anche coloro che hanno assistito familiari disabili nel 2011 che non erano stati autorizzati al pensionamento perché in esubero rispetto al contingente stabilito nella IV e VI salvaguardia che grazie all’attivazione dei “vasi comunicanti” hanno finalmente il diritto a pensione, si tratta di 3800 persone, non figurano nella legge di stabilità perché la procedura è antecedente, ma rientrano nelle risorse complessive.

·         Personale scolastico: 1.200 pensionamenti per chi ha assistito familiari disabili nel 2011 (IV e VI salvaguradia) (co. 264)

I lavoratori del comparto scuola (docenti e ATA) e AFAM i quali – a seguito dell’attività di monitoraggio relativa agli interventi di salvaguardia e in applicazione del procedimento che riconosce l’applicabilità della salvaguardia anche ai titolari di specifici congedi o permessi per figli con handicap grave eccedenti i limiti numerici posti dalla normativa vigente – abbiano ricevuto la lettera di certificazione del diritto a pensione con decorrenza dal 1° settembre 2015, potranno accedere alla pensione a decorrere dal primo giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di istruzione e di decorrenza del trattamento pensionistico per il personale del comparto scuola.

·         Pensioni: con il part-time un inizio di flessibilità (co. 284)

I lavoratori dipendenti del settore privato nei tre anni antecedenti la maturazione dei requisiti necessari al pensionamento di vecchiaia potranno concordare con l’azienda un orario ridotto al 50 per cento, mantenendo uno stipendio pari a circa il 65 per cento rispetto a quello percepito fino a quel momento. La scelta del part-time non comporterà nessuna penalizzazione sulla pensione, perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro, dal suo canto, dovrà corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.

·   Nessuna indicizzazione negativa delle pensioni (co. 287-288)

Viene esclusa l’applicazione di un’indicizzazione negativa delle prestazioni previdenziali ed assistenziali: viene disposto, infatti, che la percentuale di adeguamento dei relativi importi, corrispondente alla variazione nei prezzi al consumo accertata dall’Istat, non possa essere inferiore a zero.
L’adeguamento per costo vita del 2015, che è stato inferiore alle previsioni, determina un conguaglio negativo: esso viene rinviato al 2017.
Si è ritenuto socialmente insostenibile chiedere ai pensionati la restituzione, anche minima, di una quota della pensione, visto che nel 2016 non ci sarà un aumento per perequazione automatica (infatti la variazione dell’indice Istat che incide sul valore delle pensioni nel 2016 è prevista a zero).
Sono prorogate al 2017 e 2018 le modalità di calcolo degli aumenti per adeguamento al costo della vita previste nella legge di Stabilità 2014.  

·         Pensionati: più alta la “no tax area” (co. 290-291)

Con un emendamento del Pd, già dal 2016 la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef, la cosiddetta “no tax area”, passa, per chi ha più di 75 anni, dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro. Per chi invece ha meno di questa età di passa da 7.500 a 7.750 euro. Si tratta di una misura che nel complesso coinvolge 6 milioni di pensionati.

·         Tolte le penalizzazioni dei trattamenti pensionistici anticipati (co. 299)

Con decorrenza gennaio 2016 verrà garantita la pensione intera a coloro che sono andati in pensione di anzianità con meno di 62 anni nel triennio 2012-2014. Viene cancellata quindi la penalizzazione per il futuro, ma  non ci sarà rimborso della penalizzazione già subita.

·         Monitoraggio per “opzione donna” (co. 281)

Previsto un monitoraggio annuale del numero di lavoratrici e delle risorse utilizzate per la cosiddetta “opzione donna”, che permette alle lavoratrici l’accesso al trattamento pensionistico anticipato in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e a 58 anni e 3 mesi per le autonome, a condizione che optino per il calcolo contributivo integrale, ferma restando la maturazione di questi requisiti entro il 31.12.15. L’obiettivo è quello di prolungare la sperimentazione oltre il 31 dicembre 2015, nel caso in cui si realizzino dei risparmi di risorse. Prevista la trasmissione, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione alle Camere, da parte del Governo, sulla base dei dati rilevati dall’Inps.

·       Patronati (co. 605) Ridotto a 15 milioni di euro il taglio degli stanziamenti destinati per il 2016 agli istituti di patronato ed assistenza sociale, rispetto all’originaria previsione di 48 milioni.

Pubblicata su GU la Legge di Stabilità con la 7^ salvagardia

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge di stabilità che contiene la settima selvaguardia
LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208   (la 7^ salvaguardia dal comma 263 in poi) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016). (15G00222) (GU Serie Generale n.302 del 30-12-2015 - Suppl. Ordinario n. 70) note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2016… da questa data decorrono i 60 giorni di tempo entro i quali deve essere presentata l’istanza di salvaguardia.

Ora attendiamo la circolare ministeriale per le modalità e modulistica delle domande da presentare che avverrà nelle prime settimane di gennaio.

Suggeriamo a TUTTI gli esodati salvaguardati e NON di presentare ugualmente domanda di salvaguardia per essere registrati come tali dall’INPS.

I decorrenti di Gennaio PRESENTINO DOMANI LA DOMANDA DI PENSIONEindicando gli estremi di questa legge come suggerisce il Dr. Crudo Vice Direttore Generale dell’INPS a seguito di mio interpello che ricopio sotto. La procedura consente delle note libere e di allegare documenti e suggeriamo di inserire ed allegare una dichiarazione che la domanda di pensione è presentata “in regime di salvaguardia ai sensi della LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208  “

Auguri di cuore ai 26.300 salvaguardati !!!!... Ai nostri 24.000 colleghi esclusi diciamo che noi non molleremo di un millimetro il nostro impegno verso l'ottenimento della VIII Salvaguardia per la quale ci batteremo TUTTI insieme sin dai primi giorni del 2016.

Buon anno a tutti.



martedì 29 dicembre 2015

Urgente!!!

