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sabato 31 ottobre 2015

Il Fondo Esodati finanzierà l'estensione della no tax area

Pensioni, Senato: Il Fondo Esodati finanzierà l'estensione della no tax area
Sabato, 31 Ottobre 2015
Scritto da Dario Canova
Lo sottolinea il dossier del servizio bilancio di Palazzo Madama che ricorda come siano 483milioni i risparmi certificati dal Governo nel Fondo Esodati.
I denari che residuano sul fondo esodati saranno utilizzati per finanziare l'opzione donna sino al 31 dicembre 2015, per ridurre il prelievo fiscale sulle pensioni e per concorrere alla copertura dei maggiori oneri conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla legge di stabilità. Lo certifica il Servizio Studi del Senato in un dossier nel quale analizza le novità legislative proposte dal Governo nell'articolo 19 della Legge di stabilità dedicato per l'appunto alla settima salvaguardia.

Com'è noto l’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012, ha istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo nel quale confluiscono eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente; ai sensi del comma 235, quarto periodo, della legge n. 228/2012, le economie vengono accertate (mediante conferenza di servizi) a seguito dell’attività di monitoraggio sull’effettivo utilizzo delle risorse relative ai vari interventi di salvaguardia.

La settima salvaguardia proposta dal Governo parte proprio dal riciclo dei risparmi maturati nel predetto Fondo quantificati in una misura pari a 485,8 milioni di euro, rideterminando conseguentemente il limite numerico massimo di soggetti salvaguardati in 146.166 (rispetto ai 170.230 attualmente previsti). In relazione a ciò, sottolineano dal Senato, la misura "incrementa di un importo corrispondente (100 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021 e di 85,8 milioni per l’anno 2022) l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012 (attraverso la corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali)".

"Il comma 7 dell'articolo 19 nel prevedere che i nuovi benefici sono riconosciuti nel limite di 26.300 soggetti (cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo complessivo in 172.466 soggetti) e nel limite massimo di 213 milioni per il 2016, 387 milioni per il 2017, 336 milioni per il 2018, 258 milioni per il 2019, 171 milioni per il 2020, 107 milioni per il 2021, 41 milioni per il 2022 e 3 milioni per il 2023, provvede al corrispondente incremento degli importi previsti all’articolo 1, comma 235, quarto periodo, della legge n.228/2012 (ossia delle economie aventi carattere pluriennale destinate ad alimentare l’apposito fondo), mentre il comma 9 del medesimo articolo provvede alla copertura degli oneri a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n. 228/2012 (ossia riducendo la dotazione dell’apposito fondo).

"Si segnala - concludono quindi gli esperti del Senato - che le residue risorse dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012 (Fondo esodati), sono utilizzate (oltre che ai sensi del comma 10 dell’articolo 19, cioè per coprire i maggiori oneri conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla presente legge.) per la copertura degli oneri (160 milioni per il 2016 e 49 milioni per il 2017) di cui all’articolo 19, comma 1 (c.d. opzione donna) e per la copertura degli oneri (58 milioni per il 2018) di cui all’articolo 19, comma 4 (riduzione della pressione fiscale per i pensionati), del disegno di legge in esame".
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venerdì 30 ottobre 2015

Salvaguardia solo parziale, sindacati e Damiano in pressing

Ultime notizie pensioni precoci e esodati:
i sindacati annunciano mobilitazione
Pensioni news 29 ottobre: per CGIL, CISL e UIL iniquità nella Legge di Stabilità su precoci, esodati, lavori usuranti. Damiano rivendica risultati.
Novità pensioni oggi 29 ottobre non ce ne sono dal Parlamento dove è in analisi la Legge di Stabilità 2016 del governo Renzi. Tra le ultime notizie però hanno risalto le dichiarazioni di Cesare Damiano sulla settima salvaguardia esodati e di Susanna Camusso sulla flessibilità in uscita per la pensione anticipata e dei lavoratori precoci. Inoltre, da segnalare una nota congiunta di CGIL, CISL e UIL che annunciano una mobilitazione generale e nuove iniziative di pressing su governo e gruppi parlamentari per correggere le iniquità della riforma pensioni in divenire, a partire dalla rivalutazione della pensione con percentuali ridotte estesa a tutto il 2018 ma comprendendo ovviamente la mancata flessibilità in uscita ed altre misure di cui diamo conto più sotto.

Salvaguardia esodati solo parziale, sindacati e Damiano continuano il pressing
“La settima salvaguardia degli esodati, così come è definita, non è risolutiva in quanto non copre tutta la platea stimata dall’INPS e l’attuazione dell’opzione donna è limitata al 31 dicembre 2015” si legge nella nota congiunta di CGIL, CISL e UIL del 27 ottobre, che lamentanto anche la mancanza di interventi per gli ultimi Quota 96 Scuola ancora costretti a lavorare per un errore contenuto nella Legge Fornero.
Pure Cesare Damiano torna sul tema della settima salvaguardia esodati, visto che comunque la “sua” Commissione Lavoro ha elaborato un ddl unitario che il governo Renzi ha adottato come base per le norme in merito inserite nella LdS, riducendo però la platea dei potenziali interessati (il testo originale comprendeva poco più della metà dei 49mila esodati calcolati dall'INPS).
L'esponente Dem del PD così afferma in una nota del 28 ottobre sul suo sito personale: “Nella Legge di Stabilità la settima salvaguardia riguarda 26.300 lavoratori, inclusi gli edili in mobilità e i lavoratori di aziende fallite. La data di riferimento per le tutele delle salvaguardie precedenti viene spostata di un anno, al 6 gennaio del 2017. Per arrivare al numero di salvaguardati indicato dal ministro Poletti, oltre 31.000, bisogna includere anche circa 5.000 lavoratori familiari di disabili ai quali hanno prestato assistenza nel 2011. In questo caso non occorrono coperture finanziarie perchè si applicano i cosiddetti vasi comunicanti all’interno del Fondo Esodati. Si tratta di lavoratori risultati in esubero rispetto ai contingenti previsti nella quarta e sesta salvaguardia”. Per Damiano sono risultati positivi ottenuti grazie al pressing della Commissione Lavoro sul governo, tuttavia “non bisogna dimenticare che, secondo le stime dell’Inps, restano ancora da tutelare altri 20.000 esodati”.

Riforma pensioni Renzi: i sindacati criticano le iniquità e annunciano mobilitazione
In un'intervista a L'Unità in cui si parla di tutta la manovra finanziaria, Susanna Camusso nello specifico della flessibilità in uscita afferma che “Noi pensiamo a una flessibilità fra 62 e 70 anni. Bisogna poi porre attenzione ai diversi lavori e alla diversa fatica. La legge Fornero ha squassato il turn over fra anziani e giovani”, precisando poi che la sola età anagrafica non può essere il solo criterio: occorre infatti fare distinzioni per i lavori usuranti e per i lavoratori precoci.
Peccato però che nella Legge di Stabilità non ci siano interventi per la pensione dei precoci ed anzi ci siano fortissimi tagli al Fondo Lavori Usuranti e la rivalutazione pensioni ridotta. Nella nota in cui annunciano una nuova mobilitazione nazionale, CGIL CISL e UIL affermano “Le rilevanti ingiustizie ed iniquità presenti nel sistema previdenziale non trovano risposta nella Legge di Stabilità... La proroga del blocco della perequazione fino al 2018 delle pensioni è sconcertante e non ripristina il diritto alla rivalutazione già previsto dalla recente sentenza della Corte Costituzionale... è grave sottrarre risorse al Fondo dei lavori usuranti che, invece, andrebbero utilizzati per dare una risposta ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose”.
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giovedì 29 ottobre 2015

Mi manda Rai tre ci dà ancora spazio

Domani mattina, 30-10-2015
ore 10:00 a Mi Manda Rai 3 
Elsa Di Gati porta 
nuovamente in TV
il problema degli Esodati.

