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giovedì 20 luglio 2017

Cumulo pensionistico, come si vanifica una conquista di equità

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17/07/2017

Claudio Visani Giornalista, scrittore, blogger.

Governo, Inps e Casse professionali uniti per vanificare la conquista di equità rappresentata dalla norma sul cumulo pensionistico gratuito, inserita nella legge di bilancio approvata dal Parlamento a fine 2016. Sembra questo il leitmotiv della serie di prese di posizione, iniziative e incontri sul tema, compreso quello previsto per oggi, lunedì 17 luglio, tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e le Casse previdenziali dei professionisti; un vertice che dovrebbero precedere di poco l'annunciato decreto interpretativo del governo sulla materia.

"Fatta la legge trovato l'inganno", recita un vecchio detto italico. La legge è quella sul cumulo gratuito dei contributi previdenziali che dal 1 gennaio 2017 dovrebbe consentire a centinaia di migliaia di lavoratori che hanno avuto carriere lavorative spezzettate con versamenti a enti diversi (Inps e Casse autonome, gestioni principali e gestioni separate) di poter cumulare tutti i periodi al fine della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata (ex anzianità). È una legge giusta e sacrosanta, che in teoria dovrebbe permettere di cancellare la vergognosa norma sulle ricongiunzioni onerose dei contributi introdotta dal governo Berlusconi nel 2010 che per 6 anni ha costretto chi aveva versato a enti diversi a doversi ripagare i contributi, spesso al quadrato e con cifre da capogiro, per poter conquistare il diritto alla pensione. Una vera e propria norma estorsiva di Stato, definita dall'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, ora presidente della Commissione lavoro della Camera, "un delitto contro la persona".

L'inganno è quello portato avanti sottotraccia e mai in modo esplicito dalle casse professionali autonome (ingegneri, architetti, commercialisti, medici, veterinari, avvocati, ragionieri, geometri, geologi, psicologi, consulenti del lavoro, giornalisti), che prima hanno ostacolato in ogni modo l'introduzione della norma sul cumulo gratuito, poi, con l'assist di una discutibile circolare Inps, hanno sostenuto che si può applicare solo con i criteri peggiorativi della legge Fornero (42 anni e 10 mesi di contributi per avere diritto alla pensione anticipata, oppure 66 anni e 7 mesi per poter accedere a quella di vecchiaia) e non con quelli più vantaggiosi riservati ai propri professionisti iscritti (per i giornalisti, ad esempio, il regolamento dell'Inpgi prevede dal 2017 come requisito minimo 38 anni di contributi e 62 di età). Laddove invece i criteri sono peggiori rispetto alla Fornero (ad esempio l'età pensionabile più alta dei 66 anni e 7 mesi), le regole delle Casse valgono.

Paradossi italiani sulla pelle dei pensionandi. L'autonomia delle casse professionali e i diritti degli iscritti vanificati dagli interessi di bilancio. Tanto che si è cominciato a fare circolare stime disastrose del presunto effetto cumulo sui conti delle singole casse autonome, dovuto al maggior numero di pensioni che gli enti dovranno erogare nel breve-medio periodo e al minor gettito delle ricongiunzioni onerose, che sono state in questi anni la gallina dalle uova d'oro degli enti privatizzati.

Dicono - le casse - che il governo ha sbagliato i conti, che per il 2017 la copertura finanziaria per l'applicazione del cumulo è di appena 100 milioni di euro a fronte di un "buco" previsto di due miliardi di euro. Solo per l'Inarcassa degli ingegneri e degli architetti, il maggior esborso dovuto all'uscita lavorativa anticipata di 65-66mila professionisti sarebbe di 550 milioni di euro. Aggiungono che quel "buco" lo deve coprire lo Stato, pena il default degli Enti privatizzati. Parlano di "bomba a orologeria", di un "dossier riservato" tenuto "sotto traccia" dal governo. E arrivano a insinuare che, dal momento che le risorse statali non ci sono, si sarebbe alla "disperata ricerca di un cavillo" per far saltare o comunque per rendere inapplicabile la norma sul cumulo gratuito.

Questa sarebbe la ragione per cui, finora, solo l'Inps si sia esposta con una circolare applicativa, in attesa di un intervento dei Ministeri del Lavoro e dell'Economia che disciplini la materia sull'applicazione del cumulo per i liberi professionisti. Un'interrogazione sul tema del senatore Giorgio Pagliari (Pd) è in attesa da mesi di una risposta. Nei giorni scorsi ne è stata presentata un'altra dal senatore Giuseppe Marinello (Alternativa Popolare).

Ma l'onorevole Maria Luisa Gnecchi, vice di Damiano in Commissione lavoro e principale artefice della battaglia per cancellare le ricongiunzioni onerose ed estendere il cumulo gratuito a tutte le categorie, alle gestioni separate e anche alle pensioni di anzianità, dice che le casse stanno creando un allarmismo ingiustificato.

La storia del presunto buco nei conti è una idiozia ed è anche del tutto fuori luogo - dice -, questi sono enti privatizzati, perché mai dovrebbe essere lo Stato a dare le coperture finanziarie?. La verità - aggiunge - è che le Casse sono sempre state contrarie al cumulo e ora che c'è stanno cercando di rallentarne l'applicazione. Certo, c'è bisogno di una interpretazione del Ministero che chiarisca quali sono i criteri per l'accesso al cumulo dei professionisti, e penso che presto arriverà. Certo, le casse devono adeguare i propri regolamenti, chiarire quali sono i requisiti richiesti ai propri iscritti per andare in pensione col cumulo. Ma in attesa di una regolamentazione complessiva basterebbe che ciascun ente erogasse la propria parte della pensione pro-quota al maturare dei rispettivi requisiti in vigore: quelli della Legge Fornero per gli iscritti all'Inps, quelli dei regolamenti delle diverse Casse autonome per i professionisti.

L'onorevole Gnecchi annuncia che si sta lavorando in Parlamento a una risoluzione per le Casse che non si adeguano. Ma è una posizione in controtendenza rispetto alle mosse del governo e degli istituti previdenziali. Mentre centinaia di migliaia di lavoratori che avevano accolto con un grande sospiro di sollievo la conquista di equità del cumulo, restano sulla graticola.
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domenica 16 luglio 2017

Sacconi: riforma Fornero costata 20 miliardi di euro

Pensioni news, riforma Fornero costata 20 miliardi di euro. Ecco cosa ha detto SacconiPensioni news: bisogna cambiare la Legge Fornero. Per Sacconi è costata fino ad oggi 20 miliardi di euro tra salvaguardie, Ape Social e altre misure di flessibilità.

Anna Maria D'Andrea 15 luglio 2017 · 

Pensioni news, riforma Fornero: per Maurizio Sacconi, ex Ministro del Lavoro, è da ripensare l’attuale sistema previdenziale perché dalla sua entrata in vigore ad oggi il Governo ha dovuto tirar fuori quasi 20 miliardi di euro per provvedimenti in deroga.
Si pensi alle salvaguardie degli esodati o alle recenti news sulle pensioni anticipate, l’Ape social e la Quote 41per i lavoratori precoci. Secondo le ultime notizie per Maurizio Sacconi durante la fase 2 della riforma pensioni è necessario rivedere profondamente quanto previsto attualmente dalla legge Fornero.
Secondo le ultime notizie pubblicate da Maurizio Sacconi sul blog www.amicimarcobiagi.com il sistema previdenziale disegnato dalla “riforma lacrime e sangue”, quella a firma Fornero, è fin tropo rigido e un sistema disegnato in questo modo penalizza le pensioni e lo Stato, costretto a deroghe puntuali - come l’Ape social, le salvaguardie degli esodati e la pensione anticipata per i precoci.
Sono stati spesi dallo Stato quasi 20 miliardi di euro e a scanso di ulteriori novità in tema previdenziale a pagarne le conseguenze saranno anche i giovani. Ecco quali sono le ultime news sulla riforma pensioni e cosa ha detto Sacconi sulle novità che bisognerà discutere in sede di trattativa
Pensioni news, riforma Fornero costata 20 miliardi di euro. Ecco cosa ha detto Sacconi
Le ultime news in tema di pensioni arrivano da un post pubblicato da Maurizio Sacconi per chiedere un appello al Governo: cambiare la riforma Fornero per introdurre un sistema pensionistico meno rigido.
20 miliardi di euro di flessibilità sono troppi per un Paese che, come testimoniato dalle ultime novità in tema di pensioni e dalle news sugli scarsi fondi per Ape social e pensione anticipata ai precoci, ha ben poche risorse in Bilancio da destinare alla previdenza.
Secondo le ultime news sulle pensioni la riforma, nella fase 2 della trattativa tra Governo e sindacati, si sta muovendo su questa linea, tra richiesta di proroga per l’Opzione donna e agevolazioni per i giovani. Inoltre quello che viene richiesto su più fronti è di inserire, tra le novità in materia di pensione con la prossima Legge di Bilancio 2018, incentivi alla previdenza complementare.
Ed è sulla stessa linea che si muove anche il pensiero di Sacconi: nelle novità della fase 2 della riforma pensioni è necessario disegnare un sistema previdenziale flessibile, dove il risparmio complementare abbia un ruolo maggiore e dove la pensione venga modulata sulla base delle esigenze di ciascuno.
E, riprendendo una delle news più scottanti degli ultimi giorni in tema di pensioni, il primo punto su cui intervenire per evitare che la riforma Fornero faccia altri danni è un rallentamento dell’aumento per l’età pensionabile.
Pensioni news, ecco cosa ha detto Sacconi sulla riforma Fornero
Un quadro chiaro di quali sono le opinioni politiche e le news in tema pensioni riportiamo il post pubblicato da Maurizio Sacconi, ex Ministro del Lavoro, nel suo blog:
“Il ripensamento della riforma Fornero è ormai indispensabile tanto nella dimensione congiunturale dei lavoratori già adulti all’atto della sua approvazione, quanto in quella strutturale dei più giovani che avranno percorsi lavorativi discontinui, alternati anche a fasi meritevoli come procreazione, cura, formazione.
D’altronde la rigidità del suo impianto è stata dimostrata dai provvedimenti di deroga che nei soli ultimi tre anni hanno richiesto coperture per quasi 20 miliardi per cui il Governo non può rifiutare ora il confronto.
Fermo restando il vincolo della sostenibilità finanziaria, si tratta di ipotizzare nell’immediato un rallentamento dell’aumento dell’età di pensione e nella prossima legislatura una correzione del sistema affinché, grazie allo sviluppo dei due pilastri, diventi più flessibile tanto in termini di contribuzioni quanto di prestazioni.
Dovremo soprattutto incentivare fiscalmente e promuovere culturalmente il risparmio previdenziale e i versamenti volontari, sostenere i comportamenti socialmente meritevoli, rendere duttili, oltre una base minima, le età di pensione.
Il futuro modello di welfare dovrà essere personalizzabile, ovvero adattabile ai bisogni di ciascuna persona in ciascuna fase di vita.”
Articolo originale pubblicato su Money.it



