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lunedì 20 novembre 2017

Un fantasma


A 60 anni senza lavoro né pensione:
"Sono un’esodata, un fantasma"
Gabriella, l’ex Pr colpita dalla legge Fornero mentre era in ospedale
Pubblicato il 19 novembre 2017 


 Gabriella Stojan è nata e cresciuta a Milano (Newpress)di SIMONA BALLATORE simona.ballatore@ilgiorno.net
Milano, 19 novembre 2017 - - «Siamo stati i bancomat dello Stato e ora non abbiamo più voce in capitolo, si sono dimenticati di noi». Gabriella Stojan, milanese dalla nascita, ha 60 anni ed è ancora nel limbo: un lavoro non lo trova più e dal 2012 si è vista spostare la pensione di anno di anno. Secondo gli ultimi calcoli le mancano ancora sette anni. «Sette anni di inferno», ricorda lei. Ha perso il lavoro nel 2010 per colpa di un incidente stradale che la catapultò fuori dall’ufficio per più di sei mesi: malattia lunga, lettera di licenziamento. Nel 2011 è finito l’unico anno di disoccupazione, la Legge Fornero passò l’anno successivo, dalla notte alla mattina, mentre lei era sdraiata in un letto aspettando l’ennesimo intervento. «Quella legge mi ha portato via ogni cosa», sottolinea Stojan che ha iniziato a lavorare nel 1977 per aziende che si occupavano di pubbliche relazioni, organizzazioni di eventi e fiere.
«Quando ho cominciato io, le donne andavano in pensione a 55 anni, oggi ne ho 60 e sono qui senza reddito, non ho un lavoro né la pensione. Mi sento tradita dallo Stato», ripete. Di anni ne ha accumulati 27, dovrebbe arrivare a 35, ma senza impiego deve sperare nella pensione di vecchiaia. Di curriculum ne ha mandati parecchi. Aveva sperato anche in impieghi temporanei e nell’’Expo. Lei che conosce tre lingue si aggrappava a quella promessa: posti riservati a disoccupati, a over 50. «Ma chi li ha visti?», scuote la testa davanti alle porte chiuse in faccia. «Non ha più mercato, mi sono sentita dire, per forza, dovrei essere in pensione». Anche l’ultima operazione di «salvaguardia», l’ottava dalla legge Fornero, si è chiusa con due parole dell’Inps: «domanda respinta». Rabbia e disperazione negli occhi di chi ha dovuto bussare alla mensa dei poveri, chiedere pacchi viveri in parrocchia. Di chi ogni mese deve fare i conti con le bollette scadute.
«La mia generazione fa da ponte fra i figli da accudire e i genitori anziani, ma quel perno, su cui ruota l’impalcatura è venuto giù. Ed è stato un massacro sociale. È una vita insostenibile: se esci dal lavoro non rientri più e non voglio vivere tutta la vita sulle spalle di altri». Mai e poi mai avrebbe pensato di finire nel limbo: «Hanno in ostaggio i nostri soldi, mi sento come se avessi davanti il bastone con la carota, io continuo a camminare ma la carota si sposta sempre più in là. La gente non pensa più agli esodati, pensa che la situazione sia risolta e, con alcune salvaguardie, hanno spaccato il fronte, ma c’è sempre chi resta fuori. Abbiamo la sensazione di essere invisibili, ma eccoci qua».
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Controlla la data di pensionamento con la salvaguardia

Esodati, Controlla la data di pensionamento con la salvaguardia
Domenica, 19 Novembre 2017
Aggiornato il programma di Pensionioggi.it per controllare la data di pensionamento per i lavoratori che hanno diritto alla salvaguardia pensionistica.La comunicazione Istat relativa al prossimo adeguamento alla speranza di vita che scatterà dal 1° gennaio 2019, come noto, ha effetti anche per parte dei lavoratori salvaguardati. In particolare per i lavoratori in mobilità che maturano il diritto a pensione, secondo le vecchie regole pensionistiche, successivamente al 31 dicembre 2018 e che, pertanto, saranno interessati dal prossimo adeguamento alla speranza di vita pari a cinque mesi.
Per tenere conto di tali effetti PensioniOggi.it ha aggiornato il programma, già disponibile da inizio anno, per controllare gli effetti sulla data di pensionamento e sulla relativa salvaguardia pensionistica per tali soggetti in conseguenza del nuovo parametro diffuso dall'Istat. La vecchia versione del programma contemplava, invece, un aumento di quattro mesi (secondo lo scenario demografico istat 2007) che si è rilevata ormai inferiore, da qui dunque la necessità di effettuare l'integrazione. Si rammenta che, come in passato, è possibile anche neutralizzare gli effetti della speranza di vita Istat per controllare gli effetti dell'adeguamento sulla data di pensionamento.
Lo strumento consente di verificare la data di pensionamento anche per chi cumula contribuzione da lavoro dipendente nell'assicurazione generale obbligatoria con periodi di contribuzione nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (Artigiani, commercianti e Coltivatori Diretti); e le deroghe previste in favore dei cd. quindicenni (cioè di quei lavoratori e lavoratrici che possono pensionarsi con un requisito contributivo di 15 anni anzichè 20 anni) e di coloro che possono mantenere i requisiti agevolati di cui alla legge Dini, 57 anni e 35 di contributi (si tratta soprattutto di autorizzati ai volontari entro il 20 luglio 2007 ex art. 1, co. 8 della legge 243/04). Nel programma è possibile, infine, anche determinare la data di pensionamento, con le vecchie regole, a prescindere dalla salvaguardia sino al 31 dicembre 2023, una funzionalità utile per comprendere anche la ragione per la quale si risulta fuori dal perimetro di tutela (ad esempio per maturazione del diritto alla pensione oltre i 36 mesi dal termine della mobilità o del trattamento edile, oppure a causa della maturazione della decorrenza della pensione oltre il 6 gennaio 2019 o 6 gennaio 2018 per gli altri profili di tutela previsti dalla normativa).
Per accedere alla tutela gli interessati dovevano presentare istanza di accesso all'Inps o alla Direzione Territoriale del Lavoro a seconda del proprio profilo di tutela, a pena di decadenza, entro lo scorso 2 marzo 2017. Dunque chi, per qualsiasi ragione, non abbia prodotto l'istanza in tempo utile è fuori dal perimetro di tutela salvo il legislatore non decida di intervenire nuovamente sulla materia in occasione del disegno di legge di bilancio per il 2018.
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mercoledì 8 novembre 2017

Esodati oggi in piazza con Precoci e Opzione Donna

Pensioni, ultimissime ad oggi 7 novembre su lavori gravosi, precoci ed esodati
Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 7 novembre: tutto sui lavori gravosi, i lavoratori precoci, Opzione Donna ed esodati.

