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mercoledì 30 settembre 2015

Sollecitazione

SOLLECITO DEI COMITATI DEGLI ESODATI PER LA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELLA
CONFERENZA DEI SERVIZI ENTRO IL 2 OTTOBRE

Alla cortese attenzione
  - del Presidente dell'INPS,
Prof Tito Boeri,
- del Ministro delle Finanze,
Prof. Pier Carlo Padoan,
- del Ministro del Lavoro,
Giuliano Poletti,
e p.c.            al dott. Antonello Crudo

Prendendo atto dei contenuti delle dichiarazioni del Ministro Padoan e del Ministro Poletti fatte nel corso dell'audizione del 24 c.m. davanti alle Commissioni Lavoro e Bilancio di Camera e Senato riunite, rileviamo come informazione importante la nuova richiesta di numeri dei potenziali aventi diritto alla salvaguardia, fatta all'INPS da parte dei due ministeri.
Tale circostanza ci lascia molto perplessi in quanto sembra voler mettere in discussione il dato ufficiale, ed a tutti noto dal 22 ottobre 2014, di 49.500 soggetti ancora non salvaguardati, certificati dal Governo al Parlamento, e rilevati dall'INPS in base ai criteri già stabiliti nella L 147/2014.
Dato ribadito anche nel corso dell'audizione estiva dei vertici dell'INPS in Commissione Lavoro della Camera. Auspicando che tale iniziativa sia unicamente compiuta per scrupolo, e non invece con qualche intento strumentale di smontare il dato ufficiale già esistente, riteniamo anche che tale nuova richiesta dei dati non possa assolutamente diventare motivo per ritardare ulteriormente i tempi per il prosieguo della discussione sulla settima salvaguardia; pertanto si chiede formalmente e cortesemente che tale dato venga fornito e comunicato entro e non oltre venerdì 2 ottobre, con lieve anticipo sul termine previsto del 7.10.2015, affinché si possa concludere sollecitamente la conferenza dei servizi.
Il numero degli aventi diritto sembra essere il presupposto necessario per la “bollinatura” delle risorse disponibili per il nuovo provvedimento. Avendo compreso che per il Ministro Padoan non sembra essere possibile ottenere ancora i dati certi delle risorse disponibili in quanto non sono giunte a conclusione la seconda e la sesta salvaguardia, si ritiene che tale eventuale ostacolo possa essere superato facendo la stima dei risparmi al netto della previsione di costo per la categoria dei mobilitati, per cui le due salvaguardie in questione sono ancora aperte.
Pur essendo fortemente contrari che il nuovo provvedimento di salvaguardia confluisca nella legge di stabilità, si è tuttavia preso atto che per il Governo solo quest’ultima consente di mettere a punto lo specifico strumento normativo atto a rendere utilizzabili i 500 milioni confluiti tra i risparmi residui, quelli relativi al 2015, e quelli previsti per i successivi anni, per cui consideriamo cruciale che la conferenza dei servizi si concluda entro il 30 c.m. e che per quella data si abbiano i dati certi sia dei numeri dei non salvaguardati sia delle risorse disponibili, poiché è già noto che la legge di stabilità dovrà essere presentata a Bruxelles a metà mese.
Per i Comitati degli Esodati nessun provvedimento che non contempli almeno la platea dei 49.500 "esodati non salvaguardati", con maturazione del trattamento pensionistico al 6 gennaio del 2019, come certificati dal Governo al Parlamento ( rispondendo all'interrogazione 5/03439 dell'on. Gnecchi) potrà essere considerato " definitivo", e di conseguenza proseguiranno nella loro lotta fintanto che non verrà restituito il diritto alla pensione, con le regole previgenti la riforma Fornero, a tutto questo contingente.
Distinti saluti
La Rete dei Comitati degli Esodati Roma
27 Settembre 2015
 
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Appello per la 7^ e definitiva salvaguardia

ULTIMO APPELLO SULLA 7^ SALVAGUARDIA DEFINITIVA , A FIRMA DI TUTTI I COMITATI, INVIATO A TUTTE LE COMMISSIONI PARLAMENTARI INTERESSATE

- Al sig. Presidente della XI Commissione
Lavoro Pubblico e Privato della Camera,
on. Cesare Damiano

 - Signori Onorevoli componenti la XI Commissione
Lavoro Pubblico e Privato della Camera
 
e p.c.       - Presidente della Camera dei Deputati,
on. Laura Boldrini

- sig. Presidente della V Commissione
Bilancio Tesoro e Programmazione della Camera,
on. Francesco Boccia

- Signori Onorevoli componenti la V Commissione
Bilancio Tesoro e Programmazione della Camera
 
Oggetto: Appello dei Comitati degli Esodati per la soluzione definitiva del dramma “degli Esodati” – a valle dell’audizione del Ministro dell’Economia e del Ministro del Lavoro del 24-9-2015 a Commissioni Lavoro delle Camere riunite

Gentili Onorevoli,
i nostri Comitati sono nati spontaneamente in varie zone d’Italia tra ex-lavoratori di diversa provenienza, in risposta al tradimento da parte dello Stato del patto sociale con la “manovra Fornero” sulle pensioni, che ha provocato il dramma “esodati”, oramai noto a tutti.
Nonostante ciò, i nostri Comitati però hanno avuto la capacità di analizzare e definire e perimetrare la realtà e le cause del dramma in cui sono stati precipitati, e da cui molti purtroppo ancora non sono usciti! Tutti insieme hanno tenacemente cercato di costruire un’unità, nelle diverse problematiche, che li hanno portati a condividere l’elaborazione del cosiddetto “Dossier Esodati” a voi tutti noto.
Nelle sue giuste e motivate linee guida essi si riconoscono pienamente: “esodati” sono coloro che presentano i seguenti 2 requisiti:
1) non essere più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure avere entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedano il futuro licenziamento;
2) maturare il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018.