Esodati e opzione donna: la Cgil chiede la proroga

Pensioni 2017, esodati e opzione donna: la Cgil chiede la prorogaLa Cgil pronta ad avanzare una nuova proposta sulla proroga delle misure previdenziali per donne ed esodati.
di Domenico Ferlita Esperto di Lavoro
Curato daVinicio Marchetti
13 luglio 2017
Continuano i dibattiti sul fronte previdenziale ed è atteso per oggi il nuovo confronto fra il Governo Gentiloni e le parti sociali che si dovrebbe articolare sulla seconda fase della previdenza. Anche se si attende la pubblicazione del decreto attuativo sull'Ape volontario e il conseguente avvio della Fase 2 dell'accordo siglato dai #sindacati a Palazzo Chigi, si inizia a parlare delle questioni irrisolte dopo l'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2017. Si tratta della cosiddetta previdenza complementare, dell'assegno di garanzia, della proroga del regime sperimentale donna e del riconoscimento dei lavori di cura ai fini previdenziali per le lavoratrici.
Non è escluso, però, che potrebbe aprirsi una parentesi anche per l'estensione del meccanismo di Quota 41 [VIDEO]ad una platea più ampia di beneficiari visto che la nuova manovra ha escluso la maggioranza di lavoratori che nonostante abbiano alle spalle una lunga carriera contributiva non hanno avuto ancora la possibilità di anticipare l'uscita.

La Cgil chiede una proroga delle misure per donne ed esodatiIntanto, la Flc-Cgil guidata da Roberto Ghiselli interviene chiedendo all'esecutivo una proroga per il regime sperimentale donna[VIDEO]oltre ad una revisione dell'ottava misura di salvaguardia a favore degli esodati rimasti esclusi nei precedenti provvedimenti di tutela. Come riporta Urban Post, infatti, il coordinatore dell'area welfare Nicola Marongiu e lo stesso segretario confederale della Cgil Ghiselli: "occorre evidenziare l'esigenza di un ulteriore intervento per gestire le ultime situazioni aperte, tenendo conto che le risorse utilizzate sono state notevolmente inferiori a quelle preventivate", hanno spiegato.

Attesa la riapertura della Fase 2
E' fissato per oggi 13 luglio, l'incontro fra le organizzazioni sindacali e il Governo per discutere la proposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil oltre alle altre questioni da riaprire con con la cosiddetta Fase 2. Si tratta di alcuni interventi che potrebbero salire sul treno della prossima Legge di Stabilità, il cui cantiere verrà riaperto nel prossimo autunno. Nel mirino dei sindacati, anche lo stop all'innalzamento dell'età pensionabile dovuto all'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.
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martedì 11 luglio 2017

Report INPS sull'ottava salvaguardia

Ottava Salvaguardia Esodati, metà domande respinteReport INPS aggiornato sulla lavorazione delle domande di ottava salvaguardia esodati: metà istanze respinte, soprattutto fra i lavoratori in mobilità.
Barbara Weisz - 10 luglio 2017

Il numero di domande di adesione all’ottava salvaguardia esodati accolte dall’INPS è sensibilmente più basso rispetto a quello delle istanze accolte, con una percentuale di rigetto più elevata per i lavoratori in mobilità o trattamento speciale edile: in tutto, su 34mila 22 domande presentate, l’INPS ne ha lavorate 28mila 714. Di queste, sono 12mila 353 le istanze accolte e 16mila 361 quelle respinte (in pratica, quasi la metà rispetto alle 34mila presentate).

Sono ancora giacenti 5mila 508 domande, mentre sono state già liquidate 3mila 398 pensioni.

Il contingente di lavoratori fra cui è più alto il dato relativo alle domande respinte, come detto, è quello della mobilità, che in base all’ottava salvaguardia esodati dovrà coprire 11mila persone. Sono arrivare più di 14mila 600 richieste, di cui poco meno di 4mila hanno avuto esito positivo, contro 7mila 800 domande respinte.

Ricordiamo che l’ottava salvaguardia esodati è prevista dall‘articolo 1, comma 214, della legge 232/2016, tutela 30mila 770 lavoratori (sono arrivate oltre 34mila domande), e riguarda le seguenti tipologie di lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione dopo la legge Fornero:
11mila collocati in mobilità o trattamento speciale edile a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011, oppure, in mancanza di accordi, da aziende cessate o interessate dall’attivazione di procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale). La cessazione dall’attività lavorativa deve essere avvenuta entro il 31 dicembre 2012 e il diritto alla pensione va perfezionato entro 36 mesi dalla fine della mobilità;
9.200 prosecutori volontari autorizzati entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011, che maturano la pensione entro il 6 gennaio 2019;
1.200 prosecutori volontari, sempre autorizzati entro il 4 dicembre 2011, che non hanno contributi accreditati entro il 6 dicembre 2011, ma che ne abbiano almeno uno, derivante da effettiva attività lavorativa, compreso fra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013, con maturazione della pensione entro il 6 gennaio 2018;
7.800 cessati dal servizio che perfezionano i requisiti utili alla decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 gennaio 2018;
700 in congedo per assistere figli con disabilità grave che perfezionano il requisito per la pensione entro il 6 gennaio 2019;
800 a tempo determinato cessati fra il 2007 e il 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, che maturano la pensione entro il 6 gennaio 2018.

In tabella, l’aggiornamento INPS al 3 luglio 2017:

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Slitta la pensione in caso di contribuzione mista

Esodati, Slitta la pensione in caso di contribuzione mistaLunedì, 10 Luglio 2017
Scritto da Franco Rossini
L'accesso all'ottava salvaguardia slitta per i lavoratori che hanno contribuzione mista, cioè versata nel FPLD e nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti, no gestione separata). Nei loro confronti continua ad applicarsi la regola della cumulabilità gratuita della contribuzione versata tra tali gestioni prevista dall'articolo 20 della legge 613/1966 e dall'articolo 16 della legge 233/1990 a patto però che il lavoratore accetti la liquidazione della pensione secondo le regole previgenti previste nelle gestioni autonome. Che, come noto, richiedevano un requisito contributivo e/o anagrafico superiore rispetto al FPLD e l'applicazione di una finestra mobile di 18 mesi.

La questioneL'ottava salvaguardia comporta, come noto, il beneficio dell'ultrattività della normativa pensionistica ante fornero nei confronti dei lavoratori che maturano i requisiti dopo il 31 dicembre 2011 che si trovino in determinati profili di tutela tassativamente individuati dalla legge (qui i dettagli). Per quanto riguarda la pensione di anzianità nello specifico dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2018 la pensione di anzianità, poteva essere perfezionata con il quorum 97,6 per la generalità dei lavoratori dipendenti unitamente ad un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi (quindi le combinazioni possibili sono 62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi oppure 61 anni e 7 mesi e 36 di contributi) o 98,6 per gli autonomi unitamente ad un minimo di 62 anni e 7 mesi di età fermo restando sempre il requisito di 35 anni di contributi (quindi ad esempio le combinazioni possibili sono 63 anni e 7 mesi e 35 di contributi o 62 anni e 7 mesi e 36 di contributi). Più una finestra mobile di 12 mesi per i dipendenti e di 18 per gli autonomi.