Riceviamo e diffondiamo
AVVISO URGENTE A TUTTI I DECORRENTI A GENNAIO 2016: FATE SUBITO LA DOMANDA DI PENSIONE E FATELO ENTRO QUESTA SETTIMANA PER EVITARE DI PERDERE LA MENSILITA' DI GENNAIO STESSO.
Com'è noto il software che accetta le domande di pensione non è stato ancora aggiornato per poter accettare la domanda di pensione in (7') salvaguardia. La modulistica OGGI prevede unicamente le 6 precedenti salvaguardie e non prevede di citare o spuntare questa 7' appena approvata e non ancora pubblicata sulla G.U.
Abbiamo posto il problema al Vice Direttore Generale dell'INPS che ci risponde in questa maniera per niente chiara perchè non risponde al nostro quesito.
Suggeriamo comunque a tutti coloro che dovrebbero percepire la pensione dal mese di gennaio di inoltrare subito la domanda tramite Patronato od on-line avendo cura di allegare la precisazione che la domanda è fatta "in salvaguardia" citando la 7' contenuta nella Legge di Stabilità 2016.
I decorrenti a febbraio dovranno provvedervi entro il 20 gennaio 2016.


Gentile dott. Flore,
i termini di presentazione della domanda rispetto alla decorrenza di pensione rispondono ai principi di carattere generale.
Per quanto riguarda la maggior parte dei lavoratori, in particolare per gli iscritti all’ago ed alle forme sostitutive, preciso che per poter ottenere la pensione di anzianità, con decorrenza 1° gennaio, la domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre, mentre per ottenere la decorrenza 1° febbraio 2016, al domanda va presentata entro il 31 gennaio 2016. In caso di pensione di vecchiaia, invece, può retroagire al primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti, tra i quali ricordo vi è anche la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
La gestione della salvaguardia, che sarà possibile avviare solo in un momento successivo, è un elemento di procedibilità della domanda, che, comunque, viaggia in modo autonomo. Servirà a verificare che l’assicurato ha i requisiti più favorevoli per accedere alla pensione rispetto alla legge Fornero e, quindi, la domanda andrà istruita sulla base del diritto alla salvaguardia.
Cordiali saluti.
Antonello Crudo

Nei prossimi tre mesi sarà battaglia per l'8^ salvaguardia

Riforma pensioni 2015/ News e ultime notizie. Fatuzzo contro la "discriminazione" della Legge di stabilità
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Torna a galla un problema già emerso durante l’approvazione della Legge di stabilità. Infatti è stato deciso che la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento vanno utilizzate per calcolare l’Isee. “Un provvedimento che per i disabili e le loro famiglie, provoca situazioni gravissime, se non drammatiche”, dice Carlo Fatuzzo. Secondo il Segretario nazionale del Partito Pensionati, infatti, chi riceve queste indennità risulta più “ricco” e quindi escluso dalla gratuità di servizi di cui avrebbe bisogno. “Considerare ‘reddito’ misure di sostegno alla invalidità, è assurdo e non può essere considerato neppure uno strumento utile al contrasto all'evasione fiscale”, aggiunge Fatuzzo. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Tra le battaglie della Lega Nord per il 2016 ci sarà anche quella per le pensioni. Lo si capisce da un tweet della Lega Nord Veneta, che accompagna una foto di Matteo Salvini. “Economia, banche, lavoro, pensioni, immigrazione: x la LN il 2016 sarà l'anno della riconquista sovranità nazionale”, dice il testo del tweet. Il Carroccio ha sempre contestato la Legge Fornero, arrivando anche a raccogliere le firme per un referendum che la abrogasse, dichiarato poi non ammissibile dalla Corte Costituzionale. La Lega Nord propone in ogni caso di reintrodurre il sistema delle quote, in particolare Quota 100. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Non intendono mollare le sostenitrici della proroga di Opzione donna fino al 2018. Sulla banche Facebook del gruppo “Opzione donna Proroga al 2018” si possono infatti leggere messaggi che esprimono soddisfazione e contentezza per le italiane che riusciranno ad andare in pensione grazie alla misura su Opzione donna contenuta nella Legge di stabilità, ma che esprimono altresì la voglia di dar battaglia per far sì che anche le italiane nate nel 1959 e 1960 possano accedere a questa possibilità di pensione anticipata. Certo non è una battaglia semplice, ma ci sono donne che solo per un fattore anagrafico, l’età di nascita, possono vedersi negata una possibilità concessa ad altre italiane nate prima. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Gli esodati si preparano a una battaglia che potrebbe essere anche lunga. La Rete dei Comitati degli esodati, infatti, annuncia che per i prossimi tre mesi la richiesta chiara alla politica riguarderà l’approvazione di un provvedimento di salvaguardia (l’ottavo dal 2012) per quei 24.000 esodati che ancora non hanno avuto una tutela. Non sarà certo una battaglia facile, dato che il Governo ha appena approvato la settima salvaguardia ritenendola di fatto l’ultima e definitiva. Gli esodati potranno comunque contare su i parlamentari delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, che in questi mesi hanno dimostrato di essere coscienti del fatto che non tutti gli esodati sono stati salvaguardati con la Legge di stabilità. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Il 2015 non è stato un anno molto felice per le pensioni, soprattutto perché alle tante promesse del Governo sono seguiti pochi fatti. Lo evidenzia Il Giornale, ricordando che durante l’anno si sono anche susseguite ipotesi di tagliare gli assegni esistenti o di ricalcolarli con il metodo contributivo. “Il governo durante questo 2015 che sta per chiudersi ha più volte promesso a chi lavora un'uscita anticipata che però finora è rimasta lettera morta”, ricorda l’articolo di Mario Valenza. Del resto il Premier già a maggio in tv e durante una conferenza stampa a palazzo Chigi aveva fatto capire che era sua intenzione introdurre la flessibilità pensionistica. In molti ricordano l’esempio che Renzi aveva fatto: la nonna di 62 anni che avrebbe potuto lasciare il lavoro per stare con i nipotini. È stato pero Padoan, più avanti, a far capire che tale misura avrebbe dovuto essere a impatto zero per le casse pubbliche: praticamente una mission impossibile senza decurtare pesantemente la futura pensione. Quindi è stato deciso di rinviare la decisione al 2016.
Il punto è che tutte le ipotesi che finora circolano sulla soluzione da adottare sembrano “naufragare sul muro di via XX settembre”. Senza dimenticare che il bilancio dell’Inps non lascia del tutto tranquilli. “E a sanare i buchi probabilmente saranno le future generazioni”. 
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domenica 27 dicembre 2015

Pensioni, verifica se entri nella settima salvaguardia

Pensioni, verifica se entri nella settima salvaguardia
Scritto da  redazione

Aggiornato il software di Pensionioggi.it per controllare in anteprima se si rispettano i requisiti previdenziali per partecipare alla settima salvaguardia
Con l'approvazione definitiva della legge di stabilità è ormai possibile avere un primo quadro relativo alla nuova tranche di 26.300 lavoratori che potranno prepensionarsi in deroga alla Legge Fornero. Il passaggio parlamentare, com'è noto, non ha apportato alcuna modifica al testo presentato dal Governo a metà ottobre. Per rispondere alle decine di domande che ci pervengono sulla possibilità o meno di accedere alla futura salvaguardia, abbiamo concluso l'aggiornamento del programma che consente di verificare se si rispettano i vari paletti per entrare nella 7° salvaguardia con l'individuazione della prima data utile per accedere alla pensione.