Abbiamo contribuito fattivamente in questi lunghissimi e disperati 4 anni ad un confronto costruttivo con Parlamento, Governo, Sindacati e, in particolare, proprio con questa Commissione Lavoro, mentre tanti ex-lavoratori si rivolgevano speranzosi a noi nell’assenza sostanziale di supporti sociali ed istituzionali di qualsiasi tipo al loro dramma.
Abbiamo seguito e collaborato alle iniziative governative e/o parlamentari che riguardavano ulteriori salvaguardie, mentre di contro abbiamo contrastato con determinazione tutti i tentativi di alcuni personaggi politici che ciclicamente volevano spegnere i riflettori sul dramma di decine di migliaia di oneste famiglie di lavoratori, trattandole addirittura alla stregua di questuanti, se non di quasi truffatori, invece di palesi “aventi un diritto”, usurpato dallo Stato!
Abbiamo subìto le molto parziali salvaguardie formalizzate anno per anno, nel timore costante per gli “ancora esclusi” di essere abbandonati al loro destino dalla Politica!
In ultimo, abbiamo con attenzione seguito in streaming ed analizzato il testo della decisiva audizione dei Ministri Padoan e Poletti in Commissioni Lavoro e Finanza di Camera e Senato riunite del 24 settembre u.s.
Con tutta evidenza il Ministro Padoan ha ribadito più volte, parlando a nome del Governo tutto e mai affermando il contrario, che “il Governo si impegna ad utilizzare eventuali risorse disponibili accertate per gli anni futuri per dare copertura ad un eventuale nuovo, ma DEFINITIVO, intervento in materia di salvaguardia dall’applicazione dei requisiti pensionistici di cui al D.L. 201/2011 (Fornero). Il Governo si impegna inoltre … al recupero delle economie accertate per gli esercizi pregressi ed al relativo utilizzo per gli esercizi successivi previa …”. Quindi il Governo si è impegnato davanti al Parlamento politicamente, al di là dei tecnicismi per le risorse 2013 e 2014 oggi “conservate nei fondi residui passivi”, e formalmente all’utilizzo di tutti i risparmi di tutte le 6 salvaguardie precedenti per un’ultima ed esaustiva salvaguardia!!
Mentre nella fase di premessa il Ministro Padoan affermava inequivocabilmente che “Il monitoraggio complessivo delle operazioni di salvaguardia (considerando dati parziali che inglobano anche le salvaguardie c.d. “aperte”) evidenzia al 10 settembre 2015 circa 121.500 (su 170.230 già finanziati, ndr) tra certificazioni accolte (116.000) e attuali giacenze che, con riferimento in particolare alla c.d. seconda e sesta salvaguardia (salvaguardie ancora “aperte”) possono ancora incrementarsi.”
A Voi tutti, come a noi, è chiaro che in questo numero sono già comprese tutte le possibili incertezze della sesta salvaguardia, mentre per la seconda salvaguardia (cfr. report monitoraggio precedenti INPS)riguarda solo la minima incertezza sul numero di lavoratori, oggi già in mobilità oppure in cassa integrazione e posti in mobilità entro il 30 dicembre 2016, il cui numero non può non essere già noto in via previsionale dall’INPS!
Perciò i dati forniti dal Governo, confermando quelli forniti al Parlamento dal Ministero del Lavoro nel mese di luglio scorso ed anzi incrementandoli, assicurano che i risparmi derivanti dalle precedenti salvaguardie corrispondono a NON MENO di 43.000, e con evidente ragionevolezza raggiungono 50.000!!
Infatti, nel ricordare che a Luglio scorso la certificazione ufficiale del Ministero del Lavoro (doc. CCXXX) al Parlamento relativa ai risparmi conseguiti dalle salvaguardie precedenti riguardava quasi 43.000 soggetti per circa 3,3 Miliardi di euro, il successivo aggiornamento di settembre del monitoraggio INPS porta ai numeri che sinteticamente sono riportati nella tabella elaborata ed allegata in calce.
A fronte di questo contesto e dei tempi strettissimi, nel ricordare la posizione del Governo per inserire in Legge di Stabilità il provvedimento di salvaguardia “definitivo”, Vi sollecitiamo a non far sfumare la possibilità di copertura offerta dal Governo per la salvaguardia di tutti i 49.500 soggetti individuati con la interrogazione Gnecchi 5-03439 del 7/8/2014.
Vi invitiamo pertanto a predisporre e a sostenere con determinazione e fermezza il provvedimento normativo che, inserito d’intesa con il Governo nella Legge di Stabilità, consenta l’immediata salvaguardia per i 49.500 soggetti detti!
Queste risorse devono essere riservate esclusivamente agli esodati, cioè a chi non ha lavoro dal 2011 e non essere distratte per altre finalità, come nell’incrocio di problematiche distinte potrebbe accadere!!
Noi abbiamo lottato per tutti loro in questi 4 anni, senza fondi e solo con la nostra tenacia, il nostro coraggio e le nostre giuste ragioni!
Giunti a questo decisivo passaggio e certi del vostro impegno sempre dimostrato per la soluzione totale dell’errore commesso, contiamo solo su di voi per fare in modo che tutto il lavoro fatto insieme non sia sprecato e che finalmente possa essere riportata serenità e giustizia in quelle quasi 50.000 famiglie!
Cordiali saluti Roma 29/9/2015
 
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martedì 29 settembre 2015

Tg2 Insieme

Tg2 Insieme 
del 29-8-2015
In studio Daniele Martella in rappresentanza degli esodati


Baretta, esodati restano priorità

Baretta, esodati restano priorità

Stiamo cercando una soluzione definitiva

(ANSA) - ROMA, 28 SET - Sugli esodati "stiamo cercando una soluzione definitiva e cerchiamo di farlo nella Legge di Stabilità, stiamo valutando conteggi e possibilità, c'è ancora bisogno di qualche giorno di definizione dell'impianto". Così il sottosegretario al ministero dell'Economia, Pier Paolo Baretta, aggiungendo "vedremo se affrontare solo la questione esodati o anche quella della flessibilità, ma gli esodati sono il capitolo principale in questo ragionamento", ha concluso Baretta.
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7^ salvaguardia, pronta (?) La CGIL spinge per i precoci

