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martedì 30 giugno 2015

Si studia prestito pensionistico per over 55 anni?

Pensioni, ultime novità al 30 giugno: si studia prestito pensionistico per over 55 anni?
Arrivano nuove proposte di flessibilità pensionistica per andare incontro ai lavoratori disagiati in età avanzata.
Arrivano nuove interessanti proposte di welfare per tutti ilavoratori in età avanzata che si sono trovati a sperimentare una situazione di disagio a causa della crisi economica, nonché dell'innalzamento nei requisiti anagrafici e contributivi di pensionamento seguiti alla riforma del settore avvenuta nel 2011. Di fatto stiamo parlando di coloro che sono rimasti disoccupati o inoccupati in un'età troppo avanzata per potersi reinserire nel mondo produttivo e troppo giovane per poter rientrare nelle tutele dell'Inps. Alcuni di questi soggetti sono rientrati nelle precedenti salvaguardie parlamentari (si pensi ad esempio alle sei misure approvate in relazione al caso esodati), ma nella pratica sono ancora troppi coloro che rischiano di vivere una situazione drammatica senza avere delleadeguate coperture di welfare. Per questo motivo, in Parlamento si sta lavorando a delle opzioni he potrebbero fare da ponte per coloro a cui mancano pochi anni al pensionamento.
Sgravi previdenziali e prestito Inps: ecco come si pensa di concretizzare nuove misure di flessibilità per gli over 55 anni
Stante la situazione, i Parlamentari Giorgio Santini e Carlo dell'Aringa (del Partito democratico) hanno depositato presso il Senato della Repubblica un disegno di legge (numero 1943) che prevede l'attuazione di tre possibili interventi sul caso dei lavoratori disagiati ultra cinquantacinquenni. Il primo prevede un bonus di tre anni sotto forma di sgravi nei versamenti dei contributi per le aziende che decideranno di offrire una nuova collocazione lavorativa ai soggetti con i requisiti anagrafici appena indicati. Un altro possibile intervento riguarda il prolungamento del sostegno di welfare garantito dall'Asdi, che potrebbe di fatto raddoppiare passando dai 6 mesi ad un intero anno di durata. Ricordiamo inoltre che il lavoratore potrà beneficiare in precedenza della Naspi, che prevede una copertura fino a 24 mesi. In questo modo, la fruibilità complessiva dei diversi sostegni assistenziali potrebbe arrivare ai tre anni di tempo. Se ancora questo non fosse sufficiente, potrebbe scattare il terzo meccanismo di tutela, che dovrebbe prevedere l'accompagnamento alla quiescenza tramite l'erogazione di un prestito previdenziale, che fornirebbe un ulteriore sostegno di almeno cinque anni. L'assegno sarebbe inoltre accumulabile con altri redditi da lavoro, purché l'importo di quest'ultimi non risulti superiore a quello del sostegno erogato.
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Riforma pensioni: flessibilità in uscita e misure per gli esodati

Riforma pensioni: flessibilità in uscita e misure per gli esodati
A parlare è l'esponente democratico della Commissione lavoro alla Camera, Davide Baruffi.
Si parla ancora di flessibilità in uscita per quanto riguarda la riforma delle pensioni, ma anche di nuove misure per tutelare gli esodati. E’ quanto conferma il membro della commissione Lavoro alla Camera Davide Baruffi, esponente del PD che ricorda che il lavoro volto sino ad oggi mira ad una modifica della Riforma Fornero.
Il deputato fa notare che in 3 anni e mezzo sono state prodotte sei salvaguardie volte a tutelare le vittime della riforma Fornero, gli esodati. L’obiettivo è quello di far trovare una risposta soddisfacente a tutti gli esodati coinvolti dalle ingiustizie della riforma delle pensioni Monti-Fornero.
Il deputato ricorda anche le altre storture che sono state corrette alla Riforma Fornero, come ad esempio le penalizzazioni per tutti quei lavoratori precoci che maturavano i 42 anni contributivi senza aver raggiunto l’età anagrafica richiesta di 62 anni. E’ stato corretto anche il concetto di prestazione effettiva di lavoro e ora, il lavoro da svolgere è quello di portare avanti delle proposte di legge che trovino delle soluzioni accettabili e sostenibili introducendo al contempo la flessibilità in uscita senza penalizzare i pensionati.
Proprio per questo motivo il confronto tra forze politiche, Governo, Parlamento e INPS sta continuando incessantemente affinchè su nodo pensioni intervenga, come è giusto, il Parlamento e non più la Consulta per andare a riparare ad ingiustizie create.
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Comitati degli Esodati: Subito una norma che tuteli questi lavoratori

Riforma Pensioni, Comitati degli Esodati: 'Subito una norma che tuteli questi lavoratori'
La Rete dei Comitati degli Esodati auspicano un immediato intervento a favore di questi lavoratori.
Giunge in queste ore la notizia che, la Rete dei Comitati degli Esodati, hanno lanciato molti appelli nei confronti della Commissione Lavoro alla Camera. In queste comunicazioni si chiede che il governo Renzi acceleri sull'elaborazione di una proposta che porti alla nascita di una settima salvaguardia. Lo scopo principale di questi Comitati è quella di approvare, nel più breve tempo possibile, una normativa che tuteli i circa 49.500 lavoratori che avrebbero dovuto terminare il lavoro entro il 31 dicembre 2011
Gli esodati sperano che vengano approvate le due proposte di legge che li riguardano
Tra qualche giorno, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, fornirà al ministero del Lavoro i dati relativi alla possibile copertura finanziaria per giungere alla settima salvaguardia, secondo quanto specificato dal sito specializzatopensionioggi.it. L'obiettivo dichiarato degli esodati è quello di far approvare le due proposte di legge che li riguardano prima della discussione della Legge di Stabilità, che dovrebbe avvenire subito dopo l'estate. Lo scopo di questi Comitati è quello di evitare che la normativa sulla settima salvaguardia vada a confondersi con la regolamentazione pensionistica che, probabilmente, verrà discussa con la Legge Finanziaria, con la quale si potrebbe introdurre quella flessibilità auspicata da molti.