L'ultimo aggiornamento contempla, come chiesto da molti lettori, anche le deroghe previste in favore dei lavoratori e lavoratrici quindicenni e degli autorizzati ai volontari entro il 20 luglio 2007 che, com'è noto, possono comunque mantenere l'uscita con requisiti diversi rispetto a quelli vigenti al 31 dicembre 2011. E' stata inoltre inserita la possibilità di determinare l'esatta decorrenza della rendita pensionistica per i lavoratori che fanno parte dei fondi esclusivi dell'AGO, in particolare gli iscritti al Fondo Poste. Si ricorda che la pensione per chi entrerà nel perimetro di tutela non potrà avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2016 (cioè non prima della data di entrata in vigore del ddl di stabilità).
Dall'entrata in vigore della legge di stabilita' gli interessati avranno 60 giorni di tempo per presentare domanda di accesso alla salvaguardia all'Inps o alle direzioni territoriali del lavoro. A definizione delle modalità per la presentazione delle domande uscirà, come avvenuto in passato, una Circolare del Ministero del Lavoro e specifiche indicazioni da parte del'Inps.
Vai al programma: Controlla in anteprima se entri nella 7° salvaguardia
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Come aiutare gli esodati? Acquistando il loro calendario

Come aiutare gli esodati?
Acquistando il loro calendario
REGGIO EMILIA. Il doloroso problema degli esodati ritorna d'attualità durante queste festività natalizie, che saranno ancora molto tristi per tanti lavoratori che, prossimi alla pensione, avevano deciso di lasciare il lavoro dietro corresponsione da parte della propria azienda di una buonuscita-ponte, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilità.
La legge Fornero, allungando l'età del pensionamento, li aveva privati di qualunque reddito, lasciandoli nella disperazione. Finora sei provvedimenti tampone vi hanno posto rimedio solo parzialmente. Mentre si cerca una soluzione definitiva, c'è chi si prende a cuore la loro condizione cercando almeno di mantenerne viva la consapevolezza nell'opinione pubblica.
E' lo scopo perseguito con la pubblicazione del "Calendario degli esodati 2016". I cittadini che lo acquisteranno alla libreria del Teatro o all’edicola di viale Ramazzini contribuiranno alla raccolta di fondi per sostenere le iniziative sindacali e politiche in loro favore. Erano 50 mila quelli che auspicavano di essere salvaguardati con la settima salvaguardia, prevista dalla legge finanziaria per il 2016.Saranno circa 26 mila coloro che effettivamente rientreranno nel provvedimento. (l.s.)
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venerdì 25 dicembre 2015

Per Pietro un Natale di lotta sollidale


Dal post di Giuliano Colaci il 25-12-2015
Onori al grande Pietro Braglia, presidente del comitato esodati di Reggio Emilia , che ha passato il Natale con gli operai della Saeco, in sciopero da settimane.
Bravo Pietro.
foto di Giuliano Colaci.
 
 
foto di Giuliano Colaci.

L'asse Damiano-sindacati, aspettative esodati e precoci

Novità pensioni oggi 24 dicembre: l'asse Damiano-sindacati, aspettative esodati e precoci
Si consolida l'asse Damiano-sindacati su esodati, precoci e flessibilità: cosa attendersi e le ultime notizie sulla riforma pensioni 2016.
Le ultime notizie sulla mancata riforma delle pensioni per il 2016 vedono un nuovo intervento di Cesare Damiano che si dice rammaricato per il fatto che il governo Renzi non abbia agito in vista della flessibilità in uscita, nonostante le promesse degli ultimi mesi: in questo senso, il Presidente della Commissione Lavoro plaude all'iniziativa dei sindacati che hanno deciso di mettere in campo una piattaforma comune. L'asse Damiano-sindacati si concretizzerà probabilmente già a partire dalle prime settimane del 2016 in vista di una serie di obiettivi comuni che riguardano le questioni rimaste in sospeso sia sul piano previdenziale (esodati e precoci su tutti) sia sul piano assistenziale della riforma del lavoro (il Dis-Coll e la Naspi). La questione che occorre porsi riguarda la possibilità di incidere realmente sulle decisioni dell'esecutivo Renzi, il quale sembra comunque procedere per la sua strada, ascoltando poco o nulla le richieste del Parlamento e dei sindacati. 

La proposta di Damiano e le ultime notizie riforma pensioni oggi 24 dicembre
In un'intervista rilasciata nella giornata di ieri al Manifesto, Cesare Damiano ha chiarito quale sarà la strategia da seguire sul tema della riforma delle pensioni e del lavoro per il 2016. Innanzitutto, andrà aperta immediatamente la discussione sulla flessibilità in uscita, con la quale non soltanto si renderebbe più equilibrato il turnover generazionale favorendo l'occupazione per i giovani, ma si risolverebbero anche le vertenze dei precoci: la proposta rimane la medesima, 62 d'età e 35 di contributi con penalità al massimo dell'8% e Quota 41. Fondamentale, secondo il Presidente della Commissione Lavoro, intervenire a favore degli esodati: si metterà in moto la macchina per richiedere un'ottava salvaguardia, nonostante il ministro Poletti abbia dichiarato che con la settima si sarebbe chiuso il percorso di tutela per gli esodati. Un altro aspetto sul quale lavorare è quello del sostegno al reddito per gli ultra 55enni: su questo punto, c'è accordo su Boeri almeno sul fatto che sia necessario un prelievo di solidarietà dai redditi pensionistici più alti per finanziare un provvedimento in questa direzione. Infine, Damiano si batterà per l'estensione del Dis-Coll per i ricercatori e borsisti universitari e per un'estensione dei benefici della Naspi.
Mobilitazione a gennaio? Ultime novità riforma pensioni oggi 24 dicembre
Il segretario della UIL, Carmelo Barbagallo, ha dichiarato che le ombre della legge di stabilità sulle questioni della riforma delle pensioni, della riforma del lavoro e del rilancio del Sud sono sicuramente maggiori rispetto alle luci. È probabile che la mobilitazione sindacale viva le prime giornate importanti già a gennaio 2016, quando si dovrà ricominciare il confronto su tutti i temi in sospeso segnalati da Cesare Damiano. È anche vero che la vertenza unitaria dei sindacati confederali è sembrata arrivare troppo in ritardo quando oramai il percorso della legge di stabilità 2016 era grossomodo deciso: è possibile, comunque, che, con l'appoggio in Parlamento di Cesare Damiano, si possa giungere a proposte condivise con le quali mettere il governo Renzi nella condizione di dover accettare misure in questa direzione.
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La posizione della Cgil