PENSIONI, SETTIMA SALVAGUARDIA PRONTA PER ESODATI, LA CGIL SPINGE PER I PRECOCI
Il governo è accerchiato, da ogni parte arrivano spinte per gli esodati e per i precoci, la commissione lavoro è pronta la Cgil spinge per i precoci.
Pubblicato il:28 settembre 2015
CIRO TROCCOLI - Esperto di Lavoro
Governo accerchiato sulle pensioni: da una parte la Commissione Lavoro della Camera,con Cesare Damiano in testa in qualità di presidente e l'on. Incerti e fargli da solida spalla,dall'altra i sindacati con la responsabile confederale Vera Lamonica della Cgil. L'on. Antonella Incerti, del partito democratico, aveva annunciato qualche giorno fa l'ufficializzazione di due emendamenti a favore dei lavoratori esodati, ora l'on. Cesare Damiano comunica che mercoledì prossimo 30/09la commissione lavoro licenzierà il testo definitivo sulla settima salvaguardia. Sul versante sindacale, Vera Lamonica della Cgil rende nota la posizione del suo sindacato a proposito dei lavoratori precoci, affermando che è giunto il momento di porre rimedio all'annosa questione dei lavoratori che hanno iniziato a lavorare giovanissimi, rinunciando a divertimenti ed anche allo studio per rinchiudersi dentro le quattro mura di una fabbrica per aiutare economicamente la propria famiglia in difficoltà.
Esodati, vertenza al termine con la settima salvaguardia? Damiano pronto con la commissione
La proposta di legge elaborato unitariamente dalla commissione lavoro, è caratterizzato da quattro articoli. Nel primo è prevista la salvaguardia dei lavoratori della scuola (l'arcinota quota 96) ma non di tutti i 4000 in un primo tempo censiti dal Miur, bensì di soli 2500. Il perchè di solo 2500 è presto detto: dal gennaio 2012, data in cui entrarono in vigore le rigide norme, fortementepenalizzanti nei confronti del personale scolastico, della legge Fornero, molti docenti sono andati in pensione “motu proprio” perché nel frattempo hanno raggiunto i requisiti previsti dalla Fornero. Sempre nel primo articolo è prevista la salvaguardia dei macchinisti ferrovieri ed uno scivolo di pensionamento per ilavoratori pubblici che entro il dicembre 2012 avevano raggiunto la vecchia quota 96; il secondo articolo riguarda l'estensione della salvaguardia a quei lavoratori che entro il dicembre 2011 erano rimasti senza lavoro a vario titolo (si ipotizza sui 25000) .Nel terzo articolo viene posto fine alle penalizzazioni sulla liquidazione della pensione prima del 2015. Le coperture finanziarie del provvedimento sono contenute nel quarto articolo.

La posizione della Cgil sui lavoratori precoci attraverso il pensiero di Vera LamonicaPer la segretaria confederale della Cgil Vera Lamonica è giunto il momento per scrivere la parola fine sulla triste vicenda dei lavoratori precoci che abbiano raggiunto i 41 di contributi. Deve essere questo il tetto massimo di contribuzione per chi ha iniziato a lavorare prima dei 20 anni di età. L'occasione ci è data, secondo Vera Lamonica, dalla legge di stabilità. E' questa l'occasione propizia per approvare il disegno di legge 857 Damiano - Baretta, che permetterebbe ai precoci di uscire dal mondo del lavoro indipendente dall'età anagrafica avendo versato 41 anni di contributi.
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lunedì 28 settembre 2015

Riprendono i lavori alla Camera su esodati e pensioni flessibili

Riforma Pensioni, riprendono i lavori alla Camera su esodati e pensioni flessibili
Lunedì, 28 Settembre 2015 08:45
Scritto da redazione
La Commissione Lavoro punta mercoledì all'approvazione del testo base della settima salvaguardia. Riprende l'esame della risoluzione Simonetti per i lavoratori in congedo.Settimana ricca di appuntamenti sul fronte previdenziale. Mentre l'esecutivo lavora alla flessibilità in uscita da presentare (si spera) nella legge di stabilità entro la metà di ottobre nel corso della settimana la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati riprenderà il lavoro avviato agli inizi di settembre sul capitolo esodati.
La Commissione in sede referente proseguirà la discussione della settima salvaguardia con la votazione, mercoledì, degli emendamenti relativi agli ultimi tre articoli della proposta di legge. L'obiettivo, confermato dallo stesso Presidente Cesare Damiano, è quello di licenziare un testo unitario da presentare al Governo e/o all'Aula di Montecitorio sul quale poter chiudere in tempi rapidi un confronto. Giovedì la Commissione riprenderà la discussione della risoluzione n. 7-00765 Simonetti: Attivazione della procedura di cui all'articolo 1, comma 193, della legge n. 147 del 2013 per il riconoscimento della salvaguardia pensionistica a lavoratori in congedo o fruitori di permessi per assistere familiari con disabilità. Ancora in materia di esodati venerdì la Commissione Lavoro di Palazzo Madama procederà all'analisi dei dati della rilevazione raccolti tramite il questionario online avviato dal Senato tra aprile e luglio.
Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, la Commissione Lavoro della Camera ha in calendario mercoledì la prosecuzione dell'esame dei 17 progetti di legge depositati tra il 2013 ed il 2015 dalle varie forze politiche che intendono a vario titolo rimettere mano alla Legge Fornero e ridare maggiore flessibilità sui requisiti di pensionamento. Nella medesima giornata la Commissione ha in programma l'audizione informale dei rappresentanti di ANIA e Confindustria proprio sul tema delle pensioni flessibili.
Giovedì, infine, saranno ascoltati i rappresentati dell'Istat nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'impatto in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne.
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Baretta: soluzione definitiva con flessibilità

Esodati: Baretta, soluzione definitiva con flessibilità
(AGI) - Trieste, 27 set. - La questione degli esodati "verra' affrontata con una soluzione definitiva". Lo ha affermato oggi a Trieste il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenendo a "Ancora Europa". Per il sottosegretario "ci sono piu' opzioni aperte per affrontare il problema. Una di queste e' inserire gli esodati nel nuovo possibile intervento sulla flessibilita' in uscita, sul quale stiamo ragionando. E' un sistema che costa molto, ma avrebbe dei vantaggi sociali, perche' darebbe margine di scelta alle persone, garantendo liberta'". "La Legge Fornero - ha aggiunto Baretta - non e' stata un errore nella struttura, ma nei tempi. Non e' stata cioe' sbagliata la scelta di spostare in avanti l'eta' pensionabile, visto che - ha concluso - negli anni la vita media e' notevolmente aumentata, ma farlo dalla sera alla mattina, creando alcune problematiche serie come quella degli esodati".(AGI) Ts1/Pit
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domenica 27 settembre 2015