Grazie Elsa!


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Slitta ancora lo stop alle ricongiunzioni onerose

Pensioni, Slitta ancora lo stop alle ricongiunzioni onerose
Mercoledì, 28 Ottobre 2015
Anche quest'anno la legge di stabilità si dimentica dei lavoratori con carriere discontinue rinviando ancora l'intervento per eliminare gli oneri della riunificazione delle contribuzioni sparse in più gestioni previdenziali obbligatorie.
Assieme alla flessibilità in uscita slitta anche la revisione delle ricongiunzioni onerose. Ci vorrà dunque almeno un altro anno per concedere ai lavoratori con carriere discontinue la possibilità di valorizzare con maggiore flessibilità gli spezzoni contributivi versati in diverse gestioni previdenziali obbligatorie. Il Governo ed anche il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, hanno tuttavia confermato la volontà di rivedere il meccanismo che attualmente costringe gli interessati ad un vero e proprio slalom tra vari istituti per riunire la contribuzione mista.
Dal prossimo anno del resto, aumenteranno i requisiti per esercitare la totalizzazione, l'istituto più frequentemente utilizzato, al quale si ricorre in particolare per valorizzare la contribuzione nella gestione separata che altrimenti non può essere ricongiunta: dal 2016 serviranno infatti 40 anni e 7 mesi di contributi (ai quali aggiungere poi una finestra mobile di 21 mesi), per prendere il primo rateo oppure, 65 anni e 7 mesi di età (con una finestra di 18 mesi) unitamente a 20 anni di contributi.


Resta ancora limitato l'utilizzo del cumulo gratuito introdotto dalla legge di stabilità 2013 (legge 228/2012), un istituto interessante dato che non incide sul sistema di calcolo della pensione (a differenza della totalizzazione) ma che attualmente ha diverse limitazioni. Questo strumento, infatti, consente dal 1° gennaio 2013 di cumulare gratuitamente la contribuzione presente in tutte le gestioni previdenziali dell'Inps, (Ago, Ex-Inpdap Ex-Enpals, compresa la gestione separata, con la sola esclusione delle casse professionali) al fine di perfezionare i requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia (vale a dire i 20 anni di contributi).
La proposta allo studio del Governo, promossa dall'Inps nel piano di revisione della Legge Fornero presentato a Luglio, consisterebbe proprio nel rilancio di questo strumento estendendo la possibilità di cumulo anche per il perfezionamento dei requisiti contributivi utili per il conseguimento della pensione anticipata. Una soluzione che, se attuata, renderà di fatto superflua tanto la ricongiunzione dei contributi che la totalizzazione nazionale, due istituti che attualmente penalizzano i lavoratori. Il primo perchè chiede il versamento spesso di un onere e perchè esclude la gestione separata, il secondo, pur essendo gratuito, prevede, almeno di regola, una penalità sull'assegno frutto del ricalcolo con il contributivo e la perdita di oltre un anno di pensione per via delle finestre mobili che, come accennato all'inizio, continuano a trovare applicazione nella pensione totalizzata.
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Arriva il film sugli esodati, Daniela Poggi protagonista

Arriva il film sugli esodati, Daniela Poggi protagonista
28 OTTOBRE 2015 Un tema molto attuale, un caso nato tre anni fa e di cui ancora si sente parlare. Primo ciak a Roma per il film 'Esodo' del regista Ciro Formisano e che racconta la storia di Francesca, Daniela Poggi, cinquattottenne “esodata". 
Un'opera no profit, sostenuta attraverso partecipazioni volontarie tramite il web. Si tratta in fondo di una pellicola di denuncia contro misure ritenute ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito dopo la riforma Fornero. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli. L'inizio delle riprese del film, che ripercorre con la protagonista il poco lontano 2012, coincide con la discussione della legge di stabilità in cui è riemerso il problema degli esodati. Formisano ha racchiuso nella sceneggiatura frammenti di testimonianze di altre persone ridotte alla miseria. Un film umano che mette luce sulla capacità tutta italiana di trovare risorse di sopravvivenza anche in condizioni disastrose. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Arriva-il-film-sugli-esodati-Daniela-Poggi-protagonista.
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Simonetti (lnp): attivazione dei vasi comunicanti per la 104

Pensioni / Esodati legge 104, Simonetti: conferme circa l'attivazione dei vasi comunicanti
Mercoledì, 28 Ottobre 2015
Lo chiede in una interrogazione parlamentare Roberto Simonetti in favore dei lavoratori che assistevano disabili nel 2011. Confermare con tempi certi l'attivazione dei vasi comunicanti per i circa 5mila lavoratori che nel 2011 hanno fatto ricorso ai congedi e ai permessi per assistere familiari disabili. Lo torna a chiedere Roberto Simonetti (Ln) in una nuova interrogazione a risposta in commissione (5-06772) al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti depositata venerdì scorso.
"Il 1° ottobre 2015 - si legge nel documento - la Commissione lavoro della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 7-00765, di cui l'interrogante è primo firmatario, in materia di attivazione dei cosiddetti «vasi comunicanti» per il riconoscimento della fase di salvaguardia pensionistica a lavoratori in congedo o fruitori di permessi per assistere familiari con disabilita. Nella seduta di esame conclusivo la sottosegretaria per il lavoro e le politiche sociali Biondelli, nell'esprimere il parere favorevole del Governo, ricordava che lo stesso Esecutivo aveva già attivato la procedura in questione avviando la conferenza di servizi.
Nonostante la risoluzione abbia registrato un consenso unanime da parte della XI Commissione e il parere favorevole del Governo, all'interrogante non risulta sia corrisposto alcuna attuazione da parte dell'Esecutivo, lasciando ancora nel limbo migliaia di soggetti aventi diritto, tra i quali anche insegnanti che avrebbero potuto accedere al pensionamento già il 1° settembre del 2015, evitando, come già accaduto in passato, una loro uscita ad anno scolastico già avviata". Simonetti conclude chiedendo se e per quali ragioni il Governo non abbia, ancora dato seguito all'impegno assunto con la risoluzione menzionata in premessa ed entro quali tempi intenda completare la procedura dei «cosiddetti vasi comunicanti».
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Esodati minacciano di salire sul ponte Monumentale

Esodati minacciano di salire sul ponte Monumentale
Sono ancora senza reddito e non hanno prospettive
Esodati minacciano di salire sul ponte Monumentale
Un gruppetto di esodati ha deciso di farsi sentire: sono nel limbo, dopo che la riforma Fornero ha fatto in modo che restassero senza lavoro e pure senza pensione. Sono andati in Prefettura dove hanno fatto un presidio durato poco più di un'ora, fin quando gli agenti della polizia hanno sentito pronunciare la parola "Ponte Monumentale". Così sono intervenuti per convincerli a cercare una soluzione insieme alle istituzioni e li hanno accompagnati in Regione, dove però il presidente Giovanni Toti era fuori Genova. Li ha ricevuti il segretario generale Gabriella Laiolo, ascolando le loro storie di ordinaria disperazione (chi si è visto pignorare la casa, chi non riesce a pagare l'affitto e ad affrontare le spese quotidiane) e impegnandosi a contattare gli uffici per cercare di capire cosa sarà possibile fare.