Comitati Rete Esodati: 'Il problema degli esodati deve essere svincolato dalle norme previdenziali'

'È accettabile solamente una normativa pensionistica che possa far recuperare quel diritto alla pensione con provvedimenti che sono stati applicati prima dell'entrata in vigore della Legge Fornero, avvenuta nel 2012. Tutto quello che verrà deciso in futuro relativamente alla flessibilità del sistema pensionistico non deve essere valido per il problema degli esodati. E come tale deve essere trattato in maniera separata da tutto il resto', conclude il comunicato della Rete degli Esodati.
Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà nei 'piani alti' della politica e se il governo Renzi riuscirà a risolvere una volta per tutte questa situazione, che rischia di diventare un vero e proprio problema sociale.

lunedì 29 giugno 2015

Lavoratori precoci e il tweet di Damiano

Ultime Pensioni oggi ventinove giugno: news per lavoratori precoci e il tweet di Damiano
Ecco le novità di oggi 29 giugno 2015 sulle pensioni per i precoci e sulla situazione degli esodati.
Nuova settimana e nuove dichiarazioni sul tema della riforma Pensioni 2015. Ormai non è un segreto che nella prossima legge di stabilità il Governo Renzi tra le altre cose metterà mano anche alla Legge Fornero, cercando di rendere più flessibile l'uscita dal mondo del lavoro. La battaglia politica verte su quali soluzioni adottare, con da una parte il contributivo per tutti che piace a Inps e Governo e dall'altra il sistema di quote proposto da Damiano e che trova consensi nei lavoratori e nei sindacati. Vediamo le ultime news di oggi 29 giugno 2015 sulle pensioni, in particolare sui precoci e sulla quota 41, che torna alla ribalta grazie ad un tweet.

Pensioni lavoratori precoci ultime news di oggi 29 giugno 2015: quota 41 e il tweet di DamianoLe ultime sulle pensioni dei precoci, si rifanno al tweet di oggi 29 giugno 2015 scritto in mattinata da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e promotore del ddl 857 per la pensione anticipata (con proposte di quota 100 e quota 97). Damiano ha risposto ai tanti lavoratori precoci che chiedevano chiarezza sulla proposta e che non vogliono lasciare il mondo del lavoro subendo dei tagli all'assegno pensionistico (come prevede ad esempio l'uscita a 62 anni di età e 35 di contributi). L'esponente del PD ha scritto "La mia proposta di legge sulla #flessibilità delle pensioni prevede che con 41 anni di contributi si vada in pensione senza penalizzazioni". Pochi caratteri, ma esplicativi sulla sua quota 41, contenuta appunto nel ddl 857, che prevede l'uscita a 41 anni di contributi, senza limiti di età. La soluzione che tutti i precoci volevano, ma che dovrà esser discussa e approvata dalla camera nel prossimo futuro...
Pensioni oggi 29 giugno 2015: ultime news per esodati, parla BaruffiUn altro membro del PD e della commissione lavoro ha parlato in queste ore, si tratta di Davide Baruffi. Durante la discussione sul decreto della rivalutazione delle pensioni, ha ricordato come siano state effettuate sei salvaguardie per gliesodati fino ad ora, e ha ribadito l'intenzione del suo partito di proseguire finchè "tutti gli esodati non abbiano trovato risposte ragionevoli". Inoltre Baruffi ha ricordato in materia di flessibilità le intenzioni del PD: "Ci stiamo confrontando tra Governo, Parlamento e INPS proprio a partire dalle nostre proposte di legge per trovare soluzioni concrete e sostenibili. Per noi è una cosa molto importante, è una questione di giustizia sociale, e non vorremmo quindi che fosse la Consulta ma il Parlamento ad intervenire per riparare a problemi che ha creato".
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giovedì 25 giugno 2015

Cresce il pressing per la settima salvaguardia

Esodati, cresce il pressing per la settima salvaguardia
Scritto da  Eleonora Accorsi
I Comitati degli esodati premono per l'approvazione della settima salvaguardia prima della legge di stabilità.
Dopo l'8 luglio si provveda ad una rapida accelerazione del Governo e del Parlamento per elaborare una proposta unificata sulla settima salvaguardia. E' quanto si legge in diversi appelli lanciati ai membri della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati dalla Rete dei Comitati degli esodati. La richiesta dei Comitati è di approvare rapidamente un nuovo provvedimento legislativo per tutelare i restanti 49.500 lavoratori che avevano siglato accordi per la cessazione dal servizio entro il 31 dicembre 2011 come certificati dall'Inps e Governo in Parlamento il 15 Ottobre scorso.
La prossima settimana l’INPS dovrebbe fornire al Ministero del Lavoro ed alla Commissione Lavoro i dati sui residui delle 6 precedenti salvaguardie indispensabili per le coperture finanziarie della settima; poi l’8 luglio Boeri presenterà la relazione annuale prevista in merito. Conclusi questi passaggi l'obiettivo della Rete degli Esodati è sbloccare i due ddl depositati in Commissione Lavoro - il primo appoggiato dai Dem, il ddl 2958, l'altro dalla Lega Nord, il ddl 3002 - prima dell'avvio della discussione generale sulla legge di stabilità. Sblocco che potrebbe essere ottenuto senza particolari esborsi per le Casse dello Stato, ricordano dai Comitati, dato che su 170mila posti disponibili solo 110mila sono stati effettivamente utilizzati e certificati dall'Inps (stando al report dello scorso 5 Aprile). La capienza, pertanto, sarebbe sufficiente a garantire la tutela per gli altri 50mila lavoratori con accordi siglati entro il 2011 lasciando comunque libero un plafond a garanzia per altri 10mila posti.
La Rete preme per evitare che la settima salvaguardia incroci le misure previdenziali che dovrebbero arrivare con la legge di Stabilità e che riguarderebbero la flessibilità in uscita e gli esodandi, ovvero coloro che hanno siglato accordi dopo il 2011. Temi che la Rete non vuole siano sovrapposti per evitare che il dramma degli esodati sia confuso col disagio sociale vissuto da altre tipologie di penalizzati (esodandi, ecc.). "Deve essere chiaro - ricordano dalla Rete - che per il ripristino del patto rotto con questi cittadini è accettabile solamente una soluzione previdenziale che preveda il recupero del diritto alla pensione con le regole ante Fornero. Riteniamo che strumenti diversi di tipo assistenziale o di flessibilità non possono essere ritenuti assolutamente validi per questo specifico problema. Gli “esodati” sono un unicum perché al varo della riforma Fornero la loro fuoriuscita dal mondo lavorativo era già una realtà o prevista, con o senza accordi".
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mercoledì 24 giugno 2015

La Rete degli esodati scrive

 Rete dei Comitati degli Esodati

Al Presidente della Commissione Lavoro della Camera, On. Cesare Damiano,
A tutti i componenti la Commissione Lavoro della Camera

Oggetto: appello per la rapida approvazione della proposta di legge per una Settima Salvaguardia per gli “esodati”
 