Riforma pensioni 2015/ News e ultime notizie. Contro Renzi anche l’Usb pensionati
24 dicembre 2015
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Non ci sono solo i sindacati confederali a protestare contro la mancata riforma delle pensioni da parte del Governo Renzi. Anche l’Usbm Pensionati, infatti, ha preso una posizione molto netta contro l’esecutivo. L’accusa è quella di non aver restituito tutti i soldi dovuti per la mancata indicizzazione delle pensioni stabilita dal Governo Monti e bocciata dalla Corte Costituzionale, cui si aggiunge la scelta di non intervenire per aumentare le pensioni minime. Tutto ciò, unito all’aumento dei ticket sanitari e ai tagli nei servizi, non fa altro che peggiorare la qualità della vita di molti italiani. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Nonostante sia passato del tempo dalla sua diffusione, il rapporto Inps contenente le proposte di riforma delle pensioni volute da Tito Boeri continua a far discutere. Giuliano Cazzola evidenzia, in particolare, che il Presidente dell’Inps sembra voler dare alla flessibilità in uscita un ruolo fin troppo importante. “A suo avviso, alleggerire gli organici dei lavoratori più anziani favorirebbe i processi di ristrutturazione”, si legge in un suo articolo su Formiche.net. L’ex vicepresidente della commissione Lavoro della Camera attacca anche l’idea di tagliare le pensioni d’oro per sostenere gli over 55 disoccupati: una misura che ancora una volta non guarderebbe ai giovani. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS I dipendenti pubblici, in particolare quelli della scuola, rischiano di trovarsi ad affrontare un problema in più per andare in pensione. La contribuzione per loro è stata da sempre calcolata in anni, mesi e giorni, con la possibilità di un arrotondamento superata la soglia dei 16 giorni. Per fare un esempio pratico, raggiunti i 41 anni, 9 mesi e 16 giorni c’era un arrotondamento che portava i contributi a 41 anni e 10 mesi. C’era, appunto, perché con la Legge Fornero sembra che l’arrotondamento non sia più possibile. Il Miur l’ha ribadito in una circolare e questo potrebbe creare dei problemi al personale scolastico. Anche pochi giorni possono fare la differenza per riuscire ad andare in pensione a settembre 2016. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Alcune settimane fa si era molto parlato dei magistrati che sarebbero stati costretti ad andare in pensione per via delle nuove normative in materia per il personale pubblico. Alcuni di loro erano molto noti al pubblico per via delle inchieste condotte nel corso degli anni. Ebbene, il loro pensionamento è sospeso. Infatti alcuni magistrati si erano rivolti ai giudici amministrativi per bloccare l’efficacia dei provvedimenti di collocamento a riposo emessi dal Csm. Il loro ricorso era stata accolto e il ministero della Giustizia aveva chiesto al Consiglio di Stato un riesame della sospensione dei provvedimenti, che però è stata dichiarata inammissibile. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS La Legge di stabilità non crea lavoro aggiuntivo, non riduce le disuguaglianze e non mette un rimedio all’ingiustizia rappresentata dalla riforma Fornero. Questa è la posizione della Cgil espressa dal Segretario confederale Danilo Barbi. Certo il sindacato di Susanna Camusso non ha mai mostrato di apprezzare la manovra del Governo Renzi, ma sembra esserci una sottolineatura particolare sulla mancanza di interventi importanti sulle pensioni, nonostante l’aumento della no tax area. A questo proposito, infatti, Barbi ricorda che la Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha aperto una vertenza con il Governo per cambiare la legge delle pensioni. I sindacati, in particolare, chiedono che ci sia la flessibilità in uscita a 62 anni e che venga approvata Quota 41 per i lavoratori precoci. 
RIFORMA PENSIONI 2015, ULTIME NOTIZIE E NEWS Come noto, la settima salvaguardia per gli esodati approvata con la Legge di stabilità darà l’accesso alla pensione a 26.300 persone. Tuttavia la Rete dei Comitati degli esodati da tempo aveva segnalato come il provvedimento non fosse sufficiente a dare una tutela a tutti coloro che ne avevano diritto (sembra infatti che resteranno escluse 23.000 persone). Per questo ora consiglia a tutti gli esodati, anche quelli che non rientrerebbero nella settima salvaguardia, di presentare comunque la domanda. Ancora la modalità con cui questa andrà inoltrata non è nota: probabilmente nei prossimi giorni una circolare ministeriale o un messaggio Inps daranno istruzioni in merito. In ogni caso il suggerimento della Rete dei Comitati degli esodati non va visto come un gesto “di rottura” o di protesta. Infatti, se gli esclusi presentassero la domanda, ci sarebbe un effettivo riscontro sul loro numero. In questo modo anche il Governo potrebbe essere messo di fronte al fatto che la settima salvaguardia non può considerarsi definitiva. 
In ogni caso la Rete è anche pronta per iniziative a gennaio, a cui sono ovviamente invitati a partecipare gli esclusi. In particolare sembra che ci sarà una manifestazione a Roma per chiedere a gran voce l’ottava salvaguardia. Un provvedimento su cui Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, membri della commissione Lavoro della Camera, hanno già fatto sapere di essere pronti a battersi.
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mercoledì 23 dicembre 2015

La 7^ salvaguardia è legge

La 7^ salvaguardia è legge


Chi crede di avere i requisiti per rientrare tra i 26.300 della 7^ salvaguardia...
Risultati immagini per esodati
  1. attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 
  2. successivamente verranno rese note le modalità attuative e la modulistica con le istruzioni relative oltre che alla scadenza (entro 60 giorni dalla data di pubblicazione).
  3. Non essere superficiali ed affidarsi alla competenza gratuita dei patronati per essere precisi e tempestivi.
Grazie al lavoro di tutti, alla lungimiranza di chi ha saputo vedere lontano e guidare i passi che hanno portato a questo risultato per nulla scontato.