"Vuoto pneumatico". Così Susanna Camusso, segretario della Cgil, al termine dell'incontro con il governo avvenuto nelle ore centrali della giornata di ieri, lunedì 6 novembre. La numero uno del sindacato ha commentato con tale espressione il tavolo tecnico e le misure messe in campo dall'esecutivo sul capitolo #Pensioni. Le risposte attese sui cardini della cosiddetta fase 2 sono mancate, nonostante fossero state messe in primo piano dalle sigle sindacali nei giorni scorsi. Parti distanti anche sull'aspettativa di vita. Sull'argomento è tornata a parlare anche Elsa Fornero, con l'ex ministro del Lavoro che ha affermato in un'intervista a Repubblica come l'età della pensione vada alzata [VIDEO].

Aspettativa di vita, governo vuole confermare le categorie dell'Ape social
Il resoconto del tavolo di confronto tenutosi ieri a Palazzo Chigi arriva direttamente dal segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. Il sindacalista ha confermato le difficoltà emerse durante l'incontro con il governo, su diversi aspetti del capitolo previdenziale. I sindacati si aspettavano risposte anche sulle pensioni dei giovani e la valorizzazione dei lavori di cura per le donne, ma l'attesa è stata vana. In questo momento, la fase 2 della riforma delle pensioni appare riposta in un cassetto. Se possa riaprirsi o meno, non è dato saperlo. Ad oggi però, è difficile pensare ad un cambiamento della situazione, data la complessità della materia e i tempi strettissimi imposti dall'esecutivo.
L'accordo, se ci sarà, fra governo e sindacati dovrà essere formalizzato entro lunedì prossimo, il giorno 13 novembre. Quasi impossibile, per quella data, riaprire il discorso su pensioni giovani, Ape donna [VIDEO] e le altre misure previste quando manca meno di una settimana al lunedì della prossima settimana.
Il blocco dell'aspettativa di vita resta l'unico argomento in discussione. Durante il confronto di ieri, il governo ha proposto ai sindacati il mantenimento della pensione a 66 anni e 7 mesi per i lavoratori addetti a mansioni gravose individuati con il decreto attuativo dell'Ape social. Oltre a loro, potrebbe esserci l'ampliamento anche agli agricoli e marittimi, per un totale complessivo di 17 mila persone. Rimarrebbe confermato anche, come requisito d'accesso, il paletto dei 6 anni di occupazione in attività gravose negli ultimi 7 anni di carriera lavorativa. Di fronte alla proposta dell'esecutivo, la Cgil si è mostrata fredda. Ghiselli, a margine del confronto, ha definito "improprio riferirsi esclusivamente all'ultima fase del periodo lavorativo, tanto più - ha concluso il segretario confederale - al modello Ape social e precoci".
I sindacati chiedono poi che la discussione sulla revisione dell'aspettativa di vita riguardi un numero consistente di lavoratori. Anche su questo punto però è palese la divergenza con l'esecutivo, non disposto a ragionare su platee ampie, citando problemi di sostenibilità e vincoli comunitari (Unione Europea ndr).

Manifestazione Opzione Donna, lavoratori precoci ed esodati domani 8 novembreMancano meno di 24 ore alla manifestazione che domani, mercoledì 8 novembre, dalle ore 9 vedrà le lavoratrici di #Opzione Donna, i precoci e gli esodati protestare contro il governo. Alla mobilitazione prenderà parte anche Walter Rizzetto, onorevole di Fratelli d'Italia. Non è da escludere che i lavoratori possano contare sull'appoggio di altri politici influenti (ricordiamo che Rizzetto è vice presidente della commissione Lavoro alla Camera). Per Opzione Donna, sono attese oltre 100 lavoratrici.
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venerdì 3 novembre 2017

Per il film “L’esodo”, prima nazionale al Rosebud

“L’esodo”, prima nazionale al RosebudIl film di Formisano racconta la ferita degli esodati. In sala anche regista e attrice

2/11/2017
REGGIO EMILIA. Il ritratto di una ferita enorme, una ferita che ha segnato centinaia di migliaia di persone. Mercoledì 8 novembre il cinema Rosebud ospiterà la prima assoluta de “L’esodo”, il film di Ciro Formisano con protagonista Daniela Poggi dedicato alla vita di un’esodata, una delle tantissime persone rimaste senza lavoro e ancora lontane dalla pensione, quella pensione a cui credevano di aver diritto in tempi brevi. 

Una situazione che ha coinvolto oltre 350mila italiani, lavoratori sopra ai 50 anni finiti in un limbo oscuro: il diritto alla pensione è lontanissimo, la possibilità di trovare un lavoro quasi nulla. Formisano ha realizzato un libro su questa pagina dolorosa dell’Italia contemporanea, coinvolgendo un nome noto come la Poggi. Mercoledì a Reggio ci sarà la primissima proiezione in assoluta, in una serata ad ingresso gratuito organizzata con il comitato Pro Esodati di Reggio Emilia a cui prenderanno parte anche la Poggi e Formisano, per un dialogo conclusivo con gli spettatori.

La storia è quella di Francesca, una 60enne romana esodata che si trova senza un soldo e con una nipote adolescente da crescere. Finisce a fare l’elemosina per strada, trovandosi poi costretta ad affrontare il giudizio dei parenti, che non accettano questa “umiliazione”.

«Questa vicenda ha colpito tantissime persone – racconta Formisano – per fortuna molte salvaguardate ma tante altre no. Io sono partito da un romanzo, poi diventato un film: durante la scrittura pensavo che quando il film sarebbe stato finalmente pronto la situazione degli esodati sarebbe stata una memoria di una delle conseguenze più immediate delle scelte del governo Monti. Invece, è ancora una situazione molto attuale. E gli autori vogliono ancora avere ragione, rivendicano la loro scelta convinti di aver avuto ragione, e questa è una situazione ancora aperta, è incredibile».