Comunicato Stampa dei Comitati degli Esodati

Comunicato Stampa dei Comitati degli Esodati
Insoddisfacenti i risultati dell’audizione dei due Ministri sulla soluzione del problema “esodati”: La mobilitazione degli “esodati” e del Sindacato continua con nuove iniziative !!!
I comitati degli Esodati manifestano profonda insoddisfazione delle risposte fornite dai due Ministri, Poletti e Padoan con l’ audizione del 24 settembre in Parlamento.
Pur prendendo atto del formale impegno manifestato dal Governo, con le dichiarazioni dei due Ministri, e pur prendendo atto delle loro assicurazioni sul ripristino dei risparmi accumulati nel Fondo Esodati (normato dalla L.228/2012) manifestano forti preoccupazioni e forte contrarietà sui tempi e sui modi con i quali intenderebbero dare soluzione alla vertenza “esodati”.
Risparmi che, ribadiamo, devono essere esclusivamente utilizzati per la salvaguardia degli “esodati” e per nessun’altro!!
Denunciamo la grave strategia dilatoria del Governo che vorrebbe rinviare la soluzione del problema in Legge di stabilità senza dare alcuna certezza di restituzione del diritto alla pensione per TUTTI i 49.500 esodati non salvaguardati certificati dallo stesso Governo al Parlamento !
Strategia che non risolve il problema allungando i tempi di approvazione della SETTIMA salvaguardia DEFINITIVA da noi RICHIESTA DA OLTRE UN ANNO oggi in esame in Commissione Lavoro della Camera che chiediamo, venga immediatamente integrata ed approvata!.
I Comitati Esodati continuano la MOBILITAZIONE con i sindacati con i quali ribadiremo a gran voce e con determinazione le richieste che rivolgiamo a Governo e Parlamento da oltre un anno ed a quasi 4 anni dall’inizio della nostra mobilitazione:
1) Sia immediatamente chiusa, entro e non oltre il 30 settembre la Conferenza di Servizi volta ad accertare gli effettivi risparmi delle precedenti 6 salvaguardie più volte certificati dall’INPS e ben sufficienti per riconoscere la salvaguardia ai 49.500 esodati rimastine fuori;
2) Immediato approvazione della proposta di legge, in esame alla Commissione Lavoro della Camera, che preveda la soluzione definitiva per tutti e con il riconoscimento del diritto alla pensione per TUTTI i 49.500 “esodati” censiti dall’INPS e dal Ministero del Lavoro.
Chiediamo pertanto a questo Governo di dimostrare nei fatti l’impegno dichiarato nell’audizione di ieri RISPETTANDO la volontà del Parlamento, manifestata da TUTTI i gruppi parlamentari della Commissione Lavoro della Camera, di voler risolvere definitivamente il problema degli “esodati” ben prima dell’esame della Legge di Stabilità. 
Non si può continuare a condannare alla disperazione 49.500 famiglie italiane ancora oggi private del riconoscimento del costituzionale diritto alla pensione.
Tutti i Comitati, unitamente a Tutte le forze sindacali, programmeranno per i prossimi giorni ulteriori iniziative di lotta tutte volte ad ottenere giustizia per TUTTI gli esodati.
La Rete dei Comitati degli Esodati Roma 25 Settembre 2015
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C.D.E. Comitati per i Diritti degli Esodati:
COMITATO MOBILITATI ROMA E NAPOLI
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COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE
Elide Alboni comitato.licenziati@libero.it
COMITATO ESODATI BANCARI 
segreteria del comitato - tel. 06 83393835 comitato.degli.esodati.bancari@gmail.com
COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA' di SETTORE FERROVIERI 
Marcello Luca 3383182418 comitato.fondisettoreferrovie@gmail.com

Petriccioli (Cisl): basta annunci

Pensioni: Cisl, basta annunci, confronto

E' ora di passare da parole a fatti e dare risposte definitive

 © ANSA(ANSA) - ROMA, 26 SET - "Ancora una volta rinnoviamo la richiesta al Governo perché esca dagli annunci e dai rimpalli di responsabilità e apra un confronto per dare soluzione nella prossima legge di stabilità ai numerosi problemi", in tema di pensioni, a cominciare dagli esodati. Lo afferma al Cisl con il segretario confederale Maurizio Petriccioli. E' "ora di passare dalle parole ai fatti e dare risposte definitive", aggiunge, ribadendo la necessità di introdurre flessibilità nel sistema.
(Leggi)

L'altalena di rassicurazioni e no

IL GOVERNO ASSICURA GLI ESODATI

dal TT-TG delle ore 12.30 di sabato 26 settembre 2015

TELETUTTO

Damiano: mercoledì proposta unitaria della Camera per 7^ salvaguardia

Esodati / Settima Salvaguardia, Damiano: mercoledì proposta unitaria della Camera

Sabato, 26 Settembre 2015 - Scritto da redazione
La proposta unitaria della Commissione Lavoro della Camera sarà licenziata mercoledì. Damiano: pronti al confronto con il Governo.
“La Commissione Lavoro della Camera concludera’ mercoledi’ prossimo l’esame degli emendamenti al testo di legge unificato sulla settima salvaguardia degli esodati”. Lo annuncia Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
Il testo della proposta di legge è composto da quattro articoli. Il primo, già approvato dalla Commissione Lavoro martedì, contiene una salvaguardia per 2.500 lavoratori della scuola, macchinisti ferrovieri ed uno scivolo di pensionamento per i lavoratori del pubblico impiego che abbiano raggiunto la quota 96 entro il 2012; il secondo articolo riguarda l'estensione della salvaguardia a circa 26mila lavoratori che avevano perso, a vario titolo, il lavoro entro il dicembre 2011; il terzo articolo contiene lo stop alle penalizzazioni che abbiano ottenuto la liquidazione della pensione prima del 2015. L'ultimo articolo, il quarto, reca le coperture finanziarie al provvedimento.
“Si tratta – spiega Damiano – di una proposta unitaria che individua le famiglie di esodati ancora da salvaguardare. A partire da questo testo ci confronteremo con il Governo per inserire nella legge di Stabilita’ la settima salvaguardia, augurandoci che sia quella definitiva. A nostro avviso le risorse ci sono: si tratta dei risparmi fin qui realizzati dal Fondo esodati che l’Inps ha quantificato in 3,3 miliardi di euro fino al 2022. L’utilizzo (parziale) di queste risorse puo’ consentire di risolvere anche il problema della Opzione Donna”.
(Leggi)