A seguito dell'audizione dello scorso 10 giugno del Presidente dell'INPS, Prof. Boeri, in Commissione Lavoro, la Rete dei Comitati di Esodati rinnova la sua gratitudine alla Commissione intera per il suo costante impegno a favore dell'ingiustizia “esodati”.
La presentazione della Pdl 2958 e della Pdl 3002 è considerata fondamentale per avviare concretamente il progetto per la settima salvaguardia.
Il passo successivo alla presentazione di PdL che trattano gli stessi argomenti, per la Commissione Lavoro della Camera, è sempre stato quello dell’unificazione dei singoli testi in un’unica proposta di legge: sappiamo però che tale passaggio non ha avuto fino ad ora compimento a causa dei ritardi da parte dell'INPS nel fornire ai Ministeri e al Parlamento i dati sulle certificazioni complessive delle sei salvaguardie. Come comunicato dal Prof. Boeri e dal Dott. Crudo durante l'audizione, tale ostacolo dovrebbe essere superato il prossimo 8 luglio con la presentazione da parte dei vertici INPS del report verosimilmente definitivo sui numeri delle certificazioni, consentendo pertanto di avere finalmente il dato dei risparmi economici derivanti dai precedenti stanziamenti.
Sappiamo che la quantificazione di tali risorse è il presupposto necessario per incardinare/calendarizzare la settima salvaguardia procedendo all'esame della proposta di legge unificata. Nell'attesa dell'8 luglio, l'auspicio della “Rete dei Comitati” è che si proceda a fissare già preliminarmente una possibile data, successiva all'8 luglio, utile quantomeno a definire l’iter per l’unificazione in Commissione delle proposte in campo.
In considerazione degli oltre 40 mesi di logorante attesa per i 49.500 “esodati non salvaguardati”, si proceda poi speditamente all’approvazione della settima salvaguardia. Si ritiene altresì cruciale che, una volta raggiunto l’accordo sul testo unificato, la sua discussione alla Camera venga calendarizzata il prima possibile per permettere in seguito il suo passaggio al Senato entro l'estate, affinché la settima salvaguardia possa essere approvata precedentemente alla presentazione della legge di stabilità.
La contemporaneità della discussione dei due provvedimenti, anche a seguito del risultato palesemente inaffidabile ottenuto dall'indagine conoscitiva avviata dalla Sottocommissione “esodati” del Senato, appare infatti da evitare fortemente per non incorrere in pericolose sovrapposizioni di tematiche diverse, in quanto l’ingiustizia “esodati” non può e non deve essere confusa con altre severe penalizzazioni (pur da correggere …), e deve essere sanata solo con un intervento previdenziale atto a ristabilire il diritto alla pensione con le leggi previgenti la manovra Fornero.
La Rete dei Comitati è pronta a sostenere con determinazione l’impegno della Commissione, e con fiducia si augura che si possa a breve conseguire il nuovo risultato della settima salvaguardia per almeno i 49.500 “esodati non salvaguardati”, certificati dal Governo in Commissione ed ai quali, nell’ottica di un ragionevole transitorio da considerare nell’applicazione delle nuove norme previdenziali, spetta il medesimo trattamento previdenziale riservato agli oltre 100.000 colleghi già salvaguardati.
Ci appelliamo pertanto a tutti Voi affinché collaboriate unitariamente al raggiungimento di tale obbiettivo, come già è avvenuto in altre simili occasioni (precedenti proposte 5103 e 224).
Nelle more dell’esame della auspicata proposta unitaria avanziamo formale richiesta affinché una ristretta delegazione della Rete dei Comitati degli Esodati possa essere presente ai lavori ed “audita” dalla Commissione.
Nel ringraziare per l’attenzione, auguriamo buon lavoro a tutta la Commissione e porgiamo distinti saluti.

Per la Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Esonerati,
Flore Francesco Tel.: 0784 203888 - 3389976878 Roma 23 Giugno 2015


Rete dei Comitati degli Esodati
 
Ai Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL

Con profonda amarezza la Rete dei Comitati constata che durante il vostro incontro del 15 con il Ministro Poletti la questione “esodati non salvaguardati” è stata del tutto tralasciata, come emerge anche chiaramente dal documento unitario del 18 giugno 2015 con le vostre rivendicazioni per le pensioni e poi diffuso.
Di fatto ci pare che il nostro accorato appello a voi inviato l’8 giugno scorso sia stato del tutto vano.
Ve lo riproponiamo con determinazione perché in occasione del sopraddetto incontro il vostro silenzio sul nostro dramma ancora vergognosamente in corso è incomprensibile.
Non possiamo e non intendiamo accettare che il patto rotto dallo Stato con quei suoi cittadini che disgraziatamente erano già espulsi dal mondo lavorativo al momento del varo della riforma-manovra Fornero, non venga sanato dopo oltre 40 mesi con urgenza per almeno quei 49.500 “esodati non salvaguardati”, ufficialmente stimati dall'INPS e certificati lo scorso ottobre dal Ministero del Lavoro in Parlamento.
L'ingiustizia “esodati” perdura scandalosamente da così troppo tempo anche perché non si può negare che la reazione contrapposta alla riforma sia stata blanda e insufficiente da parte di tutti gli organismi atti a difendere i lavoratori.
Per i vari Governi succedutisi dal 2011 gli “esodati” non sono ex lavoratori e cittadini che contribuiscono allo Stato ma dei fantasmi, a cui il diritto alla pensione può essere manomesso in totale spregio dell'art. 38 della Costituzione. Vogliamo sperare che almeno con i sindacati il riconoscimento dell'ingiustizia in corso nei nostri confronti e la necessità di sanarla trovino il loro spazio tra le urgenze e le priorità da affrontare.
Abbiamo urgente bisogno del determinante intervento delle tre Confederazioni affinché il dramma degli “esodati non salvaguardati” venga risolto prima della Legge di Stabilità, come espressamente da noi richiesto nei vari appelli, per evitare che il dramma degli “esodati” non sia confuso col disagio sociale vissuto da altre tipologie di penalizzati (esodandi, ecc.) in modo che rimanga chiaro che per il ripristino del patto rotto con questi cittadini è accettabile solamente una soluzione previdenziale che preveda il recupero del diritto alla pensione con le regole ante Fornero.
Riteniamo che strumenti diversi di tipo assistenziale o di flessibilità non possono essere ritenuti assolutamente validi per questo specifico problema. Gli “esodati” sono un unicum perché al varo della riforma Fornero la loro fuoriuscita dal mondo lavorativo era già una realtà o prevista, con o senza accordi.
Le due manifestazioni indette a sostegno dei diritti dei pensionati le consideriamo una grande opportunità per dare spazio anche alla nostra rivendicazione, quindi l'appello che ora vi lanciamo è di inserire la tematica della nostra ingiustizia in quei due eventi, per darci modo di poter contare sul legittimo sostegno delle 3 Confederazioni alla nostra giusta lotta.

Nell’attesa di una vostro riscontro porgiamo distinti saluti.