I lavoratori che hanno contribuzione mista (cioè in parte nel FPLD ed in parte nelle gestioni speciali) possono tuttavia cumulare gratuitamente e d'ufficio tale contribuzione al fine di guadagnare il predetto requisito contributivo (35/36 anni di contributi). In tal caso occorre perfezionare i requisiti previsti per i lavoratori autonomi e scontare un'attesa di 18 mesi per ottenere il primo rateo con il rischio, pertanto, di uno slittamento del pensionamento o addirittura di una fuoriuscita dalla salvaguardia, ove la decorrenza della pensione venga a collocarsi dopo il 6 gennaio 2018 o il 6 gennaio 2019 (a seconda del profilo di tutela).

Le soluzioniPer ovviare a queste conseguenze è possibile provare la strada della ricongiunzione presso il FPLD della contribuzione versata nelle gestioni autonome (con il pagamento però di un onere economico per il trasferimento) ma solo se il lavoratore abbia prestato attività di lavoro dipendente per almeno cinque anni immediatamente precedenti alla domanda di ricongiunzione; in alternativa il lavoratore deve valutare la fattibilità di un riscatto o di una prosecuzione volontaria della contribuzione nel FPLD in modo da ragguagliare il requisito contributivo minimo (35/36 anni di contributi) con la sola contribuzione da lavoro dipendente. Evitando così la liquidazione della pensione a carico delle gestioni autonome ed anticipando così l'uscita.

Discorso analogo per quanto riguarda i cd. quarantisti cioè coloro che accedono alla pensione di anzianità con i vecchi 40 anni di contributi. In questo caso c'è una sola differenza: in caso di liquidazione della pensione con il cumulo in oggetto il requisito contributivo è sempre di 40 anni ma si allunga la finestra mobile da 15 a 21 mesi. Si rammenta che la facoltà di cumulo in questione è limitata alla sola contribuzione versata nel FPLD e nelle gestioni autonomi dei lavoratori commercianti, artigiani e coltivatori diretti; non interessa la gestione separata o altre gestioni della previdenza obbligatoria come ad esempio il pubblico impiego.

domenica 9 luglio 2017

Opzione Donna e Quota 41: 'Ora serve agire'

Pensioni, Opzione Donna e Quota 41: 'Ora serve agire'
Ultime notizie riforma pensioni ad oggi 8 luglio: l'onorevole Walter Rizzetto rilancia la sfida per Opzione Donna e Quota 41 per i lavoratori precoci.

Di Alessandro Anastasi Esperto di Tv e Gossip
Curato da Domenico Camodeca
8 luglio 2017

La settimana che si sta chiudendo è stata molto importante sul fronte #Pensioni. Ad oggi, sebbene non ci siano novità sostanziali, si può affermare con certezza che in Commissione Lavoro alla Camera si stia cercando di percorrere una strada comune per affrontare temi quali #Opzione Donna e #quota 41. A chiarire quello che, da qui in avanti, sarà il percorso condiviso, è stato Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d'Italia, attuale vice-presidente della commissione presieduta da Cesare Damiano (Pd), in occasione della presentazione dei dati raccolti dopo l'indagine conoscitiva, con la relazione finale dell'onorevole Maria Luisa Gnecchi (Pd).

Rizzetto: "Ora serve agire"L'attesa è terminata, ora serve agire.
E' questo il senso del breve discorso che Rizzetto ha tenuto nelle ultime ore, dando poi parola alla collega Maria Luisa Gnecchi per concludere l'appuntamento a cui hanno preso parte diverse persone, politiche e no, tra cui Ghiselli, quest'anno segretario confederale della Cgil, presente al primo confronto sulla fase 2 tra Governo e Sindacati [VIDEO], tenutosi questa settimana. Le parole di Walter Rizzetto fanno capire come le richieste per la proroga di Opzione Donna al 2018 e la quota 41 per i lavoratori precoci possano nell'immediato futuro trovare nuova forza all'interno del tavolo di discussione della riforma pensioni. Queste le dichiarazioni del deputato di Fratelli d'Italia: "Ora serve agire. Io penso che questo sia un incontro importante che cerchi di stabilire una strada condivisa, trasversale, perché io penso che un diritto debba essere sempre trasversale, non esistono bandiere politiche.
E penso che anche i nostri compagni di viaggio in questo contesto siano assolutamente pronti", riferendosi ai componenti della Commissione Lavoro della Camera, tra cui appunto Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi.
Riforma Fornero, nuovo appuntamento per la fase 2 martedì
In questo senso, un primo segnale potrebbe arrivare al termine del secondo confronto sulla fase 2 della riforma delle pensioni tra Governo e sindacati previsto per la giornata di martedì 11 luglio, ad una settimana esatta di distanza dal primo incontro, definito interlocutorio da parte del segretario confederale della Cgil Ghiselli. Martedì prossimo potremo realmente valutare la "forza" dei sindacati, chiamati ad imporre al governo un ampliamento dell'agenda, includendo di fatto Opzione Donna e Quota 41, con l'obiettivo di trovare la quadra dopo diversi anni di rinvii e silenzi. 

giovedì 6 luglio 2017

Anche gli esodati oggi in piazza

Pensioni anticipate precoci e esodati ultime novità: manifestazione il 6 /7
Ecco cosa si chiede con la manifestazione di domani 6 luglio a Roma per abolire la legge Fornero e per garantire le pensioni anticipate.


Le ultime notizie sulle #Pensioni, sui precoci e sugli esodati [VIDEO] di oggi si riferiscono alla manifestazione che si terrà il 6 luglio 2017 a Montecitorio a Roma per protestare contro il Governo e difendere le pensioni e i diritti sociali. La manifestazione, promossa dal CONUP-Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati vedrà presenti anche gli esodati e probabilmente alcuni rappresentati di altre categorie come i lavoratori #precoci e chi chiede quota 41 e l'Opzione Donna.

Ultime novità Pensioni anticipate e precoci: le richieste alla manifestazione degli esodatiIn un post sul gruppo 'Riforma Pensioni: parliamone', Claudio Ardizio ha spiegato le motivazioni del presidio e cosa chiedono gli esodati i precoci e gli altri lavoratori [VIDEO] con criticità.

Riportiamo di seguito i punti salienti, eccoli:
Gli esodati immolati sull’altare del risparmio previdenziale appartenevano ed appartengono solo al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che era ed è un fondo in attivo e in equilibrio. Bisogna attuare la soluzione strutturale definitiva per gli esodati.
Si parla di riduzione di cuneo fiscale e poi si vogliono ridurre i contributi e non le imposte. Da notare che con il sistema contributivo se si versano meno contributi si percepiranno pensioni più basse
Il tasso di sostituzione e cioè il rapporto tra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio si aggira mediamente tra il 70 e l’80%. Ciò significa che il neo pensionato deve ridimensionare il suo menage famigliare. Ma le mancate o parziali rivalutazioni hanno in termini reali ridotto le pensioni nette del ceto medio del 30 % negli ultimi 20 anni e del 10% negli ultimi 10, anche per l’aumentata pressione fiscale sulle pensioni stesse. Pertanto vogliamo una volta per tutte che si abbandoni l’idea di ricalcolare le pensioni con il metodo contributivo. Da considerare quanto incida sul reddito del pensionato la spesa sanitaria dopo i 70 anni per chi non gode di esenzioni. La riforma Dini volle salvaguardare coloro che avevano già maturato una alta anzianità contributiva proprio perché non avevano più tempo per prepararsi psicologicamente e praticamente a riprogrammare il loro futuro da pensionati . Ora si vorrebbe addirittura dare un taglio a quelle in essere
Si affronti in maniera definitiva e semplificata il problema del cumulo, totalizzazione e ricongiunzione per chi ha versato contributi in casse previdenziali diverse.

Queste le direttive del CONUP più altri comitati, tra cui quello degli esodati che domani sarà in Piazza a Montecitorio dalle ore 10 alle 13 per protestare.
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lunedì 3 luglio 2017

La pensione dopo 7 anni di proteste

Carpi, riceve la prima pensione dopo sette anni di proteste 

Tiziana Nasi, 64 anni, esodata e pagata in nero, era finita in un limbo normativo «In giugno mi sono stati accreditati i primi 840 euro: non riuscivo a crederci»di Serena Arbizzi

3 luglio 2017

CARPI. Tiziana Nasi ce l’ha fatta: dopo sette anni di proteste il 21 giugno scorso è riuscita a percepire la prima rata della pensione. Un risultato tutt’altro che scontato, ma, anzi, molto sofferto.

Tiziana, 64 anni, fa parte di quel limbo normativo in cui si trovano gli esodati, con una posizione ulteriormente complicata: ha lavorato “in nero”, ma senza ricevere alcun compenso, in un locale di Migliarina che le ha ventilato il miraggio di un contratto stabile, che poi non si è mai concretizzato. Quando ha denunciato il suo caso all’Ispettorato del lavoro, sperando di trovare una soluzione, si è vista sospendere la pensione fino al 2020 e si è ritrovata sola, senza un reddito e senza pensione per avere denunciato il suo impiego “in nero.”

Così Tiziana, residente in via Santachiara, separata con un figlio, ha dovuto sopravvivere per ben sette anni senza né uno stipendio, né la pensione.