Il lavoro è partito da un approccio sul campo: «Ho intervistato tante persone – spiega – una delle quali compare anche nel film. Non ho certo dovuto inasprire nulla, ci siamo semplicemente adeguati ad alcune regole sceniche della narrazione, e ci sarebbe stato da raccontare anche peggio di così». Un film duro che si appoggia su un’attrice come Daniela Poggi: «Diverse attrici mi hanno detto di no, e dopo se ne sono pentite, mi hanno fatto sapere. Daniela invece ha accettato al volo. Le ho portato la sceneggiatura una sera, il giorno dopo aveva già letto tutto e ha accettato, con gli occhi lucidi. E si è affidata completamente a me». (adr.ar.)

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sabato 28 ottobre 2017

Il punto

L'articolo è stato rimosso per dar seguito alla precisa richiesta di Luigi Metassi:
«.. nel rimarcare che mai e in nessun modo siete stati da me autorizzati a pubblicare, integralmente o in parte, le interviste da me rilasciate a terzi, vi chiedo, con cortesia pari alla fermezza, la pronta rimozione dell'articolo in questione».
E anche dalla redazione di Contatto News:
«Vi chiediamo di rimuovere interamente il contenuto dal vostro sito, di cancellare anche altri nostri articoli presenti e di non copiare altri nostri articoli, anche in forma ridotta.

Attendiamo un vostro riscontro al più presto e ci riserviamo in caso contrario di intraprendere ulteriori azioni legali a difesa del nostro lavoro».


Ecco perché abbiamo rimosso il contenuto del post.

Risultati immagini per esodatiQuesto blog prende vita il 18/12/2011. In quel terribile dicembre 2011, molti di noi avevano bisogno di un punto di riferimento per non sentirsi soli. Questo è stato uno dei primi strumenti di contatto ed informazione in quel momento di sbandamento generale.
Da allora non abbiamo mancato di dar voce a singole storie, a momenti di lotta e nel replicare/diffondere ciò che nel bene e nel male veniva detto e scritto su di noi.
Lo abbiamo pensato come strumento di servizio ed a questo ci siamo attenuti.
Abbiamo accuratamente evitato qualsiasi pubblicità, diretta o indiretta proprio perché non c'era altro scopo.
Tale è rimasto nel tempo.
Coscienti di cosa vuol dire lavorare e per onestà intellettuale abbiamo sempre citato la fonte, sicché tutti potessero risalirvi e attraverso quei link verificare direttamente chi dice cosa, come e dove lo dice.
Ad oggi sono stati pubblicati 4774 post, che sono stati occasioni di dibattito, sfogo, lagnanza, proposta... 
Per farlo abbiamo impiegato moltissimo tempo alla ricerca di informazioni, ci abbiamo passato i giorni e le notti, le feste comandate e quelle no... Insomma un impegno preso sul serio con sé stessi e con gli altri.

Per la prima volta ci viene intimato di rimuovere un post, minacciando azioni legali.

Qui nessuno vuole "rubare informazione" e questo nella risposta è scritto:
«... Se però il Vostro lavoro è talmente preziosa da essere custodito in esclusiva anziché diffuso tra la mia modestissima platea alla quale presto un servizio gratuito di conoscenza e riconoscenza per chi parla di esodati... pazienza. 
Non sono un ladro di informazione ed assicuro di stare alla larga del Vostro sito, sicché non possiate avere neppure il sospetto che possa rubarvi... chissà cosa.
Mi rattrista essere considerato un ladro di notizie, perché non è nella mia indole, né nella mia intenzione, credetemi. Avrei preferito non essere esodato.
In ogni caso se per il passato ho pubblicato qualcosa di vostro (sinceramente non lo so) l'ho fatto con queste intenzioni e se mi chiederete di rimuovere altri articoli che vorrete segnalarmi, lo farò immediatamente...».

Come in questo caso.

Resta il titolo del post. Se ci verrà chiesto di togliere anche quello lo rinomineremo MESTIZIA.


mercoledì 18 ottobre 2017

Aggiornato il Report dell'Ottava Salvaguardia

Esodati, Aggiornato il Report dell'Ottava Salvaguardia17 Ottobre 2017
Alla data del 10 Ottobre risultano accolte poco più di 13mila domande su un totale di oltre 35mila pervenute.
Procedono le operazioni di certificazione per l'accesso all'ottava salvaguardia. Il report diffuso in settimana dall'Inps, contenente i dati aggiornati al 10 ottobre (il quinto aggiornamento), certifica ben 35.182 istanze pervenute a fronte delle quali solo 13.837 sono state accolte di cui 11.842 già inviate agli interessati. Cala il numero delle domande giacenti pari a solo 1.199 unità. Nel profilo dedicato ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione IVS ante 2012 che non hanno versato un contributo volontario si registra l'attivazione dei cd. vasi comunicanti per consentire l'accoglimento di un numero di domande superiori a quello previsto dalla legge per questo profilo di tutela (1.270 contro 1.200 posti disponibili).
Complessivamente la lettura del rapporto conferma il sottoutilizzo dei posti a disposizione (30.700) una sponda alle richieste dei sindacati e dei Comitati degli Esodati che chiedono una ulteriore estensione delle tutele sino almeno al 2021/2022.
L'ottava salvaguardia tutela, infatti, coloro che con le vecchie regole pensionistiche, vigenti prima della Riforma Fornero, avrebbero maturato la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2018 o il 6 gennaio 2019 (a seconda dei diversi profili di tutela) oppure il diritto a pensione entro tre anni dalla scadenza dell'indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile. Restano ancora fuori dal perimetro, secondo i sindacati, poche migliaia di lavoratori, spesso donne del settore privato, già disoccupati o che avevano già siglato accordi per l'uscita dal posto di lavoro prima del 31 dicembre 2011 e che, dunque, contavano di pensionarsi con le regole ante fornero entro pochi anni. Questi soggetti non possono fare istanza per l'Ape sociale o la quota 41 per i lavoratori precoci perchè strumenti con maggiori vincoli sia oggettivi che soggettivi rispetto alla salvaguardia pensionistica.
Maria, ad esempio, è una lavoratrice del settore privato che ha siglato un accordo con incentivo all'esodo per risolvere il rapporto di lavoro prima del 2012 e che, in assenza della Legge Fornero, avrebbe maturato il diritto a pensione nel maggio del 2019 (con decorrenza nel 2020). E' disoccupata dal 2012 ma non può accedere all'ottava salvaguardia perchè la decorrenza della prestazione pensionistica è successiva al 6 gennaio 2019 nè può chiedere l'Ape sociale in quanto la sua disoccupazione non è frutto di un licenziamento da parte del datore di lavoro. L'Ape social, infatti, non contempla chi si è dimesso, chi ha risolto il rapporto di lavoro in modo consensuale, i contratti a tempo determinato, nè tutela coloro che hanno un maturato contributivo inferiore a 30 anni. A Maria non resterebbe altra strada che l'Ape volontario (cioè un prestito con penalità sulla pensione) sempre che venga prorogato oltre il 2018. Per evitare tali conseguenze, i Comitati chiedono di allungare la data di scadenza della salvaguardia di almeno altri due o tre anni. Una decisione che tuttavia non è stata presa con la legge di bilancio appena approvata da Palazzo Chigi.