Un risultato che, tuttavia, rimane parziale.
Da subito bisogna tracciare la strada per salvaguardare gli altri, ma sarà una lotta impossibile se non saranno i NON ANCORA SALVAGUARDATI in prima persona a mettersi alla testa di questo passaggio sempre più stretto.

lunedì 21 dicembre 2015

Un anno in più per maturare i requisiti pre-Fornero

PENSIONI, NOVITÀ OGGI 21 DICEMBRE IN MANOVRA 2016 PER OPZIONE DONNA, ESODATI E PART-TIME
Monitoraggio opzione donna del Governo Renzi nella legge di Stabilità 2016 per estenderla: ecco le novità sulle pensioni e VII salvaguardia.

Pubblicato il:21 dicembre 2015
C.L. - Esperto di Lavoro
Niente pensione anticipata nella Legge di Stabilità 2016 del Governo Renzi: le novità nella Manovra riguarderanno solo l’opzione donna, gli esodati e l’orario part-time, scelta possibile quest'ultima per chi rientra nei requisiti della pensione di vecchiaia, senza che possa subirepenalizzazioni sui contributi e sullo stipendio.
Opzione donna in Stabilità 2016: il monitoraggio darà indicazioni utiliL’opzione donna potrebbe avere seguito dopo il monitoraggio deciso dalGoverno: la misura costerà 2 miliardi e mezzo di euro fino al 2023, ma se questa forma di pensione anticipata alle donne dovesse far conseguire allo Stato delle economie, si studierà l’estensione per i prossimi anni alle contribuenti che, al momento, non rientrano nei requisiti. Attualmente l’opzione donna è riservata, infatti, alle lavoratrici che abbiano compiuto i 57 anni e tre mesi (se dipendenti) o 58 anni e tre mesi (se autonome) e 35 anni di contributi versati purché accettino di rivedere l’assegno pensionistico con il metodo contributivo, anziché con quello miste.
Esodati nella Manovra 2016, settima salvaguardia: un anno in più per maturare i requisiti pre-ForneroSugli esodati si interverrà nella Legge di Stabilità con la settima salvaguardia: grazie alle prime sei salvaguardie si è data copertura a 146.166 esodati (dai 170.230 previsti), mentre con la nuova verranno aggiunti altri 26 mila e trecento esodati per un costo stimato sui 2 miliardi fino al 2023. Si darà copertura a ulteriori 5 mila lavoratori che già rientravano nelle passate salvaguardie. La novità nella Manovra 2016 è l’estensione fino al 6 gennaio 2017 del termine utile per poter beneficiare della misura: occorrerà maturare entro tale data i requisiti pensionistici previsti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero.
Part-time per chi ha i requisiti per la pensione di vecchiaiaNovità assoluta nella Stabilità 2016 è la possibilità che avranno i contribuenti del settore privato che raggiungeranno i requisiti utili per la pensione di vecchiaiaentro il 31 dicembre 2018, di poter scegliere il part time, riducendo il proprio orario di lavoro in una misura che va dal 40 al 60 per cento. Con il part time il lavoratore non rinuncerà alla contribuzione figurativa, mentre per la retribuzione che perderà con l’orario ridotto, il datore di lavoro gli verserà una somma uguale alle contribuzione pensionistica.
Ricordiamo che la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni e 7 mesi di età per i maschi e un anno in meno per le donne, ma nel 2018 i requisiti delle donne si livelleranno a quelli degli uomini.
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domenica 20 dicembre 2015

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

TESTO COMPLETO ED INTEGRATO DELLA ATTUALE 7' PER I CV ED I CESSATI:
Anche a seguito di diverse richieste di chiarimenti e di alcune informazioni inesatte che circolano vi ho ricostruito qui sotto il testo della attuale 7' salvaguardia (salvo ulteriori modifiche dei prossimi giorni che ritengo comunque improbabili) nei commi che riguardano i Contributori Volontari ed i Cessati.

La ricostruzione del testo è quella al quale si fa riferimento (L.147/2013) per chiarire meglio i requisiti dei soggetti interessati in grassetto il testo della 7’ ed in corsivo i riferimenti della norma alla quale rimanda:

CONTRIBUTORI VOLONTARI:
b) nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere a) e f), della legge 27 dicembre 2013, n. 147:

a) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
f) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato
i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;= entro il 6 gennaio 2017

CESSATI E LICENZIATI:
c) nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147:
b) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; 
c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle
organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; 
d) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;


i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011; = entro il 6 gennaio 2017.

Lunedì il testo della Legge di Stabilità passerà al Senato per la 3’ e definitiva lettura. Prevediamo sarà approvata definitivamente prima di Natale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale entro fine anno od al massimo nei primi giorni di gennaio 2016. Le domande di salvaguardia dovranno essere presentate nei 60 giorni seguenti la sua entrata in vigore (che sarà quella di pubblicazione in G.U) anche se occorrerà aspettare la circolare ministeriale (o messaggio INPS) per le modalità e la modulistica.

TUTTI I DECORRENTI NEI MESI DI GENNAIO E FEBBRAIO 2016 SONO INVITATI A FARE DOMANDA DI PENSIONE NON APPENA SARA’ PUBBLICATA LA LEGGE IN G.U. PER EVITARE DI PERDERE QUALCHE MESE DI PENSIONE. La domanda dovrà essere fatta facendo riferimento alla Legge di salvaguardia approvata.

Mi riservo ulteriori informazioni ed istruzioni successivamente all’approvazione definitiva della Legge di Stabilità contenente la 7’ salvaguardia.