«Fino a qualche anno fa lavoravo in una ditta di moda che poi ha chiuso. Sono andata in mobilità, poi però ho dovuto cercare una nuova fonte di reddito - racconta Tiziana - Ho lavorato nel locale di Migliarina per circa un mese e mezzo: i titolari a più riprese mi hanno promesso che prima o poi avrebbero regolarizzato la mia posizione. Poi, vedendo che non arrivavano né soldi né contratto, sono andata all’Ispettorato del lavoro per denunciare il mio caso. La pratica è andata avanti e il locale è stato multato per non avere versato i contributi per il periodo in cui ho lavorato in nero. Contemporaneamente, alla fine del 2014, l’Inps mi ha comunicato che la mia domanda di pensionamento era stata accettata nella categoria degli esodati. Una settimana dopo mi è arrivata un’altra lettera, questa volta dell’Ispettorato del lavoro: hanno accertato che ho lavorato nel locale per un mese e mezzo. La ditta, pertanto, è stata sanzionata e, allo stesso tempo, ho ricevuto la convalida di un mese e mezzo di contributi per un lavoro a tempo indeterminato. Questo attraverso un intricato percorso burocratico con il quale l’Ispettorato ha dovuto sostituirsi al datore di lavoro assumendomi a tempo indeterminato. Questo, se da un lato ha regolarizzato un periodo di contributi, dall’altro mi ha fatto sospendere la pensione al 2020, perché esodata».

Dopo le enormi difficoltà di questi anni, Tiziana ha visto la luce in fondo al tunnel.

«Finalmente, grazie all’interessamento dell’onorevole Marialuisa Gnecchi e di Davide Baruffi, e grazie alla firma del decreto con cui le persone nate nel 1952 possono andare in pensione un po’ prima, ho potuto accedere al mio diritto alla pensione - prosegue Tiziana - il 21 giugno scorso ho percepito la prima rata di pensione con 840 euro. Devo ringraziare anche il Comune che in questi anni mi ha messo a disposizione il bando anticrisi con cui ho potuto tirare un po’ di sollievo». Tiziana ha accettato di raccontare il suo caso inizialmente per denunciare la difficile situazione degli esodati e ora per sottolineare che, come insegna la sua esperienza, c’è speranza che si possa trovare una soluzione».

sabato 10 giugno 2017

L'INPS aggiorna il report sull'ottava salvaguardia

Esodati, L'Inps aggiorna il report sull'ottava salvaguardiaSabato, 10 Giugno 2017
Alla data del 5 Giugno risultano accolte poco più di 10mila domande su un totale di oltre 33mila domande pervenute. Critico il profilo relativo alla mobilità per il quale si registrano molte richieste respinte. Procedono le operazioni di certificazione per l'accesso all'ottava salvaguardia. Nel secondo report diffuso ieri dall'Inps, contenente i dati aggiornati al 5 giugno 2017, a fronte di un totale di 33.562 istanze pervenute sono state accolte ben 10.621 domande di cui 4.478 già inviate agli interessati mentre quelle giacenti sono ancora 8.961. Come dire che sino ad ora è stato impegnato circa un terzo della capienza complessiva disponibile (30.700 posti) e quand'anche tutte le domande giacenti fossero accolte risulterebbero posti in eccedenza. Resta comunque elevato il numero delle istanze respinte, pari a ben 13.980, di cui la maggior parte, ben 6.440, ricadenti nel profilo di tutela dedicato ai lavoratori collocati in mobilità o nello speciale trattamento edile.
Come noto i profili di tutela sono cinque : mobilità, autorizzati alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione, cessati dal servizio con accordi o senza con il datore di lavoro, in congedo straordinario per assistere figli con disabilità gravi, con contratto a tempo determinato. Complessivamente il profilo di tutela più problematico resta quello relativo ai lavoratori in mobilità ordinaria o che godono dello speciale trattamento edile (che da solo conteggia quasi la metà delle domande), similmente a quanto accaduto lo scorso anno in occasione della settima salvaguardia. Su 9.608 domande esaminate oltre il 67% (ben 6.440 istanze) è stato rigettato dall'istituto per mancanza dei requisiti e restano ancora da esaminare ancora 4.895 domande; insomma su questo profilo continuano a registrarsi diverse criticità. A pesare è in particolare l'errore di non aver concesso più tempo per la richiesta dell'autorizzazione ai versamenti volontari per il perfezionamento del requisito contributivo entro i tre anni dal termine della mobilità o del TSE.
A tutti gli interessati in questo profilo è stata concessa, infatti, l'importante facoltà di maturare il requisito contributivo (es. i 35 o i 36 anni di contributi per il pensionamento con le quote o i vecchi 40 anni di contributi) anche attraverso il versamento dei contributi volontari con riferimento ai soli 36 mesi successivi al termine della fruizione dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. L'agevolazione in questione, tuttavia, è stata rivolta esclusivamente verso i lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari alla data del 1° gennaio 2017 (per i quali sono stati riaperti i termini scaduti per il versamento dei volontari relativi ai 36 mesi successivamente alla scadenza della mobilità o del TSE) o di coloro che abbiano presentato domanda di prosecuzione volontaria entro il 2 marzo 2017, data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze di accesso al beneficio della salvaguardia. E' proprio questo uno dei problemi che sta determinando il rigetto di diverse istanze. Capita non di rado, infatti, che il lavoratore, anche a seguito di una scorretta informazione da parte dei patronati, abbia prodotto la domanda di salvaguardia senza aver contestualmente prodotto quella per la prosecuzione volontaria dell'assicurazione necessaria, come detto, per raggiungere il requisito contributivo entro i 36 mesi dalla scadenza dei predetti sostegni al reddito. Finendo per vedersi respinta la domanda. Su tale aspetto sarebbe utile concedere al lavoratore più tempo almeno per la produzione della richiesta dei versamenti volontari.


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lunedì 5 giugno 2017

Anche se non è più di moda

Anche se non è più di moda
Il prossimo lunedì 12 giugno porteremo all'interno delle istituzioni gli esodati, i lavoratori precoci Q41, opzione donna, i pensionati che ricevono un trattamento minimo, insomma, tutti coloro che sono stati danneggiati e taglieggiati dalla mannaia della riforma Fornero.
Li ascolteremo e ci ascolteremo all'interno di un palazzo della politica:
alle ore 10:30 infatti si svolgerà a Trieste, all'interno del palazzo della Regione, un incontro il cui scopo sarà quello di descrivere civilmente l'indignazione per l'ingiusto trattamento ricevuto per poi capire come procedere assieme.
Se siete da quelle parti passate a darci una mano e a far ascoltare la vostra voce.
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martedì 16 maggio 2017

Restano le criticità per i mobilitati in ottava salvaguardia

Esodati, Restano le criticità per i mobilitati in ottava salvaguardia
Lunedì, 15 Maggio 2017

Salvaguardia a rischio per coloro che non hanno prodotto l'autorizzazione ai volontari entro il 2 marzo 2017 per raggiungere il requisito contributivo entro 36 mesi dal termine della mobilità. 

Salvaguardia pensionistica a rischio per i lavoratori in mobilità che non hanno presentato contestuale domanda alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione IVS entro il 2 marzo 2017. In questi giorni diversi lettori ci segnalano che la loro domanda di salvaguardia nel profilo dedicato alla mobilità è stata respinta per mancanza dell'autorizzazione ai versamenti volontari. Per comprendere di cosa si sta parlando bisogna fare una premessa.

Per i lavoratori in mobilità il termine per maturare il diritto a pensione, con le vecchie regole pensionistiche, è pari a 36 mesi dopo la scadenza dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile a condizione che il rapporto di lavoro sia cessato entro il 31 dicembre 2014 a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 2011. Nel caso dei lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale l’accordo governativo o non governativo può essere stipulato anche successivamente al 31 dicembre 2011, tuttavia, ai fini della procedibilità della domanda di accesso alla salvaguardia, l’interessato dovrà produrre la documentazione attestante la circostanza che la data di avvio della procedura concorsuale precede quella del licenziamento che deve essere avvenuto comunque entro il 31 dicembre 2014.

A tutti gli interessati in questo profilo viene concessa l'importante facoltà di maturare il requisito contributivo (es. i 35 o i 36 anni di contributi per il pensionamento con le quote o i vecchi 40 anni di contributi) anche attraverso il versamento dei contributi volontari ma solo con riferimento ai 36 mesi successivi al termine della fruizione dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. Ad esempio un lavoratore che termina la mobilità il 31.12.2017 con 39 anni mezzo di contributi e 58 anni di età può decidere di versare i sei mesi di volontari per raggiungere i 40 anni di contributi ed accedere in questo modo alla salvaguardia pensionistica. O ancora un soggetto con 62 anni di età e 34 anni e mezzo di contributi al termine della mobilità può utilizzare la contribuzione volontaria per ragguagliare il minimo di 35 anni di versamenti necessari per pensionarsi con la vecchia quota 97,6. 