Padoan «apre» su flessibilità e esodati, ma restano i dubbi

Flessibilità e esodati, Padoan «apre» ma restano i dubbi
di Claudia Marin
Lo stop and go del governo su pensioni flessibili, esodati e opzione donna si arricchisce di una nuova puntata. E questa volta, dopo Matteo Renzi, è di nuovo il Ministro Pier Carlo Padoan a riaprire alla possibilità di prevedere, «a partire» dalla legge di Stabilità, misure per i tre fronti aperti. Non senza mettere le mani avanti sulla necessità di mantenere l'equilibrio dei conti: «L'operazione – avverte - deve essere compatibile con il quadro di finanza pubblica». Una posizione solo apparentemente in linea con quella espressa nelle stesse ore dal Ministro Giuliano Poletti: in realtà, tra il Ministero dell’Economia e quello del Welfare rimane forte la diversità di vedute e di soluzioni proprio sui tre capitoli cruciali della partita previdenziale. E questo, mentre, a sua volta, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ricordando come le pensioni degli uomini siano mediamente più elevate di quelle delle donne del 40 per cento, offre tre suggerimenti al governo per interventi pro-donne: privilegiare il criterio dell’età anagrafica e non dell’anzianità contributiva e stabilire una soglia minima di assegno nelle soluzioni di flessibilità; e rivedere le cosiddette ricongiunzioni onerose. Una situazione a dir poco confusa, insomma, tanto che, non a caso, i sindacati (con la leader della Cisl, Furlan, in testa) e le opposizioni bollano come «gioco delle tre carte» i nuovi annunci degli esponenti dell’esecutivo.
A poche settimane dal varo della legge di Stabilità, dunque, i due ministri, in occasione dell’audizione nelle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, non sciolgono il rebus previdenziale. E’ vero, sul capitolo esodati garantiscono che c'è l'impegno del governo a individuare soluzioni «nuove e definitive» per tutelare coloro che sono rimasti senza stipendio e senza pensione e fuori dalle precedenti operazioni di salvaguardia (121.500 le domande accolte dall’Inps). E, nello specifico, il governo punta a impiegare le risorse risparmiate dalle precedenti salvaguardie e che al momento sono bloccate. Ma per questo serve però una nuova copertura. Il che vuol dire – e qui sta il rovescio della medaglia – che la settima salvaguardia non sarà contenuta in un decreto legge ad hoc, ma nella legge di Stabilità, che diventerà operativa solo il primo gennaio prossimo. Non solo: è tutto da stabilire se la rete di protezione toccherà tutti i 50 mila potenziali interessati o solo una parte di loro.
Ancora più incerto rimane il nodo della flessibilità in uscita. Su questo terreno si fronteggiano due linee: quella dell’Economia, che punta a limitare il pensionamento flessibile (con 62-63 anni di età, 35 di contributi e una penalizzazione massima del 12-15 per cento) a alcune categorie di lavoratori (disoccupati anziani o possibili esodandi e donne), e quella del Lavoro, che ipotizza formule valide in generale per tutti. Il limite per tutte le soluzioni è che non ci sarebbe più di un miliardo a disposizione. E sempre condizionata dalle risorse resta anche la cosiddetta opzione donna: sia per quanto riguarda la conferma per il 2015 della versione attuale sia per quel concerne la proroga agli anni successivi sia pure in una versione più rigorosa, con un’età minima a 62-63 anni.
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sabato 26 settembre 2015

Furlan: "No a gioco delle tre carte su esodati, opzione donna e flessibilità pensionistica".

Pensioni. Furlan: "No a gioco delle tre carte su esodati, opzione donna e flessibilità pensionistica".
24/09/2015
Roma, 24 settembre 2015. "Il Governo non può confondere i termini della discussione, facendo il gioco delle tre carte su esodati, opzione donna e flessibilità pensionistica" E' quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, dopo le dichiarazioni rese oggi dal Ministro Padoan e dal Ministro Poletti in occasione delle audizioni presso le Commissioni Bilancio e lavoro riunite di Camera e Senato. "È vero che per quanto riguarda la flessibilità nell'accesso al pensionamento vanno trovate nuove risorse. Ma nel caso degli esodati e dell'opzione donna si tratta di confermare gli impegni già assunti in passato ed utilizzare i risparmi delle precedenti salvaguardie, come già si è fatto l' anno scorso con la sesta salvaguardia. Confondere i termini della questione significa solo lasciare in una situazione di incertezza oltre 50 mila famiglie, allargando l'area del disagio sociale e non affrontare la correzione della legge Fornero che si rende indispensabile per dare risposte al mondo del lavoro ed alle imprese. Bisogna fare chiarezza ed assumersi la responsabilità di risposte improrogabili che il Paese attende. "Per questo ci aspettiamo che sia il Presidente del Consiglio Renzi ad esprimere una linea chiara, indicando i provvedimenti che il Governo intende assumere sulla vicenda degli esodati e dell'opzione donna, in modo da rassicurare tante lavoratrici e tanti lavoratori, dando risposte certe anche sulla flessibilità in uscita oggi ancora più necessaria per favorire lo scambio tra giovani ed anziani nei posti di lavoro", ha concluso Annamaria Furlan.
Ufficio Stampa Cisl
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Fioravante Bosco (Uil): per esodati ed opzione donna le risorse ci sono e vanno utilizzate

Fioravante Bosco (Uil)Esodati ed opzione donna, la Uil:"Le risorse ci sono e vanno utilizzate"
25/09/2015
In una nota, la Uil, ha comunicato di aver incontrato a Roma la Commissione a lavoro della Camera per predisporre una proposta di legge che tuteli gli esodati e attui l’opzione donna.
La Uil ha comunicato che, dopo un nuovo presidio a Piazza San Silvestro a Roma, abbiamo incontrato la Commissione Lavoro della Camera alla quale abbiamo chiesto di predisporre la proposta di legge per la settima salvaguardia degli esodati e l'attuazione dell'opzione donna. Questa è la via maestra per rispondere alle esigenze di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici rimasti senza stipendio e senza pensione.