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giovedì 12 ottobre 2017

On. Maestri: infranto il principio di uguaglianza di fronte alla Legge

Dal blog "Il volo della Fenice
L’attuale rinnovata attenzione alle problematiche degli esodati esclusi da tutte le salvaguardie finora approvate potrebbe preludere ad uno spiraglio in direzione di un provvedimento legislativo che renda finalmente giustizia a questa categoria di ex lavoratori. La posizione di RGS e MEF è purtroppo nota: da sempre inclini a negare disponibilità economiche alle salvaguardie non mutano indirizzo nemmeno in questa occasione, nonostante la Legge 228 del 24 dicembre 2012 avesse istituito e finanziato un apposito fondo. Nel merito, la nota al Documento di Economia e Finanza (DEF) da parte della Commissione Lavoro della Camera [stralcio tratto da investireoggi.it]chiede espressamente
on. Andrea Maestri
Interventi atti a considerare la presenza di una significativa differenza tra il numero stimato dei beneficiari della cosiddetta “ottava salvaguardia” e quello delle domande accolte o giacenti, si evidenzi l’esigenza di verificare la sussistenza e la consistenza di economie, anche in via prospettica, rispetto ai limiti di spesa previsti dai provvedimenti di salvaguardia, al fine di definire i contenuti di possibili interventi legislativi in materia sociale o previdenziale finanziati a valere sulle risorse destinate a confluire nel Fondo sociale per occupazione e formazione ai sensi dell’articolo 1, comma 211, della legge di bilancio 2017.
Per contro, in questi giorni, da parte di diversi esponenti della Commissione Lavoro si registra un crescendo di interviste in merito alla attuale complessa questione previdenziale e assistenziale, nel corso delle quali viene affrontato anche il tema delle salvaguardie e degli esclusi:
C’è ancora una parte di esodati che non possono accedere alle salvaguardie, per i “paletti” contenuti nelle norme: se ci sono ancora risorse disponibili, quei “paletti” non hanno ragione di essere.
On. Andrea Maestri (Possibile) – stralcio tratto da intervista apparsa su Blastingnews.com:
Anche per gli esodati i soldi ci sono. Il Governo tramite il sottosegretario ha confermato di non prevedere un’ulteriore salvaguardia. Questa posizione ottusa e rigida, dà la misura di quanto questo Governo consideri facoltativo il rispetto di regole basilari di uno Stato di diritto, come il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Particolarmente incisive appaiono le considerazioni dell’on. Andrea Maestri, laddove denuncia il perdurare di un danno costituzionale nei confronti della categoria degli esodati, stigmatizzando nel contempo la distanza del governo dai principi che regolano lo Stato di diritto.
La posizione espressa dall’on. Maestri è sostanziale, non tanto perché ribadisce le posizioni da sempre sostenute dagli esodati così come documenta anche il noto “Dossier Esodati” della Rete dei Comitati, bensì perché da tali considerazioni deriva la assoluta specificità della categoria e delle relative istanze. Il caso, così come lucidamente esposto, riconduce in tutta evidenza agli Artt. 3, 35 e 38 della Costituzione; di conseguenza, i diritti di tali soggetti non possono venire ulteriormente condizionati da mere speculazioni di carattere economico né l‘esiguo loro numero potrebbe giustificare un indirizzo che l’on. Maestri non esita a definire “ottuso e rigido”. Ma c’è di più.
Poiché l’intera vicenda origina da un grave vulnus causato dallo Stato, che tutt’ora permane nei confronti degli esodati esclusi dalla ottava salvaguardia, va da se che l’eventuale atto riparatorio, qualora venisse disposto, non potrebbe che riguardare la piena restituzione, in forma e sostanza, di quanto fino a qui negato. Ne consegue che non sarebbero adeguate ipotesi assistenziali né, tanto meno, sarebbero adeguate creative soluzioni previdenziali difformi dal quelle previste dal precedente regime loro spettante per diritto quesito.
Sanare definitivamente la questione esodati è un’esigenza ritenuta ormai inderogabile per diversi componenti la Commissione Lavoro e le interviste pubblicate, insieme alla nota al DEF, ne costituiscono l’evidenza. Le premesse ci sono e un partito di governo non può nascondersi dietro le ostinate pretese di qualche ministero. Si restituiscano i risparmi delle salvaguardie agli esodati (dall’ultimo report INPS dovrebbero superare abbondantemente il miliardo), con l’avvertenza che il beneficio non dovrà necessariamente andare a chi gli sia stata respinta una precedente istanza ma dovrà andare a chi è effettivamente in possesso dei dovuti requisiti; che il soggetto abbia o meno presentato domanda per una precedente salvaguardia non può valere ai fini del diritto. Il diritto si valuta sui requisiti, non sulle pregresse soggettive iniziative estemporanee. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Il film sugli Esodati al cinema da Novembre

L'Esodo, il film sugli Esodati al cinema da Novembre
Il film affronta il tema degli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.