L'agevolazione in questione, tuttavia, è rivolta esclusivamente verso i lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari alla data del 1° gennaio 2017 (per i quali vengono riaperti i termini scaduti per il versamento dei volontari relativi ai 36 mesi successivamente alla scadenza della mobilità o del TSE) o di coloro che abbiano presentato domanda di prosecuzione volontaria entro il 2 marzo 2017, data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze di accesso al beneficio della salvaguardia (Circ. Inps 11/2017). E' proprio questo uno dei problemi che sta causando il rigetto di alcune istanze. Capita non di rado, infatti, che il lavoratore presenti domanda di salvaguardia senza la contestuale produzione di quella per la prosecuzione volontaria dell'assicurazione necessaria, come detto, per raggiungere il requisito contributivo entro i 36 mesi dalla scadenza dei predetti sostegni al reddito. Talvolta per la mancata informazione da parte dei patronati, talvolta perchè, mal informato, gli è stato detto che l'istanza ai vv. possa essere prodotta solo dopo il termine della fruizione dell'indennità di mobilità (in realtà non è così in quanto la domanda di versamento dei volontari può essere accolta anche in costanza di mobilità, ovviamente però il versamento può avere ad oggetto solo periodi contributivi successivi alla fine della mobilità stessa; Cfr Circolare Inps 50/2008). 

Su tale aspetto, denunciano molti lettori, sarebbe utile concedere più tempo almeno per la produzione della richiesta dei versamenti volontari senza che la mancanza dell'autorizzazione al 2 marzo 2017 travolga anche l'istanza di salvaguardia. Complessivamente, del resto, il lavoratore potrebbe raggiungere il requisito contributivo mediante un contratto di lavoro dipendente dopo il termine della mobilità. E non necessariamente attraverso il versamento della contribuzione volontaria. E' stata la stessa Inps, in passato, rispondendo ad un quesito dell'Inca Nazionale, ad ammettere la possibilità di rioccupazione dopo la mobilità senza che ciò determinasse la decadenza dalla salvaguardia (cfr: nota numero 90 del 19 dicembre 2014). Un trattamento discriminatorio che potrebbe stare alla base delle tante domande di salvaguardia respinte come si evince dall'ultimo report dell'Inps dello scorso Aprile. E che potrebbe aprire un lungo contenzioso. 

lunedì 15 maggio 2017

L'Esodo - Il film

Qui trovi il trailer in inglese de "L'Esodo" che la prossima settimana sarà al "marché du film" al #festivaldecannes
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venerdì 5 maggio 2017

Rrisposta all'interrogazione dell'On Maestri su 8^ salvaguardia

Pensioni esodati 8va salvaguardia: risposta all'interrogazione dell'On Maestri
Ultime novità sulle pensioni per lavoratori esodati oggi 4 maggio 2017: il Sottosegretario Cassano risponde all'interrogazione dell'On Andrea Maestri

Stefano Calicchio 4 maggio 2017

Riceviamo e pubblichiamo importanti aggiornamenti in merito al tema delle pensioni per i lavoratori #esodati, dopo che il Governo ha risposto all'interrogazione dell'On Andrea Maestri (Possibile) in merito alle disparità di trattamento che si trovano a subire coloro che sono rimasti tagliati fuori dal perimetro di tutela dell'8va salvaguardia.
Pensioni e lavoratori esodati: la risposta all'interrogazione del ParlamentareCon riferimento all'atto degli On.li Maestri e altri sulla procedura dell'ottava salvaguardia parlamentare prevista dalla legge di bilancio 2017, il Sottosegretario Cassano riprende innanzitutto gli articoli di legge riguardanti la misura in oggetto (art 1. comma da 214 a 2018 della l.n. 232/2016). In particolare, si fa riferimento ai commi dove si indicano le "condizioni necessarie affinché alle categorie di lavoratori nelle stesse riportate possano continuare ad applicarsi le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, ancorché gli stessi lavoratori maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011". La risposta del tecnico prosegue ricordando anche che "il comma 218 del medesimo articolo stabilisce il numero massimo dei soggetti che possono usufruire di tale salvaguardia nel rispetto del contingente numerico stabilito per ciascuna categoria di lavoratori dal comma 214 e nel limite delle risorse economiche stanziate per ciascun anno (dal 2017 al 2026). Tanto premesso, faccio presente che il Governo si è trovato di fronte alla necessità, anche in funzione delle risorse economiche disponibili ,di modulare in maniera diversa le tutele in favore degli aventi diritto, tenendo conto della peculiarità di ciascuna categoria di ex lavoratori.
Inoltre, anche volendo prendere in considerazione la stima effettuata dalla Rete dei Comitati degli esodati, occorre evidenziare che l'intervento messo in campo con l'operazione in parola, risulta essere comunque idoneo a tutelare la quasi totalità degli aventi diritto".
Il commento dell'On Maestri: "risposta totalmente insoddisfacente"Al riguardo abbiamo quindi raccolto il commento dell'On Andrea Maestri. "Una risposta che ci lascia totalmente insoddisfatti", perché "non c'è intenzione di dare una risposta significativa e strutturale. Si lasciano fuori dal perimetro della tutela troppi ex lavoratori". Inoltre, "la disparità di trattamento tra diverse tipologie di lavoratori genererà sicuramente un contenzioso, che sarebbe da evitare se si vuole tutelare davvero il diritto e non limitarsi a ridurre il danno".
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L'Inps pubblica il report sull'ottava salvaguardia

Esodati, L'Inps pubblica il report sull'ottava salvaguardiaGiovedì, 04 Maggio 2017
Scritto da Vittorio Spinelli

L'istituto di previdenza pubblica il primo report relativo alle operazioni di accesso all'ottava salvaguardia pensionistico. Critico il profilo relativo alla mobilità per il quale si registrano molte richieste respinte.

Sono ben 31.852 le istanze di accesso all'ottava salvaguardia a fronte di 30.700 posti disponibili. E' questo il numero principale che emerge dal primo report dell'Inps sulle operazioni di monitoraggio delle richieste di accesso all'ottava salvaguardia pensionistica pubblicato oggi dall'istituto di previdenza. Il numero delle domande accolte sinora è stato pari 7.674 mentre restano da vagliare ancora 16.276 istanze. Elevato il numero delle istanze respinte, pari a ben 7.902, come dire che oltre una domanda su due di quelle esaminate (15.576) è stata rigettata dall'Istituto.

Cinque i macro profili di tutela tutti mutuati dall'ultima salvaguardia: mobilità, autorizzati ai volontari, cessati dal servizio con accordi o senza con il datore di lavoro, in congedo straordinario per assistere figli con disabilità gravi, con contratto a tempo determinato. Complessivamente il profilo di tutela più problematico resta quello relativo ai lavoratori in mobilità ordinaria o che godono dello speciale trattamento edile (che da solo conteggia quasi la metà delle domande), similmente a quanto accaduto lo scorso anno in occasione della settima salvaguardia. Su 5.773 domande esaminate oltre il 64% (ben 3.701 istanze) è stato rifiutato dall'istituto per mancanza dei requisiti; mentre negli altri profili di tutela, come emerge dalla tavola sottostante, il numero delle domande accolte è significativamente superiore. I dati tuttavia possono essere falsati dal fatto che alcuni lavoratori potrebbero aver presentato istanza di accesso per più profili di tutela.
Il profilo dedicato ai lavoratori in mobilità

In particolare per i lavoratori in mobilità il termine per maturare il diritto a pensione, con le vecchie regole pensionistiche, è pari a 36 mesi dopo la scadenza dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile a condizione che il rapporto di lavoro sia cessato entro il 31 dicembre 2014 a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 2011. Nel caso dei lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale l’accordo governativo o non governativo può essere stipulato anche successivamente al 31 dicembre 2011, tuttavia, ai fini della procedibilità della domanda di accesso alla salvaguardia, l’interessato dovrà produrre la documentazione attestante la circostanza che la data di avvio della procedura concorsuale precede quella del licenziamento che deve essere avvenuto comunque entro il 31 dicembre 2014.

A tutti gli interessati in questo profilo viene concessa l'importante facoltà di maturare il requisito contributivo (es. i 35 o i 36 anni di contributi per il pensionamento con le quote o i vecchi 40 anni di contributi) anche attraverso il versamento dei contributi volontari ma solo con riferimento ai 36 mesi successivi al termine della fruizione dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. Ad esempio un lavoratore che termina la mobilità il 31.12.2017 con 39 anni di contributi e 60 anni di età può versare un anno di volontari per raggiungere i 40 anni di contributi ed accedere in questo modo alla salvaguardia pensionistica.

L'agevolazione in questione, tuttavia, è rivolta esclusivamente verso i lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari alla data del 1° gennaio 2017 (per i quali vengono riaperti i termini scaduti per il versamento dei volontari relativi ai 36 mesi successivamente alla scadenza della mobilità o del TSE) o di coloro che abbiano presentato domanda di prosecuzione volontaria entro il 2 marzo 2017, data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze di accesso al beneficio della salvaguardia. E' proprio questo uno dei problemi che causa talvolta, anche in passato, il rigetto delle istanze. Capita non di rado, infatti, che il lavoratore presenti domanda di salvaguardia senza la contestuale produzione di quella per la prosecuzione volontaria dell'assicurazione necessaria, come detto, per raggiungere il requisito contributivo entro i 36 mesi dalla scadenza dei predetti sostegni al reddito. In tal caso anche la domanda di salvaguardia viene conseguentemente respinta dall'Inps. Su tale aspetto sarebbe stato utile concedere al lavoratore più tempo almeno per la produzione della richiesta dei versamenti volontari.