Per la Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Esonerati,
Flore Francesco Tel.: 0784 203888 - 3389976878 Roma 23 Giugno 2015
COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
Flore Francesco 3389976878 contributore@tiscali.it
COORDINAMENTO ESODATI ROMANI
COMITATO ESODATI LIGURI
COMITATO DIRIGENTI ESODATI
Daniele Martella 3484520007 alessandro.costa@alice.it
COMITATO MOBILITATI MILANO
Maurizio Vitale 3287639173 tedesco40@libero.it
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
Arrigo Migliorini comitatoesodatilodi@gmail.com  
COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
Antonio Perna 3356842999 perna.antonio@fastwebnet.it
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO
COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
COMITATO ESODATI PARMA
 
Leggi anche: contatto news
 

Partecipiamo alla manifestazione dei sindacati il 24 giugno al Pantheon

Decreto Pensioni, manifestazione sindacati il 24 giugno al Pantheon
A luglio al Senato in occasione della conversione del testo in leggeI sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno indetto due manifestazioni nazionali il 24 giugno in piazza del Pantheon a Roma e a luglio davanti al Senato in occasione della conversione in legge del decreto del governo sulle pensioni.
Presidi e manifestazioni saranno inoltre organizzati in queste settimane in tutti i territori.
Lo hanno deciso oggi le tre Organizzazioni sindacali che hanno riunito a Roma gli esecutivi unitari.
In questo modo Spi-Fnp-Uilp chiedono che il decreto sia migliorato per renderlo più equo e rispondente alla sentenza della Corte Costituzionale.
In particolare i sindacati chiedono al Parlamento che sia ristabilito il montante delle pensioni in essere e che sia incrementato il loro importo mensile per impedire che il danno verso i pensionati diventi permanente.
Positiva è invece la valutazione che i Sindacati dei pensionati fanno del tavolo di confronto con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che si è aperto lo scorso 15 giugno e che è stato già riconvocato per il prossimo 16 luglio.
Leggi il documento degli Esecutivi unitari Spi-Fnp_Uilp
 

Esodati e la pazzia dei numeri

Esodati e la pazzia dei numeri
Ennesima falsità ai danni degli esodati, con un censimento truffa fatto dalla sottocommissione senato e non dall’Istat (come qualcuno dice),sulla conta dei non salvaguardati dalle 6 deroghe. PER L’INPS SIAMO 495OO PER IL SENATO 2350 ,SE DOBBIAMO PARTIRE DALLE ORIGINI CIRCA 389.000, SIAMO ANCORA 220000 NEL LIMBO DELL’INDIFFERENZA
Siamo ormai alla pazzia pura, è chiaro ed evidente che manca la volontà politica per salvaguardare gli esodati rimasti. La sottocommissione del lavoro al Senato, ha fatto un censimento illegale , dove sin dal primo momento è stato contestato dai comitati della rete degli esodati, in quanto conteneva richieste di notizie ed informazioni NON  PERTINENTI con la situazione famigliare degli esodati, inoltre si è trattato di un censimento fantasma, dove nessuno sapeva nulla tantomeno l’Istat, difatti nessuno ha ricevuto a casa nulla, tantomeno i cittadini sono stati informati dagli organi di informazione.
Un’indagine fatta per poter fregare migliaia di famiglie, primi firmatari i sen. Ichino e Parente. E’ UNO SCANDALO, UNA VERGOGNA ,UNA VIGLIACCATA .
Il presidente dell’Inps Boeri più volte invitato sia dal governo sia dalla commissione lavoro  a dichiarare quanti soldi sono avanzati dalle precedenti salvaguardie ,ancora non si pronuncia. Calcolando che sono stati stanziati 11mld e 600 milioni di euro per le precedenti salvaguardie , da dati Inps ad aprile 2015 sono state presentate 170.230 domande di cui solo 110545 certificate. Per tanto a conti fatti, avanzano soldi a sufficienza per salvaguardare tutti gli esodati rimasti fuori dalle deroghe, che non sono quel maledetto numero di 2350 persone. In uno stato democratico serio, con una politica seria e pulita, non può dopo quasi 4 anni la sottocommissione senato uscire fuori con un censimento farsa del genere. Questi signori devono smetterla di giocare al lotto con la vita di persone oneste che hanno dato allo stato tutto ciò che dovevano dare.
SCUSATEMI MA SONO SCHIFATO!!!!
Giuliano Colaci, coordinatore Comitato Esodati Roma
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Leggi anche: Blasting news

martedì 23 giugno 2015

Pensioni precoci con Quota 41 ed esodati, Damiano vs Renzi

Pensioni precoci con Quota 41 ed esodati, Damiano vs Renzi: buone notizie lavori usuranti
News pensioni precoci con Quota 41 ed esodati, Damiano vs Renzi e Boeri: buone nuove sui lavori usuranti.
'In commissione Lavoro abbiamo fatti passi in avanti sul dl Pensioni ma siamo contrari al contributivo': l'appello è firmato Cesare Damiano e contribuisce a riportare sotto la luce dei riflettori uno dei problemi più rilevati riscontrati ad oggi sul fronte riforma della previdenza. Il rischio è quello di non veder ratificato alcun intervento con la sola introduzione del sistema di calcolo contributivo, misura che non piace a nessuno - esclusi Boeri e Renzi - ma che consentirebbe allo Stato di risparmiare ingenti risorse. Sempre Damiano ha contribuito alla stesura di un nuovo documento redatto dalla minoranza dem del PD e recante la dicitura 'Sinistra è cambiamento' all'interno del quale il presidente della Commissione Lavoro sottolinea come le uniche due misure che andrebbero prese in considerazione in ottica pensionamento anticipato sono la Quota 41, che sarebbe vitale in ottica pensioni precoci, o la Quota 97 intesa come somma tra 62 (età anagrafica) e 35 (totale della contribuzione minima prevista). Sul fronte esodati tiene invece banco l'interrogazione della Munerato che ha ancora una volta esortato il governo Renzi a non considerare lo strumento del questionario per quantificare gli appartenenti alla categoria. Arrivano infine buone notizie per i lavoratori esposti all'amianto.
TISE

Novità pensioni precoci con Quota 41 ed esodati, Damiano contro Renzi e Boeri: buone notizie lavori usuranti