“Se c’è davvero volontà da parte del Governo – dichiara Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Benevento - di trovare una soluzione definitiva per gli esodati e per l’opzione donna non c’è altra strada se non quella di varare questi provvedimenti senza indugi. Difatti, inserire questi temi nella legge di stabilità, vorrebbe dire solo perdere tempo e confondere le acque. Non vogliamo sottostare al gioco dei numeri: le risorse ci sono e vanno utilizzate”.
 

Damiano: dire sì a salvaguardia esodati

Pensioni, ultime dichiarazioni al 25 settembre da Damiano: dire sì a salvaguardia esodati
 - Esperto di Lavoro
Il Presidente della Commissione lavoro alla Camera torna sul tema delle pensioni per lavoratori esodati, chiedendo di avviare la salvaguardia.
Per offrire una soluzione ai lavoratori rimasti esodati in seguito all'irrigidimento dei requisiti di pensionamento avvenuto nel 2011 "serve un'intervento di carattere legislativo, come abbiamo fatto con la sesta salvaguardia". Ad affermarlo è il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, così come ripreso dall'Agenzia di informazione Ansa nella giornata di ieri. "Siamo in attesa della certificazione delle risorse della conferenza dei servizi, per il momento le cifre sono state date solo dall'Inps" prosegue l'esponente della Minoranza Dem, sottolineando che l'istituto di previdenza pubblica ha offerto cifre secondo le quali le risorse potrebbero risultare effettivamente disponibili. "Fino al 2022 ci sarebbero 3,3 miliardi di risparmi, ma devono essere certificati" conclude l'On. Damiano, chiudendo l'audizione durante la quale hanno partecipato il Ministro del lavoro Poletti e il Ministro delle Finanze Padoan.

Pensioni esodati, si attende il riscontro sulla sanatoria nella prossima legge di stabilità

"Per finalizzare le risorse programmate alla tutela dei lavoratori, è stata istituita una specifica autorizzazione di spesa [...] che può essere incrementata da parte della conferenza dei servizi" spiega il Ministro del lavoro Pier Carlo Padoan. "Le risorse finora non utilizzate con riferimento agli esercizi precedenti 2013 - 2014 possono ritenersi ancora utilizzabili per le medesime finalità, conseguentemente non si può affermare che sono state sottratte indebitamente delle risorse destinate alle misure di salvaguardia" ha afferma il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, specificando il nodo da sciogliere a livello burocratico riguardo la questione della flessibilità previdenziale. "Per consentire l'utilizzo pieno di queste risorse [...] occorre procedere nei lavoro della conferenza dei servizi, così da accertare i risparmi di spesa conseguiti, anche per valutarne prospetticamente i risparmi negli anni a venire". In conclusione, il Ministro chiarisce quale sarà la scadenza delle tempistiche utili per arrivare ad una decisione sulle salvaguardie: "la sede ideale per raggiungere tutti gli obiettivi appena esposti non può che essere la legge di stabilità, all'interno della quale sono possibili compensazioni complessive di partite contabili".
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Airaudo (SEL): dal governo i soliti annunci e nessuna soluzione

Esodati, Airaudo: dal governo i soliti annunci e nessuna soluzione                     
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«Il governo non cambia la legge Fornero, ignora Quota96 e i macchinisti delle ferrovie e archivia Opzione Donna. Ma soprattutto non mette i soldi per la settima salvaguardia. Il governo così non risponde alle emergenze e non mantiene le promesse rimandando tutto alla legge di Stabilità». Lo afferma il responsabile lavoro di Sinistra Ecologia Libertà on. Giorgio Airaudo al termine delle audizioni dei Ministri Poletti e Padoan alla Camera.
Il rischio, denuncia l’esponente di Sel, è che tutto precipiti verso una flessibilità pagata dai lavoratori. Che in questo modo pagherebbero due volte: ieri l’aumento dell’età pensionabile e oggi la “tassa” per uscire. Il governo, come sempre, si dimentica dei più deboli preferendo gli annunci alle soluzioni.
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Settima Salvaguardia, la relatrice deposita altri due emendamenti

Esodati / Settima Salvaguardia, la relatrice deposita altri due emendamenti
La relatrice Antonella Incerti ha depositato due emendamenti all'articolo 2 del disegno di legge sulla settima salvaguardia per estendere ulteriormente i beneficiari delle deroghe.
Come anticipato da pensionioggi.it mercoledì scorso fa la relatrice al disegno di legge unificato sulla settima salvaguardia Antonella Incerti (Pd) ha depositato due emendamenti all'articolo 2 del disegno di legge sulla settima salvaguardia il cui iter riprenderà in Commissione Lavoro alla Camera martedì prossimo. Le modifiche vanno in due direzioni.

Da un lato si dispone l'irrilevanza di eventuali periodi di lavoro domestico a tempo indeterminato ai fini dell'inclusione nella salvaguardia prevista dal provvedimento; con il secondo si includono nella salvaguardia anche i lavoratori che, a seguito di accordi in sede governativa o non governativa accederebbero al pensionamento entro trentasei mesi (contro i dodici dell'attuale versione del testo unificato) dalla fine della fruizione dell'indennità di mobilità.
Attualmente tutti i lavoratori che siano stati reimpiegati in qualsiasi attività a tempo indeterminato, ha sottolineato la Relatrice, non hanno diritto alla salvaguardia. Con la modifica proposta si tempera questo divieto nei confronto dei lavoratori domestici, soggetti particolarmente deboli da un punto di vista sociale. Importante poi l'altra modifica, quella sui lavoratori in mobilità. L'emendamento proposto amplia infatti di due anni il lasso di tempo, dopo la fine dell'indennità di mobilità, entro il quale i lavoratori possono maturare il diritto a pensione ai fini dell'accesso alla salvaguardia. Si prevede anche un ampliamento della platea numerica dei beneficiari che passa dai 5mila originari a 5.300.
Questa settimana la Commissione ha approvato l'articolo 1 del provvedimento che contiene, tra l'altro, la scialuppa di salvataggio per 2.500 lavoratori della scuola, i ferrovieri ed altre modifiche sul pubblico impiego. Misure sulle quali dovrà esprimersi tuttavia il Governo nelle prossime settimane. E' possibile infatti che il testo del provvedimento venga trasferito (magari con modifiche) in un articolo della legge di stabilità che l'esecutivo deve presentare il 15 ottobre alle Camere.
La prossima settimana la Commissione riprenderà l'esame del provvedimento. In calendario c'è proprio l'esame delle proposte emendative all'articolo 2 del disegno di legge depositate dalle parti politiche.
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Boeri: gli uomini percepiscono il 41% in più

Pensioni, ultime notizie al 25/9 sull'Inps da Boeri: gli uomini percepiscono il 41% in più

Il Presidente Boeri interviene nuovamente sulle pensioni sottolineando come quelle degli uomini risultino del 41% più alte di quelli delle donne.