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mercoledì 3 maggio 2017

Damiano: “Presidente Boeri offende il Parlamento”

INPS: DAMIANO, “PRESIDENTE BOERI OFFENDE IL PARLAMENTO”
Pubblicato il 3 maggio 2017
(ANSA) – ROMA, 3 MAG – “La lettera del Presidente dell’INPS, Boeri, va respinta al mittente. È il Presidente che offende il Parlamento perché nega l’evidenza dei fatti: tutti i problemi che abbiamo denunciato sono documentati, a partire dalle stime non corrispondenti alla realtà per quanto riguarda le salvaguardie degli esodati”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Quanto alle interpretazioni delle leggi da parte dell’INPS che riteniamo arbitrarie – prosegue – facciamo un esempio per tutti: dopo quattro anni di proteste, anche grazie all’intervento del Governo, l’INPS corregge la sua circolare a proposito della pensione anticipata dei nati nel ‘52 (legge Fornero), concessa, sulla base della circolare dell’Istituto, soltanto a coloro che svolgevano una attività di lavoro dipendente il 28 dicembre del 2011. Se disgraziatamente il lavoratore smetteva di lavorare il giorno prima, non si aveva questo diritto. Una interpretazione assurda e arbitraria, in spregio della legge, successivamente corretta per nostra iniziativa. Corretta come? Escludendo dal computo dell’anzianità i versamenti volontari, il servizio militare, la maternità, la mobilità e il riscatto della laurea. Assurdo”. “Anziché lanciare anatemi il Presidente dell’INPS dovrebbe dare qualche spiegazione. Quanto ai comunicati stampa, anche noi abbiamo una bella raccolta di quelli di Boeri in qualità di ‘legislatore e ricercatore’. Meno di quelli di Presidente dell’INPS. Naturalmente, siamo totalmente disponibili a un rapido confronto”, conclude.

martedì 2 maggio 2017

Calendarizzata l'interrogazione di Andrea Maestri

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Riforma pensioni, oggi 2 maggio 2017: ultime novità su pensione anticipata, Ape ed esodati
Autore: Antonella Viviano
- 2 maggio 2017

Riforma delle pensioni. 
Le ultime dichiarazioni di Poletti. Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti in occasione delle celebrazioni del 1° maggio ha toccato il tema delle pensioni e delle riforme del sistema previdenziale.”Confidiamo che le modifiche apportate al sistema pensionistico con la legge di stabilità per il 2017, oltre a dar risposta a problemi di disparità di trattamento e a situazione di disagio sociale, aumentando la flessibilità del sistema possano aprire maggiori spazi occupazionali per i giovani”, ha affermato, come riportato da rainews.

Pensioni anticipate, Ape sociale. Gli edili chiedono modifiche ai criteri d’accesso.
I sindacati degli edili Fillea, Feneal e Filca hanno toccato il tema delle pensioni, legandolo a quello delle morti sul lavoro, nel corso del Safe Day 2017, la giornata mondiale della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Fillea, Feneal e Filca hanno segnalato che dal 2011 gli infortuni e le morti professionali tra i lavoratori over 60 nei cantieri sono aumentate, rendendo ancora più evidente la difficoltà di svolgere un lavoro altamente rischioso e duro come quello edile ad una certa età. In particolare i dati evidenziano nella fascia di età sopra i 55 anni un aumento di infortuni dall’11,90% del 2011 al 17,81% del 2015 e delle morti da un 23,92% a quasi il 33% del 2016.
“La mancanza di turnover”, sottolineano i sindacati degli edili, “costringe i lavoratori a restare sulle impalcature mentre dovrebbero poter andare in pensione senza penalizzazioni, agevolando così anche l’ingresso di giovani tecnici specializzati e capaci di rispondere alle nuove esigenze del settore. Con riferimento ai nuovi strumenti per le pensioni anticipate introdotte con la legge di bilancio 2017, i sindacati precisano:”L’Ape agevolata ha soltanto in parte risposto a questo problema e per questo noi chiediamo di estendere i criteri per accedervi”. Quello che vorrebbero gli edili è, dunque, che venissero modificati i i criteri per l’Ape agevolata, per consentire ad un numero maggiore di lavoratori edili di andare in pensione in anticipo e senza penalizzazioni.
Pensioni, esodati. L’interrogazione di Andrea Maestri.

La questione degli esodati non è ancora risolta.
Il 4 maggio prossimo è stata calendarizzata in Commissione lavoro alla Camera l’interrogazione 5/11047 dell’on. Andrea Maestri, in tema di pensioni e salvaguardie pensionistiche. Nell’interrogazione Maestri sottolinea che “il 2 marzo 2017 è scaduto il termine per l’invio all’Inps delle domande di adesione all’ottava salvaguardia, la misura che permette ai lavoratori esodati rimasti scoperti a causa della cosiddetta «riforma Fornero» di andare in pensione con le regole precedenti il 2011″. “Dai dati diffusi dall’Inps risulta che il numero dei lavoratori che fruirà dell’ottava salvaguardia è pari a 30.700 soggetti. La Rete dei comitati degli esodati stima, invece, che il numero degli aventi diritto sia superiore e pari ad almeno 34 mila lavoratori”.
E quindi:”Un notevole numero di persone, quindi, avendone diritto, resterà escluso e discriminato e dal 3 marzo 2017 in poi, può ricorrere soltanto all’Anticipo pensionistico (APE) sociale o all’APE volontaria (che saranno effettive però dal primo maggio 2017): due provvedimenti nettamente penalizzanti rispetto all’ottava salvaguardia”. Maestri chiede dunque:”Se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e come intenda intervenire per sanare una situazione che appare agli interroganti non conforme al principio di eguaglianza con riferimento ad ex-lavoratori aventi diritto ed esclusi dall’ottava salvaguardia; se non ritenga opportuno assumere iniziative normative per superare le criticità evidenziate, con particolare riguardo alla denunciata discriminazione”.
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sabato 29 aprile 2017

Bobba: con l'APE nessun rischio di nuovi esodati

Pensioni, Il Governo assicura: Con l'APE nessun rischio di nuovi esodati
Venerdì, 28 Aprile 2017
Lo ha detto il Sottosegretario al Welfare Luigi Bobba nel corso di una interrogazione parlamentare presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati
Il DPCM sull'APE volontario che la Presidenza del Consiglio sta predisponendo terrà conto degli effetti dei prossimi adeguamenti della speranza di vita istat che scatteranno nel 2019 e nel 2021 Lo ha annunciato ieri il sottosegretario al welfare Luigi Bobba rispondendo in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati ad una interrogazione sollevata da Simonetti (Lega Nord). L'interrogante chiedeva al Governo precise garanzie contro una eventuale nuova riforma che nei prossimi tre anni elevasse di colpo ulteriormente il requisito anagrafico di accesso alla pensione lasciando i fruitori dell'APE senza reddito per alcuni anni. L'anticipo finanziario a garanzia pensionistica – anche noto come APE di mercato o APE volontaria – è uno strumento sperimentale attraverso il quale decorre dal prossimo mese di maggio, e fino al 2018, sarà resa più flessibile l'età pensionabile.
L'APE di mercato – introdotto dalla articolo 1, comma 166, della legge di bilancio per il 2017 – è un prestito bancario garantito da un'assicurazione privata contro il rischio premorienza. Sarà corrisposto, in 12 rate mensili per annue fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ai soggetti in possesso dei requisiti previsti. I beneficiari restituiranno tale prestito, a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia e per i successivi venti anni, mediante trattenute mensili operate dall'INPS sull'importo della pensione. La misura interesserà gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive e alla gestione separata che hanno almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi. E' previsto, inoltre, che l'importo della pensione che si otterrà al raggiungimento degli ordinari requisiti anagrafici di vecchiaia non dovrà essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta.
Per quanto concerne le preoccupazioni evidenziate dall'Onorevole Simonetti nel presente atto parlamentare, voglio precisare, che l'APE è una misura sperimentale e pertanto opererà in un orizzonte temporale limitato all'interno del quale al momento non è prevista alcuna modificazione dei previsti requisiti pensionistici ha indicato Bobba. Al riguardo evidenzio, comunque, che nei lavori preparatori del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente le modalità di attuazione delle disposizioni in tema di APE, si sta tenendo conto dell'aumento – nel 2019 e nel 2021 – dell'età anagrafica necessaria per l'accesso alla pensione di vecchiaia previsto dalla normativa vigente in materia di adeguamenti della speranza di vita.
Qualora nei prossimi anni il legislatore dovesse confermare la misura rendendola strutturale e decidesse di intervenire su requisiti pensionistici, sarà senz'altro sua cura prevedere tutte le misure idonee ad evitare che i beneficiari dell'APE si trovino sprovvisti di reddito e di pensione ha indicato il sottosegretario. Da ultimo, rappresento che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha previsto la realizzazione di un'articolata campagna di informazione e comunicazione che accompagnerà l'avvio dell'APE e che consentirà dunque di informare i lavoratori sui vantaggi della misura e sulle modalità per accedervi.
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martedì 25 aprile 2017