'Abbiamo potenziato la base rivalutativa dei rimborsi rispetto a quanto previsto dal Governo e abbiamo fermato il rischio di una svalutazione del montante dei contributi a causa dell'andamento negativo del Prodotto Interno Lordo - ha dichiarato Cesare Damiano - Siamo però contrari al ricalcolo dell'assegno con il contributivo, ipotesi che registra invece diversi consensi nel Governo […] Accordarsi sulla flessibilità implica altre soluzioni'. Chiaro il riferimento alle quote inserite nel nuovo documento redatto dalla minoranza dem. Damiano in definitiva è fra i pochi a rendersi conto di come in ottica pensioni precoci la Quota 41 sia l'unica via perseguibile: Renzi e Boeri farebbero bene a prestargli più attenzione invece di pensare sempre a come ratificare manovre soft che da un lato sarebbero a costo zero ma dall'altro non porterebbero ad alcun risultato. Sempre in merito ai precoci è bene precisare che la manifestazione in preparazione per giorno 16 luglio è slittata ad autunno quando il governo Renzi dovrà inserire la riforma della previdenza nella Legge di Stabilità. Vi rimandiamo alla pagina Facebook 'Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' per avere ulteriori indicazioni. Per l'occasione ma anche in vista di altre manifestazioni, gli appartenenti alla categoria vorrebbero l'appoggio anche della CGIL, che però, ci riferiscono fonti vicine al comitato organizzatore, non risponde agli appelli che gli vengono inoltrati. Al riguardo ci limitiamo a ricordare che un sindacato deve fare l'interesse di tutti i lavoratori e non solo di alcuni fra essi.  
Passando dalle pensioni per i precoci ad esodati e individui impegnati in attività usuranti le ultime notizie paiono in chiaro scuro. Da una parte il deputato Manuela Munerato ha mosso un'interrogazione parlamentare chiedendo più decisione sul caso esodati - 'Il censimento online è un aiuto al Governo per temporeggiare ritenendo la scrivente oltremodo assurdo e paradossale la pretesa di raccogliere con un sondaggio su base volontaria informazioni e dati che l'INPS dovrebbe già possedere' -, dall'altra il deputato PD Fabio Lavagno ha sottolineato come siano finalmente arrivate buone notizie sul fronte lavori usuranti: 'Un emendamento approvato in commissione alla Camera ha previsto che d'ora in poi, anche per i lavoratori in mobilità esposti all'amianto per più di dieci anni, non si terrà conto delle revoche Inail per ottenere il beneficio del ricalcolo dell'intero periodo lavorativo per il coefficiente di 1,25. Un beneficio che vale per andare anticipatamente in pensione'.
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lunedì 22 giugno 2015

Quota 41 e contributivo Boeri: Damiano vs UE, l'insurrezione

Pensioni lavoratori precoci, Quota 41 e contributivo Boeri: Damiano vs UE, l'insurrezione
News pensioni lavoratori precoci, Quota 41 e contributivo Boeri: Damiano si scaglia contro l’UE, i dettagli.
'Fa bene Renzi a decidere che l'Italia farà da sola nel caso in cui i Governi continentali non diano risposte, basta alle logiche del rigore ottuse imposte dall'UE': è Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, a suonare la carica dopo le presa di posizione di Mario Draghi, che ha esortato il governo Renzi a rivedere le politiche di riforma relative al riassetto del sistema previdenziale. Tante le vertenze interessate dall'invito del presidente della BCE, in primis il caso pensioni lavoratori precoci, in merito al quale si resta in attesa di capire se esistano o meno margini di manovra per assistere alla ratifica della cosiddetta Quota 41. Draghi ha fatto capire che l'Italia non deve lasciarsi andare allo stanziamento di ingenti risorse da investire nel comparto previdenza, da qui il ritorno all'ipotesi dell'introduzione di un calcolo contributivo integrale (tanto caro a Boeri) che consentirebbe alle casse erariali di risparmiare grossi quantitativi di danaro. Al di là delle specifiche questioni il clima si fa più acceso che mai: da una parte si continua ad assistere ad una sfilza di dichiarazioni di sindacati e membri politici che criticano il comportamento del governo Renzi dinnanzi ai richiami UE, dall'altra aumentano le prese di posizione sul decreto rimborsi che tanto ha fatto infuriare le stesse confederazioni sindacali.
IS

Novità e ultime news pensioni lavoratori precoci: Quota 41 è un'utopia? Damiano incalza l'UE, si chiedono chiarimenti sulla questione contributivo

'Diventano sempre più numerosi i cittadini che si chiedono che diritto ha l'Europa dei burocrati e dei banchieri di imporre la propria volontà ai singoli Stati pretendendo nuovi tagli allo Stato sociale. Vale per la Grecia, ma anche per l'Italia. E' giunta l'ora di dire basta alle logiche del rigore ottuso, targato Germania, che porta il continente al disastro economico e sociale': queste le parole riportate dall'ANSA con le quali Cesare Damiano ha mosso la propria personale dichiarazione di guerra all'UE, accusata di imporre le proprie scelte in modi arbitrari e 'autoritaristici'. Dichiarazioni come quelle di Draghi da una parte mettono sempre più a repentaglio la Quota 41, fondamentale per il caso pensioni lavoratori precoci, dall'altra contribuiscono ad agitare un clima di per se già acceso e difficile da decifrare: 'Per il governo vale più un parametro piuttosto che la tutela dei propri cittadini. Renzi permette che un limite imposto da altri strozzi i diritti dei nostri pensionati. Gli altri Paesi del 3% se ne infischiano se in gioco c'è l'interesse nazionale' ha dichiarato ad esempio Roberto Simonetti della Lega Nord.  
In un contesto economico così precario non può non tornare a guadagnare punti l'ipotesi di introduzione del contributivo per tutti - non solo per i lavoratori precoci quindi - con Emanuela Munerato del gruppo misto ad aver chiesto dei chiarimenti: 'Secondo quanto emerge dai dati degli osservatori statistici dell'INPS, su circa 9,4 milioni di trattamenti pensionistici di vecchiaia e anzianità in essere a fine 2014, sono quasi 230.000 gli italiani in pensione da prima del 1980 contro i 63,3 del 2014 - si legge sull'interrogazione della Munerato - A giudizio dell'interrogante destano preoccupazione le continue dichiarazioni del presidente dell'INPS Tito Boeri in merito ad una bozza di proposta di ricalcolo degli assegni in essere, il governo deve fare chiarezza'. Anche i diretti interessati vogliono delle risposte, ecco che alcuni membri del gruppo Facebook 'Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' (qui il link alla pagina: https://www.facebook.com/groups/lavprcoc/?ref=ts&fref=ts) stanno organizzando una manifestazione di piazza per giorno 16 luglio, quando il ministro Poletti incontrerà i sindacati. Gli interessati possono rivolgersi agli amministratori del gruppo per chiedere ulteriori informazioni.
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Esodati, reddito minimo e ddl Damiano

Pensione anticipata e dl Renzi: esodati, reddito minimo e ddl Damiano, l'Italia va avanti
News pensione anticipata e dl Renzi: esodati, reddito minimo e piano Damiano, Draghi dice no ma l'Italia va avanti.
Massimo Calamuneri - Esperto di Lavoro
'L'Europa matrigna e cinica che vuole il default della Grecia e chiude le frontiere ai migranti fa rivoltare nella tomba i Padri fondatori. Che cosa rimane dell'utopia di Altiero Spinelli?': deciso e sicuro come sempre, il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano è tornato a commentare le dichiarazioni rilasciate dal presidente della BCE Mario Draghi che la scorsa settimana ha in pratica intimato al governo Renzi di interrompere i lavori di riassetto del sistema previdenziale per via degli eccessivi oneri di spesa previsti, 'suggerendo' al contempo di proseguire sulla via tracciata dalla Legge Fornero. Nonostante la doccia fredda l'iter parlamentare continua su almeno tre fronti: da una parte la discussione sul dl Damiano (uscita a 62 anni più 35 di contributi) relativo al riassetto della pensione anticipata, dall'altra la presentazione di una nuova interrogazione sul caso esodati a firma Munerato, nel mezzo la predisposizione di un disegno di legge per l'introduzione del reddito minimo. L'UE stopperà davvero ogni manovra o come sottolineato anche dallo stesso Renzi (in riferimento ai grandi temi quali l'immigrazione) l'Italia continuerà a perseguire i propri progetti?  