Un film sugli esodati

Partono le riprese del film sugli “esodati”, sostenuto da partecipazioni volontarie e tramite web
Mercoledì, 28 Ottobre 2015
ROMA - Nato due anni fa da un’idea del regista Ciro Formisano, il film-denuncia “L’Esodo”, parte oggi con il suo primo Ciak romano in piazza della Repubblica per due settimane di riprese. Attraverso la storia di Francesca, cinquattottenne “esodata”, interpretata da Daniela Poggi, il film affronta uno dei temi italiani più attuali e drammatici. Un opera no profit, sostenuta in questi due anni attraverso partecipazioni volontarie tramite il web.Il progetto si propone come strumento uno di protesta contro misure ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito, a causa della riforma Fornero. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli.
L'inizio riprese del film, che ripercorre con la protagonista il poco lontano 2012, coincide con la discussione della settima salvaguardia nella legge di stabilità, di cui è già stato comunicato un numero inferiore, circa la metà dei 50.000 restanti esodati.
Formisano ha racchiuso nella sceneggiatura frammenti di testimonianze di altre persone ridotte alla miseria a causa della riforma Fornero. Un film umano che mette luce sulla capacità tutta italiana di trovare risorse di sopravvivenza anche in condizioni disastrose, come quella che l'autoeletta classe politica di professori del poco distante 2012 ci ha riservato.
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L'unanimità Ligure

Esodati, ordine del giorno approvato all’unanimità
Liguria - All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo che “impegna la giunta e l’assessorato competente ad attivarsi presso il governo affinché venga ridefinito con un suo collegato o con un nuovo provvedimento di salvaguardia l’art. 33 della legge di Stabilità estendendo anche ai restanti 23 mila esodati la salvaguardia fino a tutto il 2018”. "Il documento spiega che l’articolo 23 della legge di stabilità 2016 prevede di concedere la cosiddetta 7° salvaguardia a 26.300 esodati escludendo 23 mila lavoratori esodati penalizzati dalla “riforma Fornero”. Secondo i firmatari, l’intervento normativo dovrebbe tutelare invece “tutti i 49 mila esodati certificati”.
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Scriviamo ai Senatori

Scriviamo!
Nei prossimi giorni inizierà l’esame concreto della Legge di Stabilità e dobbiamo tentare tutti di sollecitare emendamenti al testo dell’art. 18 che ci consenta di portare a casa la salvaguardia di TUTTI i  49.500 non salvaguardati.
Utilizzate un'ora del vostro tempo per dare e scrivete oggi stesso una e-mail con questo fac-simile  a ciascuno (uno ad uno per evitare filtri anti spam) i componenti la Commissione Bilancio del Senato per sollecitarli a proporre emendamenti alla legge di stabilità.
Informateci di eventuali loro risposte.

Carissimo/a Senatore/ Senatrice,
nei giorni scorsi i Comitati degli “esodati” hanno inviato l’allegato documento di osservazioni, denuncia e contestazioni dell’art. 18 della Legge di Stabilità che prevede il 7° intervento di salvaguardia degli “esodati” rivelatosi particolarmente incompleto rispetto al testo della proposta di legge licenziata, unitariamente, dalla Commissione Lavoro della Camera e promossa dalla sua collega On. Gnecchi.
Prendiamo atto del positivo fatto che con questo provvedimento viene restituito il diritto alla pensione a 26.300 “esodati” ma riteniamo che si stia perdendo una preziosa occasione per risolvere definitivamente la vertenza dei 49.500 “esodati” non salvaguardati certificati dal Governo al Parlamento.
La conosciamo come parlamentare particolarmente sensibile al dramma che stanno vivendo da quasi 4 anni gli “esodati” ed in particolare quei 24.000 che resteranno fuori anche dal nuovo dispositivo e quelli particolarmente discriminati dal nuovo strumento di salvaguardia.
Le sottoponiamo il nostro documento e le chiediamo cortesemente  di rendersi promotrice di adeguati emendamenti che consentano di ripristinare quella giustizia sociale che la manovra del 2011 ha gravemente compromesso nei confronti di tutti gli “esodati”.
Segnaliamo qui la casistica che ci interessa direttamente, ad esempio: 
in paricolare... i contributori volontari (per tutti i quali già la legge di riforma prevedeva la deroga poi cancellata parzialmente dai successivi decreti attuativi della norma) il ripristino del loro diritto sancito dalla normativa con attenta verifica dei loro numeri che, in questo parziale provvedimento limitato alla decorrenza della pensione per il 2016, sono stati ridotti da 12.000 a 9.000.
Resto a sua disposizione per ogni opportuno approfondimento sulla nostra richiesta.
Sicuri della sua sensibilità al tema e sicuri che vorrà intraprendere ogni più utile iniziativa a nostro sostegno la ringraziamo anticipatamente e le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Nome, cognome, telefono
____________________________________________

A:       Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan
  Ministro del Lavoro Giuliano Poletti
e p.c. : Presidenti Camera e Senato
Presidenti Commissioni Bilancio di Camera e Senato
Presidenti Commissioni Lavoro di Camera e Senato
Componenti Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato

Dalla lettura del testo della Legge di Stabilità 2016, depositata oggi in Parlamento, dobbiamo dolorosamente constatare che gran parte degli impegni presi dal Governo con gli Esodati e, soprattutto ancor più formalmente, davanti alle 4 Commissioni Parlamentari riunite nell’audizione del  24 settembre scorso sono stati in gran parte disattesi.
Sono stati disattesi poiché:
·                    una quota di  209 milioni di Euro è stata già distratta dal fondo esodati, destinato ai soggetti previsti dalla L. 228/2012, per  finanziare l’intervento sulla c.d. “opzione donna” di cui al comma 1, art.19 che avrebbe già dovuto avere copertura, come hanno sottolineato le Commissioni Parlamentari il giorno 24/9;
·                    una quota pari a 58 milioni è stata distratta dal fondo esodati per coprire parzialmente, in base al comma 4, lettera a) dell'art.19, le misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati previste al comma 5 dello stesso art. 19;
·                    una quota pari a 124 Mln di Euro è stata distratta dal fondo esodati ai fini del concorso alla copertura dei maggiori oneri di cui al comma 10, art.18, conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla stessa Legge di Stabilità;
·                    Ancora non è stata messa a disposizione l’intera somma di 3,4 Miliardi, corrispondenti ai risparmi certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento il 31/7/2015, per una salvaguardia definitiva dei rimanenti 49.500 non salvaguardati;