Nuovo intervento del Presidente Inps Tito Boeri, che porta avanti l'operazione trasparenza concentrandosi questa volta sulla disparità di trattamento previdenziale tra uomini e donne. Secondo l'economista della Bocconi, i primi percepirebbero un emolumento maggiore mediamente del 41.4%. Questo pur tenendo presente che quasi il 60% dell'intera platea delle pensioni erogate va a favore del genere femminile. "Una grossa componente della disparità è legata alle pensioni di anzianità, che hanno avvantaggiato gli uomini", perché quest'ultimi possono contare su maggiori anni di versamenti. Anche per questo, secondo Boeri "non bisogna ripristinare i vecchi criteri pensionistici. Se si vuole introdurre maggiore flessibilità dobbiamo porre dei criteri di natura anagrafica e non contributiva". Questa dovrebbe essere la migliore strategia per evitare che nel futuro si sviluppino delle nuove disuguaglianze tra sessi nei trattamenti pensionistici percepiti dopo una vita di lavoro.

Pensioni: Boeri richiama ad un provvedimento sulle ricongiunzioni onerose

Stante la situazione, secondo Boeri al fine di garantire maggiore equità è importante agire sul tema delle ricongiunzioni onerose, per tagliare i costi di queste operazioni in favore di chi ha effettuato versamenti in diversi fondi o casse previdenziale. L'obiettivo è e di arrivare all'unificazione delle diverse forme di contribuzione senza che questo pesi sulle spalle dei lavoratori, un proposito che potrebbe giocare in favore dell'uguaglianza di erogazioni tra i sessi. "La revisione dell'istituto di ricongiunzione onerosa andrebbe fatta: me lo auguro. Sarebbe una riforma che guarda alle donne" spiega Boeri, sottolineando come la vita lavorativa di quest'ultime è particolarmente caratterizzata da prestazioni lavorative discontinue e quindi da versamenti che si alternano anche in diversi fondi. Un elemento che pesava già sulle donne e che si è inasprito con la legge Fornero: "è indubbio che nel 2011 abbiano bloccato moltissime donne, allontanando per loro la prospettiva di andare in pensione" conclude il Presidente dell'Inps.
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Leggi anche: Il Messaggero

venerdì 25 settembre 2015

Simonetti e Rizzetto vs Poletti e Padoan, è una vergogna!

ESODATI MALTRATTATI, SIMONETTI E RIZZETTO: 'E' UNA VERGOGNA', LE NOVITÀ
Ultime novità opzione donna ed esodati che vengono maltrattati: Simonetti e Rizzetto vs Poletti e Padoan, è una vergogna!
Le ultime novità ad oggi 24/9 su opzione donna ed esodati non sono delle più rincuoranti, Rizzetto e Simonetti dopo aver preso parte alle audizioni dei Ministri  Padoan e Poletti alla Camera, si dicono indignati. Il primo asserisce, prendendo la parola in aula, "Si sta facendo peggio della Fornerosi sta andando verso un disastro epocale", il secondo indignato aggiunge anche un post sulla sua pagina ufficiale Facebook che in sintesi dice "è una vergogna"! Vediamo in dettaglio cosa è emerso oggi dalle parole dal Ministro dell' Economia Padoan e dal Ministro del Lavoro Poletti.

Opzione donna ed esodati, Quota 41 e Quota 96: Rizzetto e Simonetti concordano, è una vergogna!

Proseguono gli accesi dibattiti pubblici e politici a seguito dell'audizione di Padoan e Poletti tenutasi questa mattina davanti alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. I ministri hanno ribadito che è intenzione del Governo risolvere le questioni più urgenti createsi a seguito della Riforma Fornero, come quella degliesodati. Ma il tutto dovrà avvenire nel pieno rispetto degli equilibri dei conti pubblici. Le risorse disponibili per il fondo esodati dovranno essere certificate ed il luogo migliore per farlo, ribadisce Poletti, è la Legge di Stabilità. Per quanto concernel'opzione donna il tavolo di confronto resta aperto, partendo dai presupposti che alla data del 31/12/2015 dovranno essere maturati i requisiti richiesti tenendo conto della decorrenza e dell'aspettativa di vita. Aspettativa di vita in crescita che porterà come conseguenza ad un necessario aumento dell'età pensionabile al fine di poter consentire la tenuta del sistema previdenziale italiano e dei conti pubblici. La flessibilità, precisa Padoan, "potrebbe essere utile al fine di venire incontro a richieste di specifici gruppi di cittadini vicini all’ età di pensionamento", ma si dovrà pur sempre agire con cautela e nel rispetto delle finanze pubbliche. Nessun accenno, come precisa Rizzetto, a quota 41 e 96.

Lo sfogo su FB post audizione di Simonetti e Rizzetto: atteggiamento vergognoso del Governo

"Nessuna flessibilità per le pensioni, anzi età pensionabile da alzarsi, nessuna salvaguardia esodati, nessuna proroga Opzione Donna.... Il debito pubblico si può solo aumentare per la campagna elettorale perenne di Renzi! Una Vergogna!" così indignato Simonetti scriveva su Fb questa mattina, parere analogo quello di Rizzetto, vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Vedremo, faremo, ragioneremo in legge di Stabilità" così inizia il post 'provocatorio' dell'onorevole Walter Rizzetto, visibile per intero alla sua pagina ufficiale Fb . Che prosegue dicendo: "Ancora una volta rinvii e parole, nulla di concretoMaltrattiamo esodati e opzione donnascordiamo Q41, Q96 e Quindicenni. Una vera Caporetto di intenzioni solo proclamate ed ancora disattese".
Rizzetto non risparmia nessuno e sia in Aula quanto sul post dichiara tutto il proprio sdegno nei confronti di una politica che oggi gli ha "fatto pena", non essendo in grado di rispondere con un minimo di correttezza a tutti quei cittadini che con grande dignità chiedono rispetto e la tutela dei propri diritti manifestando con vigore anche in piazza. Oggi spiega Rizzetto è stato un "vero e proprio disastro", ma noi aggiunge, forse per rassicurare i pensionandi, "continueremo a fare il nostro dovere".
Servirà, si chiedono oggi esodati, donne e precoci, profondamente delusi dall'esecutivo Renzi?