Nato due anni fa da un'idea del regista Ciro Formisano, il film-denuncia L'Esodo, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane il 9 novembre. Attraverso la storia di Francesca, cinquattottenne esodata, il film affronta uno dei temi italiani più attuali e drammatici: gli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.
Il progetto cinematografico L'Esodo è no profit, sostenuto attraverso partecipazioni volontarie tramite il web, e si propone come strumento uno di protesta contro misure ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito, a causa della riforma Fornero.
Ad interpretare Francesca, sessantenne "esodata" che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un'inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli.
Ciro Formisano con L'Esodo debutta in un lungometraggio. e nella sceneggiatura ha incluso testimonianze di persone ridotte alla miseria a causa della riforma dell'ex Ministro Fornero. L'inizio riprese del film ha coinciso, a fine 2015, con la discussione della settima salvaguardia nella legge di stabilità.
Formisano ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l'entrata in vigore della Legge dell'ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell'età pensionabile, si sono improvvisamente trovati troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali.
Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell'uscita del film dovrebbe essere approvata.
Il film, distribuito da Stemo Production, uscirà al cinema il 9 novembre.

giovedì 28 settembre 2017

La vera storia di un’esodata

“L’Esodo” di Ciro Formisano, la vera storia di un’esodata (interpretata da Daniela Poggi)
26 settembre 2017
“L’Esodo” di Ciro Formisano, la vera storia di un’esodata (interpretata da Daniela Poggi). Il film-denuncia L’ESODO, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane per raccontare, per la prima volta, una pagina amara della recente politica del nostro paese. Ad interpretare Francesca, sessantenne “esodata” che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un’inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso, che le ha già permesso di trionfare come miglior attrice protagonista in tutti i festival in cui è stato presentato il film. L’ESODO nasce da un’idea del regista Ciro Formisano, qui al suo debutto in un lungometraggio, che ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l’entrata in vigore della Legge dell’ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell’età pensionabile, si sono improvvisamente trovati in un limbo: troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali. Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell’uscita del film dovrebbe essere approvata. Nel cast anche Rosaria De Cicco. Il film, distribuito da Stemo Production, uscirà al cinema il 9 novembre.
“Tre anni fa ho iniziato a seguire la vicenda degli esodati, convinto che sarebbe stata la più dura conseguenza del governo dei “Professori” e della grave rottura di un patto tra stato e cittadino. Ho filmato e raccolto testimonianze di esodati provenienti da tutta Italia, durante le manifestazioni, i presidi, le dure proteste che si contraddistinguevano dalle altre per la loro enorme civiltà. Per una dignità mai persa, nonostante in molti conoscevano la miseria per la prima volta e dopo una vita di lavoro. La stava conoscendo anche lei questa miseria, una donna che ho intervistato a lungo, la cui storia mi colpì molto. Ho pensato che era una storia che dovevo raccontare”.
CIRO FORMISANO
Sinossi: 2012. Anno del governo tecnico Monti. Francesca, 60enne, si ritrova improvvisamente nella condizione di esodata, e quindi senza alcun reddito. Anche con Mary, la nipote che vive con lei, la situazione precipita, proprio a causa del disprezzo che l’adolescente prova per la miseria in cui sono piombate. Non trovando alcuna soluzione, dopo aver bussato a numerose porte Francesca finisce a mendicare in Piazza della Repubblica a Roma. Le persone che attraversano quotidianamente la piazza rimangono colpite dalla sua immagine, così distinta e così lontana dallo stereotipo della mendicante. Francesca incarna la nuova povertà italiana. Tenendo la nipote all’oscuro di tutto, la donna riesce a superare l’imbarazzo dei primi giorni e a conoscere diverse persone incuriosite dalla sua condizione e frequentatori della piazza. Tra questi, il tedesco Peter, uno dei primi che riesce a strapparle un sorriso e con cui intraprende una tenera amicizia; un’irriverente zingara che cerca di cacciarla per difendere “la sua zona”; Cesare, un coatto dal fare misterioso ma affidabile, che tenta di infervorare l’animo della donna, aizzandola alla protesta. Le cose si complicano però, quando una giornalista le chiede di raccontarle la sua storia.


domenica 24 settembre 2017

Esodati esclusi dalla 8^ salvaguardia

Risposta   del Governo a sua interrogazione con il numero di 3.406 esodati esclusi dalla ottava salvaguardia
                        
INTERROGAZIONE N. 5-11470 On. Rizzetto ( FdI-AN )
Commissione XI Camera dei Deputati – seduta del 14 settembre 2017.

Immagine correlata         Passo ad illustrare l’atto parlamentare dell’On. Rizzeto, concernenti i soggetti non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni sulla c.d. “ottava salvaguardia” contenute nell’art. 1, comma 214 e ss (seguenti), della legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio 2017)

Al riguardo, dai dati forniti dall’INPS – e contenuti nella tabella (All. 1) che metto a disposizione dell’interrogante e dell’intera commissione – si evince che il numero complessivo dei soggetti esclusi dalla ottava salvaguardia per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita è di 273 unità (di cui 115 donne e 158 uomini). Di questi soggetti:
-         52 sono lavoratori con contratto a tempo determinato e prosecutori volontari senza versamenti che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2018;
-         221 sono soggetti appartenenti ad altre categorie che matureranno il diritto a pensione in data successiva al 6 gennaio 2019.
Dalla tabella emerge, inoltre, che le donne escluse dalla salvaguardia, nate dopo il 31 luglio1956, sono 1.359 mentre 1.774 sono i lavoratori collocati in mobilità privi dei requisiti per il diritto a pensione entro 36 mesi dalla fine del periodo di mobilità.

Ciò posto, con riferimento al quesito relativo al numero dei c.d. esodati ex. Postali – categoria avente decorrenza pensionistica oltre il 2018 e costituita da soggetti cessati dal lavoro con accordi individuali di esodo con Poste Italiane spa, entro il 31 dicembre 2011 – l’INPS ha precisato che in caso di cessazione individuale del rapporto di lavoro, né il lavoratore né il datore di lavoro sono tenuti ad alcuna specifica comunicazione all’Istituto; non è, pertanto, possibile distinguere le cessazioni unilaterali da quelle avvenute a seguito di accordi tra le parti.
L’Inps non è quindi in gardo di fornire il numero esatto dei lavoratori rientranti nella categoria che qui interessa. L’Istituto, tuttavia, ha fornito un dato approssimativo, individuando una platea pari a 82 lavoratori. Tale dato si ricava prendendo in considerazione i lavoratori di Poste Italiane cui l’Inps ha respinto, per assenza del requisito anagrafico o contributivo, la domanda di salvaguardia per cessazione del rapporto di lavoro derivante da accordo individuale sottoscritto entro il 31 dicembre 2011. Dal numero così ottenuto sono stati esclusi i lavoratori deceduti, i titolari di pensione, nonché i lavoratori cessati dopo il 31 dicembre 2012.
L’Inps ha, infine, precisato che la platea si riferisce esclusivamente ai lavoratori che hanno presentato domanda di salvaguardia.
Da ultimo, per quanto riguarda i c.d. esodati ex Alitalia occore precisare, preliminarmente, che l’art.1 della legge n. 147 del 2014 ha previsto l’acceso ai benefici della c.d. seconda salvaguardia in favore dei soggetti per i quali le imprese avessero stipulato – in sede governativa e entro il 31 dicembre 2011 – accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali, con utilizzo di ammortizzatori sociali.
Con specifico riferimento ai lavoratori Alitalia, per i quali risulta essere stato stipulato un accordo in sede governativa in data 11 marzo 2011, doveva risultare la cessazione dell’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 – con conseguente messa in mobilità – unitamente alla comunicazione dei nominativi dei lavoratori licenziati al Ministero che rappresento. Tuttavia, dai riscontri effettuati è emerso che, per i lavoratori in parola, non è pervenuta alcuna istanza aziendale di accesso alla seconda salvaguardia.