Riteniamo inaccettabile e vergognosamente discriminatorio che si derubino risorse preziose che una Legge dello Stato destina per la restituzione del legittimo diritto alla pensione a cittadini privi da almeno 4 anni sia di stipendio che di pensione, per consentire ad altri cittadini regolarmente occupati, e quindi con un reddito, di anticipare di qualche anno la loro uscita dal posto di lavoro. A tali cittadini deve essere pur riconosciuto il loro diritto, ma finanziandolo unicamente con la fiscalità generale e non con fondi indispensabili al riconoscimento del diritto alla pensione degli “esodati”. Questa è una intollerabile ingiustizia alla quale DEVE essere posto rimedio sollecitamente!!!!
Infatti Vi  ricordiamo che proprio il Ministero del Lavoro, quindi il Governo, nell'ottobre del 2014 ha certificato al Parlamento  rispondendo in Commissione Lavoro della Camera alla interrogazione parlamentare dell’On. Gnecchi n. 5-03439, che gli “esodati” ancora non coperti da salvaguardia, dopo  la pubblicazione del sesto provvedimento,  erano riconosciuti in  49.500.
D’altra parte, a fronte di tale riconoscimento, il 24 settembre 2015 in Audizione congiunta in Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, il Governo, da Voi formalmente rappresentato e con relativo testo depositato in Commissione, dichiarò l’impegno di rendere disponibili immediatamente tutti i risparmi delle precedenti salvaguardie  al Fondo Esodati ex-L.228/2012,  per un'ultima e definitiva salvaguardia da emanare  nella Legge di Stabilità 2016.
Quei risparmi sono stati accertati, nella Relazione di monitoraggio del luglio scorso al Parlamento (cfr. sito www. Camera.it DOC CCXXX), per un valore di almeno 3,35 MLD di Euro, corrispondenti ad almeno 43.000 soggetti, dal Ministero del Lavoro, su fonte INPS!
E’ palese e a tutti evidente la contraddizione che si manifesta tra gli impegni assunti dal Governo e i fatti espressi con l'articolo 18 del Disegno di Legge di Stabilità 2016!
E’ vero che l’art. 18 della Legge di Stabilità 2016 prevede una nuova salvaguardia, la settima, ma ne limita  il beneficio a 26.300 di essi, praticamente poco più della  metà degli aventi diritto individuati dal Governo!
La vertenza “esodati” pertanto non può ritenersi assolutamente chiusa, come ancora una volta si cerca  non troppo nascostamente di affermare e far credere! Mancano all’appello quasi 24.000 famiglie!!
Ci attendiamo pertanto che, nell’immediato, quell’impegno di credibilità venga prontamente onorato dal Governo, salvaguardando anche le 23.200 persone mancanti all'appello, utilizzando anche tutti gli ulteriori risparmi delle precedenti 6 provvedimenti di deroga.
Chiediamo con forza che l’art. 18 della Legge di Stabilità venga modificato allargando la salvaguardia a tutti i 49.500 “esodati” e chiudendo definitivamente la loro vertenza.
Non possono essere abbandonate nell’angoscia queste 23.200 famiglie, colpite ingiustamente dallo Stato, senza un chiaro e formale impegno a  sanare la situazionecon misure collegate alla Legge di Stabilità, o con un nuovo ed immediato provvedimento di salvaguardia che ponga la parola fine alla vergogna, tutta italiana, del fenomeno “esodati”.
Nel merito dei contenuti del provvedimento inserito nella Legge di Stabilità evidenziamo alcuni gravi errori ed omissioni,  rispetto anche al testo elaborato dalla Commissione Lavoro della Camera, che penalizzano fortemente alcune categorie.
Errori ed omissioni che restringono di molto le salvaguardie ottenibili con il già pur limitato orizzonte dell’art.18 e che riteniamo debbano comunque essere prontamente sanati   con precisi e doverosi emendamenti alla bozza del testo odierno:
1.      Alla lettera a), comma 2, art. 18, il periodo temporale  successivo al termine della mobilità accordato per il perfezionamento dei requisiti anche mediante l’utilizzo di C.V., è riportato a una durata massima di 12 mesi, come già previsto per la VI° salvaguardia dalla L 147/2014, differentemente da quanto richiesto dalla relatrice on. Incerti nell’emendamento da lei presentato ed approvato unitariamente per la VII° salvaguardia in Commissione Lavoro, che prevedeva un periodo di 36 mesi. Riteniamo necessario ripristinare tale periodo a 36 mesi, e riportare la data termine di cessazione al 31/12/2014, per tutti i soggetti di cui alla lettera a).

2.      Alla lettera b), comma 2, Art. 18 della bozza, rispetto alle tabelle allegate alla risposta data dal Sottosegretario Bobba alla interrogazione parlamentare n. 5-03439 risultano inseriti in salvaguardia 9.000 Contributori Volontari contro i 12.000 certificati allora dal Ministero del Lavoro in risposta alla interrogazione in oggetto.  Vorremmo capire se la differenza è dovuta ad un errore iniziale di calcolo dell’INPS, e quindi questo dato di 9.000 è il risultato di un ricalcolo, oppure una ingiustificata limitazione dei beneficiari della salvaguardia per la categoria dei C.V. Riteniamo inaccettabile la riduzione della platea salvaguardabile di tale categoria in quanto ci si ritroverebbe davanti al serio ed oggettivo  rischio che molti aventi diritto, pur possedendone tutti i requisiti,  rimarrebbero esclusi dal diritto alla salvaguardia per carenza di posti “messi a bando” con tale provvedimento. Circostanza foriera di legittimi ricorsi e contenzioso davanti al giudice del lavoro e non solo. Si richiedono adeguati e puntuali accertamenti presso l’INPS circa l’adeguatezza dei numeri di tale platea composta essenzialmente da semplici licenziati alla data del 31.12.2011, in gran parte senza alcuna tutela,  e costretti al versamento di contributi volontari per raggiungere i minimi contributivi richiesti (20 anni per la pensione di vecchiaia e 35 o 40 per quella di anzianità) dalle norme previdenziali precedenti.
3.      Manca tutta la parte diriconoscimento del lavoro domestico legalmente inquadrato (che è fruibile solo a tempo indeterminato), con la quale nel testo unitario della Commissione Lavoro (cifr. Art.2, comma 1-bis) si intendeva  includere in salvaguardia soprattutto quelle donne che hanno svolto qualsiasi altra occupazione dopo aver perso il lavoro. Chiediamo che tale mancanza venga sanata nel provvedimento di salvaguardia predisposto nella L.S. per evitare un'ulteriore prevedibile spinta verso il lavoro nero, già molto alto in questo settore.
4.      Manca il congelamento dell’applicazione degli incrementi dell’età anagrafica sia per l’innalzamento dell’aspettativa di vita che per l’adeguamento dell’età delle donne: riteniamo infatti che tale norma non debba essere applicata per i salvaguardati poiché essendo essa stata emanata appena 3 mesi prima della riforma Fornero non può non considerarsi un unicum normativo di tale riforma. Essa, allungando progressivamente i tempi di maturazione del diritto pensionistico, comporta così l’ingiusta esclusione dalla salvaguardia per molti soggetti appartenenti a tutte le categorie, ancor più discriminante per le donne. Basti pensare che tale incremento per l’anno 2016 per le donne è di ben 13 mesi!
5.      alla lettera d), comma 2, Art. 18 della bozza, contrariamente a quanto previsto nella corrispondente lettera del testo della Commissione Lavoro, vengono esclusi i fruitori della legge 104, ammettendo a salvaguardia solo coloro che assistono i figli gravemente disabili ed escludendo coloro che assistono coniuge, genitori e parenti stretti gravemente disabili. Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva riconosciuto il lavoro di cura per i coniugi, i genitori ed altri parenti stretti parificandolo al lavoro di cura per i figli; non si capisce quindi  perché introdurre in L.S. una ulteriore discriminazione che sarà certamente foriera di ricorsi e contenziosi, con certo danno per lo Stato. Non c’è inoltre chiarezza sulla attivazione dei vasi comunicanti fra la IV e VI salvaguardia, più volte promessa, che risolverebbe il problema degli esclusi dalle precedenti salvaguardie per superamento del numero previsto di soggetti.
6.      Riteniamo debba essere eliminato il passaggio, nel comma 4, Art. 2, che prevede che il trattamento pensionistico, per i beneficiari di questa salvaguardia, non possa avere decorrenza antecedente l’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Tale misura infatti penalizzerebbe economicamente e in modo quasi persecutorio i soggetti con decorrenza pensionistica già maturata negli anni/mesi precedenti, appartenenti a categorie fino ad ora escluse dai precedenti provvedimenti di deroga e privi di reddito ormai anche già da alcuni anni e coloro che non hanno potuto accedere alle precedenti salvaguardie a causa di errori formali nella compilazione delle istanze..
7.      alla lettera e) del comma 2 Art. 18 della citata bozza  il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato passa da 1000 a 3000, ma escludendo inspiegabilmente i lavoratori agricoli e quelli con la qualifica di stagionali, come previsto dalla proposta della Commissione Lavoro della Camera, in quanto tipologie lavorative tra le più faticose ed usuranti. Quindi è una penalizzazione con conseguenze pesantissime a favore esclusivamente di un incremento del lavoro nero e di altre forme di sfruttamento come il caporalato, una piaga già incancrenita in questo comparto produttivo.
Alla luce delle sue esposte osservazioni chiediamo che quantomeno si attivino i cosiddetti vasi comunicanti fra le categorie dei soggetti ricompresi in questa VII° salvaguardia al fine di prevenire eventuali problemi di capienza delle singole platee, o che si prevedano precise clausole di salvaguardia che assicurino il riconoscimento del diritto alla pensione con norme pre-Fornero a tutti coloro i cui requisiti verranno riconosciuti validi ai fini dell’accettazione della domanda, indipendentemente dalla capienza prevista per la singola categoria.
Infine, ai fini della trasparenza promessa, chiediamo venga resa pubblica la documentazione e la relazione finale della Conferenza dei Servizi insieme alla relazione di monitoraggio in modo da rendere chiare le ragioni che hanno limitato nel comma 1 dell’art. 18 l’utilizzo di tutte le risorse come da impegno del Governo. Inoltre sarà possibile conoscere, anno per anno,  l’ammontare del risparmio calcolato sulle precedenti salvaguardie e messo a disposizione per il nuovo intervento di salvaguardia.
Contestiamo infine la circostanza che le coperture finanziarie normate all’art. 18 e 19 prevedono l’utilizzo di 391 Mln di euro dei risparmi delle risorse accantonate sul Fondo Esodati per categorie di lavoratori che “esodati” non sono, non avendo perso il posto di lavoro, o firmato accordi entro la data del 31.12.2011 che lo prevedevano anche successivamente. Queste categorie di lavoratori in attività e/o di soggetti/pensionati a bassissimo reddito hanno pieno diritto a una forma di tutela,  ma riteniamo che le coperture finanziarie per assicurare loro tale diritto debbano essere ricercate ed assicurate con altre fonti di finanziamento.
Il Fondo Esodati è degli Esodati, e deve servire esclusivamente per assicurare a TUTTI loro la legittima salvaguardia come previsto chiaramente dalla Legge dello Stato!!
Alla luce di quanto esposto chiediamo un urgente incontro al fine di esporre ed approfondire le nostre buone ragioni e ricevere assicurazioni che le stesse verranno legittimamente accolte, mentre ci appelliamo ai Presidenti delle due Commissioni interessate perché vigilino su quanto abbiamo denunciato e provvedano anche esse a dare il loro contributo affinché  gli impegni assunti dal Governo verso gli “esodati” vengano sollecitamente rispettati.
La mobilitazione dei Comitati degli Esodati continuerà fino a quando l’ultimo degli almeno 49.500 non sarà salvaguardato.  
Roma 26 Ottobre 2015