Chi rientra nell’ottava salvaguardia? Montiraggio INPS

Novità pensioni, esodati: Inps prosegue nel monitoraggio, chi rientra nell’ottava salvaguardia?
Novità pensioni, esodati: Inps prosegue nel monitoraggio, chi rientra nell'ottava salvaguardia?24 Aprile 2017
Stefania Manservigi
Novità pensioni: l’Inps prosegue nel monitoraggio delle domande di accesso all’ottava salvaguardia. Sarà l’ultimo provvedimento di tutela a favore degli esodati?
Le ultime novità sulle pensioni riguardano gli esodati che hanno fatto domanda di accesso all’ottava salvaguardia, l’ultimo provvedimento di tutela predisposto dal Governo.
L’Inps, infatti, sta procedendo nell’attività di monitoraggio delle domande di accesso alla salvaguardia, e nelle prossime settimane pubblicherà un report con un riassunto del numero di domande respinte e di quelle accolte.
Ricordiamo che tutti gli esodati che beneficeranno dell’ottava salvaguardia potranno andare in pensione con le regole vigenti prima della Legge Fornero.
Di seguito tutte le ultime novità sugli esodati e sull’ottava salvaguardia.

Novità pensioni, esodati: continua monitoraggio Inps, a breve le lettere

Prosegue quindi il lavoro di monitoraggio dell’Inps per quanto riguarda le richieste di accesso all’ottava salvaguardia presentate dagli esodati. Nel giro delle prossime settimane tutti coloro che risulteranno in possesso dei requisiti necessari per beneficiare delle tutele riceveranno la lettera dell’Inps contenente la certificazione del diritto alla fruizione dei suddetti benefici, e saranno invitati a presentare la domanda di pensione uno o due mesi prima dalla decorrenza del trattamento.
Oltre alla presenza dei requisiti, l’accesso all’ottava salvaguardia dipenderà anche dal numero delle domande accolte, essendo le risorse predisposte sufficienti a garantire un numero limitato di istanze.

Novità pensioni, esodati: chi rientra nell’ottava salvaguardia? I numeri
Secondo le prime stime grazie alle risorse stanziate con la scorsa Legge di Stabilità le domande di accesso all’ottava salvaguardia che potranno essere accolte sono 30.700.
Nello specifico i beneficiari delle tutele predisposte dal Governo saranno i seguenti:
11mila lavoratori destinatari dell’indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile;
10.400 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione IVS entro il 4 dicembre 2011;
7.800 lavoratori cessati dal servizio con o senza accordi con il datore di lavoro;
700 lavoratori che hanno fruito del congedo straordinario per l’assistenza ai disabili;
800 lavoratori il cui contratto a tempo determinato è cessato entro il 2011.

La priorità all’accesso all’ottava salvaguardia verrà data ai lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto prima. Solamente per la prima categoria di lavoratori verrà data priorità a chi si trova in prossimità del raggiungimento dei requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia o anzianità.
Qualora le domande dovessero essere superiori rispetto a quelle accoglibili sulla base delle risorse stanziate, l’Inps non prenderà in esame ulteriori istanze.

Novità pensioni, esodati: ottava salvaguardia sarà l’ultima?
Secondo quanto annunciato dal Governo l’ottava salvaguardia dovrebbe essere l’ultimo dei provvedimenti di tutela a favore degli esodati. Tuttavia, sulla base delle stime effettuate negli ultimi mesi, l’ottava salvaguardia non sembrerebbe essere risolutiva del problema. Sarebbero molti, infatti, gli esodati che non rientrano all’interno dell’ottava salvaguardia. Per il momento, salvo passi indietro da parte dell’esecutivo, gli esodati che non potranno beneficiare dell’ottava salvaguardia potranno fare richiesta di accesso all’Ape sociale, qualora in possesso dei requisiti richiesti per beneficiare della misura.
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venerdì 14 aprile 2017

On. Walter Rizzetto FDI incontra gli esodati

On. Walter Rizzetto (FDI-AN) incontra gli esodati
12 aprile 
Ieri, ed ancora una volta, con gli esodati, con i lavoratori Alitalia, con i lavoratori di Poste italiane.
La pensione è un diritto per tutti, non una lotteria il cui banco è in mano alla politica.
L'immagine può contenere: 7 persone, persone sedute e spazio al chiuso
Leggi anche: Blasting News

giovedì 6 aprile 2017

Sull'interrogazione dell'On Maestri

Pensioni e lavoratori esodati, le novità ad oggi 5 aprile 2017
Pensioni, novità al 5/04 sull'interrogazione dell'On Maestri per gli esodati
Ultime novità sulle pensioni ad oggi 5 aprile 2017: il quesito dell'On. Maestri (Possibile) in attesa di risposta in Commissione lavoro.

(...)
Gli ultimi aggiornamenti sull'interrogazione riguardante i lavoratori rimasti esclusi dall'8va salvaguardia a prima firma dell'On Andrea Maestri (Possibile) e degli On. Civati, Brignone, Matarrelli e Pastorino vedono la richiesta di trasformazione da risposta scritta a risposta in Commissione Lavoro. La replica è quindi attesa nella prossima settimana, indicativamente attorno alla giornata di giovedì 13 aprile 2017.

L'analisi della situazione in merito ai lavoratori esodati esclusi

Ricordiamo che l'interrogazione rivolta inizialmente al Governo prende spunto dai recenti avvenimenti riguardanti l'8va salvaguardia, con la chiusura dei termini per l'invio delle domande all'Inps avvenuta lo scorso 2 marzo 2017. Sulla base della documentazione redatta dallo stesso istituto di previdenza a maggio del 2016, la valutazione delle platee aventi diritto sarebbe stata sempre sovrastimata, ma nonostante le risorse in avanzo, i fondi nel corso degli anni sono stati deviati per altri interventi. Prendendo spunto da questa situazione, si ricorda che se lo stallo dovesse permanere, secondo le stime dei Comitati un numero notevole di persone resterà escluso dalle tutele e discriminato, potendo ricorrere solo all'Ape volontaria o sociale.

Il quesito posto in Commissione lavoroStante la situazione appena descritta, l'interrogazione chiede di riferire in merito ad un possibile intervento finalizzato a sanare la problematica descritta, che appare agli interroganti "non conforme al principio di eguaglianza, con riferimento ad ex lavoratori aventi diritto ed esclusi dall'8va salvaguardia". Si chiede inoltre di riferire in merito "all'opportunità di assumere iniziative normative per superare le criticità evidenziate, con particolare riguardo alla denunciata discriminazione". (...)
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venerdì 24 marzo 2017

On. Rizzetto. Opzione donna, esodati, Quota 41: 'battaglia giusta'

Pensioni opzione donna, esodati, Quota 41: per On Rizzetto 'battaglia giusta'
Ultime novità sulle pensioni opzione donna, esodati e quota 41: i nuovi commenti del Vice Presidente della Commissione lavoro.
23 marzo 2017

"Sulla quota 41 è assolutamente legittimo pensare che una persona dopo 41 anni di lavoro vada in pensione". Lo afferma l'On Walter Rizzetto intervenendo alla manifestazione organizzata in Piazza Montecitorio giovedì 23 marzo dai Comitati per gli esodati e per la proroga di #Opzione Donna. "Ci mancherebbe altro che le persone che dopo 41 anni di lavoro, sudore e soprattutto di tasse e contributi versati, non vadano in pensione. Questa è per me una cosa inconcepibile", ha evidenziato il Vice Presidente della Commissione lavoro alla Camera, spiegando la propria posizione in merito al caso dei lavoratori precoci.

Opzione donna e proroga al 2018: importante non toccare il fondo
Per quanto riguarda opzione donna proroga al 2018, l'On Rizzetto ha fatto prima di tutto il punto della situazione rispetto allo scenario attuale. "Una certa parte politica che attualmente fa parte della maggioranza vi sta di fatto dicendo che non ci sono più speranze. Cioè, c'è stato un certo tipo di chiusura da questo punto di vista" ha evidenziato il Parlamentare. "Allora, la cosa fondamentale da fare per quanto mi riguarda, è assolutamente non toccare il fondo. Secondo me opzione donna è un protocollo in termini di scelta volontaria, quindi le persone che vogliono devono poter volontariamente uscire dal lavoro sapendo che il loro assegno mensile sarà decurtato del 20%-25%". L'On Rizzetto ha quindi esortato le manifestanti a "non perdete la speranza. Io non vi ho mai detto: facciamo quella cosa e la faremo. Vi ho sempre detto come stanno le cose. In questo momento c'è una parte politica che vi dice che non c'è n'è più. Io non ci credo perché la buona politica è la politica che in quel momento mette le risorse nel posto giusto".