tabella (All. 1)



Tipologia
Sesso
Totale complessivo1
Titolari di contratto a tempo det. e prosecutori volontari senza vers. (requisito entro il 6/1/2018)
28
24
52
Altre categorie (requisito entro il 6/1/2019)
87
134
221
Totale esclusi per adeguamento aspettativa di vita
115
158
273




Donne escluse nate dopo il 31/7/1956
1.359

1.359
lavoratori privi dei requisiti entro 36 mesi dalla fine del periodo di mobilità
582
1.192
1.774
Totale generale
2.056
1.350
3.406




1dati estratti dalle certificazioni respinte aggiornate all'11/9/2017

sabato 23 settembre 2017

Camera: spunta l'ipotesi di una 9° salvaguardia pensionistica

Venerdì, 22 Settembre 2017
Presentate in Commissione Lavoro della Camera due risoluzioni per chiedere un nuovo intervento di salvaguardia pensionistica. Obiettivo tutelare soprattutto le ex lavoratrici delle Poste.


Riaprire il capitolo delle salvaguardie pensionistiche dato lo scarso utilizzo dei posti e delle risorse stanziate con l'ultima legge di bilancio in occasione dell'ottava salvaguardia. Con l'obiettivo di tutelare in particolare le lavoratrici postali che più degli altri hanno subito i danni della Legge Fornero. E' quanto chiedono due risoluzioni presentate questa settimana in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati dai deputati Simonetti e Rizzetto per impegnare il Governo a tornare sul tema "salvaguardia" finito in secondo piano dopo l'approvazione dell'Ape sociale.
In particolare, sarebbero state escluse dalla salvaguardia, pur avendone diritto, un gruppo di donne esodate cosiddette «postali», della cui categoria non vi è ancora una quantificazione certa sebbene vi siano tutti gli strumenti per individuarla (vi è una stima sommaria che censisce le lavoratrici attorno alle 40 unità). In data antecedente il 15 luglio 2011, le esodate in questione avrebbero sottoscritto con Poste Italiane spa accordi di incentivo all'esodo, facendo affidamento alla normativa vigente alla data degli accordi che prevedeva il raggiungimento del diritto previdenziale al compimento dei 60 anni. Le dimissioni sarebbero state la conseguenza del piano industriale di Poste Italiane, finalizzato ad una riduzione dei costi e attuato attraverso due differenti tipologie di accordi: una denominata «progetto Mix» che prevedeva l'assunzione di un figlio con contratto a tempo indeterminato e la contestuale risoluzione del rapporto di lavoro del genitore, l'altra, con accordo all'esodo, incentivato con una somma monetaria, appena sufficiente a soddisfare il minimo vitale e rapportata all'arco temporale intercorrente tra la risoluzione e la maturazione del requisito anagrafico per accedere all'assegno pensionistico.
Queste lavoratrici non sono entrate in salvaguardia perchè la decorrenza della pensione, calcolata con le previgenti regole, si colloca dopo il 6 gennaio 2019 a causa del progressivo innalzamento dell'età pensionabile previsto dalla legge 111/2011 e dagli effetti controversi della speranza di vita. Una beffa, ricordano nella risoluzione, perchè l'esigua contribuzione, persino inferiore ai 30 anni, è sufficiente per l'accesso alla pensione di vecchiaia ma non consente loro di aderire al regime sperimentale di opzione donna, nè alla cosiddetta APE Social anche in caso di sua proroga. Dunque una sorta di limbo dal quale non c'è via di uscita. La questione ha trovato la disponibilità dell'Onorevole Gnecchi (Pd) che ha preannunciato la prossima presentazione di una risoluzione sul tema anche da parte del PD.
Un nuovo provvedimento di salvaguardia, una nona salvaguardia pensionistica, potrebbe dunque riaffacciarsi entro la fine dell'anno, in occasione della legge di bilancio per il 2018. Del resto, come hanno osservato anche i sindacati, gli ultimi dati del monitoraggio dell'INPS aggiornato al mese di settembresull'andamento delle domande di accesso all’«ottava salvaguardia» confermano che, rispetto alle domande effettivamente presentate e accolte o ancora pendenti, le risorse destinate al finanziamento di tale provvedimento – come spesso accaduto in passato – sono state sovradimensionate. Solo poco più di 13 mila domande su oltre 30.700 posti disponibili sono state concretamente accolte. Dunque lo spazio per un provvedimento conclusivo che tuteli i lavoratori che maturino la decorrenza sino al 6 gennaio 2021 (data chiesto sin dall'inizio dai Comitati degli Esodati) potrebbe essere individuato. La palla è ora in mano della Politica.
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Giornata di lotta: cronaca del 20/9/2017