mercoledì 28 ottobre 2015

Dalla Regione Liguria il sostegno agli esodati


Il documento della Regione Liguria a sostegno degli esodati
 
Chiediamo il sostegno anche delle altre Regioni, ciascuno alla propria,  scrivendo un testo come questo:

Carissimo Presidente, 

come Le è noto con la manovra finanziaria del 2011 il Governo Monti-Fornero ha provocato l’emergenza sociale dei cosiddetti “esodati” alla quale i successivi Governi hanno tentato di porvi rimedio con provvedimenti tampone che hanno risolto parzialmente il loro vero e proprio dramma perché condannati a restare ancora anni senza alcun reddito e senza la pensione loro defraudata.

Nonostante tali provvedimenti, purtroppo, siamo ancora in 49.500 ad essere rimasti fuori dalle cosiddette 6 “salvaguardie”  e tantissimi di noi versano in situazione di vera e propria indigenza.

Nella Legge di Stabilità è previsto, all’art.18, un nuovo 7°, e purtroppo parziale, provvedimento di salvaguardia che riguarderà  26.000 “esodati” ai quali verrà restituito il diritto alla pensione ed al futuro delle loro famiglie.

Ne rimangono ancora fuori oltre 24.000 e siamo tutti mobilitati affinché, con opportuni emendamenti, si arrivi alla salvaguardia di tutti i 49.500 “esodati non salvaguardati” ponendo fine a questa vergognosa pagina della legislazione previdenziale italiana.

Ci appelliamo a Lei  affinché ci sosteniate in questa dura battaglia nei termini indicati dal documento del Presidente della Regione Liguria: un appello al Governo affinché ponga fine alla vergogna “esodati”.

Le allego il documento inviato dal Presidente di quella Regione (con mail di trasmissione che si ricopia qui sotto) ed il nostro documento di denuncia e richiesta di modifica di quell’articolo della Legge di Stabilità inviato ieri.

Sicuri che vorrete sostenerci con il vostro appello analogo a quello della Regione Liguria e nel ringraziarla anticipatamente per la cortese attenzione che riserverà alla presente la saluto cordialmente.
 

Friuli Venezia Giulia: presidente@regione.fvg.it
Marche: luca.ceriscioli@regione.marche.it; loretta.bravi@regione.marche.it
Trentino Alto Adige: presidente@pec.regione.taa.it
 



Il testo della 7^ salvaguardia visto da un ex dipendente ENI

Un ex dipendente ENI scrive ai parlamentari


Onorevoli buonasera.
Dopo aver ascoltato e letto innumerevoli affermazioni di autorevoli esponenti dell'attuale classe politica ed in particolare di illustri rappresentanti del Governo rispetto alla necessità di dare priorità alla risoluzione definitiva del problema "Esodati", mi accorgo invece che nel giro di 3-4 giorni sono passato dalla speranza di poter rientrare nella 7° Salvaguardia (quale esodato dal 31/5/2011) di cui il 1° Allegato, alla frustrazione nel prendere atto del testo ufficiale che sarebbe stato presentato al Senato da poche ore di cui il 2° Allegato.
 
Questo perchè nella prima ipotesi circolata in tutti i media si evidenziava che al punto A dell'art. 18 sarebbe stato salvaguardato chi avesse raggiunto i requisiti pensionistici ante Fornero entro 24 mesi dalla fine del periodo di mobilità mentre nel testo che risulta essere stato trasmesso al Senato si parla espressamente soltanto di 12 mesi.
 
Forse bisognerebbe trovarsi nelle condizioni di noi esodati per comprendere lo stato d'animo di chi vede in quei 12 mesi di differenza la possibilità di tornare a sperare di uscire dal buio fitto dell'invisibilità e della precarietà rispetto alla triste prospettiva di arrendersi e rassegnarsi ad una vita fatta sempre più di privazioni sino all'indigenza.
 
Volevo dirvi soltanto questo per mettervi una mano sulla coscienza e capire che ultima o no (ammesso che possano anche crearsi le condizioni nei prossimi anni di eventuali ulteriori Salvaguardie) non è giusto giocare con la vita di noi cittadini e di considerarci soltanto dei numeri (in funzione esclusivamente di ragioni elettoralistiche e quindi di gestione del proprio consenso). Soprattutto quando certe condizioni sono la conseguenza non di scelte personali sbagliate ma di manovre politiche inappropriate o comunque non giustamente ponderate in ogni particolare.
 
Con i più rispettosi saluti ed auguri di buon lavoro.
 

Pronti emendamenti in Senato per esodati ed opzione donna

Pensioni, Pronti emendamenti in Senato per esodati ed opzione donna
Scritto da  Franco Fontana
Parte questa settimana l'iter ufficiale della Legge di Stabilità a Palazzo Madama. Diversi gli emendamenti in arrivo per estendere la platea della settima salvaguardia e l'opzione donna. 
Parte ufficialmente da giovedi' la sessione di bilancio, cioe' l'iter della legge di Stabilita' al Senato. La Conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha stabilito che giovedi' mattina alle 9,30 con le comunicazioni in Aula del presidente, Pietro Grasso, si avviera' la sessione di bilancio.  Ieri la commissione Bilancio ha inziato l'esame del testo per i pareri, poi ci saranno i pareri delle altre commissioni e le audizioni, infine l'esame vero e proprio, con il termine per gli emendamenti che dovrebbe arrivare entro il 14 novembre; il ddl stabilita' dovrebbe dunque esordire in Aula il 16 Novembre per chiudere con la prima lettura entro la fine del mese di Novembre. Poi il provvedimento passerà all'esame della Camera per la seconda lettura.