giovedì 24 settembre 2015

Fassina: Sugli esodati il governo fa melina

Sugli esodati il governo fa melina
Sugli esodati, su "opzione donna" e sulla flessibilità per il pensionamento il governo continua a fare melina, mentre prepara una soluzione indifferenziata e penalizzante, in particolare per i lavoratori e lavoratrici precoci. Gli esodati hanno una specificità e per loro va garantita la settima salvaguardia. Per la flessibilità, sarebbe inaccettabile penalizzare pesantemente chi arriverebbe a malapena a 1000 euro al mese di pensione e eliminare la Tasi per gli attici a piazza Navona. Serve una soluzione equa. Le risorse si prendono limitando l'eliminazione della Tasi.


Un commento

Audizione di Padoan
Di Salvatore Carpentieri
Vi inviterei tutti a non parlare per riferito!! Per non alimentare caos... prima documentarsi e poi discutere e poi agire!
Ho ascoltato l'audizione e vi riporto quanto detto da Padoan (testuale!!):
"Per quanto attiene le operazioni di salvaguardia chiuse (cioè tutte meno la 2 e 6, mia nota), il Governo si impegna a utilizzare eventuali risorse disponibili accantonate per gli anni futuri per dare copertura ad un eventuale nuovo, ma DEFINITIVO, intervento in materia di salvaguardie dei lavoratori dall'applicazione dei requisiti pensionistici di cui al D.L. 201/2011.
Il Governo si impegna inoltre per ricercare soluzioni finalizzate al recupero delle economie accertate per gli esercizi pregressi ed al relativo utilizzo per gli esercizi successivi previa compensazione sui saldi di finanza pubblica nel rispetto degli obiettivi programmati.
Quindi che questo dia fine ad eventuali ulteriori illazioni su risorse sottratte.
Questi interventi potranno essere attivati nell'ambito della prossima legge di stabilità!".
Vi informo che né Gnecchi nè Damiano ha contestato la posizione del Governo sugli esodati ma Gnecchi ha solo affermato che bisogna farlo prima della legge di stabilità.
Inoltre anche se Sacconi, ed un altro senatore, ha parlato del censimento (ma di sfuggita) non ha minimamente affermato che sia certo e soprattutto si è "vergognato" a fare numeri. Quindi è mia opinione che lo doveva dire perché andava detto dopo il lavoro fatto, ma sa che è indifendibile.
Per opzione donna la situazione è tutto il Parlamento contro il Governo.

Parente (PD): on-line risultati rilevazione Senato

On-line risultati rilevazione Senato
(ANSA) - ROMA, 24 SET - "Sono stati pubblicati sul sito del Senato, nello spazio della Commissione Lavoro, sottocommissione esodati, i risultati del sondaggio on-line rivolto alle persone esodate che abbiamo promosso, in collaborazione con Istat, tra l'8 aprile e il 12 luglio. Lo scopo di questa rilevazione è stato di fare luce sul fenomeno e di circoscriverne l'entità, dopo le 6 salvaguardie già varate, 3 delle quali promosse in questa legislatura. E' importante tuttavia sottolineare che si è trattato di una rilevazione effettuata su base volontaria e telematica e dunque il risultato non è rappresentativo del totale degli esodati, ma può essere un'indicazione di lavoro". Lo scrive la senatrice Annamaria Parente, presidente della sottocomissione esodati e capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro, nella presentazione della pubblicazione on-line. "In particolare - prosegue Annamaria Parente - sarà necessario chiarire le ragioni per cui chi si è dichiarato 'non salvaguardato' (il 72 per cento del totale degli intervistati) non sia rientrato nelle 6 salvaguardie a legislazione vigente, come strutturare l'intervento legislativo definitivo nella legge di stabilità di quest'anno e prevedere misure di ricollocazione e flessibilità in uscita per tutti coloro che non sono 'esodati' nel senso proprio del termine, ma hanno perso il lavoro a pochi anni dalla pensione". I risultati del sondaggio on-line rivolto agli esodati sono disponibili all'indirizzo: http://www.senato.it/Leg17/4600



Cisl, basta rinvii, subito settima salvaguardia esodati

Sardegna OggiPensioni: Cisl, basta rinvii, subito settima salvaguardia esodati
Roma, 22 set. (AdnKronos) - "Basta con i continui rinvii. Il Governo deve rompere ogni indugio e risolvere una situazione di disagio ed incertezza che riguarda decine di migliaia di persone". Ad affermarlo in una nota è il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, intervenendo al presidio organizzato unitariamente dal sindacato confederale sulla vertenza esodati e per l?estensione dell?opzione donna.
"Chiediamo al Governo -sottolinea il sindacalista- che approvi immediatamente la settima salvaguardia e che sblocchi l?opzione donna, mentre con la legge di stabilità crei le condizioni per reintrodurre modalità più 


Padoan: impegno per soluzione definitiva su esodati

Pensioni
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Pensioni, Padoan: impegno per soluzione definitiva su esodati
"Basta illazioni su risorse sottratte"
Roma, 24 set. (askanews) - Il governo si impegna già con la legge di stabilità a individuare soluzioni "nuove e definitive" per i cosiddetti esodati. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in occasione di un'audizione presso le commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. 
"Il governo - ha affermato il ministro - si impegna a utilizzare eventuali risorse disponibili accertate per gli anni futuri per dare attuazione a un nuovo e definitivo intervento". L'esecutivo, ha proseguito Padoan, "si impegna a cercare soluzioni per esercizi pregressi ed esercizi successivi nel rispetto degli obiettivi programmati".
Spero che questo - ha sottolineato - dia fine a eventuali illazioni su risorse sottratte". Questi interventi, ha riferito, troveranno spazio già nella prossima legge di stabilità. 


Poletti: presto soluzione

24 settembre 2015

Esodati, Poletti: presto soluzione

"Intervento nella legge di stabilità"

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, conferma che il governo risolverà la questione esodati. C'è "la volontà di intervenire sulla materia delle salvaguardie" degli esodati, spiega Poletti, "all'interno della legge di stabilità per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti ancora aperte".
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