Ultime news pensione anticipata e dl Renzi: interrogazione esodati e decreto reddito minimo, Damiano contro le politiche UE  
Inutile sottolineare quanto scalpore abbiano fatto le parole di Mario Draghi specialmente adesso che in Italia si sta finalmente iniziando ad intravedere un'unione di intenti forte e coesa attorno alla riforma che verrà. In attesa di comprendere con precisione quali contromosse prenderanno Renzi e il governo prosegue l'iter parlamentare con il dibattimento sul dl Damiano - quello che prevede la riforma della pensione anticipata con uscita a 62 anni di età più 35 di contributi - ancora in corso di svolgimento. Nonostante i quasi 9 miliardi di euro contabilizzati da Boeri e necessari per coprire le relative spese, la manovra targata Damiano pare al momento la più vicina alla concretizzazione. Alla fine della scorsa settimana è stato compiuto un altro passo in avanti anche per quel concerne il caso esodati, con l'onorevole Emanuela Munerato del gruppo misto ad aver presentato al ministro Poletti un'interrogazione finalizzata a comprendere quali siano le politiche che il governo Renzi sta studiando per andare incontro agli esodati rimasti fuori dalle prime sei salvaguardie. Il provvedimento si riferisce anche alla pratica del censimento online con la stessa Munerato ad aver sottolineato come le domande del questionario non risultino davvero in grado di rilevare casistiche e aventi diritto.  
Al di là del necessario riassetto della pensione anticipata, dalle parti di Palazzo Chigi si va ragionando anche su nuove misure di sostegno al reddito: va letta in quest'ottica la presentazione di un disegno di legge sul reddito minimo co-firmato dagli onorevoli Carlo dell'Aringa e Giorgio Santini. Il provvedimento si riferisce ai lavoratori ultra 55enni rimasti in un limbo senza un impiego e senza il diritto di fruire delle prestazioni previdenziali di base. A testimonianza di un clima di grande fermento va infine sottolineata la presentazione di un ddl sulla staffetta generazionale riferita alla professione infermieristica e a quelle sanitarie a firma Dirindin e Silvestro del Partito Democratico. Il provvedimento è stato presentato alla Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama con questo incipit: 'Il testo propone incentivi intesi a favorire l'assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di giovani professionisti sanitari nonché il passaggio dal contratto di lavoro a tempo pieno al contratto di lavoro a tempo parziale degli esercenti le professioni sanitarie ai quali manchino non più di trentasei mesi alla maturazione dei requisiti pensionistici'.
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Esodati, solo in 2350 rispondono al questionario online del Senato

Pensioni / Esodati, solo in 2350 rispondono al questionario online del Senato
Scritto da  Eleonora Accorsi
La Senatrice AnnaMaria Parente annuncia la fine del questionario avviato dalla Commissione Lavoro del Senato per censire gli esclusi.
Si è chiusa l'indagine della Commissione Lavoro del Senato per censire gli esodati rimasti fuori da tutti e sei i provvedimenti di salvaguardia per i lavoratori che avevano siglato accordi prima  dell'en­trata in vigore della riforma Fornero. I primi ri­sultati, non ancora definitivi, rilevano che oltre 2.350 persone hanno partecipato all'indagine. Una cifra destinata ad essere rivista al rialzo nel resoconto finale del monitoraggio, ma non è solo una que­stione di numeri: l'obiettivo è capire quali siano le categorie di lavoratori rimaste escluse.
A guidare «l'operazione verità» sugli esodati è sta­ta la senatrice del Pd, Annamaria Parente, che, ha spiegato come lo scopo ultimo sia «non lasciare nes­suno indietro, per strada». La necessità di svolgere un monitoraggio è emersa in occasione della sesta salvaguardia, decisa lo scorso anno e definita come l'ultima, per un totale di lavoratori «salvati» di circa 170 mila unità e 12 miliardi di risorse stanziate. Ora il problema sta tutto nel come utilizzare i fondi avanzati dato che sui 170mila posti poco più di 110 mila ne sono stati effettivamente prenotati dai lavoratori. 50-60mila posti, nati da un mancato allineamento tra il target ipotizzato e quello reale, ora potrebbero andare proprio a favore di quanti erano rimasti scoperti come annunciato di recente sia dal Ministro del Lavoro Poletti sia dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano.
Quello che, peraltro, chiede il comitato nazionale degli eso­dati: una settima salvaguardia che salvi i 49.500 ex lavoratori ancora senza pensione e chiuda definitivamente la partita.
Il censimento tuttavia è stato un flop. A pesare è stata la poca informazione, la difficoltà nella compilazione del questionario, la diffidenza dei Comitati degli esodati che hanno sempre sostenuto l'inutilità dell'indagine. E infatti dei 2.354 che si sono registrati solo 1.500 hanno compilato l'intero questionario, davvero pochi se si pensa che i potenziali esclusi, certificati dall'Inps nello scorso mese di ottobre, sono circa 50mila. L'indagine poi tiene conto solo dei casi frutto di ac­cordi di uscita, tra aziende e lavoratori, precedenti all'entrata in vigore delle nuove regole sulle pen­sioni (gennaio 2012). Restano invece fuori raggio quanti, prossimi al raggiungimento dei requisiti per la messa a riposo, diventano disoccupati dopo il 2011. Un problema anche questo che dovrà essere affrontato entro fine anno con appositi strumenti normativi a cui Governo e Parlamento stanno cercando faticosamente una soluzione.
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Salvini: «Il Papa ha visto i rom? Spero anche gli esodati»

Salvini: «Il Papa ha visto i rom? Spero anche gli esodati»
Il leader della Lega Nord Matteo Salvini a Pontida | Agenzia VISTA Alexander Jakhnagiev - CorriereTv
(Agenzia VISTA) - Bergamo, 21 giugno 2015 - I«Mi fa piacere che Papa Francesco a Torino abbia trovato il tempo per incontrare dei rom e sono sicuro che avrà incontrato anche i torinesi esodati. L’ha detto Matteo Salvini al raduno leghista di Pontida, aggiungendo: «Non mi permetto di attaccare il Papa, io sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma rispetto chiama rispetto», ha aggiunto tornando sulla polemica per l’accoglienza degli immigrati.
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Non lasciare indietro nessuno

Non lasciare indietro nessuno
(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Si chiude il monitoraggio sugli esodati rimasti fuori dai provvedimenti di salvaguardia, 6 in tutto, messi a punto dopo la riforma Fornero. All'indagine, condotta da una sottocommissione del Senato in collaborazione con l'Istat, hanno aderito almeno "2.350" persone, spiega Annamaria Parente, la senatrice Pd che ha guidato le operazioni.
    Le cifre dovranno essere aggiornate, probabilmente al rialzo, visto che si fermano al 15 giugno. "L'obiettivo - spiega - è non lasciare nessuno indietro".
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Le proposte del PD in commissione lavoro della Camera