Francesco

P.S. qui il testo completo oggi in esame in aula alla Camera:   http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0037260.pdf....Da pag. 190

MOBILITATI:

a) nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, o ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il versamento volontario di cui alla presente lettera, anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, può riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa. Tale versamento, relativo ai lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2012 di cui alla presente lettera, può comunque essere effettuato solo con riferimento ai dodici mesi successivi al termine di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile indicato dalla presente lettera. Eventuali periodi di sospensione dell’indennità di mobilità, ai sensi dell’articolo 8, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, per svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alle salvaguardie di cui al presente comma;
Nota di Angelo Moiraghi: Angelo Moiraghi Aggiungo informazioni importanti a ciò che hanno detto FRANCESCO e EVE !! Per i MOBILITATI che non maturano il requisito pensionistico entro il termine della mobilità e devono raggiungerlo attraverso il pagamento di Contribuzione Volontaria (vedi al link riportato da Francesco la lettera A , comma 146 della L.S.), e che ancora non sono l'autorizzati ai Versamenti Volontari: FATE IMMEDIATAMENTE LA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLA C.V. (può essere fatta online sul sito INPS utilizzando il PIN esecutivo, oppure attraverso un Patronato), perchè una delle condizioni imposte dal messaggio INPS 8881/2014 per la pari categoria di lavoratori salvaguardati con la 6° salvaguardia chiedeva che l'autorizzazione ai Versamenti Volontari fosse sussistente alla data di entrata in vigore della legge di approvazione della 6° salvaguardia o che la domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria risultasse presentata entro la data limite ammessa per l'inoltro della domanda di salvaguardia !! CONSIDERANDO CHE AL COMMA 149 DELLA 7° SALVAGUARDIA SI DICE CHE: <<Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia>>, E' MOLTO PROBABILE CHE AI FINI DELL'AMMISSIONE ALLA 7° SALVAGUARDIA VENGANO APPLICATE LE STESSE CONDIZIONI RICHIESTE NEL MESSAGGIO INPS 8881/2014! Mobilitati che siete nella condizione di dover raggiungere il requisito pensionistico attraverso il pagamento di periodi di C.V. ..... spero di essere stato chiaro, ...... fare la domanda da subito (GIA' DOMANI ....) per ottenere l'autorizzazione ai V.V. non costa nulla, vi DEVE essere concessa, e vi permetterà di essere salvaguardati se la vostra posizione soddisfa anche le altre condizioni richieste dalla lettera A del comma 146 della L.S. ( 7° salvaguardia), ........ NON AVERE L'AUTORIZZAZIONE AI V.V., O NON AVERE FATTO LA RELATIVA DOMANDA ENTRO LA DATA DI PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI AMMISSIONE ALLA 7° SALVAGUARDIA VI POTREBBE PRECLUDERE LA SALVAGUARDIA STESSA !!
 Attenzione: ora (dopo tutte le proteste che abbiamo inoltrato all'INPS come "Comitati dei mobilitati" ....) anche il sito INPS dovrebbe essere stato aggiornato secondo la circolare ed accettare la domanda di autorizzazione alla c.v. anche se il soggetto richiedente è ancora in mobilità !! Nel caso ancora non fosse stato sistemato .... si va da un patronato con il testo della circolare e , nel caso l'impiegato si rifiuti di inoltrare la domanda di c.v. dicendo che, se si è in mobilità, tale domanda non si può fare,..... glielo si mette sotto al naso e lo si COSTRINGE ad inoltrare la domanda! Se ancora si rifiuta (E NON HA IL DIRITTO DI FARLO ....) SI MINACCIA DI CHIAMARE I CARABINIERI E DI DENUNCIARLO PER OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO !

ALTRE CATEGORIE SALVAGUARDATE:
d) nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
   e) nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011.

Incerti (PD): occorre lavorare già per un’ottava salvaguardia

RIFORMA PENSIONI 2015 / News. Lavoratori precoci, Quota 96 e Quindicenni ancora senza risposte
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RIFORMA PENSIONI 2015 NEWS Le misure previdenziali in Legge di stabilità stanno per il momento lasciando fuori da qualsiasi intervento alcune categorie che attendono da tempo una riforma delle pensioni: i “quindicenni”, i “Quota 96” e i lavoratori precoci. Sono state diverse le proposte di legge per cercare di risolvere il loro problema da quando la Legge Fornero ha rivelato tutte le sue criticità. Tuttavia non si è riusciti ancora a portare a casa un risultato concreto e tangibile. Forse si potrà fare qualcosa nel momento in cui il Governo deciderà di mantenere la propria promessa sull’introduzione della flessibilità pensionistica, slittata ora all’inizio del 2016. Molti degli interessati sono però sfiduciati e quasi rassegnati. Del resto anche il problema degli esodati, nonostante la settima salvaguardia appena approvata, non è ancora totalmente risolto.
RIFORMA PENSIONI 2015 NEWS Antonella Incerti non ha dubbi: occorre lavorare già per un’ottava salvaguardia degli esodati. La deputata del Pd riconosce che in tema di pensioni qualcosa è stato fatto con la Legge di stabilità. Tuttavia la settima salvaguardia non sarà sufficiente a tutelare tutti gli aventi diritto. E gli emendamenti che miravano ad ampliare la platea (firmati tra l’altro dalla stessa Incerti) sono stati bocciati. Dunque occorre già mettersi al lavoro per un nuovo provvedimento, che potrebbe forse rientrare nella flessibilità pensionistica promessa dal Governo Renzi per l’inizio del 2016. Vedremo cosa accadrà su questo fronte che riguarda diverse migliaia di persone. 
RIFORMA PENSIONI 2015 NEWS Dopo la lunga maratona in commissione Bilancio, la Legge di stabilità continua il suo iter alla Camera dei deputati. Dunque le novità sulle pensioni non sono ancora “tecnicamente” approvate. I giorni di attesa, cominciati la scorsa settimana, sono di fatto serviti a far pervenire gli emendamenti da parte del Governo, dopo un confronto non breve con i deputati. Ora tutta la Legge di stabilità è passata all’esame dell’aula e c’è ancora la possibilità che degli emendamenti vengano aggiunti o stralciati. I lavori, cominciati questa mattina, potrebbero andare avanti anche nella giornata di domani. Dopo l’approvazione della Camera, poi, la manovra dovrà tornare al Senato per la terza lettura. Visti i tempi molto ristretti prima della fine dell’anno, è presumibile che si farà in modo di “blindare” il testo a palazzo Madama. 
RIFORMA PENSIONI 2015 NEWS Niente busta arancione in arrivo per gli italiani, tranne che per 150mila “fortunati”. La piccola riforma che avrebbe permesso di far conoscere ai cittadini l’importo del loro assegno mensile si è già arenata. Tito Boeri ritiene che tutto questo sia molto grave. “Noi non abbiamo oggi la possibilità di poter mandare a casa a coloro che non hanno preso il pin, la famosa busta arancione se non in quantitativi del tutto al di sotto delle necessità. Ritengo sia un fatto molto grave, perché questo era un diritto che gli italiani avevano fin da quando sono state cambiate le regole pensionistiche nel ‘96”. Il problema sta tutto nei fondi per le spedizioni che non sono stati sbloccati con la Legge di stabilità. Il Presidente dell’Inps ha quindi invitato gli italiani a fare la simulazione sul sito dell’Istituto in attesa che si trovi la soluzione per far arrivare a tutti la busta arancione.
RIFORMA PENSIONI 2015, NEWS: ULTIME NOTIZIE (OGGI, 19 DICEMBRE 2015) – Il Parlamento in queste ore ha dovuto affrontare l’annosa questione relativo al fallimento delle quattro banche con la relativa mozione di sfiducia presentata dal Movimento Cinque Stelle con l’appoggio della Lega Nord nei riguardi del Ministro Maria Elena Boschi. Tuttavia i fari dell’opinione pubblico sono anche puntati sulla questione pensioni con il mancato inserimento di norme in ottica flessibilità in questa legge di stabilità. Una situazione che continua a non piacere ai sindacati che nel corso dell’ultima grande manifestazione hanno sottolineato come quello della flessibilità in uscita sia un tema molto importante e strettamente legato al mondo del lavoro in quanto non permette ai giovani di avervi accesso. La segretaria nazionale della CGIL, Susanna Camusso, ha evidenziato come la protesta sindacale andrà avanti: “Noi continuiamo perché pensiamo che il Governo sbagli a non affrontare la riforma delle pensioni, perché così facendo continua ad aumentare la disoccupazione giovanile”. Probabile quindi che ci siano nuove manifestazioni nelle prossime settimane.
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Opzione donna e flessibilità, la partita resta aperta, secondo Damiano