Lavoratori esodati: no alla lotteria delle salvaguardie
In merito invece al caso dei lavoratori esodati, l'On Rizzetto si è dichiarato da sempre contrario "a questa pessima cosa che si chiama la lotteria delle salvaguardie. Non è che svegliandosi la mattina uno rientra in una categoria e viene salvaguardato, dev'essere definitiva e tombale rispetto a tutte le migliaia di esodati che noi effettivamente abbiamo lasciato per strada". Sugli interventi pregressi il Vice Presidente della Commissione lavoro spiega che "non basta fare setto o otto salvaguardie, perché se voi siete in qui in piazza vuol dire che ci sono ancora migliaia di persone che sono fuori da tutte queste salvaguardie. La Manovra Fornero va completamente decapitata, fosse l'ultima cosa che noi facciamo in questa legislatura perché è stata un mero bancomat nei confronti dei pensionati".
Eliminare il vincolo dell'aspettativa di vita
Infine, il Parlamentare conclude il proprio intervento rivolgendo l'attenzione sull'importanza di abrogare definitivamente l'aspettativa di vita, "che tra l'altro è in controtendenza" rispetto agli ultimi dati Istat. Per l'On Rizzetto, si tratta di "un grimaldello che la politica usa. Unita all'anticipo pensionistico, è una cosa che stringe il cappio al collo a tutti coloro che vogliono andare in pensione. Non è una cosa giusta"...
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lunedì 13 marzo 2017

Esodati: con "opzione donna" manifestazione il 23/3/2017

Novità Pensioni anticipate per opzione donne e esodati: manifestazione il 23/3
Ecco tutti i dettagli e le coordinate per la manifestazione che si terrà il 23 marzo a Roma, organizzata dai comitati Opzione donna ed esodati.

Il dibattito inerente le #Pensioni anticipate e l'uscita dal mondo del lavoro continua senza sosta, e le ultimenovità riguardano la manifestazione che si terrà il prossimo 23 marzo 2017 a Roma a Montecitorio. Come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, le amministrazioni del gruppo FB "Opzione Donna Proroga al 2018" hanno organizzato questa protesta per contestare la mancata prosecuzione del regime sperimentale INPS. A loro si sono uniti anche i comitati degli #esodati che chiedono al Governo la nona salvaguardia definitiva per tutti i lavoratori che sono stati esclusi nelle precedenti e che ora sono in attesa della pensione. Di seguito riportiamo le motivazioni delle lavoratrici che andranno a manifestare per l'Opzione donna, e alcune informazioni utili per coloro che vogliono partecipare alla manifestazione.
Pensioni anticipate e ultime novità: Opzione donna fino al 2018, nuova manifestazione il 23 marzo

Giulia Molinaro ha spiegato i motivi per cui il suo gruppo "opzione donna proroga al 2018" ha organizzato questa protesta a Montecitorio e ha riportato le informazioni utili per chi arriverà nella capitale: "La manifestazione che si terrà il 23 marzo a Roma, è per RIVENDICARE la prosecuzione al 2018 del regime sperimentale Opzione Donna, ovvero legge 243/04 Legge Maroni. Le partecipanti sono cortesemente invitate ad indossare la maglietta nera con il logo Opzione Donna Proroga 2018, principalmente per la nostra battaglia, inoltre per aver una maggiore visibilità con i media Informazioni logistiche: Per chi arriva da Roma Termini prendere linea metropolitana A direzione Battistini fermata Spagna. Per chi arriva da Roma Tiburtina prendere la linea B direzione Laurentina cambio fermata Termini prendere linea A direzione Battistini scendere fermata Spagna".






Infine ricordiamo che per facilitare la presenza alla Manifestazione è stato organizzato un Pulman dal Nord per arrivare a Roma, aperto ai lavoratori Esodati, alle lavoratrici di Opzione Donna e anche a precoci e a coloro che vogliono rivendicare giuste richieste previdenziali. Anche chi è rientrato in precedenti salvaguardie è benvenuto per dimostrare solidarietà e lottare per gli esclusi e per le escluse. Di seguito vi riportiamo gli orari del Pullmann elencando località, orario di partenza, punto di incontro e orario di arrivo: #pensione anticipata
Brescia 22:00 Parcheggio Casello BS Centro 02:00
Bergamo 22:20 Fermata AUTOSTRADALE Dalmine 01:40+ Fermata AUTOSTRADALE Cavenago Cambiago
Milano 22:50 Parcheggio ATM Cascina Gobba 01:10
Lodi 23:20 Parcheggio Casello (Bennet) 00:40
Piacenza 00:20 Casello Piacenza Nord 00:20
Parma 00:40 Parcheggio Casello 23:40
Reggio 01:00 Parcheggio Ipercoop Ariosto RE 23:20
Modena 01:10 Parcheggio Casello Modena SUD 23:00
Bologna Casalecchio 01:30 Rotonda Biagi Bologna Casalecchio 22:20
Firenze 03:30 Firenze Nord 20:50 +03:30 Stazione servizio Chianti Ovest 20:20
Arezzo 04:00 Parcheggio Casello Arezzo 20:00 +04:20 Staz. servizio Montepulciano (SI) direz. Sud
Arrivo Roma 07:30. Ore 17:00 ripartenza da via Ludovisi ore 17

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mercoledì 8 marzo 2017

Possono essere accolte 30.700 domande

OTTAVA SALVAGUARDIA
Ottava Salvaguardia: priorità nell'accettazione domande e cosa fare se si riceve la lettera Inps
Risultati immagini per mimosaOttava Salvaguardia: in che modo verranno accolte le domande e con quale ordine di priorità
Alessandra De Angelis
Lo scorso 2 marzo si sono chiusi i termini per la domanda di accesso all’Ottava Salvaguardia, ultima possibilità di uscita anticipata per gli esodati. Chi ha fatto domanda entro il termine e rispecchia i requisiti richiesti, riceverà nelle prossime settimane la lettera Inps per la certificazione del diritto alla pensione anticipata con le regole pre Fornero.

Ricordiamo che, sulla base della copertura, le domande che possono essere accolte sono 30.700 di cui:
11 mila per lavoratori destinatari dell’indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile;
400 per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione IVS entro il 4 dicembre 2011;
800 lavoratori cessati dal servizio con o senza previo accordo con il datore di lavoro;
700 lavoratori che hanno usufruito del congedo straordinario per l’assistenza ai disabili;
800 lavoratori con contratto a tempo determinato cessato entro il 2011.

L’Inps farà quindi una graduatoria di accoglimento delle domande riconoscendo una priorità temporale a coloro il cui rapporto di lavoro si è risolto prima.

Superata la soglia teoricamente non dovrebbero essere prese in considerazione le altre domande presentate. Tuttavia quanto successo in passato permette di essere ottimisti: dopo una lunga diatriba infatti, ai tempi della quarta e quinta salvaguardia esodati, il Ministero aveva riconosciuto il diritto alla pensione anticipata a tutti i lavoratori che avevano fatto domanda, anche oltre la capienza numerica disponibile.

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L'Inps dà avvio al monitoraggio

Riforma pensioni 2017: esodati, via libera al monitoraggio delle domande
Scade il tempo per la presentazione delle istanze di salvaguardia, l'Inps dà avvio al monitoraggio.

- Esperto di Lavoro

Sono già scaduti i termini per la presentazione delle istanze per accedere all'ottava misura di salvaguardia a favore dei lavoratori esodati rimasti privi di copertura previdenziale a causa dell'entrata in vigore della Legge Fornero. Era fissato per lo scorso 2 marzo, infatti, il termine ultimo per presentare le domande di accesso al beneficio contenuto nella nuova Legge di Bilancio.

Ecco le categorie beneficiarie della salvaguardiaSi tratta di circa 30.700 lavoratori: circa 11 mila collocati in mobilità e del trattamento speciale edile, altri 7.800 cessati dal servizio, circa 700 lavoratori che nell'arco della loro vita lavorativa hanno assistito familiari con disabilità grave, altri 800 sono i lavoratori con contratto a tempo determinato con esclusione degli agricoli mentre i restati 10.700 sono gli autorizzati alla prosecuzione volontaria. Sono queste le categorie che potranno beneficiare dell'ottava misura di salvaguardia e che dovevano presentare domanda di accesso al beneficio entro il 2 marzo pena il rigetto dell'istanza.

Come specificato dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che ha già iniziato le operazioni di monitoraggio delle domande, i lavoratori che hanno presentato le istanze e che rispecchiano i requisiti previsti riceveranno direttamente a casa una lettera dall'#Inps con la certificazione dei diritto alla misura. Lo stesso Istituto di Previdenza specifica che, qualora venga raggiunto il limite massimo delle domande di pensione presentate, non verranno prese in considerazione ulteriori richieste finalizzate ad usufruire del beneficio previsto dalla Legge di Stabilità 2017.

Si attendono i report dell'InpsRimane fondamentale ricordare, però, che le #Pensioni da liquidare non potranno avere decorrenza in una data anteriore al primo gennaio 2017. Si tratta comunque di un passo decisamente importante per consentire a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro secondo le norme antecedenti la vecchia Riforma Fornero. Nei prossimi giorni, l'Inps pubblicherà comunque dei report volti a comunicare ai potenziali beneficiari le domande accolte e quelle rigettate. #esodati
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