Le proposte del PD in commissione lavoro della Camera
Riceviamo dall'On. Gnecchi e volentieri pubblichiamo le proposte PD per correggere la legge... Fornero nel senso della flessibiltà in uscita e del riconoscimento del lavoro di cura per le donne depositate in Commissione Lavoro della Camera. La discussione delle proposte che trovate in questo link  proseguirà in commissione lavoro della Camera a partire da mercoledì 24 giugno.
«Abbiamo presentato le nostre proposte in commissione lavoro per correggere la manovra Fornero giovedì alla Camera, le presentiamo anche nelle feste del PD e dove veniamo invitati, oltre a queste abbiamo la VII salvaguardia e la proposta di riforma per le future pensioni dei giovani : uno zoccolo pari all'assegno sociale, 450 euro, al quale aggiungere l'importo derivante dal calcolo contributivo di tutta la propria vita lavorativa.
Ciao Luisa»

giovedì 18 giugno 2015

Ex manager a 91mila € al mese: alla faccia di esodati e precoci!

Pensioni d’oro, ex manager prende 91 euro mila al mese: alla faccia di esodati e precoci!
Davide Marciano - 17/06/2015
Tema degli assegni d’oro sempre accennato ma mai al centro della riforma pensioni 2015: Boeri promise di dare un taglio.
91 mila euro di pensione d’oro, 107 volte il minimo - In molti, soprattutto coloro i quali cercano quotidianamente notizie sulla riforma pensioni 2015, non potranno far altro che indignarsi dal leggere di fatti come questi ma, nell’Italia degli esodati e dei lavoratori precoci tenuti al lavoro per più di 40 anni, c’è anche chi gode di trattamenti spropositati. La denuncia arriva da Gian Antonio Stella in un articolo su Il Corriere della Sera dello scorso 15 giugno. Mauro Sentinelli, ex dirigente della Tim, percepisce una pensione di 91 mila euro lordi al mese: almeno 54 mila euro in più, secondo il noto giornalista del quotidiano di via Solverino, rispetto a quanto riceverebbe se il suo assegno fosse commisurato ai contributi versati. Ovviamente non si deve criminalizzare Sentinelli che, come tanti altri (relativamente pochi) fortunati, gode di un trattamento perfettamente in regola rispetto a quanto prevede la legge e non sta rubando nulla. Inoltre, il nostro paga la bellezza di 14.536 euro di contributo di solidarietà, che non è di certo poco in termini percentuali rispetto a quanto alla fine incassa effettivamente. La colpa, è evidente, è della politica che da anni utilizza casi limite come questo per promettere manovre che poi non fa mai.
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I diritti acquisiti non valgono mai per tutti, per esodati e precoci solo promesse di riforma pensioni
Tralasciando il caso limite visto poc’anzi, sono anni che i politici promettono tagli alle pensioni d’oro. Lo stesso Renzi, quando girava ancora in camper e si faceva chiamare “rottamatore”, si affannava a giurare di intervenire in tal senso. Tito Boeri, appena divenuto presidente INPS, ha annunciato la proposta di un contributo di equità sugli assegni più alti che, improvvisamente, ha abbassato la soglia a 3 mila euro lordi: non è un caso che c’è chi spera che tale idea non abbia seguito, altrimenti si finisce ancora una volta per andare a toccare il ceto medio con la scusa dei “sacrifici” che, magari, “ci chiede l’Europa”.
Tra le altre forze politiche, poi, si annovera la battaglia del Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita, seguito a ruota da Lega Nord e Fratelli d’Italia. Anche nel PD, a parole, in tanti dicono di essere d’accordo. Stando alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, in Parlamento ci sarebbero i numeri per approvare un semplice DDL, trovando un accordo solo sulla quota a partire dalla quale una pensione può dirsi “d’oro”. Ci ha provato il M5S in un paio di occasioni ma in tanti hanno votato contro, tirando fuori motivazioni varie.
Intanto gli esodati chiedono strenuamente di essere ascoltati da anni e dal Palazzo fanno il gioco delle tre carte sui numeri. I lavoratori precoci auspicano di godersi un meritato riposo dopo anni di sacrifici ma il governo prende tempo. Non avrebbero anche loro il “diritto acquisito” ad una vita più serena?
 

mercoledì 17 giugno 2015

Le vie allo studio per esodati, precoci, disoccupati

Riforma pensioni, focus al 16 giugno: le vie allo studio per esodati, precoci, disoccupati
Il tema della previdenza resta al centro delle discussioni politiche, si punta a una soluzione anticipata condivisa.
Sembra potersi avvicinare finalmente il momento di un intervento strutturale nel settore della previdenza, sebbene non risultino ancora chiare le modalità con cui si interverrà per flessibilizzare l'accesso all'Inps nei confronti dei tanti soggetti che stanno vivendo una situazione di difficoltà. Lavoratori precoci ed esodati non salvaguardati, disoccupati e inoccupati in età avanzata, dipendenti della scuola quota 96 e opzione donna; sono moltissimi i casi in attesa di una risposta, nonostante i Governi che si sono succeduti a partire dal 2011 abbiano realizzato una lunga serie di salvaguardie parlamentari (si parla ora della settima solo per il caso degli esodati) e di sanatorie ad hoc. Ma nonostante ciò, il disagio sociale è continuato a salire negli scorsi anni, soprattutto perché è venuta a mancare una misura di sostegno strutturale proprio nel momento in cui se ne sentiva maggiormente il bisogno, visto che la crisi economica ha generato un vasto disagio sociale. Ora il Governo sembra finalmente intenzionato ad intervenire ed ha promesso di apportare dei correttivi in grado di flessibilizzare l'accesso alla pensione già a partire dalla prossima legge di stabilità.
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Flessibilità in accesso all'Inps e riforma della previdenza: ecco quali sono le attuali ipotesi di cambiamento allo studio del Governo
Stante la situazione, l'esecutivo sarà chiamato principalmente a districarsi tra le tante ipotesi di flessibilizzazione che sono state proposte negli ultimi mesi, a partire da quelle siglate dalle Commissioni lavoro di Camera e Senato, che vorrebbero riattivare dei meccanismi di uscita a Quote. Tra questi spicca la Quota 97 con sbarramento a sessantadue anni (più 35 anni di versamenti e una penalità massima dell'8%) in sostituzione della famigerata quota 100, che doveva permettere l'uscita a 60 anni di età con 40 di contribuzione ma che risultava troppo onerosa per le casse pubbliche. Ai lavoratori precoci potrebbe essere invece destinata la misura di un meccanismo di prepensionamento slegato dall'età e per il quale sarebbero richiesti almeno 41 anni di versamenti. Decisamente contrario a queste ipotesi il Presidente Inps Tito Boeri, che si è detto invece favorevole ad un meccanismo simile a quello già in essere per l'opzione donna, che però prevede il penalizzante ricalcolo contributivo della mensilità erogata. Altre ipotesi meno discusse sono quelle di un contributo versato da parte dei datori di lavoro, che potrebbero ottenere importanti benefici attraverso il ricambio generazionale dei propri dipendenti. Mentre un'alternativa in attesa di conferma a costo zero per le casse pubbliche consiste nell'apertura delle pensioni anticipate derivanti dai fondi pensione e dal secondo pilastro previdenziale, con criteri di beneficio più larghi rispetto a quanto non avviene ora per la previdenza pubblica.
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lunedì 15 giugno 2015

Esodati, opzione donna e legge Fornero: a quando le decisioni concrete?