Opzione donna e flessibilità, la partita resta aperta, ecco la spiegazione di Damiano
La delusione e lo scetticismo per i mancati interventi in Legge di Stabilità vengono smorzati dal Presidente della Commissione Lavoro.
Prima era ottimismo, poi è diventata speranza ed infine si è trasformata in delusione. Questo, in sintesi, lo stato d’animo di milioni di italiani che attendevano con ansia gli ultimi ritocchi alla Legge di Stabilità e soprattutto sul capitolo previdenziale. Dopo l’ennesimo step della manovra finanziaria, quello della Commissione Bilancio, niente sembra sia stato fatto per le pensioni e per gli altri piccoli interventi tanto attesi come opzione donna, salvaguardia esodati e così via.

Niente è perduto, anzi, era tutto previsto
A spegnere la delusione, o almeno a tentare di farlo, ci pensa l'Onorevole Damiano, da sempre uno dei più impegnati sul tema delle pensioni ed uno dei più accaniti riformatori del capitolo previdenziale. Dopo la manifestazione unitaria dei Sindacati, che chiedevano una immediata soluzione ai problemi lasciati dalla Fornero, il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha ribadito che, nel 2016, la battaglia sulla riforma e sulla flessibilità sarà il punto cardine del lavoro Parlamentare. Secondo l'ex Ministro, la linea guida indicata dai sindacati durante la mobilitazione, va nella stessa direzione di quello che nel 2016 si cercherà e probabilmente si farà sull’uscita dal lavoro per andare in pensione.
La linea prevista è quella di consentire l’uscita a partire dai 62 anni con una penalizzazione massima dell’8% e con almeno 35 anni di contributi versati. Anche sui lavoratori che hanno iniziato le loro carriere da giovani, i famosi precoci, l’idea è quella di consentirne l’uscita non appena raggiunti i 41 anni di contribuzione, sempre con penalizzazioni calmierate al ribasso. Il tutto è perfettamente in linea con quanto previsto già ad ottobre, con la stesura del testo iniziale della Stabilità, perché era risaputo che era prematuro ed impossibile mettere a punto una riforma già per la manovra finanziaria che sarà attiva da gennaio.
Alcune vittorie parziali di Damiano
Nello stesso tempo, Damiano si dimostra soddisfatto su alcuni temi previdenziali affrontati in queste settimane di lavoro e che grazie al lavoro della Commissione sono stati inseriti nella Legge. Il Presidente considera sue vittorie alcuni punti di opzione donna, sugli esodati e sui precoci che sono tra gli 11 suoi emendamenti che si è fatto approvare. Anche se non c’è stata ancora una estensione di opzione donna per le nate nell’ultimo trimestre, nella Legge di Stabilità è stata prorogata la sperimentazione sul provvedimento di anticipo pensione per alcune lavoratrici.
L’istituzione di un contatore che ogni fine settembre, tirerà le somme su quante lavoratrici hanno optato per l’anticipo e su che spesa hanno procurato alle casse pubbliche è molto importante. Con questi dati, l’INPS ed i Ministeri di Lavoro ed Economia potranno stabilire a quanto ammontano i risparmi che poi saranno dirottati sempre su opzione donna e su altri delicati temi previdenziali. Un po’ come per le salvaguardie esodati che secondo stime ufficiali, presentano un risparmio di oltre 3 miliardi di euro rispetto a quanto stanziato. Vittoria di Damiano anche la cancellazione della penalizzazione per i precoci andati in pensione prima del 1° gennaio 2015 e lo sblocco dei vasi comunicanti per coloro che hanno usufruito della Legge 104 per l’assistenza a familiari disabili.
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Rizzetto: tra esodati e Quota 41, i "vuoti" ancora da sanare