Una nutrita partecipazione di esodati , oltre 70, e di donne di OD , oltre 50 , hanno partecipato al presidio il mattino e poi in delegazione 16 di loro hanno partecipato alle ore 14 all'incontro a MdL con il capo Gabinetto dott Luigi Caso e il dott Bruno Busacca, che abbiamo ringraziamo per la loro disponibilità e competenza. Siamo contenti che erano presenti al presidio anche molti già salvaguardati , tra cui alcuni coordinatori di comitati come Daniele Martella CDE e Emilio De Martino , con molti dei partecipanti ai loro comitati, già salvaguardati, per aiutare a ottenere la 9^ o soluzioni strutturali.
Al presidio il mattino abbiamo parlato a lungo con 4 sindacalisti . Erano presenti al presidio i responsabili dei 3 sindacati CGIL CISL e UIL . Ezio Cigna x CGIL , Angelo Marinelli e Valeria Picchio x CISL , Fabio Porcelli x UIL , responsabili dei 3 sindacati nazionali per previdenza, pensioni, welfare , condizione femminile . Molti esodati e donne di OD hanno potuto spiegare le ragioni delle loro richieste e esporre i loro casi personali ( rappresentativi anche della situazione di altri /e ) Richieste che saranno utili da porre alla attenzione dei Tavoli Governo Sindacati. I 3 sindacalisti hanno appreso molto, si sono aggiornati , hanno dato risposte a casi singoli e collettivi e fornito le loro impressioni su alcune richieste difficili da far passare al tavolo col Governo. E stata una mattinata UTILE trascorsa davanti al MdL, parlando con i rappresentanti dei Sindacati intervenuti ai quali abbiamo rinnovato le ns. ragioni e la ns. istanza di perorare la causa degli esodati esclusi dall'8a Salvaguardia per ottenere una soluzione definitiva e per ottenere soluzioni per le donne. Verso le 12 ci siamo recati alla Sede del PD al Nazareno dove alcuni di noi sono entrati per incontrare Lucio Cafarelli per informare esponenti del partito come il Prof. Nannicini e Prof. Leonardi , che spiegano come si ottiene il consenso del popolo degli esodati , delle donne, dei disoccupati a Renzi e a Gentiloni , Padoan , Poletti , fornendo giuste soluzioni. E' seguito un incontro a Piazza Montecitorio con l'On. le Rizzetto, che abbiamo ringraziato per il suo lavoro e la sua interrogazione , e al quale abbiamo ancora una volta esposto l'incresciosa situazione di esodati esclusi, di cui peraltro è già ampiamente a conoscenza . di cui si è fatto parte attiva con la sua recente interrogazione ( sotto la risposta e i numeri che sono veramente BASSI 3.406 esclusi da 8^ ) e per le interrogazioni per donne di OD + alle ore 13 in zona Montecitorio un breve incontro con Cavallo Salvatore , collaboratore di Gnecchi che ci ha dato alcuni consigli su risorse che vanno al FOSF (del MdL) e richieste per il Contatore OD e altri suggerimenti Il presidio del pomeriggio all'INPS non si è svolto , poiché MdL ci ha potuto ricevere solo alle 14. L'incontro, che doveva aver luogo alle ore 11.00 a MdL, è stato spostato alle 14.00, facendo saltare il presidio delle 14 - 18 alla Sede DG INPS di via Ciro il Grande 21. Poco male . Numerose risposte le abbiamo ottenute da DG INPS via mail da Vito la Monica , Vice DCP di Sabatini, e altre durante l'incontro MdL . Altre per arrivo lettere di salvaguardia per 8^ le solleciteremo comunque via mail , con telefonate e se servirà con incontri. ................................... incontro a MdL iniziato alle 14.00 qui i nomi della delegazione per incontro a MdL di 13 Esodati e 3 OD : Salvatore Bello, Giovanni Magno , Gianni Giambenedetti, Luisa De Carli , Anna Orrù , Emilio Prina , Maria Teresa Zivoli Calogero Tricoli , Moreno Morettoni, Tommaso Tatoli , Carla Panera , Antonio Baldo , Claudio Ardizio . + 3 OD Vania Barboni , Stefania Antonella Porcu , Silvia Antonelli . Grazie a Rita Carlizza, che ha ceduto il posto a Zivoli . Alle 14.10 è iniziato l'incontro al MdL, presenti il Dott. Caso e Dott. Busacca, ai quali, a turno abbiamo evidenziato l'esigenza di porre fine una volta per tutte a questa grave situazione di esclusione, con vari interventi sia di rappresentanti di Opzione Donna che degli esodati, alcuni esclusi per pochi giorni, altri con anni contributivi inferiori a 30 ed anche 25 anni in alcuni casi. Claudio Ardizio ha spiegato che i numeri degli esodati da salvare esclusi da 8^ sono 3.406 ( ha illustrato la risposta a interrogazione di Rizzetto con tabelle ) , e che anche inserendo quelli che non hanno fatto domanda in ottava si giunge al massimo a 5 - 6.000 da salvare con le risorse non utilizzate dell ottava (si stima oltre un miliardo e cento milioni che vanno al FOSF di esclusiva competenza del Ministero del Lavoro - su cui il MEF e RGS non può porre VETI) Ha chiesto salvezza per TUTTI , ma se un limite il governo lo vuole porre che si arrivi al 2023, poiché conosciamo casi di mobilitati in 8^ che maturano il requisito alla fine del 2021 e hanno decorrenza pensione nel 2023 . Ciò per equità e anche per evitare futuri ricorsi di incostituzionalità se si diversifica la salvezza per tipologie. Si chiede di congelare AdV per ultimi esodati ai valori della ottava e di usare la maturazione del requisito per TUTTI. se un limite ci sarà ci chiede per i rimanenti esodati di adottare un provvedimento OPZIONE ESODATE/I a 60 anni . Vania Barboni ha spiegato le richieste delle donne di opzione donna che aspettano i dati e il CONTATORE con le risorse non utilizzate (si stima oltre un miliardo) su 2.500 milioni di costi per opzione donna per la proroga di OD al 2018 e per altre misure a favore delle donne . Durante l'incontro avvenuto ieri 20 settembre 2017 presso il MDL , le donne presenti del comitato Opzione Donna Proroga 2018 hanno portato sul tavolo del confronto i report relativi ai flussi trimestrali Inps, dove si evince un calo di accessi al regime sperimentale OD, per cui, i risparmi residui debbono restare per la sua prosecuzione. È stato sottolineato che i risparmi dello Stato su donne che si pensionano con OD nel medio è lungo termine ammontano a circa 23mld. Il capo di gabinetto ha replicato che i soldi residui del contatore di OD sono ritornati nelle casse dello Stato (al MEF perché non è stato previsto un fondo apposito), ovviamente da parte delle donne di OD c'è stata indignazione e rabbia. L'argomento prevalente del colloquio è poi stata Ape ( volontaria e sociale) e un cenno su quota 41. I sindacati hanno presentato, come da noi postato e qui allegato, il documento unitario in cui al punto 10 siamo stati inseriti per la ricerca di soluzioni strutturali definitive : 10. Verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati gestendo le problematiche aperte. si aspettano le risposte del Governo L'INPS da tempo dovrebbe fornire a giorni la reportistica completa delle RISORSE NON UTILIZZATE in 8^ per capire l'entità dei costi utilizzati e dei fondi residui NON UTILIZZATI sia su 8^ , sia sul contatore OD, che abbiamo chiesto vengano utilizzati per gli esodati e OD (in Lds Legge 236-2016 si prevede la possibile prosecuzione di OD) come previsto dalla legge 236-2016 = LdS e normative a suo tempo emanate Il 5 Ottobre il Governo comunicherà alle 2 Camere una relazione dettagliata sul DEF , che sarà approvato oggi 21.9 - come BOZZA- in consiglio dei Ministri , ( gli allegati le cifre le rimaneggiano fino al 5 ottobre ). In quella relazione bollinata da MEF e RGS anche il ministero del Lavoro conoscerà la capienza delle risorse da destinare alla previdenza , e a soluzioni per esodati , OD , miglioramenti su APE e quota 41 e altro per ammortizzatori sociali , e pensionati Il DEF è la base per redigere la LDS Legge di Bilancio da inviare in Europa entro il 15 ottobre e al Senato entro il 25 ottobre. Gli esponenti del Mdl hanno detto che non solo Poletti ma anche il Governo è a conoscenza della questione che ci sono ancora ESCLUSI da 8^ ma che dovrà anche sanare altre situazioni socio-economiche oltre agli esodati : disoccupati ecc . richieste al Tavolo Governo Sindacati. Le Impressioni sono positive : si è aperto un minimo spiraglio per una altra soluzione per gli esodati , che noi chiediamo sia almeno fino al 2021 per la maturazione del requisito ( = decorrenza fino al 2013 ) congelando ADV ai valori della ottava + a scelta chi sarà oltre una soluzione OPZIONE ESODATI con 60 anni di età e 25 anni di contributi ( molte donne esodate hanno 26 27 anni e non raggiungono il minimo per APE) OPZIONE con 60 anni di età (anche per gli uomini disoccupati involontari ) modulando gli anni di contributi può essere estesa a disoccupati/e involontari (licenziati senza sussidi) e a altri casi deboli : 25 anni di contributi per chi ha 10 anni di disoccupazione - 26 per 7 disocc - 27 5 disocc , 28 per 3 disocc 29 per 1anno disoccupazione involontaria. Attendiamo tale data 5 Ottobre e incontro Governo Sindacati di ottobre per i futuri sviluppi , sapendo che si può ancora interagire con colloqui e incontri col Presidente Gentiloni, Padoan e Poletti . Nel frattempo abbiamo chiesto alle forze politiche ed ai 3 sindacati che ci hanno sempre aiutato un pressing presso il governo affinché metta le risorse per ottenere quanto ci spetta di diritto !! cioè soluzioni giuste e definitive per esodati e donne Chiederemo ai 3 Sindacati di valutare mobilitazioni al MEF in via XX settembre per i primi di ottobre se le risposte del DEF non arriveranno o siano negative. per tutti coloro che aspettano GIUSTE soluzioni previdenziali, 9^ salvaguardia, proroga opzione donne, APE strutturale e inclusiva di disoccupati involontari e soggetti deboli , estensione quota 41. Nel frattempo abbiamo chiesto alle forze politiche che ci hanno sempre aiutato un pressing presso il governo affinché Padoan metta in pratica quanto ci spetta di diritto !!