EcoLibero NewsPensioni esodati, opzione donna e legge Fornero: a quando le decisioni concrete?
Cristina Pipitone15 giugno 2015
Sul tema pensioni, Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, è intervenuto alla conferenza Covip con questa affermazione: ‘Bisogna trovare un equilibrio tra la maggiore flessibilità e la compatibilità di finanza pubblica. Non vogliamo scaricare altri pesi sulle future generazioni e non possiamo costruire altro debito’. Insomma ,i soldi da stanziare sono pochi, anche perché l’Unione Europea non autorizza grossi stanziamenti per la previdenza. Per tale motivo la proposta dei Quota 100 come formula di pensione anticipata viene bocciata. In quanto agli esodati, Poletti ha assicurato che la platea di beneficiari della settima salvaguardia verrà incrementata, con modifiche ai requisiti. Ma difficilmente gli esodati si accontenteranno di questo, in quanto sono quasi cinque anni che attendono un intervento da parte del Governo che sia strutturale e risolutivo. Invece niente: migliaia di lavoratori restano senza reddito né lavoro. E che dire di Opzione donna?

Pensioni 2015: opzione donna e legge ForneroSu opzione donna sembra esserci stataun’apertura da parte di Boeri, presidente Inps, dopo che ha detto chiaramente che le coperture finanziarie dovrebbero esserci. Ma di fatto restano solo parole, per cui prima di esultare si attende di vedere il Governo passare all’azione (anche perché alle parole dette e rimangiate ci si sta abituando). Intanto la Cgil ribadisce la necessità di cambiare la legge Fornero, ‘perché è iniqua, penalizza i giovani e le donne e irrigidisce oltre misura il mercato del lavoro’. Sì, buona idea. Ma quando? Il quando resta sempre il punto focale. Un quando che non ha risposta.
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Prepensionamento e penalizzazioni: Boeri, non è uno scherzo

Pensioni precoci ed esodati, prepensionamento e penalizzazioni: Boeri, non è uno scherzoUltime pensioni precoci ed esodati: Boeri ripropone il contributivo, Damiano incalza il governo Renzi.
MASSIMO CALAMUNERI - Esperto di Lavoro
'La flessibilità nell'ambito del sistema contributivo èsostenibile e se si può garantire maggiore possibilità di scelta ai lavoratori perché non farlo?': sicuro e certo di aver tracciato la giusta via, il presidente INPS Tito Boeri è tornato a ribadire l'importanza di configurare l'adozione del sistema contributivo per tutti i lavoratori anche se solo su base volontaristica. La misura potrebbe dunque abbracciare più vertenze, in primis il caso pensioni lavoratori precoci, ma l'impressione è che il noto economista parli di questo tipo di manovra con eccessiva 'leggerezza': al centro di provvedimenti così delicati da un punto di vista sociale c'è la possibilità per migliaia e migliaia di lavoratori di avere davanti un futuro post lavoro sereno e dignitoso. Da questo punto di vista non sarebbe certo uno scherzo bilanciare delle uscite anticipate con la ricezione di assegni che in media saranno più bassi del 30% specie per un paese dove le pensioni minime non esistono più. Il prepensionamento andrebbe costruito su basi più solide e più orientate al socialesenza prevedere necessariamente delle penalizzazioni che 'finanzino' la manovra. Di capitoli di spesa non toccati o non considerati dal governo ce ne sono infatti tantissimi: lo stesso Boeri, a margine del proprio insediamento, annunciò che avrebbe lavorato per eliminare 'le enormi sperequazioni' presenti nel nostro sistema previdenziale, ma sino a questo momento ogni provvedimento ipotizzato prevede una forma di finanziamento indiretta da parte dei lavoratori stessi. E' tornato a parlare di previdenza ed esodati anche Cesare Damiano, sempre più certo di come il proprio ddl sia il migliore possibile.


Novità pensioni precoci ed esodati, basta al prepensionamento autofinanziato: Damiano pressa il premier Renzi, Boeri sponsorizza il contributivo

'Le pensioni di chi decidesse di anticipare la propria uscita dal lavoro devono essere più basse, altrimenti significherebbe trasferire il costo dell'operazione sullegenerazioni future' ha dichiarato la scorsa settimana il presidente Boeri a margine dell'ultima audizione tenuta in Commissione Lavoro. L'intento di non voler trasferire l'onere dei nuovi provvedimenti in tema di prepensionamento sulle spalle delle generazioni a venire appare condivisibile, d'altro canto però non è neanche pensabile che ogni manovra si possa basare su rinunce e sacrifici da doversi imporre a quelle presenti. Si perché il contributivo questo prevedrebbe, con conseguenze incalcolabili da un punto di vista sociale ma anche economico. Parlando di pensioni lavoratori precoci continuano a latitareproposte ad hoc, ecco che la possibilità di uscita dal lavoro a fronte dell'ok al sistema contributivo potrebbe divenire più di un'ipotesi: perché però ci chiediamo noi, i lavoratori precoci dovrebbero accettare di andare in pensione dopo più di 40 anni di lavoro a condizioni economiche poco vantaggiose?

E' tornato a parlare di previdenza anche il presidente della Commissione LavoroDamiano, che esulando dai soli lavoratori precoci ha tracciato la via del processo di riforma: 'Il tema della flessibilità del sistema pensionistico da noi sollevato sta diventando centrale nel dibattito politico. Abbiamo presentato anche un ddl che consentirebbe di andare in pensione a partire dai 62 anni d'età purchè si siano maturati 35 anni di contributi e si accetti una penalizzazione massima dell'8 %'. Un provvedimento che secondo Damiano guarda 'al futuro e che non pensa solo agli attuali over 60. L'idea è quella di non creare nuovi poveri e di favorire l'ingresso dei giovani nel lavoro attraverso lo sblocco del turnover'. Damiano ha recentemente interpellato Boeri anche sul caso esodati sentendosi rispondere che presto si arriverà alla settima salvaguardia con una platea di beneficiari che sarà 'la più ampia possibile'.

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