Riforma pensioni 2015 / Rizzetto: tra esodati e Quota 41, i "vuoti" ancora da sanare
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RIFORMA PENSIONI 2015 Le pensioni non potranno diminuire neanche se la variazione dei prezzi sarà negativa. E’ una delle modifiche alla legge di stabilità introdotta dalla Camera dei Deputati. Tra gli emendamenti approvati anche quello che cancella la penalizzazione per chi è andato in pensione prima dei 62 anni. Grazie a Opzione Donna inoltre 32.800 lavoratrici potranno andare in pensione tra il 2016 e il 2018. Non si è riusciti però ad abolire il requisito di 57 anni e tre mesi per le lavoratrici dipendenti, introdotto in seguito all’indicizzazione all’aspettativa di vita. Ne abbiamo parlato con Walter Rizzetto, deputato, membro della commissione Lavoro, ex M5S e oggi nel movimento “Terra nostra - Italiani con Giorgia Meloni”.
Onorevole, com’è il bilancio per pensioni e previdenza di questa legge di stabilità? Non sono né soddisfatto né insoddisfatto, tanto la maggioranza quanto la minoranza Pd hanno fatto solo il loro dovere. Hanno fatto cioè quanto avevano annunciato, soprattutto da parte della minoranza Pd che è ben rappresentata in commissione Lavoro.
Su che cosa non è soddisfatto? Non mi ritengo soddisfatto per quanto riguarda il nodo esodati, che per l’ennesima volta non è stato risolto in modo definitivo. Inoltre non mi sento soddisfatto per quanto riguarda i cosiddetti “quindicenni” della riforma Amato del ’92. Lo stesso vale per quanto riguarda i precoci e “Quota 41”.
Che cosa ne pensa della soluzione individuata per Opzione Donna? Su Opzione Donna è stato confermato quanto effettivamente si era riusciti a fare in commissione Lavoro, cioè dare la possibilità a queste persone di andare in pensione con una quantificazione. In tutto 36mila donne potranno andare in pensione tra i 57 e i 58 anni, con una spesa prevista da Inps e Ragioneria di stato intorno ai 2,5 miliardi.
Si poteva fare di più? Sì. Non siamo riusciti a risolvere completamente il problema, poiché non è stata portata avanti la totalizzazione né tantomeno è stata data una risposta definitiva per quanto riguarda l’ultimo trimestre. Quest’ultimo sarà ridefinito di anno in anno se ci saranno degli avanzi in termini economici. Lo ritengo comunque un passaggio interessante.
Per quali motivi? Il ministero dell’Economia era venuto più volte in commissione a riferire che i cosiddetti avanzi in termini di manovra sarebbero stati destinati ad altri provvedimenti. Almeno su questo siamo riusciti a farcela, nel senso che se ci saranno degli avanzi resteranno a disposizione per Opzione Donna. Su questo siamo abbastanza contenti, ma non è sufficiente.
Che cosa ne pensa della scelta di anticipare l’innalzamento della No Tax Area?
Questa era una mia proposta. E’ una cosa sicuramente buona, che dà un po’ di respiro anche alle persone che hanno delle pensioni basse. Ci sono degli altri passaggi che invece mi hanno particolarmente deluso.
Quali?
In particolare la scelta di non fare nulla per i lavori usuranti. Ci sono categorie più usurate di altre. Un conto è fare il magistrato, un altro è fare il camionista o il muratore. Il fondo per quanto riguarda i lavori usuranti è stato però completamente prosciugato.
Lei che cosa propone?
La via interessante da percorrere è che cercheremo di definire entro la primavera una serie di categorie, per cercare di capire se siano più o meno usuranti. Bisogna quindi categorizzare i lavori. E’ un percorso ampio, ma non vorrei che tutto finisse coperto con la cosiddetta “flessibilità in uscita”.
E’ contrario alla flessibilità?
Niente affatto, ma la flessibilità non può essere la panacea di tutti i mali. Se anche ci si arrivasse, non per questo tutte le categorie devono essere considerate allo stesso livello. Non vorrei che succedesse questo per gli edili, gli esodati, i quindicenni o i precoci. Cercheremo quindi di studiare bene la questione in commissione e di fare il nostro lavoro d’opposizione.
(Pietro Vernizzi)
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Legge Stabilità: Donne, Esodati e Precoci troppo costosi per lo Stato

Riforma pensioni e Legge Stabilità: Donne, Esodati e Precoci troppo costosi per lo Stato
Treu: 'Per Esodati fondi Aspi, per Precoci pensione anticipata, ma no alla quota 40 proposta dal M5S'. Pd: 'Si alla proroga di Opzione Donna'.

Molto si è detto in quest'ultimo periodo in merito alla Legge di Stabilità. Numerosi sono stati gli emendamenti presentati per apportare rettifiche. Pochi quelli approvati e i segni sono ancora evidenti. La riforma non ha chiuso tutte le questioni irrisolte e molti sono i nodi ancora da sciogliere. Il problema maggiore è rappresentato nel trovare accordi che mirino a sanare le situazioni di Precoci, Esodati e Lavoratrici.

Opzione Donna: quale futuro?

L'Opzione Donna è nata come forma sperimentale per cercare di consentire alle donne lavoratrici con 35 anni di contributi di andare in pensione. Tale requisito andava considerato in unione all'età anagrafica che doveva corrispondere a 57 anni per le lavoratrici dipendenti ed a 58 per le lavoratrici autonome. Gli emendamenti riguardanti alla sua estensione sono stati bocciati e quindi le donne nate nell'ultimo trimestre dell'anno sono state escluso da questa riforma. La motivazione va ricercata nella mancanza di coperture. Tutelare infatti le nate negli ultimi tre mesi dell'anno avrebbe comportato un costo di 500 milioni di euro. Patrizia Maestri, deputata Pd, ha affermato che il suo partito sta cercando di trovare una soluzione poiché quella trovata pare loro una forma di ingiustizia.

Precoci: cosa succede

Il senatore Treu si è espresso in merito ai Precoci ed ha affermato che essi appartengono ad una fascia di lavoratori destinata all'estinzione. Nello specifico ha dichiarato che in futuro ne esisteranno in numero sempre minore. Il motivo è da ricercare nel tempo in cui viviamo poiché la legge italiana odierna obbliga i giovani all'assolvimento di una formazione scolastica più lunga e completa rispetto a quella che avveniva in passato. Non è possibile, afferma, che si possa concedere di andare in pensione dopo 40 anni perché questa scelta peserebbe eccessivamente sulle casse dello Stato. Per i quota 41 egli suggerisce di adottare una forma di pensione anticipata per risolvere la loro questione.

Esodati: ci sono degli esclusi

Treu si è espresso anche sulla situazione degli Esodati. Questa fascia di ex lavoratori si è ritrovata senza un reddito in seguito alle modifiche attuate dalla legge Fornero. Nel famoso decreto Salva Italia, meglio conosciuto con il nome della sua fautrice, sono stati cambiati i requisiti per accedere alla pensione. A fare cumulo sono in contemporanea sia gli anni di contributi versati che gli anni d'età anagrafica. Per loro Tiziano Treu prevede una forma di assistenza d'uscita flessibile o con ammortizzatori sociali, già presenti come Aspi.  La sua idea vede quindi una forma di aiuto erogato sotto l'aspetto di un mensile con la finalità di sostegno reddituale.
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