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domenica 10 settembre 2017

Rizzetto: estendere l'8^ salvaguardia

L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono, selfie e primo pianoPensioni, Rizzetto punta ad una estensione dell'ottava salvaguardia
Domenica, 10 Settembre 2017
Calendarizzata in Commissione Lavoro alla Camera la risposta del Ministero del Lavoro ad un ampliamento dell'ottava salvaguardia.Censire gli esodati esclusi dall'ottava salvaguardia pensionistica ed ampliare di conseguenza il perimetro di tutela. E' quanto chiede al Governo l'Onorevole Walter Rizzetto (ex M5S, ora passato al gruppo Fratelli d'Italia) in una interrogazione parlamentare presso la Commissione Lavoro della Camera calendarizzata per Giovedì prossimo (5-11470). "E' necessario conoscere il numero degli esodati esclusi dalla cosiddetta 8° salvaguardia, suddividendoli tra donne e uomini, poiché la loro decorrenza previdenziale matura in data successiva al 6 gennaio 2019 (al 6 gennaio 2018 per contratti a tempo determinato o lavoratori autorizzati ad effettuare versamenti volontari senza versamenti), a cui si perviene a causa del progressivo incremento dell'aspettativa di vita, particolarmente penalizzante per le donne e non previsto al momento in cui furono sottoscritti gli accordi di esodo o di mobilità" si legge nel testo dell'interrogazione.
"L'incremento dell'aspettativa di vita si basa su parametri previsionali e non reali, come peraltro dimostrano recenti dati che attestano invece un calo dell'aspettativa di vita. Il dato sulla consistenza numerica di detti lavoratori potrebbe essere individuato, tramite il codice fiscale, tra le domande non accolte dei lavoratori/trici sui report dell'Inps relativi alla 8° salvaguardia. "dalle domande non accolte vanno eliminate: quelle duplicate, tenendo solo le copie dei codici fiscali di chi ha beneficiato della ottava salvaguardia; i casi di diniego per coloro che non hanno contributi sufficienti; i casi di coloro che non sono «esodati», perché usciti dal lavoro dopo la «legge Fornero», cioè ove si verifichi la data di ultima contribuzione lavorativa dopo il 31 dicembre 2011 (se non preceduta da accordi in azienda o da periodi di cassa integrazione guadagni straordinaria, indennità di disoccupazione o altri ammortizzatori sociali).
L'interrogante chiede quindi se e quali iniziative il Ministro intenda adottare per individuare definitivamente il numero complessivo, tenendo conto delle considerazioni sopra citate, di:
a) «esodati» rimanenti aventi decorrenza pensionistica oltre il 6 gennaio 2019 (il 6 gennaio 2018 per contratti a tempo determinato o lavoratori autorizzati a versamenti volontari senza versamenti), in particolare le donne nate dopo il 31 luglio 1956 e i mobilitati con maturazione del diritto dopo i 36 mesi dal termine della mobilità;
b) lavoratori/lavoratrici ex postali;
c) esodati ex Alitalia – Linee aeree italiane e Alitalia – Compagnia aerea italiana.
In merito all'ottava salvaguardia si noti peraltro che l'Inps ha accolto, allo scorso 31 luglio 2017, circa 13 mila domande a fronte degli oltre 30mila posti a disposizione. Se maturasse la volontà politica sarebbe dunque possibile una ulteriore estensione delle disposizioni verso le platee escluse a causa ad esempio dello slittamento dei requisiti alla speranza di vita.
(Leggi)