Pensioni, rinnovo degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato e contrattazione del pubblico impiego restano i capitoli della legge di stabilità sui quali si concentrerà il maggior numero di emendamenti. Almeno secondo le prime indicazioni provenienti dai partiti tanto di maggioranza che di opposizione. Sul fronte del pubblico impiego la battaglia si giocherà in particolare per incrementare i fondi destinati al rinnovo della parte economica dei contratti fermi ormai da sei anni, per la quale il Governo ha messo sul piatto solo 300 milioni di euro, una "mancia" secondo la parte sindacale che preme per aumenti più corposi. Lascia perplesso anche il blocco dei trattamenti accessori del personale dipendente delle amministrazioni pubbliche, punto sul quale si potrebbe arrivare ad un compromesso più favorevole per i lavoratori.
L'altro capitolo caldo è quello previdenziale con una serie di modifiche che la minoranza dem si accinge a sostenere in Commissione Bilancio al Senato. Si parte dall'estensione dello stop alla penalizzazione sugli assegni liquidati prima del 2015, misura sostenuta nel ddl approvato lo scorso 1° ottobre dalla Commissione Lavoro e poi persa per strada durante la migrazione della misura nell'articolo 18 della legge di stabilità; per finire con una serie di modifiche alla settima salvaguardia sulle quali è altamente probabile una convergenza sia della minoranza dem che delle opposizioni.
Quasi certi diversi emendamenti per consentire la fruizione della salvaguardia anche a chi nel 2011 ha utilizzato congedi per assistere coniugi e genitori (il ddl governativo limita il beneficio ai soli titolari di congedi per figli con disabilità gravi) e per chi matura un diritto a pensione entro due o tre anni dalla fine della mobilità (il ddl governativo ha imposto un limite più basso, a dodici mesi, come sanciva la sesta salvaguardia, con una dubbia differenziazione a seconda se la cessazione del lavoro è avvenuta entro il 2012 o entro il 2014). Emendamenti in arrivo anche per correggere la limitazione che taglia fuori dalla tutela gli agricoli e gli stagionali.
Sel, M5S e Lega Nord poi hanno già annunciato la volontà di sostenere misure più ampie del perimetro indicato dal Governo estendendo la tutela a tutti i 49.500 lavoratori esodati con l'inclusione anche dei quota 96 della scuola, dei lavoratori quindicenni e dei macchinisti ferroviari, misure queste che tuttavia difficilmente saranno accolte dalla Bilancio per l'opposizione dell'esecutivo. Discussione aperta anche sull'opzione donna: la minoranza dem chiederà la disapplicazione della speranza di vita per consentire la fruizione del regime sperimentale anche alle donne nate nell'ultimo trimestre del 1958 o del 1957. Difficile, almeno per ora, che spunti una proroga oltre il 2015 come in molti richiedono.
(Leggi)

Poletti: "Con legge stabilità copertura vicina al 100 per cento"

27 ottobre 2015
Esodati, Poletti: "Con legge stabilità copertura vicina al 100 per cento"
"Abbiamo coperture molto larghe, siamo vicini all'obiettivo del 100% degli esodati". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante il videoforum di Repubblica Tv. "Abbiamo recuperato la settima salvaguardia, che per noi è l'ultima: ci sono 32mila nuovi salvaguardati, arriviamo a 170 mila persone, l'obiettivo stimato inizialmente". Conduce Roberto Mania                              
VIDEO
27 ottobre 2015
Opzione donna, Poletti: ''Cambiare significa mettere risorse, nessuna modifica''
Molte lavoratrici escluse dall'opzione donna perché del terzo trimestre del 1958, chiedono se farete un emendamento nella legge di stabilità per farle rientrare. Per Poletti: ''Qualsiasi termine propone un confine da cui qualcuno è escluso, e del resto se il Parlamento lo cambiasse si dovrebbe intervenire con delle risorse. Quindi per il momento rimane questo testo''. Così Giuliano Poletti al videoforum di Repubblica Tv. Conduce Roberto Mania

Mobilitazione sindacati per la flessibilità

Riforma pensioni, ultime notizie: al via mobilitazione sindacati per la flessibilità
News 27 ottobre: Cgil, Cisl e Uil pronte alla mobilitazione contro la legge di Stabilità e per la riforma pensioni, necessari interventi su Quota 96.
No al rinvio della riforma pensioni, pronta a partire la grande mobilitazione unitaria dei sindacati che chiedono con forza modificare la legge di bilancio per introdurre nuovi elementi di flessibilità per l'uscita anticipata dal lavoro. Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato oggi che, nei prossimi giorni, diverse manifestazioni e iniziative saranno promossi nei territori e nei luoghi di lavoro di tutte le regioni italiane. Previsti anche una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari.

Legge Stabilità: via mobilitazione sindacati, ora risposte su pensioni
Secondo quanto comunicato oggi dai segretari confederali delle tre organizzazioni sindacali con la legge di Stabilità 2016 l'esecutivo non dà nessuna risposta adeguata alle "rilevanti ingiustizie ed iniquità - hanno spiegato in una nota congiunta Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti - presenti nel sistema previdenziale". Come diversi gruppi di opposizione e anche la minoranza del Pd, i sindacati puntano a far modificare la manovra di bilancio ritenendo sia stato "un grave errore - si legge nella nota dei tre dirigenti confederali di Cgil, Cisl e Uil - non introdurre la flessibilità di accesso alla pensione". Diverse le questioni poste dalle organizzazioni sindacali, non solo sulla flessibilità previdenziale. Considerata "sconcertante la proroga del blocco della perequazione delle pensioni fino al 2018", mentre la no tax area va inserita a partire dal 2016 e non del 2017. Si chiedono misure anche per le ricongiunzioni onerose.
 
Pensione anticipata, Quota 96, ricongiunzioni: proteste e proposte
Mentre per la questione della settima salvaguardia degli esodati Cgil, Cisl e Uil ribadiscono è quello inserito in manovra non è un provvedimento definitivo e sulla questione opzione donna ritengono vada ulteriormente estesa oltre il 21 dicembre 2015. Così come il parlamentare della minoranza dem alla guida della commissione Lavoro della Camera, anche i sindacati ritengono sia "grave" la sottrazione dal fondo dei lavori usuranti per coprire una parte dei costi dei provvedimenti sulle pensioni inseriti nella manovra di bilancio. Cgil, Cisl e Uil, illustrando le ragioni della protesta che metteranno in campo in maniera unitaria, spiegano che con la legge di Stabilità 2016 il governo tradisce anche le speranze degli insegnanti e del personale Ata della "Quota 96 scuola che continuano ad essere penalizzati - hanno sottolineato Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti - dal più grossolano errore della legge Fornero"

 

(Leggi)

lunedì 26 ottobre 2015

La denuncia dei Comitati in Rete

Oggi è stato pubblicato il testo ufficiale della Legge di Stabilità e depositato al Senato dal quale inizia l’iter di esame ed approvazione nei prossimi giorni
Trovate il testo completo a questo indirizzo essendo un file molto pesante che non vi può essere trasmesso in pdf. : Art.18 Pag. 295

Alla luce dei suoi contenuti i Comitati hanno ritenuto opportuno denunciare alle Istituzioni Governative e parlamentari il mancato mantenimento degli impegni del Governo e numerosi errori ed omissioni contenuti nel testo, con il documento che trovate qui di seguito.
E’ ferma intenzioni dei Comitati ottenere un sollecito incontro con i due Ministri e con i Presidenti delle Commissioni interessate per sollecitare l’allargamento del provvedimento a TUTTI i 49.500 “esodati” non salvaguardati con ulteriori e necessarie iniziative di pressione anche con prossimi presidi.
Iniziative anche volte all’ottenimento della presentazione di opportuni emendamenti che riconoscano le nostre rivendicazioni ed ai quali i Comitati stanno da giorni lavorando.

DOCUMENTO DEI COMITATI 
DENUNCIA SUL MANCATO MANTENIMENTO DEGLI IMPEGNI DEL GOVERNO SUGLI ESODATI E SUGLI ERRORI ED OMISSIONI NEL TESTO DELLA 7' SALVAGUARDIA IN LEGGE DI STABILITA' 2016. 

A:       Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan
Ministro del Lavoro Giuliano Poletti
e p.c. : Presidenti Camera e Senato
Presidenti Commissioni Bilancio di Camera e Senato
Presidenti Commissioni Lavoro di Camera e Senato
Componenti Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato

Dalla lettura del testo della Legge di Stabilità 2016, depositata oggi in Parlamento, dobbiamo dolorosamente constatare che gran parte degli impegni presi dal Governo con gli Esodati e, soprattutto ancor più formalmente, davanti alle 4 Commissioni Parlamentari riunite nell’audizione del  24 settembre scorso sono stati in gran parte disattesi.
Sono stati disattesi poiché:
·                    una quota di  209 milioni di Euro è stata già distratta dal fondo esodati, destinato ai soggetti previsti dalla L. 228/2012, per  finanziare l’intervento sulla c.d. “opzione donna” di cui al comma 1, art.19 che avrebbe già dovuto avere copertura, come hanno sottolineato le Commissioni Parlamentari il giorno 24/9;
·                    una quota pari a 58 milioni è stata distratta dal fondo esodati per coprire parzialmente, in base al comma 4, lettera a) dell'art.19, le misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati previste al comma 5 dello stesso art. 19;
·                    una quota pari a 124 Mln di Euro è stata distratta dal fondo esodati ai fini del concorso alla copertura dei maggiori oneri di cui al comma 10, art.18, conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla stessa Legge di Stabilità;
·                    Ancora non è stata messa a disposizione l’intera somma di 3,4 Miliardi, corrispondenti ai risparmi certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento il 31/7/2015, per una salvaguardia definitiva dei rimanenti 49.500 non salvaguardati;

Riteniamo inaccettabile e vergognosamente discriminatorio che si derubino risorse preziose che una Legge dello Stato destina per la restituzione del legittimo diritto alla pensione a cittadini privi da almeno 4 anni sia di stipendio che di pensione, per consentire ad altri cittadini regolarmente occupati, e quindi con un reddito, di anticipare di qualche anno la loro uscita dal posto di lavoro. A tali cittadini deve essere pur riconosciuto il loro diritto, ma finanziandolo unicamente con la fiscalità generale e non con fondi indispensabili al riconoscimento del diritto alla pensione degli “esodati”. Questa è una intollerabile ingiustizia alla quale DEVE essere posto rimedio sollecitamente!!!!
Infatti Vi  ricordiamo che proprio il Ministero del Lavoro, quindi il Governo, nell'ottobre del 2014 ha certificato al Parlamento  rispondendo in Commissione Lavoro della Camera alla interrogazione parlamentare dell’On. Gnecchi n. 5-03439, che gli “esodati” ancora non coperti da salvaguardia, dopo  la pubblicazione del sesto provvedimento,  erano riconosciuti in  49.500.
D’altra parte, a fronte di tale riconoscimento, il 24 settembre 2015 in Audizione congiunta in Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, il Governo, da Voi formalmente rappresentato e con relativo testo depositato in Commissione, dichiarò l’impegno di rendere disponibili immediatamente tutti i risparmi delle precedenti salvaguardie  al Fondo Esodati ex-L.228/2012,  per un'ultima e definitiva salvaguardia da emanare  nella Legge di Stabilità 2016.
Quei risparmi sono stati accertati, nella Relazione di monitoraggio del luglio scorso al Parlamento (cfr. sito www. Camera.it DOC CCXXX), per un valore di almeno 3,35 MLD di Euro, corrispondenti ad almeno 43.000 soggetti, dal Ministero del Lavoro, su fonte INPS!
E’ palese e a tutti evidente la contraddizione che si manifesta tra gli impegni assunti dal Governo e i fatti espressi con l'articolo 18 del Disegno di Legge di Stabilità 2016!
E’ vero che l’art. 18 della Legge di Stabilità 2016 prevede una nuova salvaguardia, la settima, ma ne limita  il beneficio a 26.300 di essi, praticamente poco più della  metà degli aventi diritto individuati dal Governo!
La vertenza “esodati” pertanto non può ritenersi assolutamente chiusa, come ancora una volta si cerca  non troppo nascostamente di affermare e far credere! Mancano all’appello quasi 24.000 famiglie!!
Ci attendiamo pertanto che, nell’immediato, quell’impegno di credibilità venga prontamente onorato dal Governo, salvaguardando anche le 23.200 persone mancanti all'appello, utilizzando anche tutti gli ulteriori risparmi delle precedenti 6 provvedimenti di deroga.
Chiediamo con forza che l’art. 18 della Legge di Stabilità venga modificato allargando la salvaguardia a tutti i 49.500 “esodati” e chiudendo definitivamente la loro vertenza.
Non possono essere abbandonate nell’angoscia queste 23.200 famiglie, colpite ingiustamente dallo Stato, senza un chiaro e formale impegno a  sanare la situazionecon misure collegate alla Legge di Stabilità, o con un nuovo ed immediato provvedimento di salvaguardia che ponga la parola fine alla vergogna, tutta italiana, del fenomeno “esodati”.
Nel merito dei contenuti del provvedimento inserito nella Legge di Stabilità evidenziamo alcuni gravi errori ed omissioni,  rispetto anche al testo elaborato dalla Commissione Lavoro della Camera, che penalizzano fortemente alcune categorie.
Errori ed omissioni che restringono di molto le salvaguardie ottenibili con il già pur limitato orizzonte dell’art.18 e che riteniamo debbano comunque essere prontamente sanati   con precisi e doverosi emendamenti alla bozza del testo odierno:
1.      Alla lettera a), comma 2, art. 18, il periodo temporale  successivo al termine della mobilità accordato per il perfezionamento dei requisiti anche mediante l’utilizzo di C.V., è riportato a una durata massima di 12 mesi, come già previsto per la VI° salvaguardia dalla L 147/2014, differentemente da quanto richiesto dalla relatrice on. Incerti nell’emendamento da lei presentato ed approvato unitariamente per la VII° salvaguardia in Commissione Lavoro, che prevedeva un periodo di 36 mesi. Riteniamo necessario ripristinare tale periodo a 36 mesi, e riportare la data termine di cessazione al 31/12/2014, per tutti i soggetti di cui alla lettera a).

2.      Alla lettera b), comma 2, Art. 18 della bozza, rispetto alle tabelle allegate alla risposta data dal Sottosegretario Bobba alla interrogazione parlamentare n. 5-03439 risultano inseriti in salvaguardia 9.000 Contributori Volontari contro i 12.000 certificati allora dal Ministero del Lavoro in risposta alla interrogazione in oggetto.  Vorremmo capire se la differenza è dovuta ad un errore iniziale di calcolo dell’INPS, e quindi questo dato di 9.000 è il risultato di un ricalcolo, oppure una ingiustificata limitazione dei beneficiari della salvaguardia per la categoria dei C.V. Riteniamo inaccettabile la riduzione della platea salvaguardabile di tale categoria in quanto ci si ritroverebbe davanti al serio ed oggettivo  rischio che molti aventi diritto, pur possedendone tutti i requisiti,  rimarrebbero esclusi dal diritto alla salvaguardia per carenza di posti “messi a bando” con tale provvedimento. Circostanza foriera di legittimi ricorsi e contenzioso davanti al giudice del lavoro e non solo. Si richiedono adeguati e puntuali accertamenti presso l’INPS circa l’adeguatezza dei numeri di tale platea composta essenzialmente da semplici licenziati alla data del 31.12.2011, in gran parte senza alcuna tutela,  e costretti al versamento di contributi volontari per raggiungere i minimi contributivi richiesti (20 anni per la pensione di vecchiaia e 35 o 40 per quella di anzianità) dalle norme previdenziali precedenti.
3.      Manca tutta la parte diriconoscimento del lavoro domestico legalmente inquadrato (che è fruibile solo a tempo indeterminato), con la quale nel testo unitario della Commissione Lavoro (cifr. Art.2, comma 1-bis) si intendeva  includere in salvaguardia soprattutto quelle donne che hanno svolto qualsiasi altra occupazione dopo aver perso il lavoro. Chiediamo che tale mancanza venga sanata nel provvedimento di salvaguardia predisposto nella L.S. per evitare un'ulteriore prevedibile spinta verso il lavoro nero, già molto alto in questo settore.
4.      Manca il congelamento dell’applicazione degli incrementi dell’età anagrafica sia per l’innalzamento dell’aspettativa di vita che per l’adeguamento dell’età delle donne: riteniamo infatti che tale norma non debba essere applicata per i salvaguardati poiché essendo essa stata emanata appena 3 mesi prima della riforma Fornero non può non considerarsi un unicum normativo di tale riforma. Essa, allungando progressivamente i tempi di maturazione del diritto pensionistico, comporta così l’ingiusta esclusione dalla salvaguardia per molti soggetti appartenenti a tutte le categorie, ancor più discriminante per le donne. Basti pensare che tale incremento per l’anno 2016 per le donne è di ben 13 mesi!
5.      alla lettera d), comma 2, Art. 18 della bozza, contrariamente a quanto previsto nella corrispondente lettera del testo della Commissione Lavoro, vengono esclusi i fruitori della legge 104, ammettendo a salvaguardia solo coloro che assistono i figli gravemente disabili ed escludendo coloro che assistono coniuge, genitori e parenti stretti gravemente disabili. Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva riconosciuto il lavoro di cura per i coniugi, i genitori ed altri parenti stretti parificandolo al lavoro di cura per i figli; non si capisce quindi  perché introdurre in L.S. una ulteriore discriminazione che sarà certamente foriera di ricorsi e contenziosi, con certo danno per lo Stato. Non c’è inoltre chiarezza sulla attivazione dei vasi comunicanti fra la IV e VI salvaguardia, più volte promessa, che risolverebbe il problema degli esclusi dalle precedenti salvaguardie per superamento del numero previsto di soggetti.
6.      Riteniamo debba essere eliminato il passaggio, nel comma 4, Art. 2, che prevede che il trattamento pensionistico, per i beneficiari di questa salvaguardia, non possa avere decorrenza antecedente l’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Tale misura infatti penalizzerebbe economicamente e in modo quasi persecutorio i soggetti con decorrenza pensionistica già maturata negli anni/mesi precedenti, appartenenti a categorie fino ad ora escluse dai precedenti provvedimenti di deroga e privi di reddito ormai anche già da alcuni anni e coloro che non hanno potuto accedere alle precedenti salvaguardie a causa di errori formali nella compilazione delle istanze..
7.      alla lettera e) del comma 2 Art. 18 della citata bozza  il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato passa da 1000 a 3000, ma escludendo inspiegabilmente i lavoratori agricoli e quelli con la qualifica di stagionali, come previsto dalla proposta della Commissione Lavoro della Camera, in quanto tipologie lavorative tra le più faticose ed usuranti. Quindi è una penalizzazione con conseguenze pesantissime a favore esclusivamente di un incremento del lavoro nero e di altre forme di sfruttamento come il caporalato, una piaga già incancrenita in questo comparto produttivo.
Alla luce delle sue esposte osservazioni chiediamo che quantomeno si attivino i cosiddetti vasi comunicanti fra le categorie dei soggetti ricompresi in questa VII° salvaguardia al fine di prevenire eventuali problemi di capienza delle singole platee, o che si prevedano precise clausole di salvaguardia che assicurino il riconoscimento del diritto alla pensione con norme pre-Fornero a tutti coloro i cui requisiti verranno riconosciuti validi ai fini dell’accettazione della domanda, indipendentemente dalla capienza prevista per la singola categoria.
Infine, ai fini della trasparenza promessa, chiediamo venga resa pubblica la documentazione e la relazione finale della Conferenza dei Servizi insieme alla relazione di monitoraggio in modo da rendere chiare le ragioni che hanno limitato nel comma 1 dell’art. 18 l’utilizzo di tutte le risorse come da impegno del Governo. Inoltre sarà possibile conoscere, anno per anno,  l’ammontare del risparmio calcolato sulle precedenti salvaguardie e messo a disposizione per il nuovo intervento di salvaguardia.
Contestiamo infine la circostanza che le coperture finanziarie normate all’art. 18 e 19 prevedono l’utilizzo di 391 Mln di euro dei risparmi delle risorse accantonate sul Fondo Esodati per categorie di lavoratori che “esodati” non sono, non avendo perso il posto di lavoro, o firmato accordi entro la data del 31.12.2011 che lo prevedevano anche successivamente. Queste categorie di lavoratori in attività e/o di soggetti/pensionati a bassissimo reddito hanno pieno diritto a una forma di tutela,  ma riteniamo che le coperture finanziarie per assicurare loro tale diritto debbano essere ricercate ed assicurate con altre fonti di finanziamento.
Il Fondo Esodati è degli Esodati, e deve servire esclusivamente per assicurare a TUTTI loro la legittima salvaguardia come previsto chiaramente dalla Legge dello Stato!!
Alla luce di quanto esposto chiediamo un urgente incontro al fine di esporre ed approfondire le nostre buone ragioni e ricevere assicurazioni che le stesse verranno legittimamente accolte, mentre ci appelliamo ai Presidenti delle due Commissioni interessate perché vigilino su quanto abbiamo denunciato e provvedano anche esse a dare il loro contributo affinché  gli impegni assunti dal Governo verso gli “esodati” vengano sollecitamente rispettati.
La mobilitazione dei Comitati degli Esodati continuerà fino a quando l’ultimo degli almeno 49.500 non sarà salvaguardato.  
Roma 26 Ottobre 2015
Rete dei Comitati degli Esodati
Contatto per approfondimenti: Francesco Flore Tel.0784 203888 – 3389976878

Mail retecomitatiesodati@tiscali.it
A) COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
Francesco Flore 3389976878 contributore@tiscali.it
B) COORDINAMENTO ESODATI ROMANI
Emilio De Martino 3661570104 demartino-emilio@virgilio.it
C) COMITATO ESODATI LIGURI
Fabio Cerruti comitatoesodatiliguria@gmail.com
D) COMITATO DIRIGENTI ESODATI
Daniele Martella 3484520007 daniele716@alice.it
E) COMITATO MOBILITATI MILANO
Maurizio Vitale 3287639173 tedesco40@libero.it
F) COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
Raffaella Sozzi comitatoesodatilodi@gmail.com
G) COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
Antonio Perna 3356842999 perna.antonio@fastwebnet.it
H) COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
Meris Cerello comitato.esoneratipa@gmail.com
I) COMITATO ESODATI PARMA
Claudio Bernardini 3487319914 cbernardini4@gmail.com
Altri Comitati
A) COMITATO NON SALVAGUARDATI e BLOCCATI
de.pasqui@tin.it Tel 348-1502546, 0521-800990
B) COMITATO ESODATI MOBILITATI di Reggio Emilia
g.scialla@hotmail.it 345-1687370